| Dal 12 agosto non si hanno più notizie di uno dei più noti difensori dei diritti umani e fondatore della Fondasyon Trant Septanm (Fondazione trenta settembre). Pierre-Antoine ha esperienza di molti anni di lavoro come psicologo a supporto delle vittime della violenza armata ed è un noto attivista, anche all'estero, contro i golpe che hanno funestato Haiti.
Haiti: scompare il noto attivista per i diritti umani Pierre-Antoine Lovinsky
Di Alma Giraudo, per Selvas.org

Lo psicologo Pierre-Antoine Lovinsky
30 settembre 2007
Dal 12 agosto non si hanno più notizie di uno dei più noti attivisti per i diritti umani e fondatore della Fondasyon Trant Septanm (Fondazione trenta settembre) Pierre-Antoine Lovinsky.
Dopo aver trascorso una settimana lavorando con le associazioni Projet Prioritaire Haïtien e Fondasyon Mapou è svanito nel nulla. La sua auto è stata ritrovata nella notte tra il 12 ed il 13 agosto nel sobborgo di Delmas (Port-au-Prince): al suo interno tracce di sangue.
La richiesta di riscatto di 300.000 dollari che ha ricevuto la famiglia dopo pochi giorni ha tutta l'aria di essere un depistaggio: nessuno ha fornito prove che Pierre-Antoine sia ancora vivo e nessuno, dopo quella telefonata, si è più fatto sentire.

Haiti: cronache di una morte annunciata
Alma Giraudo per Selvas.org
Ecco un dossier che dimostra la responsabilità dell'Unione Europea nella destabilizzazione di Haiti negli anni, nei mesi e nei giorni che hanno preceduto e seguito il colpo di stato del 29 febbraio 2004.
(Anche in PDF)
Haití: crónicas de una muerte anunciada
Alma Giraudo por Selvas.org
Un informe que demuestra la responsabilidad de la Unión Europea en la desestabilización de Haití durante los años, meses y días anteriores y posteriores al golpe de Estado del 29 de febrero de 2004.
(Tambien en PDF)
La responsabilité
de l'Union Européenne
dans la déstabilisation d'Haïti pendant les années, les mois et les jours qui ont précédé et suivi le coup d'État du 29 février 2004
(.DOC Download)
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Pierre-Antoine Lovinsky è un esponente di spicco del movimento Lavalas: psicologo, dopo aver lavorato a programmi di alfabetizzazione con i bambini di strada degli slum di Port de Paix si è trasferito nella capitale creando organizzazioni come Fondsayon Kore Timoun Yo per i bambini di strada di Port-au-Prince, Foyer pour Adolescentes Mère, un centro per madri adolescenti e Map Vivre (Io vivo), un programma per offrire supporto psicologico e medico alle vittime del colpo di stato contro Aristide del 1991.
Comprendendo però che non era sufficiente offrire supporto medico-psicologico, ha creato la Fondasyon Trant Septanm (dalla data del golpe del 1991) per affrontare le problematiche sociali economiche e politiche alla radice della sofferenza delle vittime sia del golpe del 1991 sia quello del 2004.
Pierre-Antoine, molto noto ed ascoltato fra l'immensa popolazione povera di Haiti, così come all'estero, ha sempre fortemente criticato l'occupazione militare, prima da parte degli USA, Canada e Francia (ai quali si era aggiunto il Cile), poi da parte dell'ONU. Ha organizzato ed ha partecipato a tante manifestazioni contro il regime golpista e l'occupazione militare del suo Paese: l'ultima il 28 luglio. Ha inoltre partecipato ad incontri e manifestazioni negli Stati Uniti contribuendo a far conoscere in quel Paese la realtà Haitiana e le responsabilità del governo nord americano.
Pierre-Antoine è sopravvissuto agli anni violenti della dittatura militare 1991-1994 ed ai giorni terribili prima e dopo il 29 febbraio 2004, (sfuggendo ai golpisti che lo volevano uccidere), data dell'ancora più brutale colpo di stato che ha aperto la strada al violento regime di Gerard Latortue, sostenuto e consigliato da USA, Canada, Unione Europea.
