:: Selvas.org::
:: Occhi aperti sulle Ande :: Ojos abiertos en los Andes ::
SELVAS.org


Home
Portada

Chi siamo
Quien somos

Contattaci
Contacto

Uno sguardo
Una mirada

Campagne
Campañas


Link
Enlaces

Il giudice federale argentino Rodolfo Canicoba Corral
ha richiesto lo scorso 26 dicembre un mandato di cattura internazionale
per l'ex presidente della Bolivia Hugo Banzer Suarez
e la sua estradizione in Argentina.

Banzer al capolinea
del Plan Condor
A cura di Giovanna Vitrano



(Foto UN TV)


SOMMARIO:
Gli "archivi del terrore" del Plan Condor
Le associazioni in difesa dei diritti umani


Richiesta dell'INTERPOOL Argentina alla Boliva

INTERVISTA a Hugo Banzer Suarez
Breve biografia del Generale (in spagnolo)

INTERVISTA al giudice R. Canicoba Corral

IN ITALIA ci sono prove contro il Generale


:: FONTI ::
El Diario
La Razòn




Bolivia - 28/12/2001
:: APPROFONDIMENTI ::
Proyecto Desaparecidos en Argentina
in spagnolo
http://www.desaparecidos.org/arg/


Memoria de los desaparecidos
in spagnolo e inglese.
Le informazioni su desaparecidos in numerosi stati del mondo
http://www.desaparecidos.org


Derechos Chile
in spagnolo
La storia dei diritti violati in Cile e le indagini su Augusto Pinochet
http://www.derechoschile.com


Desaparecidos Italia
in spagnolo e inglese
Giudizi in Italia sui desaparecidos
http://www.derechos.org/nizkor/italia/


Madres de Plaza de Mayo
in spagnolo e inglese.
http://madres-lineafundadora.org
http://www.madres.org/


Campagna "NoNobel"
a Henry Kissiger

in italiano, spagnolo e inglese
Appello internazionale per la revoca
del Premio Nobel per la Pace a
Henry Kissinger del 1973.
http://www.peacelink.it


Il giudice Rodolfo Canicoba Corral accusa il capo nazionale del partito di maggioranza boliviana, l'Adn, di aver partecipato al famigerato "Plan Condor", il piano secondo il quale venivano coordinate le azioni di repressione politica nelle dittature militari dell'America del Sud negli anni Settanta.

Questa accusa è conseguenziale alle indagini in corso sulle responsabilità penali degli ex dittatori che hanno dato vita al "Plan Condor", ex dittatori tra i quali figura l'ex presidente argentino Jorge Rafael Videla (per il quale è stata accettata la richiesta di carcerazione preventiva). Canicoba Corral ha richiesto la cattura e l'estradizione anche per Alfredo Stroessner, ex capo di Stato del Paraguay, e per l'ex dittatore del Chile Augusto Pinochet.

Il giudice federale ha anche fatto ufficiale richiesta al Ministero della Giustizia statunitense per un mandato di comparizione a nome dell'ex segretario di Stato Henry Kissinger come "persona a conoscenza dei fatti" che si svolsero nel Cono Sud dalla fine degli anni Sessanta fino all'inizio degli anni Ottanta (ricordiamo che è in corso la campagna per ritirare il premio Nobel per la Pace assegnato proprio ad Henry Kissinger per il quale la cronaca gli sta attribuendo, giorno dopo giorno, anche una lunghissima serie di responsabilità politiche in quasi tutte le manovre militari dell'America Latina negli anni bui delle dittature, ndr).

Secondo voci non ufficiali, Hugo Banzer Suarez potrebbe venire fermato al suo arrivo negli Stati Uniti il prossimo 3 gennaio quando dovrà sottoporsi all'ennesima seduta di chemioterapia presso l'ospedale militare "Walter Reed" di Washington. Esattamente come successe ad Augusto Pinochet, arrestato durante un viaggio in Inghilterra per un controllo medico.


Gli "archivi del terrore" del Plan Condor
Concertato dai capi militari sudamericani, il Plan Condor -di cui è sempre stata negata persino l'esistenza- altro non era che l'oscuro disegno di un'associazione criminale organizzata secondo parametri militari per reprimere con la forza le opposizioni politiche e sindacali ai governi militari dell'America Latina. Questo "piano" sanciva un tacito accordo tra le dittature militari per facilitare l'interscambio di prigionieri politici, di informazioni militari e di polizia, ma anche di alcuni metodi di tortura, come quello detto "del guardiano" che prevedeva l'impiego di fruste, sale e altri "ingredienti"; tra gli scambi suggeriti dal Plan Condor anche i metodi per "mantenere in vita i torturati". Erano coinvolti nel Plan Condor i governi di Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay, Uruguay e Chile.

