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Robert Goodland, che è stato consigliere ambientale della Banca Mondiale per 25 anni e si è occupato in modo specifico di quello che oggi chiamiamo "le politiche di sicurezza sociali e ambientali", boccia il progetto OCP. Vìola almeno 4 politiche applicabili della BM. In particolare sono state violate le valutazioni d'impatto ambientale, gli habitat naturali, il reinsediamento involontario e le politiche sui popoli indigeni. I finanziamenti internazionali, comunque, proseguono come i lavori che sono quasi completati al 60 per cento. Costi quel che costi.

L'uomo della BM
ha detto "NO!"


Tutte le foto di questo servizio hanno come soggetto i lavori in corso per l'oleodotto OCP (Oleoducto Crudo Pesados) che taglia in due la foresta amazonica ecuadoriana. In questa foto il dr Robert Goodland, uno dei più rinomati esperti sugli Standard della Banca Mondiale, durante la sua visita ai lavori OCP in agosto 2002 (Foto e video dall'Ecuador possono essere richieste a Rettet den
Regenwald
(phone +49-40-410 38 04) Altre foto sono di Amazon Watch, reportage realizzato nel luglio 2002 da Nathalie Weemaels.

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promuove a Milano,
venerdì 11 ottobre,
l'incontro pubblico
Oleodotto OCP:
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contatto: info@selvas.org

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Isa Giunta
Tel. 06/3216054

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Tel. 06 – 6868289/6875308

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Jaroslava Colajacomo,
Luca Manes
Campagna per la riforma della Banca Mondiale
via Tommaso da Celano 15, 00179 Roma, Italia
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Carovana contro OCP e Osservatorio Eni
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Gianluca Carmosino:
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mangini@carta.org



IN ECUADOR

Acción Ecológica
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Alejandro de Valdez N24-33 y La Gasca - Quito (Ecuador)
Tel 00593 - 2 - 547 516
Fax 00593 - 2 - 527 583
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http://www.accionecologica.org

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Organización de los Pueblos Indígensa de Pastaza (OPIP)
Tn.te Ortíz y Gral Villamil
Apartado 16-01-790 Puyo - Pastaza (Ecuador)
Tel/Fax 00593 - 3 - 885 461
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http://www.unii.net/opip/intro.html


APDH - Asamblea Permanente por los Derechos Humanos
Edif. Servilibro, of. 301; Salinas N14-81 y Riofrío - Quito (Ecuador)
Tel/Fax.: 00593 - 2 - 521118
quijote@porta.net apdhec@hotmail.com


COICA
Coordinamento delle
Organizzazióni Indigene
della Amazzónia
Iza M. Dos Santos,
secretaria ejecutiva Coica
Teléfonos: 2407-759, 28112-098, 2814-611 (Quito)
Correo electrónico: info@coica.org rona@coica.org
Pagina web:
www.coica.org


ICCI
Instituto Científico
de Culturas Indígenas


Opuscolo
di Amazon Watch
(scaricabile in PDF)
Amazon Watch (USA) mette a disposizione questo opuscolo di 16 pagine
(in spagnolo, ma per chi volesse sul sito esiste anche una versione in inglese)
con la descrizione del progetto OCP che attenta alla vita della selva ecuadoregna.
Un documento utile da consultare e importante per approfondire.



Da El Comercio.com - Ecuador
Si chiude la polemica sull'OCP in Germania

Titolo originale:
Petróleo: la polémica por el OCP cerró en Alemania
Di Carla Maldonado,


Ieri, 30 settembre, il governo della Renania del Nord-Westfalia ha presentato un informativa sull'Oleducto de Crudos Pesados (OCP) e ha dato il via libera alla banca WestLB di continuare il finanziamento.

La decisione ha disatteso gli ambientalisti e il partito dei Verdi che si aspettavano, invece, un opposizione. Peer Steinbruck, rappresentante del Ministro di Cooperazione Economica e Sviluppo della Renania, in un comunicato di tre pagine afferma che "Non è responsabilità del Governo giudicare se OCP mantiene gli standard economici e sociali della Banca Mondiale (BM) e se questi vengono rispettati con l'opera".
Nonostante ciò il Ministero invierà un esperto per formare una nuova commissione di controllo sull'oleodotto e la finanzierà. "Il Governo Regionale cercherà il dialogo con l'Ecuador e con il ministero tedesco perché cooperino con l'opera". La ricerca del dottor Robert Goodland sarà portata all'analisi del Parlamento.

