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24-05-2007
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:: ECUADOR - Innovative proposte del Governo Correa sul debito estero e il petrolio.::

Dall'Ecuador giungono segnali particolarmente innovativi. Si stanno confermando le speranze riposte nel Governo Correa nel percorrere radicalmente nuove strade per garantire l'autodeterminazione dei popoli. “Banco del Sur”, “Auditing sul debito estero” e la proposta di innovative compensazioni per bloccare lo sfruttamento petrolifero dell'Amazzonia. Dopo i primi 100 giorni di governo presidenziale Rafael Correa ha sottolineato le proposte di questo “socialismo andino” cacciando, addirittura, il rappresentante locale della Banca Mondiale.
L'Osservatorio Selvas.org ha preparato questo dossier seguendo il dibattito scaturito dalla proposta del Ministro dell'Energia Acosta e l'analisi di Hugo Arias, membro della Commissione Nazionale di Auditing, che recentemente ha presentato i suoi risultati finali.

Finanza creativa, anzi geniale!

A cura di Cristiano Morsolin, Selvas.org


20 maggio 2007


Reportage dall'Ecuador di Kees de Mies -da http://www.pbase.com/the_picturemaker



DOCUMENTI::

Seminario internacional “Ilegitimidad de la deuda externa” - Quito y Banco del Sur (Download)

Rassegna Stampa - proposte economiche Ecuador (Download)

Intervista esclusiva a Alberto Acosta: "E ora debito trasparente" di C.Morsolin

AUDITING SUL DEBITO PUBBLICO DELL'ECUADOR

MANIFIESTO DE QUITO (Español)


Alberto Acosta, Ministro dell'Energia dell'Ecuador ha lanciato recentemente una proposta radicalmente innovatrice senza precedenti: lasciare sepolti nel sottosuolo migliaia di barili di petrolio dei giacimenti esistenti nel parco nazionale di Yasuni (tema di cui mi sono occupato nel 2005 quando collaboravo a Rio de Janeiro con la Rete Brasiliana di Giustizia Ambientale, quando la Petrobras stava distruggendo una parte del parco protetto di Yasuni in Ecuador). Questo sarà possibile se i governi del Nord e le organizzazioni ecologiste internazionali riescono a garantire, come compensazione all'Ecuador, il 50% di ciò che verrebbe prodotto nei campi petroliferi ITT (Ishpingo-Tambococha-Tiputini) nei prossimi dieci anni, nel caso il petrolio fosse estratto.
La proposta lanciata dalla coraggiosa “Accion Ecologica” (e come sempre l'amica Esperanza Martinez in prima linea) e ripresa dal Ministro Acosta, interessa numerose organizzazioni ambientaliste internazionali come “Friends of the Earth” e Greenpeace Spagna, ma anche governi dell'Europa.
Il vice ministro degli esteri della Norvegia Raymond Johansen (che ha cancellato il debito con Ecuador e Perù nell'ottobre scorso) ha manifestato l'interesse ad approfondire la proposta di compensazione per proteggere la biodiversità di questa zona amazzonica (dove vivono i popoli in auto-isolamento Tagaeri, Taromenane y Oñamenane). Considerando i danni commessi dall'italiana AGIP-ENI in Ecuador, bisognerebbe presentare questa innovativa proposta al nostro governo Prodi…


La proposta del “Banco del Sur” e l'incontro continentale del debito latinoamericano
I ministri dell'Economia di Ecuador, Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Venezuela si sono riuniti sempre a Quito il 3 maggio scorso per proseguire nel processo di creazione della “Banca del Sud” che “contribuirebbe alla stabilità macroeconomia della regione con capitali (provenienti anche dal petrolio venezuelano) che consentirebbero di finanziare lo sviluppo dei nostri paesi” ha annotato il Ministro dell'Economia ecuadoriano Ricardo Patiño - fondatore della rete “Giubileo Guayaquil - in risposta “alle pressioni degli organismi finanziari internazionali che non ci hanno dato la possibilità di creare prima una nostra cooperativa finanziaria”.
Per il 2007 il governo ecuadoriano ha ridotto dal 38% al 28% il pagamento del debito estero, che ammonta a oltre 10mila milioni di dollari e che rappresenta il 25% del Prodotto Interno Lordo per “migliorare le condizioni di vita degli ecuadoriani” ha sottolineato il Ministro dell'Economia che sarà ospite della Fondazione “Giustizia e Solidarietà” nell'ambito di un seminario internazionale che si terrà a Roma il 30 maggio prossimo.

