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:: Dossier Bolivia ::
Lex presidente della Bolivia è sicuro di non essere sottoposto a processo per i crimini di ottobre. Kissinger e il suo socio Thomas McLarty, insieme a uno studio di avvocati che ha tra i suoi impiegati ex ambasciatori, hanno creato da Miami una rete di protezione a favore dei genocidi boliviani, cospirando inoltre per imporre la cessione del gas naturale al Cile, proprio come vogliono le multinazionali. Questo stesso gruppo promuove il ritorno del banzerista Jorge Tuto Quiroga alla presidenza della Bolivia
I soci di Henry Kissinger proteggono Sánchez de Lozada
Di Wilson García Mérida - El Nuevo Heraldo*
per Selvas.org
Traduzione italiana di Prisca Destro - di Traduttori per la Pace

Le foto di questo servizio sono tratte dal sito del governo boliviano e quelle riguardanti manifestazioni sono state riprese dal sito http://bolivia.indymedia.org/
SOMMARIO
Rocha, avvocato petroliere
Uno studio di ex ambasciatori
Kissinger, il signore degli anelli
Dalla Unocal alla Sempra Energy
La Sempra in Sud America
La connessione Florida-Cile
Ipotesi di guerra Cile-Bolivia
Lopzione Tuto Quiroga
Bolivia - Ottobre 2004
Una loggia di banchieri riuniti nel Council on Foreign Relations (CFR), un centro di ricerche pseudoaccademiche creato dalla CIA sotto la copertura del Center for Strategic & International Studies (CSIS), un gruppo di pressione di imprenditori di estrema destra (Florida FTAA) che cerca di far diventare Miami la sede mondiale dellALCA, un istituto per il Dialogo Interamericano che si occupa del protocollo della questione organizzando seminari di alto livello internazionale, e un potente studio legale, lo Steel Hector & Davis, che tra i suoi impiegati conta una decina di ex ambasciatori nordamericani in paesi dellAmerica Latina; tutti, sotto il patrocinio diretto dellex segretario di stato Henry Kissinger e del politico-imprenditore Thomas McLarty, formano la rete di protezione che vuole impedire lestradizione di Gonzalo Sánchez de Lozada e del suo ex ministro Carlos Sánchez Berzaín perché rendano conto, davanti alla giustizia boliviana, dei crimini politici ed economici commessi durante il regime caduto nellottobre 2003.
La società Kissinger McLarty Inc. costituisce inoltre la lobby più importante degli Stati Uniti che opera realizzando gli interessi delle multinazionali in tutto il mondo, e che oggi ha tra i suoi clienti principali le compagnie petrolifere Sempra Energy e Pacific LNG, che fanno pressione per ottenere il gas naturale della Bolivia attraverso un porto cileno.
Rocha, avvocato petroliere
Il manovratore centrale di questa doppia strategia - garantire limpunità ai genocidi di ottobre e imporre a tutti i costi il travaso del gas boliviano al Cile (promuovendo inoltre il ritorno di Jorge Tuto Quiroga alla Presidenza della Bolivia) - è lex ambasciatore a La Paz Manuel Rocha, che, dopo il suo prematuro ritiro dalla carriera diplomatica, è stato arruolato nello staff di avvocati della società Steel Hector & Davis LLP.
Rocha svolge anche funzioni di consulente internazionale sul terrorismo e sul piano di transizione di Cuba per la società Kissinger Mc Larthy Inc. con sede a New York.
Secondo le fonti in Florida del Nuevo Heraldo di Cochabamba, lex ambasciatore ha aperto i suoi uffici nella Suite 4000 del centrale South Biscayne Boulevard di Miami, dopo essersi affiliato alla Steel Hector & Davis come avvocato nel novembre 2002, poco dopo essersi ritirato dal suo incarico diplomatico a La Paz. Si sa anche che dopo la sua fuga dalla Bolivia lo scorso ottobre, lex ministro Sánchez Berzaín fu invitato da Manuel Rocha a lavorare in quello studio legale di Miami come consulente esterno.
Lex ambasciatore è riuscito a diventare, tra i più di 200 avvocati della Steel Hector & Davis, uno dei principali specialisti per quanto riguarda le questioni petrolifere. Nel luglio 2003 Manuel Rocha, come avvocato della suddetta compagnia, è stato inviato nella Repubblica Dominicana (paese nel quale aveva compiuto una missione diplomatica allinizio degli anni Novanta) per promuovere la fine dei cartelli petroliferi statali nel quadro dei trattati di Libero Commercio.
