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21-04-2006
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In Guatemala milioni di persone vivono in condizioni di estrema vulnerabilità. Violenza, linciaggio, minaccia, ricatto, estorsione, furto, pedinamento, allienamento, stupri e morte sono parole che fanno parte del linguaggio quotidiano. Pubblichiamo in esclusiva il documento del GAM - Grupo de Apoyo Mutuo - che denuncia le violazioni dei Diritti Umani e l'impunità nella nazione mesoamericana. 

Violenza e insicurezza in Guatemala

Da Ciudad de Guatemala Mario Polanco - Direttore del GAM - per Selvas.org


Foto di Roberto Mercatante tratte da http://www.elcanche.com/


Relazione sui Diritti Umani (febbraio 2006)
(Italiano e Español)



Aprile 2006
In Guatemala milioni di persone vivono in condizioni di estrema vulnerabilità. Violenza, linciaggio, minaccia, ricatto, estorsione, furto, pedinamento, allienamento, stupri e morte sono parole che fanno parte del linguaggio quotidiano. Nonostante questo, le autorità di Stato non danno avvio a politiche o programmi che garantiscano l'eliminazione di queste “consuetudini”.

Questa debolezza istituzionale, che si registra soprattutto nel Ministero del Governo, e si evince dalla mancanza di un piano di sicurezza e dal fatto che l'esercito ha occupato spazi che, di norma, sarebbero di competenza della Polizia Nazionale Civile (PNC), oggi molto indebolita e sfiduciata anche grazie al fatto che ufficiali dell'esercito ricevono incarichi da commissari o agenti.
La risposta contro la delinquenza e contro il crimine organizzato è debole, o perché non se ne ha la capacità, o perché non si ha la volontà di investigare per trovarne i responsabili materiali o i mandanti.



Il Guatemala è diventato un paese molto violento, che ha gravi difficoltà a vivere e a proseguire il suo cammino di sviluppo. I circa duemila casi di morte violenta registrati nel 2005 rappresentano solo uno dei fattori che stanno decomponendo e indebolendo lo Stato, traducendosi in ingovernabilità.
La morte violenta di cui stiamo parlando presenta “espressioni” che fino a poco tempo fa non esistevano o delle quali, per lo meno, non se ne conosceva l'esistenza. Espressioni che sono il “femminicidio”, la pulizia sociale o l'assassinio di bambini. Essendo fenomeni nuovi in questa società, ci concentreremo, in questa breve analisi, proprio su questi.

1. Il “femminicidio” è l'aggressione contro la vita o la libertà della donna per il semplice fatto di essere donna. Da più di cinque anni si vede incrementare il numero di donne che muoiono di morte violenta (prima il sequestro, la tortura, la violenza sessuale e poi la morte), e sono più di 2.500 le donne uccise inq uesto ultimo breve periodo di tempo. Le autorità hanno detto di aver catturato i responsabili, ma queste affermazioni sembrano essere solo parole. Le principali cause di morte di donne sono:
a - violenza domestica
b - violenza comune
c - violenza di bande giovanili
d - violenza del crimine organizzato
e - attitudini misogine di quanti continuano a lavorare, in clandestinità, in settori di potere come l'esercito.

2. La pulizia sociale contro ipotetici affiliati a bande giovanili (le maras) o a piccole bande di delinquenti. Esistono “strutture” specializzate nell'esecuzione di persone e queste strutture possono contare su personale, equipaggiamento e risorse economiche. E' ovvio pensare che siano al servizio di settori che hanno la capacità di pagare per i solo “servizi”.
Abbiamo potuto determinare che, perché si commettano questi tipi di crimine, sia necessario poter contare su:
a. una struttura organizzata che possieda l'equipaggiamento usato (radiotrasmittenti, macchine, armi, case, soldi);
b. capacità di pianificazione;
c. capacità di esecuzione del crimine.

3. Sparizioni forzate. Negli ultimi tempi assistiamo con grande preoccupazione ad un ritorno di questo fenomeno, le cui vittime sono, nella maggior parte dei casi, giovani.



Fino a questo momento le autorità non hanno dato alcuna risposta alla criminalità del paese, un silenzio che ha obbligato i guatemaltechi ad assumere precauzioni che, a loro volta, generano ingovernabilità e che mettono in pericolo la costruzione della pace e della democrazia.
Tra questi segnaliamo:
1. la maggiore quantità di armi tra la popolazione civile;
2. l'aumento di guardie del corpo, oggi un vero affare che genera più di 20.000 milioni di quetzales. La maggior parte delle ditte private di sicurezza è intestata a militari;
3. la costruzione di porte nelle colonie e nei barrios, così convertiti in ghetti, dove la società si isola in piccole frazioni.

