:: Selvas.org::
:: Occhi aperti sulle Ande :: Ojos abiertos en los Andes ::
SELVAS.org


16-12-2004
Home
Portada

Chi siamo
Quien somos

Contattaci
Contacto

Uno sguardo
Una mirada

Campagne
Campañas


Link
Enlaces

Cercavamo notizie su Carlos Sánchez Berzain, l’ex braccio destro di Gonzalo Sanchez de Lozada, mandante dei genocidi del 2003 in Bolivia. Abbiamo trovato molto di più. Perché ci hanno raccontato come Berzain controlli la giustizia Boliviana e perché abbiamo conosciuto l’ennesima associazione che vuole controllare le future esportazioni del subcontinente. Magari stringendo accordi con i partiti che intendono destabilizzare pericolosi equilibri. Come vorrebbe fare l’MNR boliviano, l’ex partito di governo, preoccupato per il processo all’ex presidente Goni Sanchez de Lozada e per i tentativi, finora falliti, di nazionalizzare gli idrocarburi.

Z come Zicosur.
Un segno al cuore del continente

Di Giovanna Vitrano



:: BOLIVIA ON LINE ::
SELVAS.ORG
Archivio Bolivia


Minacce di secessione in Bolivia

...Sulla "Media Luna"...
Soffiare Gas sul fuoco del caos



10 dicembre 2004

Capita sempre che quando cerchiamo qualcosa, quello che cerchiamo non lo troviamo. In compenso, quasi sempre troviamo quello che avevamo smesso di cercare. A volte, raramente, troviamo invece quello che non ci aspettavamo di trovare. Qualcosa di nuovo, qualcosa che, nonostante la nostra attenzione, il nostro impegno, la nostra pervicacia, non avremmo mai immaginato.
E’ questo quello che ci è capitato circa un mese fa. Già, è dallo scorso mese di novembre che dedichiamo ogni nostra attenzione ad una sigla, una cosa che abbiamo trovato quando cercavamo di mettere insieme alcuni fatti.
Sapevamo della Media Luna e delle presenze di funzionari delle multinazionali del petrolio nelle assemblee inneggianti l’autonomia della zona di Tarija (tra le più ricche di petrolio e metano della Bolivia e, quindi, dell’intero subcontinente).
Sapevamo del trabocchetto della nuova legge sugli idrocarburi e della sua non retroattività.
Sapevamo dei nuovi contratti per la vendita degli idrocarburi ad Argentina, Perù, Uruguay e Paraguay.
Sapevamo del tentativo di processare Gonzalo Sanchez de Lozada, ex presidente del paese, e Carlos Sánchez Berzain, suo Ministro del Governo, entrambi accusati di genocidio, violazioni di diritti umani e altro per i fatti del febbraio e del novembre 2003. Sapevamo dove fosse Goni Sanchez.
Non sapevamo dove fosse Berzain, il “Montesinos” boliviano.
Insomma, avevamo tutte le carte, ma ci mancavano le regole del gioco. Perché era – ed è – chiaro che si tratta di un gioco. In palio, le ricchezze dell’est boliviano, della zona che si allontana dalle Ande per scivolare verso l’Amazzonia, ricca di gas metano e petrolio. La zona della Media Luna.
Sapevamo che il senso della democrazia in Bolivia non è storicamente un dato di fatto, qualcosa d scontato. Pensavamo che dietro il desiderio di autonomia di Tarija ci fosse il desiderio di qualche “potente”, magari di qualcuna delle mille multinazionali occupate a trafugare il petrolio boliviano a prezzi ridicoli.
Ovviamente, non potevamo fare delle nostre intuizioni delle verità. Avevamo bisogno di riscontri, di prove. E abbiamo scoperto molto di più di quanto avremmo mai potuto immaginare.