Uno studio di ex ambasciatori
La strategia della società Steel Hector & Davis per essere efficace nei confronti delle multinazionali sue clienti è inserire nel suo staff di esperti ex ambasciatori nordamericani che hanno avuto incarichi in paesi dellAmerica Latina. Di fatto, nel luglio di questanno è stata assunta come consulente legale di questa società Donna Hrinak, che è stata ambasciatrice in paesi ricchi di petrolio come la Bolivia, il Venezuela e il Brasile.
Oltre a Manuel Rocha e Donna Hrinak lo studio Steel Hector & Davis ha tra i suoi impiegati almeno una decina di ex ambasciatori, tra i quali figurano, per esempio, i nomi di José Klock Junior, Paul Valdez-Fauli, Alejandro Peña Prieto e Carlos Stroeter, oltre ad altri ex funzionari del Dipartimento di Stato che hanno avuto incarichi diplomatici in diversi paesi sudamericani.
Attualmente Steel Hector ha studi associati a Buenos Aires, Caracas, Key West, Londra, Miami, Rio de Janeiro, Santo Domingo, Sao Paolo, Tallahassee, Tel Aviv e West Palm Beach, città dove difende gli interessi di clienti delle dimensioni di Telecom, Sempra, Betchtel, Repsol, Bauxilium-Pechinet, o di gruppi bancari come Citibank, Barclay e The International Bank of Miami, tra i tanti.
La filiale argentina è quella che si è inserita più di recente in questa società. Steel Hector ha inaugurato la sua agenzia di Buenos Aires nel luglio 2002 associandosi con lo studio della famiglia Bunge, con il coordinamento dellex diplomatico Valdez-Fauli come controparte a Miami. In seguito si sarebbe dovuta aprire una agenzia in Bolivia, insieme allo studio Sánchez Berzaín Asociados di Cochabamba; ma la crisi di ottobre ha frustrato questo piano che doveva essere coordinato da Manuel Rocha come contraparte.

Kissinger, il signore degli anelli
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Le inchieste di
Giovanna Vitrano
Bolivia: tanti accordi, ma sottobanco
Un anno fa "la guerra del gas" incendiava le strade della Bolivia e l'allora presidente Gonzalo Sanches De Lozada abbandonava il paese lasciando una terribile scia di sangue. Ma a che punto sono le promesse del neo presidente Carlos Mesa di nazionalizzare l'enorme riserva di gas come appoggiato anche dal voto popolare di un controverso referendum? La nuova legge sugli idrocarburi, il Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti, lo sbocco a mare negato e la minaccia di nuove rivolte dei cocaleros sono solo alcune delle trattative sul tavolo; ma è sotto il tavolo che si allungano le mani a stringere nuovi accordi.
Bolivia, il referendum è un bluff
Domenica 18 luglio i Boliviani andranno a votare. Dovranno dire la loro sullesportazione del gas. Peccato però che FMI e Banco Mondiale hanno già chiuso la questione con il governo di Mesa. Lestrazione del gas boliviano e la sua esportazione sono già programmate. Dallo scorso 2 giugno. Così come è programmata per il prossimo febbraio linaugurazione della più grossa catena di supermarket statunitense: il TLC
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Lo studio degli ex ambasciatori è solo una rotella del mostruoso ingranaggio montato dallalto del centro economico Kissinger McLarty. Henry Kissinger, promotore della guerra in Vietnam e celebre per la sua influenza nella svolta della Cina comunista verso uneconomia di libero mercato, come Segretario di Stato nei governi di Richard Nixon e Gerald Ford, ha trasformato il suo prestigio diplomatico internazionale, che gli ha fruttato addirittura il Premio Nobel per la Pace, in un succulento affare.
Il suo entourage più diretto è formato dal Council on Foreign Relations (CFR), una loggia di banchieri capeggiata dal finanziere Alan Greenspan. Il CFR, secondo quanto afferma il suo sostenitore Noah Hutchings, è nato negli anni Quaranta come gruppo di pressione per influire sulle decisioni della nascente ONU dopo la Seconda guerra mondiale.
