:: Selvas.org::
:: Occhi aperti sulle Ande :: Ojos abiertos en los Andes ::
SELVAS.org


Home
Portada

Chi siamo
Quien somos

Contattaci
Contacto

Uno sguardo
Una mirada

Campagne
Campañas


Link
Enlaces

:: ESCLUSIVA SELVAS.ORG ::

Occhi puntati sull’Amazzonia

Il furto del continente verde:
tra falsi miti e nuovi metodi di controllo e colonizzazione.

Di Tini Java - Ricercatore indipendente

Originale italiano per l’Associazione Culturale Selvas.org
Osservatorio Informativo sulle Ande - Gennaio 2002



:: I LINK SUGGERITI ::
AmazonTech
Sivam News
Base di dati sull'Amazzonia
Dipartimento Processamento Immag.
Istituto di Ricerca Spaziale Brasiliano
Forum Sociale Panamazzonico
Città di Belém Do Parà



Nel maggio del 2000, all'interno del sito "Brasile, amalo o lascialo!" viene pubblicata una presunta mappa del 1816 dove gli Stati Uniti, diventati nazione indipendente da soli 40 anni, ipotizzavano la colonizzazione dell'Amazzonia. Una catena di migliaia di e-mail diffonde la notizia alimentando un immediato panico virtuale e tanta indignazione da richiedere addirittura le smentite formali di Washington e Brasilia. Nello stesso anno un'inchiesta informale del Governo brasiliano arriva alla fonte originaria identificando, come responsabili del procurato allarme, alcuni ufficiali legati alla destra nazionalista brasiliana.


La pagina del finto libro di geografia che ha provocato un comprensibile sconcerto

Svelata la frode, i timori restano
Verso la fine del 2001, l'allarme di un'Amazzonia "internazionalizzata" viene resuscitata, con la diffusione "in rete" di una pagina di un libro intitolato "introduzione alla geografia" a firma di David Norman, e indirizzato agli studenti delle scuole medie superiori degli States. Il libro, o meglio, la sola pagina 76 di questo testo didattico, mostra una carta politico-geografica del continente Latino Americano "amputata" dell'Amazzonia che viene ridefinita "Former International Reserve of Amazon Forest". Questa vastissima area del continente latino sarebbe, secondo il testo diffuso, affidata alla responsabilità politica degli Stati Uniti e dei "G23" per "sottrarla a nazioni irresponsabili e primitive che la distruggerebbero in pochi anni". Le indignazioni e le proteste a questo punto vengono sostenute anche da ricercatori e professori universitari brasiliani, i quali creano numerose petizioni on-line contro questo libro di testo. Il ricercatore brasiliano Paulo Roberto de Almeida ha svelato, da tempo, l'origine fraudolenta del documento tramite l'analisi del testo, maldestramente tradotto dal portoghese all'inglese, e l'inesistenza sia dell'autore che dell'edizione. Ma nonostante ciò secondo molte persone l'origine fraudolenta non squalificherebbe l'importanza della diffusione del documento. E così, ancora oggi a distanza oramai di un anno dalla sua creazione, il falso libro di geografia continua a creare allarmi e oscuri futuri scenari di colonizzazione dell'Amazonia.