Purtroppo il suo impegno e coraggio sono stati fermati adesso, in questo periodo difficile susseguente al regime di Latortue, che vede la presenza di dubbi personaggi che circolano per il Paese indisturbati approfittando della debolezza della polizia haitiana e della (nella migliore delle ipotesi) indifferenza della forza ONU.
Gravi e inquietanti dubbi
Quello di Pierre-Antoine appare come un chiaro sequestro politico e vi sono ben poche speranze di riuscire a sapere cosa gli sia successo: leggendo la sua ultima intervista, rilasciata a marzo, risulta evidente quanti (e chi) lo volessero far scomparire per sempre (stralci dall'intervista sono riportati più sotto).
Il commissario di polizia Frantz Thermilus, denunciando anche una certa inettitudine e contraddizioni nell'operato della polizia giudiziaria, ha diffuso le foto assai inquietanti di una persona, un bianco con gli occhiali scuri, appoggiato ad un'auto dell'ONU ed attorniato da caschi blu, con lo scopo di identificarlo ed interrogarlo, sospettando un suo coinvolgimento nel sequestro
Queste foto sono state scattate il 10 agosto a Cap Haitien da un membro della delegazione che stava lavorando con Lovinsky. Il membro della delegazione riferisce che quando Lovinsky ha visto questo personaggio si è velocemente allontanato per non essere visto, fortemente preoccupato per la propria vita. Successivamente ha spiegato alla delegazione che quest'uomo faceva parte del personale dell'ambasciata Statunitense, senza fornire purtroppo ulteriori dettagli.
Sebbene sia ormai trascorso più di un mese e mezzo e nonostante quest'uomo si trovasse presso una base ONU e circondato dai soldati, non si conosce ancora la sua identità: eppure identificarlo sarebbe molto importante.


Qui di seguito sono riportati estratti dell'intervista rilasciata a marzo da Pierre-Antoine Lovinsky al giornalista canadese Darren Ell sul colpo di stato del 29.02.2004, le sue conseguenze, il futuro di Haiti
(l'intero testo, in inglese, suddiviso in due parti è leggibile agli indirizzi: http://www.haitiaction.net/News/HIP/3_4_7/3_4_7.html http://www.haitiaction.net/News/HIP/2_18_7/2_18_7.html)
...E' importante capire che le forze americane, canadesi e francesi sono arrivate perché gli uomini di Guy Philippe, pagati per compiere il colpo di stato, non erano in grado di finire il lavoro poiché la popolazione stava difendendo il processo democratico in corso. Tali forze sono venute a portare a compimento un colpo di stato che altri non erano stati capaci di concludere. Sono molto critico verso la presenza militare degli USA, del Canada e della Francia
Sono ancora più critico perché questo intervento è avvenuto mentre Haiti stava celebrando il 200° anniversario della nostra indipendenza. E' stato letteralmente uno schiaffo in faccia al popolo di Haiti.
E' esattamente la stessa situazione che si è verificata quando abbiamo celebrato il 100° anniversario della nostra indipendenza nel 1904. I poteri neocoloniali avevano organizzato la stessa cospirazione per sabotare la nostra prima commemorazione dell'indipendenza di Haiti. Per il bicentenario è stato lo stesso: è come se avessero voluto ridimensionare le nostre conquiste del 1804. E' come se avessero voluto dire che Haiti ha ottenuto l'indipendenza troppo presto, come se avessero voluto farla apparire come un fallimento, ed hanno contribuito in tutti i modi possibili a questo fallimento.
(...) C'è un parallelo fra l'occupazione da parte degli Stati Uniti negli anni 1915-1934 e l'occupazione attuale della forza multinazionale (1) poi trasformata nella MINUSTAH su mandato ONU:
Nel 1915 Charlemagne Péralte (2) prese le armi per difendere il territorio nazionale dall'occupazione militare. Aveva il suo esercito, il Cacos, composto da gente povera, mentre parte della classe intellettuale era stata cooptata dagli occupanti e dall'elite: erano i poveri che stavano combattendo per la sovranità nazionale a fianco di Charlemagne Péralte.