Attualmente il CFR ha unagenda speciale per controllare e occuparsi dei potenziali conflitti nella zona andina, a carico degli esperti militari Richard Haas e Julia Sweig, che oggi svolgono compiti di pubbliche relazioni a favore dellex presidente boliviano Gonzalo Sánchez de Lozada.
Durante gli anni Ottanta e Novanta Kissinger, sempre appoggiato dal CFR, si è visto coinvolto in diversi scandali finanziari come il caso della bancarotta fraudolenta della BCCI, una banca che era indagata per riciclaggio di denaro e le cui ripercussioni si sentirono anche in Bolivia, provocando la chiusura dellallora prestigioso Banco Boliviano Americano (BBA).
Nel 1995, secondo dati diffusi dal rigoroso analista londinese Issac Bigio, Henry Kissinger è stato sotto contratto come consulente presso la Union Oil Company of California (Unocal) e la multinazionale saudita Delta, per negoziare la costruzione di un gasdotto tra il Turkmenistan e lAfganistan per trasportare il gas turkmeno verso il Pakistan, mercato controllato dagli Stati Uniti. In questa negoziazione, riferisce Bigio, si riuscì a far sì che il governo afgano del mullah Omar stabilisse contatti con il governo di Clinton che, influenzato da Kissinger, cercò di sorvolare sulle obiezioni delle organizzazioni per i diritti umani sugli abusi della teocrazia talebana. I talebani erano addirittura stati a Washington per negoziare luso del loro territorio nellambito della costruzione del gasdotto. La situazione cambiò con larrivo al potere di Bush junior, che scelse la guerra per imporre gli interessi nordamericani in Afganistan. Già alla fine del 1998 la Unocal, su raccomandazione di Kissinger, iniziò a ritirarsi dal consorzio pro gasdotto afgano. Il problema di Unocal nellinvestire in Afganistan era la necessità di un riconoscimento previo di Washington verso i talebani, ha affermato Bigio; ma Bush continuava a essere ostile verso il regime teocratico, finché arrivarono gli attacchi dell11 settembre. Dopo linvasione nordamericana in Afganistan, la Unocal ha ripreso il suo progetto del gasdotto turkmeno e Kissinger continua a essere consulente di questa azienda.

Dalla Unocal alla Sempra Energy
Dopo la negoziazione fallita con i talebani la Unocal spostò lo sguardo sul Sud America e in particolare sulla Bolivia, dove, come risultato della Legge di Capitalizzazione emanata da Sánchez de Lozada, le multinazionali avevano scoperto una riserva incalcolabile di gas naturale, principalmente nei giacimenti di San Alberto e Margarita nel distretto boliviano di Tarija.
Siccome la sua immagine internazionale si era deteriorata a causa dellimplicazione poco chiara nel conflitto afgano, il gruppo investitore di questa società fondata nel 1890 ha deciso di entrare nella Sempra Energy Corporation. La Unocal e la Sempra Energy sono legate a un potente gruppo finanziario capeggiato dalla Morgan Chase Bank. La Unocal, attraverso la sua antica sussidiaria SoCalGas, ha trasferito alla Sempra il know how tecnologico e commerciale sviluppato in più di cento anni e le ha ceduto il controllo del mercato energetico in unarea che comprende il sud della California, San Diego e il golfo del Messico, dove attualmente la nuova impresa fornisce elettricità e altri servizi energetici a più di 10 milioni di consumatori.
Anche il gruppo dirigente della Sempra Energy è stato fornito dalla Unocal. Per esempio il presidente della sussidiaria Sempra LNG, incaricata di costruire le strutture terminali di recepimento del gas naturale liquido in Camerun e nella Costa Azul in Baja California, è lingegnere Darcel Huce, che, fino al 1999, è stato presidente delle filiali della Unocal nellarea del Pacifico Asiatico con sede a Singapore, da dove la Unocal è riuscita a controllare i giacimenti della Thailandia, del Vietnam e dellIndonesia.
Un altro uomo importante nella dirigenza della Sempra è il finanziere industriale Neal Schmale, che è appena stato nominato vice presidente esecutivo della Sempra Energy. Tra il 1997 e il 1998 Schmale è stato il principale finanziatore ufficiale della SoCalGas (lintermediario tra Unocal e Sempra) ed è stato anche amministratore finanziario della stessa Unocal.
