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I cocaleros marciano per l'immunità
di Evo Morale Ayma

L'arte del discredito
A cura di Giovanna Vitrano



(Foto Jeremy Bigwood - http://JeremyBigwood.net)



Bolivia
- 19/12/2001

La difesa del cato di coca passa in secondo piano. I produttori di coca del tropico del Cochabamba romperanno la tregua natalizia e manifesteranno con ogni metodo di pressione contro il licenziamento dal Parlamento del deputato cocalero Evo Morales, perché così potrebbe essere giudicato secondo procedimenti ordinari come mandante di vari delitti (Evo Morales è stato accusato di essere il responsabile delle uccisioni di cocaleros avvenute per mano dei militari nel corso di alcuni blocchi stradali da lui richiesti. Miguel Zambrana lo aveva denunciato per tradimento alla Costituzione visto che, a causa di questi blocchi, ai mezzi della sua industria bananifera, era stato impedito il passaggio su una strada pubblica; ma il 19 dicembre l’imprendtore ha ritirato la sua denuncia ndr).
Dopo alcune sedute plenarie della Camera dei Deputati per definire la sorte di Morales Ayma, si è deciso di rinviare a mercoledì 16 gennaio la decisione sul ritiro o meno dell'immunità al parlamentare. Il dirigente della Federazione dei lavoratori campesinos del tropico di Chimoré, Eusebio Rubio, ha detto che prima di questo lunedì si riuniranno dal Cochabamba più di 1200 cocaleros per marciare contro l'intenzione di giudicare il loro massimo dirigente. Ha inoltre aggiunto che altri mezzi di pressione saranno adottati da un gruppo di 100 donne cocaleras, che giungeranno a La Paz per iniziare da lunedì 17 dicembre uno sciopero della fame. Rubio, che sostituisce l'ex dirigente sindacale assassinato Casimiro Huanca, ha detto che in nessun modo sarà permesso che il candidato alla presidenza per il Movimento Al Socialismo (Mas), Evo Morales, sia privato della sua immunità parlamentare per affrontare un processo davanti a un giudice, proprio perchè è un rappresentante dei cocaleros. Dall'altro lato, i militari hanno aumentato la frequenza delle pattuglie sulla strada Cochabamba-Santa Cruz per evitare che i cocaleros possano realizzare blocchi stradali.


Regali di Natale
"Il deputato del Mnr Sánchez Berzaín ha assunto una posizione provocatoria", ha sottolineato il deputato Evo Morales, garantendo che esiste un accordo tra i partiti politici tradizionali per votare il licenziamento di Morales, in modo che questi venga processato secondo la giustizia ordinaria e espulso dal Congresso. Morales ha dichiarato alla Anf che questa protesta è un "Regalo di Natale dei potenti e dei militari di questo paese, e una dimostrazione chiara che la classe politica tradizionale prende le sue decisioni operando discriminazioni e con razzismo". "I miei compañeros hanno deciso che non va permesso questo genere di decisioni perché sono il deputato con il maggior numero di voti del paese", ha affermato. Il dirigente cocalero ha aggiunto che, a seconda di come si svilupperanno le sessioni del Congresso, in qualunque momento si potranno ricostruire i blocchi stradali la strada Cochabamba-Santa Cruz. Morales ha riconosciuto che aveva accordato una tregua, la scorsa settimana, ma che adesso non può mantente laparola perché il governo "sta provocando". "Angel Durán e sua moglie sono detenuti a Yacuiba e altri dirigenti sono minacciati da un mandato di cattura", ha affermato.

Intanto, i ministri del Governo, Leopoldo Fernández, e della Difesa, Oscar Guilarte, hanno ratificato che le forze militari di stanza nel Chapare (17 mila effettivi) mantengano invariata la loro missione: evitare i blocchi stradali, distruggere le piantagioni illegali di coca e mantenere l'ordine nel caotico tropico cochabambino.


