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15-01-2008
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14 gennaio, 2008 - Álvaro Colom Caballeros presidente del Guatemala

Socialdemocrazia guatemalteca

Un intervento di Carlos Cáceres R.

Introduzione di Tito Pulsinelli- Selvas.org


Tutte le foto di questo servizio sono di James Rodríguez - foto documentarista independente attualmente in Guatemala. Il servizio intero è possibile visionarlo su http://mimundo-jamesrodriguez-esp.blogspot.com/

"Navidad en Nueva Linda - Kilómetro 207. Carretera a Champerico, Retalhuleu, Guatemala"



14 gennaio 2008


Álvaro Colom, socialdemocratico, assume la presidenza del Guatemala, dopo una lunga parentesi durata 54 anni, in cui l'ultimo governo riformista venne spodestato con la forza d'urto di una invasione militare ufficialmente patrocinata dagli Stati Uniti.
Correva l'anno 1954 e, dopo un'intensa campagna mondiale, condotta senza esclusione di colpi e sacrificando in primo luogo la verità, Jacobo Arbenz fu costretto a rinunciare alla presidenza e cercare riparo nell'esilio.

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Arbenz, un colonnello eletto alla guida del Guatemala con il programma di un'indispensabile riforma agraria, osò intaccare i latifondi delle “bananeras” degli Stati Uniti. La sua riforma agraria, la sua eresia, si basava sull'espropriazione remunerata delle terre non coltivate della multinazionale agro-esportatrice. Soldi in cambio di ettari non coltivati da distribuire ai contadini poveri.

Questo riformismo moderato, indispensabile in un paese ancor oggi fortemente agricolo, con una maggioranza indigena e contadina, non lo pose al riparo dall'accusa di “comunismo”. Venne travolto da un'invasione di mercenari organizzata dalla CIA, che usò il territorio dell'Honduras come testa di ponte per salvare “l'Occidente cristiano e democratico”. Vale a dire le terre più fertili che la United Fruit Company continua a possedere lungo i litorali. Ai contadini maya non restano che i pendii dei vulcani o pietraie senza irrigazione.

Fu l'inizio di una lunga notte in cui la CIA è stata l'istituzione statunitense che ha organicamente pianificato e diretto il più popolato paese centro-americano. L'eliminazione fisica di qualsiasi sindacalista, oppositore o critico del continuismo della barbarie coloniale, divenne una normalità burocratica.
La chiusura di ogni prospettiva, l'inesistenza della libertà d'espressione e la violenza quotidiana della dittatura garantita dai militari, in quanto casta, condusse alla formazioni di guerriglie rurali.
Nel periodo della Nicaragua sandinista, le guerriglie guatemalteche vennero combattute con la massima durezza, e non si risparmiarono i colpi proibiti. Così s'incrementarono i “desaparecidos” di catechisti, maestri, alfabetizzatori, missionari, studenti e sindacalisti, e con l'avvento di Rios Mont si arrivò alla politica della “terra bruciata”.
Trecento villaggi maya vennero cancellati dalla carta geografica, i civili costretti a fuggire per trovare scampo, nella selva o in Messico. La repressione assunse un aspetto apertamente genocida ai danni della popolazione originaria. L'orrore era senza limiti etici o giuridici.


"Retrato navideño que incluye hijas, nietos, nuera, yerno, y cuñado del desaparecido Héctor Reyes(...) Foto James Rodríguez



Questa tragedia passò praticamente inosservata. Era alimentata dal sostegno economico e diplomatico degli Stati Uniti e, quando si applicò l'embargo sulle armi, Israele provvide a fornire istruttori e mitra “galil”.
Il crollo dell'Unione Sovietica, il successo della “contras” foraggiata dal Pentagono contro il Nicaragua e la pacificazione nel Salvador, portarono alla fine della guerra civile anche in Guatemala.
La smobilitazione dei guerriglieri significò principalmente la fine della repressione di massa ed una relativa ma crescente diminuzione delle esecuzioni mortali di oppositori politici. Null'altro.