La Sempra in Sud America
Questa impresa californiana ha esteso le sue attività verso il sud in maniera intensiva, facendo dipendere i suoi investimenti energetici dalla fattibilità virtuale di accedere alla materia prima boliviana (LNG). La Sempra Internacional, come filiale della Sempra Energy Global Enterprises, è proprietaria in Argentina del 43% delle azioni delle imprese distributrici di gas naturale, la Sodigas Pampeana, la Sodigas del Sur e il gruppo Camuzzi, che insieme controllano un terzo del gas naturale che si distribuisce nel centro e nel sud dellArgentina con un mercato di più di un milione di utenti.
In Perù, socia paritaria con la nordamericana PSEG Global, la Sempra Energy International controlla l85% delle azioni di Luz del Sur, per grandezza la seconda distributrice di elettricità del paese che fornisce energia a più di 700.000 utenti nella zona metropolitana di Lima Sud e un terzo di tutta lelettricità utilizzata nel territorio peruviano.
E in Cile, la Sempra Energy International e la PSEG Global sono proprietarie congiunte della Chilquinta Energía S.A., la terza distributrice di elettricità più grande di quel paese. La Chilquinta Energía e le sue filiali offrono servizi a 470.000 utenti nel centro del Cile. Le due socie statunitensi sono anche proprietarie di Energas - che distribuisce gas naturale a 34.000 utenti utenti in Cile - e di Tecnored, impresa di servizi energetici.
Tuttavia, dopo gli avvenimenti dellottobre 2003 in Bolivia e davanti allincapacità dei soci della Sempra riuniti nel consorzio Pacific LNG (Repsol, British Gas e British Petroleum) di portare il gas boliviano ai porti cileni, limpresa californiana ha annunciato allinizio di questanno la sua decisione di abbandonare i paesi andini e cedere tutte le sue azioni a PSEG Global, che a sua volta, attraverso il suo rappresentante, limprenditore cileno Eduardo Novoa, ha annunciato che investirà 15 milioni di dollari per installare una turbina a gas naturale di 47 megawatt nella provincia di Concepción, vicino alla frontiera argentina.

La connessione Florida-Cile
Nel progetto di Sempra e Pacific LNG, la costruzione del gasdotto tra la Bolivia e il Cile è di importanza strategica, come lo è stato a metà degli anni Novanta il gasdotto turkmeno della Unocal tra Afganistan e Pakistan. Le ragioni, a parte quelle economiche per i bassi investimenti che questo progetto implicherebbe rispetto allalternativa di un lungo gasdotto fino al Perù, sono fondamentalmente di natura geostrategica.
Per gli Stati Uniti non è favorevole unalleanza energetica tra due paesi andini come Perù e Bolivia, dove prevale una popolazione indigena, quecha e aymara, legati inoltre alla coltivazione di foglie di coca contro la quale gli Stati Uniti hanno dichiarato da alcuni decenni una guerra impropriamente chiamata contro le droghe.
Controllando il gas naturale e mantenendo la coltivazione di coca, le popolazioni indigene della Bolivia e del Perù si allineerebbero irrimediabilmente allAsse del Male che tanto ossessiona i nordamericani. Solo il Cile, con la sua solida economia di mercato, il suo commercio dinamico, le sue istituzioni modernizzate, il suo potente esercito e la sua vorace fame di energia a base di gas, può agire da freno alla crescita indigena delle Ande peruviane-boliviane. Per questo, il gasdotto boliviano deve necessariamente sboccare in un porto cileno per rafforzare leconomia di questo paese che attraversa una disperata crisi energetica effetto del suo accelerato sviluppo industriale. Questo è un ragionamento inamovibile tra le imprese nordamericane, trasformato in ragione di stato e in questione legale. Ed è qui che la società Kissinger McLarty inizia a giocare un ruolo decisivo.
Thomas McLarty, il socio di Henry Kissinger in questa lobby malevola, è lincaricato di portare avanti loperazione LNG dalla Bolivia al Cile, giocando le sue carte.
McLarty è un imprenditore, proprietario della compagnia Asbury Automotive Group dellArkansas che vuole essere alla testa della sostituzione del petrolio inquinante con combustibili puliti come il gas naturale; e per questo ha sviluppato forti investimenti nel settore energetico come azionista principale di Arkla Gas Inc.
Seguendo lesempio di Kissinger, suo mentore e socio, McLarty ha anche fatto unincursione di successo nella politica internazionale come consulente su temi dellemisfero sud nei governi democratici di Jimmy Carter e Bill Clinton, così come in quello repubblicano del presidente in carica George Bush.
