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Le elezioni primarie presidenziali in Colombia vedono favorito in tutti i sondaggi Alvaro Uribe Velez, candidato indipendente tansfuga dal Partito Liberale. Nella sua campagna elettorale ha promesso il pugno di ferro con le guerriglie aumentando la militarizzazione del Paese e il coinvolgimento dei civili in appoggio alla polizia e all'esercito. Il candidato della sinistra Luis Garzòn prevede con la vittoria di Uribe, un clima di guerra civile. La tornata elettorale colombiana è comunque segnata dallo stato di guerra continuo e non mancano le pressioni dei gruppi armati.

Colombia alle urne
tra violenza e promesse

Di Victoria Aldana - 26/05/2002



Foto di questo servizio sono rispettivamente di Juan Herrera (Seggio elettorale) e di Ricardo Mazalan (Paramilitari a Medellin)

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Le parti in guerra

FARC-EP
(Multilingue)
Website delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia.

Colombia Popular--ELN
(Multilingue)
Website dell'Esercito di Liberazione Nazionale, seconda organizzazione guerrigliera in Colombia.

Voices of the New Colombia ELN
(English)
Website dell'ELN in Inglese.

Colombia Libre - AUC/ACCU
(Español)
Website del più grosso gruppo paramilitare in Colombia.

Colombian Army
(Español)
Website dell'Esercito colombiano.

Colombian Ministry of Defense (Español)
Website delle Forze Armate Colombiane.

Colombian Presidency (Español)

U.S. Southern Command
SOUTHCOM è responsabile delle operazioni U.S. Army in Latino America.

U.S. State Department
Dipartimento USA per la politica estera.



Media Colombiani


El Espectador
Bogota - settimanale.

El Tiempo
Bogota - quotidiano.

El Colombiano
Medellin - quotidiano.

El Pais
Cali - quotidiano.

Desde Abajo
Rivista indipendente colombiana.

Semana
Rivista settimanale colombiana.

Cambio
Rivista settimanale colombiana.

Radio Caracol
Radio colombiana on-l
ine


In un clima di tensione e violenza si apriranno tra meno di 24 ore le urne e i colombiani avranno scelto tra sei candidati il loro futuro presidente che governerà per 4 anni e sostituirà l’attuale presidente Andrès Pastrana. L'attuale presidente Andrès Pastrana, esponente dell'ala riformista del Partito Conservatore Colombiano, non è riuscito nei suoi quattro anni di presidenza a far avanzare positivamente il processo di pace con i gruppi guerriglieri delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) e dell'ELN (Ejercito de Liberacion Nacional). Nel gennaio del 1999 il presidente aveva avviato una trattativa con i guerriglieri, che prevedeva la smilitarizzazione di cinque distretti nella parte sud-occidentale del paese. Tuttavia nel febbraio scorso Pastrana, “preso atto del fallimento delle trattative”, ha rotto il dialogo, dato che le FARC “non hanno mai cessato di portare avanti la loro offensiva ricorrendo a rapimenti, estorsioni e atti di terrorismo”. In occasione del Summit tra l’Unione Europea e i Paesi Latinoamericani che si è tenuto il 17 e 18 maggio a Madrid, Pastrana ha chiesto agli stati della UE di includere le FARC nella lista delle organizzazioni terroristiche. In questi anni Pastrana ha anche rafforzato i legami con gli Stati Uniti che hanno finanziato il Plan Colombia, ufficialmente diretto alla lotta contro il narcotraffico ma di fatto finalizzato al rafforzamento dell'esercito, nell'ottica della ripresa dell’offensiva contro la guerriglia.

I protagonisti delle elezioni
Sono due i principali aspiranti a queste elezioni primarie: Alvaro Uribe e Horacio Serpa. Mentre tra gli altri candidati, con pochissime possibilità di elezione ci sono l’ex sindacalista e leader della sinistra colombiana Luis Garzòn, e la candidata indipendente Ingrid Betancourt. Questa rappresentante ecologista colombiana è stata sequestrata il 23 febbraio dalle FARC subito dopo il recupero da parte del governo del territorio smilitarizzato utilizzato per le trattative di pace con la guerriglia.
La vicenda della candidata del partito “Oxigeno Verde” è quasi unica nel suo genere ma non in Colombia dove “l’abitudine ai sequestri di persona” permette, secondo la Costituzione, la corsa per la presidenza “anche se non si è fisicamente presenti” quindi il marito ha deciso di continuare la campagna elettorale a nome della stessa Betancourt.

Il probabile vincitore di queste elezioni è Alvaro Uribe Velez che si presenta come aspirante presidenziale da liberale dissidente: avvocato dell’università di Antioquia, specializzato in amministrazione e finanza ad Harvard, Uribe è sostenuto sia dai liberali scontenti che dai conservatori. Horacio Serpa, il candidato ufficiale del partito Liberale Colombiano si presenta per la seconda volta alle elezioni presidenziali, dopo la sua partecipazione nel 1998 quando è stato sconfitto nel ballottaggio da Pastrana. Durante il suo percorso politico è stato consigliere comunale, rappresentante alla camera, senatore, sindaco, giudice, procuratore generale della nazione, ministro di stato, ministro delegato nelle funzioni presidenziali, consigliere per la pace. Serpa fu il “capo di dibattito” di Ernesto Samper, l’ex presidente, e durante il suo governo fu il suo principale difensore dalle accuse di finanziamento della sua campagna elettorale con i soldi del narcotraffico.

