:: Selvas.org::
:: Occhi aperti sulle Ande :: Ojos abiertos en los Andes ::
SELVAS.org


Home
Portada

Chi siamo
Quien somos

Contattaci
Contacto

Uno sguardo
Una mirada

Campagne
Campañas


Link
Enlaces

Il giudice argentino che ha richiesto il mandato di cattura internazionale
per l'ex presidente della Bolivia Hugo Banzer Suarez
e la sua estradizione in Argentina ha ultimato il suo mandato
e il Presidente della Corte Suprema boliviana si dimette "a sorpresa".

Gli archivi del terrore
e la tortura del silenzio.
A cura di Giovanna Vitrano



(Foto centroamericalatina@comune.pisa.it)


SOMMARIO:
Banzer deve rispondere della scomparsa di 6 persone
La lunga lista dell'Assemblea Permanente


Il Coordinamento del PLAN CONDOR made in CIA

ALCUNI DOCUMENTI dall'"Archivio del Terrore"
(download i documenti in formato .jpg)


La rinuncia della Corte Suprema,
il Trattato di Montevideo
e Amnesty International


GLI SCOMPARSI - I desaparecidos che accusano Banzer

:: FONTI ::
Los Tiempos
El Diario
La Razòn
El Nuevo Dia
La Prensa
Bolivia.com



Bolivia - 7/01/2002

(Foto http://www.brecha.com.uy)
Banzer deve rispondere della scomparsa di sei persone

Per il giudice federale Canicoba Corral –che lo scorso 25 dicembre ha spiccato un mandato di cattura internazionale per l’ex presidente boliviano Hugo Banzer Suarez per ottenerne l’estradizione in Argentina – l’ex colonnello boliviano deve rispondere della vita di sei persone –tra boliviani ed argentini- che furono arrestati durante il suo regime dalle forze di sicurezza argentine negli anni ’70. Rodolfo canicoba Corral basa le sue accuse sulle molteplici testimonianze e, soprattutto, sui documenti secretati che compongono quelli che vengono chiamati gli “Archivi del Terrore” ritrovati ad Asunciòn –Paraguay- nel 1992. Questi archivi, desecretati dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, sono la migliore prova dell’esistenza del Plan Condor. Infatti, tra le testimonianze raccolte dal giudice Canicoba Corral ci sono anche quelle dell’avvocato paraguayano Martín Almada, colui che materialmente ha scoperto gli Archivi, e del giornalista argentino Martín Sivak, autore del libro “El dictator elegido”.

Ma ad aumentare il numero delle presunte vittime di Banzer c’è l’elenco presentato dalla Asamblea Permanente de Derechos Humanos de Bolivia che ha fornito al giudice federale un’altra lista. In questo elenco figurano i nomi di: Jaime Rafael Lara Torres, Cosme Benito Choque, Luis Stampony, Sergio Buitrago, Hernán Kramer, Nils Alfredo Casson Coria, Franz Carlos Ortuño Arenas, Rosa Mery Tellería, Alberto Angel Correa Toperberg e Guido Gutiérrez. La lista dovrebbe contenere anche i seguenti nomi: Daniel Arroyo Rasguido, Carlos Bayro Carrochano, Hugo Criales, Oscar Hugo Gonzales de la Vega, Jorge Gómez Tapia, Jorge Helguero Suárez, Reiner Ibsen Cárdenas, Carlos Alfonso López Adrián, Manuel Mario Llorety Cabrera, Félix Melgar Antelo, Pedro Morant Saravia, Lucio Nina Fernández, Enrique Ortega Hinojosa, Cancio Plaza Astrona, Nicolás Ramírez, Alcides Sandóval Morón, Roberto Sánchez Otazo, Alfonso Toledo Rosado, José Carlos Trujillo Oroza, Arturo Zambrana La Fuente. I cileni Agustín Carrillo Carrasco, Samuel Corvetti, Rodolfo Quinteros, Julio del Tránsito Valladares y Guillermo Vélez. L’uruguayano Enrique Lucas López; gli argentini Oscar Pérez Betancour, Graciela Antonia Rutilo Artés, Juan Ivo Stambuck Vargas, Alfonso Stamponi Cordinalsi, Ana María Spaltro e infine l’italiano Nicola Dorza Caballero.