E' la stessa categoria di popolazione che era a fianco di Jean-Jacques Dessalines all'epoca della nostra indipendenza. Erano chiamati va-nou-pieds (l'esercito dei piedi nudi), non avevano uniformi, erano schiavi.
Il parallelo con il 2004 è che dopo il colpo di stato e l'occupazione del nostro territorio da parte della forza multinazionale, trasformata poi dal mandato del Consiglio di Sicurezza dell'ONU nella Minustah, c'è stato un gruppo fra la popolazione, quella dei sobborghi poveri, che ha preso le armi per difendere la nostra sovranità. Sono stati loro che hanno fermato gli uomini di Guy Philippe e Buteur Métayer, pagati dalla CIA; loro hanno impedito di portare a termine il golpe. Dopo, il governo degli Stati Uniti, del Canada e della Francia sono intervenuti per consumare il golpe, per rapire il Presidente Aristide e portarlo in esilio. I compagni dei poveri sobborghi di Cité Soleil, Bel Air e altre aree hanno continuato a combattere per la sovranità nazionale e la fine dell'occupazione.
Sono sempre stati i poveri che sono insorti per difendere la nostra sovranità nazionale.
Il regime di Gérard Latortue e i media, i media del golpe, i media che hanno collaborato con gli occupanti e continuano a collaborare con loro, chiamavano gli abitanti dei sobborghi poveri Chimères, banditi e criminali. Volevano infangare la reputazione del Fanmi Lavalas (3) perchè è la gente del Fanmi Lavalas che lotta contro l'occupazione. Sono loro le vittime del colpo di stato del 29 Febbraio 2004.
Agli occhi della borghesia, agli occhi delle elites intellettuali, queste persone non sono diverse dai "va-nou-pieds", nient'altro che criminali, mentre per me sono i protettori della nostra sovranità. Non sono criminali, non sono assassini, non sono rapitori, ma questa è l'immagine che è stata data di loro.
(...) Prima di tutto è importante ricordare che il colpo di stato del 2004 è la continuazione di quello del 1991. Il golpe del 1991 era stato orchestrato da George Bush, il primo, e il golpe del 2004 da George Bush, il secondo. Dobbiamo considerare la questione dal punto di vista delle vittime: è sempre la stessa popolazione, sono sempre i poveri che pagano. Sono loro l'obiettivo della repressione perchè l'organizzazione politica del Presidente Aristide, Fanmi Lavalas, è estremamente popolare fra i poveri di Haiti: è la preferenza politica della maggioranza della popolazione. Per questo la repressione del 1991 ha colpito loro, per questo il regime de facto di Gérard Latortue ha terrorizzato la popolazione di Cité Soleil, Bel Air e altre aree.
(...) Sono in contatto continuo con le vittime del colpo di stato del Febbraio 2004. Sono persone che portano le conseguenze del trauma del golpe: torture, bambini che hanno visto uccidere i genitori, bambini morti per le pallottole sparate dalle forze di occupazione: queste persone non sono in grado di lasciarsi tali traumi alle spalle e guardare al futuro. A Haiti abbiamo pochi psicologi e psichiatri per aiutarli, e sono concentrati a Port-au-Prince. Non c'è modo di aiutare le persone ad elaborare il trauma e continuare la loro vita come prima. La violenza è onnipresente nella mente dei bambini di Cité Soleil e questo ha conseguenze serie nelle capacità di relazionarsi e di apprendere.
E' increscioso che le autorità Haitiane non abbiano realizzato strutture che possano aiutare questi bambini a superare questo difficile periodo.
