| DOSSIER COLOMBIA: LA GUERRA INVISIBILE
"Perdono e oblio"
La battaglia contro l'impunità in Colombia si concentra sulle critiche alla legge "Giustizia e Pace" che consente la smobilitazione delle truppe paramilitari in cambio della minima punizione e della non estradizione per i delitti contro l'umanità. Appelli contro l'immobilismo delle istituzioni internazionalli e la voce dimenticata dei parenti delle vittime. Costruire ponti di solidarietà tra la società civile europea e quella latinoamericana alla ricerca di una pace duratura per la Colombia.
L'Imperatore é Nudo
Se esiste una doppia morale nella famosa fiaba di Hans Christian Andersen "Il vestito nuovo dell'Imperatore" una è per la corte dell'Imperatore, che vive nella fiaba, e una è per chi legge o ascolta la storia.
Di Martin E. Iglesias
Vittime invisibili
Il Movimento nazionale di vittime dei crimini di Stato si oppone alla legge Giustizia e Pace sulla falsa smobilitazione dei paramilitari; questa lotta contro limpunità è appoggiata anche
dalla società civile europea
Di Cristiano Morsolin
Lettera aperta all Unione Europea per la riunione COLAT del 6 settembre 2005:
LUnione Europea non deve appoggiare un processo di smobilitazione che non contribuisce né alla pace né alla giustizia
Appello di oltre 150 organizzazzioni di Europa e America Latina
Cascina (Pisa) il 16, 17 e 18 settembre 2005
3° Forum Internazionale Colombia Vive!
Forum Internazionale sulle strategie di protezione dei processi di resistenza civile nonviolenta delle Comunità di Pace colombiane.

Foto tratta dal sito della CINEP - CENTRO DE INVESTIGACIÓN Y EDUCACIÓN POPULAR, Bogotà.
(http://www.cinep.org.co) Di Diakonie Katastrophenhilfe
En Esppañol
Carta abierta a la Union Europea
SIGUE FORTALECIÉNDOSE EL PUENTE DE
LA SOCIEDAD CIVIL ENTRE COLOMBIA Y EUROPA
> El Movimiento de Víctimas de Crímenes de Estado
solicita excepción de inconstitucionalidad de la ley de Justicia y Paz
Lettera Aperta alla UE
Lettera aperta all Unione Europea per la riunione COLAT del 6 settembre 2005:
LUnione Europea non deve appoggiare un processo di smobilitazione che non contribuisce né alla pace né alla giustizia
Appello di oltre 150 organizzazzioni di Europa e America Latina
Il prossimo 6 di settembre, lUnione Europea deciderà se appoggiare il cosiddetto processo di smobilitazione dei paramilitari in Colombia. Nel dicembre 2004, la UE si impegnò ad dar sostegno alla smobilitazione solo quando questa fosse regolata da un quadro legale conforme al diritto internazionale e i gruppi paramilitari rispettassero il cessate il fuoco. La legge di Giustizia e Pace recentemente approvata, tuttavia, non rispetta gli standard internazionali richiesti e i paramilitari hanno continuato a violare la cessazione delle ostilità accordata con il Governo.
-Il quadro legale definito attraverso la legge di Giustizia e Pace e i decreti 128 e 2767 non garantisce i diritti delle vittime alla verità, giustizia e riparazione. In questo modo, il processo di smobilitazione contraddice le norme del diritto internazionale e ostruisce il cammino verso un autentico chiarimento dei crimini gravi e la riconciliazione che contribuisce a stabilire una pare durevole in Colombia.
-Nella misura in cui il quadro legale stabilito non contiene una regolamentazione capace di garantire leffettivo smantellamento delle strutture paramilitari, difficilmente il dialogo e la negoziazione con i gruppi paramilitari contribuiranno alla pace. Limpunità che la legge permette, invece, potrebbe risultare nel riciclaggio e nella legalizzazione dei paramilitari.
-la legge di Giustizia e Pace e il decreto 128 rafforzano limpunità che ha predominato durante le ultime decadi, poiché i meccanismi di investigazione e le sanzioni previste non sono appropriate né sufficienti.
