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28-09-2004
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Marcha Indigena por la vida, la justicia,
la alegría, la autonomía y la libertad


- dal 13 al 16 settembre -
Luogo:
In diverse regioni di Colombia e una nazionale che parte da Santander de Quilichao
e tre giorni e 100 km dopo arriva a Cali.
Info: Organización Nacional Indígena de Colombia (ONIC).
Teléfonos 284 21 68 – 281 18 45, en Bogotá.




:: LINK MARCHA::
ONIC
Organización Nacional Indígena de Colombia
Bogotá -Colombia
Calle 13 No. 4 - 38
Tel (57+1)2842168
Fax: (57+1) 2843465
onic@colnodo.apc.org

NASA-ACIN
Asociación de Cabildos Indígenas del Norte del Cauca - ACIN - CXAB WALA KIWE
e mail: info@nasaacin.net - acin@telecom.com.co - acincauca@yahoo.es
Carrera 12 # 8-44. Telefax: (0928) 290958
Santander de Quilichao - Cauca - Colombia

SIPAZ
Sistema de Comunicación para la Paz

informasipaz@yahoo.com.ar o monica@sipaz.net

Movimiento Vía Alterna

Etnias de Colombia

DIRETTA RADIO INTERNET
COLOMBIA: IN MARCIA CON GLI INDIGENI

Circa 50mila indigeni colombiani marciano per "La Vida, la Justicia, la Equidad y la Libertad" e protestare contro la violenza nelle loro comunità nonostante il presidente Álvaro Uribe ha chiesto di sospendere la manifestazione.
 
Secondo Lizardo Domicó, segretario generale della "Organización Indígena de Colombia", una delle organizzazioni convocanti, tra le 45mila e le 50 mila persone stanno partecipando alla Marcia che arriverà alla città di Cali sabato 18 settembre.

 La "Marcha" ha avuto inizio nel comune di Piendamó, nel departimento di Cauca, e si snoda fino alla vicina località di Santander de Quilichao , dove si uniranno altre migliaia di manifestanti, ha dichiarato Domicó.
 Domicó sottolinea il carattere pacifico della marcia e ha segnalato che la sicurezza della stessa è a carico di circa 7.000 membri della "Guardia Indigena", incaricata di impedire il possesso di armi e l'infiltrazione di gruppi illegali.

 Secondo l'ONIC (Organizzazione Nazionalità Indigene dell'Amazzonia), 90 indigeni sono stati assassinati dall'inizio dell'anno, contrariamente alle cifre governative che parlano di 61 omicidi nel primo semestre 2004.

 Il sindaco di Toribío, Arquímedes Pitonás, evidenzia come "la vita é un bene di scarso valore", per la sua comunità, gli indigeni Nasa.
Contemporaneamente la manifestazione sarà contro i prossimi Trattati di Liero Commercio con gli Stati Uniti (TLC) e contro l'Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) che danneggerà le comunità autoctone.

 Gli indigeni, che denunciano di essere vittime di "uno sterminio", puntano il dito contro gli attachi militari dei gruppi illegali e le Forze Armate Colombiane e rifiutano la politica di "sicurezza" del presidente Uribe che aumenterebbe la violenza nei loro territori.

La lunga camminata si svolgerà lungo la strada "Panamericana", che unisce Colombia con Ecuador; per questo motivo l'invito presidenziale a sospendere la "Marcha" e l'avvertenza che non saranno permessi blocchi stradali e disordini su una possibile infiltrazione guerrigliera o paramilitare. (Fonte: PULSAR)


12 settembre 2004


Colombia: È Partita la Marcia per la Pace


Traduzione di Ilaria Maccaroni e revisione di Cecilia Silveri - di Traduttori per la Pace




Commissione di Coordinamento “Congresso Itinerante per la Vita e la Dignità”

Con l’arrivo dei primi manifestanti, Indigeni, Afrocolombiani, Contadini, Uomini, Donne e Bambini provenienti dai compartimenti territoriali di Caldas, Tolima, Risaralda e Cauca, è partita la marcia pacifica indigena e popolare che ha per destinazione la città di Calí. Sul presto, quando appena iniziava a spuntare l’alba di domenica 12 settembre, hanno cominciato ad arrivare, dai diversi angoli del Paese, i primi Manifestanti. Tutti esprimevano in volto la gioia di incontrarci di nuovo dopo esserci scambiati messaggi di appello. “Abbiamo risposto e siamo qui!”

