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La famosa attivista americana Julia Hill "Butterfly", che si è unita alla lotta delle associazioni ambientaliste internazionali e nazionali contro la costruzione dell’oleodotto OCP in Ecuador, è stata arrestata a Quito insieme ad altri sette attivisti ecuadoriani ed espulsa. I diritti negati agli ecologisti, alle popolazioni locali e le mobilitazioni internazionali.

Quando una farfalla
fa tremare l'oleodotto


a cura di Cristiano Morsolin

Tutte le foto di questo servizio hanno come soggetto i lavori in corso per l'oleodotto OCP (Oleoducto Crudo Pesados) che taglia in due la foresta amazonica ecuadoriana. Il reportage è di Amazon Watch realizzato nel luglio 2002 da Nathalie Weemaels. In questa foto l'esercito pattuglia i lavori dell'oleodotto OCP.

:: APPROFONDIMENTI ::

Contatti Campagna Nazionale contro AGIP-OCP e Osservatorio ENI:


CRIC
Centro Regionale Iniziative di Cooperazione

Isa Giunta
Tel. 06/3216054

Amici della Terra
Laura Radiconcini
Tel. 06 – 6868289/6875308

Campagna per la riforma della Banca Mondiale
Jaroslava Colajacomo,
Luca Manes
Campagna per la riforma della Banca Mondiale
via Tommaso da Celano 15, 00179 Roma, Italia
ph: +39-06-7826855
fax: +39-06-7858100

e-mail: jaro@crbm.org
WEB: www.crbm.org


Carovana contro OCP e Osservatorio Eni
Per informazioni:
Giuseppe di Marzo, giuseppedimarzo@libero.it

CARTA


Gianluca Carmosino:
carmosino@carta.org
Enzo Mangini:
mangini@carta.org



IN ECUADOR

Acción Ecológica
Yvonne Ramos
Alejandro de Valdez N24-33 y La Gasca - Quito (Ecuador)
Tel 00593 - 2 - 547 516
Fax 00593 - 2 - 527 583
amazonia@accionecologica.org
http://www.accionecologica.org

CONAIE – Federazione delle nazionalita’ indigene dell’Ecuador

Organización de los Pueblos Indígensa de Pastaza (OPIP)
Tn.te Ortíz y Gral Villamil
Apartado 16-01-790 Puyo - Pastaza (Ecuador)
Tel/Fax 00593 - 3 - 885 461
allpamanda@yahoo.es
http://www.unii.net/opip/intro.html


APDH - Asamblea Permanente por los Derechos Humanos
Edif. Servilibro, of. 301; Salinas N14-81 y Riofrío - Quito (Ecuador)
Tel/Fax.: 00593 - 2 - 521118
quijote@porta.net apdhec@hotmail.com


COICA
Coordinamento delle
Organizzazióni Indigene
della Amazzónia
Iza M. Dos Santos,
secretaria ejecutiva Coica
Teléfonos: 2407-759, 28112-098, 2814-611 (Quito)
Correo electrónico: info@coica.org rona@coica.org
Pagina web:
www.coica.org


ICCI
Instituto Científico
de Culturas Indígenas


Opuscolo
di Amazon Watch
(scaricabile in PDF)

Amazon Watch (USA) mette a disposizione questo opuscolo di 16 pagine
(in spagnolo, ma per chi volesse sul sito esiste anche una versione in inglese)
con la descrizione del progetto OCP che attenta alla vita della selva ecuadoregna.
Un documento utile da consultare e importante per approfondire.



Ancora una volta la campagna contro l’Oledotto OCP in Ecuador ha un’eco internazionale: l’arresto e la successiva espulsione di Julia Butterfly, famosa ambientalista statunitense che ha vinto la battaglia delle sequoie vivendo per due anni in cima agli alberi, ha riportato l’attenzione sul Paese Andino grazie alla mobilitazione dell’ONG Usa Amazon Wathch .
Si è replicata l’azione della Carovana italiana contro OCP che il 19 giugno scorso ha occupato a Quito l’Ufficio dell’AGIP.