-Nonostante queste norme debbano contrastare lo sfollamento forzato di circa tre milioni di persone e lespropriazione delle loro terre, molti paramilitari autori di migliaia di crimini- conserverebbero le proprietà usurpate. Inoltre, in virtù del decreto 2767, i paramilitari che si accreditino come smobilitati riceverebbero benefici economici equivalenti a quaranta volte gli aiuti che il Governo destina agli sfollati.
Per questo, le organizzazioni che firmano esigono dallUE e dagli Stati Membri di non appoggiare né politicamente né economicamente il processo di smobilitazione dei gruppi paramilitari nelle condizioni in cui si presenta attualmente.
Richiediamo alla UE e ai suoi Stati Membri di esigere dal Governo Colombiano che si garantisca leffettivo smantellamento delle strutture paramilitari e il diritto delle vittime alla verità, giustizia e riparazione. Chiediamo allUE di esercitare la propria influenza per evitare che attraverso la legge di Giustizia e Pace e i decreti 128 e 2767 restino impunite le gravi violazioni ai diritti umani, crimini di lesa umanità e crimini di guerra commessi in Colombia. Le raccomandazioni dellUfficio in Colombia dellALto Commissariato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite e della Commissione Interamericana dei Diritti Umani offrono un quadro adeguato per il rispetto degli standard internazionali.
E fondamentale non appoggiare lattuale processo di smobilitazione attraverso progetti di osservazione ( monitoraggio ) o di cooperazione, per non ritardare la ricerca della verità dei fatti gravi occorsi in Colombia durante le ultime decadi, né legittimare limpunità. Leffettiva smobilitazione dei gruppi paramilitari è un requisito necessario per la soluzione pacifica del conflitto colombiano. Tuttavia, la smobilitazione deve orientarsi allo smantellamento completo delle strutture paramilitari e deve formare parte di una strategia di pace integrale. Solo con queste condizioni e garantendo il diritto alla verità, alla giustizia e alla riparazione, il processo di smobilitazione paramilitare potrà convertirsi in un contributo alla pace.
* A seguire, dopo le sottoscrizioni Commenti per la lettera aperta
Firme/ Adesioni:
Organizzazioni Europee
1) kolko e.V. Menschenrechte für Kolumbien (Deutschland) / kolko e.V. Derechos Humanos por Colombia (Alemania)
2) Solidaritätsfonds Pax Christi Deutschland / Fondo de Solidaridad Pax Christi (Alemania)
3) Grupo Amigos de la Comunidad de Paz de San José de Apartadó (Estado Español)
4) Colectivo de Colombianos/as Refugiados/as en Asturias (Estado Español)
5) Mugarik Gabe Nafarroa (Estado Español)
6) Esquerra Unida del Paìs Valencia Area de Pau i Solidaritat (Estado Español)
7) Ökumenisches Friedensnetz Düsseldorfer Christinnen & Christen (Deutschland) / Red Ecuménica de Cristianos y Cristianas para la Paz en Dusseldorf (Alemania)
8) Kolumbiengruppe e.V., Nürtingen (Deutschland) / Grupo Colombia Nürtingen (Alemania)
9) Red Italiana de Solidaridad con las Comunidades de Paz del Chocó y Urabá en Colombia (Italia)
10) Asamblea Internacional de la Sociedad Civil por la Paz de Colombia, ASIPAZCOL (Estado Español)
11) Asamblea Internacional de la Sociedad Civil por la Paz en Colombia (Suiza)
12) Colectivo de Colombianos Refugiados en el País Vasco-Bachué (Estado Español)
13) Mandacaru, Menschen leisten Widerstand, Erkelenz (Deutschland) / Mandacaru, Pueblo Resistente, Erkelenz (Alemania)
14) Flüchtlingsrat Düsseldorf e.V. (Deutschland) / Consejo por los Refugiados en Dusseldorf (Alemania)
15) Nürnberger Menschenrechtszentrum (Deutschland) / Centro de Derechos Humanos de Nuremberg (Alemania)
16) Arbeitsgruppe Schweiz-Kolumbien ASK (Schweiz) / Grupo de Trabajo Suiza-Colombia (Suiza)
17) Comisión de Ayuda al Refugiado del País Valenciano (Estado Español)
18) Fondazione Neno Zanchetta Lucca (Italia)
19) Comité de Solidaridad con Africa Negra de Madrid (Estado Español)
20) Comunidades Cristianas Populares del Estado Español (Estado Español)
21) Iglesia de Base de Madrid (Estado Español)
22) Comunidad de Vanguardia Obrera (Estado Español)
23) Terre des Hommes Deutschland e.V.
