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Intervista a
Ivonne Ramos


13/02/2002 da Quito per Selvas.org Cristiano Morsolin

Ivonne Ramos, 39 anni, responsabile delle tematiche relative al petrolio, è una dirigente di Accion Ecológica. Storico gruppo ecologista di azione ecuadoriano, attualmente é in prima linea per la Campagna internazionale contro l’Oleodotto OCP nel Paese andino.


:: APPROFONDIMENTI ::
Acción Ecológica
Yvonne Ramos
Alejandro de Valdez N24-33 y La Gasca - Quito (Ecuador)
Tel 00593 - 2 - 547 516
Fax 00593 - 2 - 527 583
amazonia@accionecologica.org
http://www.accionecologica.org


IN ITALIA


CRIC
Centro Regionale Iniziative di Cooperazione

Isa Giunta
Tel. 06/3216054

Campagna per la riforma della Banca Mondiale
Jaroslava Colajacomo,
Luca Manes
Tel. 06 – 7826855

Amici della Terra
Laura Radiconcini
Tel. 06 – 6868289/6875308


IN ECUADOR


CONAIE – Federazione delle nazionalita’ indigene dell’Ecuador


Organización de los Pueblos Indígensa de Pastaza (OPIP)
Tn.te Ortíz y Gral Villamil
Apartado 16-01-790 Puyo - Pastaza (Ecuador)
Tel/Fax 00593 - 3 - 885 461
allpamanda@yahoo.es
http://www.unii.net/opip/intro.html


APDH - Asamblea Permanente por los Derechos Humanos
Edif. Servilibro, of. 301; Salinas N14-81 y Riofrío - Quito (Ecuador)
Tel/Fax.: 00593 - 2 - 521118
quijote@porta.net apdhec@hotmail.com


COICA
Coordinamento delle
Organizzazióni Indigene
della Amazzónia
Iza M. Dos Santos,
secretaria ejecutiva Coica
Teléfonos: 2407-759, 28112-098, 2814-611 (Quito)
Correo electrónico: info@coica.org rona@coica.org
Pagina web:
www.coica.org


ICCI
Instituto Científico
de Culturas Indígenas


Opuscolo
di Amazon Watch
(scaricabile in PDF)

Amazon Watch (USA) mette a disposizione questo opuscolo di 16 pagine
(in spagnolo, ma per chi volesse sul sito esiste anche una versione in inglese)
con la descrizione del progetto OCP che attenta alla vita della selva ecuadoregna.
Un documento utile da consultare e importante per approfondire.



RADIO POPOLARE
di MILANO
Come si fa a togliere benzina all'Agip?
Anche l'Agip è coinvolta nel progetto per costruire
l'oleodotto OCP nel nord dell'Ecuador. Un'operazione che metterebbe ancora più a rischio la salute degli abitanti e l'equilibrio dei territori coinvolti.
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Trasmissione del
12 Febbraio 2002 ore 12:35

ARTICOLI CORRELATI
NEL "DOSSIER - FONTI ENERGETICHE"
:
Lettera della Banca Mondiale
L’ultimo aggiornamento di Accion Ecologica
L’e-mail da inviare per evitare un allontanamento
forzato degli ecologisti accampati nella selva del Mindo



La sede di Accion Ecologica, “storica” ONG ambientalista equatoriana, e’ un pullulare di iniziative: giungono telefonate dalla Germania e dall’Italia; attualmente nella sede c'é ospite un’ambientalista statunitense di "Amazon Watch"; è appena stato lanciato un messaggio di allerta ai mass-media per evitare un possibile allontanamento forzato dei manifestanti nell’ accampamento di Mindo (che si sono legati agli alberi per evitare la distruzione di una parte dell’Amazzonia per il passaggio dell’Oleodotto OCP- vedi articolo), da parte delle forze di sicurezza.

Quest' associazione che ha sede a Quito, è nata nel 1986, conta 15 persone di staff e oltre 150 aderenti, ed e’ composta quasi interamente da donne coraggiose e determinate impegnate lungo la frontiera dell’ecologia sociale e militante.

Intervistiamo Ivonne Ramos, per aggiornare i lettori di SELVAS in merito alla mobilitazione internazionale contro la costruzione dell’Oleodotto OCP in Ecuador.



