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La delusione per un nuovo corso politico mancato inizia a lasciare i primi segni. La "generazione sandwich" minaccia il suicidio di massa e in Chapare si spara per un insulto. Ma a mettere tutto a posto ci pensa la Casa Bianca che manda a La paz un inviato molto speciale, Otto Reich.
Le parole boliviane
e le azioni degli Usa

Di Giovanna Vitrano



Il presidente boliviano Gonzalo Sanchez de Lozada - Foto di PaolAneli- AP


Capitalismo e democrazia. La ricetta di Otto Reich per l'America Latina
Da Notizie del Dipartimento di Stato USA.


La pressione USA asfisia il dialogo sulla coca
Da Econoticiasbolivia.com - Agencia Independiente de Prensa

I Link e il curriculum di Otto Riech

:: STAMPA in BOLIVIA ::
Los Tiempos
El Diario
La Razòn
Bolivia - 20/10/2002

La generazione sandwich è quel numeroso gruppo di persone (una stima per difetto ne conta 26.000) cui il governo boliviano nega il diritto alla pensione. Ci sono tanti motivi per cui ciò accade, e tra questi possiamo solo ricordare il fallimento della privatizzazione del sistema pensionistico voluto nel corso del primo mandato presidenziale di tale Gonzalo Sanchez de Lozada, attuale bis-presidente della repubblica boliviana.
La generazione sandwich adesso non ne può più e ha minacciato, come dichiarato dal suo rappresentante Wilfredo Portugal, di essere disposta anche al suicidio di massa purché il governo decida di mettere finalmente in pratica tutte le promesse fatte in campagna elettorale. "Non chiediamo più semplicemente l'apertura di un tavolo di trattative - ha detto Portugal - ora vogliamo soluzioni concrete. Se non vedremo risposte inizieremo con l'incatenarci al Puente de las America chiedendo ed esigendo una volta per tutte la soluzione al nostro problema".
Parole dure, minacce terribili. Parole e minacce che un primo risultato lo hanno ottenuto: il Governo si è impegnato ad aprire un tavolo di trattative senza interruzioni per risolvere il problema. La generazione sandrwich, però, è stanca di parole e promesse. “Se non otterremo un dato certo entro i primi tre giorni di dialogo – ha detto il portavoce – riprenderemo la nostra lotta”.

La Chiesa “contro” e il ricatto degli Usa
Ma che il governo non abbia fatto nulla di concreto dal giorno della sua elezione fino ad ora risulta confermato anche dalle parole della Chiesa cattolica. Il vescovo del Beni, Monsignor Manuel Eguiguren, ha ufficialmente chiesto al presidente Gonzalo Sánchez de Lozada di tener fede alla sua promessa di risolvere la crisi boliviana - o quantomeno di iniziare a varare manovre atte allo scopo - nei primi 90 giorni di govreno. Secondo Eguiguren l'alleanza di maggioranza (Mnr e Mir) non funziona affatto specialmente perché il Mir è "un partner molto esigente che vuole solo accaparrare fortune infischiandosene del popolo".
Parole dure, ancora, contro il governo di Goni Sanchez.
Parole di comprensione, invece, arrivano da un altro fronte. L'ambasciata statunitense ha risposto al rappresentate del Mas, Evo Morales, l'ex leader cocalero che aveva accusato l'ambasciatore Greenly di interferire negli accordi per bloccare la distruzione delle coltivazioni di coca.
Il governo statunitense ha dichiarato di non essere particolarmente interessato alla faccenda, anche se la distruzione delle coltivazioni della foglia sacra sembra essere l'unico mezzo per bloccare il narcotraffico e il terrorismo ad esso collegato.
Parole che, gentilmente, ricordano le regole imposte dagli Usa per ottenere il beneficio della Aptdea. Ricatto? No, in politica questa cosa si chiama compromesso.
Soprattutto quando il Banco Mondiale rende noto che appoggerà il prestito di 350 milioni di dollari chiesto dalla Bolivia per portare a termine i progetti relativi alla salute, all'educazione, allo sviluppo rurale e allo sviluppo delle infrastrutture. "La Bolivia - ha dichiarato il Direttore del Banco Mondiale per Bolivia, Ecuador e Perù, Marcelo Giugale - è un paese ricco di potenzialità con un piano di sviluppo nazionale molto interessante e merita il nostro appoggio". Giugale ha anche ventilato l'ipotesi che il prestito, nei prossimi 4 anni, potrebbe elevarsi anche alla bella cifra di 720 milioni di dollari, un prestito cui la Bolivia potrebbe accedere solo se dimostrerà di riuscire a far diminuire il livello di povertà all'interno dei suoi confini.
E guarda caso è di pochi minuti più tardi la notizia diffusa dall'Istituto Nazionale di Statistica secondo il quale si registra la riduzione del tasso di estrema povertà dal 90% del giugno 2001 all'80% nel giugno del 2002.
Che coincidenza...

