Il 2003 per la Bolivia non poteva iniziare con delle premesse peggiori.
Un ondata di proteste attanaglia il Paese e promette di paralizzare l'attività produttiva occupando le strade principali. Le repressioni non si fanno attendere e rispunta l'incubo violento della polizia speciale che spazzò le proteste campesine del 2000. Questa volta, forse, meglio addestrata. Negli stessi giorni il nuovo ambasciatore USA, David Greenlee, presenta le sue credendiali a La Paz. Ma questa volta gli avvisi sono chiari: "i diplomatici devono evitare di immischiarsi negli affari interni del Paese".
Tropico militarizzato
Di Giovanna Vitrano

Foto di PAblo Aneli - AP
Bolivia - 10/01/2003
Ex membri della Fuerza de Tarea Expedicionaria, lunità militare specializzata nella dispersione delle manifestazioni e dei blocchi stradali, proprio la stessa accusata delle violenze esplose nel corso dei blocchi stradali dei mesi di novemre e dicembre del 2000, sono tornati nel Chapare perché contattati dalla polizia nazionale come istruttori della nuova Unidad Operativa del Tropico.
Questa la denuncia del dirigente cocalero Luis Cutipa che ha sottolineato come questa nuova Unità sembrerebbe avere le stesse caratteristiche dei "mercenari della Fuerza de Tarea Expedicionaria".
Secondo Cutipa, i membri dellunità -che avrà il suo quartier generale a Chimorè, a circa 190 chilometri da Cochabamba - percepiranno, proprio come gli effettivi della FTE, un bonus di cento dollari in più nello stipendio mensile.
"Questi ex soldati, ora trasformati in poliziotti, hanno ricevuto una particolare istruzione militare grazie agli insegnamenti di tre statunitensi esperti nelle arti marziali e nelluso degli esplosivi", ha sostenuto il sindacalista che non fa molta distinzione tra questa presenza di mercenari e quella sospettata di sicari. "Il governo si è confuso e crede che il suo principale nemico sia allinterno del paese, e non vede come in realtà il pericolo sia un altro, quello ad esempio dellinvasione dello spazio aereo boliviano da parte di aerei cileni proprio sui territori al confine".
Lincremento degli effettivi della Fuerza de Tareas Conjuntas -circa 600 poliziotti in più - unita alla presenza di questa nuova Unidad Operativa del Tropico (per un totale di 2.500 tra poliziotti e militari), le cui istallazioni hanno trovato "ospitalità" tra le proprietà di riluttanti campesinos, stanno provocando molta tensione tra le popolazioni chaparegne. Persino il difensore del popolo Godofredo Reinicke se ne è accorto e, in una sua comunicazione ufficiale con Jatha, ha lamentato che "i campesinos hanno figlie adolescenti e temono che possa loro occorrere qualche incidente. Non si sentono tranquilli a causa della presenza della polizia allinterno delle loro proprietà, dove non possono lavorare con la libertà di sempre."
Reinicke sottolinea che i campesinos si lamentano anche per la rottura, da parte dei militari, delle recinzioni dei loro terreni e per la costruzione di latrine su alcuni fiumi, con il timore della contaminazione dellacqua oltre che il fastidio recato da questa invasione nella loro vita privata. Il difensore del popolo scrive proponendo la soluzione più ovvia, ossia il trasferimento degli accampamenti militare su terreni liberi, in modo da evitare ogni possibile scontro, una cosa che, secondo Reinicke, nessuna delle due parti vuole.
Sode a destra uno squillo di tromba
Dopo la rottura dei tavoli per le trattative tra governo, cocaleros, campesinos e sin tierra, i sindacati hanno iniziato la loro serie di annunci per futuri eventiali scioperi. Il deputato e leader dellopposizione Evo Morales Ayma si è spinto decisamente oltre rispetto a quanto aveva fatto in tutti questi ultimi anni da leader del sindacato dei cocaleros: "Chiamiamo a partecipare ai nostri scioperi tutti i militari e poliziotti quechuas e aymaras, che si uniscano a questo movimento anzicché reprimere il popolo che chiede soltanto migliori condizioni di vita e di difendere le sue risorse naturali", ha detto Morales alla fine di un incontro con laltro ex leader sindacale Felipe Quispe.