Di che cosa si occupa Accion Ecológica?
Accion Ecologica da sedici anni denuncia a livello nazionale ed internazionale gli impatti socio-ambientali di un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento della natura. E’ una ong pioniera nello scoprire il deterioramento ambientale dello sfruttamento del petrolio nell' Amazzonia Ecuatoriana e gli effetti che si riperquotono sulla popolazione locale, sopratutto sulle comunita’ indigene. Attualmente lavora su vari fronti: la difesa dei boschi, la lotta contro le attivita’ di depredazione come le miniere, l’uso dei pesticidi, gli effetti delle fumigazioni del Plan Colombia, ecc. Tema centrale di quest’ultimo periodo e’ stato l’opposizione alla costruzione dell’Oleodotto de Crudos Pesados OPC, per le minacce all’ambiente e alle comunita’ locali causate dall’OPC.
Accion Ecologica pratica un’ecologismo popolare e utilizza la non-violenza attiva come strumento di lotta e di disobbedienza civile. Collabora con le comunita’ colpite dalle conseguenze dei conflitti socio-ambientali e con organizzazioni sociali che si identificano con i principi dell’ecologismo. Per la sua radicalita’ e la sua inclaudicabile difesa della natura, della madre terra pacha-mama, e’ stata comparata con l’organizzazione Greenpeace, con la quale mantiene legami di amicizia.
Attivisti incatenati agli alberi, accampamenti per difendere i boschi, manifestazioni nelle strade, atti artistici, assalti via mare sono una serie di espressioni creative che utilizza Accion Ecologica per promuovere le proprie cause.


Accion Ecologica e’ integrata di qualche rete internazionale?
OILWATCH e’ una rete internazionale di monitoraggio, diffusione e denuncia degli impatti delle attivita’ petroliere sull’ambiente nei paesi tropicali e funziona attraverso una segreteria internazionale che funziona in Quito negli uffici di Accion Ecologica. E’ una rete internazionale di organizzazioni ecologiste, di diritti umani che dal 1995 appoggia iniziative di resistenza alle attivita’ di sfruttamento degli idrocarburi fossili nei tropici. Denuncia gli impatti locali e globali a partire da una prospetttiva dei paesi del Sud del Mondo e cerca di educare e coscientizzare l’opinione pubblica in generale sulle necessita’ di ricercare energie pulite, democratiche ed ecologiche.

Perche’ siete impegnati contro la costruzione dell’Oleodotto OCP ?
Prima di tutto devo precisare che la nostra lotta si pone l’obbiettivo di evitare la costruzione dell’Oleodotto OCP perche’ la sua presenza significherebbe ampliare le frontiere di sfruttamento del petrolio nell’Amazzonia, specialmente nelle 11 aree protette, come il parco Yasun, con una forte presenza indigena, dei popoli Shuar, Kichua, Cofan.
La nostra radicale opposizione va inquadrata nel bisogno di iniziare una transizione verso un modello non dipendente dal petrolio per motivi ambientali locali e globali. Il petrolio e’ stata la causa dei peggiori impatti ambientali del Paese, con effetti cosi’ gravi che hanno provocato la reazione delle comunita’ locali iniziando un processo di giudizio negli USA contro la multinazionale TEXACO per le conseguenze provocate durante 20 anni di sfruttamento del petrolio.

Nel mese scorso hai viaggiato in Europa; perche’ sei approdata anche in Italia?
Dal 16 al 19 gennaio ho conosciuto il vostro Paese facendo tappa a Milano e Roma, per condurre una campagna di pressione rivolta a Eni-Agip del consorzio che sta costruendo l'oleodotto Ocp, Oleoducto Crudo Pesado, e nei confronti della Banca nazionale del Lavoro, che riveste il ruolo di managing agent, nel consorzio di 15 banche che finanziano il progetto di costruzione dell' oleodotto”.

Quando avete scoperto il coinvolgimento di Eni, Agip e Bnl nel progetto?
“Agip da sempre, da dieci anni è presente in Ecuador con attività di estrazione e raffinazione del petrolio ed è oggi comunque nel consorzio di costruzione del prodotto. La Bnl ha firmato la partecipazione come soggetto finanziatore nel luglio 2001 ma la sua partecipazione è stata scoperta all’inizio di quest’anno dalla Campagna per la riforma della Banca mondiale”.

Quali sono le richieste precise di "Accion ecologica"?
"Alla Bnl chiediamo di sospendere il finanziamento del progetto e all'Agip di uscire dal consorzio di costruzione dell'oleodotto e di sospendere l'attività di costruzione del blocco 10, l'impianto di perforazione e ricerca nel territorio di Pastaza, zona indigena nell'Est amazzonico ecuadoregno”.

Quali sono i effetti negativi accertati della costruzione dell'oleodotto?
”Gli effetti più gravi sono quelli che verranno se verrà costruito. Ad oggi la sua presenza ha creato grande conflittualità tra le comunità locali perché la compagnia ha promesso molto e poi non ha rispettato gli impegni mettendo in conflitto gli interessi delle comunità rurali; nella regione Mindo, a Nord di Quito, dove gli attivisti di "Accion ecologica" sono tuttora legati agli alberi per impedire l'ingresso dei mezzi di deforestazione per avviare la perforazione. Dal punto di vista ambientale la presenza dei cantieri dell'oleodotto ha già prodotto l'alterazione della laguna di Papajacta, nel territorio di Quito, fonte di approvvigionamento idrico per le 700 mila persone della capitale. E infine temiamo che l'Ocp seguirà la sorte dell'oleodotto già esistente in Ecuador che in 30 anni si è rotto più di 50 volte provocando fuoriuscite inquinanti di petrolio grezzo per 17 milioni di galloni, provocando incendi e la morte di 30 persone”.