Tra le persone che abbiamo importunato con le nostre domande c’è anche Andrés Soliz Rada, che noi conosciamo come editorialista di molti quotati quotidiani boliviani.
Lui ci ha chiarito i dubbi su Berzain. E ci ha messo sulla strada, giusta, che ci ha condotto a scrivere questo articolo. Perché lasciando al giornalista – che qui ringraziamo per la sua disponibilità – il compito di raccontarvi cosa è oggi Berzain per la Bolivia, noi vi raccontiamo l’ennesimo “dietro le quinte” che si anima, non solo nel paese, ma anche in buona parte dell’America Latina.


Nella foto alcuni partecipanti alle riunioni di Zicosur

Incognita Z
Ecco cosa abbiamo trovato. La Zicosur.
Ce ne ha parlato l’ennesimo nostro contatto (di questo non possiamo farne il nome per sua esplicita richiesta, per comodità lo chiameremo Raul), e ne abbiamo avuto conferma, solo della sua esistenza, dal Cedib, integerrimo centro di studi che da anni si occupa di legalità in Bolivia. La cosa che più ci ha colpito, all’inizio, è che non ne avevamo mai sentito parlare. Sapevamo delle quasi 50 organizzazioni in cui è parte la Bolivia (fonte Central Intelligence Agency), ma questa Zicosur non faceva parte dell’elenco. Abbiamo iniziato, appunto un mesetto fa, le ricerche. Qui, il risultato fino ad ora ottenuto.
Mettendo da parte certe informazioni di cui non abbiamo trovato riscontro (Raul ci ha raccontato di cose strane, di come ci sia lo zampino di Henry Kissinger – a proposito, Berzain, e questo è provato, collabora con uno studio legale di Miami collegato proprio al signor “Nobel per la pace” – e di come queste associazioni siano eredi di quelle che hanno voluto il golpe argentino, il Plan Condor, e la protezione ai nazisti che in Argentina hanno trovato esilio dorato), sappiamo che la Zicosur, Zona di Integrazione del Centro Occidente Sudamericano, “è un progetto che raggruppa tre paesi membri (Argentina, Brasile e Paraguay) e due associati (Cile e Bolivia) del Mercosur, destinato a unire gli sforzi per sviluppare il commercio estero con i mercati del bacino del Pacifico, e in special modo con i paesi asiatici. Questa zona, di oltre tre milioni di km2 di superficie, è composta dal Norte Grande de Chile (I, II y III Región), dal Nordovest argentino, dai dipartimenti dell’Oriente e del sud della Bolivia, da tutto il Paraguay e dagli stati brasiliani del Mato Grosso, Mato Grosso do Sul e Paraná. Questo non significa che la Zicosur non è composta precisamente dai governi nazionali, ma fondamentalmente – eccetto il Paraguay – dai governi regionali di questi paesi. La Zicosur, con la sua simmetria politica ed economica, forma un tutt’uno interrelazionato di interessi che si armonizzano con le differenti realtà dei suoi paesi. Tutti cercano di generare maggiore produzione, ampliare il commercio estero e ottenere una migliore qualità di vita. Le economie sempre più crescenti e forti dell’Asia che si affacciano sul Pacifico generano nuovi orizzonti pieni di speranza sulla scena di quell’oceano” (nell’ultima riunione della Zicosur, tenutasi per coincidenza a Tarija, in Bolivia, poco prima della richiesta di Autonomia da parte delle autorità dipartimentali boliviane, erano presenti “autorità della Repubblica Popolare Cinese”).

