:: Selvas.org::
:: Occhi aperti sulle Ande :: Ojos abiertos en los Andes ::
SELVAS.org


Home
Portada

Chi siamo
Quien somos

Contattaci
Contacto

Uno sguardo
Una mirada

Campagne
Campañas


Link
Enlaces

All'alba di una nuova ondata di mobilitazioni sociali, la Bolivia si scopre più violenta e repressiva che mai. Non avendo dal Governo la prospettiva di un futuro dialogo i contadini, i "cocaleros", gli studenti, i lavoratori e persino i "senza terra" si ritrovano accumunati nella protesta. Ecco il punto sulla complicata situazione nel paese andino.

Violenze quotidiane

Di Giovanna Vitrano - 04/02/2002





Dagli ultimi giorni della scorsa settimana, blocchi stradali tra Santa Cruz e La Paz, marce e mobilitazioni sono diventati il pane quotidiano dei campesinos e dei cocaleros boliviani.
E all'intensificarsi della lotta sociale, la militarizzazione del territorio inizia ad assumere un volto davvero feroce.

Il Tropico del Chapare
Si contano i nuovi morti, come il dirigente del sindacato "4 Aprile" Marco Ortiz, ucciso da un colpo di fucile nel corso degli scontri tra militari e cocaleros avvenuti a Sinahota, nel Chimoré. Ortiz, 35 anni, faceva parte del sindacato di Villa Alto Paraiso, lascia una moglie e due bambini. Questi i fatti: martedì scorso, infatti, un gruppo di cocaleros si era riunito con i cittadini per aggiungersi alla loro protesta. Un camion di militari è intervenuto cercando di disperdere la folla con l'uso di gas lacrimogeni, sparando proiettili di gomma. Uno di questi proiettili ha ucciso Ortiz, deceduto durante il trasporto in ospedale.
Ortiz, insieme ai suoi compagni, stava manifestando pacificamente nel corso di quello che è chiamato "pijcheo", una specie di sit in cui i manifestanti masticano foglie di coca ai margini della strada.
Un altro dirigente sindacale, Vargas, ha testimoniato che ad uccidere Ortiz con un proiettile nel polmone sia stato il colonnello Aurelio Burgos Blacutt (militare diplomato nel 1974 presso la "School of Americas" in Georgia -USA) che dopo aver preso la mira ha colpito il sindacalista. Sono diverse le testimonianze che accusano il colonnello facilmente riconosciblie perché monco all'avambraccio sinistro. Nel corso degli scontri si sono registrati molti feriti gravi tra i manifestanti. Tra questi, numerosi giornalisti e addetti stampa come il cameramen di Canal 12, picchiato solo perché aveva filmato lo scontro tra militari e cocaleros. La sua videocamera è stata sequestrata, e solo l'intervento, in sua difesa, dei manifestanti gli ha evitato conseguenze mortali.

La "generazione sandwich" e gli studenti universitari.
Come risulta chiaro, la situazione sociale in Bolivia diventa ogni giorno più grave. La mobilitazione e i blocchi stradali s’intensificano sia nelle città che nelle località di provincia. La Plaza Principal di Cochabamba, ad esempio, si è trasformata negli scorsi venerdì e sabato in un luogo di raduno dei manifestanti che protestano da quasi un mese, da quando sono state istituite delle postazioni militari nel mercato della coca di Sacaba, proteste che un mese fa circa, appunto, sono costate la vita a sette persone, tre campesinos e 4 militari. Ai contadini e ai cocaleros, in questi ultimi giorni si sono uniti i paramedici, che manifestano a Plaza de Armas il loro scontento per questo governo. A rendere ancora più esplosiva la situazione, i lavoratori senza pensione, conosciuti come "generazione sandwich", hanno iniziato a minacciare saccheggi nei mercati e nei negozi di Cochabamba come risposta all'impossibilità di ricevere un minimo di sostentamento.

I cocaleros del Chapare e un gruppo di universitari avevano deciso sabato scorso di dirigersi in marcia fino alle carceri di San Sebastian Mujeres per chiedere la liberazione dei sette dirigenti sindacali lì detenuti. Appresa la notizia di questa iniziativa, hanno fatto la loro comparsa i "dalmatas", ovvero la polizia "d'elite", che ha provveduto a disperdere l'assembramento, liberando le strade dalle pietre e dal filo spinato che i manifestanti aveva steso per bloccare il traffico. Tra i gruppi giunti allo scontro, solo qualche contuso. In pochi giorni sono moltiplicate le denunce di violenze subite da parte di questi gruppi speciali chiamati "dalmatas" per la loro tuta mimetica "bianca e nera".