SIVAM, il gioiello tecnologico
La falsa mappa del continente Latinoamericano privato dell'Amazzonia, pur se frutto dell'immaginazione di alcuni creativi vicini alla destra nazionalista brasiliana, può mettere tutti d'accordo sull'importanza della difesa di questa immensa ricchezza per il pianeta, però bisognerebbe limitare e focalizzare l'attenzione sui possibili scenari di colonizzazione reali che, anche se meno pittoreschi, rischiano essere altrettanto intriganti e seri.
Il 25 luglio 2002 viene inaugurato, dall'allora presidente del Brasile Fernando Henrique Cardoso, il più avanzato e complesso sistema di controllo satellitare mai utilizzato, un progetto da 1 miliardo e 400 milioni di dollari.Una grossa fetta di questo investimento è stato finanziato dalla banca Export-Import (Ex-Im), istituzione di Washington che finanzia commerci internazionali a firma di industrie statunitensi, come in questo caso quello per la Ryatheon System Company. Fondata nel 1922 e diventata famosa grazie ai suoi missili Patriot, questa azienda statunitense si è distinta più volte per la conquista di lucrosi appalti, tra cui numerosi del Pentagono. Quest'ultima commessa vinta in Brasile è di enormi proporzioni ed è stata soffiata alla concorrente francese Thomson CSF, con modalità ancora oggi molto discusse.
Questo nuovo gioiello della tecnologia si chiama SIVAM (Sistema di Vigilanza dell'Amazzonia), e il suo programma che era stato concepito nel 1990, viene annunciato durante la conferenza di Rio del '92 a completamento del precedente Sistema di Protezione per l'Amazonia, SIPAM.
Il sistema di sorveglianza elettronica SIVAM sarà costituito da 200 stazioni di monitoraggio, otto aerei, 25 stazioni radar mobili, oltre 80 piattaforme nella foresta pluviale, e controllato da tre centri di analisi regionali che interagiranno con la specifica rete satellitare. I fautori del progetto SIVAM dichiarano che aiuterà il governo brasiliano a identificare operazioni illegali quali miniere e tagli di foresta abusivi, intercettazioni di corrieri della droga, migliorare le previsioni metereologiche e mappare le risorse naturali, siano queste vegetali o minerali.
Dunque, il governo brasiliano concede a Raytheon il contratto del valore di oltre un miliardo di dollari per costruire un "Sistema di Vigilanza" elettronica con l'intenzione di monitorare l'Amazzonia. Ma parallelamente la stessa area è già sorvegliata, anche se in modalità differenti, dal potente sistema radar "anti-droga" ROTHR, opera sempre di Raytheon, e utilizzato dalla U.S. Navy in Vieques, Portorico, contemporaneamente a un'altra decina di progetti di monitoraggio e mappatura già operativi. Nel luglio del 1994 Raytheon annuncia alla stampa che SIVAM aiuterà le agenzie governative brasiliane nella raccolta e nell'analisi dei dati necessari per proteggere l'ambiente, sostenere lo sviluppo economico e cioè consentire l'uso appropriato del territorio, la conservazione e lo sviluppo dell'Amazzonia.


Diapositiva di presentazione del progetto SIVAM tratta dal sito governativo brasiliano www.obt.inpe.br

Nonostante la grande enfasi, ecologisti, deputati, e altri critici tra cui ex-ufficiali militari brasiliani, descrivono SIVAM come "un'enorme spreco" e cioè come "un sistema costoso per ottenere dati che si possono ottenere con altri mezzi meno costosi", e supercaricato di sistemi ad alta tecnologia che non resisteranno al calore, umidità e piogge continue, tipiche dell'Amazzonia.
Le preocuppazioni riguardo SIVAM includono il suo probabile impatto ambientale. L'organizzazione Amazon Watch ha denunciato che solo per installare i radar e le piattaforme di terra si costruirà una rete di strade per l'accesso tra le zone più remote della foresta. Non è chiaro se su questo punto è stata fatta una valutazione di impatto ambientale perchè il progetto fu approvato prima che la Ex-Im stabilisse dei parametri ambientali. Il Consiglio Missionario Indigeno (CIMI) ha espresso, in diverse occasioni, i timori dei gruppi indigeni che vedono lesi i propri diritti di autodeterminazione se posti sotto controllo, dato che popolazioni trans-frontaliere sono state spesso considerate come potenziali nemici del Paese dalla vecchia dottrina militarista brasiliana di Sicurezza Nazionale.
Secondo un portavoce del Dipartimento Brasiliano di Produzione Mineraria (DNPM) "SIVAM permetterà di controllare le attività illegali di sfruttamento minerario nella foresta" . Questo dipartimento ha firmato un accordo scientifico e tecnico nel settembre del 2001 che garantirà lo sfruttamento dei dati di rilevazione ottenuti tramite la tecnologia all'infrarosso e termica in uno delgli ultimi territori vergine dell'esplorazione mineraria, una superficie che equivale al doppio delle dimensioni della Francia circa 8 milioni di metri quadri.
Anche l'Agenzia Spaziale Brasiliana (AEB) contribuisce alla realizzazione del sistema di vigilanza dell'Amazzonia, con la realizzazione di satelliti sviluppati interamente in Brasile e lanciati dalla base spaziale di Alcàntara, completeranno la costellazione. "Quando alla fine del 2003 tutte le apperechiature saranno installate" - vantano i tecnici del progetto - "si sentirà un albero cadere nella foresta".