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Il Rapporto YASUNI
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Oilwatch

Accion Ecologica

Amazonia por la vida

Dal 21 al 24 aprile si è svolta a Quito (Ecuador) la riunione annuale della Rete Latinoamericana su debito, sviluppo e diritti LATINDADD.

In merito al lavoro svolto dall'assemblea, Carlos Bedoya, coordinatore della rete “Giubileo Perù”, ha dichiarato che “siamo partiti dal tracciare un bilancio dell'economia mondiale, analizzando elementi come le cause del grande deficit fiscale Usa, la svalutazione del dollaro, le crisi delle istituzioni finanziarie internazionali e le loro strategie di controffensiva, il consolidamento dell'integrazione regionale fondata su unità monetarie regionali, le connessioni tra finanza e commercio. Poi abbiamo dato uno sguardo allo scenario politico internazionale con il governo Bush, i governi progressisti eletti nella regione, le proposte di integrazione come ALBA (tra Venezuela e Cuba) e il “Banco del sur”. Abbiamo elaborato un piano d'azione che contempla la promozione di auditing sul debito estero, l'avvio di processi giudiziari presso la Corte Interamericana dei Diritti Umani CIDH, proporre il disegno di una nuova architettura finanziaria regionale, vigilare i progetti di conversione del debito in investimenti nel sociale, incidere negli spazi dove vengono prese le decisioni internazionali e di vigilare sul bilancio pubblico. E' emerso che abbiamo bisogno di un fondo di stabilizzazione monetaria che ci protegga dalla caduta del dollaro e che ci aiuti a mantenere bassi i tassi d'interesse. Ci serve una banca di sviluppo, che abbia un'unità monetaria sudamericana. In questa ottica serve un nuovo codice finanziario internazionale e un tribunale internazionale di arbitrato del debito sovrano. In questo orizzonte non possiamo dimenticare temi come la lotta anticorruzione, la prevenzione delle crisi, in nuovi meccanismi di integrazione regionale”.



Humberto Ortiz Roca, esperto economista peruviano della Commissione Episcopale per l'azione sociale CEAS e consulente della Commissione Episcopale Latinoamericana CELAM, ha evidenziato che “l'assemblea di LATINDADD è servita per riaggiustare il programma di lavoro che le varie reti della società civile dei paesi dell'America Latina stanno portando avanti con l'obiettivo di raggiungere uno sdebitamento e l'applicazione delle risorse destinate ad uno sviluppo umano sostenibile ed integrale. E' molto importante che abbiamo analizzato vari temi centrali come l'auditing sul debito estero, l'arbitrato, gli sforzi per aprire processi giudiziari nei tribunali internazionali a livello interamericano, l'analisi critica della conversione del debito estero per lo sviluppo locale come le proposte orientate a una nuova architettura finanziaria. Con questo evento la rete LATINDADD si rafforza sia a livello organico che programmatico, amplia la partecipazione dei suoi membri e allarga anche l'alleanza Nord-Sud con l'appoggio di Eurodad, la piattaforma della società civile belga e della fondazione italiana “Giustizia e Solidarietà”.

Per Lida Nunez Uribe del CIASE (Colombia) “si sta configurando una nuova tappa sul debito estero che propone alternative definitive all'indebitamento e alla prevenzione reale delle crisi. E' importante segnalare le azioni del Nord della cancellazione del debito illegittimo (vedi i casi della Norvegia e Belgio) e i vari passi che si stanno realizzando per promuovere uno sviluppo reale: questa nuova tappa sta appena iniziando ma è senza dubbio uno spazio di opportunità per l'azione di cambiamento”.