I vari governi che si sono succeduti dagli anni '80, non hanno toccato in nessun modo la struttura del latifondo e il sistema di potere dell'oligarchia, ossia di un centinaio di famiglie in connubio con la casta militare.
La maggioranza della popolazione rurale continua a dover sopravvivere con un paio di dollari al giorno, oppure emigrare. Il latifondo continua a coltivare solo prodotti da esportare: cotone, caffé e banane. Si sono dimostrate del tutto insufficienti le concessioni di “zone franche” industriali. A cambio di esenzioni fiscali totali le multinazionali, soprattutto di Taiwán con salari miseri e il vantaggio dell'assenza di libertà sindacale, ri-esportano sia le merci che i capitali.

La presidenza di Colom, primo presidente socialdemocratico dopo 50 anni, apre uno spiraglio alla speranza e vara un governo che forse ridurrà drasticamente il ruolo delle forze armate nella società e nell'economia. Si tratterebbe di una importante inversione di tendenza che non deve essere sottovalutata.
Oltre alla diminuzione della disoccupazione Colom non lascia intravedere grandi novità: “Come presidente sono consapevole che i cambiamenti devono essere graduali, non possono esserci cambiamenti radicali. Il Guatemala è un Paese conservatore, tradizionale, vogliamo i cambiamenti però devono avvenire senza violenza”.


Socialdemocracia:
presencia en Guatemala

di Carlos Cáceres R.


Rodolfo Pérez, esposo de Bety Reyes (...) Foto James Rodríguez




El ser humano será el postulado fundamental del paradigma político e ideológico, el cual se impulsará en Guatemala durantes los próximos cuatro años -según lo expuesto por Álvaro Colom- y corresponde a los planteamientos esenciales de la socialdemocracia: un proceso de cambio progresivo en la calidad de vida de guatemaltecos y guatemaltecas, impulso del crecimiento económico con equidad social, desarrollo de métodos de producción y patrones de consumo con el propósito de lograr el equilibrio ecológico, respetar la diversidad étnica y cultural, así como la convivencia pacífica en armonía con la naturaleza, sin comprometer y garantizando la calidad de vida de las generaciones futuras.

La socialdemocracia en Guatemala, señaló Mario Solórzano Martínez, en el documento Propuesta de refundación socialdemócrata, surgió como una iniciativa moderna en la década de los sesenta. Su dirigencia fue calificada por Manuel Colom Argueta como la “nueva generación” e impulsaron esa forma de pensamiento obteniendo triunfos electorales, especialmente en la alcaldía capitalina. También es relevante destacar la presencia política del Partido Social Demócrata (PSD), con diputados en el congreso de la República. Muchos de sus cuadros se encuentran hoy en las filas de la Unidad Nacional de la Esperanza (UNE).

La presencia actual de la socialdemocracia recoge planteamientos con relación a la democracia -el poder reside en la totalidad de los miembros de una sociedad y la toma de decisiones responde a la voluntad general- de Manuel Colom Argueta, Fernando Fuentes Mohr y Adolfo Mijangos, entre otros; asimismo, fortalece criterios como el de la democracia política (respetar los derechos de ciudadanos y ciudadanas, elecciones libres, no vulnerar la emisión del pensamiento, y alternancia en el poder, para citar con brevedad), democracia económica (superar la pobreza y pobreza extrema, lograr el bienestar de las mayorías, organización mixta de la economía, etcétera), democracia social (representatividad, libre acceso a la educación), y democracia cultural (la cultura se constituye con los valores morales, estéticos e intelectuales que le dan coherencia a su sociedad. Utilizando su raciocinio, guatemaltecas y guatemaltecos crean y difunden su cultura transmitiendo experiencias y conocimientos de una generación a otra).
Ha transcurrido casi medio siglo para que la socialdemocracia pudiera asumir el poder en Guatemala. Un gran número de dirigentes fueron asesinados y otros salieron al exilio. El posterior regreso a su país fue para realizar acciones políticas en forma legal. En la actualidad, concluyó una etapa de lucha donde la esperanza permitió emitir el voto que tuvo como base “el deseo de cambio del pueblo de Guatemala”. Este aspecto presenta el reto de lograr una mayor cohesión social para la sociedad guatemalteca generando empleos, incrementando el salario real de las y los trabajadores, disminuyendo la pobreza y pobreza extrema y reduciendo la desigualdad en la distribución de la renta nacional.


