:: Osservatorio sulle Ande ::
L'ombra "infinita" della guerra
La minaccia della guerra infinita nel continente latinoamericano, non è solo un ipotesi allarmistica dovuta alla nuova stagione militare inaugurata dallamministrazione Bush in tutto il pianeta. La minaccia della guerra è liper militarizzazione del continente nonostante non ci siano Stati nemici da cui difendersi; è laumento di grandi manovre militari congiunte; è utilizzare la paura della colombianizzazione per indirizzare la politica continentale su sicurezza e difesa.
La minaccia di guerra infinita è rappresentata dalla presenza, a volte illegale, di truppe statunitensi nellarea andina e il ridispiegamento della macchina bellica USA intorno a Colombia e Amazzonia per difendere la sicurezza e gli interessi nazionali.
Di Martin E. Iglesias

Le foto di questo servizio sono relative al McDonald's Air & Sea Show del 4 maggio 2002 in Florida
(Photo by Air Force Master Sgt. Lee Roberts - U.S. Department of Defense photo)
05/05/2003
SOMMARIO:
Il fattore Uribe
Le frontiere che scottano
Il Plan Colombia Regionale
Marines fantasma in tutto il continente
La scintilla Venezuela
| :: Approfondimenti :: |
CIP's Colombia Project
(English/Español)
Ottima risorsa per approfondimenti e ricerche su notizie a proposito del conflitto colombiano a cura del Center for International Policy.
ZNet Colombia Crisis Page
(English/Español)
Molte informazioni e analisi sulla guerra in Colombia.
Indymedia Colombia
Sezione colombiana della rete informativa indipendente Indymedia.org ricca di news autoprodotte.
Resource Center of the Americas
(English/Español)
Altre notizie sul conflitto colombiano.
Colombia Policy Briefs (English/Español)
Progetto del Latin America Working Group che comprende l'analisi dei rapporti politici tra Colombia e U.S.A. .
Colombia Times
(English)
Links e collegamenti con le ultime news sulla Colombia.
Colombia Report
(English/Español)
News e reportages anche fotografici sulla guerra colombiana.
Locombia
(English)
News e informazioni sul conflitto colombiano.
Colombia Ring
Lista di websites correlate in vario modo alla questione Colombia.
Zumbi 500
(Español)
Rete con numerose informazioni e interventi sulla guerra in Colombia.
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I nostri legami economici e strategici con il Latino America e i Caraibi non sono stati mai così forti. La regione fornisce oltre il 31 per cento del petrolio che importiamo, molto di più delle regioni del Medio Oriente unite. (
) LAmazzonia produce il 20 per cento dellacqua potabile e il 25 per cento dellossigeno mondiale. E ancora, il 25 per cento dei farmaci degli Stati Uniti deriva da risorse di questarea. Limportanza strategica dellemisfero, la guerra al terrorismo e i nostri interessi in Colombia le nostre priorità.
Questo è un estratto della relazione che il Comandante del SOUTHCOM, Comando Sud degli Stati Uniti, il generale James Hill, ha dichiarato a una commissione governativa a Washington.
Mancavano solo otto giorni allavvio delle operazioni militari.
Dal quel 20 marzo, la guerra degli Stati Uniti in Iraq, ha indubbiamente ripercussioni internazionali e diplomatiche oltre l'area mediorientale e la legittimazione delle Nazioni Unite.
Da quella data il continente latinoamericano in particolare teme "un periodo prolungato di egemonia unipolare sullo scenario politico e militare che metta in crisi tutti i meccanismi multilaterali esistenti". Questa è la dichiarazione alquanto esplicita di Otto Boye segretario uscente del Sistema Economico Latinoamericano (SELA) durante la riunione annuale svoltasi a Caracas l'otto aprile. Boye rincara la dose affermando che "i Paesi del Caribe e America latina devono riaffermare la loro vocazione per la pace, il dialogo e l'azione multilaterale poiché è inammissibile che una nazione, per quanto potente sia, si prenda il diritto di reggere i destini del mondo". Queste affermazioni non sono rimaste isolate.