Martedì 16 luglio una cinquantina di attivisti ecologisti di diverse organizzazioni equatoriale (Accion Ecologica, Accion por la vida e coordinamenti contadini) hanno occupato gli uffici di un’altra delle compagnie petrolifere implicate nel progetto OCP: la OXY (Occidental Petroleum), compagnia nordamericana già sconfitta dalle mobilitazioni internazionali per salvare il territorio degli indigeni U’wa dalle esplorazioni petrolifere.
L’azione contro la OXY, però, si è concluso con l’intervento della polizia ecuadoriana che ha arrestato vari attivisti tra cui Ivonne Ramos di Accion Ecologica (vedi intervista di febbraio su SELVAS),e Julia Hill, famosa ambientalista statunitense conosciuta anche con il soprannome di Farfalla. L'espulsione di Julia Butterfly , come gli altri arrestati ecuadoriani insieme a lei e quelli nei mesi scorsi, ha visto violati sette dei suoi diritti garantiti costituzionalmente (arresto arbitrario, utilizzo di violenza, niente ordine di cattura, diritto ad un processo giusto tra gli altri) ed è stata imbarcata su di un’aereo giovedì 18 luglio . Gli altri attivisti arrestati a Quito sono stati liberati invocando l'habeas corpus.
La campagna italiana contro l’Oledotto OCP, di cui fanno parte Amici della Terra, ATTAC, Campagna per la riforma della Banca Mondiale, Carta, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Comitato Internazionalista U’wa, CRIC-Centro Regionale d’Intervento per la Cooperazione, DeA-Associazione Donne e Ambiente, Federazione Verdi Italiani, Greenpeace, Legambiente, Terra Nuova, Yabasta! ha inviato un messaggio di solidarietà spiegando gli obiettivi della sua opposizione a questo megaprogetto che vede complici l’Agip e ENI.

Inoltre va sottolineato che a Quito il 15 luglio si è realizzato il congresso nazionale “Un altro Ecuador è possibile” lanciando le giornate di resistenza latinoamericana contro l’ALCA in programma a fine ottobre a QUITO. Ha partecipato anche il Premio Nobel della Pace, Adolfo Pérez Esquivel, di cui alleghiamo un articolo di ALAI.

… CONTRO L’OCP E CONTRO L’ALCA UN ALTRO ECUADOR E’ POSSIBILE…


Per i lettori di Selvas.org e per chiunque voglia liberamante difondere, alleghiamo i seguenti materiali:

Comunicato stampa
della Campagna contro OCP per arresto di Julia Hill "Butterfly".

Articolo del quotidiano ecuadoriano la HORA del 19 luglio: “Ecologistas pierden derechos en Ecuador”.

Documento (in inglese) del gruppo ACCION POR LA VIDA di MINDO.

Comunicato stampa (in spagnolo) della Campagna Italiana contro l’OCP in solidarietà con i compagni/e dell’Ecuador.

• Circa il 50% dell'OCP è stato costruito - sullo stato dei lavori il ministro de Energía, Pablo Terán annuncia l'attivazione dell'oleodotto nel giugno del 2003

Articolo ALAI: Giornate di resistenza contro ALCA a Quito (In spagnolo).

Prossimamente:
l'intervista a Esperanza Martinez, fondatrice di ACCION ECOLOGICA (www.accionecologica.org.ec ) e di OILWATCH (www.oilwatch.org ) che il 7 luglio scorso ha ritirato il Premio Alex Langer a Bolzano, raccolta da Martin Iglesias per Radio Popolare.