Qual è il coninvolgimento della Banca Mondiale in questo progetto?
”La banca tedesca Westlandes Deutsche Bank, capofila del progetto di finanziamento, per l'apertura del credito ha dichiarato che il progetto rispondeva a requisiti di sostenibilità della Banca Mondiale. Non è così: tra i documenti in possesso di Accion ecologica abbiamo anche una lettera della stessa banca Mondiale che non si assume nessuna responsabilità sul progetto”.

Cosa pensa di questa faccenda la gente comune in Ecuador?
”La popolazione guarda con diffidenza il progetto Ocp: sa che molti dei progetti che vengono dall'estero servono ad aumentare il livello di corruzione del Paese”.

Quali i prossimi passi della campagna di pressione in Ecuador e all'estero?
”All'estero vogliamo rafforzare alleanze tra associazioni e opinione pubblica per aumentare la pressione sulle banche finanziatrici. Se qualche banca si ritira si creeranno squilibri interni al consorzio di banche. In Germania ci sono più trenta associazioni coinvolte nella campagna di pressione con in testa "Greenpeace". Crediamo nel successo dell'iniziativa perché il capitale della banca è in maggioranza pubblico. Dal punto di vista interno la mobilitazione è forte nella zona d’inizio dei cantieri nella regione del Mindo, c'è gente legata agli alberi”.

Hai avuto l'appoggio di qualche parlamentare italiano?
”Si di Francesco Martone, senatore verde, che in agosto ha visitato la zona e sorvolato la foresta ecuadoregna dove si sta costruendo e ha recentemente presentato un’interrogazione parlamentare. La campagna di pressione in Italia è appoggiata da Cric, Amici della terra, Campagna per la riforma della banca mondiale, Legambiente, Comitato internazionale di sostegno per il popolo U'wa, Federazione dei Verdi, Terra Nuova, Attac e Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Carta, Rete di Lilliput. Recentemente si e’ annunciata la nascita di un osservatorio sulle attivita’ della multinazionale ENI-AGIP, non solo in Ecuador, ma anche in Nigeria e nella vostra Basilicata.
Approfitto di questa occasione per ringraziare gli amici e le amiche italiane,in particolare Isa Giunta del CRIC – Centro Regionale Iniziative di Cooperazione, Jaroslava Colajacomo (che e’ qui in Ecuador per documentare i disastri dell’AGIP e siamo felici della sua presenza) e Luca Manes della Campagna per la riforma della Banca Mondiale e Laura Radiconcini – Amici della Terra per l’appoggio offertoci,che ci sostiene nel continuare la lotta.”

La campagna OCP e’ sbarcata anche al Foro Mondiale Sociale di Porto Alegre?
In Brasile abbiamo organizzato un seminario coordinato da Isa Giunta, esperta cooperante del Centro di Iniziative Regionali di Cooperazione CRIC e da Giuseppe de Marzo del Comitato internazionale di appoggio al popolo indigeno Uwa, che ha visto la partecipazione di Lucia Gallardo di Accion Ecologica, Blanca Chancoso della Confederazione delle Nazionalita’ e dei popoli indigeni dell’Ecuador CONAIE, di Jose’ Pereira, sciamano degli Huinckas colombiani

Avete in cantiere qualche altra iniziativa?
“Sempre al Foro Sociale Mondiale di Porto Alegre la nostra collega Yvonne Yanez, esperta di debito ecologico, ha lanciato la proposta di organizzare un contro-vertice a fine ottobre, qui a Quito, mentre si svolgera’ la Conferenza Ministeriale dell’ALCA perche’ vogliamo impedire l’assalto delle multinazionali. Lottiamo per la sovranita’ alimentare che include il diritto alla terra, all’acqua, alle sementi, alle conoscenze tradizionali. Coinvolgeremo il movimento anti-globalizzazione economica per consolidare la globalizzazione della speranza e della resistenza.”

(torna al sommario)



Per ulteriori informazióni contattare:

IN ITALIA
Amici della Terra Italia:
Laura Radiconcini tel. 06 6868289
amiterra@amicidellaterra.it

Campagna per la Riforma della Banca mondiale:
Jaroslava Colajacomo - Luca Manes tel. 06 7826855 -e-mail jaro@crbm.org - manes@crbm.org

Cric:
Isabella Giunta tel. 0965 812345
isa.giunta@cric.it

IN ECUADOR
Yvonne Ramos – Accion Ecologica
Quito – Ecuador, Telfax (00593-2) 2547516 – 2527583
E-mail: amazonia@accionecologica.org
Pagina web in spagnolo : www.accionecologica.org



CRISTIANO MORSOLIN, educatore impegnato in progetti di condivisione con ragazzi/e lavoratori di strada dell’Ecuador e del Perù nell’ambito di progetti appoggiati dal movimento internazionale “Noi Ragazzi del Mondo”, fondato da don Franco Monterubbianesi - Comunita' "Capodarco".
E-mail: utopiamo@yahoo.it