I Sin Tierra nel Parco Nazionale
I guai del nuovo governo boliviani non finiscono qui. Trecento campesinos del movimento Sin Tierra della Central Campesina de Pojo, dopo aver occupato l'area meridionale del Parco Nazionale Carrasco, hanno attaccato la Commissione Tecnica inviata dalla Prefettura per far sgomberare i "ribelli".
Armati di piccozze, pale e machete hanno distrutto la macchina della Commissione e danneggiato gravemente la costruzione in cui gli uomini della Prefettura avevano il loro quartier generale.
Quali siano le richieste dei campesinos il governo lo sa bene: sono uomini che chiedono terra da coltivare, terra a loro negata per tutta una serie di motivi che molto hanno a che fare con le espropriazioni causate dalla costruzione di dighe, con i progetti previsti dal Plan Bolivia e, ultimamente, con i progetti per la costruzione di nuovi oleodotti.
Eppure, secondo fonti governative, i Sin Tierra parrebbero avere un altro scopo, decisamente molto meno nobile: piantare la coca all’interno del Parco Nazionale e usare quest’area riservata per i loro traffici illeciti.

Nervi tesi in Chapare
Altri scontri si sono registrati ancora in Chapare, tra la Fuerza de Tarea Conjunta e i cocaleros. Un militare, in preda ad uno sfogo nervoso, ha asploso alcuni colpi di fucile all'indirizzo di un gruppo di cocaleros fermatisi ad apostrofare i soldati mandati nella zona per verificare che la distruzione delle piantagioni di coca proseguisse senza incidenti. Incidenti che, ovviamente, ci sono stati (tre morti all'inizio di ottobre) e continueranno ad esserci fintantoché il parlamento boliviano non deciderà di procedere di comune accordo con il sindacato.
L'ex leader cocalero ed esponente dell'opposizione, Evo Morales, si é impegnato a fermare la distruzione delle piantagioni e di trovare un compromesso con la maggioranza. Ma al suo impegno, come detto, ha già risposto la Casa Bianca.

Censura, silenzio stampa: arriva Otto Reich
Notizie che sfuggono al controllo, alla censura che sempre più pesantemente cade sull'informazione e sui suoi mezzi, censura che solo un mese fa ha bloccato la messa in onda di un’intervista a Evo Morales rilasciata al canale televisivo più visto in Bolivia, Canal 7. Il fatto grave non è l’intervista censurata, semmai che si sia diffusa la notizia della censura avvenuta. E chissà perché questo fatto, non di rilevante importanza (siamo in Bolivia, non dobbiamo dimenticarlo), torna alla mente proprio quando si diffonde la notizia dell’arrivo a La Paz di tale Otto Reich, segretario di Stato aggiunto degli Stati Uniti per i fatti riguardanti l’emisfero occidentale, per discutere di narcotraffico, relazioni commerciali e opportunità per l’industria tessile boliviana negli Usa.
Ma chi è il quarto uomo più importante dell’amministrazione Bush?
Otto Juan Reich è famoso per la sua maestria nell’utilizzazione dei mezzi di comunicazione, attraverso i quali consolida le politiche esterne del suo Governo. Tra il 1983 e il 1986, mentre era a capo della sezione per la Diplomazia Pubblica in America Latina e Caribe del Dipartimento di Stato, sotto la presidenza di Ronald Reagan Reich divenne famoso per quanto pagava gli articoli di stampa, per come fosse abile nel farli modificare - come fece, ad esempio, con un reportage effettuato da giornalisti di una catena televisiva internazionale – per portare a compimento un piano di “propaganda bianca” in favore della politica esterna degli Sati Uniti. A causa di questa manipolazione, Reich ricevette una bella “lavata di capo” dai suoi superiori, ai quali indubbiamente non fece piacere leggere quel documento, datato 1985, nel quale si metteva nero su bianco che Otto Reich aveva interferito con il lavoro giornalistico, facendo passare sotto silenzio i gravi fatti che ammorbavano la vita politica dell’America Centrale proprio tra il 1983 e il 1985.