Quanto appena detto lo abbiamo riportato fedelmente dalla tesi di uno studente argentino (“El Territorio como factor dinámico de la integración: La ZICOSUR” di Alejandro Gabriel Zaffarov di cui non siamo riusciti a trovare un indirizzo per ottenere l’autorizzazione alla pubblicazione integrale, ma di cui riportiamo in allegato l’elenco dei siti da cui ha estrapolato le informazioni e che non raccontano niente di più), unica nostra fonte, dopo oltre un mese di ricerche, sulla Zicosur. Non siamo riusciti, fino ad ora, a sapere CHI fa parte della Zicosur (l’unico nome è quello del presidente del 2002, Ing. Marcio Schussmuller della paraguayana Federacion de la Produccion, la Industria y el Comercio FEPRINCO), quali le persone fisiche, con tanto di nome e cognome, che si seggono attorno allo stesso tavolo durante le riunioni; CHI approva i progetti da realizzare sotto le insegne della ZICOSUR; CHI si accomoda dietro un tavolo apparecchiato di acqua e microfoni durante le conferenze, durante i meeting internazionali. Non sappiamo nemmeno i nomi dei relatori, solo quelli degli ospiti. Non esiste un sito internet, non esiste un indirizzo di posta elettronica. Non esiste una sede, un indirizzo con tanto di numero civico, né esiste un numero di telefono. Niente. Solo la tesi di un ragazzo argentino che ha fatto un lavoraccio terribile, scartabellando montagne di giornali e di relazioni per mettere insieme la sua tesi di laurea in Relazioni Internazionali all’Università Nazionale di Rosario.




In questa mappa la ricostruzione della "zona d'influenza" di Zicosur

I progetti
Studiando la nostra fonte, apprendiamo quali sono le zone di interesse per la Zicosur:
Argentina (province di Catamarca, Chaco, Corrientes, Formosa, Jujuy, La Rioja, Misiones, Salta, Santiago del Estero e Tucumán); Bolivia (tutti i Dipartimenti del Paese); Brasile (Acre, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul e Rondonia); Cile (la I Regione di Tarapacá, la II Regione di Antofagasta e la III Regione di Atacama); Paraguay (tutti i Dipartimenti del Paese) e Perú (i dipartimenti di Arequipa, Moquegua e Tacna). Cerchiamo sull’atlante. Tutte queste zone risultano tra le colonne ABC e le righe 2.3.4. In tutto, cinque rettangolini della nostra mappa, che di rettangoli ne contiene 24, tutta la parte meridionale del subcontinente latino.
Nonostante la una scala sia 1:12 000 000, cinque rettangolini non sono una gran cosa. Però in quei cinque rettangolini c’è di tutto e di più: c’è metano, petrolio, rame, argento e, nel dipartimento cileno di Antofagasta, il porto di Mejillones. Proprio quello che le multinazionali del petrolio che lavorano in Bolivia vorrebbero eleggere come unico porto possibile per l’esportazione all’estero degli idrocarburi boliviani, nonostante i boliviani preferiscano Ilo, tra Moquegua e Tacna in Perù.
La tesi del nostro laureando è stata pubblicata nel settembre 2004. Non capiamo, ancora di più, come mai leggiamo che la Zicosur “sta progettando la costruzione di un porto dotato di alta tecnologia, destinato a collegare il Grande Nord (della Zicosur, supponiamo) ai grandi mercati mondiali; questo è il megaporto di Mejillones. Mejillones è una baia cilena ubicata a 60 km a nord di Antofagasta. Per il suo clima ideale e la disponibilità della città offre le migliori condizioni per la costruzione del megaporto, tema chiave trattato all’interno della “Zicosur I” per la integrazione della Zicosur con la zona Asia-Pacifico”.
Il suo clima ideale e la disponibilità della città: ecco perché Mejillones è stato scelto anche dalle multinazionali statunitensi. E non c’entra niente il fatto che il Cile sia l’unico amico fidato rimasto allo Zio Sam in un subcontinente che ha scelto troppo spesso di svoltare a sinistra, tanto da far preoccupare i politologi degli States…
Continuando, leggiamo che “il progetto ha grandi possibilità di convertirsi – nei prossimi anni – in un passo obbligato di cooperazione, concertazione e consulta, tanto per le unità parastatali che la compongono, quanto per gli Stati. E questo in vista del fatto che quest’anno, nel corso del sesto incontro della Zicosur e nel corso di una Riunione Straordinaria a Mejillones, inaugureranno le prime opere di trasformazione di questo porto”. Alejandro Gabriel Zaffarov, a quanto pare, non sa che i Boliviani si sono impuntati e che non hanno consentito, fino ad oggi, ad esportare il proprio futuro attraverso un porto degli odiati cugini cileni.
Torniamo ai progetti, ma limitiamoci a quelli che interessano la Bolivia.