Morales denuncia un complotto politico contro di lui
Il deputato nazionale e candidato alla Presidenza del Movimento al Socialismo, Evo Morales Ayma, ha denunciato domenica corsa che i partiti tradizionali stanno ordendo un complotto contro di lui e contro altri candidati di gruppi sociali e popolari. Morales ha detto che l'obiettivo è buttarli fuori dal parlamento per sottometterli alla giustizia ordinaria e, in questo modo, ottenere una sentenza eseguibile prima delle elezioni generali dell'anno prossimo per impedire che sia deputato, senatore o, nel suo caso, Presidente della Repubblica. Il dirigente cocalero ha anche detto che è stato chiesto di applicare la stessa politica con Felipe Quispe, il quale potrebbe essere arrestato un'altra volta affinchè non si candidi. Il dirigente ha avvertito i candidati dei partiti tradizionali che la maggior parte dei loro sedili, tanto alla Camera dei deputati quanto al senato Nazionale, saranno occupati da rappresentanti quechuas e aymaras.

In quanto all'industriale bananifero Miguel Zambrana, che ha denunciato Morales, ha detto che "è impiegato dell'Ambasciata" e lo stesso succede con latri politici della Commissione della Costituzione che hanno raccomandato la sua destituzione con il quorum necessario.


Anche "El Mallku" nel mirino della giustizia
Il giudice Humberto Pinto ha avvertito che avrebbe sospeso la libertà condizionata dell'attuale segreteraio esecutivo della Confederazione Sindacale Unica dei lavoratori Campesinos di Bolivia (Csutcb), Felipe Quispe "El Mallku", a causa della sua assenza alle udienze sul caso EGTK, procedimento penale iniziato nel 1992 con l'arresto dei fratelli Alvaro e Raúl García Linera, accusati di aver partecipato ad attentati dinamitardi contro le sedi di partiti politici.



Il caso Huanca finirà negli archivi militari

La morte del dirigente sindacale di Chimoré, Casimiro Huanca, non ha fatto molti progressi con la giustizia ordinaria mentre i tribunali militari sono andati in vacanza fino al 2 gennaio.

Le prime note informative dell'Esercito hanno finito con lo screditare le versioni di due testimoni, che hanno visto l'azione degli effettivi della Fuerza de Tarea Expedicionaria (FTE) per dar credito alla storia del soldato che ha sparato contro il campesino dentro la sede del sindacato del tropico. Il 17 dicembre la Difensora del Pueblo, Ana María Romero de Campero, ha insistito affinché il caso sia seguito secondo la giustizia ordinaria e non secondo quella militare. E intanto, secondo i dati raccolti a Cochabamba, il lavoro del Ministerio Público sulle indagini per il caso Huanca è quasi a zero. Il pubblico ministero assegnato al caso, Mario Chambi, ha detto che solo tre persone si sono presentate per rilaciare testimonianza. Soprattutto, non si è presentato nessuno dei dirigenti campesinos. Huanca è morto per due colpi di fucile, quando i soldati della Fuerzas de Tareas Expedicionarias (FTE) sono entrati nella sede sindacale per trarre in arresto campesinos e cocaleros che protestavano ai margini di una strada sulal quale avevano ammassato frutta e verdura per dimostrare che il piano di sviluppo alternativo non funziona. Intanto, in ambito militare, si dice che il caso Huanca non potrebbe essere motivo di alcun processo a carico degli effettivi distaccati nel Chapare, perché l'uso delle armi è permesso se è per "difesa propria", cosa credibile visto che il tropico vive giorni di caos.

Secondo il rapporto del colonnello Wilfredo Vargas, il soldato José Eladio Borda avrebbe sparato per non subire l'aggressione dei cocaleros e per non essere trascinato nella boscaglia dove, secondo la versione militare, avrebbe potuto essere ucciso. Ma la versione militare contrasta con i racconti dei cocaleros e del parroco di Chimoré, Macario Zurita. Secondo i testimoni, Huanca sarebbe morto a causa di due colpi d'arma da fuoco sparati dal soldato con cattiveria e premeditazione (Huanca è stato colpito, secondo fonti ospedaliere, da due colpi di fucile sparati dal basso verso l'alto che lo hanno raggiunto ai genitali e all'anca, ndr). Il pubblico ministero Chambi si è lamentato non solo perchè non è possibile incontrare le persone che hanno assistito ai fatti, ma anche per il rifiuto dell'Esercito di dargli maggiori informazioni sul caso.



:: FONTI ::
Los Tiempos
El Diario
La Razòn