Arrestata in Ecuador Julia "Butterfly" per la sua azione non violenta contro l'OCP

Comunicato stampa della Campagna italiana contro OCP


Roma, 17 luglio 2002 - La famosa attivista americana Julia Butterfly, che si è unita alla lotta delle associazioni ambientaliste internazionali e nazionali contro la costruzione dell’oleodotto OCP in Ecuador, è stata arrestata nelle ultime ore a Quito insieme ad altri sette attivisti ecuadoriani.
Julia Butterfly si trovava davanti agli uffici della compagnia americana Occidental Petroleum (OXY), per protestare contro il coinvolgimento della società nel progetto e per chiederne l’uscita dal consorzio OCP, composto da sette compagnie petrolifere che sfrutteranno il sottosuolo ecuadoriano.
Negli ultimi giorni Julia Butterfly aveva visitato in Ecuador alcuni dei luoghi che stanno subendo gli impatti della costruzione del mega-oleodotto OCP, che vede tra i membri del consorzio l’Eni e tra le banche finanziatrici la BNL, e che una volta completato sfregerà il territorio ecuadoriano per una lunghezza di 500 km. In particolare l’attivista americana ha voluto conoscere le ragioni delle popolazioni indigene dei Siona, dei Secoya e dei Kichua, che abitano un tratto di foresta amazzonica attaccata dai lavori per la costruzione dell’opera, il cosiddetto blocco 15, e che la hanno accompagnata nella protesta a Quito. Julia Butterfly aveva cercato di avere un incontro con i responsabili in Ecuador della Occidental per esporre le prove raccolte durante il suo viaggio che dimostrano come siano utilizzate delle pratiche di costruzione dannose per l’ambiente violando anche gli standard minimi stabiliti dalla banca Mondiale, e di come siano violati i diritti umani, tramite pressioni illecite sugli abitanti della zona per far firmare gli accordi con il consorzio.

L’incontro era stato rifiutato, dopo essere stato in un primo momento accordato. Per questa ragione Julia Butterfly, insieme a rappresentanti delle organizzazioni ambientaliste Amazon Watch e Accion Ecologica e a rappresentanti locali delle regioni più impattate dal progetto, aveva iniziato una protesta pacifica, subito repressa con l’arresto, in alcuni casi con l’uso gratuito della violenza, dei manifestanti.
Le stesse richieste sono state avanzate dalla Campagna italiana contro l’OCP nei confronti della BNL e dell’Eni. Nel giugno scorso una carovana promossa dalla campagna ha attraversato la Colombia (dove opera in particolare la Occidental) e l'Ecuador –dove si è tenuta una occupazione pacifica dell’ENI a Quito- e ha riportato in Italia la testimonianza e la documentazione dettagliata dei disastri ambientali economici e sociali dell'OCP.
Julia Hill, soprannominata Butterfly, farfalla, è conosciuta in tutto il mondo per aver vissuto due anni su una sequoia gigante. Lo scopo di Julia era impedire il taglio di buona parte della foresta di Stafford, in California, dove si trovano alberi vecchi centinaia di anni. Tale iniziativa non violenta ha avuto successo, dimostrando come valesse veramente la pena intraprendere una così singolare forma di lotta.

In Ecuador questa tecnica di protesta non violenta è stata già usata contro l'OCP. Da gennaio a marzo 2002, nel bosco di Mindo-Nambillo attivisti locali - ed alcuni internazionali - si sono legati agli alberi per difendere la foresta pluviale dall'avanzata dei macchinari del consorzio. L'esercito ecuadoriano ha represso l'iniziativa arrestando gli attivisti, tra cui c’erano anche due italiani.

Per ulteriori informazioni:
Campagna per la Riforma della Banca mondiale
Luca Manes 06 7826855 335 5721837
Jaroslava Colajacomo 338 327 9035

Greenpeace
Sergio Baffoni
348/3988680

Legambiente
Paolo Scinto 335 6419187

COMUNICATO STAMPA DELLA CAMPAGNA CONTRO L’OCP*
* Amici della Terra, ATTAC, Campagna per la riforma della Banca Mondiale, Carta, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Comitato Internazionalista U’wa, CRIC-Centro Regionale d’Intervento per la Cooperazione, DeA-Associazione Donne e Ambiente, Federazione Verdi Italiani, Greenpeace, Legambiente, Terra Nuova.