A sinistra risponde uno squillo
Intanto il ministro della difesa Freddy Teodovich e il Ministro del governo Alberto Gasser hanno preparato un pianodi repressione per evitare i blocchi stradali annunciati sulla strada per Cochabamba dal deputato nazionale Evo Morales Ayma.
Un piano che certo non prevede alcun negoziato, visto che il Governo ha replicato al Mas di Morales che, a quanto pare, la colpa di tutto questo ribollire è proprio del partito d'opposizione, reo di voler mettere troppa carne al fuoco. Non si può negoziare in blocco, secondo il Governo, la soluzione di problemi quali quello della coca, dell'Alca e dell'esportazione del gas naturale negli Stati Uniti.

Foto di David Mercado Files
Tra i due litiganti, il terzo si stanca.
E proprio dal fronte degli idrocarburi giungono le notizie peggiori. La Pacific LNG, la multinazionale incaricata da Washington a concludere l'affaire gas naturale, ha fatto sapere al governo di Goni Sanchez che, se non si saprà al più presto quale sarà il porto dal quale partirà il gas boliviano (se quello cileno, avversato dalla gente boliviana, ma gradito al governo del paese e da quello statunitente; o se quello peruviano, inviso a Washington e a La Paz, ma fortemente appoggiato da tutti i cittadini di Bolivia), potrebbe abdare a cercare il gas da fornire agli Stati Uniti da qualche altra parte, ad esempio in Australia, anche per non dover incorrere nella salatissima multa prevista dal contratto tra Pacific - formata dalla British Gas e British Petroleum, e dalla ispanoargentina Repsol-YPF- e Stati Uniti.
Una risposta sempre pronta
Anche per i rimproveri della multinazionale il governo boliviano ha la risposta pronta. Il viceministro per l'energia e idrocarburi Johnny Nogales ha dichiarato alla stampa: "Non permetto a questa gente di venire ad insegnarci come governare".
Il problema è invece che il governo boliviano dovrebbe proprio preoccuparsi. Queste avvisaglie, pur sostenendo che non si tratti di minacce di veloce attuazione, segnalano che quel delicato equilibrio che potrebbe permettere una ripresa economica della Boliva si sta per rompere. Dovesse andare in fumo il progetto con la Pacific LNG, alla Bolivia verrebbero meno, all'istante, 90 milioni di dollari all'anno. Oltre a questo, la perdita del contratto sarebbe un'ammissione di scarsa affidabilità, un difetto che costerebbe alla Bolivia i prestiti del Fondo Monetario e della Banca Mondiale, introiti che, oggi, rappresentano il salvagente di tutto il Paese. Insomma, è sul tavolo della Pacific che si gioca il futuro della Bolivia: se sbaglia il rilancio, rischia il fallimento. Con tutto ciò che ne potrebbe conseguire.
Tratto da El Diario di La Paz

Foto di Pablo Aneli - AP
Gli ambasciatori non devono immischiarsi degli affari interni del Paese
Sulla possibilità che il nuovo rappresentante de governo degli Stati Uniti, DAvid Greenlee, s'intrometta negli assunti politici del Pese, il vicecancelliere del Governo, Víctor Rico, ha dichiarato che nessun diplomatico può immischiarsi negli affari interni di un Paese.
E' un principio consacrato dalla convenzione di Vienna e lo stabilisce anche la Carta delle Nazioni Unite, ha ricordato Rico.
"Il lavoro di un ambasciatore eve essere orientato a rafforzare le relazioni tra entrambe i Paesi, in questo caso tra USA e Bolivia".