Uno strumento adeguato alle esigenze
Ma il progetto SIVAM preoccupa soprattutto per la sua significativa componente militare. Controlli satellitari tra i più moderni del pianeta, capaci di seguire il movimento di un oggetto di tre metri tra le fitte coltri di nubi equatoriali e le spesse fronde vegetali, l'intercettazione di qualsiasi apparecchiatura di trasmissione, dal fax ai computer, sistemi agli infrarossi e di controllo aereo. Il gioiello dell'industria aeronautica brasiliana Embraer, nell'ultimo salone del settore, il FIDAE 2002, ha fatto sfoggio dei nuovi apparecchi equipaggiati di sofisticati radar SAR come componente del progetto SIVAM, armati di razzi e sistemi di fuoco avanzati. Anche la Marina utilizzerà SIVAM come centro dati per scopi militari in accordo con l'Aviazione Militare Brasiliana. "Ovviamente tali armamenti sono un tantino esagerati per combattere le attività minerarie e di deforestazione abusive in Amazzonia" commenta l'organizzazione Amazon Watch.


La frontiera terrestre dell'Amazzonia è di 1.960.000 km2, il programma di osservazione prevede 5 ore di immagini al giorno a tre metri di risoluzione. Tratto da: http://www.obt.inpe.br


L'utilizzo di SIVAM in ambito militare, e in particolar modo come strumento del Plan Colombia, era già stato ipotizzato e sostenuto dalle forze armate Statunitensi. A questo proposito sono chiare le dichiarazioni del generale Charles E. Wilhelm, al comando del corpo dei Marine dell'United States Southern Command nell'audizione della commissione governativa per la guerra alle droghe il 15 febbraio del 2000, cioè quasi due anni prima della rottura delle trattative tra Governo colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie (FARC). Il genenale Wilhelm elenca tra gli strumenti di supporto nella guerra ai narcotrafficanti il progetto satellitare brasiliano, che dovrebbe "controllare le frontiere amazzoniche, spesso soggette ad attraversamenti di trafficanti e ricovero di guarnigioni di eserciti rivoluzionari". Anche per questo motivo il progetto SIVAM viene inserito nella lista dell'Arms Sales Monitor compilata dalla Federation of American Scientists Found nel gennaio del 2000, come un armamento venduto dagli Stati Uniti al Brasile.
Se per il governo brasiliano questo progetto servirà alla protezione della foresta per gli Stati Uniti pare sia scontato l'utilizzo militare. In un articolo apparso sulla rivista statunitense Military Rewiew del giugno 2001, a proposito del conflitto colombiano e la sicurezza regionale, il colonnello W. Mendel, esperto tra l'altro di Korea e Vietnam, descrive i problemi di gestione e controllo delle frontiere da parte del Brasile: "Nonostante i suoi 22.000 uomini dislocati lungo i bordi amazonici, il controllo sembra inefficace e solo con l'avvento del SIVAM il Brasile potrà meglio difendersi". "Anche il neo eletto presidente colombiano Alvaro Uribe ha manifestato il suo interesse nel ricevere informazioni da SIVAM" - commenta orgoglioso l'ex presidente Cardoso e aggiunge - "Il sistema di vigilanza creerà un'area innovativa di integrazione tra gli otto paesi amazzonici. E le previsioni si concretizzano nel luglio del 2002 con l'innaugurazione del sistema, e l'avvio, anche se al 75% del suo potenziale, del suo primo obiettivo pilota: fotografare e monitorare, per la prima volta con elevata precisione, l'estesissima frontiera amazzonica brasiliana con la Colombia, Perù e Bolivia. Il Plan Colombia, voluto dal presidente statunitense Bill Clinton, si è trasformato nel cosiddetto Piano di Iniziativa Regionale Andina, fortemente avvallato da G. W. Bush, e con l'avvento di SIVAM, il Brasile che è parte di questo Piano si è reso immediatamente operativo.