BOLETIN DE PRENSA

Gli ecologisti perdono i diritti in Ecuador



Articolo originale del quotidiano
“La hora” 19.7.2002
(Ecologistas pierden derechos en Ecuador)

La activista Julia Hill Butterfly fue deportada a las 07h45 de ayer en un
avión de la compañía Copa, con destino a Panamá. La ambientalista, quien
gritaba que se violaron sus derechos, fue prácticamente obligada a
embarcarse en el avión.Con la salida de Julia Butterfly, son ya ocho
deportaciones las ordenadas por el intendente de Policía, Víctor Hugo
Olmedo, quien, según los ecologistas, responde a los intereses
petroleros.Desde que inició la construcción del Oleoducto de Crudos Pesados
(OCP), han venido al país ecologistas de Canadá, Italia, Francia, Alemania,
Colombia y Estados Unidos para oponerse a la obra que cruza por Mindo
Nambillo, una zona de gran riqueza ecológica.Según los ecologistas
ecuatorianos y extranjeros existe mucha celeridad para encarcelarlos, cosa
que no pasa con los banqueros, ni con los corruptos."Nuestro pecado y
nuestro delito es defender a la naturaleza" sostuvo Ricardo Buitrón, miembro
de Acción Ecológica.Conceden Hábeas CorpusMientras Butterfly volaba con
destino a Panamá, en Quito los ocho ecuatorianos de la agrupación Acción
Ecológica consiguieron que el Municipio del Distrito Metropolitano les
concediera el recurso de Hábeas Corpus.Sin embargo, esto no fue nada fácil,
pues para "contener" la fuerza de ocho ecologistas, que fueron a pedir este
recurso legal, al Municipio concurrieron 60 efectivos policiales. El Hábeas
Corpus se concedió ayer a las 17h00.

Sin derechos
. Durante la deportación de Julia Butterfly, ella reclamaba un abogado, pues
siete de sus derechos contemplados en la Constitución fueron violentados con
su arresto y deportación.

. Anteriormente, cuando se deportó a ocho ecologistas detenidos en Guarumos,
a inicios de este año, los policías tampoco presentaron órdenes ni boletas,
ni pruebas de que algún delito se haya cometido.


Documento del gruppo ACCION POR LA VIDA di MINDO
Mindo, Pichincha
Accion Por La Vida
(in inglese)



July 3rd, 2002

Accion Por La Vida has been very busy in the last month. Although our actions havenÅft all been public protests, we are still continuing our struggle against the construction of the OCP pipeline through the Mindo area. The fight has now moved from the streets in Quito to the legal channels and courts. The zone where OCP is working in the Mindo area is totally closed off to any non-OCP individual, which is in total violation of the World Bank standard of "transparency" within the project. There is no way to know exactly at what stage they are in the construction up at the Guarumos area, but we have been able to see from afar that the towers are built in the Cerro Castillo and construction is moving fast.

On May 29th Accion Por La Vida protested in front of the Ministry of the Environment, demanding that the minister use her authority to suspend the environmental license granted to OCP in the highly sensitive area of the Mindo-Nambillo Protected Forest. Representatives were able to enter the Ministry of the Environment building and were received by the sub-secretary Barriga. The Minister of the Environment responded that the community of Mindo needs to present studies that prove the potential damages of an oil spill on the watersheds in the area in order for the Ministry to consider the variant. (IsnÅft that their job?) The protest was then moved to the Marriot Hotel in Quito where the Ecotourism and Sustainable Development Summit meeting was being held.
Accion Por La Vida is very interested in doing these studies that would help open the discussion of the variant in the Mindo area. However it has been difficult to talk seriously with geologists, biologists and other experts without having the funds to back up our interest. Because of our lack of funding we having solicited the "Defensor_a del Pueblo" or the Community Defense Group, which is a government legal group that is designated to help protect the Ecuadorian community against human rights violations and abuses of power. The Community Defense Group will begin a lawsuit against OCP and the Superintendent of the National Police for a long list of accusations regarding human rights violations, blocking of public roads, invasion of private property, wrongful arrest, etc. Because this is a public service, working with the Community Defense Group will be a very long process and definitely not the most efficient way to stop the construction of the pipeline. The legal procedures were initiated almost a month ago and until now it is not possible to say when we will get any answers or actions from OCP or the Superintendent.