L'avvocato paraguayano Martin Almada, uno dei più grandi esperti in materia di difesa dei diritti umani, scroprì nel 1992 nella capitale Asuncion, circa cinque tonnellate di documenti comprovanti l'esistenza di questo Plan Condor. Questa mole di documenti, conosciuti come "gli archivi del terrore", sono ancora in fase di studio e di classificazione ma, da è quanto emerso fino ad ora, è indubbio che sia stato "il generale cileno Augusto Pinochet -ha dichiarato l'avvocato- ad architettare il Plan Condor, un sistema segreto per lo scambio di prigionieri politici nell'America del Sud. (...) Le prove (dell'esistenza del Plan Condor) non si trovano né in Spagna né a Londra, ma ad Asuncion, in quelle cinque tonnellate di documenti che coinvolgono Augusto PInochet, Alfredo Stroessner, Rafael Videla -ex presidente argentino di fatto - e Hugo Banzer, ex capo di Stato della Bolivia". A questi "archivi del terrore", adesso sotto la custodia della Corte Suprema di Giustizia del Paraguay, si è interessato anche il giudice spagnolo Baltazar Garzon, il giudice che per primo riuscì a portare davanti ad una corte l'ex dittatore Augusto Pinochet.


El General Hugo Banzer Suarez
"Il peso dei miei sette anni di governo è stato decisivo per la mia attività politica, decisivo come il mio contributo alla democrazia, della quale sono assolutamente convinto". Così Hugo Banzer Suarez il 13 novembre del 1993 quando ha annunciato la sua decisione, irrevocabile, di ritirarsi dalla scena politica rinunciando persino alla guida del suo partito, l'Adn. Un annuncio che rimase solo nelle intenzioni, visto che Banzer ancora oggi mantiene la carica di capo nazionale dell'Adn anche se ha dovuto rinunciare il 6 agosto del 2000 alla carica di presidente della repubblica perchè malato di cancro. Una vita politica che lo vede protagonosta da oltre trent'anni, e tutti e trenta questi anni trascorsi combattendo una incessante lotta per "ripulire" il suo nome, per far dimenticare i suoi trascorsi da colonnello dell'esercito, quando, dentro un'impeccabile divisa impreziosita da una valanga di medaglie, portò con sè al potere dello stato boliviano il suo "Nuovo Ordine", quello che lo aiutò a eliminare i partiti di opposizione Mnr e Fsb.

Facciamo un passo indietro. E' il 21 agosto del 1971, quando viene deposto il presidente militare Juan Jose Torrez (che era successo al defunto Rene Barrientos Ortuno). Torrez si era distinto per la sua apertura a sinistra, un'apertura che le Forze Militari non potevano permettere. Nel 71 Banzer tentò per ben due volte un golpe, ma non riuscì nell'impresa e trovò esilio in Argentina. Lì, trovati i giusti appoggi, escogitò il modo per rientrare clandestinamente in Bolivia. Nonostante venne catturato a Santa Cruz, Hugo Banzer tentò ancora di deporre Torrez e, dopo tre giorni di quella che sembrava essere una guerra civile (vi persero la vita più di 300 persone), fu costretto a rimandare il suo sogno di potere. Si tolse la divisa e fondò un partito politico, l'Adn, con il quale partecipò a tutte le elezioni presidenziali del Paese riuscendo ad essere eletto "democraticamente" con il 75% dei voti. Non sono pochi quelli che giudicano totalmente illegale quella elezione.


Le associazioni in difesa dei diritti umani
Secondo i documenti raccolti dall'Asociacion Boliviana de Familiares de Detenidos y Desaparecidos, nel corso dei sette anni di governo Banzer sono scomparsi 33 prigionieri politici boliviani. "La decisione del giudice Rodolfo Canicoba Corral -ha dichiarato il presidente dell'Associazione, Loyola Guzman (ex guerrigliera con Ernersto Che Guevara, ndr)- segna una svolta molto importante nella lotta contro l'impunità" dai crimini commessi dai regimi dittatoriali negli anni '60 e '70. Adesso è giunto il momento, ha continuato la Guzman, che i familiari dei desaparecidos sappiano la verità sul destino che i governi militari hanno riservatoai loro congiunti. Secondo l'Associazione, gli argentini Efrain Villaisola, Luis Stampone, Carla Rutilo e la figlia di questa scomparvero in Bolivia proprio durante il governo Banzer; la madre di Stampone, a sua volta, scomparve non appena giunse a Buenos Aires alla ricerca del figlio. E ancora, sette cittadini boliviani, tra cui sei studenti dell'Università di Cordoba, sparirono proprio a Buenos Aires.

Il presidente della Asemblea Permanente de Derechos Humanos boliviana, Waldo Albarracin, ha dichiarato che, secondo lui, "la richiesta della magistratura argentina è legale, legittima e giusta perché va contro l'impunità degli ex dittatori. Crediamo che la decisone del giudice Canicoba Corral sia la migliore attestazione della reale esistenza del Plan Condor e del fatto che sia reale la sparizione di alcuni detenuti argentini in Bolivia, restituiti alla dittatira del loro paese d'origine, proprio come i casi ravvisati dal giudice Baltazar Garzon".