Dalila Pedrini, coordinatrice della Caritas Brasiliana (membro anche di “Jubileu Brasil”) ha sottolineato che “questo incontro di Quito ha consentito di immergerci in questo momento speciale che vive l'Ecuador proponendo un altro modello di “sviluppo” che dia priorità al popolo e rispetti l'ambiente, che ricerchi nuovi parametri economici, investendo le priorità nella spesa pubblica. La decisione del Governo Correa di realizzare l'auditing ufficiale del debito per scoprire percorsi equitativi in relazione all'indebitamento estero, specialmente con riferimento ai debiti illegittimi, ci anima a riaffermare queste lotte in Brasile. Non si è mai fatto un' auditing ufficiale violando i dettami della disposizione della Costituzione del 1988. Da sei anni le rete di “Jubileu Brasil” ha avviato un processo di auditing da parte della cittadinanza ma finora non abbiamo raggiunto questa grande meta dell'auditing ufficiale promossa dallo Stato. L'Ecuador ci insegna e ci anima a continuare a sognare e a lottare!”.

Dopo l'assemblea di Latindadd dal 25 al 27 aprile si è realizzato il seminario internazionale dal titolo “illegittimità del debito” dove la società civile latinoamericana ed europea (rappresentata da “Giubileo Germania”, Eurodad e il Comitato per la cancellazione dei debito estero del Terzo Mondo CADTM) si è confrontata con il Ministro dell'Economia Patino e il Ministro dell'Energia dell'Ecuador Alberto Acosta. Nel documento finale “Manifesto di Quito” (di seguito allegato in esclusiva per voi da Selvas.org) si sottolinea il “sostegno alla determinazione del Governo dell'Ecuador di porre fine alla sottomissione alle politiche neoliberali del Fondo Monetario Internazionale.(..)Inoltre si esprime soddisfazione “per le misure assunte per rispettare la vita e i diritti economici, sociali e culturali del popolo”. “Ci identifichiamo con la posizione di “paese creditore” che ha assunto l'Ecuador nei confronti di un debito estero sovrapagato e in buona misura illegittimo”.



Va sottolineato che a fine aprile il Presidente Rafael Correa ha dichiarato Eduardo Somensatto, rappresentante della Banca Mondiale in Ecuador ora a Washington, “persona non grata” perché non ha spiegato il motivo del rifiuto di un credito di 100 milioni di dollari nel 2005 (quando Correa era Ministro dell'Economia) adducendo al fatto che l'Ecuador aveva modificato la legge che destinava il 70% di un fondo derivante dalle entrate per il petrolio per riacquistare debito estero.

Il percorso della Commissione di auditing in Ecuador
Il 31 gennaio 2006 l'allora Presidente della Repubblica Alfredo Palacio aveva designato le persone che formano la Commissione di auditing sul debito estero, incaricata di analizzare il debito estero degli ultimi 30 anni. La Commissione è presieduta da Monsignor Luna Tobar, Arcivescovo emerito di Cuenca che ha affermato che “la nostra posizione non è politica, né governativa, bensì è etica, sociale e di Stato”. Gli altri membri della Commissione sono l'ex Ministro delle Finanze Eduardo Valencia, i giuristi Juana Romos e Alfredo Castello, gli esperti economisti Leonardo Vicuna, Carlos Cortez e Hugo Arias, coordinatore generale della rete di organizzazioni sociali “Giubileo 2000 Guayaquil”.
Si tratta di una decisione particolarmente innovativa, considerando che nel 2005 l'Ecuador ha destinato il 45% del proprio PIL al pagamento del debito estero stimato a 11.300 milioni di dollari.
Il 14 febbraio i rappresentanti del “Gruppo nazionale del debito” (formato da rappresentanti della società civile, tra cui Mons. José Heissenberger - Vicario della Pastorale Sociale della Diocesi di Guayaquil, Aurora Donoso - Ong “Acción Ecológica”, Reverendo Israel Batista - Consiglio Latinoamericano delle Chiese) hanno sottoscritto una lettera di appoggio rivolta al Presidente della Repubblica dove si enfatizza che ”interessa rendere trasparenti tutti i processi di indebitamento: negoziazioni, origini, condizioni, efficienza e qualità. Attraverso questo sforzo si potranno recuperare i fondi di quanti sono stati beneficiati senza legittimo fondamento e si potrà anche sanzionare coloro che hanno mal utilizzato i fondi pubblici che hanno pregiudicato il Paese, priorizzando il pagamento del debito rispetto alle domande di sviluppo nazionale”.

