In Colombia i diritti umani sono calpestati dai paramilitari, trasformati in cooperanti militari sotto la Presidenza Uribe. Questo esercito è composto di 2 milioni e 500mila persone secondo la denuncia di padre Javier Giraldo al Parlamento Europeo di Bruxelles. Il gesuita, coordinatore del Tribunale Permanente dei Popoli ha sottolineato che la strategia del potere colombiano si orienta a creare una zona grigia dove il civile e il militare non conoscono frontiere: il paramilitarismo è il braccio politico dello Stato e sta avanzando con violenza, principalmente nelle zona dove la terra è maggiormente ricca. Ecco le denunce della società civile che non si arrende alla violenza.
Violazione dei diritti umani
sotto la Presidenza Uribe
Di Cristiano Morsolin

Le prime due foto si riferiscono alla seduta del 1 dicembre 2004 nel Parlamento Europeo. Le illustrazioni sono dell'artista colombiano in esilio Gustavo Muñoz Matiz. L'autore è impegnato a diffondere campagne e notizie di solidarietà con il popolo colombiano. I titoli sono rispettivamente: "TERRORISMO DE ESTADO ENCOLOMBIA" y "JUSTICIA VIDA Y TERRITORIO"
DOCUMENTI ALLEGATI:
COLOMBIA....RESISTIR, RECREAR Y CONSTRUIR...
Marli Aguiar
JOCA Juventud Obrera Cristiana y acompaña la JOC Colombia.
Critiche all'attacco da parte di Uribe alla associazioni per i Diritti Umani
Rio de Janeiro, 6/12/2004
Il problema più grave della Colombia è il fenomeno dei paramilitari (che coinvolge 2,5 milioni di colombiani che si sono convertiti in cooperanti militari del governo), promosso da una strategia governativa del Presidente Uribe ha dichiarato il gesuita Javier Giraldo (promotore del gruppo GIUSTIZIA E PACE) nel suo intervento durante il dibattito Diritti Umani in Colombia: valutazione e prospettiva dei Diritti civili, economici e sociali che si è svolto nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles mercoledì 1 dicembre, con la partecipazione di Hildebrando Velez, difensore dei diritti umani, Vilson Higuita, rappresentante della Comunita di Pace di San Jose de Apartado, Armand Burguet, coordinatore dei comitati Ingrid Betancourt (candidata presidenziale sequestrata dalla FARC) e la partecipazione di vari europarlamentari italiani tra cui Luisa Morgantini (Presidente della Commissione per la Cooperazione e lo Sviluppo), Giulietto Chiesa, Luigi Cocilovo e Alain Lipietz (presidente verde della delegazione per le relazioni con la comunita andina).
Il gesuita coordinatore del Tribunale Permanente dei popoli ha sottolineato che la strategia del potere colombiano si orienta a creare una zona grigia dove il civile e il militare non conoscono frontiere: il paramilitarismo è il braccio político dello Stato e sta avanzando con violenza, principalmente nelle zona dove la terra è maggiormente ricca..
Javier Giraldo afferma che in Colombia il livello di povertà tra la popolazione è cresciuto dal 55% di due anni fa, allattuale 66%, a causa della privatizzazione delle terre e dei servizi pubblici e sociali.
Uno degli autori del rapporto EL EMBRUJO CONTINUA (elaborato dalla coraggiosa rete di ONG e Movimenti sociali Piattaforma colombiana dei diritti umani, democrazia e sviluppo www.plataforma-colombiana.org ), lattivista Hildebrando Velez (professore universitario ma anche esperto di conflitti socio-ambientali di CENSAT www.censat.org che ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente durante il foro Sociale delle Americhe a Quito) ha denunciato che in Colombia esiste una redistribuzione del capitale basata su di una strategia violenta dove 1% dei proprietari colombiani possiede più del 50 % delle Terre del Paese.
Il patrimonio naturale colombiano viene distribuito in base agli interessi politici delle imprese europee e le strategie economiche internazionali. Tra le imprese che considera colpevoli dellincremento della povertà indica la spagnola UNION FENOSA, che si è fatta carico delle infrastrutture elettriche del paese, i cui servizi sono insufficienti perchè illuminare la Colombia non è redditizio.
Velez ha continuato il suo intervento accusando gli USA di voler imporre una pace ipotecata e un´uscita negoziata con cui poter sostenere un territorio instabile che si puo´sfruttare. (...) Colombia ha bisogno di una riforma agraria, política, economica, di infrastrutture, e prima di tutto sociale.
Il rappresentante della Comunita di Pace di San Jose de Apartado Vilson Higuita (minacciato di morte per il suo impegno per la pace), ha denunciato come si obliga i contadini al desplazamiento massiccio, continuando a pagare un prezzo altissimo in termini di gravi violazioni dei diritti umani con il massacro di 130 persone della comunita´negli ultimi tre anni. Vilson Higuita ha chiesto giustizia e la fine dellimpunità per i collaboratori del goberno Uribe: chiediamo allUnione Europea appoggio politico, solidarietà e riconoscimento dei diritti umani ha concluso.
