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:: SPECIALE BOLIVIA ::
Crisi boliviana in flash
A cura di Giovanna Vitrano
Bolivia - Mercoledì 15 ottobre 2003
" La edición impresa extraordinaria de PULSO que el/la navegante tiene en su pantalla, ha sido parcialmente decomisada en las calles de la ciudad de La Paz. Dicha acción, que puede ser atribuida a funcionarios del actual gobierno, no puede sino comenzar a marcar el nuevo rumbo que adquiere el conflicto social en el país: el Gobierno, ciego ante una inmensa mayoría de bolivianos que pide la renuncia del actual Presidente, parece haber iniciado una caza de brujas selectiva comenzando con medios de comunicación que reclaman abiertamente la capitulación de Gonzalo Sánchez de Lozada como lo ha hecho nuestro semanario en su última edición. "
Ledizione straordinaria di Pulso
che state leggendo su internet è stata parzialmente sequestrata nelle strade della città di La Paz. Questa azione può essere attribuita a funzionari dellattuale governo
. Così si legge sulla home page del periodico boliviano Pulso (http://www.pulsobolivia.com) che, in questi giorni di quasi guerra civile, ha deciso di pubblicare una edizione quotidiana di quattro pagine.
Quanto lamentato da Pulso, purtroppo, viene denunciato anche da El Diario, quotidiano conservatore, e da giornalisti dellagenzia Bolpress, dellemittente televisiva Canal 36 e del Canal 13. Estremamente disturbate le trasmissioni di Radio Pio XXII, proprio mentre si dibatteva sulla necessità della rinuncia del presidente Gonzalo Sanchez de Lozada.
Una rinuncia chiesta a gran voce da tutti i cittadini boliviani, ma che, secondo le ultime notizie, non dovrebbe arrivare entro breve tempo. Il condizionale è dobbligo. Non perché ci sia la possibilità che Goni Sanchez resti, ma perché non è dato a sapersi quanto tempo si dovrà attendere prima che venga individuato il presidente da eleggere alle prossime elezioni democratiche.
Mentre governo e opposizione fanno a gara a lanciare benzina sul fuoco, lex Defensora del Pueblo Ana Maria Romero de Campero, il vicepresidente dellAssemblea Permanente per i Diritti Umani in Bolivia e un numero sempre crescente di intellettuali, operatori sociali, docenti e privati cittadini, riuniti nella Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice di La Paz, si sono dichiarati in sciopero della fame, sciopero che durerà fino a che non si raggiunga la possibilità di una trattativa civile tra le due parti in guerra.
Qui in basso le dichiarazioni nelle versioni originali in spagnolo e in inglese.

NO MAS MUERTOS: SUCESION CONSTITUCIONAL
Consternados por la violenta represión gubernamental contra los sectores sociales movilizados, y ante la gravísima crisis política que ha paralizado a Bolivia, las ciudadanas y ciudadanos que suscribimos este pronunciamiento nos declaramos en HUELGA DE HAMBRE y:
1 Exigimos el cese inmediato de toda acción represiva por parte del gobierno contra el pueblo.
2 Exhortamos al sectores sociales movilizados a deponer toda acción conducente a la violencia, optando por la lucha pacífica en defensa de la democracia.
3 Solicitamos la inmediata renuncia del Lic. Gonzalo Sanchez de Lozada a la Presidencia de la República, para permitir la sucesión constitucional y la conformación de un gobierno de unidad nacional presidido por el actual Vicepresidente de la República.
4 Invocamos a las Fuerzas Armadas y a la Policia que, en sujeción a su mandato constitucional, defienda la seguridad pública, los derechos humanos y las libertades democráticas amenazadas por la irracional determinación de sofocar por la fuerza el descontento popular.
5 Convocamos a los ciudadanos y ciudadanas comprometidos con la democracia a sumarse a esta iniciativa y masificar la huelga de hambre en todo el país concurriendo a las parroquias y templos de cada barrio hasta lograr la pacificación y unión de los bolivianos, asumiendo esta extrema determinación con absoluta responsabilidad y honestidad como una demostración de que el camino de la lucha es y debe ser pacífico.
Primer piquete de huelga, Parroquia de María Auxiliadora, La Paz.
La Paz, 15 de octubre de 2003
(Firmato):
Ana Maria Romero de Campero
Sacha Llorenti
Jose Antonio Quiroga
Javier Hurtado
Jenny Cardenas
Ricardo Calla
Javier Gomez
y se van sumando otros.
NO MORE KILLING: CONSTITUTIONAL SUCCESSION
Concerned by the governments repression and violence against mobilized social sectors in protest, and in the face of a deep political crisis that has paralyzed Bolivia, the citizens of sign onto the following pronouncement and we declare ourselves in hunger strike, and:
1. We demand the immediate cessation of all repressive actions of the government against the people
2. We exhort the mobilized social sectors in protest to put aside actions that would lead to further violence, and opt for peaceful forms of struggle in defense of democracy
3. We call for the immediate resignation of president Gonzalo Sanchez de Lozada, to allow for a constitutional succession and the conformation of a government of national unity, presided over by vice president of the republic.
4. We call on the Armed Forces and the Police, flowing their constitutional mandate, to defend public security, human rights and democratic liberties under threat by the irrational determination to suffocate popular discontent
5. We call on citizens committed to democracy to join this initiative and make massive the hunger strike all over the country in temples and parishes in every neighborhood, until will achieve the pacification an union of all Bolivians, assuming this extreme measure with absolute responsibility and honesty as a demonstration that the path of struggle must be peaceful.
First Hunger Strike Site, Maria Auxiliadora Parish, La Paz, Bolivia
15 October 2003
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Giovanna Vitrano, giornalista e ricercatrice indipendente ha curato diverse inchieste e dossier su politica, società e ambiente del continente latinoamericano. È tra i fondatori dell'Osservatorio Informativo sulla Regione Andina - Selvas.org
E-mail: giovitrano@libero.it
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