Il vicecancelliere ha sostenuto che "conosciamo i precedenti del nuovo ambasciatore USA, che tra l'altro ha il beneplacido del presidente Gonzalo Sánchez de Lozada. Greenlee ha fatto un ottimo lavoro quando è stato in Paraguay e siamo sicuri che nel nostro Paese farà un lavoro migliore."
Credenziali
Per il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Bolivia, sono previste le presentazioni ufficiali, con le lettere credenziali, il giorno venerdì 17 gennaio con un incontro con il presidente della Repubblica Gonzalo Sánchez de Lozada.
Siamo sicuri di poter contare con un rappresentante degli Stati Uniti che con sicurezza farà in modo che le relazioni di entrambe i Paesi possano approfondire positivamente, ha dichiarato Rico.
La posizione del MAS
L'arrivo del nuovo ambasciatore degli USA coincide con l'inizio dei blocchi stradali nel Paese, e questa situazione ha riportato all'attenzione il principale partito di opposizione, il Movmento Al Socialismo (MAS). Attraverso il presidente dei Diputati, Evo Morales, il MAS dichiara che il rappresentante nord americano viene a dirigere la repression dei cocaleros nelChapare.
Pensiamo che il nuovo ambasciatore degli USA non viene in Bolivia solo per dirigere l'eradicazione della coca ma per portare a termine l'operazione 'Cocaleros Zero'".
Il principale dirigente dei cocaleros del Chapare ha sottolineato che Greenlee ha un passato oscuro, dovuto alla sua partecipazione al massacro di Villa Tunari, oltre ad essere un agente della CIA nord americana.
I cocaleros, per voce della loro dirigenza, affermano che David Greenlee continuerà il lavoro iniziato dal suo predecessore Manuel Rocha, che fin dal suo arrivo nel Paese, s'intromise negli affari interni della Bolivia fino ad intervenire direttamente durante le elezioni diventando poi il miglior sostenitore, suo malgrado, della campagna elettorale di Evo Morales.

Foto tratta da http://www.comunica.gov.bo
Tratto da La Prensa - Panamà
(in spagnolo)
Conflitti sociali prostrano la Bolivia

Foto tratta da http://www.comunica.gov.bo
Il Presidente Gonzalo Sanchez De Lozada, prepara la Bolivia all'ondata di proteste sociali. In un discorso televisivo per l'occasione dice: "Non sono Babbo Natale, ma dialogando potremmo trovare soluzioni che permettano al nostro Paese di andare avanti". Intanto invia lungo le strade più di 7.000 effettivi militare per fare fronte alle proteste dei cocaleros e anche dei pensionati.
LA PAZ, Bolivia (AFP). El movimiento social boliviano articula masivas protestas contra el gobierno del presidente Gonzalo Sánchez de Lozada, cuyas dos puntas de lanza son un corte de rutas de productores de coca del Chapare y una esforzada caminata de ancianos jubilados, estacionada cerca de La Paz.
Abrumado por los conflictos sociales, el mandatario boliviano clamó la víspera en un mensaje televisado: no soy Papá Noel, no puedo dar todo a todos, pero dialogando podemos encontrar soluciones, podemos avanzar y tomar medidas positivas que permitan a nuestro país salir adelante.
Al bloqueo de la principal carretera boliviana, protagonizado por productores de coca del Chapare (centro), liderados por el diputado socialista Evo Morales, se suma la posible ocupación de otra ruta, que conduce a Perú y Chile, por miles de ancianos jubilados.
Mientras la administración Sánchez de Lozada concentró unos 7 mil efectivos policiales y militares a lo largo de la carretera Cochabamba-Santa Cruz, centro neurálgico del bloqueo, las opciones de uso de la fuerza contra los ancianos, que tienen previsto tender una alfombra humana en la ruta, están virtualmente descartadas.