"Non si rispettano gli accordi internazionali sui cambiamenti climatici e la protezione della biodiversità", afferma Martin Kaiser, portavoce di Greenpeace in Germania. Secondo gli ambientalisti il Governo "se ne è lavato le mani", nonostante abbia avuto la possibilità di fare pressione sulla banca.
"Il Governo preferisce salvare la sua banca piuttosto che la vita in Ecuador. Questa sua attitudine è inaccettabile e disumana", dice Werner Paczian, dell'organizzazione Rette den Regenwald (Salva la Selva), da Amburgo. (…)



Lo stato dei lavori
I lavori di costruzione dell'oleodotto OCP prevedono il completamento tra giugno e settembre del 2003.
Attualmente l'avanzamento dei lavori registra un'avanzamento dell'opera costruita al 60 per cento. Per accellerare le opere, i cinque fronti principali si sono suddivisi in 11 lungo la tratta tra Esmeraldas fino a Lago Agrio. Anche per questo motivo si è intensificata l'assunzione di personale per superare un ritardo da due a tre mesi sul progetto. Attualmente il numero dei lavoratori supera la cifra di 8.000. Due giorni fa un camion carico di operai, di una società subappaltatrice della Techint, che coordina i lavori nei cantieri dell'OCP, è uscito di strada finendo in una profonda scarpata e uccidendo i nove passeggeri. Nelle ultime due settimane sono stati 17 i morti per incidenti stradali, tra gli operai a cottimo che viaggiano su camion, lungo le dissestate strade dirette ai lavori dell'oleodotto. Essendo tutti lavoratori di ditte subappaltatrici, spesso non a regolare contratto, i familiari delle vittime, ora, si aspettano che sia l'OCP a risarcirle.


Per i lettori di Selvas.org e per chiunque voglia liberamante difondere, alleghiamo i seguenti materiali:

Lo "schiaffo" dal maggior esperto sugli Standard della Banca Mondiale di Urgewald e Rettet den Regenwald e.V - Rainforest Rescue - Traduzione a cura di Paola Gatti e Clara Zobbi

Comunicato stampa della Campagna Italiana contro l’OCP in appoggio al dossier del Dr Robert Goodland

Coordinamento Nazionale FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL UILCA
Banca Nazionale del Lavoro

- comunicaca l'avvenuto incontro tra sindacati e BNL


Ecco i documenti Goodland:

(Scarica in formato PDF - 548K)
Independent Compliance Assessment of OCP with the World Bank’s Environmental and Social Policies.
di Robert Goodland
9 September 2002


(Scarica in formato PDF - 692K)
Allegato fotografico
di Robert Goodland
9 September 2002



Titolo originale:
WestLB Pipeline in Ecuador:
Slap in the Face from leading expert on World Bank Standards


WestLB e l'oleodotto in Ecuador:
Lo "schiaffo" dal maggior esperto sugli Standard della Banca Mondiale

di Urgewald e Rettet den Regenwald e.V - Rainforest Rescue -

Traduzione a cura di Paola Gatti e Clara Zobbi


Dusseldorf 13/9/02

L'OCP oleodotto in Ecuador, che sostanzialmente è finanziato dalla banca pubblica tedesca WestLB, viola i più importanti standard sociali e ambientali della Banca Mondiale. Questo è il risultato del primo accordo ambientale e sociale per il progetto, presentato dalla tedesca ONG "Rettet den Regenwald" e "Urgewald" in Duesselford , il 12 settembre. La valutazione del progetto oleodotto istituisce "sostanziale non accordo con le politiche di salvaguardia ambientali e sociali della Banca Mondiale".

L'autore dello studio è il cittadino canadese dr Robert Goodland, un ecologista tropicale e uno dei più rinomati esperti sugli Standard della Banca Mondiale. Il dott Goodland è stato consigliere ambientale della Banca Mondiale per 25 anni e si è occupato in modo specifico di quello che oggi chiamiamo "le politiche di sicurezza sociali e ambientali" della Banca Mondiale, cioè la Valutazione Ambientale, l'Habitat Naturale, gli Indigeni, e i Beni Culturali. In più guidò il team che pubblicò il best seller della Banca Mondiale "valutazione ambientale raccolta" (3vol), e altri 20 libri circa, e fu uno del team che scrisse "la politica di Riassestamento Involontario (Involuntary Riassesment) della Banca Mondiale". Goodland si è ritirato nel 2001 e ora lavora come consulente ambientale indipendente. Visitò il progetto OCP in Ecuador nell' agosto 2002.