24) Terre des Hommes Francia
25) Observatorio Independiente sobre la Región Andina SELVAS (Italia)
26) PTM-mundubat (Estado Español)
27) Justice for Colombia (Great Britain / Ireland)
28) COmite de Solidaridad con América Latina de Xixon CO.S.A.L (Estado Español)
29) Christian Aid (Gran Bretaña)
30) Nicaragua-Verein Düsseldorf e.V (Deutschland) / Asociación para Nicaragua Dusseldorf (Alemania)
31) Asociación Atelier para la Cooperación Internacional al Desarrollo (Estado Español)
32) Ecologistas en Acción (Estado Español)
33) Action Pro Colombia e.V. Aachen (Deutschland / Alemania)
34) Forschungs- und Dokumentationszentrum Chile-Lateinamerika e.V. FDCL (Deutschland)/ Centro de Investigación y Documentación Chile-América Latina (Alemania)
35) Eine-Welt-Forum Düsseldorf (Deutschland)
36) Mütter für den Frieden Düsseldorf (Deutschland)/ Madres por la Paz Dusseldorf (Alemania)
37) Weltladen Düsseldorf (Deutschland / Tienda Mundial Dusseldorf (Alemania)
38) Adivasi Tea Project ESG Universität Essen (Deutschland)
39) ASTA-Fachhochschule Düsseldorf (Deutschland) / Oficina de Estudiantes de la Facultad de Ciencias Aplicadas, Universidad de Dusseldorf (Alemania)
40) Gesellschaft für bedrohte Völker (Deutschland)
41) Colectivo de Solidaridad por la Justicia y la Dignidad de los Pueblos COLICHE (Estado Español)
42) Eine-Welt-Forum Jüchen (Deutschland) / Forum Por Un Mundo Jüchen (Alemania)
43) Arbeitskreis Internationalismus der IG Metall Berlin (Deutschland)
44) Deutsche Kommission Justitia et Pax (Deutschland) / Comisión Alemana de Justicia y Paz (Alemania)
45) Kolumbienkampagne Berlin (Deutschland) Campaña Colombia Berlin (Alemania)
46) BaSo-Chemiekreis (Basisinitiative Solidarität) (Deutschland) / Sindicalistas del Sector Químico-farmacéutico (Alemania)
47) Dreikönigsaktion der Katholischen Jungschar DKA (Österreich) /Acción de los Reyes Magos de Austria
48) Katholische Frauenbewegung KFB (Osterreich) / Movimiento de las Mujeres Católicas de Austria
49) Evangelische Studierendengemeinde Aachen (Deutschland) / Comunidad de Estudiantes Universitarios Luteranos, Aachen (Alemania)
50) Colombia Solidarity Campaign (Great Britain / Campaña de Solidaridad por Colombia (Gran Bretaña)
51) Missionszentrale der Franziskaner e.V., Bonn (Deutschland) / Centro Franciscano de Animación Misionera; MZF (Alemania)
52) Diakonisches Werk der EKD, Referat Menschenrechte (Deutschland) / Obra Diaconica, Departamento de Derechos Humanos (Alemania)
53) Comité Catholique contre la Faim et Pour et Developpement CCFD (France) / Comité Católico Contra el Hambre y Para el Desarrollo ( Francia)
54) Freundeskreis Ökodorf e.V. Sieban Linden, Poppau (Deutschland)
55) Transnational Institute, TNI- Programa Drogas &Democracia, Amsterdam (Países Bajos)
56) Bischöfliches Hilfswerk MISEREOR (Deutschland)/ Obra Episcopal MISEREOR (Alemania)
57) Colombianos en el Exterior, Ciudadanos del mundo (Estado Español)
58) Solidaridad para el Desarrollo y la Paz (SODEPAZ) (Estado Español)
59) Berliner Frauenrat e.V (Deutschland) / Consejo de Mujeres de Berlin (Alemania)
60) Asociación Colombia sin Fronteras, Sevilla (Estado Español)
61) Secours Catholique / Caritas France
62) Plataforma de Organizaciones de Desarrollo Europeas en Colombia PODEC
63) Federación Internacional Derechos Humanos FIDH, Secretariado general de Paris (Francia)
64) Hilfswerk der Evangelischen Kirchen Schweiz HEKS (Schweiz) / Ayuda de las Iglesias Protestantes Suizas (Suiza)
65) Diözesanrat der Katholiken in Aachen (Deutschland) / Consejo Diozesamo de los Católicos en la Diócesis de Aquisgrán (Alemania)
66) Red Europea de Comites Oscar Romero
67) Derechos Para Todos (Estado Español)