Localizzazione di corsi d'acqua sotterranei attraverso il processamento di immagini termiche. A sinistra un immagine fotografica e a destra la stessa inquadratura con tecniche "termiche". Tratto da: http://www.obt.inpe.br

Occhi e orecchi, al servizio di chi?
L'Amazzonia, per la prima volta nella sua pluri-millenaria storia, sarà d'ora in poi sotto controllo totale. Un vero e proprio "check-up elettronico completo" che consente l'osservazione e l'identificazione, quasi contemporaneamente, di popolazioni indigene, fiumi e bacini idrici anche sotterranei, filoni auriferi e di minerali preziosi, la schedatura della biodiversità e dei siti strategici di fonti primarie energetiche. Con speciali sistemi si potranno anche monitorare l'espandersi di epidemie e prevenire pericolosi contagi. Insomma come lo ha descritto il video promozionale diffuso per l'innaugurazione: "SIVAM è il sistema di salvaguardia ecologica più grande e specializzato del mondo". Dopo molti decenni di disinteresse e di connivenze economiche su sfruttamenti illegali, il governo brasiliano ha riportato l'Amazzonia al centro degli interessi strategici e delle "priorità di sicurezza nazionale", come ha dichiarato l'ex presidente Cardoso durante il varo, a luglio, a colpi di champagne.
L'Amazzonia rappresenta attualmente più del 70% delle foreste pluviali del continente latinoamericano e un quarto delle riserve di acqua dolce dell'intero pianeta, senza descrivere il valore del legname tropicale e dei minerali preservati in questo che, sicuramente, è il territorio vergine e inesplorato più grosso di tutto il globo. Solo in Amazzonia è presente quasi il 50% della biodiversità e il 70% delle diverse specie animali e vegetali dell'intero pianeta. Per il governo brasiliano la difesa dell'amazzonia rappresenta una sorta di incubo e il SIVAM un'enorme telecamera di sorveglianza, un "grande fratello" necessario a tutelare i gioielli di famiglia.
Le ambiguità del cosiddetto controllo a "volo d'uccello" della grande foresta, sono state così descritte da Eduardo Galeano nelle "Vene aperte di Latino America". - Grazie ad un accordo tra Stati Uniti e Brasile, nel 1964 l'Air Force statunitense aveva sorvolato e fotografato tutta la regione e grazie all'uso di scintillografi e elettromagnetometri avevano individuato giacimenti di metalli ferrosi e radioattivi. I dati acquisiti vennero poi smistati dalla Geological Survey alle imprese private interessate che, per pochi centesimi di dollaro l'acro, acquistarono diritti di sfruttamento di territori vastissimi in Brasile.
Effettivamente il vero problema è l'utilizzo dei preziosi dati e da chi e come questi vengono utililizzati. Come facilmente si può immaginare, la sommatoria di dati di rilevazione a scopi protezionistici, possono, contemporaneamente, avere un valore etico e uno commerciale inestimabile. Il dato concernente le vere dimensioni delle riserve di acqua potabile che si celano sotto l'Amazzonia possono avere un valore di tipo ambientale e, se leghiamo queste informazioni al prossimo carburante mondiale come l'idrogeno, possono avere un interesse energetico-strategico primario.

Dati... per dispersi
Le premesse non sono confortanti quando, in previsione di un ravvicinato collaudo tecnico finale del sistema di vigilanza, non corrisponde un adeguato progetto di elaborazione dati . Come lamentano i ricercatori brasiliani, le promessse d'investimenti per l'Istituto di Ricerca Nazionale sull'Amazonia ammontavano a 5 milioni di dollari alla fine degli anni 90, ma nel 2002 prima che i fondi venissero attribuiti erano già diventati 500 mila dollari. "Abbiamo oggi meno soldi che 24 anni fa" dice l'ecologo tropicale Philip Feamside. "SIVAM non è un attrezzo per la ricerca scientifica" afferma Luiz Gylvan Meira Filho, responsabile scientifico del Ministero per La Scienza e Tecnologia
"Gli enti ambientali non hanno ne la capacità ne le risorse per poter sfruttare la quantità di informazioni che saranno disponibili", afferma un deputato del Mato Grosso con una lunga esperienza nel settore ambientale.