La missione di Goodland era quella di accertarsi che le richieste della WestLB e della OCP per il progetto oleodotto fossero realmente in accordo con gli Standard della Banca Mondiale. Dopo i primi articoli stampa critici e un incremento di proteste nel mondo, la WestLB si impegnò nell'agosto del 2001 in un resoconto pubblico che diceva che "un prerequisito per alcuna implicazione finanziaria della WestLB nel progetto OCP è che il progetto garante accetti gli standard ambientali istituiti dalla World Bank".


"Bomba petrolio" in Amazzonia
Lo studio di Goodland è stato uno "schiaffo" alla WestLB. Ha scoperto che l’EIA (Environmental Impact Assessment) riguardo al progetto dell’oleodotto, ha fallito nel cercare il suo minor impatto ambientale, in quanto soprattutto ignora l’impatto più importante dell’oleodotto, cioè l’impatto sociale ed ecologico che avrebbe il raddoppio dell’estrazione del petrolio in Amazonia. In più, l’EIA viòla le politiche della Banca Mondiale sugli habitat naturali e sul riassestamento Involontario (Involuntary Resettlement). Il dr Goodland scrive anche che oltretutto l’oleodotto è stato forzato con metodi illegali e viòla anche la politica della Banca Mondiale per quanto riguarda la popolazione indigena.



Le conclusioni di Goodland sono che l’oleodotto diventerà una nuova "bomba petrolio" in Amazonia. Il più severo impatto sociale e ambientale del progetto sarà sugli Amerindi, sulle piogge delle foreste tropicali e sulla povertà. Il progetto intensificherà la già catastrofica situazione nelle aree di estrazione del petrolio. Soprattutto gli Amerindi della Amazzonia saranno deprivati delle loro terre, delle risorse naturali da cui esse dipendono e saranno esposti a gravi pericoli per la loro salute. Le ragioni sono la contaminazione dell’acqua, delle terre e dell’aria, attraverso i residui tossici dell’industria petrolifera. Goodland scrive che gli impatti delle estrazioni petrolifere sull’eco sistema delle foreste tropicali, include perdite irreversibili del ricco patrimonio della biodiversità dell’Ecuador e che “le perdite improprie di petrolio sono così comuni che le aree degradate e contaminate dal petrolio sono aumentate tremendamente negli ultimi 30 anni”. Aree naturali protette di importanza mondiale saranno distrutte.

A livello sociale, l’esperto ha denunciato le gravi viòlazioni degli Standard della Banca Mondiale seguendo la linea dell’oleodotto. “Ho intervistato molte famiglie ammalate, leader eletti ufficialmente dalla comunità che hanno dichiarato sostanzialmente che l’OCP o i loro appaltatori hanno abusato di loro”, scrive Goodland e cita degli esempi: l'OCP spesso non ha pagato in modo adeguato i compensi accordati, o hanno pagato loro molto meno delle cifre convenute. Gli assalti brutali della polizia contro la popolazione che non voleva sottoscrivere i contratti, che ha usato i lacrimogeni anche contro donne e bambini. Parte della polizia è pagata direttamente dall’OCP. Tentativi di assassinio sono stati intrapresi nell’area di estrazione del petrolio contro il sindaco di Lago Agrio e il prefetto della provincia di Sucumbios. Entrambi sono stati minacciati dai partners in affari della WestLB.

“Non c’è sicuramente altro esperto che sia più qualificato nel valutare l’accordo con gli Standards della World Bank in questo progetto del dr Goodland” afferma Heffa Schucking, direttore di “Urgewald”. “chi ignora questo studio, non arriverà a niente”, commenta Werner Paczian, capo ufficio del “Rettet den Regenwld”.
Goodland ha dimostrato “che l’oleodotto WestLB direttamente ha tradito un vasto numero di persone in Ecuador e li porterà a una devastazione catastrofica dell’ambiente”. Le ONG stanno richiedendo alla WestLB la resistuzione del prestito e di abbandonare il progetto.



