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Con le sue immense riserve idriche e il "polmone" amazzonico, il Brasile è entrato negli ultimi anni fra i paesi maggiormente coinvolti nelle politiche di riordino della gestione delle acque, in atto del resto in tutto il globo; dopo vari annunci più o meno chiari sul destino della stessa Amazzonia, il violento impatto ambientale del programma "Avança Brasil" del 2000 e una politica di apertura ai capitali esteri fin troppo deregolamentata, con il governo Lula le aspettative per una reale difesa delle risorse naturali brasiliane si è fatta molto forte.

La “settimana dell'acqua” in Brasile

Di Umberto Bandiera

Foto di apertura, elaborata, di Milla Targino. Le altre foto sono tratte da un interessante sito di progetti relativi all'acqua di Belo Horizonte: http://www.manuelzao.ufmg.br/mainframe.htm

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Ambientebrasil

Defensoria da Agua

GRITTO DAS AGUAS

Campagna "Semi-Arido"

Progetto Acqua Piovana
28 aprile 2004


Con le sue immense riserve idriche e il "polmone" amazzonico, il Brasile è entrato negli ultimi anni fra i paesi maggiormente coinvolti nelle politiche di riordino della gestione delle acque, in atto del resto in tutto il globo; dopo vari annunci più o meno chiari sul destino della stessa Amazzonia, il violento impatto ambientale del programma "Avança Brasil" del 2000 e una politica di apertura ai capitali esteri fin troppo deregolamentata, con il governo Lula le aspettative per una reale difesa delle risorse naturali brasiliane si è fatta molto forte.

Proprio in occasione della giornata mondiale dell'acqua, del 22 marzo, in Brasile è stata promossa "la settimana dell'acqua". Contemporaneamente all'iniziativa si sono succedute molte dichiarazioni di importanti esponenti politici sulla attuale situazione dell' oro blu brasiliano.
Una posizione molto importante è stata quella del ministro dell' ambiente Silva, la quale ha chiesto il non contingentamento delle risorse oriunde per l' uso e la gestione dell' acqua, in merito alla programmazione del bilancio federale per il 2005; la dichiarazione viene a margine della tredicesima riunione straordinaria del C.N.R.H. (Conselho Nacional de Recursos Hidricos) in cui si è fatto il punto sulla situazione brasiliana; il problema si è posto in concomitanza con la pubblicazione delle cifre sulla raccolta dei contributi volontari nelle 12 regioni idrogeografiche costituite in Brasile: solo negli stati di Minas Gerais, Sao Paulo e Rio de Janeiro si è arrivati al pagamento di 5,8 milioni di Reais (circa 1 milione e 600 Euro), facendo cadere però la copertura finanziaria prevista; lo stesso segretario esecutivo del C.N.R.H., Joao Bosco Senra, ha promesso che ci sono buoni margini di poter raccogliere risorse, cioè danaro pubblico, da tutti gli altri Stati federali attraverso una razionalizzazione dei pagamenti dei cittadini !! Tale posizione , da uno dei governi più "a sinistra" in America Latina fa certamente discutere soprattutto perchè nei giorni precedenti numerosi erano stati gli appelli a un trattamento non commerciale delle acque e a una sua connotazione come diritto e non come voce finanziaria del bilancio federale. L'ingegner Kettelhut, dirigente del Ministero dell' Ambiente, aveva affermato che la società brasiliana paga indirettamente il cattivo uso e la mala gestione delle risorse idriche, ad esempio attraverso la spesa sanitaria per le cure mediche e spesso per le frequenti morti in seguito all' uso di acqua contaminata, o come conseguenza dell'aumento dei prezzi agricoli; ecco perchè occorrerebbe, sempre secondo Kettelhut, un fronte parlamentare di difesa delle acque brasiliane, soprattutto per colmare le tante lacune legislative e poter avviare politiche di maggior severità, come avviare una seria riduzione dei consumi, potenziare i servizi igienico-sanitari urbani, soprattutto nei grandi agglomerati metropolitani, un attento controllo degli scarichi industriali e una vera lotta alla contaminazione. A ciò sembra fargli eco il senatore Capiberibe (SPB-AP - Partido Socialista Brasileiro do Amapa), il quale analizzando il rapporto O.N.U. sullo stato dell'acqua , con i numerosi rischi di conflitto armato internazionale per le risorse idriche, ha richiesto a gran voce al governo Lula un più serio impegno in ambito internazionale, ma soprattutto che si apra un confronto serio sulla realizzazione di un "Piano di protezione dell'Amazzonia".



