:: SPECIALE ACQUA ::
22 marzo, Giornata mondiale dell'acqua. Le Nazioni Unite hanno deciso di dedicare la giornata al tema del rapporto tra acqua e disastri. I cambiamenti climatici causano numerose vittime ed enormi danni economici.
Ma è ancora l'accesso all'acqua il vero flagello umano e la tendenza a privatizzare le risorse primarie ne amplifica la portata. Creare responsabilità e partecipazione della società in difesa dell'acqua come diritto fondamentale è un piccolo passo che offre grandi risultati. Ne abbiamo parlato con Rosario Lembo, segretario generale del Comitato Italiano per il "Contratto Mondiale per l' Acqua".
Pianeta H2O
Di Umberto Bandiera

Foto tratte da: http://mapage.noos.fr/sbphoto/sommaire.htm
22 marzo 2004
Con il titolo "Pianeta H2O- Il ciclo dell' acqua e l' ecosistema", il Centro San Domenico di Bologna ha organizzato il secondo appuntamento del ciclo "Sorella acqua" dedicato al prezioso "oro blu". Per l' occasione sono stati invitati noti esperti del settore in Italia come Franco Zucconi, docente di Fisiologia dell' ambiente presso
l' Università Politecnica delle Marche, Pierluigi Stefanini, presidente della Coop Adriatica, impegnata da tempo in un miglior rapporto fra consumatori e grande distribuzione e infine Rosario Lembo, presidente dell' ong CIPSI e segretario generale del Comitato italiano per il Contratto Mondiale per l' Acqua.
L' incontro, che ha avuto anche un discreto seguito di pubblico, si è svolto con toni molto moderati e accademici, caratterizzati da una precisa conoscenza della situazione attuale. Il proff. Zucconi ha in modo particolare ricordato le tre aree verso cui dovrebbe orientarsi l' agire politico a livello internazionale e cioè clima, foreste, risorse idriche, i tre elementi essenziali alla vita terrestre e che stanno sotto tiro in seguito all' avanzare dell' unico e devastante modello di sviluppo capitalista ;
di particolare allarme risulta l' aumento vertiginoso della temperatura, attendendo un valore di 2-3 gradi centigradi in più nei soli prossimi 50 anni ! Ma, conclude Zucconi, purtroppo fino ad adesso più che i risultati e le ricerche degli esperti, nelle sedi decisionali è sempre di più prevalsa l' opinione del "mercato", con le conseguenze che oramai tutti piangiamo.
Su tale scia critica è stato anche l' intervento del dott. Lembo, che ci ha ricordato
come ancora 1,4 miliardi di persone ( 3 miliardi nei prossimi decenni) non hanno accesso all' acqua potabile e costretti così a lunghissimi spostamenti, anche kilometri, o peggio al rischio di contagi e malattie particolarmente rischiose come schistosomiasi, malaria, dengue, tripanosomiasi, oncocerciasi...A ciò si aggiunge il crescente moltiplicarsi di leggi per la privatizzazione e il deperimento dell' acqua, il trattare l' acqua come una merce e non, come si propone nel contratto mondiale per l' acqua, un diritto umano fondamentale. L' optimum sarebbe infatti assicurare a tutti i cittadini del pianeta un minimo garantito di 40 litri al giorno per persona, creando una nuova cultura dell' acqua, fatta di responsabilità e partecipazione.

"L'acqua è di tutti".