Il 23 aprile i ministri della Difesa della America del Sud riuniti per la prima volta tutti insieme a Rio de Janeiro all'interno della quarta edizione del Salone di Tecnologie Militari (LAD) dichiarano che è necessario rafforzare i meccanismi delle Nazioni Unite per "evitare che prevalga la legge del più forte". Queste sono ufficialmente le preoccupazioni delle conseguenze che potrà avere la guerra allIraq realizzata senza l'avvallo dellONU. Nonostante non si siano ufficialmente registrate ripercussioni per il mancato appoggio palese del Messico e del Cile al Consiglio di Sicurezza alla risoluzione Statunitense è opinione comune ritenere che questo possa comunque essere causa dattrito nelle relazioni bilaterali con il Governo Bush. Tutte le nazioni del continente sudamericano, a esclusione della Colombia di Uribe Velez, hanno platealmente condannato la campagna militare USA in Iraq e le velleità di dominio militare di Washington in una ridda di dichiarazione che storicamente non ha avuto precedenti nellemisfero.
Il LAD di Rio de Janeiro, che ha organizzato l'incontro dei ministri della Difesa ha registrato in questa sua quarta edizione un incremento record delle sue presenze, stimate in un 40 per cento tra gli espositori e in un 60 per cento tra i visitatori del settore; gli esperti quantificano la crescita delle spese militari del continente in circa il 15% in tre anni, una corsa al riarmo che poco ha a che vedere con quella "vocazione alla pace" dichiarata da Boye.
Il fattore Uribe
L'unanime condanna allintervento unilaterale è stata spezzata dall'appoggio totale alla politica USA della Colombia. Un precedente significativo laveva creato il rappresentante colombiano alle Nazioni Unite, divenuto famoso per la sottrazione del dossier degli ispettori O.N.U. sul disarmo prima che questo arrivasse al Consiglio di Sicurezza, suo naturale destinatario per offrirlo in anteprima agli esperti d'intelligence USA. Questa manovra, ampiamente commentata sui media internazionali, è stata solo una ulteriore dimostrazione degli sforzi compiuti dal governo di Uribe Velez per rientrare nella sfera dinteresse dell'amministrazione di Washington. Una prova definita "sfacciata" da commentatori internazionali è stata la richiesta d'intervento delle truppe Statunitensi in Colombia, su modello dellattacco che si stava allora delineando in Iraq, prima davanti alla platea dell'incontro internazionale di Davos e poi in sedi ufficiali. Uribe Velez è il primo caso di Presidente che chiede a gran voce di "essere invaso militarmente".
Questo exploit diplomatico è comunque servito per spingere il congresso USA a stanziare una somma extra, pari a 105 milioni di dollari, per la lotta al terrorismo in Colombia portando così i fondi per la guerra nel Paese andino, a un totale record di 755 milioni di dollari per l'anno 2003 e ponendo la Colombia terza in classifica per aiuti militari di Washington dietro solo a Egitto e Israele. Per la Colombia, le occasioni di creare precedenti non sono finite. Oltre agli accordi commerciali bilaterali firmati con gli Stati Uniti e l'Unione Europea, a fine marzo Bogotà ha siglato accordi con il Canada motivando che l'economia deve avanzare con o senza la Comunità Andina" di cui fa parte, minando così una serie di consultazioni multilaterali che la comunità economica (CAN) sta portando faticosamente a termine.

Le frontiere che scottano
La vera destabilizzazione continentale esercitata dalla Colombia è dovuta al peso della guerra interna decennale tra il governo e i gruppi guerriglieri, tra cui il più "antico" esercito rivoluzionario del continente, le FARC e i paramilitari delle AUC, quest'ultimi in cerca di una legittimazione politica. La riesplosione degli scontri e la loro espansione geografica, dovuta alla rottura unilaterale dell'area di distensione da parte dell'ex presidente Pastrana nel febbraio 2002, di fatto spinge le incursioni militari e l'ondata impressionante di sfollati ai bordi estremi della Colombia con il conseguente straripamento del conflitto lungo le sue cinque frontiere. Panama, Ecuador, Perù, Brasile e Venezuela stanno risentendo degli influssi negativi di questa pressione, anche se con modalità e risposte differenti.