68) L' Associació Catalana de juristes demócrates (Cataluña, Estado Español)
69) L' Observatori del Deute en la Globalització / Observatorio de la deuda en la globalización de Barcelona (Estado Español)
70) Colectivo francés-colombiano Palanque de Lyon (Francia)
71) Coordinación Belga por Colombia (Bélgica)
72) Asociación SOLDEPAZ PACHAKuti (Estado Español)
73) Centre Europe-Tiers Monde CETIM (Suiza)
74) Institut für Globale Friedensarbeit (Portugal)
Organizzazioni Colombiane
75) Mesa de trabajo "Mujer y conflicto armado"
76) Fundación para la Promoción de la Cultura y la Educación Popular FUNPROCE
77) Fundación Comité de Solidaridad con los Presos Políticos FCSPP
78) Instituto Popular de Capacitación IPC
79) Corporación Claretiana Norman Pérez Bello
80) Fundación PODION
81) Corporación de Servicios a Proyectos PODION
82) Equipo de Asesorías a Proyectos de Desarrollo Integral Comunitarios APRODIC
83) Taller Abierto
84) Fundación Menonita Colombiana para el Desarrollo MENCOLDES
85) Proyecto espacios de convivencia y desarrollo, Parroquia "San Pedro Apostol"
86) Coordinación DIAL, Dialogo Inter-Agencial
87) Proyecto Planeta Paz
88) Fundación para la Formación de Líderes Afrocolombianos AFROLIDER
89) Asociación Comunitaria "Semillas"
90) Coordinación Colombia-Europa-Estados Unidos (Comité Operativo: Asociación de Trabajo Interdisciplinario, Colectivo de Abogados José Alvear Restrepo, Colectivo de Abogados Luis Carlos Pérez, Comisión Colombiana de Juristas, Comité de Solidaridad con los Presos Políticos, Fundación Sumapaz, Iglesia Presbiteriana de la Costa Norte, Instituto Latinoamericano de Servicios Legales Alternativos e Instituto Popular de Capacitación).
91) Corporación Jurídica Libertad
92) Comisión Nacional de Derechos Humanos y Paz de la Unión Sindical Obrera USO
93) Comisión Intereclesial de Justicia y Paz
94) Mesa Kennedyana de Mujer y Géneros
95) Comisión Colombiana de Juristas
96) Corporación Sembrar
97) Centro Cristiano para Justicia, Paz y Acción Noviolenta Justapaz
98) Asamblea Internacional de la Sociedad Civil por la Paz en Colombia ASIPAZCOL
99) Humanidad Vigente Corporación Jurídica
100) Corporación AVRE Apoyo a Víctimas de violencia Sociopolítica Pro Recuperación Emocional
101) Consultoría para los Derechos Humanos y el Desplazamiento CODHES
102) Vamos mujer
103) Organizaciones Campesinas de la Confederación General del Trabajo
104) Proceso de Comunidades Negras en Colombia PCN
105) Asociación para la Promoción Social Alternativa MINGA
106) Organización Indígena de Antioquia OIA
107) Corporación Compromiso Bucaramanga /Corporación para el Desarrollo del Oriente "Compromiso"
108) Mesa nacional "Mujeres y Economía"
109) Movimiento de Víctimas de Crímenes de Estado
110) Frente Social y Político
111) Asonal Judicial
112) Asociación de Profesores Universitarios
113) Coordinación por los Derechos Humanos Semillas de Libertad Codehsel
114) Organización Femenina Popular OFP
115) Proyecto Justicia y Vida
116) Sindicato Nacional de Trabajadores de la Industria de Alimentos SINALTRAINAL
117) Ruta Pacífica de Mujeres
118) Acción Colectiva por la Objeción de Conciencia en Colombia ACOCC
119) Iglesia Presbiteriana de la Costa Norte
120) Instituto Latinoamericano de Servicios Alternativos -ILSA
121) Fundación Manuel Cepeda
122) Fundación para la Educación y el Desarrollo FEDES
123) Fundación Sumapaz
124) Corporación Jurídica Yira Castro
125) Corporación Servicios Profesionales Comunitarios Sembra
126) Corporación Viva la Ciudadanía
127) Corporación Colectivo de Abogados "Luis Carlos Pérez"
128) Corporación Fundación para la Defensa de los Derechos Humanos Reiniciar