On the 16th of June we were visited by a caravan representing over 14 Italian NGOÅfs and various Italian political parties. They had been traveling through Colombia and Ecuador observing the social and environmental damages caused by petroleum exploration. Agip Petroleum, or ENI en Italian, is one of the seven members that makes up the OCP consortium. The caravan visited Mindo on their trip crossing the OCP route. They had heard a lot about Mindo in Italy and wanted to see the area that is in construction. On the 18th, members of Accion Por La Vida and the Italian Caravan went to the lower part of Guarumos and tried to use the public access road to access the Guarumos Reserve, recently purchased by Accion Por La Vida and Puntos Verdes. Access was denied by the police that were blocking the public road and the Italians werenÅft able to observe the area in construction.
To follow up with our action on the 18th, two days later on June 20th, members of Accion por La Vida and the Italian Caravan with other individuals from Quito and Accon Ecologica protested outside of the Agip Petroleum offices. The Italian group occupied the offices and hung anti-OCP banners from the windows and demanded to speak with the company manager. The group was received by the manager in the afternoon where the group was able to officially state their concern about the social and environmental damages that this Italian company is creating in Ecuador. The manager responded that the company complies with the Ecuador laws concerning the environment and they are doing nothing illegal.
In order to educate the local surrounding communities on the environmental impacts of the OCP project, members of Accion Por La Vida have been traveling to nearby towns showing a series of documentaries made on the subject as well as short slide shows. The communities have responded positively and are interested in knowing more about the subject and well as supporting Mindo in its struggle to conserve the area.

Today, July 3rd, Accion Por La Vida was able to begin the legal process that enables the property lines of the Guarumos Reserve to be officially registered. Once the area is visited by the appropriate judge and his assistants, the property lines area officially registered and we are able to continue with our long list of lawsuits against OCP and the Ecuadorian government.
We are anxiously awaiting the arrival of Julia Butterfly, the tree-sitting hero from Northern California who spent two years sitting in a thousand-year-old redwood tree. Her occupation was successful and the tree was saved from being logged. In January, when we began to occupy the Guarumos area, she communicated to us her solidarity and hope to visit us during our struggle. She will be visiting us here in Mindo on the 14th of July. She arrives in Quito on the 9th and will visit Lago Agrio in the Amazon to witness the total destruction of the Amazonian jungle and the struggling communities due to the 30 year-long history of oil in the Ecuadorian Orient . We hope that with JuliaÅfs visit the American public as well as the international community will be made aware of the pipeline issue here in Ecuador, especially focusing on the Mindo area.
Mindo is as beautiful as ever. Summer has arrived and the sunny days are welcomed by the community of Mindo. In constant awe of our surroundings, we are as motivated as ever to continue in our struggle against OCP as well as our outreach program with the surrounding communities. We would like to sincerely thank Amazon Watch in the states, Retten den Regenwald in Germany and Puntos Verdes here in Mindo who are working hard to support our cause and are an invaluable part of existence as an activist group.

Molly Brown
International Spokesperson - Accion Por La Vida

(torna al sommario)


(En español)
Comunicato stampa della Campagna Italiana contro l’OCP
Boletín de prensa



Elaborado por la Campaña Italiana contra el Oleoducto de Crudos Pesados OCP
Roma, 18 de julio de 2002 –

Las organizaciones ecologistas y asociaciones de solidaridad y cooperación internacional que integramos la Campaña Italiana contra el OCP queremos expresar una vez más nuestro total desacuerdo con la realización de esta gigantesca obra que ve la participación italiana de Eni-Agip y del Banco Nacional del Trabajo (BNL).