Asfaltiamo la Bolivia
“Per quanto riguarda le opere infrastrutturali in Bolivia, possiamo dire che esiste una gran quantità di progetti, alcuni di questi già in esecuzione. La lista che segue è parte dei progetti che hanno priorità in Bolivia, approvati nella III Riunione Ordinaria della Conferenza dei Ministri dei Trasporti, Comunicazioni e Opere Pubbliche dell’America del Sud, come parte di un Piano di Azione per l’Integrazione Fisica e lo sviluppo delle zone di frontiera della regione. I progetti sono stati classificati in due gruppi, Priorità I – progetti eseguibili a breve termine – e Priorità II – progetti eseguibili nel medio e lungo termine.

Priorità I
Bol 1. San José -
Puerto Suarez
Bol 2. Santa Bárbara - Quiquibey
Bol 3.
Riberalta - Guayaramerín
Bol 4. Yúcumo -
San Borja - Trinidad
Bol 5. Boyuibe -
Hito Villazón
Bol 6. Cuchu Ingenio - Tomatas
Bol 7. Puente Sacramento - La Palizada
Bol 8. Toledo - Pisiga
Bol 9. Yucumo -
Riberalta
Bol 10. El Choro -
Porvenir
Bol 11.
Abapó - Camiri (Abapó è vicina a Cabazos)
Bol 12. Ventilla – Tarapaya

Priorità II
Bol 13. Cucho Ingenio -
Villazón
Bol 14. San Ignacio - San Matías
Bol 15. Interconexión Ferroviaria
Aiquile - Santa Cruz
Bol 16. Concepción -
San Ignacio
Bol 17. Tramo Ferroviario Motacucito - Puerto Busch
Bol 18. Puerto Busch
Bol 19. Terminales de carga
Cochabamba y Santa Cruz
(
Cochabamba è vicina a Quilacollo)

il nostro studente a questo punto annota: “La numerazione dei progetti in entrambi i gruppi di priorità non equivale a un ordine di prelazione tra gli stessi. Allo stesso tempo dobbiamo segnalare il progetto di costruzione di un gasdotto dal dipartimento di Tarija fino all’Oceano Pacifico, fino a un porto cileno o peruviano, per le esportazioni agli Stati Uniti o al Messico”.
Quello che noi vogliamo segnalare è che tutte le cittadine evidenziate in
rosso sono dotate di piste d’atterraggio di cui la maggior parte aeroporti militari. Santa Cruz ha anche un aeroporto civile. Puerto Busch è una zona militarizzata.