129) Corporación Casa de la Mujer
130) Comité Permanente por la Defensa de los Derechos Humanos CPDH
131) Comunidades Eclesiales de Base CEBS
132) Centro de Investigación y Educación Popular CINEP
133) Colectivo de Abogados José Alvear Restrepo CAJAR
134) Asociación de Trabajo Interdisciplinario ATI
135) Asociación Nacional de Ayuda Solidaria ANDAS
136) Asociación Nacional de Usuarios Campesinos Unidad y Reconstrucción ANUCUR
137) Asociación para el Desarrollo Social e Integral ECATE
138) Asociación Campesina de Antioquia ACA
139) Asociación de Familiares de Detenidos Desaparecidos ASFADDES
140) Comité por la Defensa de los Derechos Humanos en Colombia COMADEHCO
141) Observatorio Social de Empresas Transnacionales, megaproyectos
142) Red de Alternativas a la Impunidad y la Globalización del Mercado
Organizzazioni Latinoamericane
143) Alianza Chilena por un Comercio Justo y Responsable ACJR (Chile)
144) Coordinación de DDHH de Cordillera CODEHUCO (Paraguay)
145) Frente Nacional de lucha por la Soberanía y la Vida, filial del departamento de Cordillera FNLSYV (Paraguay)
146) Coordinadora de Organizaciones Sociales y Campesinas de Cordillera CCS (Paraguay)
147) Coordinadora de defensa de la cuenca del yhaguy (Paraguay)
148) Campamento de Sin Tierras Santa Clara (Paraguay)
149) Consejo Distrital de Tobati CDT (Paraguay)
150) Coordinación Distrital de Productores Orgánicos de Arroyos y Esteros (Paraguay)
Organizzazioni Internazionali
151) Food First Information and Action Network FIAN International
152) IPO International peace observatory
153) Franciscans International / Comisión Interfranciscana (Suiza)
154) Organización Mundial contra la Tortura OMCT (Suiza)
Commenti per la lettera aperta La Unione Europea non deve appoggiare un processo di smobilitazione in Colombia che non contribuisce né alla pace né alla giustizia.
Senza riconoscimento per le vittime significherebbe consolidare il paramiltarismo e la impunità in Colombia.
Nelle ultime due decadi i paramilitari hanno torturato, sequestrato, assassinato ed espropriato le terre di migliaia di civili, senza aver subito alcuna condanna. E per anni hanno sempre potuto contare sulla tolleranza e la collaborazione delle forze di sicurezza dello stato colombiano. I gruppi paramilitari sono riusciti ad accumulare un grande potere non solo economico ma anche politico. Tanto il loro coinvolgimento nel narcotraffico quanto la loro influenza politica sono conosciuti a livello locale e nazionale.
I negoziati per un processo di smobilitazione delle forze paramilitari (Autodefensas Unidas de Colombia, AUC) sono cominciati con il governo di Alvaro Uribe già nel dicembre del 2002, quando le AUC hanno dichiarato un presunto cessate il fuoco unilaterale. Nel luglio del 2003 si è arrivati a un accordo con il governo, in cui si proponeva lobiettivo di smobilitare 18000 uomini delle AUC entro dicembre 2005. Già dal principio di questo processo, il governo colombiano ha sollecitato lappoggio politico e finanziario degli USA come dellUnione Europea, cercando così una legittimazione internazionale dellingiustizia. Questo processo di smobilitazione tuttavia non costituisce una reale strategia per conseguire la pace, quanto piuttosto una base per la legalizzazione e istituzionalizzazione del paramilitarismo e dellimpunità in Colombia. Di fatto, è stato provato che i gruppi paramilitari continuano a esercitare unenorme influenza anche nelle aree dove si suppone sia già avvenuta la smobilitazione. Fino a oggi si sono smobilitati 9900 combattenti delle AUC, anche prima che si stabilisse un quadro legale attraverso la ironicamente definita legge di giustizia e pace.
