:: Selvas.org::
:: Occhi aperti sulle Ande :: Ojos abiertos en los Andes ::
SELVAS.org


Home
Portada

Chi siamo
Quien somos

Contattaci
Contacto

Uno sguardo
Una mirada

Campagne
Campañas


Link
Enlaces

Dopo più di tre anni dall'apertura delle trattative tra governo colombiano e le FARC, il presidente Pastrana le dichiara chiuse denunciando l'aumento delle violenze da parte dei guerriglieri. E annuncia massicci bombardamenti nella zona di distensione. Parte un operazione terrestre che coinvolgerà più di 10.000 uomini dell'esercito nazionale. La frontiera con l'Ecuador era già in stato di allerta da tre giorni con un accordo tra le due nazioni Andine.

Gran risveglio
del Plan Colombia

Di Martin E. Iglesias- 21/02/2002





Il recupero da parte dell'esercito colombiano del teritorio smilitarizzato, ceduto alle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (FARC), è iniziato oggi con il massiccio bombardamento di almeno 85 punti strategici occupati dalla guerriglia.
Questa zona, del sud est colombiano, fa parte del territorio "smilitarizzato" che è servito per più di tre anni come luogo franco di incontri per gli accordi di pace.
L'azione iniziata oggi, è scattata dopo che il presidente Andrés Pastrana ha dichiarato fallito il processo di pace con le FARC, la principale organizzazione rivoluzionaria di questa nazione.

Il territorio in questione è una regione di42.000 kilometri quadrati, poco di più di tutta la Svizzera, è stato preso di mira dall'aviazione fin dalle prime ore della mattina, seguito dal sorvolo di numerosi elicotteri armati che hanno preso di mira obiettivi sensibili per far strada ai primi 6.000 soldati, che sono parte degli 11.000 effettivi dell'esercito previsti per l'offensiva di terra.

Le ragioni che hanno fatto "traboccare il vaso"
A 39 mesi dalla creazione della zona di distensione per dialogare con le FARC, il presidente Pastrana ha deciso di mettere fine al processo di pace con il gruppo armato, in risposta al secuestro del senatore liberale Eduardo Ghecem Turbay. leri è stato dirottato un aereo commerciale della compagnia colombiana Aires, con 37 persone a bordo, da un commando delle Farc e costretto ad atterrare nei pressi di Hobo (dipartimento di Huila) su una stretta strada municipale. Sull'aereo viaggiava il senatore e diverse persone che lo accompagnavano, delle quali ora non si hanno più notizie. Subito dopo questi eventi il presidente Pastrana si riunisce con gli alti comandi militari, e in un disccorso televisivo alla nazione, qualifica come un atto di "terrorismo internazionale" il sequestro di persone e la distruzione di alcuni ponti che collegano la zona dove è atterrato forzosamente l'aereo.
"Sono aumentati gli atti di terrorismo"- annuncia Pastrana - "negli ultimi 30 giorni ci sono stati 4 autobombe, 5 attacchi a installazioni, 7 campi minati, l'omicidio di 20 civili, inclusi donne e bambini, attentati a 33 centrali di energia, a tratte di oleodotti, ponti e altre barbarie".

Il presidente davanti alle telecamere, prosegue con le sue dichiarazioni: "Manuel Marulanda (il comandante primo delle FARC - ndr): io le ho dato la mia parola e l'ho rispettata, sempre l'ho rispettata. Però lei ha aprofittato della mia buona fede e anche quella di tutti i colombiani. Fin dal primo momento lei ha lasciato vuota la sedia del dialogo; ora è traboccato il bicchiere dell'indignazione" enfatizza Pastrana.

Le rezioni dei partiti politici colombiani e degli sfidanti alle prossime elezioni di maggio, sono state generalmente di appoggio alle decisioni prese da Pastrana. Un sondaggio, premonitore, qualche giorno fa svelava come i colombiani siano decisi a smettere di trattare con la guerriglia e sicuri delle capacità del governo in un possibile confronto armato.

"
Proprio quando si trattava di argomenti cruciali"
Al fine di formalizzare ufficialmente la rottura del dialogo con la guerriglia, il presidente Pastrana ha emesso alcuni decreti, che con la firma e l'appoggio di tutto il gabinetto ministeriale, rendono senza effetto il riconoscimento politico che fino a ieri avevano, gli esponenti delle FARC, ai colloqui di pace. Questa decisione comporta l'immediato mandato di cattura e il possibile arresto per gli esponenti della guerriglia che fino a poche ore prima sedevano al tavolo di trattative anche con delegazioni internazionali.
Ma le FARC, in una nota ufficiale, addossano tutta la responsabilità della rottura esclusivamente al governo di Pastrana: "Proprio quando si iniziavano a trattare importanti temi dell'agenda comune e di comune accordo si risolvevano contenziosi tra i rispettivi portavoci, il governo, con gesta olimpiche, rompe queste possibilità.