Blocco Economico
Il leader campesino Felipe Quispe Huanca ha confermato il blocco stradale nazionale, manifestazione che coinvolgerà tutto il paese in forma scaglionata. Nel frattempo, ha chiesto alla popolazione di astenersi dal vendere prodotti di prima necessità per dare inizio anche ad un blocco economico. Quispe ha dichiarato che queste azioni potranno aver termine solo quando il governo acconsentirà a rispondere alle domande dei contadini che chiedono la liberazione del cocaleros detenuti nel Chapare, la derubricazione del decreto Supremo 26415 (che prevede come reato penale la coltivazione della foglia di coca) e la restituzione dello scranno parlamentare al dirigente cocalero Evo Morales Ayma.
Secondo le ultime notizie, da sabato si sono intensificati i blocchi stradali in Chapare, in settimana si aggiungeranno quelli ad Oruro e negli Yungas con l'appoggio dei coloni, oltre a quelli nel Potosì. Quispe ha sottolineato che i lavoratori sono preparati a bloccare le strade per settimane e mesi, se necessario, mentre lui -con un procedimento penale pendente, si è dichiarato in clandestinità.



Potosì e Oruro
Un morto, Facundo Barcaya Maiza, e otto feriti sono il risultato degli scontri avvenuti sabato notte tra forze dell'ordine e campesinos per i blocchi nelle principali vie di comunicazione del dipartimento.
I blocchi e le manifestazioni, però, sono continuati anche domenica mattina con la partecipazione di bambini e anziani. Il dirigente campesino Felipe "El Mallku" Quispe ha dichiarato di essere stato sorpreso lui per primo per l'attuazione di questi blocchi, previsti solo a partire da lunedì 4 febbraio. E mentre la polizia e le fonti ufficiali continuano a negare l'esistenza di queste manifestazioni, i blocchi spontanei e le marce che si rinnovano di ora in ora testimoniano come la pressione sociale in Bolivia stia per rompere gli argini.

:: APPROFONDIMENTI ::
RAI - Red Andina
de Informacion

in spagnolo, inglese
La RAI, fondata 1992 da un gruppo di persone di diverse nazionalità ha adottato una forma di "rete" per stabilire un ponte informativo tramite altre organizzazioni
RED ANDINA DE INFORMACION
Casilla 4817,
Cochabamba, Bolivia.
Tel. 591 4 4480771
http://www.scbbs-bo.com/ain

Amnesty International
in inglese
Organizzazione Internazionale per i diritti dell'uomo e in particolare sui diritti dei detenuti
Ufficio Stampa italiano
Tel. 06 44.90.224 E-mail:
press@amnesty.it
http://www.amnesty.org


La stampa
El Diario
Opinion
La Razòn
Los Tiempos

Le denunce
L'Assemblea Permanente dei Diritti Umani (APDHB) ha denunciato, domenica 3 febbraio, che l'esercito ha iniziato a sparare contro i campesinos che stavano mettendo in atto le lro forme di protesta. Il vicepresidente dell'Assemblea, Sacha Llorenti, ha sottolineato come il Campesino Facundo Barcaya Manza è stato ucciso da un colpo di fucile sparato a non più di 5 metri di distanza. "I militari mettono in atto questa repressione assassina perché ricevono istruzioni precise dai livelli più alti del Potere Esecutivo", ha sostenuto il rappresentante dei Diritti Umani. Molto gravi anche la denuncie del presidente della stessa assemblea Waldo Albarracin - "esistono interessi esterni alla Bolivia che compromettono ogni forma possibile di dialogo e che vanno al di là della difficile situazione interna boliviana; quando sono gli interessi esterni ad indicare il percorso da fare" continua Albarracin" lì nascono i conflitti!." Il presidente dell'APDHB sottolinea come l'eradicazione della coca debba essere il frutto di consenso e debba avere una reale alternativa di coltivazione. Ricorda anche che bisogna rendere cosciente la comunità internazionale che il problema della droga non è un problema esclusivo della Bolivia: "fin quando ci sarà un gran consumo ci sarà il conseguente narcotraffico".