Percorsi da realizzarsi certo con una politica dei piccoli passi, ma che stanno dando i loro frutti:
in Africa sono già quasi una decina i paesi coinvolti nel progetto "L' Acqua è di tutti", estendendosi anche a Palestina, Cuba e da poco nel Nord-est del Brasile. E' inutile aggiungerlo, serviranno anche numerosi e crescenti investimenti pubblici in infrastrutture e nel monitoraggio di un consumo idrico più responsabile e sostenibile, specie in quei settori come quello agricolo che assorbe oltre il 70% del consumo totale di acque. Molti comunque gli appuntamenti di questo mese : la settimana scorsa al Parlamento europeo di Strasburgo vi è stata una due giorni di proteste e sensibilizzazione da parte della rete europea del contratto mondiale dell' acqua, a poca distanza di tempo dall' intervento del Papa che ha definito l' acqua un "diritto fondamentale per tutte le donne e gli uomini", il 19 marzo poi ci sarà l' assemblea nazionale dei vari comitati e infine il 21 marzo ad Ascoli Piceno, per la giornata nazionale dell' acqua, si è organizzato un forum con molti sindaci da tutta Italia, per l' inclusione negli statuti comunali della frase " l' acqua è un bene pubblico e non commerciabile, poichè diritto fondamentale dell' uomo". Successivamente, all' insegna di un coinvolgimento etico del mondo delle imprese, vi è stato l' intervento del presidente della Coop Adriatica, partner dello stesso CIPSI nel progetto "Acqua di tutti" e in altri progetti di altre ONG; l' Impresa di oggi, sostiene Stefanini, non può prescindere dal collocarsi sui nuovi mercati nella direzione di una "altra" globalizzazione, fatta di solidarietà, responsabilità, etica, maggior equilibrio economico e drastica riduzione delle atroci disuguaglianze dei giorni nostri. Così si è riusciti con la cooperazione decentrata ad avviare molte campagne di solidarietà e raccolta fondi ad esempio attraverso il contributo dei clienti dei supermercati Coop, con una parte degli acquisti destinata al finanziamento etico, si sta cercando di raccogliere in quest' anno oltre 700.000 euro da destinare alle comunità rurali del Nord-est del Brasile, attraverso l' acquisto di cisterne del valore di 400 euro l' una.
A margine della conferenza sono stati molti gli interventi da parte del pubblico in difesa del valore pubblico e universale dell' acqua, una questione che sta facendo breccia nella curiosità di tante persone un pò in tutto il globo.

Intervista a Rosario Lembo - Contratto Mondiale per l'Acqua
Al termine dell' incontro ci siamo fermati con il Dott. Lembo, segretario generale del Comitato Italiano per il "Contratto Mondiale per l' Acqua" per fare un pò il punto della situazione:
D: Dottor Lembo, lei è presidente del CIPSI, un' importante ONG italiana; può riassumerci su cosa è basato il vostro impegno?
R: Il CIPSI è un coordinamento di varie ong italiane che si occupano di cooperazione e solidarietà internazionale, con progetti su varie tematiche, in modo particolare per rafforzare la società civile locale, in molte parti del mondo; a partire dal 2000, dal celebre vertice di Den Haag, quando l' acqua venne ufficialmente considerata "bene commerciabile", è iniziato il nostro impegno per la sua difesa, considerandola un diritto e non un bisogno; nell' ottica di una cooperazione decentrata, lavorando con gli enti locali e la società civile, stiamo così seguendo vari progetti per favorire l' accesso all'acqua lì dove questo diritto viene negato.
D: L' anno scorso il Comitato italiano per l' acqua è stato in prima linea per l' organizzazione del Forum alternativo mondiale sull' acqua: può illustrarci lo spirito e gli obbiettivi di quel forum?
R: Tutto è iniziato nel settembre 2002 a Johannesburg, dove durante il vertice O.N.U. sullo Sviluppo sostenibile ( il famoso "Rio + 10", n.d.r.) si è arrivati al compromesso della creazione del Partenariato Pubblico-Privato, sancendo la definitiva sottomissione della collettività agli interessi strategici delle multinazionali; noi e tanti altri non ci siamo arresi e boicottando nel 2003 il successivo vertice internazionale di Kyoto del World Water Forum ( una sorta di OPEC dell' acqua, costituito da agenzie governative e multinazionali, n.d.r) abbiamo dato vita a Firenze ad un controvertice che avesse come parole d' ordine la sanzione dell' acqua come diritto umano fondamentale; in tal senso abbiamo iniziato ad inondare di email il Segretario delle Nazioni Unite affinchè dedicasse una seduta plenaria a questo tema e, andando a buon fine tale campagna di sensibilizzazione, adesso l' attuale segretario del Comitato internazionale per il "Contratto mondiale dell' acqua", Soares, avrà più possibilità di fare pressione presso la Commissione delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, che ha sede a Ginevra.
D. A proposito di Nazioni Unite, qual'è il ruolo oggi delle istituzioni internazionali su tali vicende?
R:Purtroppo stanno mantenendo un ruolo molto debole e marginale, poichè le decisioni più importanti e vincolanti le prendono la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, che hanno sancito il principio della condizionalità: un qualsiasi paese può avere credito da questi due grandi attori "a condizione che" i paesi cedano parte della loro sovranità e adottino le politiche decise dai funzionari internazionali; a tale tipo di logiche si sono poi adeguate un po' tutte le istituzioni internazionali, come la FAO, l'UNESCO, ecc.ecc.