Anche gli adulti hanno la vita condizionata dai traumi subiti: persone che si svegliano nel mezzo della notte in preda ad incubi terrificanti, gente che adesso trova difficile credere negli altri. I legami che univano le persone si sono spezzati. La difficoltà a ricostruirsi la propria vita crea situazioni di dipendenza: persone che prima erano economicamente indipendenti, che gestivano piccole attività, le hanno viste completamente distrutte dai due anni del colpo di stato. Ora sono totalmente dipendenti da chi offre loro la carità: io ho cercato di trovare i fondi per ricostruire le loro attività, i loro negozi, ma dopo un mese li ho ritrovati a vivere da mendicanti.

(...) Durante l'ultimo colpo di stato, lo stupro è stato usato come un'arma dagli autori del golpe, un'arma contro le donne dei quartieri poveri ed in particolare contro le donne i cui partners o mariti erano attivi nel movimento Lavalas. Non dimentichiamo che tale argomento a Haiti è un tabù, quindi molte donne non ne hanno mai parlato: probabilmente il loro numero è più alto [di quello indicato dalla rivista medica the Lancet, cioè 35.000 fra donne e bambine nella sola Port-au-Prince]
Ma c'è anche un altro problema: ho lavorato con donne vittime di stupri durante il primo colpo di stato contro Aristide. Sebbene solo un piccolo numero di donne siano riuscite ad ottenere aiuto, i loro casi non hanno mai potuto essere portati davanti ad un tribunale perché deve essere presentato un certificato medico rilasciato da un ospedale pubblico. Adesso il governo sta sottoponendo al voto una legge che permetta ai medici privati in cliniche private di rilasciare un certificato medico che attesti lo stupro. Prima non era possibile, e durante il golpe non era possibile. Ora è troppo tardi, legalmente non c'è nulla che le donne possano fare perché la legge non è retroattiva.
Non c'è assolutamente nulla che si possa fare per aiutare queste donne.
(...) Non possiamo ignorare che esista una cultura dell'impunità a Haiti. Molti crimini restano impuniti. Questo è particolarmente vero per i crimini commessi durante i colpi di stato e il governo di Préval non pare essere molto interessato a questo problema.
Questo perché il colpo di stato è ancora in corso, non con la stessa intensità, ma possiamo vedere la repressione contro Cité Soleil come la continuazione del golpe del febbraio 2004. Il fatto che la maggioranza dei burocrati del regime de facto siano ancora al loro posto è un modo per proseguire il golpe. Così l'impunità viene rafforzata perché queste stesse persone sono nel governo. I giudici che lavorano adesso sono stati anch'essi nominati da Latortue, così le vittime non possono sperare nella giustizia mentre un governo votato in grande maggioranza dai sostenitori del movimento Lavalas non è interessato ad aiutarli.
Prendiamo l'esempio della polizia. Persino il senatore Youri Latortue, il nipote di Gérard Latortue, che fu coinvolto attivamente nell'ultimo colpo di stato ha ammesso recentemente che ci sono 800 ex soldati arruolati nella Polizia Nazionale dal regime di Latortue. E' questo gruppo all'interno della Polizia Nazionale Haitiana che ha commesso la maggior parte dei crimini contro la popolazione degli slums. In più il sistema giudiziario in forze oggi, sia a livello della corte d'appello sia a livelli più alti include persone nominate dal "regime de facto".
[Riguardo alla possibilità di una giustizia internazionale per giudicare i crimini di Latortue]:
(...) Non dimentichiamo che Gérard Latortue è arrivato al potere illegalmente, fuori dalle regole costituzionali. E' stato posto come Primo Ministro dal governo degli Stati Uniti. Non appena Préval gli è subentrato è scappato, con la generosa assistenza dell'Ambasciatore Americano che lo ha personalmente accompagnato all'aeroporto. Ora vive nella più totale impunità in Florida, protetto dal governo che ha servito. Dubito che l'attuale amministrazione abbia la volontà o la capacità di procedere contro di lui.
Questo tipo di iniziativa deve essere presa da ONGs come la Fondazione Trenta Settembre, dal Bureau des avocats internationaux (4) e altre organizzazioni che lavorano nel campo dei diritti umani. Loro possono preparare il caso e sottoporlo a corti internazionali come la Commissione Interamericana per i Diritti Umani o altri organismi internazionali.