Gli studi avanzano, si attende la pratica
Certo, iniziative locali, seppur timide, ve ne sono molte, come il piano di razionalizzazione dei servizi idrici e dello smaltimento delle acque reflue urbane fatto a Sao Paulo o come il governo del Parana' che ha fatto piantare oltre un milione di piante indigene lungo le sponde di tutti i fiumi dello Stato; ma la situazione prospettata in questi giorni da alcuni ricercatori fa molto riflettere. Sempre nel Minas Gerais, a Juiz da Fora, l' Universita' Federale ha pubblicato i risultati di una sua ricerca fatta da marzo 2001 a marzo 2003 sul fiume Paraibuna, il quale risulta avere dei livelli di inquinamento impressionanti: nessuno dei 15 parametri utilizzati per i controlli è stato rispettato, soprattutto a causa della contaminazione e del mancato trattamento delle acque e degli scarichi urbani, che evidentemente per una citta' di mezzo milione di abitanti il fiume non riesce ad assorbire. Lo studio, che si incentra sui rapporti tra urbanizzazione e inquinamento del fiume, non ha lasciato spazi a dubbi: un intervento diretto è urgente da subito. Dello stesso avviso sono le ricercatrici Danielle Moraes, Universidade Federal do Mato Grosso do Sul, e Berenice Jordao, dell'Universida de Estadual de Londrina, le quali partono da un dato tragico: a causa del degrado idrico ogni 14 secondi muore un bambino. Certo le cause di tale degrado si conoscono: fognature pressochè inadeguate, controlli spesso inesistenti sulle industrie, errata localizzazione delle unita' industriali, disboscamento, agricoltura aggressiva con conseguente perdita e distruzione dei bacini di captazione dell'acqua; a cio' andrebbe aggiunto anche un cambio del modello di sviluppo che si sta seguendo, che presenta un ritmo di consumo notevolmente superiore alla capacita' di rinnovo per l'ambiente.



Quando la risposta "piove dal cielo"
Una soluzione molto interessante ci viene invece dalla Commissione Pastorale della Terra (CPT) che, attraverso il suo coordinatore generale Roberto Malvezzi, lancia in occasione della "settimana dell'acqua" una innovativa proposta: in Cina il governo sta sperimentando un progetto noto come "1+2+1", per poter captare acqua piovana. In sintesi soprattutto nelle zone agricole si destina un'area di terra per insediamenti di famiglie, ad esempio in Brasile nel semi-arido, due impianti di conservazione dell' acqua piovana captata, da destinare uno per il consumo umano e l' altro per la produzione agricola, e in più una area di captazione di pioggia. Si pensi che con tale sistema in Cina si arriverà a rifornire 90 milioni di persone con una piovosita' media annua di 500 mm ; in Brasile se si pensa alla regione del semi-arido con una popolazione di 18 milioni di persone e una piovosita' media annua di 700 mm si riuscirebbe a dare un serio colpo alla lotta alla fame e alla miseria che affliggono tante aree di quella regione.
Certo, le celebrazioni sull'acqua lanciata dal ministero dell'ambiente ha fatto molto parlare di sè, adesso però si aspettano le prime realizzazioni concrete di risposta a un problema di giorno in giorno più serio.


:: BUONE NOTIZIE ::

Da ADITAL (http://www.adital.org.br/asp2/noticia.asp?idioma=ES&noticia=11902)

Semiárido avrà 60 mila nuove cisterne d'acqua entro il 2005

(In spagnolo)


Brasil – Adital/ Ana Karla Dubiela
* Ana Karla Dubiela es periodista de Adital destacada para cubrir la movilización social del Programa Hambre Cero.

- Antes de febrero del próximo año 60 mil familias, que viven en el semiárido del nordeste brasilero, tendrán cisternas de placas para captación de agua de lluvia en sus residencias. La previsión es de la Articulación del Semiárido Brasilero (ASA), que coordina la Asociación del Programa 1 Millón de Cisternas (AP1MC) y reúne a 1.200 organizaciones de la sociedad civil, incluyendo organizaciones no gubernamentales, representantes religiosos y sindicatos de los trabajadores. Esta semana la ASA está negociando con el Ministerio de Desarrollo Social y de Combate al Hambre la construcción de 50 mil nuevos depósitos, de acuerdo con la presidente de la AP1MC, Valquíria Lima.
De julio de 2003 hasta ahora fueron construidas 22 mil cisternas en los nueve estados del Nordeste y parte de Minas Gerais y Espírito Santo, en el Sudeste, que forman el Polígono de las Sequías. A principios de mayo serán entregadas otras 5 mil. Es el resultado de la cooperación de la ASA con la Federación Brasilera de Bancos (Febraban) y el Ministerio de Desarrollo Social y Combate al Hambre. La meta es abastecer con agua potable y para la producción agrícola a 1 millón de familias en cinco años, esto es de julio de 2003 a julio del 2008. "La ASA fue creada en el 1999, para unir a todas las entidades que trabajan junto a la sociedad civil por la mejora de la convivencia con el semiárido. Hay gente que ya estimula ese tipo de construcción en las comunidades hace más de 20 años. Antes de eso, la producción era aislada y no sistemática", explica Valquíria Lima.
Según ella, tan importante como la captación y almacenamiento del agua de lluvia es incentivar la movilización social, para que la propia comunidad perciba que tiene condiciones para resolver sus problemas, la discusión de nuevas políticas y del proceso de desertificación del semiárido. "La gente parte de un problema concreto y grave, que es la falta de agua para beber y para producir alimentos que ha matado, históricamente, tanta gente en el Nordeste, para llegar a discutir políticas públicas que puedan cambiar la vida de los habitantes de esos 11 estados brasileros", dice. Además de la construcción de cisternas, los recursos invertidos por el gobierno y por la iniciativa privada ha posibilitado también la formación de unidades gestoras que ejecutan el trabajo con la participación y el control de la comunidad. Ya fueron implementadas 48 unidades gestoras en todas las micro-regiones del semiárido, que abarcan a 3,3 millones de domicilios rurales y una extensión de 974.752 km2.
La previsión de construir 1 millón de cisternas, a pesar de ser un proyecto ambicioso, alcanza a un tercio de la población rural que hoy se encuentra amenazada por la sed y por el hambre. Sin embargo, la posibilidad de suspensión del programa en caso de cambio de gobierno, no asusta a la ASA. "Creo que la movilización social que está teniendo lugar ahora tendrá fuerzas suficientes para conseguir inclusive una política permanente para el semiárido, como una ley que garantice su ejecución, independientemente de quien esté al frente del gobierno federal. Lo que ha sucedido durante todos estos años es que lo que se ha propuesto como políticas para el semiárido son inadecuadas. Nunca hubo interés real en el cambio de vida de las personas y sí el estímulo de la industria de la sequía", afirma.