Stato di violenza continuo
Vi è una crescente impopolarità dei partiti tradizionali, evidenziata dal fatto che il partito del presidente uscente, che non può essere rieletto, non è riuscito a presentare un candidato credibile mentre il Partito Liberale ha perso gran parte del suo sostegno. Se nessun candidato otterrà il 50% dei voti, si andrà al secondo turno il 16 giugno.
Il clima pre-elettorale è stato segnato dalla violenza: il 16 marzo scorso è stato ucciso l'arcivescovo di Calì, Monsignor Duarte, che aveva accusato alcuni parlamentari di ricevere finanziamenti dal narcotraffico. Dalla rottura ufficiale del dialogo con le FARC sono aumentati gli attentati dinamitardi e gli scontri armati tra i diversi eserciti; anche l’ELN ha interrotto la tregua unilaterale. Un tragico epilogo degli scontri armati ha causato, lo scorso 4 maggio a Bojaya la morte di 108 civili che si erano rifugiati in una chiesa per sfuggire agli scontri a fuoco tra le FARC e le AUC. Quest’eccidio di civili è solo l’ultimo di una strage umanitaria continua. Il settimanale colombiano Semana traccia un drammatico bilancio dell’anno 2001: 3.685 civili morti, oltre 190.000 contadini sfollati a forza dalle loro terre, 3041 persone sequestrate e centinaia di sparizioni.

Le ultime proiezioni danno per vincente Alvaro Uribe, che si è guadagnato molti consensi tra i colombiani sostenendo la necessità di una lotta dura e decisa ai gruppi guerriglieri sia di sinistra che di destra (argomento principale della sua campagna elettorale),inclusi i gruppi di estrema destra paramilitari delle AUC (Autodefensas Unidas de Colombia). I suoi avversari lo accusano di aver avuto legami con i paramilitari quando ricopriva la carica di governatore di Antioquia, accusa che Uribe continua a smentire, ma che, se corrispondesse a verità metterebbe in discussione la sua reale volontà di combattere la violenza. Di fatto negli anni Novanta durante il suo mandato ad Antioquia, Uribe aveva fondato i gruppi “Convivir”, plotoni di civili armati addestrati per la difesa delle proprie comunità attaccate dalla guerriglia; con il tempo, purtroppo, questi gruppi di autodifesa diventano una specie di punta di diamante nelle incursioni controllate dai paramilitari e utilizzati anche in rappresaglie contro la popolazione.
Il candidato Luis Garzòn prevede in caso di vittoria di Uribe un panorama di guerra civile: “Uribe è in testa ai sondaggi perché rispecchiano emozioni più che opinioni meditate. Siccome la povertà è enorme il suo messaggio è arrivato fino in fondo alla scala sociale. Queste persone chiedono che qualcuno faccia qualcosa. Uribe ha fatto di tutto per far fallire il processo di pace, e quando è fallito ha fatto la sua fortuna”.


Il programma politico di Uribe propone principalmente:

Rinforzamento e cooperazione internazionale nell’area militare per frenare l’emigrazione forzosa (desplazados, che per sfuggire alle violenze delle FARC, dell’AUC, dell’esercito stesso o dei narcotrafficanti abbandonano le loro terre nelle campagne per rifugiarsi nelle periferie delle città), l’estorsione, il sequestro, i massacri, gli attacchi ai municipi. Richiede l’intervento delle truppe straniere (caschi blu dell’ONU), che servirebbero come appoggio alla forze militari e alla polizia per reagire di fronte alle azioni della guerriglia e dei paramilitari.

Rilanciare l’occupazione ( attualmente più del 20% della popolazione disoccupata) mediante un piano strategico per sviluppare e incentivare l’esportazione dei prodotti nazionali e l’importazione dei macchinari con la riduzione della tariffa doganale e dell’IVA.

Riduzione del numero dei congressisti da 266 a 150 per ridurre i costi che essi producono.

Propone uno stato di sicurezza democratica che protegga la vita e la dignità degli insegnanti e dei professori, mobilitare la comunità nazionale e internazionale contro l’assassinio di essi.

Per quanto riguarda il processo di pace con le FARC potranno avere la zona demilitarizzata a patto che ci siano osservatori internazionali che controllino l’area e la cessazione delle ostilità per parte della guerriglia.


Il programma politico di Serpa propone:

Riforma politica: la proposta include dei cambiamenti nel sistema elettorale, meccanismi per fortificare i partiti politici e punire la doppia affiliazione (candidati che si presentano alle elezioni sotto due liste diverse di partiti diversi), l’eliminazione degli aiuti parlamentari e la promozione del controllo politico sulle corporazioni pubbliche.