La risposta dellEuroparlamento è giunta con parole di Luisa Morgantini che si impegna ad appoggiare una pace in Colombia che non si basi sulla repressione, bensì sulla giustizia. La presidente della Commissione per lo Sviluppo ha dichiarato che studierà linvio di una commissione parlamentare in Colombia perché il Parlamento Europeo deve rappresentare coloro che decidono di vivere con dignità invece di uccidere o di essere assassinati.
Questo incontro è stato organizzato dalla Piattaforma colombiana dei diritti umani, democrazia e sviluppo, dalla Federazione Internazionale dei Diritti Umani FIDH, il coordinamento europeo dei contadini CPE, il comitato Igrid Betancourt e vari sindacati belgi.
Si è voluto dare uneco internazionale al rapporto presentato dalla società civile colombiana che ha analizzato il rispetto dei diritti umani e DESC nel secondo anno del governo URIBE.
Il primo rapporto, scritto nel settembre 2003, intitolato ironicamente EL EMBRUJO AUTORITARIO
(http://www.plataforma-colombiana.org/biblioteca%20pag/embrujo.htm ) ha scatenato l´ira del Presidente Uribe che ha tacciato come terroristi al servizio della guerriglia gli organismi per i diritti umani. E´scoppiata una polemica internazionale come si evidenzia nell´allegato.
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:: LINK SELVAS.ORG::
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Dossier PLAN COLOMBIA
Guerra "invisibile"

Locombia: ultime notizie
Scrivere di attualità colombiana non è certo un compito facile. Qualunque giornalista si cimenti, tentando di descrivere anche solo le ultime notizie, ha immediatamente limpressione di essere limitato nelle sue analisi...
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REPORTAGE DA BOGOTA
Ero a Bogotá, un mese fa, mentre si realizzavano i preparativi dellincontro a Bruxelles.
Ho incontrato vari rappresentanti della societa civile organizzzata per la pace: i famosi (e coraggiosi al punto di denunciare il governo Bush per le violazioni del Plan Colombia) avvocati del Collettivo RESTREPO (a lungo vice-presidente della Federazione Internazionale dei diritti umani FIDH), Natalia Paredes della Piattaforma colombiana dei diritti umani, democrazia e sviluppo, Silza Riask dell-Organizzazione Nazionale delle comunità indigene della Colombia, Francisco Bastamante dellOng MINGA che si occupa impatto del Plan Colombia, oggi Plan Patriota, Oviedo Ivonne del Movimento Nazionale dei Bambini e adolescenti lavoratori organizzati, Maria Zevallos - Asamblea Permanente de la Sociedad Civil por la Paz che nel settembre 2003 ha organizzato una storica assemblea nazionale con 3000 operatori di pace (vedi allegato), Marli Aguilar della Juventud Obrera Cristiana Latinoamericana.
Ho scelto di vivere a Pátio Bonito (la casa della carissima Stella è senza tavolo e sedie...), un quartiere urbano-marginale di 200.000 abitanti dove i paramilitari raccolgono manodopera e carne da macello assoldando giovani e adolescenti senza futuro che, per un pugno di dollari accettano di andare nella selva per il narcotraffico.
Ho condiviso il cammino con l´organizzazione IL PICCOLO LAVORATORE che al Pátio Bonito rappresenta una esperienza di cambiamento dal basso attraverso la scuola NATs che accoglie giornalmente 120 bambini e adolescenti e i vari laboratori-cooperative per imparare un lavoro in condizioni dignitose.
Ricordo le lunghe chiacchierate per il centro di Bogota con Ivonne che è venuta in Italia, a Treviso per un progetto di scambio con lAssociazione NATs di Treviso (www.natstreviso.org ) promossa da Giovanni Brisotto, e ogni volta sincazzava perchè la gente del nordest equiparava la Colombia al narcotraffico, alla guerra e .... alle puttane.
La Colombia es mucho mas....malgrado oltre 30 anni di guerra e massaccri la gente non si è stancata di luchar, di ricercare pace e giustizia..., come racconta Marli nel suo articolo COLOMBIA....RESISTIR, RECREAR Y CONSTRUIR.....
I sogni camminano anche con la profezia di Ivonne, di Stella, di Angie che hanno lavorato fino alle tre del mattino per preparare un grande manifesto con i petali di vari fiori in occasione dellAssamblea nazionale del Economia Solidale (potete trovare i prodotti artigianali dei NATs della Colombia attraverso le Botteghe del Commercio equo rifornite dalla Cooperativa EQUOMERCATO di Cantù www.equomercato.it).
Anche i petali dei fiori possono trasformarsi in strumento per la pace e la giustizia!