Facciamo 2+2
CNon abbiamo preso per buone le informazioni di Raul. Però ci corre l’obbligo di riportare ancora una frase della tesi del nostro studente argentino: “Bisogna segnalare comunque di un antecedente istituzionale molto importante che senza dubbio ha contribuito a gettare le basi del processo di cui ci occupiamo (la Zicosur), che è il cosiddetto GEICOS (Grupo Empresarial del Centro Oeste Sudamericano), creato nel 1974 come conseguenza degli incontri sull’integrazione delle zone di frontiera realizzati nella città di Salta (Argentina)…”.
Davvero un pessimo anno, il 1974, per creare gruppi, associazioni o società che si occupino delle zone di frontiera. Anche il Plan Condor – istituito nell’ottobre del 1975 -aveva scopi simili.
Vedere quanto lavoro stia facendo la misteriosa Zicosur, nata nel 1995 ma già arrivata al suo settimo incontro internazionale, in un momento in cui l’intero subcontinente è in equilibrio precario (dal Guatemala all’Argentina), sapendo che ogni sua mossa è dettata dalle più ferree regole di mercato, bè, questo ci impensierisce non poco.
Il raggio d’azione della Zicosur corrisponde inequivocabilmente alla zona più ricca dell’intera America Latina, zona che è già nelle mire colonialistiche di Washington e su cui persino Pechino ha deciso di allungare le mani (vedi gli accordi stretti tra Pechino e La Paz negli ultimi cinque anni).
La Zicosur è composta dai rappresentanti dei dipartimenti territoriali (spesso il più corrotto grado di funzionari nell’interno subcontinente), decisamente molto sensibili alle proposte delle multinazionali che proprio in questa area vedono concentrati tutti i loro interessi (oltre a quelli già citati, non dobbiamo dimenticare la biodiversità, fonte incommensurabile per le farmaceutiche, e la gran quantità d’acqua nascosta proprio sotto la Zicosur). Proposte che devono essere molto sostenute anche dagli Stati Uniti, in perenne ricerca di fonti energetiche. Insomma, una pressione molto forte, in Bolivia ampliata dalle manovre del partito MNR, da sempre attento ai bisogni di Washington, tanto che suoi illustri esponenti quali Gonzalo Sanchez de Lozada e Sanchez Berzain, colpevoli di aver causato le stragi del 2003, hanno trovato asilo proprio a Miami. Quindi non ci stupiscono le affermazioni del presidente boliviano Carlos Mesa Gisbert che proprio di recente ha dichiarato: “… Il mio impegno come presidente della Bolivia è garantire l’approvazione di una legge sugli idrocarburi sensata, razionale, fattibile e che garantisca gli investimenti esterni nel nostro paese. E lo dico qui perché uno dei più importanti investitori nell’ambito degli idrocarburi è Petrobras”. Ovviamente, il presidente parlava in una riunione organizzata dalla stessa Petrobras in tema di petrolio ed esportazione.
No, non ci stupisce. Anche perché questa è l’uscita allo scoperto di chi ha nominato come viceministro agli idrocarburi Freddy Escóbar, industriale proprio nel settore petrolifero, cui non viene negato di continuare con i suoi affari privati con le stesse multinazionali cui si vorrebbe sottrarre l’oro nero. D’altronde, non bisogna dimenticare che l’ex presidente di YPFB (industria petrolifera boliviana), Hugo Peredo Román, oggi è nell’esecutivo di Petrobras in Bolivia.
No, non ci stupiamo. Altrimenti dovremmo farlo anche leggendo che Roberto Sfeir, assessore dell’ambasciata degli Stati Uniti, potrebbe essere eletto dal congresso boliviano nuovo Procuratore Generale della Repubblica, perchè ha le qualifiche e l’ambasciata non ne ha certificato l’appartenenza.
E non ci stupiamo nemmeno leggendo che il governo di La Paz ha deciso di non concedere aumenti di stipendio per tutto il 2005, “accogliendo la raccomandazione del Fondo Monetario internazionale, abituato a imporre ai governi restrizioni fiscali”, come ha precisato, con un tono preoccupato, Carlos Arze, direttore del Centro de Estudios Laborales y Agrarios (CEDLA).
Persino la notizia degli ennesimi addestramenti militari al confine tra Bolivia e Cile non ci stupisce più. Nonostante molti parlamentari boliviani abbiano denunciato movimenti militari cileni in territorio boliviano, il Cancelliere della Repubblica Juan Ignacio Siles ha continuato ad asserire di non avere informazioni sufficienti, ma di sapere per certo che le manovre boliviane al confine sono solo routine. Lo diremo ai nostri amici che vivono nelle zone di confine e che ci continuano a raccontare di pattuglie militari che scortano camion carichi di uomini che ogni giorno arrivano nei Salar boliviani a “coltivare” sale e ad esportarlo senza burocrazia.
No, non siamo stupiti. Siamo solo più indignati.




