:: Selvas.org::
:: Occhi aperti sulle Ande :: Ojos abiertos en los Andes ::
SELVAS.org


31-07-2006
Home
Portada

Chi siamo
Quien somos

Contattaci
Contacto


:: ELEZIONI PRESIDENZIALI MESSICO::

Nubi di tormenta sul Messico

Per Selvas.org dal Messico le analisi

di Claudio Albertani




Città del Messico, Domenica 30 luglio.

:: MEXICO su SELVAS.ORG ::
Di Claudio Albertani:
Il potere di veto
dei movimenti sociali


Il Messico nel momento del pericolo

Soluzione o Rivoluzione

López Obrador, il subcomandante Marcos e l'autonomia dei movimenti sociali


Se si sveglia il vulcano
di Gianni Proiettis

Ciò che sta succedendo in Messico è sintomatico. Un paio d'anni d'anni fa, i poteri forti presero la decisione di impedire che il candidato del centro-sinistra, Andrés Manuel López Obrador, detto AMLO, diventasse presidente. In marzo, le inchieste gli davano però dieci punti di vantaggio sul più vicino concorrente, Felipe Calderón, il candidato della destra. Il presidente Fox bruciò allora 150 milioni di dollari dell'erario pubblico in spot pubblicitari accusando AMLO di essere un pericolo pubblico. Timorosi di perdere anche un apice di privilegio, i grandi monopoli (Wal-Mart, Coca-Cola, Fiesta Mexicana, Sabritas, Jumex…) si unirono alla crociata facendo correre fiumi di dollari, mentre le catene radio-televisive avviavano la subdola guerra delle calunnie ottenendo, in cambio, nuovi e scandalosi privilegi. Niente da fare. A fine giugno, le distanze si erano ridotte, però AMLO si manteneva incredibilmente al primo posto. A quel punto bisognava prendere una decisione drastica e l'Istituto Federale Elettorale (IFE), mescolando tecniche di contraffazione antiche e moderne, organizzò una frode quasi perfetta. Il 2 luglio, giorno delle elezioni, trascorse tranquillamente e l'IFE aggiudicò la vittoria a Felipe Calderón per una manciata di voti.

Era la vecchia scommessa sulla servitù volontaria: di fronte al fatto compiuto, il popolo avrebbe protestato, ma alla fine avrebbe chinato la testa. Grave errore. Invece di diminuire, l'indignazione non ha fatto che aumentare insieme alle menzogne di stato. Sabato 8 luglio, alla prima "assemblea informativa" convocata da AMLO in piazza della Costituzione, si presentarono 500.000 persone. Domenica 16 luglio, erano un milione e mezzo; domenica 30 luglio, oltre 2 milioni, la più grande dimostrazione politica della storia del paese.
Nel frattempo, sono giunte le prove della frode. In primo luogo, un nutrito gruppo di studiosi dell'università nazionale (UNAM) ha denunciato l'incoerenza matematica tanto dei risultati preliminari come di quelli definitivi presentati dall'IFE. Inoltre, si sono moltiplicate le testimonianze che parlano di furti di urne, compra-vendita di voti, nomi tolti o aggiunti dalle liste elettorali, persone cui è stato impedito di votare. Secondo la denuncia presentata al Tribunale Elettorale -cui spetta dichiarare chi sarà il prossimo presidente, oppure annullare le elezioni entro il 6 settembre-, in 70.000 dei 133.000 seggi si sono verificate delle illegalità. Ce n'è per annullare le elezioni, ma AMLO, che è sicuro di aver vinto, chiede unicamente un nuovo conteggio, urna per urna, voto per voto.



Lopez Obrador durante la manifestazione di domenica 30 luglioi

:: SPECIALE MEXICO
PRESIDENZIALI del 2 LUGLIO 2006 ::
Attuale Presidente:
Vicente Fox Quesada del PAN
(dal 1 di Dicembre del 2000)
Centrodestra
PAN
(Partito Azione Nazionale)
:
Felipe Calderon -> 35,88%

Sinistra
PRD
(Partito Rivoluzione Democratica)
:
Lòpez Obrador (Amlo) -> 35,31%

PRI
(Partito Rivoluzionario Istituzionale)
:
Roberto Madrazo -> 35,88%

EZLN - Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
IFE - Istituto Federale Elettorale

La destra la presenta come una pretesa stravagante, tuttavia un'inchiesta dell'impresa Ipsos-Bimsa rivela che il 48 per cento dei cittadini messicani è d'accordo e che solo il 28 per cento è contrario, mentre il resto è neutrale. Come domenica 16, la manifestazione del 30 è partita alle ore 11 dal Museo di Antropologia in direzione dello zocalo. Centinaia di migliaia di persone, in gran parte cittadini senza partito, hanno invaso il centro fin dalle prime ore del mattino ed alle 10 era già impossibile accedervi. Per varie ore la folla ha atteso pazientemente l'arrivo di AMLO che camminava in testa al corteo, accompagnato dai suoi collaboratori. Niente polizia, niente provocazioni.