Secondo alcuni autorevoli accademici del Dipartimento di Geo-processamento delle Immagini dell'INPE (Istituto Nazionale di Ricerca Brasiliano) il SIVAM manca di risorse umane e formazione professionale a garanzia degli interessi di un progetto nazionale.
Secondo una denuncia fatta quotidiano Folha di San Paolo, l'attuale Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Brasiliana, Marcos De Olivera, avrebbe non solo favorito la Raytheon nella gara d'appalto ma avrebbe anche promesso, agli Stati Uniti, l'accesso privilegiato ai dati provenienti dal SIVAM. Tutto questo sarebbe stato denunciato sulla base di 400 documenti che il quotidiano di San Paolo avrebbe avuto insieme al Dipartimento di Stato.
Le sorti dell'Amazonia sono, dunque, direttamente legate a un piano di sfruttamento della moltitudine di dati rilevati dal Sistema di Sorveglianza. O addirittura alla capacità del nuovo governo di Luiz Inacio "Lula" Da Silva e del suo Ministro all'Ambiente, l'ecologista Marina Silva, di garantire un uso delle informazioni a difesa del territorio; evitando così, all'ultimo grande polmone verde del pianeta, l'umiliante sorte di essere messo nudo in vetrina prima, purtroppo, di essere svenduto in saldo.



:: I DOCUMENTI DI SELVAS.ORG ::

Durante il Forum Sociale Europeo di Firenze, del novembre 2002, abbiamo incontrato il primo cittadino di Belém Do Parà, capitale della regione amazzonica brasiliana, e sede del secondo Forum Sociale Panamazzonico.



Bambini giocano nel grande "continente amazzonico". Foto di Ricardo Stuckert


Edmilson Brito Rodrigues:
"Modificare l'ALCA per difendere i Paesi più poveri"

Intervista a cura di Martin E. Iglesias - Presidente dell’Associazione Culturale Selvas.org
Osservatorio Informativo sulle Ande

:: Edmilson Brito Rodrigues ::

(In Brasiliano)

Nascido em 26 de maio de 1957, Edmilson Brito Rodrigues é Arquiteto e Licenciado Pleno em Disciplinas Especializadas da área de Construção Civil; especialista em Desenvolvimento de Áreas Amazônicas e Mestre em Planejamento do Desenvolvimento.
(...)
A monografia Notas Sobre Ocupação do Espaço, Meio Ambiente e Qualidade de Vida na Região Metropolitana de Belém (especialização), avaliada como "Excelente", garantiu-lhe o direito à publicação pelo NAEA-UFPa. Sua tese de mestrado foi transformada no livro Aventura Urbana: urbanização, trabalho e meio ambiente em Belém em co-edição NAEA-UFPa/FCAP/Vanguarda Comunicação.
Publicou ainda os livros Tembé-tenetehara: a nação resiste (Assembléia Legislativa do Pará, 1994) e, pela Editora Fundação Perseu Abramo (SP), em co-autoria: Desafios do Poder Local: o modo petista de governar (1997) e Governo e Cidadania: balanço e reflexão sobre o modo petista de governar (1999); além de artigos editados em publicações nacionais e estrangeiras.
Lançou em 2000 "Os desafios da Metrópole: Reflexões sobre desenvolvimento para Belém", livro composto de três estudos realizados pelo autor num esforço de jogar luzes sobre questões relativas ao desenvolvimento do Brasil, a Amazônia e sua urbanização, com destaque à metropolização de Belém.
Lançou "Congresso da Cidade, Construir o Poder Local Reinventando o Futuro", Labor Editorial, em parceria com Jurandir Novaes e Luiz Araújo (janeiro/2002).

Organizou dois livros: com o professor doutor Carlos Alberto Ferreira Lima, "Educação: Nave do Futuro", publicado em 2000, pela Labor Editorial, e com a economista Jurandir Novaes, Luzes na Floresta: o Governo Democrático e Popular em Belém (1997-2001), pela Prefeitura Municipal de Belém, em junho/2002.
Lançou ainda este ano três ensaios: "Do Mito da Sustentabilidade Capitalista à Construção Social da Utopia"; "Estado Nacional, Cidades e Desenvolvimento"; e "Cooperação e Relações Internacionais", este em parceria com Luis Arnaldo Campos.
Edmilson Rodrigues é presidente fundador do Sindicato dos Trabalhadores da Educação Pública do Pará - SINTEPP, dirigiu a Confederação Nacional dos Trabalhadores em Educação - CNTE. Fundador do Partido do Trabalhadores - PT, de 1987 a janeiro de 1995 exerceu dois mandatos de Deputado Estadual; foi candidato ao Senado pela Frente Popular (PT-PSTU-PV) tendo obtido mais de 280 mil votos. Em 1997 foi eleito prefeito de Belém e reeleito em 2000 com mandato até 2004.