La Carovana ed il Congresso Itinerante per la Vita e la Dignità sono in marcia

Noi, delegazioni dei popoli indigeni, delle comunità afro, delle zone rurali e urbane e delle loro organizzazioni, riuniti in assemblea

Dichiariamo

di mantenere la nostra decisione di continuare a mobilitarci per mettere in atto il mandato della comunità, seguendo le indicazioni delle autorità tradizionali indigene, rendendo operative le decisioni emanate dai nostri congressi indigeni locali, regionali e nazionali, unendoci alle giornate indette dalle organizzazioni sociali, civiche e politiche del Paese, marciamo per mettere a conoscenza il nostro Paese ed il mondo intero:

1) dei crescenti abusi contro la nostra vita e la nostra integrità, che sono aumentati notevolmente sotto l’attuale governo;

2) del continuo disfacimento della Costituzione del 1991 attraverso alcune riforme in atto, che minacciano di privarci dei diritti fondamentali;

3) del Trattato di Libero Commercio e dell’ALCA che, in mano a negoziatori governativi, costituiscono ugualmente un serio pericolo per il popolo colombiano.

Queste adunate sono iniziate l’11 settembre con l’arrivo della guardia indigena a La Marìa e a Quilichao. Il tragitto che percorrerà a piedi la carovana, proveniente da diversi punti del territorio caucano, nariñense e dello Huila, sarà da Santander a Villarica, e da lì a Jamundí per poi giungere alla città di Calí, il 16 settembre.

Questa giornata, che si distingue per il suo carattere politico urgente, dal momento che i diritti non sono negoziabili, avrà come fulcro un Congresso sociale che si riunirà presso il Coliseo del Pueblo il 17 settembre e una pubblica udienza che si terrà il 18 settembre in Plaza de San Francisco, dove verranno emesse le conclusioni ed i mandati derivanti dal presente processo.

L’obiettivo immediato è di consolidare le basi che permettano di rafforzare la convergenza dei settori popolari e democratici del Paese, per costruire un grande movimento sociale e per individuare gli interlocutori delle nostre istanze e dei nostri mandati, concordando un’agenda di lavoro che dia la priorità alla consegna del documento conclusivo allo Stato colombiano ed agli altri delegati.


:: APPROFONDIMENTI ::
Le parti in guerra
FARC-EP
(Multilingue)Website delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia.
Colombia Popular--ELN
(Multilingue) Website dell'Esercito di Liberazione Nazionale, seconda organizzazione guerrigliera in Colombia.
Colombia Libre - AUC/ACCU
(Español) Website del più grosso gruppo paramilitare in Colombia.
Colombian Army
(Español) Website dell'Esercito colombiano.
U.S. Southern Command
SOUTHCOM è responsabile delle operazioni U.S. Army in Latino America.
--------------
Dossier Sevas.org PLAN COLOMBIA
Guerra "invisibile"



Vogliamo sottolineare che questa giornata per la vita e la dignità mira principalmente ai seguenti obiettivi:

1. A fronte dei crescenti abusi contro la nostra vita ed integrità, che sono aumentati notevolmente sotto l’attuale governo:

- Esigere che tutti gli attori armati rispettino la vita e l’integrità delle comunità indigene e della popolazione in generale

- Garantire il riconoscimento da parte del Governo della nostra autonomia e del nostro diritto a non essere coinvolti nella guerra

- Sospendere nel nostro territorio la formazione di reti d’informatori e l’arruolamento di soldati contadini

- Esigere che il governo non torni ad attuare arresti di massa né ad accusare i dirigenti sociali indigeni di ribellione sulla base di segnalazioni di ex-criminali riabilitati e di informatori