Foto di Pablo Aneli - AP
Capitalismo e democrazia.
La ricetta di Otto Reich per l'America Latina

Da Notizie del Dipartimento di Stato USA
(El Servicio Noticioso desde Washington es un producto de la Oficina de Programas de Información Internacional del Departamento de Estado de Estados Unidos. Sitio en la Web: http://usinfo.state.gov/espanol/)


Titolo originale
Reich señala importancia de capitalismo y democracia en América Latina.

(in spagnolo)


Washington - A pesar de las dificultades que varios gobiernos de América Latina enfrentan, la democracia es el "único sistema político que puede producir prosperidad real y justicia social", dice el secretario adjunto de Estado Otto Reich.

El 26 de julio, en el programa de televisión "Foro Interamericano", de la Voz de América, Reich destacó la importancia de fomentar el capitalismo y la democracia en América Latina, para garantizar una mejor calidad de vida en la región. Al repetir una famosa cita del líder inglés Winston Churchill, Reich dijo que la democracia y el capitalismo son los peores sistemas políticos y económicos "con excepción de todos los demás".

Como mercado para más de la mitad de las exportaciones de América Latina y como la fuente más importante de inversiones privadas y ayuda pública a la región, Estados Unidos hace una importante contribución a las economías del hemisferio, declaró Reich. La aprobación en el Congreso de la Autoridad de Promoción Comercial (TPA) le permitirá al presidente Bush avanzar en la creación del Area de Libre Comercio de las Américas (ALCA), que también tendrá "un gran impacto económico" en la región, de acuerdo a Reich. Sin embargo, dijo que no obstante las continuas contribuciones de Estados Unidos a las economías regionales, cualquier solución en los países que enfrentan dificultades económicas "tiene que ser interna y no puede ser impuesta externamente".

En cuanto a la actual crisis financiera en Argentina, Reich dijo que la administración Bush "está muy interesada en la recuperación económica de Argentina y de sus naciones vecinas". Expresó confianza en que Argentina superará la corrupción y otros obstáculos para restaurar la confianza de la nación en la democracia y el capitalismo.

Reich indicó que Estados Unidos continuaría trabajando también para profundizar la democracia en la región, pero insistió nuevamente en que Estados Unidos no buscará imponer soluciones a los problemas de sus vecinos. Al mencionar la constante polarización entre el presidente venezolano Hugo Chávez y la oposición política de esa nación, dijo que "queremos ayudar al pueblo y el gobierno de Venezuela, pero son los propios venezolanos los que tienen que encontrar la solución" al estancamiento actual. Reich alentó a ambos lados a mostrar mayor flexibilidad y pidió al gobierno venezolano hacer un esfuerzo más concertado para realizar conversaciones. Reich también expresó su "gran preocupación" ante los rumores de que los partidarios de Chávez, conocidos como los Círculos Bolivarianos, se estarían armando. Reich dijo que esos rumores, junto a la frecuente especulación de posibles intentos de golpe, están desestabilizando la democracia en Venezuela.

