In Bolivia cè scompiglio. Non cè struttura sociale che mantenga un equilibrio capace di garantire la democrazia nel paese. Sotto la minaccia di un golpe primaverile.
Il messaggio di avvertimento dell'Ambasciatore U.S.A. David Greenlee e la lettera di sfogo del tenente colonnello dell'esercito Gilberto Ugarte.
Scompiglio preventivo
Di Giovanna Vitrano

Bolivia - 03/04/2003
Una nota informativa del servizio di intelligence statunitense ha informato il governo boliviano che il Mas, il principale partito politico dopposizione guidato dallex leader cocalero Evo Morales, vuole mandar via il governo nellaprile di questanno e che alcuni membri di questo partito faranno in modo che Evo Morales e il senatore Filemón Escobar siano assassinati nel corso dello stesso golpe affinché si possa eliminare il legame esistente tra il Mas e i cocaleros del Chapare.
Una gran brutta storia. E non per quello che questa nota informativa dice, bensì per quello che non dice. Perché pochi possono credere che lambasciatore statunitense David Greenlee, il latore della missiva, abbia avvisato con tanta sollecitudine il presidente boliviano Gonzalo Sanchez de Lozada perché preoccupato per la vita di Morales ed Escobar. Forse sono di più quelli che si sono convinti che questa nota informativa sia servita a far capire proprio a Goni Sanchez quanto il suo governo sia in una posizione difficile, ad un passo da un qualche inatteso colpo di stato, così come è successo solo qualche mese fa in Venezuela, o almeno, come avrebbe dovuto accadere.
Al servizio del re
Risulta chiaro, soprattutto dallincredibile serie di visite fatte a Washington, che Gonzalo Sanchez sta deludendo lo Zio Sam. Gli Stati Uniti non vogliono che si continui a coltivare coca e, ultimamente, la parola dordine coca cero (zero coca) non passa più. Anzi, dopo gli incredibili fatti dello scorso febbraio Goni Sanchez sta discutendo con Morales su una modifica della terribile legge 1008, cercando di rendere legale la coltivazione di mezzo cato (circa mezzo ettaro) di coca per famiglia di cocaleros.
Ora, se è vero che lamministrazione Bush sta portando avanti una politica fatta più di prevenzione che di cure ne è un esempio la guerra preventiva in Iraq -, una situazione del genere non può essere tollerata. Soprattutto poi quando Gorge W. Bush non smette di ripetere sempre lo stesso ritornello: O con noi o contro di noi.
Dato per pacifico questo assunto, non si può non comprendere come Goni Sanchez, al momento, sia contro lo stesso Zio Sam.
E qui si pone unaltra domanda: Goni Sanchez, che accusa Morales di traffici con le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie Colombia), che ritiene dunque Morales una sorta di terrorista rosso in cerca di truppe per una rivoluzione, nel momento in cui tratta con lui lo fa perché lo ritiene un assertore della democrazia? Allora Morales è un terrorista rosso, quindi un rivoluzionario, o un democratico?
Non si sa. Forse perché Goni Sanchez non riesce a negare la verità dei fatti che Morales chiede un tavolo di trattative mentre il governo non ne vuole sentire parlare - fatti che gli Stati Uniti non riescono a manipolare, a deformare.
Allora, se Morales diventa un rivoluzionario pericoloso e per di più cocalero a capo di un partito politico legato a doppio filo con i coltivatori di coca e con i rivoluzionari colombiani, eliminare lui significherebbe, in un sol colpo, eliminare lopposizione e il governo stesso, spianando la strada ad un nuovo governo in perfetto stile Banzer, uno stile molto apprezzato in quel di Washington.

Tutori del (dis)ordine
Non tutti sono daccordo, ovviamente. Magari questa è solo unanalisi che parte da presupposti completamente sbagliati. Ma allora come mai lesercito boliviano e i vertici del GES, le truppe speciali del governo, si sono ufficialmente schierati contro il governo?
Il tenente colonnello dellesercito Gilberto Ugarte, nel corso di un discorso ufficiale di cui riportiamo il testo, ha sottolineato come gli articoli 56 e 57 della Legge Organica delle Forze Armate stabiliscono che listituzione dellesercito ha lo scopo di proteggere le fonti, la produzione e i servizi legalmente costituiti così come le risorse naturali, per proteggere leconomia del paese e che per tanto lEsercito si pronunciava contro lesportazione del gas naturale boliviano attraverso il porto cileno di Patillos
(vedi dossier sul petrolio).