Sia Panama che Ecuador accusano la Colombia di non limitare il conflitto tra le proprie frontiere. A Panama è perenne emergenza rifugiati, riconosciuta anche dalle agenzie preposte delle Nazioni Unite. La presenza di un numero così alto di sfollati colombiani fa temere anche una "possibile invasione di narco terroristi", come la definisce il generale James Hill, secondo il quale bisognerà studiare un aiuto per la protezione della frontiera con la Colombia. Attualmente in Panama è attiva un'operazione militare nominata "Nuovi Orizzonti" condotta dall'esercito statunitense. New Horizons sono operazioni militari a scadenza definita che operano a stretto contatto con la popolazione locale, spesso in campo sanitario e assistenziale, e hanno una lunga tradizione in Centro e Sud America.
Queste operazioni militari-assistenziali sono anche utilizzate con finalità logistiche e di appoggio a infrastrutture militari "sensibili". Il generale Hill, durante la tappa Panamense del suo tour sud americano, avverte della necessità di costruire un cordone di sicurezza militare lungo la frontiera colombiana e di creare corpi specializzati, anche locali, con addestramento MADE in U.S.A.. E proprio lutilizzo di personale addestrato per compiti di controllo non meglio definiti tra le frontiere è stato denunciato in Ecuador. Secondo alcune agenzie stampa loperazione denominata Occhi daquila svoltasi a metà del 2002, la quale aveva istruito studenti e personale civile, non aveva come obiettivi la protezione civile durante catastrofi naturali, ma la creazione di una rete dinformatori sui movimenti e i flussi migratori di colombiani tra le frontiere dei due Stati.
LEcuador di Gutierrez pare avere un destino già segnato per quanto concerne il suo coinvolgimento nella guerra colombiana. Attualmente Quito assiste, nel suo territorio, al consolidamento di avamposti militari che dalle isole caraibiche, come la base di Vieques a Portorico che verrà smantellata entro maggio, migrano i propri contingenti militari e le flotte navali. In particolare la base di Manta, concessa dallEcuador agli Stati Uniti per la lotta al narco traffico risulta essere la candidata naturale a ponte di comando per la guerra ai traffici illeciti che il Comando Sud di Washington sovrappone alla difesa dei propri interessi nazionali nellarea andina.
Il Plan Colombia Regionale
Se in Colombia la presenza militare statunitense è ufficialmente di circa 400 tra istruttori e specialisti, non si conoscono invece le cifre ufficiali del contingente nordamericano in Ecuador previsto per lanno 2003. Daltra parte lutilizzo massiccio di personale militare privato, assunto a contratto dal Dipartimento della Difesa USA, da società come DynCorp, Military Professional Resources Inc. (MPRI), Northrop Grumman, Eagle Aviation Service and Tecnology (EAST) non facilita il computo in assenza di obblighi di trasparenza precisi. La base di Manta è stata eletta dal 1999 a sito di intervento rapido dalla SOUTHCOM denominato FOL (Forward Operating Locations) e capace di intervento aereo e marittimo immediato 24 ore su 24 grazie anche a nuove istallazioni radar e di controllo che cingono le frontiere meridionali della Colombia fino alla fascia amazzonica di Perù, Brasile e Paraguay.
Mentre le già scarse attenzioni internazionali si concentrano sui cospicui finanziamenti statunitensi al Plan Colombia, una componente importante di questi aiuti viene comunemente ignorata. Si tratta degli aiuti economici richiesti dal presidente Bush per lIniziativa Regionale Andina (IRA) che propone di sostenere ingenti spese militari a favore di Perù, Ecuador, Bolivia, Panama e Colombia. I finanziamenti per lanno 2003 sono così distribuiti: Colombia, 537 milioni di $; Perú, 186,6 milioni; Bolivia, 132,6 milioni; Ecuador, 65,1 milioni; Brasil, 29,5 milioni; Panamá, 20,5 milioni; e Venezuela, 8,5 milioni. Questi fondi spesso sono messi a disposizione dei singoli governi per lacquisto di materiali, o di corsi di perfezionamento militare, offerti dagli stessi Stati Uniti.