I sin Tierra
La mancanza di dialogo e di risposte concrete alle loro richieste hanno spinto il Presidente dell'organizzazione del "Movimiento Campesino Sin Tierra", Andres Duran a organizzare una grande manifestazione. A partire dal 10 febbraio prossimo, i "sin tierra" marceranno verso la capitale unendo tra le loro fila indigeni e coloni della zona del Gran Chaco, dell'Amazzonia e delle "terre orientali". Duran anticipa che non si limiteranno a marciare sulla capitale La Paz ma organizzeranno diversi blocchi del traffico e scioperi della fame di massa ad oltranza.


:: DOCUMENTI di SELVAS.org ::


La denuncia della R.A.I. (Red Andina de Informacion) (in inglese)
Una spedizione delle forze speciali sparano
e uccidono un coltivatore di coca

COCA GROWER KILLED IN THE CHAPARE BLOCKADES GROW STRONGER

January 30, 2002

Prepared by the Andean Information Network


EXPEDITIONARY TASK FORCE SHOOTS AND KILLS COCA GROWER
At approximately 5:15 p.m. yesterday, January 29, an Expeditionary Task
Force patrol dispersed a group of coca growers attempting to

block the
Cochabamba-Santa Cruz highway in Shinahota. According to eyewitness
testimony, members of the forces shot directly at a group of farmers on a
market road perpendicular to the highway.

The forces shot Marcos Ortiz Llanos (34 years old) in the left side. The
bullet exited his right side, apparently passing through his heart and
remained lodged in his right arm. He died soon afterwards in the Villa
Tunari Hospital. The forensic specialist of the Justice and Human rights
Center is performing the autopsy at this time and will issue the
corresponding medical certificate.

Multiple eyewitness testimonies state that Cnl. Aurelio Burgos Blacutt
(School of the Americas Graduate, 1974) aimed and fired directly at Ortiz.
Burgos is easily identifiable because he is missing his left forearm.

Several other people were wounded in the incident. Members of the
Expeditionary Task Force continued to beat coca growers with nightsticks
and kick them after the shootings.

On December 6, 2001 a member of the Expeditionary Task Force, Juan Eladio
Bora, shot and killed Chimore Union Leader, Casimiro Huanca, during a
peaceful protest. Another member of the Force shot Fructuoso Herbas, who
had to have his leg amputated above the knee as a result.

This irregular mercenary force receives salaries from the Narcotic Affairs
Section of the U.S. Embassy and has been credibly implicated in a
significant portion of the human rights violations committed during the
last five months in the Chapare region. Off the record, security force
commanders told AIN that clearly the Expeditionary Task Force let things
"get out of hand" last year.

Human Rights monitors express their concern that the killing of Marcos
Ortiz Llanos will also be investigated and tried through military tribunal
rather than the civil justice systema pattern that has provided impunity
for Expeditionary Task Force members and other security forces in cases of
gross human rights violations.

OTHER DETENTIONS
Yesterday security forces detained four Chapare farmers in Chimore on
formal charges related to the violence in Sacaba. Detainees included
Albino Paniagua, union leader and eyewitness in the Casimiro Huanca
killing. Paniagua denounced harassment and psychological pressure from
arresting officers accusing him of implicating them in the Huanca killing.

Another individual, Gregorio Flor was detained and severely beaten by
security forces yesterday near Shinahota. He was later released for lack of
evidence.

Police detained 10 individuals in Cochabamba during continuing protests
there; they were liberated last night. Protests and police repression have
become a daily event in Cochabamba. This morning confrontations continued
between police and protestors.

PERMANENT HUMAN RIGHTS ASSEMBLY AND HUMAN RIGHTS OMBUDSMAN DENOUNCE ABUSES AGAINST DETAINEES
In an effort to monitor the situation of over 60 coca grower detainees,
the Permanent Human Rights Assembly issued a statement yesterday denouncing
abuse and citing examples of physical aggression in four different
detention centers.

Ana Maria Romero de Campero, Human Rights Ombudsperson, seconded the
Permanent Human Rights Assembly's denunciations, adding that some prisoners
were still in need of medical attention as a result of the brutal beatings
and torture during their detentions. She is submitting a Habeas Corpus
petition to protect the physical safety of detainees and investigate the
incidents.