En la vecina Colombia, Reich dijo que la presencia de grupos armados terroristas ilegales financiados por el narcotráfico "representa una amenaza no sólo para la democracia colombiana, sino para toda la región". Al subrayar los vínculos geográficos con América Central, los Andes, el Amazonas y tanto el Océano Pacífico como Atlántico, dijo que debe ser prioridad la contención y eliminación de la amenaza que plantean esos grupos. Reich indicó que Estados Unidos aprobó recientemente más equipo militar y mayor intercambio de inteligencia para ayudar a los colombianos a ganar la batalla contra los insurgentes armados. Agregó que la aprobación de la Ley de Preferencia Comercial Andina (ATPA), actualmente ante el Congreso de Estados Unidos, es de "principal importancia" para permitir alternativas económicas al cultivo de la hoja de coca en los Andes. También reconoció que Estados Unidos debe hacer más esfuerzos para disminuir la demanda de narcóticos y dijo "lo estamos haciendo".

Reich concluyó sus declaraciones al expresar la confianza de la administración Bush en la democracia brasileña, al aproximarse en esa nación las elecciones presidenciales de octubre. Dijo que Estados Unidos quiere seguir manteniendo una estrecha relación con Brasil y sumarse a Brasil en la copresidencia de las negociaciones del Area de Libre Comercio de las Américas (ALCA) a partir de noviembre.



Foto di un incursione militare nel Chapare boliviano nell'autunno scorso, ad opera delle forze speciali "armate" anche di telecamera
La pressione USA asfissia
il dialogo sulla coca

Da Econoticiasbolivia.com - Agencia Independiente de Prensa

La giornalista Vania Solares Maymura, descrive le principali difficoltà che devono affrontare i partecipanti alle trattative sulla coca. Il governo boliviano è stretto nella morsa degli aiuti internazionali condizionati dall'eradicazione "pianta sacra". Da un lato Otto Reich avvisa la nazione andina del rischio di perdere le preferenze commerciali con gli USA. Evo Morales, leader storico del sindacato cocalero descrive come la guerra non sia contro le droghe, ma contro i contadini.

(in spagnolo)

PRESIÓN DE EE.UU. ASFIXIA DIÁLOGO
SOBRE LA COCA EN BOLIVIA


Di Vania Solares, econoticiasbolivia.com


La Paz, octubre del 2002 .- A punta de amenazas y chantajes, el gobierno norteamericano inició un proceso acelerado para esterilizar el diálogo entre el poder Ejecutivo de Bolivia y los sindicatos de productores de la hoja de coca del Chapare. La erradicación es la inyección.

La primera llamada de atención (pública) de Estados Unidos al presidente Gonzalo Sánchez de Lozada, en estos sus dos meses de gobierno, fue suficiente para incendiar las orejas del mandatario boliviano con condiciones sobre la ayuda financiera de los principales organismos internacionales como el Fondo Monetario Internacional, el Banco Interamericano de Desarrollo y el Banco Mundial.

Además. Porque de inmediato está la amenaza de poner en riesgo la vigencia de las preferencias arancelarias para la exportación de textiles bolivianos al país del norte, si es que el gobierno suspende, aunque de manera temporal, la erradicación de la hoja de coca en la región del trópico de Cochabamba (unas ocho mil hectáreas).
El insomnio del presidente, provocado por lo que el líder de los cocaleros, Evo Morales, llama "el "último chantaje de Estados Unidos, intimidación y amedrentamiento", fue un tema encomendado al secretario adjunto de Estado, Otto Reich, quien lanzó la advertencia de que las relaciones entre Bolivia y su país serán afectadas si no se elimina la coca ilegal. Este miércoles 16, llega al país con un maletín lleno de consideraciones negativas sobre la posibilidad de una pausa en la erradicación de las plantaciones de coca.

Evo Morales no solo cree que el diálogo, que se suspendió hasta el viernes 18 con el tema de la erradicación, está a punto de romperse sino que dice que ya no hay condiciones para la reunión. Y culpa al gobierno por dejar que la presión norteamericana eche al tacho todos los avances.