Le responsabilità di un impatto disastroso
Le ONG accusano il Primo Ministro della North Rhine Westphalia (NRW), Clement, e i Ministri delle Finanze, Steinbrueck, dell’Economia, Schwanhold, del Partito Social democratico (SPD), responsabili delle conseguenze dell’oleodotto in quanto hanno tollerato le azioni della WestLB e l’hanno anche supportata in alcuni casi. Lo stato Federale della NRW è lontano dal più grosso azionista della WestLB. Lo studio fu spedito da uno specifico messaggio al primo ministro Clement e al CEO Sengera della WestLB l’11 settembre del 2002. Il governo dell’NRW al meeting parlamentare “commissione per le politiche europee e mondiali”, esattamente il 30 sett 2002, ha annunciato la propria intenzione di partecipare al progetto dell’oleodotto.

Lo studio iniziato dall’ONG tedesca “Rettet den Regenwald” e “Urgewald” è supportata da GreenPeace, dall’istituto Suewind così come anche ulteriori ONG americani e italiani, e dai tre più grossi sindacati italiani. (Vedi punto 1) Da ultimo è stato richiesto alla BNL (Banca Nazionale del Lavoro Italiana) di abbandonare il consorzio delle banche che finanziano l’OCP.
“Ora dobbiamo prendere una decisione sul nervoso vagabondare del Primo Ministro del NRW mr Clement” domanda l’esperto delle foreste di Greenpeace Martin Kaiser. “la decisione è se prendere accordi con un consorzio corrotto delle compagnie petrolifere oppure di richiedere il prestito della WestLB per assicurare la protezione ambientale”.

Per Irene Knoke dell’istituto Suedwind, che ha lavorato per anni sul problema del debito dell’Ecuador, lo studio prova che ancora una volta che i poveri devono sopportare le conseguenze del cattivo sviluppo."Il fondo monetario internazionale (IMF) sta spingendo l’Ecuador a raddoppiare la produzione di petrolio al fine di facilitare i pagamenti del suo totale proibitivo debito estero. Invece di spingere un progetto che distruggerà il capitale naturale dell’Ecuador e portare una larga parte della popolazione della campagna alla miseria, il IMF dovrebbe lavorare per la cancellazione del debito”.

L’ONG che ha commissionato lo studio chiede che la WestLB interrompa finalmente il finanziamento alla OCP. La WestLB ha confermato più volte che in caso di viòlazione degli Standard della Banca Mondiale avrebbe prematuramente liquidato il contratto. Significa che nessun nuovo credito deve essere trasferito e che quelli già pagati devono essere restituiti. “lo studio del dr Goodland dimostra che le importanti viòlazioni degli Standard della World Bank da parte di OCP sono ora registrati. Se la WestLB vuole essere considerata una banca d’affari seria deve abbandonare il finanziamento di questo progetto” chiede Schuecking.

1.) Urgewald, Rettet den Regenwald e.V., Institut Suedwind, Greenpeace
Germany, AmazonWatch, Environmental Defense, ATTAC Italy, Greenpeace Italy,
CARTA, Campagna per la Riforma della Banco Mondiale, and the labor unions
FISAC-CGIL, FIBA-CISL, UILCA, and FABI




URGEWALD
Von-Galen-Strasse 4, D-48336 Sassenberg - Germany
Email: urgewald@urgewald.de
Sito: http://www.urgewald.de




Rettet den Regenwald e.V
- Rainforest Rescue -
Friedhofsweg 28
22337 Hamburg, Germany
Phone: ++49-40-410 38 04
Fax: ++49-40-45 001 44
Email: info@regenwald.org
Sito: http://www.regenwald.org




Ecco le violazioni della costruzione dell Oleoducto de Crudo Pesados (OCP)

Presentato in Italia il "Rapporto Goodland"