- Impegnarsi affinché le rispettive autorità riprendano in esame, insieme ai dirigenti delle nostre comunità, le liste gestite dalla procura e dall’intelligence militare, per assicurare che i dirigenti sociali indigeni non siano incriminati per il solo fatto di figurare in queste liste

- Esigere che la guerriglia rispetti le nostre autorità locali e l’autonomia delle nostre comunità

- Esigere che la guerriglia, i paramilitari e lo Stato colombiano rispettino le norme del diritto umanitario

- Cercare una soluzione politica negoziata al conflitto armato, garantendo verità, giustizia e recupero

2. A fronte del continuo disfacimento della Costituzione del 1991 che, con alcune riforme in atto, minaccia di privarci dei diritti fondamentali:

- Richiedere al Congresso della Repubblica di non approvare le controriforme alla Costituzione del ’91, come ad esempio la restrizione delle tutele, la riduzione delle competenze della Corte Costituzionale, o la deroga alla natura delle entità territoriali dei territori indigeni

3. A fronte del Trattato di Libero Commercio e dell’ALCA che, in mano a negoziatori governativi, costituiscono ugualmente un serio pericolo per il popolo colombiano:

- Esigere che i negoziatori del TLC (Trattato di Libero Commercio) non compromettano in alcun modo i territori comuni dei gruppi etnici, né la sovranità alimentare, la biodiversità e la salute della popolazione tramite la concessione di brevetti

- Non firmare il TLC né l’ALCA prima di aver chiesto al popolo colombiano di esprimere la propria posizione mediante referendum.

A partire da questo momento ci appelliamo all’opinione pubblica, agli altri settori sociali del Paese, alle organizzazioni nazionali ed internazionali per i diritti umani, affinché pretendano dalle istituzioni dello Stato colombiano il rispetto costituzionale del diritto alla libertà di mobilitazione, rimangano vigili, offrano la propria solidarietà e diffondano gli eventi di questa giornata.


* Commissione di Coordinamento “Congresso Itinerante per la Vita e la Dignità”.


Per ulteriori informazioni:http://www.nasaacin.net



Razones de la Minga por la Justicia, la Alegria, la Libertad y la Autonomia



Vamos a explicar para qué es la Minga.

Los indigenas nos juntamos dos si se requiere hacer un
tull (cultivo tradicional) 10 si vamos a recoger la
cosecha, mil si es menester arreglar la carretera, 18
mil
si hay que tomar decisiones para el futuro y todos si
hay que salir a defender JUSTICIA, LA ALEGRIA, LA
LIBERTAD Y LA AUTONOMIA
.
:: APPROFONDIMENTI ::
Plan Colombia: resistenza civile dei popoli indigeni

Nel 2003 c'è stato un aumento considerevole di violenze contro le comunità indigene colombiane che sono coinvolte, loro malgado, nella pluri decennale guerra civile. Il numero limitato di comunità indigene e la loro indipendenza sono messe sempre più a rischio di soppravvivenza. La lunga e difficile resistenza civile dei popoli indigeni ha bisogno di un maggior appoggio internazionale perché si rispettino i Diritti Umanitari.
Anche la "Comunità di Pace" di San José de Apartadò è da dicembre sotto la pressione continua di minacce di morte per il loro percorso di neutralità dalla guerra.

Di Mailer Mattié per Selvas.org


Hoy más de 50 mil indígenas, negros, campesinos, obreros y estudiantes estamos en minga por:

El respeto a los derechos ganados en la Constitución de 1991, que muchos quieren abolir y cambiar por normas que contradicen la libertad.

Por una economía que piense en las personas y no en las cifras, es decir por la autonomía que cosas como el tratado de libre comercio y el área del libre comercio de las Américas harían imposible.

Por que se respete el derecho a la vida de todos los seres que pueblan el mundo. Los arboles, los animales, los paramos, los ríos y la gente nos necesitamos mutuamente y nos están destruyendo a todos.

Por estas tres razones no sólo salimos a esta minga sino que hemos trabajado durante muchos años.