LIniziativa Regionale Andina, come anche il Plan Colombia, infatti contribuisce, militarizzando le Ande, alla difficile ripresa economica degli USA.

Marines fantasma in tutto il continente
Laumento della presenza militare del Comando Sud non è evidente solo in Colombia e nellarea andina ma assume maggiore importanza in tutto il continente: assistiamo al dispiegamento di un numero rilevante di piccole posizioni avanzate di intervento rapido in tutta lAmerica Latina. In una intervista sul notiziario argentino il Cronista Digital, Hugo Rivas, professore di Scienze Sociali e esperto in relazioni internazionali spiega la probabile strategia militare continentale in relazione a denunce di esercitazioni fluviali in Argentina di Marines Statunitensi, compiute senza le dovute autorizzazioni e avvallo politico .
Queste operazioni, denominate FOL, hanno compiti di intelligence e possono servire per creare dispiegamenti di forze dassalto rapido. Nonostante in Argentina non sia presente ufficialmente nessuna FOL, ci sono attualmente due esercitazioni sospette: una giustificata dalla lotta al narco traffico nella città di Salta e una dichiarata come ricerca scientifica contro il dengue nelle vicinanze di Misiones. Benché in Argentina non esistano basi militari straniere, le esercitazioni comuni tra le Forze Armate argentine e quelle statunitensi sono una costante dallepoca della Guerra Fredda. Negli ultimi tempi, però, ci sono state importanti operazioni congiunte, tra le quali si evidenzia la serie denominata Cabañas, che hanno risvegliato lindignazione popolare e le denunce.
Le esercitazioni denominate Fluviali di Marines nel Delta del Paranà sono condotte senza il permesso né del governo locale né del Parlamento nazionale e comunque le truppe straniere godono dellimmunità diplomatica e vengono escluse da controlli doganali. La situazione extra ufficiale descritta dal professore Hugo Rivas per lArgentina è comune per tutte le nazioni latino americane e amazzoniche. Sono in aumento denunce e scandali parlamentari per le mancate autorizzazioni a gruppi di marines, che effettuano operazioni militari nella selva senza il dovuto controllo e avvallo democratico. Passaggi e presenze di militari sono attesi lungo i fiumi del Perù oltre le basi statunitensi al confine con la Colombia come quella di Iquitos. Le operazioni fluviali di adirittura 600 marines erano state pianificate per febbraio di questanno, ma le informazioni ufficiali su queste esercitazioni non esistono. Latitano pure le informazioni riguardanti operazioni di marines USA nella selva boliviana programmate per il mese di giugno fino ad agosto nellambito del progetto Nuevos Horizontes 2003, come dichiarato dal governo di La Paz a dicembre 2002.
Non mancano invece dichiarazioni e velate minacce dinterveto militare allo scopo di ristabilire la legalità da parte di rappresentanti dellamministrazione Bush.
Primo, tra tutti, il segretario alla Difesa Donald Rumsfield che durante lultimo incontro con i ministri della Difesa latinoamericani, denuncia che il vero pericolo per la sicurezza emisferica sono le zone senza governo. Tra le zone senza legge cè la famosa area detta Tripla Frontera. A cavallo tra Paraguay, Brasile e Argentina, secondo gli esperti di intelligence, si nascondono e proliferano ogni tipo di operazione illecita e di gruppo terroristico, da terroristi mediorientali alle mafie russe e orientali, narco trafficanti e paramilitari di ogni specie. Il generale Hill definisce la Triple Frontera e lisola Margarita in Venezuela come santuari del fondamentalismo islamico. Alla fine di marzo lambasciatote USA in Paraguay John F. Keane ha dovuto smentire le voci di un imminente intervento armato della sua nazione in questarea, e rispondendo ai giornalisti afferma con toni sibillini che linformazione è inesatta e non è verosimile, sono solo supposizioni esagerate. Il vicecancelliere brasiliano Guimaraes pur riconoscendo lintensa attività illegale esercitata in questa zona frontalizia ha ricordato come ci siano interessi economici strategici in questo cuneo puntato sullamazzonia oltre le sue riserve di acqua e petrolio.