McLarty ha interessi nelleconomia cilena come socio del pezzo grosso Andrónico Luksic con investimenti minerari ed energetici, come la miniera La Escondida e il gasdotto TransAndino che porta il gas dallArgentina al Cile.
Il socio di Kissinger è anche uno dei principali promotori del Trattato di Libero Commercio (TLC) che sta per essere sottoscritto da Stati Uniti e Cile. Inoltre, McLarty è a capo di un gruppo di pressione formato da imprenditori di estrema destra, il Florida Free Trade Area of Américas (Florida FTAA), che si batte per imporre Miami come sede mondiale dellALCA. E non è casuale che Miami sia la base delle operazioni della società Kissinger McLarty per ottenere la costruzione del gasdotto Bolivia - Chile in una strategia che conta sullappoggio ben pagato di operatori come lex ambasciatore a La Paz Manuel Rocha.
È interessante osservare come, nella lista di affiliati alla Camera di Commercio Cileno Americana, tra più di 250 compagnie statunitensi, compaiono aziende come Bacardi, Banco de Crédito de Inversiones de Miami, Bechtel Corporation, CFR, Lockeed Martin, Sempra Energy, e anche Steel Hector & Davis (che ancora non opera ufficialmente in Cile) e Florida FTAA. Questi gruppi possiedono agenzie operative a Miami e Santiago; e tutte hanno legami con la rete creata dalla Kissinger McLarty Inc.
Ipotesi di guerra Cile-Bolivia
Kissinger e McLarty sono anche membri onorari e finanziatori del Center for Strategic & International Studies (CSIS), un gruppo pseudo accademico legato alla CIA che promuove lavori di controllo nei paesi dellemisfero sud con obiettivi come aiutare a sviluppare nuovi metodi di governo per lera globale. Questa entità è diretta da John Hamre, ex funzionario del Dipartimento della Difesa (il Pentagono) e ha reclutato tra i suoi esperti diversi accademici sudamericani tra i quali si riconoscono i boliviani Roberto Laserna, Fernando Calderón y Eduardo Gamarra.
Una delle opere sviluppate dal CSIS è orientata a determinare azioni di allarme anticipato per scongiurare possibili scoppi di violenza sociale che potrebbero derivare in terrorismo estremo, per cui non viene scartato luso preventivo di forze militari multinazionali.
Nel caso della regione andina, la persistenza della coltivazione di coca combinata con la difesa indigena delle risorse naturali come il gas, concretamente in Bolivia, sono state lequazione esplosiva che ha portato alla cacciata dal potere di Sánchez de Lozada. Quella grande rivolta indigena focalizzata nella città aymara di El Alto ha dato ai teorici del CSIS lidea che in Bolivia e in Perù potrebbe star sorgendo un fondamentalismo etnico simile allIslam. Questa ipotesi serve a santificare la caduta di Sánchez de Lozada, che viene considerato come una vittima, quasi un eroe, nei circoli anti-terroristi patrocinati da Kissinger e McLarty. Lo stesso Sánchez de Lozada fa un discorso, diretto allopinione pubblica boliviana attraverso i mezzi di comunicazione nordamericani, che lascia intendere che il nostro paese, in sua assenza, corre il rischio di convertirsi in un nuovo Afganistan in mano ai talebani aymaras. Con questi messaggi, Sánchez de Lozada ha potuto riposizionare i suoi fedeli alleati nel Movimiento Nacionalista Revolucionario (MNR), il suo partito, che hanno ripreso legemonia di questa organizzazione per impedire a qualsiasi costo che il Congresso della Bolivia inizi a giudicare le responsabilità per le mattanze del 2003.
Davanti al potenziale avanzamento dei talebani aymaras, in una situazione estrema simile a quella che si è verificata nellottobre del 2003, nel caso di una resistenza indigena alla costruzione del gasdotto per il Cile (finora bloccata in parte grazie al referendum di luglio), che obbligherebbe anche le Forze Armate boliviane a prendere partito per le iniziative nazionaliste degli indigeni, non è escluso un intervento militare da parte del Cile in territorio boliviano. Ancor più considerando che in Bolivia prevale quella che Gamarra chiama cultura della mobilitazione, cioè luso permanente dellazione diretta da parte della società civile boliviana per imporre decisioni a uno Stato debole e corrotto, semplicemente vulnerabile davanti a qualsiasi minaccia esterna.