Da El Diario di La Paz

Foto tratta da http://www.comunica.gov.bo
Pensionati come zerbino umano
Centinaia di pensionati hanno occupato le strade per diverse ore. Minacciano di farsi "zerbino umano" sulla strada tra La Paz e Oruro. Uno di loro come forma di protesta si è crocifisso e l'hanno arrestato.
(in spagnolo)
Titolo originale:
Jubilados pretenden tender alfombra humana en el camino La Paz - Oruro
Los rentistas que realizaban marcha ratificaron su intención de bloquear el camino cercano a la localidad de Calamarca. Cientos de ancianos ocuparon ayer las calles paceñas por varias horas. Uno de ellos se crucificó y fue detenido por efectivos policiales.
Los jubilados reiteraron la amenaza de tender una alfombra humana en la carretera que une a La Paz y Oruro en las próximas horas, mientras que cientos de rentistas realizaron una marcha de protesta ayer por las principales calles de la ciudad de La Paz como parte de las medidas de presión implementadas para exigir la derogación de la Ley de Actualización y Mantenimiento de Valor.
Los manifestantes apoyaron con su movilización a los ancianos que permanecen en la localidad de Calamarca, luego de que marcharan desde Patacamaya para demandar que se dé respuesta favorable a su demanda.
Cerca del mediodía, los rentistas ocuparon la avenida Mariscal Santa Cruz y bloquearon prácticamente el tráfico de vehículos. La masiva movilización concluyó en la plaza San Francisco, donde los jubilados se arrodillaron y con lágrimas en los ojos pidieron a las autoridades atender su pedido.
En el paseo de El Prado, frente de la Federación de Mineros de Bolivia, ancianos llegados del interior del país intentaron crucificarse en los faroles ubicados allí.
Por la tarde, el secretario ejecutivo de la Asociación de Rentistas de Cochabamba, Daniel Ordóñez, fue el primero en lograr su objetivo, pese a la presencia de más de 50 efectivos policiales que intentaron persuadirle.
El resto de sus compañeros formaron un círculo a su alrededor para protegerle, pero no pudieron lograrlo.
Luego de un forcejeo, los efectivos policiales procedieron a bajar de su improvisada cruz al representante, quien luego fue detenido, pese a las protestas de sus compañeros.
El dirigente Roberto Paniagua Mancilla denunció que los uniformados intervieron una nueva movilización de jubilados de manera brutal.
Aproximadamente a las 8 de la noche un grupo de policías ha venido a intervenir violentamente la manifestación pacífica que estábamos realizando. Además, luego de hacer caer a nuestro compañero se lo llevaron con rumbo desconocido, protestó.
Por otro lado, adelantó que otro grupo de cerca de cinco mil rentistas cochabambinos arribará a la Sede de Gobierno en los próximos días para apoyar sus medidas de presión.
Estamos unidos más que nunca y no nos iremos de La Paz hasta que el Gobierno atienda nuestro el pedido de anulación del Artículo 3 de la Ley de Mantenimiento de Valor, sostuvo.
Los jubilados fueron apoyados por representantes de otras organizaciones y sectores, como la Central Obrera Boliviana (COB) y los desocupados, quienes también salieron a las calles.
REUNIONES SECRETAS
Mientras todo ello sucedía, el secretario ejecutivo de la Confederación Nacional de Jubilados y Rentistas de Bolivia, Wenceslao Argandoña, se reunió cuatro veces con autoridades gubernamentales para buscar soluciones al problema.
Los encuentros no tuvieron resultados positivos, puesto que no se logró que se acepte la modificación del Artículo 3 de la Ley de Actualización y Mantenimiento de Valor.
Giovanna Vitrano, giornalista e ricercatrice indipendente ha curato diverse inchieste e dossier su politica, società e ambiente del continente latinoamericano.
E-mail: giovitrano@libero.it
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