En un mes de reuniones, cocaleros y gobierno "avanzaron" en consensos sobre mercados legales para la coca, desarrollo alternativo y la instalación de una zona económica en el trópico cochabambino, e incluso hace dos días el presidente Sánchez de Lozada reconoció que la Ley 1008 de Sustancias Controladas tiene que ser examinada. Pero este último tema, previa consulta al gobierno norteamericano.

Evo reflexiona que, desde la pasada semana, "los norteamericanos han estado alentando la ruptura del diálogo y el chantaje del Secretario Adjunto ha conseguido que el gobierno ya no quiera hablar de la coca, sólo quiere hablar del desarrollo alternativo y eso significa que prácticamente el diálogo está roto".
Para el dirigente cocalero como para los productores de la hoja de coca, no es posible superar la crisis que, desde inicios de los noventa, se vive en el Chapare, mientras no se avance en consensos sobre el tema de la erradicación. Es decir, mientras el gobierno no haga una pausa en el proceso, y en ese lapso analice la realidad de más de cuarenta mil familias y sus vías de subsistencia, que hasta ahora solo se perfilan a través de la coca.

Mientras se intensifican las labores de erradicación, se toca hasta la última fibra de tolerancia de los cocaleros. Las balas se cruzan con palos y piedras, y el precio de la hoja de coca también se dispara, situación que ocurre sistemáticamente hace dos años. De los 150 bolivianos (20 dólares) que antes valían las 50 libras que se embolsan en los mercados de la coca, ahora tienen un valor de 250 bolivianos (33 dólares).
Las presiones de Estados Unidos, según dijo Evo Morales en una entrevista realizada en diciembre del año pasado, no solo están orientadas a erradicar la coca ilegal en el Chapare sino al propio campesino.

Dice que hace años se ha iniciado cinco formas de guerra contra el cocalero: "la primera, una guerra económica, orientada a reducir a cero la pequeña economía del campesino; la segunda, al querer erradicar toda la coca del Chapare está iniciando una guerra cultural contra la identidad de nuestras naciones; la tercera, cuando aparecen dirigentes detenidos por simples sospechas se está aplicando una guerra legal; la cuarta, está queriendo aplicar una guerra territorial al intentar erradicar no solo la coca sino al campesino; y la quinta, una guerra militar, al utilizar las fuerzas armadas para reprimir manifestaciones campesinas".


Chi è Otto Reich?
:: CURRICULUM UFFICIALE ::
Otto J. Reich
Secretario adjunto de Estado
para Asuntos del Hemisferio Occidental

http://usinfo.state.gov/espanol/reich.htm

Otto Juan Reich fue designado por el presidente Bush secretario adjunto de Estado para Asuntos del Hemisferio Occidental el 12 de julio de 2001 y nuevamente el 4 de septiembre de 2001.

Entre 1997 y 2001 el embajador Reich fue presidente de RMA International Inc., empresa que asesoraba a clientes de Estados Unidos y multinacionales sobre relaciones gubernamentales, acceso a mercados y planificación estratégica. Desde 1990 hasta cofundar RMA, dirigió la oficina de América Latina en Brock Group, empresa consultora internacional también con sede en Washington.

Entre 1986 y 1989 Reich fue embajador de Estados Unidos en Venezuela. Por su desempeño recibió el Premio al Servicio Ejemplar y el Premio de Honor Excepcional del Departamento de Estado, así como la Orden del Libertador, lacondecoración civil más importante en Venezuela. Antes, como asesor especial del secretario de Estado, entre 1983 y 1986, estableció y administró en el Departamento de Estado la Oficina de Diplomacia Pública para América Latina y el Caribe, oficina de carácter interagencial, que fue galardonada con el Premio de Honor al Mérito.

Entre 1991 y 1992, como ciudadano particular y a pedido del presidente Bush, actuó como representante alterno de Estados Unidos en la Comisión de las Naciones Unidas para los Derechos Humanos en Ginebra. De 1981 a 1983 fue director adjunto de la Agencia de Estados Unidos para el Desarrollo Internacional (USAID), a cargo de la ayuda económica de Estados Unidos a América Latina y el Caribe.