Más de 2,5 millones de colombianos se han convertido en "cooperantes militares" del Gobierno de Uribe
La Plataforma Colombiana de Derechos Humanos, Democracia y Desarrollo expuso hoy en el Parlamento Europeo el nuevo concepto de paramilitarismo en Colombia ya que, en su opinión, sus miembros tienen el "poder político, económico y social" del país sudamericano.
BRUSELAS, 1 Dic. (EUROPA PRESS) - .
Paramilitares tienen el "poder político, económico y social" de Colombia

http://www.europapress.es
http://www.arlac.be/COLOMBIA/2004/paramilitares11.htm
"El problema más grande de Colombia es la paramilitarización que sufre el país, impulsado por la estrategia del Gobierno del presidente Álvaro Uribe", declaró el sacerdote jesuita y coordinador del Tribunal Permanente del Pueblo sobre crímenes de la Humanidad en América Latina, Javier Giraldo.
El paramilitarismo fue adaptado como "política de Estado" en 1962 y desde entonces se ha dirigido "hacia la eliminación de los simpatizantes del comunismo y la masacre de la sociedad campesina, que el presidente Uribe no quiere sólo mantener, sino impulsar", continuó Giraldo durante su intervención en el debate 'Derechos Humanos en Colombia: evaluación y perspectivas de los derechos civiles, económicos y sociales' en la Eurocámara.
A su juicio, el Gobierno colombiano actual, "tal y cómo presentó en una de sus tesis de campaña electoral hace dos años, quiere que la sociedad civil sea colaboradora de las fuerzas armadas del país sin establecer fronteras entre el pueblo y los militares".
Los datos presentados hoy por el padre Giraldo sostienen que en los dos últimos años, más de dos millones y medio de ciudadanos colombianos se convirtieron en "cooperantes militares del Gobierno Uribe a cambio de una remuneración económica".
"La estrategia del poder colombiano es crear una zona gris en la que lo civil y lo militar no conozcan fronteras", añadió. "El paramilitarismo es el brazo político del Estado y sigue avanzando con violencia, principalmente en las zonas donde la tierra es más rica", aseveró.
Giraldo afirmó también que en Colombia el nivel de pobreza entre la población creció del 55 por ciento de hace dos años al 66 por ciento actual, debido a la "privatización de las tierras y de los servicios públicos y sociales".
En este sentido, el autor del libro 'El embrujo continua', Hildebrando Vélez, declaró que en Colombia hay una "redistribución del capital basada en una estrategia violenta" y afirmó que el 1 por ciento de los propietarios en Colombia posee más del 50 por ciento de las tierras del país.
ESPAÑA TAMBIÉN ES CULPABLE
"El patrimonio natural colombiano se distribuye según los intereses políticos de empresas europeas y estrategias económicas estadounidenses". Entre las sociedades a las que consideró "culpables" del incremento de la pobreza, destacó a la española Unión Fenosa, "quién se hizo cargo de las infraestructuras eléctricas del país y cuyos servicios ahora son insuficientes porque alumbrar Colombia no le es rentable".
Vélez, también profesor universitario en Colombia y dirigente de la Confederación Amigos del País, acusó a Estados Unidos de querer imponer "una paz hipotecada y una salida negociada con la que poder sostener un territorio inestable al que poder explotar". Igualmente, destacó que "Colombia necesita una reforma agraria, política, económica, de infraestructuras, y ante todo social".
En este punto del debate, el representante de la Comunidad de Paz de la región de San José de Apartado, Wilson David Higuita, denunció "cómo se obligó, y se obliga, a los campesinos a un desplazamiento masivo". Higuita, actualmente refugiado en una comunidad vecina de San José que no mencionó debido a las amenazas de muerte que sufre, insistió en que los campesinos no son colaboradores de las guerrillas y que, en concreto, la Comunidad de San José se declaró en 1997 una "Comunidad de Paz".
"¿Cuál es el precio que hemos pagado? -- declaró-- Una grandísima violación de los Derechos Humanos en la zona y el asesinato de más de 130 personas de nuestra comunidad en los tres últimos años". Por ello, exigió justicia y el fin de la impunidad para los colaboradores del Gobierno de Uribe. "Pedimos a la Unión Europea y a los europarlamentarios solidaridad, apoyo político y reconocimiento de los Derechos Humanos", dijo.
RESPUESTA DE LA EUROCÁMARA
De este modo y antes del debate de esta tarde en el pleno en la Erocámara, la presidenta de la Comisión de Desarrollo de la UE y europarlamentaria del grupo de Izquierda Unitaria, Luisa Morgantini, apostó por "apoyar una paz en Colombia que no se base en la represión sino en la justicia".
Morgantini afirmó también que la UE es un territorio con conflictos internos como ejemplo mencionó el apoyo de ciertos países a la guerra de Irak--, pero que "apoya la paz internacional y la eliminación de una dicotomía de paz y guerra". "Entre matar y ser matado hay una tercera vía, y es la de vivir y vivir con dignidad", concluyó.