Il vicepresidente dell'Asemblea, Sacha Llorenti, ha precisato che la risoluzione del giudice federale argentino è stata presa rispettando le norme legali dei diritti umani e per tanto la sua richiesta di carcerazione preventiva deve essere eseguita: "Non esiste ragione legale per impedire che Hugo Banzer Suarez venga processato in Argentina, né un argomento valido può essere la territorielità o la malattia dell'ex presidente. Ricordiamo -ha continuato il vicepresidente- che i delitti contro l'umanità non vanno in prescrizione nè possono essere sottoposti ad amnistia. Esiste una responsabilità internazionale per la persecuzione di questi crimini -ha concluso Sacha Llorenti- e l'applicazione di una giurisdizione universale per l'individuazione dei responsabili dei delitti contro l'umanità". Llorenti ha infine ricordato che l'estradizione di Banzer, oltre che da Canicoba Corral, è stata richiesta anche dal giudice spagnolo Garzon e da una commissione italiana.


Le reazioni politiche: l'opposizione
Il principale partito di opposizione al governo boliviano, il Mir, sottolinea la forza politica di tale richiesta. Il portavoce ufficiale, Mauricio Antezana, ha anche dichiarato che la relazione tra Banzer e il famigerato Plan Condor non è venuta alla luce negli anni scorsi a causa di una precisa volontà da parte delle forze politiche al governo ad occultare i "fiumi di sangue" che avevano bagnato l'America Latina, Bolivia compresa. Antezana però avverte che bisogna stare attenti che questo fatto non faccia dimenticare le iniziative da poco intraprese per quella che viene chiamata "lotta alla corruzione".

Le reazioni politiche: la maggioranza
"Inumana" la decisione del giudice Canicoba Corral secondo il partito di maggioranza, l'Adn, che ricorda le gravi condizioni di salute dell'ex presidente della Repubblica e attuale leader nazionale del partito. Il dirigente Adn Guido Riveros ha ricordato ai suoi antagonisti politici che il leader del Mnr, Victor Paz Estenssoro, partecipò attivamente al golpe del 1971 e che "tutto ha una sua spiegazione, compreso l'occultamento dei 'fiumi di sangue'. Si tratta di opportunismo politico". Il segretario esecutivo dell'Adn, Guillermo Fortun Suarez (ex ministro del Governo Banzer) ha criticato aspramente la richiesta del mandato di cattura internazionale per Banzer. Dopo aver parlato con l'ex capo di Stato, attualemente a Santa Cruz, Fortun Suarez ha riferito che il suo leader nazionale è infastidito e che ha dichiarato di non aver nulla "a che fare con questo Plan Condor", ammesso che esista o sia esistito veramente. Fortun ha aggiunto che non riconosce l'extraterritorialità in materia politica: "Noi boliviani dobbiamo essere giudicati dalle nostre stesse leggi". Il egretario esecutivo dell'Adn ha poi esposto una sua teoria secondo la quale dietro le accuse fatte al suo superiore si cela l'Associazione delle Madri e delle Nonne di Plaza de Majo che "stanno approfittando -ha dichiarato Fortun- del caos sociale del loro paese, caos che ha provocato la rinuncia al mandato presidenziale da parte delpresidente Fernando de la Rua".

torna indietro



La richiesta dell'INTERPOOL Argentina alla Boliva

L'ex presidente Hugo Banzer ha deciso di cancellare il suo viaggio a Washington previsto per il prossimo tre gennaio e verrà sottoposto alla chemioterapia presso la clinica Foianini a Santa Cruz, anche se le fonti ufficiali continuano a confermare il ricovero del Generale nell'ospedale statunitense. Nel frattempo è stato dato incarico all'avvocato Iván Alemán di difenderlo. Il 29 dicembre l'Interpol argentina ha formulato la sua richiesta:

"Richiesta di carcerazione preventiva. Richiesta di estradizione del cittadino Banzer Suárez Hugo. Boliviano. Nato nel dipartimento di Santa Cruz, a Concepción il 10 maggio del 1926. Figlio di César Banzer e Griselda Suárez. Militare. Carta di identità argentina numero 10729834 DNI. Numero argentino 92392607. Ex presidente della Bolivia. Su richiesta del giudice nazionale federale criminale Rodolfo Canicoba Corral".

Questo il testo della comunicazione giunto da Buenos Aires alla Direzione Nazionale dell'Interpol a La Paz, testo che sarà anche trasmesso alla Cancelleria come previsto dalla legge


torna indietro



"Rido quando mi chiamano dittatore"

In alcune dichiarazioni esclusive l'ex presidente Hugo Banzer sostiene che l'ordine di cattura lo inquieta perchè soffre di una grave malattia e che deve assolutamente andare negli Stati Uniti per curarsi, un viaggio da cui dipende la sua vita.

Cecilia Dorado - El Nuevo Día
(Pubblicata su El Diario del 29 dicembre 2001)




"Ho la coscenza tranquilla" ha ripetuto un'altra volta. Così, il generale Hugo Banzer Suarez ha cercato consolazione in se stesso per giustificare il suo passato da dittatore. Questa intervista è stata rilasciata a Cecilia Dorado per El Diario il giorno dopo che l'ex colonnello ha appreso la notizia del manadato internazionale di cattura contro di lui, una notizia che sembra non averlo sorpreso. La notizia, data in anticipo, gli è stata data da alcuni suoi corregionali, in particolare da suo nipote ed ex prefetto di Santa Cruz, Ramon Prada. "Per rispetto al generale è stato chiesto che non gli si facciano domande sull'argomento del mandato di cattura. E' charo che lui può farlo. Se lui chiede di parlare, bene, se no bisogna rispettare la sua decisione per il suo stato di salute", ha avvertito poco prima dell'inizio di questa intervista. Erano le 11. Prada ha condannato la decisione del giudice Rodolfo canicoba Corral, argomentando che la giustizia argentina non può immischiarsi nei fatti boliviani perché "per questo abbiamo le leggi. Non ci sono gli estremi per un mandato di cattura",ha detto sulla decisione dell'Interpol di cercarlo. In quello stesso momento, ha fatto il suo ingresso nella casa dell'ex presidente il segretario esecutivo di Accion Democratica Nacionalista, Guillermo Fortun, piuttosto silenzioso e un po' nervoso.