D: Può dunque essere un fattore decisivo l' istituzione di un Tribunale internazionale ad hoc, sull' esempio di ciò che sta avvenendo in America Latina ?
R: E' sicuramente uno strumento fondamentale, ma per noi prima di tutto vengono i principi, cioè arrivare ad una dichiarazione solenne da parte delle Nazioni Unite sul valore fondamentale dell' acqua; successivamente è nostra proposta quella di costituire un' Assemblea Mondiale dell' acqua, con rappresentanti politici di tutti i livelli, che si impegnino a livello locale a mantenere le decisioni che tale assemblea prenderà.

| :: DOCUMENTI :: |
Nuova vittoria per l'acqua come bene comune
sabato, 13 marzo, 2004
Si è conclusa con successo, lazione di pressione organizzata dal Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sullacqua, con il supporto del Comitati italiano, francese e belga, nella giornata di martedì 9 marzo a Strasburgo, per modificare il testo del rapporto Miller sulle Strategie per il mercato interno- priorità 2003-2006 sottoposto all' approvazione del Parlamento europeo, sulla base della Comunicazione redatta dalla Commissione Giuridica per il mercato interno.
Tratto da UNIMONDO - fonte: CIPSI |
D: Da poco intanto proprio al Parlamento europeo di Strasburgo è andata in scena l' ultima sfida di questo lungo braccio di ferro tra le lobby delle multinazionali e la società civile organizzata: ci puo dire cosa avete organizzato intorno al "rapporto Miller"?
R: Ma, cronologicamente abbiamo raccolto prima l' adesione di importanti gruppi parlamentari della Sinistra europea, primo fra tutti quello dei Verdi, grazie ai quali abbiamo potuto emendare il famigerato "rapporto Miller"; successivamente vi è stata un' audizione al Parlamento, con la stessa partecipazione del deputato Miller e grazie a una unione trasversale, dai cattolici ai comunisti, il provvedimento in questione, che apriva al mercato la gestione dell' acqua in tutta l' Unione europea, è stato bocciato da una netta maggioranza parlamentare. Questa è una grande vittoria, poichè dopo il vertice OMC di Cancun, si è voluto riavviare il processo di liberalizzazione dei servizi proprio all' interno dell' Unione europea, che a livello internazionale è uno dei più accesi sostenitori del neoliberismo, così che il rischio era che il resto del mondo si trovasse nell' obbligo, quasi, di attenersi a ciò che già era stato deciso in Europa, con un effetto a onda sui macromercati regionali di tutto il mondo.
D: Uno di questi grandi mercati regionali è in fase di progettazione nelle Americhe, l' A.L.C.A., e l' opposizione popolare a tale scellerato progetto è stata e continua ad essere fortissima, basti ricordare le lotte in Bolivia, Argentina, Brasile, Ecuador; secondo lei si continuerà con la resistenza civile o si andrà verso soluzioni politiche più sensibili verso i popoli americani, specialmente gli indigeni?
R: Un po' entrambe le forme hanno ed avranno un compito ben preciso: creare responsabilità e partecipazione lì dove vi sono in atto progetti neoliberisti autoritari, come nel caso dell' ALCA; d' altronde la vittoria dei "movimenti" contro il vertice OMC di Cancun è stata data proprio dal legame creatosi tra società civile e governi del "Sud" del mondo nello scambiarsi informazioni e notizie sui gravi danni che le politiche neoliberiste stanno causando in gran parte del mondo; così l' impegno e il lavoro svolto hanno portato al fallimento negoziale per la OMC. Altro grande fattore di promozione di politiche globali più democratiche e solidali sarà il peso dei Social Forum sullo scenario politico mondiale; già ad esempio a Porto Alegre, così come a Mumbay quest' anno, si sono svolti dei forum sull' acqua paralleli ai lavori del forum mondiale; certo però che se i Social Forum resteranno semplicemente dei luoghi di incontro e non di programmazione politica globale, allora non si avrà molta prospettiva e il Forum alternativo mondiale dell' acqua andrà avanti per proprio conto; viceversa se verrà recuperato quel "project work", che tante volte è stato d' esempio anche a vari governi, allora avremo sicuramente dei forum sociali veri promotori politici e responsabili della società civile organizzata.
Umberto Bandiera - Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università di Bologna è attivo in diverse iniziative sociali anche all'estero, rappresentante nell'Unione degli Studenti e attivo nei Social Forum Locali.
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