Di fatto il Cile, paese che i nordamericani amano equiparare a Israele (e gli indios andini ai palestinesi), può contare oggi su un sofisticato arsenale del quale abbiamo parlato nelle edizioni del Nuevo Heraldo del 21 marzo e del 9 maggio di questanno.
E giustamente è stato Thomas McLarty, non a caso, insieme al capo del Pentagono Donald Rumsfeld a gestire per conto dellamministrazione di George W. Bush lacquisto dagli Stati Uniti da parte del governo cileno di 10 caccia bombardieri F-16 armati con missili amraam, insieme a una flotta navale formata da fregate Spruance capaci di portare centinaia di missili Tomahawk, e tank ultramoderni che hanno trasformato il Cile nella prima potenza bellica del Sud America, il che gli dà la forza di dire no alla proposta boliviana di negoziare il gas in cambio della restituzione al nostro paese del suo accesso sovrano al mare usurpato nel 1879.
La frontiera cileno-boliviana è unautentica polveriera che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. Esistono punti di tensione molto più delicati di quelli che hanno prodotto la guerra del Pacifico nel 1879, come lattuale disputa per le sorgenti del Silala o per le risorse della salina di Uyuni, la più grande riserva mondiale di litio.
Nel caso di una resistenza nazionale al travaso incondizionale del gas boliviano al Cile, che comunque dipende dallapprovazione di una nuova Legge sugli Idrocarburi che già sta creando tensioni nel volatile e rarefatto clima politico boliviano, lipotesi di un intervento armato, attraverso lintervento militare cileno, non viene scartata nei calcoli degli strateghi nordamericani.

Lopzione Tuto Quiroga
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Le inchieste di
Giovanna Vitrano
Bolivia: tanti accordi, ma sottobanco
Un anno fa "la guerra del gas" incendiava le strade della Bolivia e l'allora presidente Gonzalo Sanches De Lozada abbandonava il paese lasciando una terribile scia di sangue. Ma a che punto sono le promesse del neo presidente Carlos Mesa di nazionalizzare l'enorme riserva di gas come appoggiato anche dal voto popolare di un controverso referendum? La nuova legge sugli idrocarburi, il Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti, lo sbocco a mare negato e la minaccia di nuove rivolte dei cocaleros sono solo alcune delle trattative sul tavolo; ma è sotto il tavolo che si allungano le mani a stringere nuovi accordi.
Bolivia, il referendum è un bluff
Domenica 18 luglio i Boliviani andranno a votare. Dovranno dire la loro sullesportazione del gas. Peccato però che FMI e Banco Mondiale hanno già chiuso la questione con il governo di Mesa. Lestrazione del gas boliviano e la sua esportazione sono già programmate. Dallo scorso 2 giugno. Così come è programmata per il prossimo febbraio linaugurazione della più grossa catena di supermarket statunitense: il TLC
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Gli ideologi e lobbisti del progetto boliviano LNG per il Cile ancora hanno speranze di raggiungere i loro obiettivi per vie pacifiche e concertate; ma sono convinti che questa meta non potrà essere ottenuta sotto lattuale amministrazione di Carlos Mesa, il presidente equilibrista.
I nordamericani hanno deciso di scommettere sul rilancio della leadership di Jorge Tuto Quiroga Ramírez, durante la cui presidenza di successione dopo la morte di Banzer si intraprese il progetto della Pacific LNG. Quiroga si è implicato fino al collo nel compromesso di dare il gas ai cileni e alle condizioni previamente stabilite durante il suo governo (che escludono dallaffare del gas la possibilità di accesso marittimo sovrano per la Bolivia), quando Manuel Rocha era ambasciatore a La Paz.
Lopzione Tuto in ogni caso implicherebbe lattesa della fine del mandato di Mesa e la promozione con ogni sforzo della candidatura presidenziale di Quiroga alle elezioni del 2007. Dietro a Tuto Quiroga si riallineerebbero Sánchez de Lozada e i suoi, mentre nel parlamento boliviano il MNR e i suoi alleati si incaricherebbero di raffreddare le richieste di giudizio delle responsabilità dei genocidi del 2003.