Come procede l'Assemblea della ADN? è stato chiesto a Fortun mentre aspettiamo il generale in una piccola sala attigia all'ingresso principale della sua residenza. "Va bene, tutto andava molto bene fino a quando non abbiamo ricevuto questa notizia", ha risposto alludendo alla decisione del giudice argentino. "Non è la prima volta che attaccano il generale", ha continuato, proprio mentre Banzer entrava in casa in compagnia di Ramon Prada. Vestito informalmente, con una camiglia di taglio militare e un paio di pantaloni beige, Banzer si è accomodato in uno dei divani verdi di ferro forgiato con cuscini bianchi. Parte della stanza era occupata da un enorme albero di Natale, messo dietro di lui. Aveva un buon aspetto ed era tranquillo, anche se infastidito. Appena entrato, ha chiarito che avrebbe concesso l'intervista per complimentarsi con questo giornale -che gliela aveva chiesta già da una settimana- che per primo gli aveva detto dei fatti che lo avrebbero colpito. Era previsto che inqualche momento la conversazione sarebbe caduta sull'argomento spinoso. E quello che ha sorpreso fu che appena entrato lui stesso ha preso l'argomento dell'ordine di cattura e del suo passato da dittatore. "Non ho nemici. Non ho mai fatto male a nessuno", si è giustificato mentre pronunciava vari nomi di chi in diversi momenti lo ha combattuto e che ora è suo alleato oppure riveste un ruolo diplomatico all'estero, ad iniziare dalle persone designate durante la sua ultima carica di Capo di Stato (1997-2000) come Benjamin Miguel del Partido Democrata Cristiano (PDC), Oscar Zamora, ex ambasciatore nella Cina Popolale, e Eudoro Galindo, ambasciatore in Giappone.

"Non c'è niente che mi possa far passare per una persona che ha trattato male gli altri, semmai credo di non essere stato trattato con equanimità in molte occasioni. Ho sempre rispettato l'essere umano e ho sempre trattato le persone con uguale rispetto. Lo dimostrano le associazioni politiche che abbiamo tenuto nel passato, non si dimentichi che negli anni Settanta abbiamo governato grazie ad una azione politica congiunta con la Falange e con il Movimento Nacionalista Revolucionario (nella prima metà degli anni '70, i due partiti politici di opposizione ai governi militari si allearono con Banzer dando vita al Fronte Popolare, ndt). Insieme abbiano tenuto altre associazioni, come la alleanza con il MIR e Nueva Fuerza Republicana... infine, sempre cercando di unire i boliviani per stabilizzare una politica a vantaggio del paese, un fatto che oggi rende tranquilla la mia coscenza, e in questo modo abbiamo dato consistenza alal democrazia per tutti i boliviani, ma il motore che ha reso possibile tutto questo è stato il partito con me al vertice. Questa è la pura verità, e tengo a dirlo per la prima volta, è un bene che si ricordi. Non è raro che anche lei abbia teso la mano a quelle persone che probabilmente l'hanno danneggiata. Così è. Io non considero il fatto di avere nemici, credo di avere oppositori politici, ma a questi oppositori politici tendo una mano e lo voglio fare fino all'ultimo giorno della mia vita perché alla fine siamo tutti boliviani, tutti siamo una sola famiglia e non c'è giustificazione alle liti, non le accetto".

Come si sente quando riemerge il suo passato da dittatore?

"Sono una persona con la coscenza tranquilla, perchè non ho mai fatto parte di associzioni a delinquere, giammai. In associazione con partiti politici e con persone non abbiamo mai stretto alleanze né con associazioni illegali, peggio ancora a delinquere, ed è per questo che quando si dice che in passato ho fatto parte con un'associazione a delinquere non è la verità, nè in Bolivia, né come presidente dell'epoca ho scritto alcun documento che faccia parte di attività di lotta contro persone. Quello che ha causato scompiglio e occupa le prime pagine dei giornali (l'ordine di cattura), supponendo che mi inquieti lo fa perchè sono gravemente malato e chiedo di vivere tranquillamente, chiedendo di ritirarmi dalla politica, incluso la mia carica all'interno del partito. Queste cose entusiasmano il protagonismo di gente che vuole notorietà e non tiente in conto il fatto che non mi danneggia".

Lei sa chi ha questa smania di protagonismo di cui parla?