Dalla parte del tenente colonnello si è schierato anche il maggiore David Vargas, il comandante del Gruppo Speciale di Sicurezza (GES), stanco degli abusi e delle prepotenze perpetrate in entrambe le istituzioni dai vertici del governo.
Il terzo schieramento
Brutte storie, dunque. Ancor più brutte quando a complicare le cose salta fuori un terzo schieramento, anche questo superarmato: la Forza di Intervento Straordinario.
Parliamo di un gruppo militare armato ed addestrato dagli Stati Uniti ultimamente protagonista di alcune inchieste aperte ma immediatamente chiuse- relative alle trenta vittime delle manifestazioni contro limpuestazo. Alcuni video girati dallAssemblea Permanente per i Diritti Umani in Bolivia ritrae alcuni membri di questa Forza mentre fanno fuoco sulla folla, immortalando senza possibilità di dubbio il momento in cui uno di questi super-milititari uccide per errore uninfermiera appena fuori dalla autoambulanza.
Bruttissime storie, avallate dallinformazione tutta da verificare che, secondo Morales, il presidente della repubblica Gonzalo Sanchez, mentre i suoi concittadini venivano massacrati sulle strade della capitale, si era rifugiato nellambasciata statunitense.
Mossa sbagliata questa di Goni el gringo Sanchez. Sbagliata sia per i boliviani rivoluzionari, che hanno visto quanto sia nudo il re, sia per il governo statunitense, che ha visto un presidente debole e per niente somigliante al caro vecchio Hugo pugno di ferro Banzer.
Il lungo conto in sospeso
Tutte queste nefandezze accadono in un paese che deve fare i conti con uneconomia praticamente sullorlo del fallimento. Prestiti del Fondo Monetario che non potranno mai essere rimborsati, così come i prestiti del Banco Mondiale; unesportazione praticamente inesistente in attesa che giunga lALCA a dare il colpo di grazia; uninflazione galoppante che sta seguendo il percorso già visto in Argentina. E in tutto questo una bomba che ancora sembra non esplodere: ben sei imprese petrolifere, legate alla BG-Bolivia, Maxus, Chaco, Andina e alla PeCom, sono debitrici nei confronti dello Stato boliviano di oltre 100 milioni di bolivianos, una cifra che da sola quasi metterebbe in pareggio il bilancio dello stato.
Queste imprese non hanno mai pagato le tasse per lestrazione e per la vendita del gas liquido, tasse che, a sentire i legali delle petrolifere, non esistevano quando sono stati firmati i contratti.
A questi crediti vantati dalle casse boliviane bisogna aggiungere i 100 milioni di dollari evasi da Johnny Fernandez, industriale e politico che, proprio perché accusato di frode fiscale, non ha potuto partecipare alle scorse elezioni presidenziali.
Per Fernandez è in corso un enorme procedimento giudiziario che difficilmente si concluderà in tempi brevi-, mentre per le petrolifere
presto arriverà lALCA e tutto sarà perdonato.
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14 de marzo 2003
Il "messaggio" degli U.S.A. al M.A.S.
Si tratta di un testo scritto completamente in caratteri maiuscoli su di un foglio giallo, senza alcun riferimento di chi lo ha scritto ne inviato. Lo trascriviamo qui di seguito come è arrivato tra le mani del deputato Evo Morales.
(in spagnolo)
"Se ha obtenido información fidedigna y verdadera sobre el partido el MAS, que está planeando un golpe militar de Estado para derrocar al gobierno de Bolivia en abril de este año. Los líderes del partido del MAS, Evo Morales Ayma y Antonio Peredo Leigue son los principales arquitectos y responsables de este plan. En el mes de enero este plan contaba con el apoyo de personal militar clave, bien sea para oponerse a la órdenes del Presidente, o como también para no brindar el apoyo necesario durante las futuras manifestaciones de descontento por parte de la población.
Existían algunos desacuerdos entre los líderes del partido del MAS sobre la fecha en que se realizaría este golpe de Estado. Peleas internas dentro del partido podrían demorar la ejecución de este plan, inclusive hacer que la ejecución de este plan sea imposible y no se lleve a cabo".
"Hay un grupo dentro del partido del MAS que quisieran que Evo Morales y Filemón Escóbar sean asesinados durante este golpe en abril. Este grupo siente que la asociación de Morales y Escóbar con el grupo cocalero resta apoyo a los prospectos del partido en caso de que el partido estuviera
en un gobierno interino, o para la Asamblea Constituyente liderada por el MAS, luego de producirse el golpe de Estado, se ve claramente que Morales no tiene ningún conocimiento de esta porción del plan".
