11 giugno 2002
Car* tutt*
sono tornato dal Resguardo Muiscas e ora posso ricollegarmi, di quello che
abbiamo fatto ve lo dico poi, per prima cosa vi voglio parlare di Ingrid
Betancourt di cui qualcuno mi ha domandato notizie.
Per dirla in poche parole Ingrid politicamente e' una nullita', una ricca
signora che rappresenta solo se stessa, che di verde ha solo il nome del
partito e che non tiene (comincio a pensare in castilliano) nessuno contatto
e legame con la base ambientalista, e' un caso montato dalla stampa europea.
Ambientalismo che in tutto il sudamerica significa ambientalismo radicale,
ovvero non la difesa dell'ambiente non come valore un po' astratto e estetico
ma come base imprescindibile della quotidiana lotta per la sopravvivenza.
Se parli con le persone di qua a nessuno importa piu' di tanto che fine
abbia fatto (perche' non si sa), non per cinismo o per menefreghismo, ma
semplicemente perche' ognuno ha da piangere o da temere la morte o la scomprasa
di compagni di lotta ben piu vicini e ben piu importanti. In questi giorni
abbiamo avuto l'occasione di incontrare uno degli ultimi sopravissuti del
sindacato UP i cui attivisti sono stati tutti sterminati (circa 3000 persone)
e solo ora a distanza di anni sta cominciando a riorganizzarsi una sinistra
politica e parlamentare (con la quale la betancourt non ha alcun legame)
e i cui leader sono costretti a vivere in clendestinita', primo fra tutti
Lucho Garzon il candidato alle presidenziali, ma anche Hector Mondragon
sindacalista e attivo per la difesa dei diritti dei campesinos e degli indios,
che abbiamo vutoi modo modo di inconjtrare in uno di questi giorni e in
uno dei lughi in cui siamo stati, di una intelligenza e lucidita' politiche
semplicemente impressionanti.
Uno dei momenti importanti nel resguardo e' stata la giornata di ieri, che
abbiamo dedicato a discutere insieme ai nostri fratelli (se leggessi dall'esterno
l'uso di questo termine io per primo lo considererei retorico, ma vivendo
questo tipo di esperienza vi assicuro che non e' tale) U'wa le strategie
di lotta per portare avanti la loro causa che e' quella di tutti gli indigeni
e della pace.
Siamo stati uno giorno intero seduti in circolo nel Chimsua, la capanna
sacra dei Muisca, a discutere e confrontarci, paralndo in quattro lingue:
U'wa, Castilliano, Italiano e Inglese. Non ho voglia ora di dilungarmi sui
contenuti, ma Áuna cosa e' importante: la questione indigena (che coinvolge
il 2% della popolazione e il 27% del territorio) e' centrale, non solo per
la difesa di siti ambientali di importanza mondiale, ma piu' direttamente
per la risoluzione del conflitto Colombiano, perche' sul loro territorio
e sui loro popoli si concentrano tutte le dinamiche distruttive del paese:
le guerriglie, i paramilitari, l'esercito, vivono gli effetti negativi delle
fumigazioni delle pianatgioni di coca, la penetrazione dei campesinos nei
loro territori volutamente pianificata dal governo per spazzarli via e incrementare
la conflittualita', nei loro territori ci sono importantissime riorse naturali,
come il petrolio che gli U'wa difendono in quanto e' il sangue della terra.
A tutto questo si aggiunga che gli indigeni lottano con modalita' assolutamente
nonviolente perche' e' un tratto interinseco della loro cultura millenaria,
che sono totalmente impermeabili alle guerriglie e al narcotraffico, e si
puo' capire che risolvere la questione indigena significa innescare dei
meccanismi di opacificazione e di giustizia che sarebbe molto piu' difficile
ottenere per altre vie.
hasta luego
Giuliano Trentini
Carovana Colombia Ecuador