Hemos cuidado nuestro territorio y protegido la vida al punto de hacernos merecedores de premios nacionales como Planeta azul y mundiales como el premio Ecuatorial.

Hemos logrado soberanía alimentaria, garantizamos la recuperación y conservación de las semillas propias, las tierras y los cultivos para las generaciones que vienen.

Hemos protegido las aguas tanto que contamos con mas de 30 mil nacimiento más del 70% protegidos, conservados o en recuperación.

Hemos hecho gobiernos justos y administraciones honestas. Hicimos el mejor plan de desarrollo en 1998 y hoy en día todas sus líneas ya están cumplidas. Los nuevos planes se están cumpliendo igualmente y cada vez enseñamos a más pueblos nuestra experiencia para que aprendan de ella y de nuestros errores.

Hemos hecho respetar nuestros derechos y ejercemos la justicia propia con la cual hemos juzgado el asesinato de nuestros comuneros sean estos cometidos por la guerrilla o los militares.

Hemos respetado a nuestras autoridades y por eso la guardia indígena ejerce sin armas el poder más importante, el de la solidaridad. Así hemos liberados muchas personas de manos de guerrilla, paramilitares y del mismo gobierno.

Todo esto está en peligro por la reforma constitucional, por los tratados de libre comercio y por la prepotencia y la arrogancia de todos los actores armados legales e ilegales.


15 settembre 2004

Gli indigeni arrivano a Cali,
se non saranno ascoltati andranno a Bogotà

Traduzione di Stefania Maria Ciminelli e revisione di Cecilia Di Vita - di Traduttori per la Pace



I circa 60.000 indigeni che da ieri marciano "per la vita, la giustizia, l’equità e la libertà" e contro la violenza perpetrata nelle loro comunità hanno minacciato di portare la protesta fino a Bogotà se le autorità non daranno ascolto alle loro rivendicazioni.

:: Resoconto Radio On Line ::
La Marcha da Radio Mundo Real


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I circa 60.000 indigeni che da ieri marciano "per la vita, la giustizia, l’equità e la libertà" e contro la violenza perpetrata nelle loro comunità hanno minacciato di portare la protesta fino a Bogotà se le autorità non daranno ascolto alle loro rivendicazioni.

Dopo aver percorso centinaia di chilometri lungo la strada Panamericana, i manifestanti si concentreranno a Cali, dove esprimeranno il loro rifiuto verso la politica economica e il coinvolgimento dei popoli indigeni nel conflitto armato.

Il portavoce del Consejo Regional Indígena del Cauca, Clímaco Álvarez, ha comunicato che la marcia si è svolta lungo l’intero percorso in completa calma, senza intasamenti di strade né infiltrazioni di elementi esterni.

"La guardia indigena ha svolto al meglio le sue funzioni, evitando l’insorgere di atti di violenza. Lungo il percorso si sono uniti alla marcia contadini e membri di comunità nere che volevano protestare contro le azioni violente verificatesi all’interno dei propri territori ancestrali, contro il Trattato di Libero Commercio che lascia i popoli nella miseria e contro le riforme costituzionali che abusano degli indigeni", ha affermato il portavoce.

La protesta è iniziata lo scorso fine settimana con un concentramento nel municipio di Santander de Quilichao, da dove la marcia è partita martedì alla volta di Cali. Qui i leader indigeni si riuniranno con i rappresentanti del governo e della chiesa cattolica e con i difensori dei diritti umani.

"Ci auguriamo che a Cali siano accettate le nostre richieste, altrimenti annunciamo immediatamente la partenza per Bogotà, dove ci concentreremo per pretendere una soluzione all’emergenza economica, politica e sociale in cui ci troviamo. Lavoreremo e protesteremo finché non avremo raggiunto il nostro obiettivo", ha detto Álvarez.

Le comunità indigene sperano inoltre di elaborare durante il loro congresso alcune proposte mirate a bloccare i negoziati per il Trattato di Libero Commercio in atto tra la Colombia e gli Stati Uniti, "perché si svolgono alle spalle del popolo e perché c’è in gioco la natura, il futuro e il benessere della gente, con la logica di trasformare in merce e in affari ciò che non può essere venduto e deve essere protetto”.