E'urgente che le autorità mettano in pratica politiche adatte a garantire la sicurezza e la tranquillità di tutti i guatemaltechi, altrimenti correremo il rischio di veder tornare le pratiche del passato.




:: GAM - Grupo de Apoyo Mutuo ::
Mario Polanco

E' il direttore del Grupo de Apoyo Mutuo, organizzazione che assiste i familiari delle persone desaparecide. Membro del comitato esecutivo Foro Guatemala, ha partecipato agli eventi di importanza internazionale nella difesa e nella promozione dei diritti umani.
Ha sostenuto attivamente la ratifica dello statuto di Roma, è uno dei fondatori della coalizione guatemalteca dall'IPC, uno dei promotori del CICIACS, fa parte la coalizione che sostiene la creazione di questa commissione.
Ha partecipato alla direzione del Fronte Civico per la Democrazia e nel passato ha partecipato sostenendo il processo di trattative per la pace, dall'Assemblea della Società Civile.
Ha lavorato alla preparazione della Comisión para el Esclarecimiento Histórico, collaboratore attivo del CEH, ha sostenuto i processi di scambi informativi dalla società civile al CEH sul contenuto stesso delle argomentazioni. E' uno dei fondatori di quella che fu la Coordinadora Nacional de Derechos Humanos del Guatemala.

Ha scritto libri su:
Analisi e studi sul militarismo
Manipolazione delle idee fondanti della nazione, soprattutto da parte dei militari
Massacri in Guatemala

Candidato al premio Rebook, ha ricevuto riconoscimenti internazionali da parte di:
Università di Chicago - 1996
Università dell'Illinois - 2004
Candidato al premio nazionale francese per i diritti umani nel 2005.
Ha partecipato a diverse manifestazioni nazionali e internazionali sulle riesumazioni dei cimiteri clandestini Ha fatto parte delle Commissioni di Verità e Giustizia in diversi paesi, ed ha presenziato alla Corte Penale Internazionale, alla convention di Palermo, alle commissioni sulla sicurezza dell'emisfero ed altro. Ha assistito congressisti sull'argomento dei diritti umani.


Guatemala: quadro storico
Per comprendere appieno le parole di Mario Polanco è necessario qualche cenno storico, a partire dal colpo di Stato appoggiato dalla United Fruit Company e dalla CIA, che nel 1954 depose il presidente Jacobo Arbenz, colpevole di aver ripartito le grandi proprietà rurali agli indios.
Il colpo di stato mise fine ad una breve parentesi democratica iniziata nel 1944 col governo progressista di Juan José Arevalo.
La terra venne restituita alle famiglie ricche e il governo tornò nelle mani dei militari che, comunque, concedettero piccole porzioni di terra per mettere a tacere una società civile sempre più esasperata.

Nel 1960 apparvero i primi nuclei della guerriglia di sinistra che, comunque, poco avevano a che vedere con le ideologie politiche. Il problema era il malcontento contro il regime corrotto, contro la violenza che si respirava nel paese, contro la fame e lo sfruttamento.
A poco a poco, nonostante la forte repressione, i gruppi armati si consolidarono e si svilupparono sia a livello di forze sia sul piano ideologico: nascono in questi anni l’ORPA (Organizacion Revolucionaria Pueblo en Armas)e l’ERP (Esercito Guerrillero de los Pobres). Verso la fine degli anni settanta nascono invece il CUC (Comité Unidad Campesina) e la FDR, una federazione di sindacati urbani e contadini.
Nel 1980 un gruppo di manifestanti della CUC occupò pacificamente l’ambasciata spagnola per denunciare la violenza dell’esercito. La polizia diede fuoco all’edificio causando la morte dei manifestanti e degli addetti all’ambasciata. Dopo questa violenza, anche gli indios si unirono alla guerriglia.
 
Il decennio degli ottanta fu uno dei più feroci nella storia del Guatemala. Nel 1982 prese il potere con l’ennesimo colpo di stato il generale Efrain Rios Montt. La repressione contro la guerriglia divenne spietata, l’esercito venne addestrato da personale statunitense per torturare, uccidere e distruggere. Centinaia di villaggi indigeni, sospettati di aver legami con i gruppi guerriglieri vennero bruciati, rasi al suolo, la popolazione massacrata e gettata in fosse comuni.
Ancora oggi non si conosce il numero preciso dei desaparecidos di questi anni, anche a causa del fatto che centinaia di indigeni uccisi non sono mai stati registrati all’anagrafe civile. Gli anni ottanta furono il periodo della cosiddetta strategia della “terra bruciata”, delle Aldeas Modelo e delle PAC, le prime, villaggi “modello” in cui venivano isolati i pochi indigeni risparmiati ai massacri, le seconde, pattuglie di “autodifesa” civile formate da contadini reclutati con la forza dall’esercito per combattere la guerriglia.
 