Il 16 agosto 2006 a Quito è stato presentato l'Osservatorio Latinoamericano sul debito OLDE, capitolo dell'Ecuador, con l'obiettivo di “promuovere vigilanza, trasparenza, controllo dei conti e di formulare politiche pubbliche alternative in tema di debito assicurando che si rispettino i diritti umani DESC”. A nome del gruppo promotore Alberto Acosta, illustre economista del ILDIS, sostiene che l'osservatorio “vigilerà l'applicazione delle politiche pubbliche nella gestione del debito in relazione agli obiettivi, condizioni, evoluzione e impatto nella finanza internazionale, nel commercio, nell'emigrazione, nella situazione dei salari e dell'occupazione”.

Il 26 novembre 2006 l'Ecuador ha eletto nuovo Presidente della Repubblica l'economista Correa Rafael. In un articolo apparso il 4 dicembre, Correa spiega che “una delle principali sfide dell'Ecuador è quella di vincere la cultura dell'indebitamento. Tuttavia non si otterrà una soluzione integrale al problema del debito se non si riforma l'impianto generale della finanza internazionale. Per questo motivo cerchiamo di ridefinire il criterio di sostenibilitá del debito, determinando il debito illegittimo e promuovendo la creazione di un “tribunale internazionale di arbitrato del debito sovrano”.

I risultati delle indagini sul debito
Nel novembre 2006 sono stati presentati i risultati della Commissione Speciale di indagine sul debito estero CEIDEX ma solo il 10 aprile 2007 sono stati resi pubblici in un'udienza a Cuenca.

“Durante quest'ultimo ventennio lo Stato dell'Ecuador ha ricevuto prestiti dall'estero per un ammontare di 50.000 milioni di dollari. Com'è nato tutto questo debito e come fu destinato così tanto denaro? Sono corresponsabili i creditori che ci hanno imposto debiti di cui non avevamo necessità, con tassi di interesse da usura. Sono responsabili anche i governi che hanno partecipato nelle negoziazioni del debito in condizioni sfavorevoli, sviando fondi finanziati con il debito attraverso atti di corruzione”.
Il monito dell'economista Hugo Arias Paracios, docente di Economia all'Università di Guayaquil, fondatore della rete “Giubileo 2000 Guayaquil” e membro della Commissione Nazionale di Auditing, è severo.

Il paese è stato vittima di un indebitamento criminale per le sue nefaste conseguenze in ambito economico, sociale e ambientale. La maggior parte del debito ha un'origine fraudolenta. L'indebitamento inizia in modo aggressivo a partire dal 1976, che passa dai 220 milioni di dollari a circa 4.000 milioni di dollari, quando il paese si trovava all'auge petrolifero e non aveva bisogno di debito; però i gruppi finanziari internazionali e nazionali interessati, sapendo che c'era tanto petrolio e ingenti risorse naturali, hanno messo le loro mani sull'Ecuador.
Nella decada degli anni '80 il paese entra in una profonda crisi, perché si abbassano i prezzi del petrolio e i tassi di interesse salgono al 18%, quindi lo stato è incapace di pagare, e la situazione si aggrava con la sucretizacion del debito (il Sucre era la moneta locale, prima della dollarizzazione) dove si trasforma il debito privato dei multimilionari a debito pubblico per un ammontare di 1.600 milioni di dollari: questi sono aspetti criminali.
In questo contesto, durante la decade degli anni '80 il debito lievita fino a 12.000 milioni di dollari per la capitalizzazione degli interessi e dei nuovi crediti che non erano destinati allo sviluppo del paese. Negli anni '90 l'Ecuador è un'altra volta vittima di negoziazioni fraudolente che pregiudicano il Paese per migliaia di milioni di dollari. Per esempio la conversione dei bonos di debito commerciale per bono brady nel 1994, i bonos globali del 2000 e il salvataggio bancario. Come conseguenza l'economia dell'Ecuador ha perduto oltre due decadi di sviluppo, la povertà è cresciuta a livelli spaventosi, superiori al 60% della popolazione e migliaia di famiglie sono state costrette ad emigrare all'estero. Il debito per via di queste cattive negoziazioni non è diminuido: mentre pagavamo di più cresceva maggiormente il debito. Nel 2006 il debito estero ha raggiunto 17.000 milioni di dollari.
I servizi del debito assorbono circa il 60% delle entrate correnti del bilancio generale dello Stato e circa il 40% della spesa totale. Questo significa che per ogni dollaro che entra, per esempio per i guadagni della vendita del petrolio, 0.60 centesimi è destinato per coprire i servizi del debito, meno di 0.10 per la salute e 0.04 centesimi per l'educazione. Questo processo di indebitamento è accompagnato da una serie di leggi che lo consentono e che dobbiamo cambiare.