"
Nuestros oficiales en Washington han dispuesto, en base a la veracidad de otra información obtenida anteriormente por la misma fuente, que la Embajada de los Estados Unidos tiene la obligación de alertar a Evo Morales y Filemón Escóbar de este potencial atentado contra sus vidas. En vista de la actitud de Morales hacia el gobierno de los Estados Unidos, es posible que él no haga caso de este aviso o no crea que esta información sea verdadera. Por tal motivo nosotros solicitamos su colaboración para informar a Morales sobre este atentado de manera que él entienda y acepte la seriedad de esta información para que tome las medidas necesarias para protegerse.
Asimismo, solicitamos se nos confirme que este aviso fue entregado/informado y luego también se nos haga conocer sobre la reacción de Morales sobre esta información".
Messaggio della Vicepresidenza boliviana alla Nazione
La Paz, 26 de marzo del 2003.
"La Vicepresidencia de la Republica comunica a la opinion publica lo siguiente:
1. El Embajador de los Estados Unidos de America, David Greenlee, solicitò por via regular, audiencia con el Vicepresidente de la Republica, Carlos D. Mesa Gisbert, para hacerle conocer informaciòn referida a dos representantes nacionales.
2. En esa reuniòn, realizada en la Vicepresidencia el 14 de marzo del 2003, el Embajador Greenlee pidiò al Vicepresidente que, en su calidad de Presidente del Congreso Nacional y en consecuencia el interlocutor valido para la comunicacion de una legaciòn diplomatica con el Congreso de Bolivia, transmitiera a los parlamentarios Evo Morales y Filemòn Escòbar una informaciòn referida a la seguridad personal de ambos representantes nacionales.
3. Esta informaciòn obtenida por los Estados Unidos, segùn explicò el Embajador, lo obligaba a comunicarla a los interesados directos por imperativo de la ley de su pais.
4. Dada su responsabilidad como Presidente del Congreso Nacional y por la naturaleza de la informaciòn referida a la seguridad personal de dos congresistas bolivianos, el Vicepresidente la hizo conocer de manera exacta a los parlamentarios Filemòn Escòbar y Evo Morales, en reuniones personales que sostuvo con cada uno de ellos el 14 de marzo del 2003 y el 22 de marzo del 2003, respectivamente.
5. Precisamente por el caracter del tema, el Vicepresidente de la Republica no harà ninguna declaraciòn ni comentario sobre esta cuestiòn en el futuro.

I consigli di un patriota ai cattivi politici e militari
Ecco il testo indirizzato alla nazione scritto dal Tenente Colonnello dell'Esercito Gilberto Ugarte
(in spagnolo)
Señores Honorables Diputados Nacionales,
Señor My. David Vargas de la Policía Nacional,
Señores representantes de las Organizaciones Populares del País,
Señores periodistas de los diferentes medios de Comunicación Social,
Señoras, Señores aquí presentes y pueblo de Bolivia en general:
Recurro a Uds. para formular denuncias de atropellos a los Derechos Humanos, practicados en contra de mi persona y mi familia, que estamos soportando amenazas de muerte por personas no identificadas, causándome daños mentales y psicológicos, sindicándome como uno de los promotores de formular denuncias ante la prensa nacional en contra de miembros de las FF.AA de la Nación y del Gobierno, sobre supuestos malos manejos dentro de la administración del aparato estatal; no conformes con ese accionar, el Sr. Comandante General del Ejercito pese a tener una familia que atender y una serie de obligaciones que cumplir, sin ningún motivo valedero, ni argumento alguno dispone mi cambio de destino intempestivo al la guarnición de Roboré, no se con que fines; rechazo enfáticamente tales presunciones, me declaro inocente de esas acusaciones y pido las garantías necesarias para mi persona mi familia otros oficiales y suboficiales y sargentos que también están siendo hostigados por similares motivos, simplemente queremos un trato digno de un ser humano que requiere vivir en paz y armonía y pido además que se restituya a mi anterior destino; más bien debo aclarar que jamás voy a expresar mis ideas a espaladas de mi pueblo, no tengo nada que ocultar, cuando llegue la oportunidad de formular denuncias voy a hacerlas con fundamento y de frente al gobierno, al Alto Mando Militar y sobre todo ante mi pueblo :
Para evitar malos entendidos deseo manifestar claramente que no soy enemigo de la democracia, no comulgo con la guerra ni con ningún otro tipo de violencia tampoco soy enemigo del sistema neoliberal, ni de la globalización, sí soy enemigo de aquellos malos bolivianos que se aprovecharon y siguen aprovechando de esos sistemas para saquear a mi país, postrándolo en la miseria. Me considero militar absolutamente patriota que si mi país tuviera que soportar una guerra internacional sería el primero empuñar el fusil, dirigirme al campo de batalla hasta verter la última gota de mi sangre en defensa de la soberanía patria, y ahora que estamos en situación de paz, también estaré a la ofensiva en defensa de los grandes intereses nacionales.