Detainees in the Abra men's prison also denounced physical abuse and
extortion by other prisoners. They have since been separated from the other
prisoners

Both organizations also expressed their alarm and the need for
investigation into an incident in which a young female detainee passed out
during detention. When she regained consciousness in the Technical Judicial
Police cells, she had been stripped of her clothing below the waist and had
suffered a series of abrasions. She received medical attention for several
days in the Viedma Hospital. The detainee was unsure of whether a rape or
sexual assault had occurred. Test results were inconclustive. Rape is
difficult prove as a result of poor testing methods. In this case, medical
and laboratory exams were not carried out until four days after the young
woman's arrest.


SPORADIC ROAD BLOCKADES YESTERDAY SHOULD GROW STRONGER TODAY
In addition to the attempt to block the highway in Shinahota, Chapare
farmers sporadically blocked the highway throughout the region. There have
been heavy blockades in Colomi, an Andean town, approximately 1 hour away
from Cochabamba on the road to the Chapare. Military commanders in the
town have been forcibly removing anyone that appears to be a coca grower
from trucks and busses and sending them back to the Chapare.

At this time there are rocks and logs blocking the highway at strategic
points in the region. Traffic is still able to circulate through the
region, though. Blockades are expected to increase during the day.

On January 27, a mudslide washed away 28 meters of the Cochabamba-Santa
Cruz highway. Vehicles were unable to pass for two days. One Chapare union
leader remarked that Mother Nature is clearly on the coca growers' side

---------------------------------
For access to past updates and background information please consultthe
updates! heading of the English section of our website: www.scbbs-bo.com/ain

torna indietro



:: DOCUMENTI di SELVAS.org ::


Le testimonianze di giornalisti aggrediti e l'eccesso di vilenza dei "dalmata"
(en español)
La repressione ha superato tutti i limiti

REPRESIÓN REBASÓ TODOS LOS LÍMITES

En un intento por evitar que los medios de comunicación registren los abusos
y la gasificación, la Policía disparó balines y gases contra los
periodistas. Tres fueron los más afectados.

"Cuando estaba sacando fotografías de los detenidos se acercó un "Dálmata"
para golpearme con su escudo", dijo el periodista Fernando Cartagena, de "La
Razón".
En ese momento le dije qué le pasa y el policía me respondió que no
podía sacar fotos "porque son órdenes del prefecto José Orías". Luego me
propinó otros golpes.

- Dico Soliz Fotógrafo Opinión
Los policías han salido a disparar de frente. Nosotros estábamos cubriendo,
nos insultaron y dijeron que tenían órdenes de José Orías para reprimirnos
también. La gente les dijo no les hagan son periodistas, pero no les
importó, me hirieron en la pierna con cápsulas de gas.

- Carlos Arévalo. Canal 13
Cuando vimos que Dico estaba afectado y nos acercamos para ayudarlo salió un
nuevo grupo de policías y empezaron a disparar como locos. Cuando vieron que
se tomaban fotos intentaron frenar que veamos y me llegó un balín cerca del ojo (sic).


Excesos de los "Dálmatas"

- Los "Dálmatas" detuvieron a un minusválido que se encontraba en la
manifestación de los trabajadores y cocaleros.

- Maltrataron verbal y físicamente a los periodistas y reporteros gráficos
que cubrían las dos marchas multitudinarias. Los policías, especialmente los
"Dálmatas" están fuertemente armados, los periodistas no.

- Intervinieron sin orden de allanamiento y provocaron destrozos materiales
a la sede de la Central Obrera Departamental, donde resultaron heridos tres
personas entre ellos dos niños.

- Dispararon armas antidisturbios a quemarropa sin importar la edad, sexo y
condición profesional.

- Utilizaron armas químicas prohibidas para recintos cerrados procedentes de
España, cuyas pruebas materiales las tiene la Asamblea Permanente de
Derechos Humanos de Cochabamba.

- Violaron las normas de tránsito, porque imprimieron velocidades por encima
de las permitidas. Se salvaron de ser atropellados sus propios camaradas y
periodistas que se encontraban en la esquina de la calle Bolívar.

- Dispararon a mansalva a grupos de personas que no tenían nada que ver con
los conflictos sociales en inmediaciones de la Plaza Principal y la
Universidad Mayor de San Simón, entre otros.

- Agredieron, insultaron y gasificaron a mujeres embarazadas.

torna indietro




Giovanna Vitrano, giornalista e ricercatrice indipendente, ha curato diverse inchieste e dossier su politica, società e ambiente del continente latinoamericano.
E-mail: giovitrano@libero.it