Su experiencia anterior incluye su desempeño como director en Washington del Consejo de las Américas; coordinador de desarrollo de comunidades en la ciudad de Miami, en la Florida; representante internacional del Departamento de Comercio del estado de la Florida y ayudante de personal en la Cámara de Representantes de Estados Unidos.

El embajador Reich ha sido director del Centro Cuba Libre y Ciudadanos para la Libertad de Cuba; síndico de Freedom House y asociado principal en el Centro de Estudios Internacionales y Estratégicos. También es miembro del Consejo de Embajadores Norteamericanos.

El servicio militar del embajador Reich incluye responsabilidades como teniente en el ejército de Estados Unidos (1967-1969) en el 3er. Destacamento de Asuntos Civiles (Aerotransportado), Zona del Canal de Panamá. Recibió su bachillerato universitario en Estudios Internacionales en la Universidad de Carolina del Norte (1966) y una licenciatura en Estudios Latinoamericanos de la Universidad de Georgetown (1973). Ha aparecido con frecuencia en los medios informativos de Estados Unidos y América Latina y fue copresentador del programa "Choque de Opiniones", en CNN Internacional, la versión en español del programa "Crossfire" de CNN.
El embajador Reich nació en La Habana, Cuba.


Foto di David Mercado - Reuters

Ecco alcuni link utili per capire la lunga militanza politica e le esperienze del più autorevole responsabile per le politiche dell'America Latina, nominato dal presidente Bush.

La nomina di Otto Reich a Segretario di Stato americano per l'emisfero occidentale, e perciò per il Latinoamerica, è da considerarsi un "colpo di mano" del Presidente Bush avvenuto nel gennaio del 2002.
La figura politica di Otto Reich, cubano di nascita e fervente anticastrista, è stata oggetto di trattative tra il Presidente statunitense e il Congresso per tutto il 2001. Troppe ombre e ricordi nefasti ne accompagnavano la candidatura: dalla feroce lobbing anticastrista di Miami, all'"ufficio di disinformazione" creato ad hoc per le guerre centroamericane; dagli affari con la Bacardi Rhum alla vendita di aerei al Cile; dallo scandalo Iran-Contras al terrorista Bosch. Insomma quanto bastava per tenerlo lontano da incarichi in vista e soprattutto di responsabilità. E tutto questo solo per i democratici che, durante tutto il 2001 riescono ad evitare la sua elezione a capo di questo delicato ufficio.

Ma durante una pausa forzata dei lavori del congresso, per la presenza di lettere infettate da virus letali, il presidente Bush ha facoltà di eleggere Otto Reich senza l'approvazione del Senato, come prescrivono le leggi. La politica bipartisan statunitense, post undici settembre, ha dovuto ingoiare un grosso rospo e i rapporti con America Latina, di colpo sono tra le mani di chi, nei fulgidi anni '80 di Reagan, fomentava , per incarico, la disinformazione e l'intervento USA in Nicaragua e Salvador.


Link in inglese e/o spagnolo



Da quando Otto Reich è stato eletto è sparito dalla rete il sito
www.StopOttoReich.com
se qualcuno ne avesse notizie...(o una copia!..)

Si possono visionare alcuni documenti ufficiali del
National Security Archives.


Documento del Council on Hemispheric Affairs.
http://www.coha.org

Chi era il terrorista Bosch?...
http://www.salon.com

Cosa ne pensa il WASHINGTON OFFICE ON LATIN AMERICA?
http://www.wola.org

E cosa Center for International Policy?
http://www.ciponline.org

E come la vede il Foreign Policy In Focus?
http://fpif.org/republicanrule/profiles.html
http://www.fpif.org/action/0104reich-action.html

A proposito di Haiti...
http://www.wehaitians.com

E a proposito dell'ultimo golpe in Venezuela...
http://www.znet.org


Giovanna Vitrano, giornalista e ricercatrice indipendente ha curato diverse inchieste e dossier su politica, società e ambiente del continente latinoamericano.
E-mail:
giovitrano@libero.it


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