Selvas.org - Anche quest'anno il Forum Social Panamazzonico di Belém, alla sua seconda edizione, precederà di qualche giorno il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre. Quali sono gli umori e le aspettative in Latino America dopo l'elezione di Lula a Presidente del Brasile?

E.B.Rodrigues - Noi brasiliani , e specialmente noi amazzonici, siamo molto ottimisti su un prossimo sviluppo democratico e popolare sotto la presidenza di Lula perché nei suoi programmi ha preso degli impegni con il popolo brasiliano; punti importanti per rompere con l'imperialismo nordamericano e per poter pensare ad uno sviluppo davvero sostenibile.
Per esempio, per quanto riguarda l'ALCA ha detto chiaramente che l'attuale proposta non significa la costruzione di un'Area di libero commercio ma un'annessione dell'America Latina e in particolare dei paesi più poveri. Questo è importante perché significa che in questo primo semestre ci sarà una tensione, un conflitto positivo per li Latino America. Il Brasile è la decima potenza economica del mondo e Lula ha preso più del 60% dei voti dei Brasiliani. Voler cambiare la forma di come è stata creata questa area di libero commercio che rischia di rovinare l'economia e i popoli del continente e specialmente l'amazzionia internazionale, ha un significato storico, sociale, politico e economico. Questa posizione sull'ALCA rimarrà una delle priorità della politica brasiliana perché si tratta di un problema di sovranità nazionale.


Selvas.org - Ci sarà dunque una rinegozziazione dell'ALCA da parte del Brasile?

E.B.Rodrigues - Sicuramente nei sui punti principali. Non si accetterà che le tariffe doganali pregiudichino il commercio dei paesi più poveri. Non si accetterà il protezionismo statunitense, regola questa, che vale per gli USA che a sua volta non permette che gli altri Paesi la utilizzino.
Poi c'è una presa di posizione, forse polemica, ma sicuramente coraggiosa; Lula ha detto che Cuba fa parte delle Americhe, per cui non è possibile pensare pensare un'area di libero commercio senza considerare il popolo cubano.


Selvas.org - Riguardo al sistema di vigilanza dell'Amazzonia, il SIVAM inaugurato dal presidente Cardoso, quale sarà la posizione del nuovo governo?

E.B.Rodrigues - La posizione è molto chiara. Gli Stati Uniti attualmente stanno esigendo che il sistema di sorveglianza serva a raccogliere informazioni per la cosiddetta "guerra al narcotraffico" ma la volontà è il dominio strategico, il controllo totale dell'amazzonia e noi non possiamo permettere tutto questo. Lula ha preso una posizione su questo strumento tecnologico avanzato e cioè che questo potente mezzo puntato sull'amazzonia internazionale deve essere al servizio della pace.


Selvas.org - In settembre si è svolto in Brasile un referendum popolare al quale hanno aderito e votato più di 10 milioni di persone. I brasiliani hanno dato parere negativo all'ALCA e sul possibile uso della base spaziale di Alcantara da parte degli Stati Uniti.

E.B.Rodrigues - Lula rifiuta l'accordo pe la creazione di una base militare USA nella base spaziale di Alcantara. Questa, strategicamente parlando, è una posizione molto importante. La base spaziale è molto utile per lo sviluppo delle tecnologie nazionali. Sarà importante, per noi, fare accordi di ricerca con altri Paesi e non solo con gli Stati Uniti.




Appunti dal II Forum Social Panamazzonico di Belém Do Parà


Un immagine satellitare del rio Negro in amazzonia.

Conoscere e unire per lottare.
Una riflessione sul Forum Panamazzonico

Di Mario Agostinelli - Associazione Punto Rosso - Forum Mondiale delle Alternative - Milano
tratto da Associazione Culturale Punto Rosso

"Conoscere e unire per lottare"
. Questo lo spirito con cui si è intessuta una fittissima rete nelle foreste, lungo i fiumi, nelle grandi e tumultuose aree urbane, ai margini dei villaggi più sperduti, nelle coltivazioni rurali, tra le palafitte dei pescatori dell'Amazzonia. Una rete che si è organizzata in cinquecentotrentuno associazioni e che si è data una rappresentanza democratica, cosciente, pienamente attiva, che sconvolge il panorama sociale, politico e culturale di questa immensa regione del mondo.