Los riesgos de ese proyecto no están solo en la construcción y puesta en funcionamiento de esta infraestructura sino también en lo que lleva en su conjunto la operación: graves impactos en las zonas atravesadas por el conducto, ampliación de la frontera petrolera a zonas protegidas por ser parques naturales y territorios ancestrales indígenas y violaciones de los derechos sociales, economicos y ambientales de las poblaciones locales. Todo eso sin garantías de beneficios para las poblaciones locales que viven por su mayoría en condiciones de marginación y pobreza.
Estamos extremadamente preocupados también por las continuas y repetidas medidas represivas adoptadas por parte de las autoridades ecuatorianas para apagar las pacificas movilizaciones que en diferentes lugares del país se están dando en contra de la construcción del OCP.
Ultimas medidas tomadas, parte de una larga lista, han sido las violentas detenciones de 8 personas el pasado 16 de Julio durante una protesta pacifica bajo las oficina de una de las empresas que integran el Consorcio OCP; el mismo día en la Via Lago Agro- Quito otras 7 personas, dos de estas de menor edad, pertenecientes a familias campesinas afectadas por la construcción del OCP han sido detenidas, mientras las restantes han sido alejadas con gas lacrimógenos.
Frente a estas graves operaciones represivas adoptadas por parte del gobierno ecuatoriano que ponen siempre más tenso el clima de relación entre gobierno, organizaciones ecologistas y grupos locales alrededor del Proyecto OCP, hacemos un llamado a quienes les compete de manera que en Ecuador:
• Se restituya libertad a todas las personas detenidas que reclamaban pacíficamente en contra del OCP.
• Sea garantizado el derecho a la plena libertad de expresión a quienes, de forma no violenta y constructiva, quieran expresar su oposición al proyecto OCP como a otras políticas del gobierno que pongan a riesgo el patrimonio natural y empeoren las condiciones de vida de las poblaciones locales.
• Sean garantizadas reales evaluaciones, antes de empezar las obras, sobre los impactos cumulativos de proyectos como el OCP y que siempre previamente se realicen adecuadas consultaciones de las poblaciones locales.

Creemos que el OCP represente un ejemplo más de aplicación de un modelo de desarrollo inequitativo y no sostenible que considera solo los intereses económicos de unos cuantos y viola los derechos de los/as demás, poniendo a riesgo sus vidas y sus ecosistemas: por eso seguiremos monitoreando sobre este desastroso proyecto y comprometiéndonos en la Campaña para que ENI y BNL salgan del proyecto OCP .
-----------------------------------------------------------------------
CAMPAÑA ITALIANA EN CONTRA AL OCP*
* Amici della Terra, ATTAC, Campagna per la riforma della Banca Mondiale, Carta, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Comitato Internazionalista U’wa, CRIC-Centro Regionale d’Intervento per la Cooperazione, DeA-Associazione Donne e Ambiente, Federazione Verdi Italiani, Greenpeace, Legambiente, Terra Nuova, Yabasta!



Circa il 50% dell'OCP è stato costruito

Titolo originale: Cerca del 50 por ciento del OCP está construído



Quito Martes, 16 de Julio del 2002
.

AFP - El ministro de Energía, Pablo Terán, informó hoy que la construcción del Oleoducto de Crudos Pesados (OCP) ha avanzado en un 49% y anunció que, según lo proyectado, la obra estará operativa en junio del año 2003. 
  
"Los trabajos de construcción y de ingeniería del oleoducto y compra de   materiales y equipos han avanzado en un 49,6%", puntualizó el ministro, quien   dijo que la cifra aparece en un informe de la Unidad de Administración y   Fiscalización del Ministerio de Energía encargado de supervisar la obra. 
  
Indicó que la empresa argentina Techint ha expresado su confianza en que el   OCP, por el cual Ecuador transportará 500 barriles diarios de petróleo desde   los yacimientos de la Amazonía hasta el puerto de Balao, será concluido antes   de que se cumplan los 25 meses estipulados en el contrato. 
  
Terán informó que el movimiento de tierras en el terminal marítimo de Balao   está concluido y que otro tanto ocurre en el terminal Amazonas, en las   estaciones de bombeo Cayagama, Sardinas y Páramo. "También se concluyó la   cimentación de los tanques de los terminales de Balao y Amazonas", dijo. 
  