(...) Ci sarà un altro colpo di stato ad Haiti entro 10 anni o meno se il governo di René Préval e Jacques Edouard Alexis si muoveranno nella direzione di creare una forza di polizia parallela: è la via per tornare ai giorni dell'Esercito Haitiano. La proposta viene dal senatore Youri Latortue, da altri parlamentari e dai gruppi tradizionalmente favorevoli al ritorno dell'esercito, che lavorano in collegamento con l'Ambasciata degli Stati Uniti. Propongono di utilizzare gli 800 ex soldati della Polizia Nazionale per creare una forza parallela. L'addestramento verrebbe fornito dagli Stati Uniti che controllerebbero questo esercito.
Non dimentichiamo che gli ex ufficiali dell'esercito Haitiano erano pagati dalla CIA.
L'assenza dell'esercito ha reso impossibile il compimento del golpe del 2004, così gli Stati Uniti sono stati costretti ad intervenire apertamente per completarlo, anche se hanno cercato di nascondere il loro coinvolgimento.
Il Presidente Préval deve evitare la trappola di creare una forza armata parallela. Noi dobbiamo rafforzare la Polizia Nazionale per risolvere i nostri problemi di sicurezza e la Fondazione 30 Settembre porta avanti una campagna contro la creazione di questa forza parallela.

Foto Darren El
[Cos'altro può evitare un altro colpo di stato?]
Il governo degli Stati Uniti deve stare fuori dai nostri affari e lasciarci governare il nostro Paese. Ogni volta che organizzano un colpo di stato a Haiti - e abbiamo già 35 o 36 colpi di stato nella nostra storia - dobbiamo ricominciare da capo. Questa politica degli Stati Uniti, di voler controllare tutto ad Haiti, sta bloccando lo sviluppo, così come il progresso politico e sociale.
(...) Quando vedo il coraggio della gente di Cité Soleil e degli altri sobborghi so che l'ideale di democrazia è vivo. Ci sono persone che sono pronte a combattere per il ritorno della democrazia ad Haiti. La gente muore a Cité Soleil per questa causa. E' chiaro che l'ideale di Dessaline, come gli ideali di Toussaint e Péralte sono vivi e vegeti.
Li ho sentiti il 7 febbraio, quando decine di migliaia di persone hanno marciato per le strade di Port-au-Prince per richiedere il ritorno del Presidente Aristide. E' una questione di principio! Perché al Presidente Aristide non è permesso ritornare ad Haiti? Perché gli Stati Uniti si oppongono e con quale diritto? La gente chiede anche il rilascio di tutti i prigionieri politici: erano stati incarcerati da Latortue ma sono ancora in carcere sotto l'attuale cosiddetto democratico governo.
L'ideale democratico non è morto, ma per trovarlo devi essere in contatto con i poveri di Haiti. Erano loro a fianco di Dessalines, erano loro a fianco di Péralte. E sono loro quelli che hanno preso le armi o quelli che lottano pacificamente per la democrazia e la sovranità di Haiti.
Note
(1) Composta da soldati di Stati Uniti, Canada, Francia, Cile ha occupato Haiti già il 29.02.2004
(2) Eroe nazionale, ha guidato la rivolta contro l'occupazione degli Stati Uniti (1915-1934). A seguito di un tradimento è stato assassinato dagli americani nel 1919 ed il suo corpo esposto per demoralizzare la ribellione haitiana, ottenendo però il risultato opposto.
(3) Il partito ed il movimento che hanno sostenuto e sostengono Aristide
(4) www.ijdh.org/articles/article_bureau_internationaux.htm
Alma Giraudo
mantiene vive le cronache "invisibili" da Haiti tramite le pagine del sito da lei coordinato www.aristide-haiti.it
Ha pubblicato "Haiti, dalle ceneri il nuovo governo" - cronaca delle elezioni del 7 febbraio 2006 e il Dossier
E-mail alla redazione: redazione@selvas.org
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