Robert Goodland, autore del rapporto, è un ecologista tropicale che ha valutato gli impatti sociali ed ambientali di moltissimi grandi progetti infrastrutturali della Banca mondiale, inclusa la Brazil Transamazonian Highway, il gasdotto di Yadana tra la Birmania e la Thailandia, e l'oleodotto Chad-Cameroon. Goodland è stato colui che ha concepito la maggior parte di quelle che oggi sono chiamate "le politiche si salvaguardia ambientale e sociale della Banca mondiale", in particolare la politiche sull'impatto ambientale, sugli habitat naturali, sulle popolazioni indigene, e la proprietà culturale. Goodland è stato il coordinatore del gruppo di esperti che ha scritto l'"Environmental assessment sourcebook" e circa 20 altri libri pubblicati dalla Banca Mondiale durante i 25 anni di suo impiego presso l'istituzione. Recentemente, prima di terminare il suo lavoro con la Banca mondiale nel 2001, Robert Goodland è stato il coordinatore del team che ha prodotto la revisione della politica della Banca sul reinsediamento forzato. Robert Goodland è stato eletto presidente dell'International Association of Impact Assessment e Metropolitan Chair della Ecological Society of America. Recentemente ha vinto l'Execellence Award del gruppo Banca mondiale e il Millennium Conservation Prize.


Il rapporto di Robert Goodland intitolato "Verifica indipendente del rispetto dell'OCP delle politiche ambientali e sociali della Banca Mondiale" (del 9 settembre 2002) conclude in maniera inequivocabile la discussione sul rispetto di tali standard. Ricordiamo al proposito che l'oleodotto si estenderà per un percorso complessivo di 500 Km, attraversando ben 11 aree protette. A pieno regime la produzione prevista sarà tra i 390.000 ed i 450.000 barili al giorno. Durante la sua missione sul tracciato dell'oleodotto ad agosto 2002, Goodland ha infatti rilevato "sostanziale non conformità con tutte le quattro politiche della Banca mondiale applicabili" - si legge nelle conclusioni del rapporto. In particolare sono state violate la OP 4.01 sulle valutazioni d'impatto ambientale, la OP 4.04 sugli habitat naturali, la OP 4.12 sul reinsediamento involontario e la OD 4.20 sui popoli indigeni.

La conclusione più politicamente esplosiva del rapporto sull'oleodotto OCP presentato alla stampa e' comunque la considerazione, da cui discende l'analisi precisa delle violazioni, che le linee guida della Banca mondiale sono state concepite per permettere una adeguata pianificazione dei progetti e non per apportare correttivi successivi " ad hoc", come nel caso delle azioni di mitigazione previste dal consorzio OCP. La valutazione d'impatto ambientale svolta da Entrix per conto del consorzio sarebbe - secondo Goodland - piena di giustificazioni retroattive per decisioni prese prima della sua approvazione, come per esempio quella sul tracciato nord dell'oleodotto che passa per la riserva protetta di Mindo Nambillo e per altre 7 aree ad alta biodiversità. Nel rapporto si legge che Mindo-Nambillo rientra nella più alta categoria di "ambiente naturale critico" secondo le definizioni della BM. In questi casi, continua Goodland, "la BM proibisce l'avvio di azioni che provochino la conversione o il degrado dell'habitat". Goodland conclude quindi che la decisione sulla rotta nord dell'oleodotto viola le politiche della BM sulle valutazioni d'impatto ambientale (OP 4.01) e sugli habitat naturali (OP4.04).



Tra gli altri impatti ambientali che sono stati tralasciati nella valutazione sponsorizzata dal consorzio vi è poi quello, altamente significativo, della duplicazione delle aree di Amazzonia interessate dallo sfruttamento petrolifero. "Il progetto faciliterà l'apertura di ulteriori 2.4 milioni di ettari di foresta amazzonica alla produzione di petrolio, terreni che saranno concessi alle compagnie private nei blocchi 22, 25, 26, 29, 30, 32, 36". Il consorzio, infatti, non ha svolto né una valutazione cumulativa degli impatti, né una valutazione regionale, come richiesto dalle politiche della banca mondiale. L'esperto sostiene inoltre che anche il processo di consultazione con le comunità locali sarebbe dovuto iniziare prima dell'approvazione della VIA.

A fronte di queste gravi lacune di pianificazione del progetto, il rapporto sottolinea come, contrariamente alle linee guida sul reinsediamento forzato (OP 4.12), anche le opportunità di reclami da parte dei danneggiati siano state severamente limitate a causa della mancanza di informazioni corrette e di procedure adeguate.
A questa lungo lista di violazioni si aggiungono quelle relative all'uso della forza e di intimidazioni verso un numero imprecisato di persone, allo scopo di favorire le pratiche di espropriazione forzata o per "convincere" i danneggiati ad abbandonare ogni richiesta di compensazione equa. Il rapporto Goodland è in questo senso esplicito e riporta l'esperienza personale dell'autore nell'intervistare più di 80 persone che hanno subito violazioni gravi dei loro diritti da parte dell'esercito assoldato dal consorzio. Queste affermazioni sono ulteriormente confermate da un rapporto dello stesso parlamento dell'Ecuador, che nel maggio 2002 riportava una lunga serie di maltrattamenti e abusi commessi dalla polizia nei confronti delle comunità locali. (copia del rapporto del parlamento è a disposizione di CRBM)