La principale conseguenza della decisione del governo di sospendere le garanzie politiche ai portavoci delle FARC, può essere la definizione della comunità internazionale, e in particolar modo degli Stati Uniti, di qualificare la guerriglia colombiana come terrorista e non come parte di un conflitto che da trent'anni insanguina il Paese.



Al via l'"Operazione Tanathos"
Dalle basi militari confinanti la zona di distensione, che dal 1998 garantiva i dialoghi tra le parti, si dà il via all'operazione che ha come obiettivo la "riconquista" immediata dei 42.000 kilometri quadrati, denominata Tanathos. Sono otto i punti in cui inizieranno i dispiegamenti delle forze di terra. Obiettivo primario dovrebbe essere inizialmente la rilevazione di siti dove siano presenti depositi di armi e di mezzi di locomozione; si ricercano, adirittura, tunnel sotterranei e basi di elicotteri per il traffico della droga.
Anche le frontiere nazionali ora sono in stato di allerta. Il generale Fernando Tapias, che dirigerà le operazioni dalla base militare di Tolemaida, ha dato ordini di rafforzare i controlli alle frontiere con il Brasile e particolare attenzione si presterà al pattugliamento fluviale dei grandi fiumi. Anche verso l'Ecuador si vigilerà in modo particolare, con aerei spia e truppe della base di "Tres Esquinas".
Per pura coincidenza, tre giorni fa, i capi di Stato Maggiore degli eserciti di Colombia e Ecuador si erano incontrati in un vertice militare dove, senza dare precisi dettagli, avevano messo a punto strategie congiunte in caso di una possibile massiccia fuga dovuta alla "eventuale rottura del negoziato". Una grande lungimiranza che eviterà uno sfondamento dei "guerriglieri" nella frontiera di Putamayo e scongiurerà sicuramente tutti i timori di un allargamento all'Ecuador del Plan Colombia.
Sicuramente? Speriamo.


Di Massimo Zaurrini e Francesca Belloni per MISNA

AMBASCIATORE ITALIANO:
LE FARC VANNO CONTRO I LORO STESSI INTERESSI” 
21 febbrario 2001 

Quella delle Farc è una tattica suicida”.
Questo il primo commento rilasciato oggi alla MISNA dall’ambasciatore italiano a Bogotá, Felice Scauso, in merito alla rottura del processo di pace, precipitato ieri in seguito al sequestro del senatore liberale Jorge Eduardo Gechem Turbay da parte delle guerriglia. “La scelta di sferrare l’ennesima offensiva, in un momento cruciale del negoziato, va contro gli stessi interessi delle Farc”, ha precisato l’ambasciatore. “Partendo dal presupposto che la zona di distensione sia sempre stata di vitale importanza per la guerriglia, il dirottamento dell’aereo della compagnia Aires non ha fatto altro che ridurre ulteriormente lo spazio di manovra del presidente Andres Pastrana e della corrente moderata del governo”.

Avvicinarsi alle elezioni di maggio con una bozza di tregua, inoltre, avrebbe certamente favorito il proseguimento del dialogo con la nuova amministrazione, ha rilevato Scauso. “In effetti – ha puntualizzato - gli attacchi delle Farc si erano intensificati già dal 20 gennaio, dopo il salvataggio ‘in extremis’ del processo di pace. Alcuni settori delle Farc, ben lontane dall’essere un’entità compatta, consideravano l’accordo alla stregua di un cedimento nei confronti del governo. Tuttavia, se gli attacchi seguiti al rilancio del negoziato sono stati interpretati come una ‘prova di forza’ da parte della guerriglia, l’episodio di ieri ha per il governo tutt’altro significato”, ha precisato Scauso. “A compiere il dirottamento e il sequestro del senatore non è stato un fronte della guerriglia marginale o ‘autonomo’, bensì una colonna, la ‘Teófilo Forero’, considerata molto vicina al segretariato delle Farc e strettamente connessa con Jorge Briceño, alias ‘Mono Jojoy’ e con lo stesso Manuel ‘Tirofijo’ Marulanda. Questo fa pensare che l’ordine di dirottare l’aereo possa addirittura essere partito dai vertici del movimento armato”.

Scauso, membro della delegazione dei Paesi facilitatori del negoziato, era ormai giunto a San Vicente del Caguán per una nuova tornata di colloqui, quando ha ricevuto l’ordine di rientrare nella capitale. “La notizia della rottura delle trattative è arrivata quando eravamo a soli dieci minuti dal luogo dell’incontro – ha concluso l’ambasciatore – e ci ha francamente colto di sorpresa. C’erano elementi che lasciavano ben sperare che il dialogo portasse finalmente a una tregua”. Resta ancora da capire a cosa realmente puntino le Farc, sebbene la rottura del negoziato lasci ormai ben poco spazio alle parole. La prospettiva più immediata, mentre sono in corso i bombardamenti sull’ormai ex area neutrale in attesa dell’invasione delle truppe terrestri, è che per il momento parleranno i fucili. () (CO)
torna indietro