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:: Libertà d'Informazione ::
Dal 4 febbraio 2006 Enrique Ramòn Galeano, giornalista radio, è considerato "desaparecido". Negli ultimi cinque anni sono scomparsi
nel nulla 5 giornalisti che lavoravano sulle tematiche legate alla
mafia e al narcotraffico e nonostante
la scomparsa e l’assassinio di 50 persone che vivevano nella
provincia di Concepcion, né il governo né la polizia
né la magistratura hanno fin’ora mosso un dito. La mafia , il
terrorismo di stato e l’impunità in Paraguay continuano a essere
la più grande minaccia alla libertà di informazione e
alla società civile.
Il buco nero dell'informazione
Di Manfredo Pavoni Gay - per Selvas.org

Si chiamava Enrique Ramòn Galeano
ma nel piccolo villaggio di Yby Yaù nella provincia di
Concepcion in Paraguay, lo chiamavano scherzosamente “pirulito”. Faceva
il giornalista per una radio privata e si occupava di inchieste
sul narcotraffico nelle zone di frontiera tra Brasile e Paraguay. Per
vivere,e mantenere i suoi 4 figli visto che in Paraguay fare il
giornalista indipendente è un mestiere che rende poco, si
arrangiava:elettrotecnico e a tempo perso, animatore alle feste per
bambini. Dal giorno 4 di febbraio Galeano risulta “desaparecido” e
molti suoi compagni e colleghi temono che sia già morto. A
niente sono valsi gli appelli della Federazione della stampa
paraguaiana, del sindacato dei giornalisti, di Report sens
Frontière, degli organismi internazionali per i Diritti Umani. Secondo
Fuerza Ciudadania una ong locale in questa zona di frontiera che
attraversa gli stati brasiliani del Paranà e del Mato Grosso do
Sul, negli ultimi due anni sarebbero scomparsi e assassinati
almeno 50 persone tra attivisti politici, delle ONG e giornalisti
indipendenti. Se si escludono i sette giornalisti uccisi in Iraq,
l’America Latina è il continente che, dall’inizio di questo
2006, ha il tasso di “mortalità giornalistica” più
elevato al mondo; agli assassini si devono, purtroppo, aggiungere anche
le intimidazioni, le percosse, le minacce, che nel caso del Paraguay
spesso sono opera di deputati del Partito Colorado che non tollerano
una stampa libera e indipendente. Prima di scomparire Enrique
Galeano aveva chiamato dal suo cellulare una fabbrica agricola di nome
“Ardevan” di proprietà del narcotrafficante brasiliano Carlos de
Rocha conosciuto come “Cabezabranca”.

Le testimonianze raccolte da chi ha visto il giornalista per l’ultima
volta sono confuse e contraddittorie.Secondo Ramon Espinola
ispettore della polizia Nazionale paraguaiana Galeano la notte del 4
febbraio dopo aver terminato il suo programma a radio Parque
nella città di Azotey dove lavorava, aveva chiesto un passaggio
proprio davanti al commissariato, ad un camionista di Azoteyche
trasportava legna verso la frontiera brasiliana non avendo nemmeno i
soldi per prendere l’autobus della ruta 3 che lo avrebbe portato a Yby
Yaù dove abitava la sua famiglia. Secondo l’autista del camion,
un brasiliano, Reginaldo da Silva Galeano, il giornalista non
sarebbe sceso nella località dove abitava ma gli avrebbe chiesto
di portarlo fino alla città di Pedro Juan dove avrebbe preso una
stanza all’hotel Dina insieme ad una prostituta che sarebbe rimasta con
lui fino al giorno seguente, poi sarebbe scomparso. C’è da
domandarsi con che soldi avrebbe pagato l’hotel e la prostituta visto
che non aveva nemmeno il danaro per il passaggio.
Minacce di morte ripetute
Bernardina
Quintana, moglie di Galeano, ha smentito questa ricostruzione e
ha raccontato ai giornalisti e alle associazioni per i Diritti Umani
che suo marito che le aveva telefonato quella sera stessa dicendogli
che stava tornando a casa, e che nelle ultime settimane aveva
ricevuto diverse minacce di morte . Dopo una grande mobilitazione
della società civile dei sindacati e della chiesa paraguaiana
Rafael Filizzola deputato dell’opposizione al parlamento paraguaiano ha
lanciato una dura accusa al deputato colorado (il partito che da 55
anni detiene il potere in Paraguay) Magdaleno Silva accusato di essere
colluso insieme alla polizia locale con la mafia che opera nella zona
di frontiera e che sostiene il governo di Nicanor Duarte.
«Nonostante la scomparsa e l’assassinio di 50 persone che
vivevano nella zona, né il governo né la polizia
né la magistratura hanno fin’ora mosso un dito», ha
dichiarato Filizzola. Secondo un sondaggio del quotidiano paraguaiano
Ultimahora il 90% dei lettori sono convinti che nella scomparsa di
Galeano sia direttamente coinvolti il deputato colorado e il capo della
polizia locale che hanno sostenuto la fantomatica ricostruzione secondo
cui Galeano sarebbe scappato con l’amante in Brasile.

«Negli
ultimi 5 anni, racconta Miguel Lopez, giornalista del quotidiano
Ultimahora, sono scomparsi nel nulla 5 giornalisti che lavoravano sulle
tematiche legate alla mafia e al narcotraffico. La mafia , il
terrorismo di stato e l’impunità in Paraguay continuano a essere
la più grande minaccia alla libertà di informazione e
alla società civile». Il caso di Enrique Galeano è
l’ultimo di questa incredibile sequela di delitti, ma da parte del
governo e della polizia invece che una seria indagine si alimenta una
versione dei fatti di tipo letteraria con ingredienti piccanti come la
fuga con l’amante, notti di orgie con prostitute, un improbabile
autoesilio dorato in qualche località del Brasile , per
confondere l’opinione pubblica e coprire probabilmente una oscura
e vecchia storia di sparizione forzata.
Manfredo Pavoni Gay - Membro
della Lega per i Diritti e la Liberazione dei Popoli e di Attac si è
laureato in teologia protestante, ma fondalmentalmente è agnostico.
Frequenta Master in DDHH e Cooperazione internazionale, pubblicista, ha
lavorato sulle tematiche dell'impunità e della memoria con le Nonne di
plaza de Mayo e con il premio Nobel alternativo paraguayano Martin
Almada. Per sopravvivere è costretto a fornire la sua opera al Comune
di Milano. I suoi poeti preferiti sono Mario Benedetti e Juan Gelman, i
suoi fumetti, L'Eternauta e Corto Maltese.
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