:: I documenti di Selvas.org ::

Sánchez Berzaín controlla la Bolivia

Di Andrés Soliz Rada - Avvocato, giornalista ed ex parlamentare boliviano

>>Aqui en español


In questa foto: Carlos Sanchez Berzain (a destra) in compagnia dell'ambasciatore USA Greenlee
(da: archivio governo boliviano)


Se si ha il controllo di tre dei cinque magistrati del Tribunale Costituzionale (TC) della Bolivia, si controlla la Bolivia. E Carlos Sanchez Berzain, ex Ministro di Governo del profugo ex presidente Gonzalo Sanchez de Lozada, ha questo controllo. Il TC, introdotto nella costituzione dello stato nel 1995, durante il primo mandato del profugo Goni Sanchez, è stato concepito come un organo di controllo della costituzionalità delle leggi e dei decreti. Senza dubbio, oggi risolve conflitti, emettendo giudizi inappellabili, tra i Poteri dello stato, ricorsi diretti di annullamento e di protezione della Costituzionalità, determina la validità dei convegni internazionali e le opinioni che emette hanno carattere di obbligo. Il giureconsulto Víctor Hugo Escobar Herbas, nel suo stimolante libro “Giustizia ordinaria contro Giustizia costituzionale”, pubblicato nel giugno del 2004, avverte che il TC, attraverso i ricorsi di annullamento e di protezione costituzionale, ha finito con il subordinare a sé la Corte Suprema di Giustizia, ha spezzato i principi di unità giurisdizionale e di gerarchia e si è convertito in un superpotere senza controllo. Si aggiunga che “adotta decisioni che solo competono ai giudici ordinari e ha creato un clima di insicurezza giuridica per sovrapposizione di competenze”.

Il Consigliere della Judicatura (Judicatura = assemblea di giustizia simile al nostro Consiglio Superiore della Magistratura) Germán Gutiérrez ha denunciato Martha Rojas, Martha Iñiguez e José Antonio Rivera perché sono stati designati membri del TC dietro influenza diretta di Sánchez Berzain. Rivera ha risposto che Gutiérrez è parte della quota Gonista (Gonzalo – detto Goni – Sanchez de Lozada, del partito politico MNR di centro destra) per quanto attiene al Potere Giuridico. Quello che è certo è che lo studio legale di Sánchez Berzaín, che è stato avvocato dello stesso Sanchez de Lozada prima di diventare un suo ministro, è, da lontano, il più influente del paese. Il suo potere è stato rivelato dal periodico neoliberale “La Razon” (20.ottobre.1995) quando ha ricordato che negli anni precedenti era stato avvocato di narcotrafficanti e, in particolar modo, di Luis Dorado Erland arrestato per il caso dell’aereo sequestrato a Lima, in Perù, che era partito dall’aeroporto della città di La Paz trasportando una tonnellata di cocaina.
Allo scoppio dello scandalo (15.novembre.1995), Sánchez Berzaín era Ministro del Governo (carica molto simile al nostro ministro degli interni), e la sua segretaria era intima amica di Dorado Erland. L’ambasciata degli Stati Uniti si è dimostrata disattenta, visto che lo stretto collaboratore di Gonzalo Sanchez de Lozada aveva ottenuto che il Parlamento, di schiacciante maggioranza di centro destra, aveva defenestrato – con la cooperazione dell’agente nicaraguese della Cia Antonio Ibarra e del console statunitense Willy Scarborough – il presidente della corte di Giustizia Edgar Oblitas, il quale sosteneva che la politica neoliberale del “gonismo” era contro la Carta Magna. L’attuale magistrato del TC, Martha Rojas, anche giudice in fatti di narcotraffico, ha partecipato all’operazione. Il 5.dicembre.2003, il TC ha dichiarato come Costituzionale il Decreto Supremo 24806 del 4.agosto.1997 (Governo Goni Sanchez de Lozada) in cui uno degli allegati, rimasto segreto al Parlamento e alla cittadinanza, consegnava alle multinazionali la proprietà degli idrocarburi grezzi. Anche se l’attuale presidente Carlos Mesa ha abrogato questo decreto, questo annullamento, visto che non ha alcun carattere retroattivo, permetterà comunque che le petrolifere continuino ad appropriarsi del metano e del petrolio della Bolivia per tutto il tempo che avranno vigore i contratti sottoscritti con il Paese. Vale a dire per i prossimi quarant’anni.
Nei giorni precedenti, il TC ha annullato le designazioni provvisorie di magistrati e giudici (fiscales = simili ai nostri procuratori) disposte dal Presidente della Repubblica, visto che quelle cariche erano vacanti da vari anni. Con questa decisione il TC otterrà l’assegnazione del processo contro Gonzalo Sanchez de Lozada, Sánchez Berzaín (accusati di essere responsabili delle stragi del febbraio e del novembre 2003 – vedi Febbraio Nero e la Guerra del Gas ndr) e altri sindacalisti per genocidio, violazioni dei diritti umani e danno economico allo Stato. Non è un caso che l’MNR, il partito cui appartengono questi personaggi, ha annunciato che si opporrà a eventuali cambi nel TC “per essere una delle più grandi conquiste della democrazia”. Di fronte a questo panorama, solo una nuova Carta Magna, redatta dall’Assemblea Costituente che si riunirà il prossimo 2005, fermerà il dominio di Sánchez Berzaín sulla giustizia, quel potere con cui potrebbe annullare i risultati delle elezioni presidenziali se questi non fossero graditi dagli Stati Uniti o dalle petrolifere o dalla politica gonista.