Fino ad ora, la Unione Europea e i suoi stati membri si sono mantenuti al margine di questo processo. Nelle sue conclusioni del consiglio di dicembre del 2004 la Unione Europea spiega che per appoggiare il processo di smobilitazione, questo deve inserirsi in un quadro legale. Ora, benché con la recente approvazione della legge di giustizia e pace, questo quadro esista, la legge approvata aiuta semplicemente a completare un quadro giuridico per limpunità.
A questo riguardo, gli USA non hanno ancora deciso se appoggiare il processo di smobilitazione in Colombia. Mentre il governo di Bush si mostra incline a appoggiarlo, il senato degli Stati Uniti ha stabilito delle condizioni che vanno nella stessa direzione delle richieste dei gruppi delle vittime, dei diritti umani e dellAlto Commissariato delle Nazioni Unite.
Il quadro legale non garantisce i diritti delle vittime alla verità, alla giustizia e alla riparazione.
Lufficio dellAlto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha argomentato che la legge di giustizia e pace non garantisce i diritti delle vittime alla verità, alla giustizia e alla riparazione, e offre invece generosi benefici giudiziari a coloro che hanno commesso gravi crimini, contravvenendo così agli obblighi internazionali . I meccanismi della legge di giustizia e pace non stabiliscono incentivi che spingano gli smobilitati a confessare in forma esaustiva la verità sulle loro responsabilità in cambio degli importanti benefici giudiziari che ricevono. Di conseguenza il meccanismo stabilito non costituisce una garanzia che i crimini perpetrati siano debitamente chiariti, e per tanto in molti di questi casi non si conosceranno i fatti, e gli autori godranno dellimpunità, sottolinea la Commissione Interamericana per i Diritti Umani. Allo stesso modo Human Right Watch e Amnesty International concordano nel dire che questa legge non offre garanzie per il chiarimento dei crimini commessi. La scarsa informazione richiesta agli smobilitati non permette alle vittime di accedere alla verità sui crimini occorsi. Un meccanismo efficace per una pace duratura per prima cosa deve assicurare la non ripetizione dei crimini, la qual cosa è possibile solo sulla base del chiarimento, della giustizia e della riparazione in forma integrale.
Se non si garantisce lo smantellamento effettivo delle strutture paramilitari, difficilmente i negoziati contribuiranno alla pace. Viceversa, si teme che i gruppi paramilitari si riciclino e si legalizzino.
Con la legge di giustizia e pace si riducono i termini per linvestigazione dei crimini a 60 giorni, con solo 20 pubblici ministeri incaricati delle investigazioni, il che è totalmente insufficiente e inefficace per i più di 10 000 casi che restano in sospeso.
Linvestigazione di fatti tanto gravi richiede dei processi di ben più lungo termine, limpiego di più personale e unattività giudiziaria più consistente se si vogliono chiarire a livello giudiziario le migliaia di massacri, esecuzioni mirate, sequestri, torture, sfollamenti forzati etc. Daltra parte la legge non assicura che i paramilitari confessino i propri crimini, rivelino informazioni sulle modalità operative dei gruppi, né consegnino i beni illegalmente acquisiti. La verità resta limitata a resoconti parziali e incompleti in ogni singolo caso, ignorando le connessioni tra luno e laltro. Questo schema renderà impossibile indagare a causa della complicità delle forze e dei funzionari statali. Di fatto, comandanti condannati per gravi delitti, potranno ottenere pene di poco più di due anni, senza neppure garantire la completa smobilitazione dei loro gruppi, né il completamento del cessate il fuoco, né la fine delle proprie attività criminali, conservando invece il proprio potere politico ed economico. Allo stesso modo, viene premiata la menzogna e loccultamento di informazioni, dato che se posteriormente allottenimento dei benefici si arriverà a scoprire che lo smobilitato è coinvolto in altri delitti che non ha incluso nella sua confessione si inizierà una nuova investigazione su quei fatti e, in caso di condanna, lo smobilitato potrà nuovamente accedere al beneficio della pena alternativa.