Come commissione speciale di indagine sul debito estero CEIDEX abbiamo elaborato alcune proposte analizzando trent'anni di debito. Dobbiamo inserire una nuova proposta nella Costituzione ecuadoriana. Esistono una serie di indizi di illegittimità ma questa commissione CEIDEX, per mandato istituzionale, non può stabilire nessun tipo di responsabilità civile e penale. Però consideriamo che sia urgente realizzare un'auditing internazionale con istituzioni neutre come le Nazioni Unite affinché determinino le responsabilità e poi attivino tribunali internazionali dopo una seria indagine. Dobbiamo analizzare nuove politiche di indebitamento lasciando da parte i vecchi schemi tradizionali di corruzione. Se lo stato si indebita deve farlo per investimenti produttivi e sociali con la condizione che gli investimenti siano redditizi economicamente e socialmente. E' un grande scandalo: dal 1970 al 2006 il debito pagato finora è di 127.308 milioni di dollari, significa il 156% del rimborso ricevuto (81.591 milioni) e i pagamenti continueranno fino al 2030. Abbiamo scoperto l'ultimo caso di debito illegittimo, un credito con la Banca Interamericana dello Sviluppo BID di 3,3 milioni di dollari per “formare i negoziatori del Trattato di Libero Commercio con Usa”. Il Ministro Ricardo Patino non pagherà….
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AUDITING SUL DEBITO PUBBLICO DELL'ECUADOR
Intervento di Hugo Arias Palacios, “Rete Guayaquil Jubileo 2000”

Ogni anno i governi di turno destinano circa la metà delle entrate correnti del bilancio generale dello Stato al servizio del debito pubblico (pagamento degli interessi), sacrificando irresponsabilmente gli investimenti destinati sia all'educazione, alla salute, alla casa, al lavoro e allo sviluppo comunitario ed anche alle infrastrutture petrolifere, elettriche e delle telecomunicazioni, provocando al paese danni economici, sociali ed ambientali irreparabili. Si tratta di una violazione dei diritti economici, sociali ed ambientali degli ecuadoriani.
Durante quest'ultimo ventennio lo Stato ha ricevuto prestiti dall'estero per un ammontare di 50.000 milioni di dollari. Com'è nato tutto questo debito e come fu destinato così tanto denaro?
Sono corresponsabili i creditori che ci hanno imposto debiti di cui non avevamo necessità, con tassi di interesse da usura. Sono responsabili anche i governi che hanno partecipato nelle negoziazioni del debito in condizioni sfavorevoli, sviando fondi finanziati con il debito attraverso atti di corruzione.
A chi corrisponde fare l'auditing del debito pubblico
In Ecuador esistono varie istanze istituzionali che hanno delle obbligazioni, imposte dalla Costituzione, per controllare l'indebitamento del Paese, però nella maggior parte dei casi non compiono in accordo alla legge.

> Lo stato dell'Ecuador, in base alla Costituzione, articolo 244, ha la responsabilità di “porre l'attenzione affinché l'indebitamento pubblico sia compatibile con la capacità di pagamento del Paese”.
> Il Parlamento Nazionale, in base all'articolo n. 263 della Costituzione, ha l'obbligo di mettere un limite all'indebitamento pubblico.
> La direzione della Banca Centrale, in base allo stesso articolo, ha l'obbligo di informare il Presidente e il Parlamento Nazionale in merito al limite di indebitamento pubblico.
> La camera dei conti dello Stato, in base all'articolo n.31 della legge organica, ha l'obbligo di fare auditing di tutto il finanziamento internazionale offerto in favore delle varie istituzioni dello Stato.
> La Commissione di controllo civico della corruzione CCCC, ha una personeria giuridica di diritto pubblico, autonoma, chiamata, in rappresentanza della cittadinanza, a promuovere l'eliminazione della corruzione e di raccogliere le denunce relative a fatti illeciti per investigarli e sollecitare processo e sanzioni.