Entre los asistentes, también figuró el presidente de la delegación para las relaciones con la Comunidad Andina, Alain Lipietz, del grupo de los Verdes, quién aseguró que "en el Parlamento Europeo se es consciente de que el problema de Colombia es un político y que hay datos suficientes para mostrara que cada día, la situación en el país es más amenazante para sus ciudadanos".
Tras la participación de los asistentes, tuvo lugar una breve presentación de la versión inglesa de la segunda parte del libro 'El embrujo continua: dos años de Gobierno de Uribe', que según su autor, Hildebrando Vélez, servirá para orientar mejor la contribución de la UE al respeto de los Derechos Humanos, así como a la paz y al desarrollo en Colombia.
Entre los objetivos del escritor figura el que se permita ubicar el sentido estratégico de la acción gubernamental ilustrando la actual política económica, social, de justicia y mediática, además de mostrar la situación de comunidades específicas con sus carencias y reivindicaciones.
Por su parte, la Plataforma Colombiana de Derechos Humanos, Democracia y Desarrollo, está formada por la Federación Internacional de Derechos Humanos (FIDH), la Coordinación Campesina Europea (CPE), la Oficina Internacional de derechos Humanos Acción Colombia (OIDHACO), el Comité Ingrid Betancourt, la Coordinación Belga para Colombia (CBC), la Federación General de Trabajadores de Bélgica (FGTB) y la Confederación de Sindicatos cristianos de Bélgica (CSC).
| :: APPROFONDIMENTI :: |
Le parti in guerra
FARC-EP
(Multilingue)Website delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia.
Colombia Popular--ELN
(Multilingue) Website dell'Esercito di Liberazione Nazionale, seconda organizzazione guerrigliera in Colombia.
Colombia Libre - AUC/ACCU
(Español) Website del più grosso gruppo paramilitare in Colombia.
Colombian Army
(Español) Website dell'Esercito colombiano.
U.S. Southern Command
SOUTHCOM è responsabile delle operazioni U.S. Army in Latino America.
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De El Embrujo Autoritario, con 17 capítulos, a Reelección: El Embrujo Continúa, más que se duplican los autores y los temas de análisis, en este balance en derechos humanos del segundo año de presidencia de Álvaro Uribe
EL EMBRUJO CONTINÚA
SEGUNDO AÑO DE GOBIERNO DE ÁLVARO URIBE VÉLEZ
Colectivo de autores
Ediciones Antropos
Bogotá, septiembre 2004
308 páginas
Lanzamiento nacional
Hace un año, con motivo del día nacional de los derechos humanos el 9 de septiembre, la Plataforma Colombiana de Derechos Humanos, Democracia y Desarrollo, conformada por más de 90 organizaciones no gubernamentales y sociales, publicó El Embrujo Autoritario. Por un cúmulo de circunstancias coyunturales, ese balance en derechos humanos del primer año de gobierno del presidente Alvaro Uribe se convirtió en un best seller.
No en balde advirtió Cervantes que "nunca segundas partes fueron buenas". Conscientes de ese riesgo, las organizaciones de la Plataforma asumieron El Embrujo continúa, que se lanza esta semana en Colombia, con especial esmero y responsabilidad. Pero sin perder de vista el objetivo, que poco tiene que ver con la simple figuración.
El objetivo que cohesiona hace 12 años a la Plataforma es "hacer un seguimiento al compromiso del Gobierno en materia de respeto y protección de todos los derechos humanos para todas y todos, en particular de los derechos económicos, sociales y culturales", como dice la presentación de El Embrujo continúa.
La Plataforma, con sus balances anuales, no pretende que su óptica de evaluación sea la única posible, pero sí pone de relieve el interés estratégico de la suya, porque el Estado colombiano tiene compromisos internacionales que está obligado a cumplir, pero también porque la participación es una responsabilidad que le da sentido a la acción pública. Los ciudadanos y ciudadanas "están en todo su derecho de revisar el camino recorrido y exigir cuentas, más allá de sus adscripciones partidistas", recuerda el texto de la presentación. Por eso, la Plataforma busca una difusión amplia de sus análisis, con el fin de brindar herramientas a activistas sociales, líderes comunitarios, sindicalistas, defensores de derechos humanos, periodistas y opinión pública en general.
El lanzamiento del balance se hará en Bogotá, Medellín, Bucaramanga e Ibagué durante eventos especiales. En Cúcuta y Saravena (Arauca), el libro será presentado en el marco de sendas jornadas de derechos humanos, que también tendrán lugar en las demás ciudades. (Información sobre eventos en cada ciudad en archivos adjuntos)
En Bogotá se buscó que los expertos que presentan su propia visión sobre este libro lo hagan desde posiciones críticas. Este papel corresponderá a María Emma Wills, politóloga del Instituto de Estudios Políticos y Relaciones Internacionales - IEPRI, y a Eduardo Sarmiento, economista.