Además es oportuno decirles que el pueblo está cansado por ciertas irregularidades y por el manosea de algunos malos políticos y miembros de las FF.AA. en contra de los intereses patrios y quiero decirles que deben preocuparse por dar soluciones. En ese sentido me permito hacer algunas apreciaciones más que todo como un consejo para beneficio de la sociedad y de ustedes señores gobernantes:
- El Gobierno debe garantizar todo el pueblo boliviano la posibilidad laboral. Estabilidad en sus trabajos y una remuneración justa, asegurar la continuidad de sus medios de subsistencia y no permitir mendigos en la calle.
- Disponer la devolución de grandes extensiones de tierra que ilegalmente fueron apropiada por algunos malos actores de la política nacional y en gobiernos dictatoriales; y promover la distribución equitativa de las tierras a quienes verdaderamente la trabajan, eliminando el latifundio que vive del trabajo ajeno en detrimento de la sociedad .
- Promover soluciones pacíficas y conciliatorias con los hermanos campesinos, productores de la hoja de coca, en beneficio de los intereses nacionales.
- Dispones urgente la aplicación de una política agresiva para la investigación de fortunas, contra quienes detentaron el poder en funciones gubernamentales de jerarquía y adoptar acciones legales para que en tiempos récords procedan a su devolución al Tesoro General de la Nación con las sanciones penales que corresponden.
- En un país en crisis como el nuestro, todos debemos poner el hombro para salvarlo
En ese sentido el señor Presidente de la República debería ser la persona que perciba el salario más elevado del país, la suma de bolivianos 10.000,00 y el salario más bao debería percibir el obrero la suma de bolivianos 2.000,00.- monto que indudablemente le permitirá vivir en armonía y con dignidad.
-Eliminación total de bonos y otras subvenciones que se fomentan en cargos de preferencia dentro de la administración pública.
-Disponer la anulación total de los gastos reservados que maneja el gobierno y destinar a obras de beneficio social.
- Protección a la niñez, adolescencia, mujeres y ancianos, especialmente a quienes exponiendo sus vidas ante el peligro de muerte salieron defensa dela heredad nacional y en la contienda del Chaco, El gobierno debe reconocimiento económicos dignos para éstos héroes nacionales y que deben ser cancelados en sus domicilios particulares.
- Normar el control popular soberano en la administración de justicia para acabar con las impunidad.
- Normar un nueva fiscalización del gasto estatal en base al control social.
- Revisión de los contratos de capitalización a favor de los intereses nacionales e investigar quienes fueron los responsables. Establecer las comisiones ilegalmente recibidas, que rindan cuentas ante el pueblo boliviano y que se sometan al imperio de la Ley.
- Evitar la venta a precios miserables de nuestros recursos naturales, analizar políticas para el procesamiento interno del gas a través de la instalación de petroquímicas.
- Promover la salud y educación gratuitas.
- Preocuparse por la solución de los problemas sociales y económicos en el seno de la FF.AA. de la Nación.
- Fomentar que las FF.AA. de la nación participen en activen en el desarrollo de nacional. A través de las limitaciones legales impuestas en la anterior gestión gubernamental.
- Asimismo pido al gobierno nacional disponer a través de ka aprobación de un decreto supremo o la norma legal mas conveniente para la conformación de una comisión fiscalizadora nacional integrada por miembros de mandos medios e inferiores de las Fuerzas Armadas de la Nación, mandos medios e inferiores de la Policía Nacional, Organizaciones Populares, maestros y otros sectores comprometidos con la problemática nacional, con facultades para ingresar a todas las instituciones públicas del país, requerir la información pertinente y formular las denuncias del caso ante el pueblo boliviano, con el compromiso de que los resultados podrán ser apreciados públicamente en el plazo no mayor de 48 horas a partir de la aprobación de la norma propuesta.
- Finalmente buscar la integración de las FF.AA. y Policía Nacional como instituciones fundamentales del estado, con las Organizaciones Populares y pueblo en general, sin olvidar que todos somos bolivianos y unidos debemos luchar por defender los intereses de la patria y nuestra sagrada tricolor rojo,amarillo y verde.
Muchas gracias
Giovanna Vitrano, giornalista e ricercatrice indipendente ha curato diverse inchieste e dossier su politica, società e ambiente del continente latinoamericano, è tra i fondatori di selvas.org.
E-mail: giovitrano@libero.it
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