Riforma agraria: modernizzazione della proprietà agraria e della forma di produrre. Applicare meccanismi di assistenza tecnologica, finanziaria, di mercato estero, di riduzione di tasse doganali, di crediti e sussidi, come esiste per i contadini dei paesi europei.

Riformulare il “Plan Colombia” costruendo un vero programma di "soci per lo sviluppo” in cui si privilegino gli investimenti, si intensifichi la cooperazione, si promuova il pluralismo democratico e si incentivi l’animo imprenditoriale per vincere la povertà e condividere i benefici sostenibili.

Proposta di “nuovo stato”: riconosce gli obiettivi politici della guerriglia, e il suo richiamo di partecipare nel nuovo ordine che deve svolgersi a partire dagli accordi di pace che dovranno essere raggiunti e dopo confermati dalla volontà del popolo.

Impegno sociale: la ricostruzione dello stato e della società colombiana a partire da una rivoluzione cittadina che sradichi la povertà, la disuguaglianza, l’esclusione politica e sociale delle minoranze.

Proposta contro il sequestro: processi giudiziali speciali e carceri di massima sicurezza per i sequestratori. Creazioni dei gruppi speciali per la liberazione dei sequestrati e creazione di un organo governativo per la lotta contro il sequestro.



Il nuovo governo cercherà comunque di mantenere un legame stretto con gli Stati Uniti e le istituzioni finanziarie internazionali. Ma la più grande sfida per il futuro presidente
rimane quella di sconfiggere le guerriglie e ridare ai colombiani fiducia nel futuro, creando le condizioni perché si possa mettere in moto un circolo virtuoso di crescita economica e stabilità politico-sociale.


:: DOCUMENTI di SELVAS.org ::



L'OSA, l'Organizzazione degli Stati Americani denuncia gravi pressioni da parte dei gruppi paramilitari nelle operazioni di voto e scelta del candidato.


Le pressioni dei gruppi armati sul voto



fonte: MISNA

CAPO FORZE ARMATE: "OPERAZIONI DI VOTO MINACCIATE DAI GRUPPI ARMATI"
La principale minaccia che grava sulle elezioni presidenziali di domenica prossima è costituita dai gruppi armati, i quali, oltre alla pressione esercitata in alcune aree sulla popolazione civile – obbligata a non votare o a pronunciarsi a favore di un determinato candidato – potrebbero aver pianificato un’ondata di attentati per il 26 maggio. Lo ha rilevato il comandante in capo delle forze armate colombiane, generale Fernando Tapias, precisando che per garantire il regolare svolgimento della chiamata alle urne è stato messo a punto uno speciale dispositivo di sicurezza, denominato ‘Plan Democracia’. "Sappiamo che le Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) intendono colpire settori strategici come strade, linee elettriche e telefoniche – ha aggiunto il generale – e cercheremo di anticipare le loro mosse". Da parte sua la commissione di osservatori inviati dall’Organizzazione degli Stati americani (Osa) si è detta estremamente preoccupata per l’incolumità degli elettori residenti nelle regioni in cui la forza pubblica è carente. Alcuni candidati – tra cui il liberale Horacio Serpa - sono stati tra l’altro oggetto di pesanti minacce o sono scampati miracolosamente ad attentati, come il liberale dissidente Alvaro Uribe Vélez, in testa ai sondaggi. Come se non bastasse è alto anche il rischio di brogli, nonostante le rassicurazioni del Consiglio nazionale elettorale che ha precisato di aver adottato "tutte le precauzioni necessarie ad evitare qualsiasi tipo di frode". Numerose irregolarità erano già state segnalate lo scorso 10 marzo, in occasione delle elezioni legislative. Secondo le accuse, lanciate da alcuni candidati sconfitti e sostenute anche dalla Procura generale, brogli manovrati dalle diverse fazioni armate si sarebbero verificati in oltre 17mila seggi dei 50mila complessivi a livello nazionale.

OSA: “PARAMILITARI OBBLIGANO LA POPOLAZIONE A VOTARE URIBE” 
I paramilitari delle Auc (Autodifese unite della Colombia) stanno facendo pressione sulla popolazione affinché voti per il liberale dissidente Alvaro Uribe Vélez alle presidenziali di domenica prossima. Lo ha denunciato Santiago Murray, capo della missione di osservatori dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa). “Da parte loro – ha aggiunto Murray – i guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) non sono da meno: minacciano i civili, ma per costringerli a non scegliere Uribe”. Difficile stabilire in quali zone del Paese tale pratica sia più diffusa, secondo Murray, “ma di certo si tratta di aree dove la forza pubblica non è presente”. Il delegato Osa ha comunque precisato che “nessun partito politico” appoggia o favorisce tali forme di intimidazione. Murray ha quindi lanciato un appello ad Auc, Farc ed Eln (esercito di liberazione nazionale) chiedendo loro di rispettare il diritto di libera scelta dei colombiani.
(FB)

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