La scintilla Venezuela
Questarea amazzonica non è la sola citata da esperti alla ricerca de lasse del male latino, ma si comprendono anche la frontiera brasiliana di Tabaniga-Leticia, la zona di Lago Agrio in Ecuador e la Selva Darién a Panama, zone queste tutte confianti con Colombia. Insomma tutto il continente è avvertito: o aumenta il controllo alle frontiere o tutta lAmerica Latina si tramuta in unarea senza legge.
Il premio di più citato asse del male indubbiamente lo vince, suo malgrado, la triade Cuba-Venezuela-Brasile. Lelezione di Lula ha consacrato nelle fantasie di numerosi osservatori internazionali una sorta di polo estremista in contrapposizione alle politiche statunitensi. Ma solo una certa miopia politica limita lo sguardo a queste tre nazioni. Lintero continente latinoamericano è scosso da nord a sud da sollevazioni sociali e prese di coscienza di massa di fronte a scelte economiche importanti, come a esempio la mobilitazione continentale contro lALCA, o la difesa dei diritti umani e contro la guerra come il Plan Colombia. Entrambi questi esempi hanno responsabilità e interessi diretti statunitensi, e la volontà di autonomia e libertà economica non è esclusiva solo del popolo delle piazze; queste aspirazioni di crescita indipendente iniziano a fare breccia nelle istituzioni governative. La difesa della volontà democratica è però stata messa in discussione, addirittura con un colpo di stato in Venezuela con la regia tutta statunitense. Il golpe dellundici aprile 2002 a Caracas è stato, appena in tempo, delegittimato ufficialmente dallunione dellOrganizzazione degli Stati Americani (OSA), anche se con levidente retromarcia USA. Attualmente si teme il possibile scardinamento delle istituzioni internazionali e la difesa comune di quel patto di stabilit e pace, tanto evocato nel continente in questi giorni.
Indubbiamente il Venezuela di Hugo Chavez molto più appetitoso di Cuba ma meno solido del Brasile, rischia di divenire miccia per la polveriera. Lo stato continuo di tensione prodotto da attentati dinamitardi, accuse di protezione dei guerriglieri colombiani o semplicemente definire Chavez el loco (il pazzo), trasfigura questa Repubblica in un pericolo regionale. Grazie anche alla guerra allIraq, lattenzione nei paesi andini, si continua a focalizzare sul problema sicurezza distogliendo lo sguardo dalle tematiche portanti per la Regione. Come gli accordi economici bilaterali che sono alla firma con gli Stati Uniti subentrati alla desaparecida ALCA: con il nome sparisce anche l conttrattazione collettiva.
Il 23 aprile il presidente colombiano Uribe Velez si è incontrato ufficialmente con il suo omologo venezuelano. Entrambe le nazioni, anche se per motivi differenti, sono sotto la lente statunitense e insieme sono tra le maggiori produttrici di greggio per il mercato nord americano.
Dopo diverse settimane di pesanti accuse reciproche di sostegno delle guerriglie colombiane i due presidenti si sono incontrati forse proprio per smorzare le forti tensioni tra i rispettivi governi e ostentando una pace armata evidente, hanno sottoscritto alcuni contratti economici con il motto: inversiones, no invasiones. Per fortuna siamo lontani, attualmente, da una guerra - afferma Carlos Romero, professore di studi internazionali a Caracas Viviamo relazioni difficili, come riflesso di difficoltà interne; ma i presidenti devono ricercare equilibri che evitino lespansione del conflitto armato colombiano. E nellinteresse di entrambe i Paesi e anche degli stessi Stati Uniti.
Martin E. Iglesias, giornalista e ricercatore delle dinamiche sociopolitiche latinoamericane, coordinatore volontario è tra i fondatori dell'Osservatorio SELVAS.org.
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