Este libro peculiar contará, en Medellín, con la presentación del contexto internacional de su lanzamiento por parte de Lisa Hauggard, directora de Latin America Working Group, al tiempo que la autora del prólogo, la socióloga María Teresa Uribe, estará a cargo de la presentación.
El Embrujo continúa se presentará en Bucaramanga en una rueda de prensa cuyo invitado especial es Alexis Ponce, experto en las relaciones entre seguridad y derechos humanos y coordinador en Ecuador de la Plataforma Interamericana de Derechos Humanos, Democracia y Desarrollo.
En Cúcuta, Ibagué y Saravena, el libro será presentado en el marco de sendas jornadas de derechos humanos.
En Cúcuta asistirá Teivo Teivanen, del Network Institute for Global Democracy, NIGD, de Finlandia, también experto en derechos humanos y seguridad, y en Saravena estará Kimberly Stanton, directora de la estadounidense Washington Office on Latin America, WOLA.
Sus observaciones, en diálogos públicos, enriquecerán una visión ya de por sí múltiple y cercana a las duras realidades que vive Colombia.

LOS AUTORES
La Plataforma Colombiana de Derechos Humanos, Democracia y Desarrollo presenta su segundo balance del gobierno del presidente Álvaro Uribe en materia de derechos humanos.
En un año, la Plataforma pasó de ser una red de 80 a una de más de 90 organizaciones sociales y no gubernamentales de Colombia que se dedica a la promoción integral de los derechos humanos. En su trabajo colectivo de 12 años subraya, particularmente, la relación de los derechos económicos, sociales y culturales con la construcción de democracia y desarrollo.
Es misión de la Plataforma lograr que el Estado colombiano cumpla sus obligaciones y compromisos en el marco del derecho internacional de los derechos humanos.
En este segundo balance, con un artículo, a manera de presentación de la socióloga María Teresa Uribe, participan nuevamente el Colectivo de Abogados José Alvear Restrepo, el Instituto Latinoamericano de Servicios Legales Alternativos ILSA, Corporación Región, Escuela Nacional Sindical, el Centro de Investigación y Educación Popular Cinep así como el Banco de Datos de derechos humanos y violencia política del Cinep, Fedevivienda, Asociación de Trabajo Interdisciplinario ATI y la Consultoría para los Derechos Humanos y el Desplazamiento Codhes, todas organizaciones miembro de la Plataforma.
Se suman a este esfuerzo colectivo Viva la Ciudadanía, el Observatorio de Derechos y Conflicto Urbano del Instituto Popular de Capacitación IPC, el Proyecto Aurora, la Fundación Cultural Rayuela, el Proceso de Comunidades Negras en Colombia PCN, la Corporación Punto de Vida, y el Centro de Estudios e Investigaciones del Trabajo (Cestra), todas integrantes también de la Plataforma.
Igualmente participan la Asamblea Permanente de la Sociedad Civil por la Paz, la Red Colombiana de Acción contra el Libre Comercio y el Alca (Recalca), el Observatorio de Derechos Humanos y Derecho Humanitario de la Coordinación Colombia Europa Estados Unidos, el Comité de Solidaridad con los Presos Políticos, el Movimiento Nacional por la Salud y la Seguridad Social, el Tribunal Nacional de Mujeres y DESC, el Coordinador Nacional Agrario.
Para este segundo balance aportaron sus análisis los economistas Carlos Ossa Escobar, Ricardo Bonilla, Jorge Iván González y Carlos Salgado, el economista y filósofo Libardo Sarmiento Anzola, el politólogo Mauricio Romero, el publicista Juan Carlos Lecompte, el ambientalista Hildebrando Vélez, la periodista y escritora Claudia Julieta Duque, el abogado Germán Humberto Rincón Perfetti y la teatrista Patricia Ariza.
Estructura del libro
Aunque cada artículo es independiente, y se respeta la visión de sus autores individuales o institucionales, este libro da una idea completa y sustentada de la situación integral de los derechos humanos en los últimos dos años.
El Embrujo continúa está dividido en cuatro partes:
PRIMERA: Contexto. Permite ubicar el sentido estratégico de la acción gubernamental, con sus principales falencias. Políticas económicas, planeación de políticas públicas, estrategia hacia la administración de justicia, estrategia hacia los medios de comunicación, movilización social.
SEGUNDA Y TERCERA: Evaluación de las políticas y ejecutorias de Gobierno desde una perspectiva de derechos.
La SEGUNDA PARTE agrupa lo correspondiente a derechos económicos, sociales y culturales, (como el derecho a vivienda, trabajo, salud, alimentación, educación y medio ambiente).
La TERCERA PARTE condensa el estado de los derechos civiles y políticos (como el derecho a la vida, a la libertad y la participación política, el derecho internacional humanitario y la situación de los secuestrados, entre otros).