Sempre nel 1982 le diverse forze armate si riunirono nell’URNG (Unidad Revolucionaria Nacional Guatemalteca), guidata dal Comandante Gaspar Ilom, figlio del Premio Nobel per la Letteratura Miguel Angel Asturias. L’URNG, ora  convertita in partito politico, avrà un ruolo fondamentale nella firma degli accordi di pace.
 
Sotto la minaccia della chiusura dei rubinetti dell’aiuto economico, nel 1985 il governo indisse nuove elezioni, vinte dal civile Vinicio Cerezo.  
Cerezo tentò di dare una parvenza di democrazia alla repubblica guatemalteca smantellando, per esempio, la polizia segreta.
Nonostante ciò, gli omicidi politici e la repressione contro l’URNG non cessarono. Aumentarono i prezzi e le manifestazioni del malcontento della società civile riportarono i militari nelle strade.

Nel 1987 iniziarono, con la costituzione ad Esquipulas di una Commissione Nazionale di Riconciliazione (CNR) i primi tentativi di dialogo tra governo e guerriglia.
Bisogna giungere però al 1991 per parlare di un piano di pace totale, voluto dal presidente Jorge Serrano, che sembrò aprire uno spiraglio nella guerra civile in cui era caduto il paese.
 
Una pace firmata il 29 dicembre 1996, dopo che, in 36 anni di guerriglia, si erano prodotti 150.000 assassini, 50.000 sparizioni, 1.000.000 di rifugiati, 200.000 bambini orfani, 40.000 vedove, centinaia di villaggi distrutti.
 
Quella che possiamo considerare storia dei nostri giorni inizia il 26 aprile 1998 quando il vescovo Gerardi viene assassinato in chiesa 48 ore dopo aver presentato in cattedrale il libro “Guatemala: nunca mas” (Guatemala: mai più) di Rigoberta Menchù, premio Nobel per la Pace ed esiliata per motivi di sicurezza. Il suo libro documenta migliaia di violazioni dei diritti umani in quei 36 anni di guerra taciuta.

Nel gennaio del 2000 viene eletto presidente Alfonso Portillo, reo confesso di omicidio, che riesce a portare la destra al potere sotto il suo slogan: ho difeso me stesso, difenderò il Guatemala. Come prima azione del suo governo, la riorganizzazione delle forze armate. Ma l’accordo economico firmato con il Messico causa la gravissima crisi economica che riporta in aumento i numeri relativi ai fatti di violenza e alla criminalità comune.
Le elezioni del 2003, sconfitti Efrain Rios Montt e Portillo, adesso agli arresti domiciliari perché colpevoli di genocidio, hanno visto vincitore Oscar Berger, il cui obiettivo dichiarato era “raggiungere la stabilità interna necessaria al rilancio internazionale del Guatemala”. Nello stato centroamericano è in corso una campagna per il riconoscimento, attraverso l’esame del dna, delle centinaia di migliaia di ossa che si trovano sepolte nelle fosse comuni rimaste come traccia indelebile  e prova incontrovertibile del genocidio che è stato perpetrato a danno dei nativi.



Relazione sui Diritti Umani (feb2006)



Potete scaricare gratuitamente la Relazione (20 slide) in italiano e spagnolo in formato: PPT>> Una presentazione, adatta per essere proiettata ad un pubblico o in privato sul vostro PC o stampata per una facile diffusione.

- Download.ppt> (2 megabyte)

Pur essendo materiale gratuito si chiede di citare sempre gli autori e chi volesse contribuire a sostenere l'associazione guatemalteca GAM può mettersi in contatto con loro direttamente o tramite Selvas.org che si rende disponibile.




Realizzato da


GAM
Grupo de Apoyo Mutuo
8a Calle 3-11 Zona I
Ciudad de Guatemala
www.gam.org.gt


Traduzione e diffusione in Italia



Osservatoirio Informativo Indipendente
sulla Regione Andina e Latinoamerica
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http://www.selvas.eu


Mario Polanco: Direttore del GAM, Grupo de Apoyo Mutuo, organizzazione delle famiglie di persone detenute illegalmente o scomparse in Guatemala http://www.gam.org.gt

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