José Saramago, e la citazione è pertinente in quanto lusitano e come punto di riferimento del movimento contadino brasiliano, da par suo, nella Terra chiamata Alentejo, apriva con la sorprendente e umile verità che il paesaggio, la terra, è la cosa più abbondante nel mondo. In Brasile, e ancor più a Belem do Parà, il primo pensiero, la prima sensazione, la prima umile verità per noi occidentali è la straordinaria "presenza" di corpi, di vivente e pulsante carne, di pelli scure, colorate, della straordinaria presenza di umanità, di donne, uomini, giovani, bambini. I figli come ricchezza. Belem: "citade criança", la città dei bambini, per i bambini. La sovrabbondante presenza dell'elemento "popolare" di indios, neri, meticci, di contadini, di lavoratori. Vocianti, allegri, passionali nelle assemblee i neri e meticci dei Sem Terra-Via Campesina, silenziosi e seri gli indios.

Belem città del "movimento dei movimenti" con una identità e con caratteristiche del tutto inedite ed irripetibili. Il Forum Panamazonico è nato come Forum tematico-regionale del Forum Sociale Mondiale, fortemente voluto da Edmilson Rodrigues, sindaco di Belem e dai suoi giovani collaboratori, in un lavoro duro e paziente di convergenza, di tessitura di rapporti e di legami delle numerosissime comunità indie dell'area (indie sì, ma che spesso non si conoscono affatto), dei vari paesi afferenti a questo cuore pulsante mondiale: Brasile, Venezuela, Colombia, Bolivia, Ecuador, Perù, Suriname, Guyana .Solo in un'unica occasione storica a Belem si era compiuto il miracolo dell'unione tra neri, indios, contadini e sparuti gruppi di lavoratori nella vittoriosa "rivoluzione cabana" del lontano 1835, poi repressa nel sangue. Il lavoro necessario per attirare l'attenzione mondiale dei movimenti su un'area cruciale, strategicamente decisiva per il controllo di risorse indispensabili per un futuro di civiltà e per dar forza ad una prospettiva autonoma per l'America Latina, verso la quale gli Stati Uniti e i potenti del mondo hanno già rivolto l'attenzione e che hanno in programma di affrontare con più determinazione non appena gli affari in Asia Centrale, in Iraq e nel Medio Oriente non saranno "regolati". Essere e diventare cittadini del mondo in Amazzonia è una grande meta, una sfida fino a ieri impossibile, con quella storia alle spalle, con quei colori della pelle, con quella frattura tra colonizzati e colonizzatori che nemmeno i due grandi filoni culturali del cristianesimo sociale e del socialismo marxista hanno voluto e saputo affrontare fino in fondo. Il Forum Panamazzonico di Belem, tenuto tra il 16 e il 19 gennaio, rappresenta una delle sconvolgenti novità su cui il movimento di Porto Alegre ha aperto un credito che riscuoteranno le future generazioni, con una accelerazione dell'accesso al nuovo paradigma di civiltà da parte di popoli, esperienze e territori, che nessuna previsione geopolitica astratta avrebbe potuto prevedere, senza il corto circuito dei Forum sociali.

Occorrerà tornare su queste giornate di Belem, messe un po' in ombra dalla prossimità temporale del Forum Social Mundial, per valutare a fondo le implicazioni di una discussione sulla globalizzazione che esula dal contesto stretto della "civiltà" e del conflitto politico-sociale interpretato sempre e soltanto dai bianchi. Era stupefacente, dopo l'avvio del corteo di apertura tra canti indii e saluti in lingua Kajapò, ascoltare leader indigeni molto giovani, spesso donne, parlare in ottimo portoghese dei beni comuni delle loro terre come dell'oggetto di un modernissimo conflitto che implica nuove tecnologie, saperi, distribuzione di ricchezze, controllo sociale, poteri democratici, relazioni internazionali.

Io, come tutti gli europei giunti numerosi, ho imparato moltissimo, in quella rara condizione che solo un movimento generale, non corporativo, lungimirante, capace di futuro, riesce ad offrire a chiunque partecipa e ascolta fiducioso il mobilitarsi di masse che cessano di essere solo spettatrici.