CUARTA: Situación de poblaciones específicas. Carencias y reivindicaciones de estos grupos / debilidad o ausencia de políticas gubernamentales en relación con ellos (mujeres, niños y niñas, afrocolombianos, campesinos, personas mayores, personas homosexuales, bisexuales y transgeneristas).
El prólogo, a cargo de la socióloga María Teresa Uribe, propone una lectura general del régimen político actual.
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Graves denuncias del Gobierno de Uribe en el Parlamento Europeo
Varias organizaciones civiles de defensa de los derechos humanos denunciaron en el Parlamento Europeo (PE) que el Gobierno de Colombia, presidido por Álvaro Uribe, intenta legalizar progresivamente las autodefensas en el país.
SEGUNDO AÑO DE GOBIERNO DE ÁLVARO URIBE VÉLEZ

El fundador de la Comisión colombiana Justicia y Paz, el jesuita Javier Giraldo, afirmó que el Gobierno de Uribe está abocado al "tercer intento de legalización de las autodefensas en la historia del país", porque "defiende la necesidad de convertir a la población civil en colaboradora de las fuerzas armadas".
Durante un debate en el PE, representantes de la sociedad civil colombiana se reunieron con eurodiputados y ONG europeas para dar a conocer su punto de vista "independiente al de las autoridades", un día antes de que el pleno de la Eurocámara vote una declaración sobre la situación en Colombia.
Giraldo señaló que el Gobierno de Uribe hace difícil la "delimitación entre el espacio militar y civil", y enumeró los programas que actualmente ponen en marcha las autoridades, como las Redes de cooperantes civiles, las de informantes y el programa de "soldados campesinos", que "agravan aún más la situación".
Estas redes consisten en grupos de ciudadanos creados para ayudar a la fuerza pública, que reciben instrucción militar, policial y en derechos humanos, y tienen una pequeña paga y capacitación laboral.
El jesuita consideró que el aspecto más grave de la situación del país es la gradual "paramilitarización" del territorio, lo que ha creado una sociedad "antidemocrática y violenta" que el presidente Uribe "quiere perpetuar".
Ganador del premio Internacional de Derechos Humanos en 1994, Giraldo criticó el proceso de paz que actualmente negocia el Gobierno con los grupos paramilitares porque "se negocia con los enemigos no con los amigos, y estos grupos han sido el brazo clandestino del Estado", y afirmó que estos grupos "no han respetado el cese al fuego".
El presidente de la delegación de la Eurocámara para las relaciones con la Comunidad Andina, el diputado verde Alain Lipietz, destacó que la situación en el PE respecto a Colombia es "complicada". Lipietz explicó que antes la Eurocámara mantuvo una "perspectiva de paz" en el conflicto armado colombiano.
Sin embargo, tras la interrupción del proceso de paz con la guerrilla y el secuestro de la ex candidata independiente a la presidencia Ingrid Betancourt, el pleno decidió incluir a estos grupos armados en la lista de organizaciones terroristas.
La presidenta de la comisión de Desarrollo del Parlamento Europeo, Luisa Morgantini, se mostró "impresionada" por las exposiciones de los oradores colombianos, y declaró que defiende un "no a la guerra pero tampoco una paz que sea solo opresión".
Morgantini, que afirmó que estudiará el envío de una comisión parlamentaria a Colombia, estimó que la "situación en ese país es una de las más graves" porque los "derechos humanos se violan constantemente", y declaró que el PE debe "representar a los que deciden vivir con dignidad en vez de matar o ser asesinados".
El evento sirvió también para el lanzamiento de la versión en inglés del libro "Reelección: el embrujo continúa" editado por la Plataforma Colombiana de Derechos Humanos, Democracia y Desarrollo, un análisis del segundo año de gobierno de Uribe, que reúne artículos de varios representantes de la sociedad civil.
Wilson Higuita, representante de la población San José de Apartadó, insistió que los campesinos necesitan el "apoyo político de los eurodiputados", porque la estrategia de Uribe es "capturar campesinos y desplazarlos para que no tengan voz".
Información EFE
1/12/4
PARLEMENT EUROPEEN
MERCREDI 1 DECEMBRE 2004
A la veille du débat en plénière sur la situation en Colombie au Parlement européen
La Fédération Internationale des Droits Humains (FIDH), la Coordination Paysanne Européenne (CPE), le Bureau International des Droits Humains Action Colombie (OIDHACO), les Comités Ingrid Betancourt, la Coordination Belge pour la Colombie (CBC), la Fédération Générale des Travailleurs de Belgique (FGTB) et la Confédération des Syndicats Chrétiens de Belgique (CSC),
avec le soutien des parlementaires européens:
Luisa Morgantini, (GUE/NGL) présidente de la Commission du développement, Alain Lipietz, (VERTS) président de la délégation pour les relations avec la Communauté Andine, Luigi Cocilovo (ALDE) , Karyn Scheele (PSE) et Giulietto Chiesa (ALDE)
invitent au colloque
Droits humains en Colombie
Bilan et perspectives des droits civils, économiques et sociaux
présentation du livre " Réélection, l'envoûtement continue ".