L'atmosfera era festosa: numerosi carri allegorici, cartelli satirici, gruppi danzanti, bande musicali, maschere e pupazzi. Però era un'allegria cupa: se la frode passa, il deterioramento sociale sarà terribile. "Impossibile vivere di nuovo l'umiliazione dell'88", ha proclamato la scrittrice Elena Poniatowska, improvvisata ed efficace oratrice. "Abbiamo imparato ad essere un paese valoroso. Non siamo violenti. Chi
esercita la violenza quotidiana è il governo. La nostra resistenza è legale, trasparente e pacifica. La facciamo a cielo aperto, sotto il volo degli elicotteri…


Poi è stato il turno di AMLO che ha fatto un intervento breve e contundente. "Abbiamo mantenuto la parola. Siamo il doppio della volta scorsa." Ed ha presentato il programma di lotta per le prossime settimane: resistenza civile pacifica ed occupazione simbolica del centro storico fino alla decisione finale del Tribunale Elettorale. Come finiranno le elezioni più combattute della storia del Messico? Difficile dirlo. La lotta contro la frode può convertirsi nella strada maestra per la ricomposizione dei movimenti sociali. D'altra parte, i magistrati si trovano sottoposti a molteplici pressioni. Però conoscono la storia. Nel 1910, una frode presidenziale sfociò in una rivoluzione sociale.



LA LA GENTE YA SE LE PRENDIO EL CORAZON
 
Di ELENA PONIATOWSKA

Levantemos la cabeza con orgullo porque es el momento de la resistencia.
Imposible vivir de nuevo la humillación de 1988 y dejarnos avasallar por el poder.
Imposible escuchar las voces que nos dicen  que no hay remedio. Somos dos millones de gentes dispuestas a quedarnos a vivir en el Zócalo y a convertir el coraje en orgullo y la alegría en lucha cotidiana.

Aquí estamos de pie y estamos bien parados.

Nos habíamos acostumbrado al "casi ganamos", "casi lo logramos", "casi la hicimos", "casi llegamos" y nos conformábamos pero ahora ya no. En esta lucha pacífica hemos aprendido a cambiar, a ser más valientes. Somos dos   millones de gentes  de pie, en la plaza más bella del mundo, en el ombligo de la luna, en el corazón de México y con nuestra presencia queremos darle al gobierno actual una prueba contundente de nuestro descontento. N o nos quedamos en nuestra casa a esperar como hace ocho años y nos hemos  organizado aunque todavía no muy bien porque apenas es el principio. Somos los de a pie, somos los que marchamos, somos los que levantamos la voz y el brazo en alto. Aunque haya que caminar todo el país, paso a paso, aunque durmamos en los cerros, aunque nos empape la lluvia, seguiremos siendo caminantes y cuando regresemos a esta plaza a rendir cuentas permaneceremos de pie, tal y como lo estamos ahora, de pie, aquí en esta plaza.

Ya se nos prendió el corazón.

Si, somos muy malos, si Andrés Manuel López Obrador es muy malo porque no se deja, porque no nos dejamos. Sí, queremos el recuento y que se transparente la elección. Y, ¿qué tiene de malo recontar? Como dice Chaneca: "si no hay nada que ocultar, que los vuelvan a contar." ¿Cuál es el problema? Ante la duda, la ciencia vuelve a contar. Tampoco pedimos que vuelva a hacerse la elección, mucho menos un interinato, lo único que exigimos es contar voto por voto, casilla por casilla.
 
Somos un pueblo acostumbrado a la violación de las leyes, somos un pueblo noble, somos un pueblo aguantador. No es cierto que seamos violentos, somos pobres y la pobreza a ratos no se aguanta y estalla. El que nos ha hecho violencia cotidiana y nos ha denigrado es el gobierno al discriminarnos, al no darnos escuela, al no protegernos. Ni provocamos ni pretendemos   encender los ánimos, solo queremos decir nuestra verdad.
La fuerza moral de nuestra resistencia está a la vista en su carácter civil, legal y pacífico. La resistencia sabe esperar pero no se raja. La resistencia no se desanima. No   abandonaremos el esfuerzo. Si nos insultan es porque no tienen argumentos en contra nuestra. Resistimos hoy porque vamos a resistir mañana y porque en cada uno de nosotros están las raíces de la resistencia civil, pacífica que es parte de nuestra historia. Morelos, Hidalgo, Guadalupe Victoria, Juárez, Guillermo Prieto,   Madero, Zapata, Villa, Lázaro Cárdenas resistieron como lo hicieron Demetrio Vallejo, Valentin Campa, Othón Salazar, Frida Kahlo, Rosario Ibarra, Evangelina Corona, Ruben Jaramillo, Florencio "El Güero" Medrano, los huelguistas de Rió Blanco y Nueva Rosita, los mineros de Pasta de Concho y las costureras damnificadas de los dos terremotos de 1985. La resistencia ha sido la razón y la legitimidad de nuestra historia.
Nuestra resistencia es abierta, legal, transparente y la hacemos aquí a ojos vistas y a cielo abierto, bajo el vuelo de los helicópteros. No somos conspiradores ni los judas de cartón que tanto le gustaron a Diego Rivera. La resistencia amanece todos los días a nuestro lado, la resistencia nos fortalece y nos hace los hombres y las mujeres que aspiramos a ser, la resistencia construye al México que queremos para nuestros hijos. Todos somos resistencia civil y creativa.
Ya se nos prendió el corazón y lo levantamos con orgullo aquí en el centro de México,   en esta gran fiesta de la resistencia.


- Per contattare gli autori : redazione@selvas.org


SELVAS.org - Disclaimer - Copyleft
In ottemperanza con la nuova legge sull'editoria italiana, si segnala che selvas.org non è' un periodico. Qualunque testo vi appaia non ha alcun tipo di cadenza predeterminata nè predeterminabile. Non essendo una testata giornalistica, non esiste editore. Tutti i contenuti sono a responsabilità e copyright dei siti linkati o di chi li ha scritti. I dati sensibili relativi alla legge sulla privacy sono tutelati in ottemperanza alla legge 675/96 e dal dpr 318/99. Il contenuto del sito può essere liberamente citato, linkato ed anche copiato (a patto si citi selvas.org come fonte). Per qualunque altra informazione scrivere alla redazione.