Yolanda Prada de Banzer
Per il Giudice Rodolfo Canicoba Corral non è estranea ai fatti legati al Plan Condor nemmeno la moglie dell’ex presidente, Yolanda Prada. E’ in suo possesso, infatti, un documento riservato che ordina alla Giunta Nazionale dello Sviluppo Sociale, presieduta appunto dalla first lady, di trasferire la piccola Carla Rutilo Artés “per ordini superiori”. Questo documento, datato 5 aprile 1976, dice: “Reverenda madre, la signorina Laura La Faye è autorizzata a trasfgerire la bambina di tre mesi che le fu affidata per ordini superiori. Alla data la minore deve essere inviata alla casa dipendente da questa istituzione”. Questo documento è controfirmato da legali che lo hanno archiviato come “Bolivia”, ed è sostenuto anche da documenti del Ministero degli Interni e da un radiogramma che conferma l’arrivo della piccola in Argentina. Per lo stesso argomento, Yolanda Prada è sotto processo in Spagna per le accuse mossele da Carla Rutilo attraverso il giudice Baltasar Garzon.

torna indietro


Il coordinamento del Plan Condor
Made in CIA

Nel Documento della Riunione di Intelligence sudamericana effettuata a santiago del Cile nel 1975 si legge: “La sovversione è presente nel nostro continente. Gli infliltrati penetrano all’interno della vita nazionale. Per combattere questa guerra psicopolitica, dobbiamo poter contare su un efficace coordinamento che permetta l’interscambio di informazioni e di esperienze”.

Ecco alcuni documenti tratti dall’archivio di Asuncion.





Negli Archivi del Terrore, scoperti nel 1992 ad Asuncion –Paraguay- si sta trovando davvero di tutto. Tra le cinque tonnellate di carta che compongono questi Archivi si legge persino che “il 28 settembre del 1976 la Cia ha promosso l’Operazione Condor come un meccanismo per combattere frontalmente contro la sinistra marxista”. Per rendere esecutivo il Piano, la Cia e i governi partecipanti stabilirono tre fasi. Le prime due si riferivano all’identificazione e al pedinamento di politici, dirigenti e personaggi considerati sovversivi. La terza fase, considerata la più segreta, consisteva nella “formazione di gruppi speciali dei paesi membri per difendersi da qualunque paese estraneo al piano e per realizzare azioni, incluso l’assassinio, contro il terrorismo”, come risulta dagli archivi della Cia.

PUOI SCARICARE ALCUNI DOCUMENTI DEL PLAN CONDOR
in formato jpeg

#1
#2
#3
#4
#5
#6
#7
#8
#9

Altri documenti e trascrizioni si possono vedere al sito dell'associazione Centro America Latina http://www.comune.pisa.it/centroamericalatina


torna indietro

:: APPROFONDIMENTI ::
Centro America Latina
in italiano
Il Centro America Latina è un comitato attivo nella denuncia delle politiche di sfruttamento del continente sudamericano.
Molto interessante la visita
di una mostra sull'Operacion Condor.
http://www.comune.pisa.it/centroamericalatina
centroamericalatina@comune.pisa.it  


Centro Documentacion
Corte Suprema
de Justicia Paraguay

in spagnolo
Sito creato dall'UNESCO sulla documentazione dell"ARCHIVIO DEL TERRORE" ritrovato ad Asunciòn - Paraguay nel 1992.
http://www.unesco.org/webworld/paraguay

Memoria de los desaparecidos
in spagnolo e inglese.
Le informazioni su desaparecidos in numerosi stati del mondo
http://www.desaparecidos.org


Derechos Chile
in spagnolo
La storia dei diritti violati in Cile e le indagini su Augusto Pinochet
http://www.derechoschile.com


Desaparecidos Italia
in spagnolo e inglese
Giudizi in Italia sui desaparecidos
http://www.derechos.org/nizkor/italia/


Madres de Plaza de Mayo
in spagnolo e inglese.
http://madres-lineafundadora.org
http://www.madres.org/


La rinuncia della Corte Suprema,
il Trattato di Montevideo
e Amnesty International

Sulla richiesta di estradizione dell’ex presidente Hugo Banzer è chiamata ad emettere una sentenza la Corte Suprema di Bolivia.
Ma lo scorso 2 gennaio, durante il discorso in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, il presidnete di questa corte, Guillermo Arancibia, si è dimesso.
L’alto magistrato non ha precisato i motivi di questa sua decisione ma ha dichiarato che “la corruzione non perdona nessuno dei componenti della giustizia ed è radicata in tutte le istituzioni dello Stato”.
Fino alla nomina del nuovo presidente, la carica verrà assunta ad interim dall’avvocato Freddy Reynolds.