Questa strategia è stata di recente definita in un grande consiglio patrocinato dal cosidetto Gruppo di Lavoro per il Dialogo Interamericano, specializzato nellorganizzazione di conferenze e seminari con la partecipazione di eminenti personalità dellambito sudamericano, capeggiato da nientepopodimeno che Thomas McLarty.
Sono conferenzieri e invitati permanenti di questo gruppo, oltre a Jorge Quiroga Ramírez, lex presidente Sánchez de Lozada e lex ambasciatore Manuel Rocha, oltre a un centinaio di politici e imprenditori del continente.
In numeri in possesso del Nuevo Heraldo della Newsletter del Dialogo Interamericano, organo ufficiale di questo gruppo, si osservano foto di Quiroga Ramírez e Sánchez de Lozada insieme alla più alte personalità dellelite diplomatica dellemisfero sud. Nelledizione di febbraio 2004 Tuto Quiroga ha condiviso la prima pagina con lex presidente del Brasile Cardoso e con lo scrittore Mario Vargas Llosa.
In una recente edizione datata settembre di questanno, la Newsletter del Dialogo Interamericano dove in apertura spicca una foto di Sánchez de Lozada insieme a Enrique García della CAF e allambasciatore argentino José Octavio Bordón, durante un ultimo incontro che si è tenuto a Washington. In unaltra pagina si vede Jorge Quiroga insieme al presidente del BID Enrique Iglesias e al costaricano Miguel Ángel Rodríguez, Segretario Generale della OEA. Nella stessa edizione, la Newsletter del Dialogo Interamericano informa che lex presidente Quiroga è stato di recente nominato membro della Direzione del Dialogo Interamericano, insieme alla dominicana Elena Viyella de Paliza, presidentessa del gruppo Inter Química della Repubblica Dominicana.
Dopo questa designazione in questo gruppo finanziato da Kissinger e McLarty, Jorge Quiroga Ramírez è tornato in Bolivia annunciando il suo ritiro dalle fila di Acción Democrática Nacionalista (ADN), fondata dallex dittatore Banzer. Quiroga ha informato il paese che porterà avanti un progetto politico proprio, alleandosi con alcune formazioni cittadine.
Pochi giorni dopo questo annuncio, lo scorso 16 settembre, il rappresentante di Repsol-Pacific LNG in Bolivia, Julio Gavito - sostenendo che la discussione della nuova Legge sugli Idrocarburi ha generato incertezze in questa impresa - ha annunciato che il progetto per lesportazione del gas boliviano agli Stati Uniti (via Cile) sarà rimandato per un periodo di almeno due anni, vale a dire (per chi vuole intendere) finché la Bolivia avrò un nuovo governo e meno opposizione.
:: Movimiento Boliviano de Lucha contra la Impunidad ::
Ottobre Nero

Tratto dal dossier CEDIB
(en español)
Consigliamo la lettura del sito che raccoglie le notizie riguardanti la lotta contro l'impunità dei giorni tragici dell'ottobre 2003

El mes de octubre del 2004 se dio en Bolivia, en plena democracia la mayor matanza de civiles inocentes y violaciones de derechos humanos basicos de miles de personas. Sanchez de Lozada, entonces presidente, conjuntamente con sus ministros son actores intelectuales y materiales de las 57 muertes y cerca de 300 heridos ocurridos entre el 20 de septiembre y el 17 de octubre.
Los escenarios sangrientos se dieron en las localidades de Ilabaya, Warisata, Ovejuyo, Ventilla, Uni, Patacamaya y otras zonas alteñas.
Estos sucesos, mal denominados Guerra del Gas, concluyeron con la huida de Sanchez de Lozada y sus principales ministros a Estados Unidos, Actualmente todas las muertes acaecidas durante su gestion (la mas sanguiente de la historia reciente boliviana) estan impunes. NO se ha castigado a ninguno de los participes de la matanza, y al parecer no hay voluntad politica para invesitigar los hechos.
Il presente articolo è espressamente per la circolazione via internet. La pubblicazione su carta del Nuevo Heraldo è stata sospesa indefinitivamente poiché il suo editore, il giornalista Wilson García Mérida, si trova impossibilitato a realizzare il periodico a causa dellattentato subito lo scorso 21 agosto alla sua persona.
L'autore ha contattato Selvas.org per la pubblicazione in italiano dei suoi articoli.
E-mail alla redazione: info@selvas.org
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