Hoy, además de la cooperación del ministerio y la Febraban, la ASA recibe donaciones de entidades brasileras, internacionales y hasta de personas físicas. "El sindicato del ABC Paulista donó recursos para la construcción de 500 cisternas en Bahia y en Pernambuco, estado del nordeste brasilero. La cooperación internacional - países como Alemania e Italia -, también han colaborado. Aún integrando la Febraban, el Banco de Brasil tiene interés en participar de manera diferenciada", informa. Lo próximo será la realización de una amplia investigación para evaluar los resultados del proyecto y comprobar el cambio efectivo en la calidad de vida y de la salud de los nordestinos.
Antes de participar del proceso de construcción de cisternas, la mayoría de las familias bebía agua sin ningún tipo de tratamiento y terminaban enfermos. "Aún con la cisterna, verificamos, en un primer momento, que las personas no tenían el debido cuidado con el agua. Entonces, es importante la promoción de cursos de administración de los recursos hídricos y la convivencia con el semiárido, como estamos realizando. Tiene que haber un manejo correcto, mantenimiento de cloro, bombas para evitar el uso de baldes que favorece la contaminación", explica. Cita el ejemplo de una comunidad del Estado de Bahia, en la región de la ciudad Feira de Santana, que presentaba alto nivel de contaminación del agua. Hoy, después de un año de la instalación de las cisternas, los técnicos constataron que ningún niño de la comunidad presenta problemas por contaminación. "La capacitación de las mujeres es fundamental porque ellas son muy cuidadosas para conseguir tener agua de calidad para su familia", garantiza. Para Valquíria, el compromiso de las familias durante todo el proceso y la posibilidad de cambiar el perfil de miles de familias que sufren por falta de agua convierten al programa en "la principal política estructurante del Hambre Cero".

Roberto Malvezzi, especialista en recursos hídricos y coordinador de la Comisión Pastoral de la Tierra (que apoya el programa de cisternas), cita al agua como componente esencial de la seguridad alimentaria, considerada prioridad del gobierno de Lula. Para él, la experiencia puede revolucionar la producción agrícola y, por encima de todo, salvar vidas. El ejemplo viene de China, sobre el cual se basa el programa brasilero. Allá, el gobierno dio un área de tierra a las familias del semiárido, dos reservorios de captación de lluvias (uno para el consumo humano y otro para la captación de alimentos) y otra área de almacenamiento de agua en la zona de labranza.
En China, en un área de 1,8 millón de km&Mac183;, donde viven 90 millones de personas la iniciativa dio resultados positivos. Fueron construidas más de 2 millones de cisternas (73,1 millones de m3 de agua), que mató la sed de 1,3 millón de personas y de 1,1 millón de animales. Más de 1 millón de personas salieron del estado de pobreza, lo que llevó a varios estados a adoptar el sistema. En ese país dos factores dificultaron la implementación del programa: el alto índice poblacional y la baja frecuencia de lluvias en el semiárido. Mientras que la pluviosidad promedio del semiárido nordestino brasilero es de 700 milímetros, en China el promedio es de 500mm. Para Malvezzi, estos datos comprueban que también es posible vencer la miseria en el semiárido brasilero.


Umberto Bandiera - Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università di Bologna è attivo in diverse iniziative sociali anche all'estero, rappresentante nell'Unione degli Studenti e attivo nei Social Forum Locali.
E-mail alla redazione : info@selvas.org

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