"Sapere? Gli esseri umani che si lagnano di non essere nelle condizioni di leader aspirano alla leadership offendendo, insultando, attaccando chi ha una leadership, è questa la formula preferita negli scenari politici. Ma qui deve esserci qualcuno che vuole fare il protagonsita attaccandomi, ma, ripeto, la mia coscenza è tranquilla. Credo che mi pesi il fatto di aver capito che ci sono boliviani che non credono nella giustizia boliviana, credo soprattutto in questo caso in particolare che si tratta della vita di una persona, della sua libertà, e poi credo che la giustizia esiste".

Lei crede che tutto questo sia ingiusto?

"Sì, lo considero ingiusto, insolito e anche inopportuno perché ripeto io non sono in competizione politica con nessuno, ma per qualcuno, che non credo che sia in Bolivia per quanto posso vedere, sì, qualcuno che è ansioso di diventare protagonsita in materia giudiziaria o professionale. E' l'unica ragione che ravviso per questa incursione nella mia vita privata".

Mentre parla il generale, il suo nipote politico Ramon Prada, che fin dall'inizio dell'intervista è rimasto ad osservare, non nascondeva il suo nervosismo al punto da mettersi a circa mezzo metro da suo zio, nel momento in cui si parlava dell'ordine di cattura.

Ma la discussione è continuata senza intoppi. Banzer ha fatto nuovamente riferimento al suo primo mandato al Governo.

"Il mio obiettivo non fu quello di essere un politico né presidente, ho pensato di essere un buon soldato e certe volte di essere Generale, questo era il mio obiettivo. Ma le circostanze mi hanno condotto su altre strade. In un determinato momento, i politici mi cercarono in Argentina e mi chiesero di tornare (in Bolivia) per sviluppare un movimento politico e sociale negli anni '70, quando il governo non era costituzionale, non c'era un Parlamento e le Forze Armate erano sul punto di essere sostituite da forze di liberazione, quando la giustizia veniva ignorata e si cercava di istituire tribunali popolari di distretti. Questa era la situazione del paese in quei giorni. Tutti i politici e alcuni rappresentanti delle istituzioni civili vennero a cercarmi a Buenos Aires, in Argentina, perché io prendessi le redini del loro movimento. Mi dissero che sarei stato il Presidente, ma io dissi di no, mi assumo la responsabilità di cui siente venuti a parlarmi ma facciamo una cosa alla volta, decidiamo dopo la vittoria, perché non si può accettare una responsabilità del genere quando c'è qualcuno che non è daccordo. Una volta in Bolivia, i politici -in questo caso specifico il MNR, la falange, le Forze Armate e i gruppi civili - hanno deciso che io dovevo essere il nuovo presidente della Repubblica.

Cosa prova quando la chiamano dittatore?

"Rido (e ride), non mi causa alcuna sensazione negativa perché è solo un modo di disprezzarmi da parte di chi vuole esasperare un fatto che non esiste. Se dobbiamo parlare di dittatura (dictadura in spagnolo, ndt), allora bisogna chiamarla "dittamorbida" (dictablanda in spagnolo, ndt), non era una dittatura perchè teneva a freno i partiti politici. Non potevo essere un dittatore mantenendo i partiti politici, si è dittatori quando ci si appoggia sulle baionette e questo non è stato il mio caso".

Allora, crede nell'esistenza di una morale dubbia dei politici in questo caso in particolare?

"Primo, mi hanno appoggiato e poi iniziarono a combattersi tra di loro, mi riferisco alla Falange e al MNR. Loro stessi hanno deciso di ritirarsi dal governo e quando lo fecero, io chiesi di ritirarmi a mia volta, ma loro mi chiesero di continuare. Ho cercato appoggi nelle Forze Armate e nella socità civile e così ho fatto durante i sette anni in cui sono rimasto alla presidenza nel corso degli anni Settanta".

Earno le 11.45 quando Ramon Prada ha interrotto l'intervista. "La stanno aspettando, Generale", gli disse riferendosi a Fortun e al capo dipartimentale dell'ADN, Jorge Landivar Roca. "Va bene", gli rispose Banzer, cui i suoi medici -secondo quanto lui stesso ha detto - hanno suggerito di no sottoporsi a troppo stress per il cancro al polmone che lo affligge.

Andrà negli Stati Uniti per continuare il suo trattamento medico specialistico?

"Sì, devo andare perché da questo dipende la mia vita e il controllo della malattia. Della malattia non voglio sapere niente, ma sto cercando almeno di tenere il cancro sotto controllo. Il cancro mi sta trattando con benevolenza, perché il trattamento cui mi sto sottoponendo è basato su due elementi. Primo, la fede in Dio, perché io sono un figlio di Dio, lui mi viene in aiuto e quello che va fatto lo sta facendo. Secondo, mi sto appoggiando alla medicina moderna, ed è per questo che andrò negli Stati Uniti per sottopormi al trattamento. Se non lo faccio, le cellule cancerogene si ripristinano e si finisce al cimitero".

L'ex Presidente ha trascorso il Natale in casa, nel distretto residenziale di Equipetrol nella città di Santa Cruz; festeggerà il nuovo anno con la sua famiglia, come ha chiesto.

"Sarei dovuto andare con amici, ma adesso non posso, il medico me lo ha proibito", ha chiarito Banzer mentre beveva un bicchiere di limonata fresca.