Mercredi 1 Décembre, de 10h à 12h30,
salle 1G 3, entrée "Spinelli" du Parlement Européen, rue Wiertz, à Bruxelles
(Interprétation EN, ES, FR, DE , IT, NL)
Avec comme invités:
- P. Javier Giraldo, SJ, fondateur de Justice et Paix de Colombie
- M. Hildebrando Velez, co-auteur du livre, représentant de la Plate-forme colombienne pour les Droits humains et le Développement
- M. Wilson Higuita, représentant des Communauté de Paix de San José de Apartadó
- M. Armand Burguet, coordinateur des Comités Ingrid Betancourt
- M. Shaun Kirven, bureau OIDHACO
A l'occasion du débat sur la Colombie qui se tiendra lors de la session plénière du Parlement européen à Bruxelles (2 décembre), et tandis que l'UE développe une coopération de plus en plus intense avec la Colombie, il est utile de mieux connaître un point de vue indépendant des autorités. Diverses organisations colombiennes ont réuni leurs connaissances pour éditer un livre contenant un bilan et une vue en perspective des droits humains dans leur ensemble, qui sera présenté par les invités qui l'illustreront à partir de leur propre expérience. Les organisateurs de cette audition espèrent qu'elle servira à mieux orienter la contribution de l'Union européenne au respect des droits humain, à la paix et au développement en Colombie et le suivi de celle-ci par le Parlement européen et les organisations non gouvernementales .
Contacts et inscriptions avant 30 novembre, notamment pour la préparation des badges d'accès au Parlement, le cas échéant :
CBC : E-mail : cbc@collectifs.net
Tél / fax: +32 2 648-51-18
Membres de la CBC : CENTRE NATIONAL DE LA COOPERATION AU DEVELOPPEMENT (CNCD) KOEPEL VAN DE VLAAMSE NOORD -ZUIDBEWEGING 11.11.11- OXFAM-SOLIDARITÉ - SERPAJ-EUROPA - RED EUROPEA DE COMITES " OSCAR ROMERO " - SOCIALISME SANS FRONTIERES - FIAN-BELGIUM - - SOCIAL ALERT - COMMISSION "JUSTICE ET PAIX" - FUJA - OPERATION MONDE NOUVEAU (OMN) - COMITE POUR LES DROITS HUMAINS " DANIEL GILLARD " - CADTM/CODEWES - ENTRAIDE ET FRATERNITE
Emma Puig de la Bellacasa
Coordinacion belga por Colombia
Maison de la Paix
35 rue Van Elewyck
1050 Bruxelles - Belgique
Tél & fax : 0032(2)/648-51-18
e-mail: cbc@collectifs.net
Dénonciations graves du Gouvernement d'Uribe au Parlement Européen
02/12/2004 - CM&, Europa Press
La Plate-forme colombienne pour les Droits Humains, la Démocratie et le Développement a exposé aujourd'hui au Parlement Européen le nouveau concept du paramilitarisme en Colombie dont, à son avis, les membres ont le « pouvoir politique, économique et social » dans le pays sud-américain.
« Un problème majeur dont souffre la Colombie est la paramilitarisation dont souffre le pays, militarisation qui est appuyée par la stratégie du Gouvernement du président Álvaro Uribe », a déclaré le père jésuite Javier Giraldo, coordinateur du Tribunal Populaire Permanent pour les crimes contre l'Humanité en Amérique latine.
Le paramilitarisme a été adopté comme « politique d'État » en 1962 et depuis lors il s'est consacré à « l'élimination des sympatisants au communisme et au massacre de la société rurale; et le président Uribe ne veut pas seulement le maintenir, mais l'encourager», a continué Giraldo dans son intervention dans le débat « Droits Humains en Colombie : évaluation et perspectives des droits civils, économiques et sociaux » au Parlement Européen.
À son avis, le Gouvernement colombien actuel, « comme il l'a annoncé dans sa campagne électorale il y a deux ans, veut que la société civile toute entière devienne une collaboratrice des forces armées du pays sans plus faire de distinction entre les civils et les militaires ».
Les informations présentées aujourd'hui par le père Giraldo indiquent que durant ces deux dernières années, plus de deux millions et demi de citoyens colombiens se sont transformés en « coopérants militaires du Gouvernement Uribe, en échange d'une rémunération économique ».
« La stratégie du pouvoir colombien est de créer une zone grise où les secteurs civil et militaire sont confondus », a-t-il ajouté. « Le paramilitarisme est le bras politique de l'État et il continue à se développer par la ec violence, principalement dans les zones où la terre est la plus riche », soutient-il.