Il Trattato di Montevideo e Amnesty International
Se la richiesta del giudice federale Rodolfo Canicoba Corral non sarà presa in considerazione, l’Argentina potrà avvalersi dei poteri del Tribunale Internazionale così come è previsto dal Trattato di Montevideo –istituzione del Diritto Penale di cooperazione internazionale tra i paesi sottoscrittori per cooperare nella lotta contro la delinquenza e la criminalità - sottoscritto nel 1930 tra Argentina e Bolivia. Nel caso in questione, il paese richiedente, l’Argentina, può denunciare al foro internazionale il mancato rispetto della Bolivia al trattato di Montevideo che ha caratteristiche di legge della Repubblica dato che è stato ratificato dal Congresso Nazionale.
La segretaria generale della Assemblea Permanente dei Diritti Umani di Bolivia, Sacha Llorenti, ha espresso le sue perplessità circa la situazione relativa alla implicazione dell’ex presidente Hugo Banzer nel famigerato Plan Condor. Per paura di possibili prossimi insabbiamenti la segretaria dell’Assemblea Llorenti ha chiesto il coordinamento con Amnesty International.
L’incognita argentina
Il giudice argentino Rodolfo Canicoba Corral ha terminato il suo periodo lavorativo all’interno della corte federale lo scorso 31 dicembre. Questo fatto si somma al periodo di ferie del tribunale argentino che termina il 31 gennaio. Tecnicamente, la causa iniziata tre anni fa, avrebbe potuto essere condotta dal giudice che ha lavorato con il magistrato Rodolfo Bagnasco, giudice federale del collegio numero sette, che però ha rinunciato a seguire la causa in corso già lo scorso anno per dedicarsi all’attività privata. La Camera federale dovrà nominare il giudice titolare dell’inchiesta ai primi del prossimo febbraio. E la condizione politica argentina, attualmente, non fa sperare in proseguimento sereno dell’iter processuale…


Giovanna Vitrano, giornalista e ricercatrice indipendente ha curato diverse inchieste e dossier su politica, società e ambiente del continente latinoamericano.
E-mail: giovitrano@libero.it
:: SCHEDA ::
I "DESAPARECIDOS" CHE ACCUSANO BANZER

Oscar Hugo Gonzales de la Vega venne arrestato in Bolivia il 20 giugno 1976 e trasferito a Villazon dalle forze di sicurezza il 13 ottobre insieme con l’argentino Luis Stampony, detenuto dal 25 settembre dello stesso anno. Di quest’ultimo non si conoscono precedenti. Il primo, invece, venne arrestato a Cochabamba e torturato dalla polizia boliviana. La madre ha testimoniato che proprio il Ministro degli Interni dell’epoca, Juan Pereda, le confermò il trasferimento del figlio in Argentina.
Graciela Rutila Artés fu arrestata in Bolivia il 2 aprile del 1976 insieme con sua figlia Carla Graciela che al tempo aveva solo nove mesi. Entrambe furono trasferite dalle forze di polizia a Villazon. Vivevano a Oruro con l’uruguayano Enrique Joaquín Lucas, membro del movimento guerrigliero Tupac Amaru. Graciela fu “brutalmente percossa dagli agenti di sicurezza durante tutta la notte e parte della mattina successiva, mentre la piccola veniva privata dell’alimentazione indispensabile”, come risulta dai documenti presentati dal giudice federale. Madre e figlia furono poi trasferite a La Paz, al Ministero dell’Interno dove Graciela venne torturata dalla polizia argentina. Tra le prove, c’è il telegramma con cui la polizia boliviana comunica a quella argentina l’espulsione di Graciela Rutila e di sua figlia. Lucas, il padre della bambina, è morto nel corso di uno scontro con la polizia a Cochabamba nel 1976. Carla Rutila, adesso ventiseienne, è residente in Spagna. E’ stata adottata da una famiglia argentina. Il padre, Eduardo Alfredo Ruffo, era un militare della Tripla A (Alianaza Anticomunista Argentina), un organismo di repressione. Ha scoperto la sua vera identità solo molti anni dopo, grazie alla incessante ricerca di sua nonna e delle Madri di Plaza de Majo. L’orfanotrofio cui era stata affidata era diretto dalla moglie di Banzer, Yolanda Prada.
Erasmo Suárez Balladares era un dirigente sindacale. Arrestato nel 1972, andò poi in esilio in Argentina, dove aveva trovato impiego presso una fabbrica di mobili. Qui fu sequestrato il 21 aprile del 1977, giorno in cui poliziotti argentini violentarono sua moglie e sua figlia appena 12enne. Di lui non si è saputo più nulla.
Gustavo Medina Ortiz era un avvocato che aveva trovato asilo in Argentina, paese in cui venen sequestrato il 10 ottobre del 1975. Di lui non si è saputo più nulla.
Juan Carlos Jordán Vercellone, boliviano, studiava giornalismo a La Plata, città in cui venne sequestrato il 17 gennaio del 1978. Prima aveva studiato sociologia in Cile, dove si era legato a gruppi marxisti.
Efraín Fernando Villa Isola, argentino, è scomparso in Bolivia nel giugno del 1976, dopo essere stato arrestato dall’esercito.

.



torna indietro