(...) Foto James Rodríguez


La socialdemocracia en Guatemala no es el resultado de la experiencia europea ni la presentada por diversos países latinoamericanos. Es una expresión propia, según las condiciones socioeconómicas y políticas de cada país. Por esta razón, la nueva forma en que se concibe el desarrollo democrático, los vínculos sociales, el diálogo entre partidos, el respeto a los diferentes criterios de organización, las visiones del mundo, así como la forma en que actúen los actores del conjunto social, estarán inmersos en el nuevo paradigma emergente: construir la verdadera ciudadanía guatemalteca.
La seguridad ciudadana será un referente de actuación para la socialdemocracia en Guatemala, pues deberá recabar la adecuada información de las acciones delictivas y sus autores para prevenir y eliminar el delito en las ciudades y el campo. Será importante también el combate a las maras ubicando los factores socioeconómicos que han permitido su presencia. Es necesario realizar un serio análisis del problema, eliminando mitos y anécdotas para superar esta problemática con firmeza, según las leyes del país.
El proceso de paz y respeto a los derechos humanos serán factores de especial importancia en la práctica de la socialdemocracia en Guatemala. Hombres y mujeres de Guatemala defienden sus derechos para vivir en libertad y promueven el diálogo y la negociación política para la solución de conflictos. Estos hechos permiten otorgarle un valor ético a la paz e impulsarla significa realizar esfuerzos para fortalecer principios como la equidad, justicia, democracia, y libertad, de igual manera, no existe naturaleza humana sin cultura y ésta se vincula al impulso y presencia de los derechos humanos como referentes de dignidad

La presencia de la paz -junto a la democracia- y los derechos humanos, fortalecen el estado de derecho, lo cual significa vigencia constitucional, división de los poderes del estado, descentralización administrativa, libre sufragio y respeto a los derechos fundamentales y sus garantías, en una democracia pluralista, la cual permite el ejercicio de la libertad.
Ciudadanos y ciudadanas tienen el derecho a ser tratados por igual sin discriminar a nadie por su posición social, religión, ideología, etnia, raza, sexo, opinión política o idioma. La igualdad política y la tolerancia son esenciales en la paz -parte esencial de la socialdemocracia- pues permiten la convivencia social, así como la diversidad ideológica. La paz significa igualdad de derechos para los pueblos y el derecho de los pueblos a disponer de ellos.
Estos factores son el gran reto a desarrollar para la socialdemocracia guatemalteca. Su principal implicación será crear un Estado fuerte y moderno. En caso de no ser así, el resultado se verá cuando el pueblo guatemalteco vote dentro de cuatro años.



Relazione sui Diritti Umani (feb2006)



Potete scaricare gratuitamente la Relazione (20 slide) in italiano e spagnolo in formato: PPT>> Una presentazione, adatta per essere proiettata ad un pubblico o in privato sul vostro PC o stampata per una facile diffusione.

- Download.ppt> (2 megabyte)

Pur essendo materiale gratuito si chiede di citare sempre gli autori e chi volesse contribuire a sostenere l'associazione guatemalteca GAM può mettersi in contatto con loro direttamente o tramite Selvas.org che si rende disponibile.


Presentazione realizzata da

GAM
Grupo de Apoyo Mutuo
8a Calle 3-11 Zona I
Ciudad de Guatemala
www.gam.org
Mario Polanco: Direttore del GAM, Grupo de Apoyo Mutuo, organizzazione delle famiglie di persone detenute illegalmente o scomparse in Guatemala
redazione@selvas.org

Traduzione e diffusione in Italia a cura di


Osservatoirio Informativo Indipendente
sulla Regione Andina e Latinoamerica
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