I manifestanti saranno ricevuti a Cali, per lo svolgimento del loro congresso, dagli studenti e dalle "Donne in Nero", collettivo appartenente al Movimento delle Donne contro la Guerra.

Lo slogan del congresso è "Minga por la vida, la justicia, la alegría, la libertad y la autonomía”. Minga, per gli indigeni, è una “riunione per conseguire uno scopo”.

(fonte: PULSAR)



16 settembre 2004

¡ Multitud indígena llegó a Cali !



En medio de las aclamaciones del pueblo caleño llegaron a Cali 60 mil indígenas que el martes partieron desde Quilichao en la Movilización contra el proyecto de muerte y por el Plan de Vida de los Pueblos; por los Derechos Humanos; en lucha Frontal contra la Contrarreforma Constitucional del Presidente; en rechazo del neoliberalismo y del Poder Multinacional; coreando No al ALCA, No al TLC.



Más de 60 mil caminantes de la Minga por la Vida y la Dignidad de los Pueblos llegan a Cali, donde se da inicio al Congreso Itinerante por Territorio Vida y Dignidad. Los cantos en lenguas nativas los acompañaron las últimas horas de la marcha; en sus voces eran los pájaros, los árboles, las montañas, las cascadas quienes se hacían presentes, cada canto era un grito sin fronteras, era un grito que no se detiene ante la amenaza.

No somos dueños de nada y de nadie, cuando venimos a este mundo pedimos prestado la vida al espíritu dueño de todo, por eso tenemos que cuidarla y conservarla para cuando la tengamos que devolver. Recibimos este mundo como un regalo, con alegría y con responsabilidad, porque luego de nosotros tienen derecho de recibir este regalo, otros. Tampoco somos la única alternativa, somos compañeros de camino, llevamos en el corazón fuerza, alegría y propuestas.

Queremos que nuestra minga sea un grito que no se calle en Cali, sino que avance por todos los rincones del Planeta. El dolor que llevamos en nuestro corazón por la violencia que se vive en nuestro país en esta marcha se convierte en esperanza, estamos aquí para poner nuestro esfuerzo y empezar a construir la casa donde entremos todos los seres. Tenemos que defender todo tipo de vida, no solo la humana, y que por ser vida tiene la misma dignidad.

Quizá, nuestro camino es a contracorriente, pero no importa, el tiempo nos va dando la razón, el poder no está en el dinero, el poder está en la fraternidad, en la solidaridad. Si queremos otro mundo posible tenemos que trabajarlo, para los pobres el camino siempre es duro, pero al estar en unidad todo es más soportable y reversible. Nuestra Minga es un llamado a no quedarnos callados mirando como nos condenan a vivir en un mundo homogéneo.

Finalmente hacemos un llamado a tod@s los hermanos y hermanas, para que rechazasen todo tipo de exclusión, para que no se siga permitiendo la violación de los derechos humanos venga de donde venga, para que defiendan sus territorios, para que se defienda el amor, la alegría y nuestro derecho soberano a seguir caminando.

AGENDA DEL CONGRESO ITINERANTE POR TERRITORIO, VIDA Y DIGNIDAD

Jueves 16 de Septiembre en la tarde:

Tema: Liberación del Mayor Alcibíades Escué y Shirly Albor Cárdenas
Plenaria de comisiones

Viernes 17 de Septiembre:

Desarrollo de las temáticas del Congreso a partir del trabajo en comisiones:
.Derechos Humanos, paz y convivencia
.Iniciativas de autonomía y resistencia
.ALCA y TLC Colombia – Estados Unidos
Contrarreforma constitucional

Sábado 18 de Septiembre:

Audiencia pública para la entrega de conclusiones.
Definición de agenda de trabajo
Seguimos en resistencia y nuestro congreso apenas comienza, a pesar de que algunos quieran acabarlo.

(fonte:Minga BiciWEB)




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