L'auditing della cittadinanza
La cittadinanza ha l'obbligo e il diritto di chiedere la rendicontazione e di controllare l'auditing sul debito pubblico in modo indipendente o in collaborazione con gli organismi di controllo.

Cosa è l' auditing del debito?
Oltre ad una concezione esclusivamente finanziaria, definiamo l' auditing del debito pubblico “come un'azione fiscale diretta ad esaminare e valutare il processo di contrattazione e/o rinegoziazione dell'indebitamento pubblico, la destinazione delle risorse e l'esecuzione dei programmi e dei progetti con finanziamento esterno, con l'obiettivo di determinare la sua legittimità, il livello di trasparenza, la qualità, l'efficacia e l'efficienza, considerando gli aspetti legali, economici, sociali, di genere, regionali, ecologici e dei popoli e nazionalità indigente (1).
Concepiamo quest'azione di controllo fiscale anche come un'azione di controllo non solo a posteriori ma anche a livello preventivo del debito pubblico, che permetta controllare in tempo i nuovi prestiti e di evitare quelli che non contribuiscono allo sviluppo umano sostenibile o le cui condizioni siano lesive degli interessi nazionali.

Gli obiettivi dell'auditing
A) Determinare legalità, legittimità e pertinenza del debito;
B) Determinare l'impatto del debito a livello di equità sociale, regionale, di genere;
C) Verificare i danni ambientali e determinare il debito ecologico;
D) Analizzare se le condizioni che portarono al prestito, violarono la legge, il bene pubblico, se furono ingiusti e disonesti.
E) Determinare l'efficienza e l'eticità del processo di contrattazione e utilizzazione del debito;
F) Valutare il sistema di controllo interno del debito pubblico
G) Identificare i responsabili che negoziarono debiti illegittimi o mal utilizzarono fondi pubblici;
H) Sostentare i meccanismi di esigibilità orientata all'annullamento di questi prestiti;
I) Valutare i nuovi indebitamenti.

Tavolo nazionale di auditing del debito pubblico, una proposta della società civile
Varie organizzazioni sociali (2) che parteciparono all'elaborazione di una proposta di auditing del debito estero pubblico dell'Ecuador, coordinata dalla Rete “Jubileo 2000” di Guayquil, nell'ottobre 2003 hanno deciso insieme di “costruire un Tavolo nazionale di auditing del debito pubblico, con la partecipazione delle organizzazioni della società civile che si occupano di debito estero e sviluppano meccanismi di vigilanza sociale sulla tematica” (3).

Il Tavolo nazionale di auditing del debito pubblico ha varie funzioni:
A) Elaborare e proporre il Piano Nazionale di auditing;
B) Definire strategie di accesso all'informazione, comunicazione, gestione di risorse, esigibilità, monitoraggio;
C) Stabilire convenzioni di cooperazione con la Commissione di controllo civico della corruzione CCCC e altre istituzioni pubbliche e private;
D) Proporre nomi per costituire una segreteria esecutiva e una segreteria tecnica;
E) Definire le linee strategiche di tutto il processo;
F) Rendere conto alla Commissione di controllo civico della corruzione CCCC e alla cittadinanza sui processi che si stanno portando avanti.