Inoltre attraverso la legge di giustizia e pace i paramilitari possono evitare lestradizione, fatto che preoccupa gli USA, dove molti dei comandanti delle AUC hanno processi aperti per narcotraffico.
Il decreto 2767, approvato nel 2004, promuove la trasformazione dei combattenti smobilitati in informatori e cooperanti della Forza Pubblica in cambio di ricompense. Questi meccanismi aprono la possibilità che le stesse strutture paramilitari consolidino il loro controllo politico-militare sulla popolazione, ma questa volta in forma legalizzata.
La legge di giustizia e pace e il decreto 128 rafforzano limpunità.
Il quadro legale stabilito presuppone linnocenza dello smobilitato, e non viene compiuto neppure un minimo sforzo per indagare un suo possibile coinvolgimento in crimini gravi. Se una persona disposta a smobilitare non ha processi giudiziari a suo carico, subito le si concede limmunità giuridica, senza alcuna investigazione. Dato che molti paramilitari usano soprannomi e che poche persone si arrischiano a sporgere denuncia per timore di ritorsioni, sono molto pochi gli smobilitati che hanno già accuse giudiziarie contro di loro. Dei 9900 paramilitari smobilitati, solo approssimativamente un centinaio si trovano in zone di concentramento per avere processi giudiziari aperti. Dati i migliaia di crimini di lesa umanità, quali i massacri, le sparizioni etc., commesse dalle AUC: dove sono allora gli autori di tutti questi crimini?
Solo in caso che la persona che smobilita abbia processi aperti o condanne si applica la nuova legge di giustizia e pace. Si presentano due possibilità. Se la persona che ha processi aperti ottiene che i suoi delitti siano catalogati come politici, questi possono essere oggetto di amnistia o di indulto, cioè la persona in questione avrà diritto alla chiusura del suo processo o alla revoca della condanna. La legge di giustizia e pace classifica lappartenenza a gruppi paramilitari come delitto politico. Se infine la persona ha processi o condanne per delitti non considerati politici, cioè per delitti comuni o per violazione dei diritti umani e diritto umanitario, le si concedono pene molto ridotte, che vanno dai 4 agli 8 anni di prigione, la qual cosa è irrisoria in relazione a crimini come i massacri o le sparizioni. Ma non accontentandosi di questo, la legge non garantisce neppure che ci sia una pena privativa della libertà effettiva. In primo luogo perché, qualunque sia la pena stabilita, si darà per compiuto un anno e mezzo nelle zone di concentramento, che non costituiscono un regime di privazione della libertà. In secondo luogo, il tempo rimanente verrà scontato in luoghi decisi dal Governo nazionale, che però non fanno necessariamente parte del sistema penitenziario amministrato dallIstituto Nazionale Penitenziario e Carcerario INPEC. Si è detto pubblicamente che le pene verranno scontate in colonie agricole.
Molti paramilitari conserverebbero le proprietà usurpate, laddove dovrebbero essere invece invertiti i processi di sfollamento forzato di approssimativamente 3 milioni di persone.
I gruppi paramilitari, attraverso massacri crudeli, omicidi mirati, sparizioni forzate, minacce e blocchi economici, diretti specificamente contro la popolazione civile, hanno costretto a sfollare approssimativamente 3 milioni di persone, soprattutto umili contadini, per impossessarsi delle loro terre. La popolazione così sradicata, oltre a perdere i propri cari, ha anche perso la base della propria sussistenza, cioè la terra, e soffre lassenza di aiuti statali adeguati al proprio stato di povertà totale, mentre i paramilitari approfittano delle terre estorte per arricchirsi, spesso attraverso la coltivazione della droga e il narcotraffico. Il quadro legale stabilito non andrà a invertire questo processo. Di fatto i criminali non avranno lobbligo di garantire la riparazione dei crimini attraverso tutti i loro beni. Le persone responsabili di tali crimini e che riceveranno i benefici previsti dalla legge, dovranno solo consegnare o denunciare i beni di provenienza illecita; e solo quei beni saranno destinati alla riparazione. Il quadro legale non stabilisce nessuna misura per fare fronte allinsolvenza dei criminali. Se i beni sono stati intestati a dei prestanomi, o se sono semplicemente passati a terzi, le vittime non potranno contare su queste risorse, neppure nel caso che queste risorse fossero originariamente di loro proprietà, come avviene nel caso delle terre delle popolazioni sfollate.