Si mostra fiducioso chel'ordine di cattura richiesto dal giudice argentino Canicoba si risolverà per il meglio grazie alla giustizia boliviana, in modo tale che niente possa interferire con il suo viaggio negli Stati Uniti. Al termine dell'intervista si è diretto verso un'altra stanza per riunirsi con i dirigenti del suo partito..

torna indietro


Da: Reporters Online en español
http://www.reportersonline.org/

HUGO BANZER SUÁREZ (1926 - )

PRESIDENTE DE LA REPÚBLICA DE BOLIVIA DESDE 1997 HASTA EL 6 DE AGOSTO DEL
2001. MILITANTE DE ACCION DEMOCRÁTICA NACIONALISTA.

(Foto undcp.org)
Hugo Banzer Suárez, nació en 1926 en Concepción y realizó sus estudios
universitarios en Bolivia y Argentina. Además de servir en varios altos
cargos del ejercito, Banzer fue Comandante en Jefe de las Fuerzas Armadas de
Bolivia. Fue ministro de Educación y Cultura de 1964 a 1966 y gobernó
Bolivia, como jefe de una junta militar que se apoderó del poder entre los
años 1971 a 1978. Luego, fue nombrado embajador de Bolivia en Argentina. En
1997, Banzer se convirtió en el candidato presidencial del partido Acción
Democrática Nacionalista y fue elegido democráticamente Presidente el 6 de
agosto de ese mismo año. Está casado y tiene cinco hijos. En estos años de
gobierno ha enfrentado graves crisis sociales y políticas, en particular con
los camionistas, los mineros y los cocaleros. Ha sido un férreo sostenedor
de la lucha contra las plantaciones ilegales de hoja de coca.
Hugo Banzer en los primeros días de julio del 2001 viaja a EE.UU. por
motivos de salud. Luego se informa que el Presidente tiene un cáncer
avanzado a los pulmones y al hígado. El 27 del mismo mes el Gobierno de La
Paz anuncia que el Presidente renuncia al mandato el día 6 de agosto, fiesta
nacional boliviana. Asume para completar el período presidencial el Vice
Presidente Jorge Quiroga, 41 años de edad, estrecho colaborador de Banzer.
Crónica de la época. En los días de la enfermedad y de la renuncia mucho se
escribió en la prensa sobre este gobernante. Les ofrecemos una crónica de
esos esos días que arroja mucha luz sobre el hombre y el político: "¿Quién
es Hugo Banzer, Presidente de Bolivia hasta el 6 de agosto del 2001,
gravemente enfermo de cáncer? Algunos han dicho de él, para explicar su
biografía política: "Conquistó siempre el poder y con cualquier método:
primero con las armas y luego con los votos". Perteneciente a una familia de
origen alemán, Hugo Banzer Suárez realizó una brillante carrera castrense
que culminó con su incorporación en el gabinete del presidente militar René
Barrientos como ministro de Educación entre 1964-1966. En agosto de 1971,
Banzer y otros militares derrocaron al entonces presidente, general Juan
José Torres, de tendencia izquierdista, en un golpe de estado que dejó
decenas de muertos en La Paz. Comenzó la persecución de las fuerzas de
izquierda y en noviembre de 1972 se declaró el estado de sitio para contener
las huelgas laborales. El apoyo inicial que había recibido de los partidos
políticos cambió a acusaciones de que intentaba institucionalizar una
dictadura unipersonal. El fuerte signo derechista de su régimen acercó a
Banzer a otras dictaduras de la región. Presionado dentro y fuera del país,
a fines de 1977, anunció elecciones para 1978 y optó por no presentarse.
Durante 1979 y 1982 Bolivia atravesó un período agitado por varios golpes de
estado y procesos electorales truncados. En 1979, Banzer fundó y fue el jefe
del partido Acción Democrática Nacionalista. Tras cinco intentos
infructuosos de retornar el poder -esta vez por la vía democrática- lo logró
finalmente en las elecciones de 1997. Su presidencia encontró dificultades
desde el primer momento, con divisiones en la coalición gobernante y
conflictos sociales protagonizados tanto por la Central Obrera Boliviana
-por cuestiones salariales- como por los campesinos cocaleros, que
protestaban por el programa de Bánzer para terminar con el cultivo ilegal de
coca. A pesar de la mejoría de la macroeconomía y de que se acordó una
reducción de la deuda externa con los acreedores, la incapacidad del
gobierno para resolver la pobreza extrema desembocó en un estallido social
en abril del año pasado. La agitación puso en duda la habilidad de Banzer
para resolver los problemas del país por encima de las luchas partidistas,
como la corrupción extendida, el creciente desempleo y subempleo, la
carencia de infraestructuras básicas y la falta de inversiones generadoras
de riqueza. En julio de este año, a Banzer se le diagnosticó un tumor en un
pulmón, abriendo un período de incertidumbre política que culminó con el
anuncio de su renuncia, mientras recibía tratamiento médico en Estados
Unidos.

torna indietro



INTERVISTA al giudice R. Canicoba Corral

"In primo luogo: associazione illegale aggravata"

Il giudice federale assicura che ha molte prove contro Banzer. L'ordine internazionale di cattura contro l'ex presidente della Bolivia Hugo Banzer Suarez è stato richiesto dal magistrato argentino il 25 dicembre.
A cura di Giovanna Vitrano


Il giudice federale argentino Rodolfo Canicoba Corral ha annunciato il 27 dicembre scorso di avere nelle sue mani documenti desecretati dai servizi segreti statunitensi che provano la partecipazione dell'ex presidente Hugo Banzer al Plan Condor. Il magistrato ha assicurato che seguirà questo caso per raggiungere un obiettivo: la detenzione dell'ex presidente e la sua estradizione in Argentina. L'ex mandatario dovrà rispondere alla giustizia argentina di associazione illegale aggravata. Le cittadine argentine Carla e Graciela Rutilo furono vittime nel 1976 di questa operazione internazionale di repressione degli oppositori.