Significativi sono anche i giudizi negativi di Goodland sul rapporto Stone &Webster (compagnia che per conto del consorzio OCP ha svolto una valutazione del progetto nell'aprile 2002) e sul conflitto d'interessi tra questa compagnia e il suo ruolo di certificatore ambientale. Anche Goodland, come più volte denunciato dalle organizzazioni ed associazioni che seguono il caso, critica la mancanza di autorevolezza e di indipendenza del rapporto S&W . La politica 4.01 sugli impatti ambientali richiede al contrario che venga costituito un gruppo di consulenti indipendenti internazionalmente riconosciuti per fornire pareri su tutti gli aspetti del progetto rilevanti le VIA .

Infine, parlando degli impatti ambientali non valutati dal consorzio, Goodland sottolinea come la stessa Banca mondiale abbia criticato il fatto che la rotta prescelta per l'oleodotto tagli il Choco Andino , zona protetta con i finanziamenti del GEF-Banca Mondiale. Già nel dicembre 2001 Ian Johnson, direttore del dipartimento sullo sviluppo sostenibile della banca mondiale, aveva espresso queste preoccupazioni ad Herman Iara, presidente del consorzio OCP.




:: I documenti di SELVAS.ORG ::
Comunicato

Oggi 11 settembre 2002 si è tenuto l’atteso incontro tra il Coordinamento Nazionale Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-CGIL e UIL ca della BNL e la delegazione aziendale sul finanziamento al Progetto OCP (Oleoducto de Crudos Pesados) per la costruzione di un oleodotto nella foresta amazzonica in Ecuador.

L’incontro era stato fissato come momento di verifica tecnica delle affermazioni sindacali sulla correttezza degli studi di fattibilità e sull’applicazione delle direttive della Banca Mondiale.

Il sindacato si è avvalso della collaborazione di tre esperti in tematiche ambientali e finanziarie: il dott. Antonio Tricarico, il dott. Martin Koheler e il dott. Sergio Baffoni, che hanno sviluppato tre specifiche e incisive relazioni utilizzando anche la strumentazione informatica.

La prima relazione, esposta dal dott. Tricarico, ha sviluppato un’analisi critica del rapporto di fattibilità della Stone&Webster, evidenziando come tale studio non è stato svolto seguendo schemi seri ed approfonditi, rappresentando di fatto un punto di vista parziale, e che in esso non si trova una corretta applicazione degli attuali parametri della Banca Mondiale, sia dal punto di vista metodologico che applicativo.

La seconda relazione tenuta dal dott. Koheler, che ha utilizzato autorevoli analisi fatte da studiosi indipendenti, ha affrontato la correttezza della applicazione delle direttive della Banca Mondiale su: valutazione ambientale, habitat naturali, re-insediamento involontario e popoli indigeni.

La terza e conclusiva relazione esposta dal dott. Baffoni, si è articolata sul rapporto foreste e opere infrastrutturali in Amazzonia, alla luce delle passate esperienze, evidenziando le devastanti ricadute di tali opere su quel patrimonio forestale dell’umanità che rappresenta il 40% delle foreste esistenti sul pianeta.

La delegazione aziendale ha, da prima, evidenziato l’originalità del confronto e successivamente, in coerenza con l’impostazione data, ha richiesto alcune chiarificazioni ed effettuato alcune domande senza entrare nel merito delle valutazioni esposte dagli esperti, riservandosi in un successivo incontro con la delegazione sindacale ad affrontare le questioni sollevate e le successive scelte aziendali.

In conclusione dei lavori il sindacato, valutando positivamente l’andamento dell’incontro, ha nuovamente ribadito, anche alla luce dei contributi tecnico-scientifici degli esperti, la sua posizione che invita la BNL ad uscire dal finanziamento dell’oleodotto OCP, ritenendolo un progetto nocivo non solo per le popolazioni locali, ma per l’intera umanità.


Coordinamento Nazionale
FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL UILCA
Banca Nazionale del Lavoro