Daltro canto, se non cè una sentenza non cè riparazione. La legge non ordina allo Stato di dare riparazione a tutte le vittime, ma solo a quelle dei delitti che hanno già ricevuto sentenza. Le vittime non potranno in questo modo neppure esigere riparazione qualora chi ha perpetrato i crimini sia già morto, perché in questo caso non ha luogo sentenza.
Ad aggravare questa situazione, in virtù del decreto 2767, i paramilitari che si accreditano come smobilitati riceveranno benefici economici equivalenti a 40 volte gli aiuti che il governo déstina alle famiglie sfollate, offrendo al contempo agli smobilitati possibilità di reintegrarsi nella vita civile, possibilità che le loro vittime non hanno a causa dellassenza di una politica di di assistenza e riparazione.
In queste condizioni, la riparazione delle vittime risulta aleatoria e legata alla presenza di risorse economiche che lo Stato non si impegna a garantire, e non cè partecipazione delle vittime al dibattito.
Comune di Cascina Comune di Narni Comune di Roma
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
Rete Italiana di Solidarietà con le Comunità di Pace Colombiane
3° Forum Internazionale
Colombia Vive!
Strategie di protezione dei processi di resistenza civile nonviolenta delle Comunità di Pace colombiane
17/18 settembre 2005
I.T.C. A. Pesenti Cascina (Pi)
in memoria di Luis Eduardo Guerra e di tutti
i martiri della lotta nonviolenta in Colombia

Iniziativa collegata alla 6° Assemblea dellONU dei Popoli e alla Marcia Perugia Assisi
( 8 -11 settembre 2005)
Il Forum Internazionale Colombia Vive!, ha come proposito fondamentale la diffusione delle problematiche e delle proposte di vita alternativa promosse dalle Comunità di Pace colombiane. Finora, abbiamo realizzato due edizioni del Forum. Il primo si è svolto a Treviso nell ottobre 2001, il secondo a Villalago, Terni, nell ottobre 2003, sempre nellambito dellAssemblea dellONU dei Popoli e della Marcia per la Pace Perugia-Assisi. In questi due primi incontri, è stato possibile esporre in maniera ampia la situazione reale tanto della Colombia come delle Comunità che cercano di difendere la vita ed il territorio attraverso la resistenza civile nonviolenta. Gli ultimi tristi eventi delle Comunità di Pace, in particolare dopo il massacro di 8 persone della Comunità di Pace di San José de Apartadó, ci dicono che è urgente approfondire il tema della protezione delle Comunità di Pace da parte della comunità internazionale. Per questo motivo proponiamo che il Forum di questo anno 2005 superi il livello di descrizione generale delle Comunità, affrontato ampiamente nel forum precedente, e si occupi di definire -, insieme ai rappresentanti delle Comunità di Pace ed altri soggetti esponenti della società civile colombiana -, il contributo che dallItalia e da altre realtà europee, possiamo offrire per il rafforzamento delle strategie di protezione dei processi di resistenza civile e delle persone che li portano avanti.
Obiettivi:
- Illustrare i meccanismi di protezione attuati dalle Comunità colombiane e descrivere gli strumenti internazionali oggi esistenti per la protezione di queste esperienze di costruzione di pace dal basso.
- Concertare con i rappresentanti colombiani, delle organizzazioni italiane e europee e delle differenti realtà sociali e politiche presenti al Forum, le linee generali di azione tendenti al rafforzamento delle strategie di protezione dei processi di resistenza civile nonviolenta portati avanti dalle Comunità di Pace e dalle Comunità in Resistenza Civile colombiane, considerando le necessità manifestate dalle stesse Comunità i questa materia.
PROGRAMMA (Download in Word)
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