:: Link/Bibliografia su Zicosur ::

http://www.subdere.cl
http://www.fundacionokita.org.ar
http://www.jujuy.gov.ar/jama/reshistorica.html
http://www.jica.org.ar/index.html.
http://consultrans-galeon.com/ferinoa.htm.
http://www.tercera.cl/diario/1997/10/13/opinion.html.
http://www.revistamarina.cl/revistas/1996/5/ribeiro.pdf.
http://dzibanche.biblos.uqroo.mx/Cursos_lineal/Efrain_Villanueva/Otono2001/Tema4.htm
http//www.nuevamayoria.com/ES/ANALISIS/fraga/arg/020710.html
http://www.ucongreso.edu.ar/publicaciones/trasandino/6.pdf
http://www.mindef.gov.ar./edn.htm
http://www.iadb.org/intal/publicaciones/ACE_16.pdf
http://greid.free.fr/communicationscolloque/Amilhatdoc.doc
http://www.pregon.com.ar
http://www.misiones.gov.ar/sucei/mercosur.html.#MISIONESYLAINTEGRACION
http://www.chaco.gov.ar/comercioexterior/creceneacodesul.htm
http://www.chaco.gov.ar/comercioexterior/protocolo23.htm
http://www.portalbioceanico.com/index.htm
http://www.bolivia.gov.bo/paginas/geografia.htm
http://ibce.org.bo/Documentos/RetoALCAdoc
http://www.geocities.com/elmardebolivia/chiledepredador.html
http://www.terrenos.hypermart.net/info.html
http://www.mns.gov.br
http://www.clacso.edu.ar/aquívasigno.libros/sierra/rodriquez.pdf
http://www.paraguayglobal.com/analisis.php?ID=27&n=0
http://www.ac.gov.br (GobiernodelEstadodoAcre)
Members.tripod.com/?tulipan/papers/proyect1.htm
http//www.puertoantofagasta.cl/body.cfm?seccion=articulo&aux=42&aux2=7Url
http://www.medioambiente.gov.ar/sian/catamarca/MACROREG.htm
http://www.quepasa.cl/revista/1424/index.html
http:/conafran.gov.pe/09_servcomple_mat.asp
http://www.sistemasilo.com.pe
http://espanol.geocities.com/tacnatur/ubicación.html
http://www.gratisweb.com/mni_peru/edicion9.htm
http://www.aladi.org/NSFALADI/SITIO.NSF/INICIO
http:www.desarrolloyregion.com.ar/webidr/biblioteca/politicaspublicas.zip
http://www.difrol.cl/html/0105ª.htm
http://www.bonline.com.br/consulparsantos/hidrovia.htm
http://www.prochile.cl/quienes_somos/que_es_prochile.php
http://www.peru.org.pe/default.htm
http://www.iirsa.org/es/reunion/main/shtml
http://www.analitica.com/va/economia
http://www.caf.com/view/index.asp?pageMS=3909&ms=0
http://www.mecon.gov.ar/basehome/comunicadoprensa/2911corporacionandina.pdf
http://www.fonplata.org/acerca.htm
http://www.comunidadandina.org/documentos/dec_int/consenso_guayaquil.htm