NOTE

1. Jubileo 2000-Rete Guayquil. Proposta della società civile per la implementazione di processi di valutazione e auditing del debito estero pubblico dell'Ecuador, Ottobre 2003
2. CCCC, Oci, Pidhdd Ecuador, Opf, Remte, Accion Ecologica, Ildis, CDES, CONAIE, Red Cantaro del Azuay, Acudir, Contrato social por la educacion, UNICEF.
3. Le organizzazioni che sono intervenute in questa prima fase costituiscono un pilastro importante. In seguito potranno aggiungersi rappresentanti di altri settori chiave come per esempio le Università, i mass-media, ecc.
APRILE 2006



MANIFIESTO DE QUITO

EN APOYO A LA POLITICA SOBERANA DE ECUADOR FRENTE A LA DEUDA


Redes y organizaciones internacionales de América Latina y Europa, junto con agrupaciones ecuatorianas, nos hemos reunido en Quito con ocasión del Seminario Internacional “Ilegitimidad de la deuda externa”. Ha sido una oportunidad invaluable para dialogar con los Ministros de Economía y Finanzas, y de Energía y Minas, y conocer más de cerca la visión y las políticas que impulsa el gobierno ecuatoriano frente a los relevantes temas de deuda externa y energía. Tras este encuentro tan esperanzador, expresamos lo siguiente:

1. Nos identificamos con la postura de “país acreedor” que ha asumido el Ecuador, ante una deuda externa sobrepagada y en buena medida ilegitima. Apoyamos la política soberana que el gobierno está impulsando en esta materia, que sienta un precedente en la región.

2. Respaldamos la determinación del gobierno de poner fin al sometimiento a las políticas neoliberales e intervencionistas del Fondo Monetario Internacional y el Banco Mundial, que actuaron a través de sus préstamos condicionados.

3. Vemos con mucha expectativa el proceso de creación del Banco del Sur, entidad integracionista que Ecuador impulsa, y aspiramos que éste se convierta en un factor clave para construir economías justas, igualitarias y soberanas, en el marco de una integración alternativa.

4. Nos comprometemos a promover la iniciativa innovadora liderada por el Ministerio de Energía y Minas, para mantener el crudo represado en la reserva ecológica del parque Yasuní, zona de rica biodiversidad y casa de varios pueblos originarios en la Amazonía. Esta política de nuevo tipo nos convoca a todas y todos como seres humanos responsables del cuidado de la vida en el planeta. Su concreción marcará un precedente histórico, y señalará un camino en la búsqueda de alternativas al modelo depredador.

5. Nos satisface conocer la prioridad concedida a la inversión social, a la redistribución de la riqueza y a la protección ambiental. Estas medidas dan cuenta del respeto por la vida y el bienestar del pueblo, por sus derechos económicos, sociales y culturales. Muestran que la destrucción de la naturaleza no puede ser considerada como un requisito ineludible para obtener ingresos fiscales, pues empobrece a la gente para engrosar las fortunas corporativas. Consideramos prioritaria la recuperación de recursos transferidos por concepto de deudas ilegítimas, para financiar políticas públicas de reparación y verdadero desarrollo.

6. Nos comprometemos, solidariamente, a contribuir desde nuestras experiencias y capacidades técnicas en los procesos de auditoría integral y declaratoria de ilegitimidad de la deuda que forman parte de la agenda de gobierno en Ecuador, así como en todas las iniciativas orientadas a construir una nueva realidad de justicia y soberanía en el país y en la región.

Quito, 27 de Abril de 2007


GRUPO NACIONAL DE DEUDA OID (OBSERVATORIO INTERNACIONAL DE LA DEUDA)
ERLASSJAHR.DE (JUBILEO ALEMANIA)
CLAI (CONSEJO LATINOAMERICANO DE IGLESIAS)
EED (SERVICIO DE LAS IGLESIAS EVANGELICAS EN ALEMANIA PARA EL DESARROLLO)
JUBILEO SUR AMERICAS
JUBILEO 2000 RED GUAYAQUIL EURODAD (RED EUROPEA DE DEUDA Y DESARROLLO)
ILDIS (INSTITUTO LATIONAMERICANO DE IVESTIGACIONES SOCIALES)
UNIVERSIDAD ANDINA SIMON BOLIVAR
LATINDADD (RED LATIONAMERICANA SOBRE DEUDA DESARROLLO Y DERECHOS)
CADTM (COMITÉ POR LA ANULACION DE LA DEUDA DEL TERCER MUNDO)
CDES (CENTRO DE DERECHOS ECONOMICOS Y SOCIALES)
OBSERVATORIO CIUDAD
ACCION ECOLOGICA
REMTE (RED DE MUJERES TRANSFORMANDO LA ECONOMIA)


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Ulises Ruiz Ortiz