Quando è stato emesso l'ordine internazionale di cattura contro il presidente Hugo Banzer?

"Ho firmato il documento il 25 dicembre".

Quali prove ha per processarlo?

"Bene, c'è una risoluzione che va ben oltre l'investigazione su quello che si conosce come Plan Condor. Considero che una associazione illegale che governava il Cono Sud e che era parte integrante con i goveri del Cono Sud negli anni della repressione si sia dedicata a commettere delitti comeil sequestro e la sparizione forzata di persone".

Lei parlava di prove che contano

"Bene, le prove sono la realtà in base alla quale abbiamo firmato questa risoluzione. Ci sono prove testimoniali, prove documentali e prove indiziarie, in fine, il castello di prove che abbiamo messo insieme è ricchissimo, e non è fatto soltanto di testimoni. Di fatto si tratta di provare che questa associazione è esistita e che era permanente e che si dedicava a commettere delitti. I delitti in se stessi, come per la sparizione forzata di alcune persone spostate a forza da un paese all'altro, non sono altro che ulteriori prove che questa associazione funzionaba, ma questi fatti sono oggetto di investigazione da parte di latri magistrati. Io mi sto occupando dell'accordo di volontà".

Con quale mezzo si dovrà eseguire l'ordine di detenzione contro il generale Banzer?

"La cattura internazionale la esegue l'Interpol; le polizie che fanno parte dell'Interpol che lo localizzeranno, lo metteranno a disposizione del magistrato o della giurisdizione che ne ha fatto richiesta. Questo magistrato mi comunica dove la persona si trova detenuta ed io metto in moto la macchina per procedere all'estradizione."

E' già stato inviato questo ordine di cattura all'Interpol boliviana?

"Eh... sì credo di sì... Bene, io non seguo ogni passo della procedura, non le posso dire esattamente in questo momento in quale paese è giunto l'ordine, ma credo che in questi casi giunga simultaneamente in tutti i paesi che fanno parte di questa organizzazione".

Nel suo paese, qual è il metodo usato, una volta che si emette l'ordine internazionale?

"Una copia dell'ordine viene trasmessa all'Interpol a Buenos Aires che la rende nota al resto del mondo affinchè si proceda".

Daccordo con la sua domanda, qual è il delitto di cui è accusato il generale Hugo Banzer?

"Associazione illegale aggravata è, in primo luogo, il delitto che si imputa al generale Hugo Banzer, ex presidente della Bolivia".

Solo questo?

"In primo luogo c'è questo delitto, perché in alcuni casi non c'è stata alcuna indagine su delitti di sparizione di persone nel nostro Paese (Argentina). Ma anche in questo caso si riconsoce il sequestro e la sparizione forzata di persone".

Mi permetta di insistere sull'argomento prove. Pensa di avere prove sufficienti per formulare queste accuse contro l'ex presidente della Repubblica boliviana?

"Sì, se no non avrei potuto emettere l'ordine"

Che tipo di prove ha?

"Prove esclusive prodotte all'estero. Ho documenti statunitensi che sono stati desecretati che accreditano l'esistenza del Plan Condor e di chi ne faceva parte".

L'ordine di dentezione formulato contro Banzer, ha validità se si presenta al suo giudizio e rilascia dichiarazioni o prevede comunque l'arresto?

"Serve che sia catturato nel luogo in cui viene trovato per essere tradotto nel mio paese per rilasciare delle dichiarazioni"

Si parla, quindi, dell'estradizione di Banzer?

"Chiaro, questa è una detenzione a scopo di estradizione"

Questo mezzo può essere usato dalla Cancelleria Argentina o esiste anche un altro procedimento?

"Per i termini dell'estradizione sì, per l'ordine internazionale di detenzione no"

Quando sarà presentata dalla Cancelleria del suo paese la richiesta di estradizione del generale Hugo Banzer?

"Io non so ancora a quale paese dobbiamo presentarla, prima lo prendono, mi informano dove è stato catturato e poi si chiede l'estradizione. Non so dove sarà fermato, in Bolivia, negli Stati Uniti o in Germania o dovunque sia".

Pensa di ottenere i risultati inc ui spera da questo processo?

"Sì, suppongo".





