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Appena in tempo per scongiurare il blocco di tutte le strade durante le celebrazioni del carnevale boliviano, il governo di La Paz ha firmato un patto con i “cocaleros” dopo una riunione fiume durata quasi 20 ore.

Quanto vale l'accordo
di carnevale?
Di Martin E. Iglesias - 10/02/2002


Le foto sono pubblicate in www.comunica.gov.bo, sito informativo di governo.



Il negoziato, che è stato portato avanti tra rappresentanti della Coordenadora de Campesinos de Cochabamba, i sindacati dei “cocaleros” e i rappresentanti dell’Assemblea Permanente dei Diritti Umani in Bolivia (APDHB) è anche il frutto della mediazione esercitata dalla Conferenza Episcopale Boliviana (CEB).

Ufficialmente i funzionari di governo acconsentono a sospendere il decreto che proibisce la commercializzazione della coca per 90 giorni. Il decreto 26415, adottato nei primi giorni di gennaio, aveva portato a più di tre settimane di scontri tra i coltivatori della coca e le forze unite di militari e polizia. Gli scontri più duri a Sacaba, cittadina nei pressi di Cochabamba, con il bilancio di nove morti e centinaia tra arresti e feriti. Di contro i manifestanti si impegnano a rimuovere ogni blocco stradale in atto.

Altri effetti dell’accordo.
Il tavolo di mediazione si concluderà con la creazione di una commissione mista, composta da rappresentranti del governo e rappresentanti delle forze sociali che studieranno una soluzione comune alla crisi. A partire dal 22 febbraio verranno pianificati una serie di incontri tematici sulle singole problematiche, dall’eradicazione forzata all’acqua.



Il governo ha approvato un’indennizzazione delle famiglie dei caduti durante gli scontri, e la scarcerazione di tutti i manifestanti non accusati di avere commesso direttamente delle violenze.
Si decide anche di riaprire la “Radio Soberania”, chiusa dal Ministero delle Comunicazioni a metà di gennaio. La radio dei “cocaleros” è la voce dei sindacati dei coltivatori cochabambini e la sua chiusura era stata vista come un bavaglio all’opposizione del governo; verra riaperta non andando contro la legge ma semplicemente cambiando nome all’emittente.

Ma il punto più complicato delle trattative è stato quello relativo la figura politica di uno dei dialoganti al tavolo, forse il più importante: Evo Morales Ayma. Il tribunale costituzionale della nazione ora rivedrà il caso dell’ex-deputato, che si conferma alla guida sindacale dei coltivatori di coca, il quale era stato allontanato dal congresso verso la fine di gennaio perdendo così l’immunità parlamentare. Nonostante non fosse nell’agenda della trattativa il caso è stato discusso per diverse ore. Ad Evo Morales viene riconosciuta la leadership politica di rappresentante dei campesinos del Chapare.
In cambio di queste concessioni, i coltivatori della coca hanno promesso di interrompere i blocchi stradali che hanno immobilizzato il Paese, avendo avuto anche l’appogio dei sindacati degli operai e delle confederazioni di contadini indigeni. L'accordo si firma poco prima dell’attuazione delle feste di carnevale di questa fine settimana, che culminaneranno martedì.



Una soluzione a orologeria.
Questo accordo sarà valido solo per tre mesi. Entro questo periodo si dovrà studiare una soluzione adeguata. Ma nello stesso periodo bisognerà anche garantire la campagna elettorale per la quale è già stata richiesta la partecipazione, in qualità di osservatore, dell’ONU.
I rappresentanti del governo confermano, comunque, di mantenere fede agli accordi, con gli Stati Uniti che finanziano il programma, a sradicare tutta la coca illegale - 15.000 acri (6.000 ettari) - entro il mese d’agosto.
I coltivatori di coca , da parte loro sono ancora determinati a difendere, anche “a costo della loro vita” il loro raccolto, unica fonte di soppravvivenza.
Nell'ambito del relativo programma “Plan Dignidad” fortemente voluto dagli U.S.A. e avviato nel 1997 sotto la presidenza di Hugo Banzer, la Bolivia già ha sradicato circa 106.000 acri (42.400 ettari) di coca nel Chapare, una zona tropicale che era una volta una delle più quotate regioni per fattore di sviluppo del mondo. La “guerra alla coca” nel tropico di Cochabamba fino ad ora ha avuto come risultato la paralisi di numerose attività economiche, dozzine di morti negli scontri con le forze speciali di polizia e numerose denunce per i diritti umani.

:: APPROFONDIMENTI ::
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La Razòn
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Gli "scontri di Sacaba"
in italiano.
Un panorama informativo sulla
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seguita da www.selvas.org
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Il leader della federazione dei campesinos punta al rispetto degli accordi di agosto, per sbloccare le strade di 20 provincie della capitale.

El Malku:
"trattate anche con me!"




Nonostante gli accordi raggiunti nelle trattative con il dirigente cocalero Evo Morales, alcuni blocchi stradali non verranno sciolti. La Confederazione Sindacale Unica dei Lavoratori contadini di Bolivia (CSUTB) ha deciso di mantenere i blocchi stradali che da una settimana esercitano sulle alture intorno a lla capitale La Paz. Felipe Quispe Huanca, detto " El Malku", ha chiesto al governo di rispettare gli accordi presi con il sindacato. In particolar modo si chiede il rispetto della consegna, promessa, di mille trattori sottoscritta nell'agosto 2001 in un tavolo tra governo e sindacati.