La confluenza della maggioranza dei partecipanti attraverso le vie d'acqua che disegnano il bacino del Rio delle Amazzoni ha reso anche fisicamente visibile l'indivisibilità delle donne e degli uomini dalla natura che li ospita e l'intreccio indissolubile tra i loro futuri. L'ambiente ha assunto qui tutta la sua centralità: un contributo indispensabile per una riflessione verso Porto Alegre, dopo che il Forum europeo aveva espresso su questo tema il suo punto forse di minore approfondimento. La originalità dell'approccio di Belem è evidente. Non si rimpiange un'immagine "rousseauiana" del "selvaggio" e della natura incontaminata, ma si parte da tre grandi questioni strategiche per il 21° secolo: il passaggio dalla matrice energetica fondata sul petrolio a quella fondata sulla fotosintesi e sull'idrogeno; la scarsità d'acqua e il controllo d'accesso alle fonti d'acqua dolce; l'emergere di un nuovo ciclo tecnologico fondato sulla biologia, da cui dipenderà l'evoluzione dell'alimentazione, dell'agricoltura, della salute, dei materiali. Sono nate e sono state discusse questioni cruciali: a chi appartengono le risorse strategiche, in quale rapporto esse stanno con i popoli che le hanno preservate e con quelli che invece se ne appropriano e le stanno sprecando, quale caratterizzazione giuridica e proprietaria dovrà essere loro riservata perché ne possano godere anche le generazioni future? Anche in ragione di questa consapevolezza "regionale-globale" è nata la proposta di un'Amazzonia interetnica, in cui i confini brasiliano, boliviano, peruviano, colombiano, ecquadoregno, venezuelano, delle Guyane si sono mescolati, come già era avvenuto nei tre incontri preparatori del Forum tenuti nelle città di confine di Santa Elena, Leticia e Amapa. E l'opposizione all'Alca, il mercato senza cittadinanza perseguito da Bush, ha assunto toni inflessibili, capovolgendo le logiche di mercato e ponendosi in forte sintonia con la lotta per i diritti sociali e di cittadinanza che, nelle conferenze organizzate in comune, gli esponenti del Fse hanno dichiarato di voler introdurre nella futura Costituzione della Unione europea. Infine, il netto sostegno a Chavez ed al governo venezuelano ha rinvigorito la sua motivazione nel consenso che le modifiche costituzionali introdotte a favore delle popolazioni indigene hanno suscitato in tutti gli abitanti di questa regione del pianeta.

I temi " sovranità dei popoli, acqua, terra e foreste, identità amazzonica e unità latinoamericana " sono stati dibattuti in affollatissime assemblee e perfezionati in quarantadue laboratori, coivolgendo le città e le delegazioni dei sette Stati brasiliani dell'Amazzonia e realizzando visivamente un'unità di tutti i paesi del bacino fluviale.

Al calendario del Forum si è intrecciato, con cadenze proprie ma anche con coincidenze e sovrapposizioni volute, il Congresso della Città, l'organismo assembleare di settemila delegati che discute il bilancio partecipativo, costruisce consenso popolare attivo e assicura il controllo sociale a livello municipale.

Un'autentica festa di democrazia e solidarietà che ha saldato la città e i suoi rappresentanti "a cominciare dall'amatissimo sindaco Edmilson Rodrigues" alle prospettive del movimento di Porto Alegre. Un abbraccio spontaneo, ospitale e convinto di tutta la popolazione, nel Brasile di Lula. Uno stringersi attorno al movimento assai diverso da quello sofferto di Firenze, liberata solo alla fine di tre splendide giornate dalle paure e dalle polemiche oscurantiste sollevate nell'Italia di Fini Bossi e Berlusconi


SELVAS.org - Disclaimer - Copyleft
In ottemperanza con la nuova legge sull'editoria italiana, si segnala che selvas.org non è' un periodico. Qualunque testo vi appaia non ha alcun tipo di cadenza predeterminata nè predeterminabile. Non essendo una testata giornalistica, non esiste editore. Tutti i contenuti sono a responsabilità e copyright dei siti linkati o di chi li ha scritti. I dati sensibili relativi alla legge sulla privacy sono tutelati in ottemperanza alla legge 675/96 e dal dpr 318/99. Il contenuto del sito può essere liberamente citato, linkato ed anche copiato (a patto si citi selvas.org come fonte). Per qualunque altra informazione scrivere alla redazione.