Giraldo a aussi affirmé qu'en Colombie le niveau de pauvreté de la population était passée de 55 pour cent il y a deux ans, à 66 pour cent actuellement, étant donné « la privatisation des terres et celle des services publics et sociaux ».
Abondant dans ce sens, l'auteur du livre « le sortilège continue », Hildebrando Vélez, a déclaré qu'en Colombie il y avait « une redistribution du capital grâce une stratégie de la violence» et il a affirmé que 1 pour cent des propriétaires en Colombie possèdent plus de 50 pour cent des terres du pays.
L'ESPAGNE EST AUSSI COUPABLE
« Le patrimoine naturel colombien est redistribué en fonction des intérêts politiques des entreprises européennes et des stratégies économiques américaines ». Parmi les sociétés qu'il a considérées comme « coupables » de l'accroissement de la pauvreté, il a souligné l'Union Fenosa espagnole , « qui est chargée des infrastructures électriques du pays et dont les services sont maintenant insuffisants parce qu'il n'est pas rentable de couvrir toute la Colombie».
Vélez, professeur universitaire en Colombie et dirigeant de la Confederación Amigos del País, a accusé aussi les Etats-Unis et il a souligné que « la Colombie a besoin d'une réforme agricole, politique, économique, d'infrastructures, et avant tout sociale ».
A ce point du débat, le représentant de la Communauté de Paix de la région de San José de Apartado, Wilson David Higuita, a dénoncé « comment on a forcé, et on continue à le faire, les paysans à procédant à des déplacements massifs de population ». Higuita, actuellement réfugié dans une Communauté voisine de San José (qu'il n'a pas nommée étant données les menaces de mort dont il fait l'objet), a insisté sur le fait que les paysans ne sont pas des collaborateurs de la guérilla et que la Communauté de San José s'est déclarée une « Communauté de Paix en 1997.
« Quel prix avons-nous payé -- a-t-il a déclaré ? une violation énorme des Droits Humains dans la région et le meurtre de plus de 130 personnes de notre Communauté au cours des trois dernières années ». Pour cette raison, il a demandé justice et il a exigé que cesse l'impunité pour les collaborateurs du Gouvernement d'Uribe. « Nous demandons à l'Union Européenne et aux euro-députés leur solidarité, leur appui politique et la reconnaissance des Droits Humains », a-t-il dit.
RÉPONSE DU PARLEMENT EUROPEEN
Avant le débat prévu cet après-midi lors de la séance plénière du Parlement, la presidente de la Commission du Développement de l'UE et euro-députée du groupe de Gauche Unitaire, Luisa Morgantini, a déclaré « soutenir en Colombie une paix qui ne se base pas la répression mais sur la justice ».
Morgantini a aussi affirmé que l'UE était un territoire avec des dissensions internes (comme exemple elle a mentionné l'appui de certains pays à la guerre en l'Iraq), mais qui « soutient la paix internationale et l'élimination d'une dichotomie paix et guerre ». « Entre tuer et être tué ils y a une troisième alternative, c'est celle de vivre avec dignité », a-t-elle conclu.
Parmi l'assistance il y avait aussi le président de la délégation pour les relations avec la Communauté Andine, Alain Lipietz, du groupe des Verts, qui a assuré que « au Parlement Européen on est conscient que le problème de la Colombie est un un problème politique et qu'il y a des données suffisantes qui démontrent que chaque jour, la situation dans le pays est plus menaçante pour ses citoyens ».
Après la discussion, a eu lieu une brève présentation de la version anglaise de la seconde partie du livre « le sortilège continue : deux années de Gouvernement d'Uribe », qui selon son auteur, Hildebrando Vélez, servira à orienter mieux la contribution de l'UE au respect des Droits Humains, ainsi qu'à la paix et au développement en Colombie.
Parmi les objectifs de l'auteur figure celui qui d"exposer le sens de la stratégique de l'action gouvernementale en illustrant l'actuelle politique économique, sociale, de la justice et médiatique, en plus de montrer la situation de Communautés spécifiques avec ses besoins et ses revendications.
La Plate-forme colombienne Droits Humains, Démocratie et Développement, est formée par la Fédération Internationale de Droits Humains (FIDH), la Coordination Campagnarde Européenne (CPE), le Bureau International droits Humains d'Action Colombie (OIDHACO), le Comité Ingrid Betancourt, la Coordination Belge pour la Colombie (CBC), la Fédération Générale de Travailleurs de la Belgique (FGTB) et la Confédération de Syndicats chrétiens de la Belgique (CSC).
http://www.educweb.org/webnews/ColNews-Dec04/French/Articles/UnionEuropeaanalizaelconf.html
Cristiano Morsolin, giornalista-educatore ed operatore di reti internazionali.
Co-fondatore dell-Osservatorio Indipendente sulla Regione Andina SELVAS.org ;
Cittadino del mondo com esperienze in Ecuador, Peru, Itália, Brasile.
E-mail : morsolin2004@yahoo.com
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