http://www.rotasintegracao.org.br/historia.htm
http://www.eclac.cl/cgibin/getProd.asp??xml=/prensa/noticias/comunicados/7/10707/p10707.xml&xsl=/prensa
http://www.gendarmeria.gov.ar/pasos/fichsico.html
http://www.taller.org.ar/index.htm
http://www.aguabolivia.org/prensaxPrensa/2000/Agosto/5-11/Cfa040800.htm
http://www.uade.edu.ar/econ_fin/downloads/serie%20textos%2029.pdf
http://www.rree.gov.bo/POLITICA%0EXTERIOR/lineamientos.htm
http://www.tierramerica.net/2002/0915/noticias3.sthml
http://www.elmostrador.cl/modulos/noticias/constructor/noticia.asp?id_noticia=72966
http://www.ElGranChaco.com/basededatos/paraguay/contenido3-3.html
http://www.abrasil.gov.br/anexos/anexos2/index.htm
http://www.energiabrasil.gov.br/estudospesquisas/GASINspn.pdf
http://www.iplan.ms.gov.br/cenarios/intro.htm
http://www.sonami.cl/boletin/bol1143/art7.html
http://wwww.estrellaiquique.cl
http://www.upt.edu.pe/plantacna/Contenido%20del%20Plan%20CONCERTADO.htm
http://www.piketes.com.ar/informes/salbuchi.htm
http://www.criscos.unc.cl/definicion/index.html
http://www.estrellanorte.cl/site/edic/20030102215501/ags/20030102220038.html
http://www.oas.org/Usde/publications/Unit/oea33s/ch39.htm.


Giovanna Vitrano, giornalista e ricercatrice indipendente ha curato diverse inchieste e dossier su politica, società e ambiente del continente latinoamericano; analista specializzata per l'applicazione dei diritti umani in Bolivia. autrice del libro "Il gioco dell'assenza - Vivere dentro la cultura mafiosa" edito da Editrice Zona, è tra i fondatori dell'Osservatorio Selvas.org.
E-mail: gioviselvas@interfree.it


SELVAS.org - Disclaimer - Copyleft
In ottemperanza con la nuova legge sull'editoria italiana, si segnala che selvas.org non è' un periodico. Qualunque testo vi appaia non ha alcun tipo di cadenza predeterminata nè predeterminabile. Non essendo una testata giornalistica, non esiste editore. Tutti i contenuti sono a responsabilità e copyright dei siti linkati o di chi li ha scritti. I dati sensibili relativi alla legge sulla privacy sono tutelati in ottemperanza alla legge 675/96 e dal dpr 318/99. Il contenuto del sito può essere liberamente citato, linkato ed anche copiato (a patto si citi selvas.org come fonte). Per qualunque altra informazione scrivere alla redazione.