La sua carriera
Rodolfo Canicoba Corral è giudice federale del Giudizio Nazionale di Prima Istanza nel Correzionale e Criminale Federale numero 6


I suoi casi
E' stato il giudice che ha richiesto l'estradizione dalla Bolivia dell'ex paramilitare Juan Carlos García, attualmente nel carcere di Chonchocoro, e di Dante Escóbar, ex dirigente del Fondo Complementario de Seguridad Social della Pubblica Amministrazione

Il procedimento
Il potere esecutivo dirà se esistono i termini dell'estradizione
La Corte suprema di Giustizia può ordinare l'estradizione, ma alla fine sarà il presidente della Repubblica a decidere se si intende accettare la richiesta di estradizione per chiunque esso sia, in questo caso, per il Generale Hugo Banzer Suarez.
La richiesta giunge attraverso il Ministero delle Relazioni Estere che la trasmette alla Corte Suprema che ha competenza per richiedere spiegazioni sul caso. Poi si riunirà la Sala Plena, nella quale si discuterà la causa, alla fine della quale si prenderà una decisione. Dopo, la Sala Plena farà la richiesta di assumersi la difesa legale. La Corte Suprema non giudica, solo agisce cercando un accordo tra convenzioni e trattati internazionali con la legge boliviana. Chi giudica è il giudice, inquesto caso la Sala Plena, che accetta o nega l'estradizione.

In quanto tempo viene emesso il verdetto dalla Corte Suprema?
Il presidente ad interim della Corte Suprema di Giustizia Guillermo Arancibia ha chiarito all'agenzia ANF che il dibattimento sull'estradizione può durare due mesi nel peggiore dei casi.
"E' un procedimento diplomatico che si inizia dalla Cancelleria, la stessa che riceve la richiesta di far conoscere il caso alla Corte Suprema di Giustizia, che in 60 giorni deve pronunciarsi sul 'si proceda' o 'non si proceda' per l'estradizione".
Arancibia ha detto che esiteono trattati e accordi videnti per l'estradizione tra i due paesi. La Suprema non ha ancora ricevuto alcuna documentazione al riguardo. E' in pausa e riprenderà la sua attività il 2 gennaio.

torna indietro



In Italia ci sono prove
contro il Generale

di Giovanna Vitrano


La Asamblea Permanente de Derechos Humanos di Bolivia (APDHB) è in possesso di informazioni, di cui non dà dettagli, su testimonianze rese in Italia contro l'ex presidente boliviano. Prove documentali e testimoni coinvolgono l'ex mandatario in delitti contro l'umanità che secondo il diritto internazionale non vanno prescrizione. Le prove che furono presentatre contro l'ex Presidente non hanno avuto corso processuale per nessuna delle istanze della giustizia italiana. Anche se non si è iniziata ancora alcuna causa, non si esclude l'inizio di un processo.

E' stata Carla Rutilo Artés a presentare una querela contro la first lady boliviana che nel 1976 era responsabile degli orfanotrofi. Il dolore nato proprio nel 1976 si è trasformato in denuncia dato che Carla Rutilo accusa, 25 anni dopo, il Plan Condor e suoi antichi catturatori. carla Rutilo ha presentato alla giustizia spagnola delle denunce contro varie ex autorità boliviane e tra queste quelle contro Hugo banzer e sua moglie Yolanda Prada de Banzer. La firs lady è stata accusata dal giudice spagnolo Baltasar garzon di essere complice della cattura di Carla duranta la dittatura argentina che nel 1976 le uccise la madre, Graciela Rutilo. La denuncia è stata presentata quattro anni fa allo stesso giudice che aveva ordinato la cattura e l'estradizione per il presidente chileno Augusto Pinochet. La causa è ancora in corso in Spagna e l'avvocato che la rappresenta è Jaime Sáenz de Remón, lo stesso che rappresenta le Nonne di Plaza de Majo in Argentina.

"Accuso banzer di aver trasferito illegalmente mia madre in Argentina, del sequestro di mia madre, dei delitti ocntro l'umanità come la tortura, l'assassinio e la sparizione", ha dichiarato Carla Rutilo Artés da Madrid, in Spagna. Da queste dichiarazioni si è mosso Garzon che sta concludendo la fase istruttoria del processo, raccogliendo centinaia di dichiarazioni e testimonianze. "La signora Yolanda Prada de banzer è stata denunciata. Ed è sufficiente per sospettare una sua partecipazione diretta o indiretta in questo caso. Sappiamo che tanto la signora Prada quanto Banzer sono coinvolti in questo caso. Per esempio, io sono stata accettata dall'orfanotrofio per ordine del Ministro dell'Interno". Gli orfanotrofi del paese erano diretti dalla Giunta Nazionale di Azione Sociale della Presidenza, istituto presieduto da Yolanda Prada de Banzer. "Lei ha permesso che una minore fosse tolta ai genitori. Il mio caso è il miglior documentato e prova che è esistito il Plan Condor negli anni Settanta". Carla aveva pochi mesi quando fu separata dalla madre e affidata ad un istituto per minori. Il suo nome venne cambiato in Nora Nemtala. Così ha vissuto da quando venne tolta alla madre nel 1976. Entrambe furono trasferite nell'Argentina della dittatura. Qui la madre di Carla scomparve. Mesi prima il padre era morto in Bolivia.

:: FONTI ::
Bolivia.com
El Nuevo dia



Giovanna Vitrano, giornalista e ricercatrice indipendente ha curato diverse inchieste e dossier su politica, società e ambiente del continente latinoamericano.
E-mail: giovitrano@libero.it