La construcción del OCP, que tendrá una longitud de 504 km, se inició el 26   de junio de 2001, en ejecución de un contrato firmado entre el gobierno del   presidente Gustavo Noboa y el consorcio OCP con un costo de 1.100 millones de   dólares. 
  
Sin embargo, la construcción del OCP enfrenta la oposición de los grupos   ecológicos ecuatorianos e internacionales, en especial de Italia, Holanda y   Alemania, que han tratado de paralizarlo, porque consideran que está causando   daños a la biodiversidad ecuatoriana.  


(in spagnolo)
Giornate di resistenza contro l'ALCA a Quito

* * * Servicio Informativo "alai-amlatina" * * *

Titolo originale: Jornadas de Resistencia contra el ALCA

ALAI-AMLATINA, 16/07/02, Quito.
Con la presencia del Premio
Nobel de la Paz, Adolfo Pèrez Esquivel, y de diversos lìderes
sociales, el 15 de julio se realizò en el Congreso Nacional en Quito el
acto de lanzamiento pùblico de las "Jornadas de Resistencia
Continental contra el ALCA", programadas para el mes de octubre en
esta misma ciudad.

Las jornadas tendràn lugar del 27 de octubre al 1 de noviembre,
coincidiendo con la reuniòn en Ecuador de los Ministros de Comercio
de 34 paìses de Amèrica para continuar avanzando las negociaciones
de la llamada area de Libre Comercio de las Amèricas (ALCA).
Estas jornadas "de lucha y resistencia" seràn tambièn "jornadas de
educaciòn popular, de reflexiòn, de analisis, de manifestaciones
culturales y artìsticas que representan la riqueza multicultural y
multisectorial de nuestras luchas", sostiene la convocatoria. A
continuaciòn, las palabras de Pérez Esquivel.

-----------

El ALCA va a afectar a toda la Amèrica Latina. Es un plan
hegemònico colonialista que va a destruir la capacidad productiva de
nuestros pueblos. No va a haber capacidad de competencia porque el
libre mercado ùnicamente existe para los Estados Unidos. Y creo que
hoy la ùnica posibilidad de superar este grave problema es a travès de
la unidad continental, asì como aquì se lanza en el mes de octubre
hasta noviembre la Jornada de Resistencia Continental, se està
organizando en el resto de los paìses de Amèrica Latina.

Quisiera asì muy brevemente señalar, por lo menos, cuàles son las
consecuencias màs graves de todo esto. Una es la remilitarizaciòn de
Amèrica Latina que tiene que ver con el Plan Colombia y con el Plan
Puebla Panamà para Centroamèrica. Esta remilitarizaciòn en la
instalaciòn de bases militares norteamericanas en muchos paìses.

Hay un saqueo sin piedad de los recursos del pueblo. Lo que pasò en
Ecuador, el saqueo sin piedad en los bancos, lo estamos sufriendo en
este momento en Argentina y se està extendiendo a Uruguay y Brasil.

El otro eje que tenemos que tener muy en cuenta, que la aplicaciòn del
ALCA en este programa de remilitarizaciòn de Amèrica Latina, es la
represiòn social.

Las hipòtesis del conflicto de los ejèrcitos latinoamericanos bajo el
mando del ejèrcito de los Estados Unidos es el control social. Hay
documentos sobre esto que son muy claros. En esta hipòtesis de
conflicto los enemigos son organizaciones sociales, organismos no
gubernamentales y enemigos potenciales, es decir, el eje del conflicto
se considera a los propios pueblos, enemigos. Esto es necesario que
lo analicen, que lo profundicen, para saber cuàles son las
consecuencias.

A mi me llama la atenciòn, que en esta reuniòn no estàn los
empresarios, porque van a ser las primeras vìctimas, porque va a
destruir la capacidad de la industria nacional, tanto agropecuaria
como industrial. Y esto tiene que ver con la tremenda deuda externa
que hoy afecta a los paìses y es la transferencia de capitales a los
centros de poder.

Y la ùnica forma que tenemos de superar estos interrogantes, què
podemos hacer, es la unidad y la organizaciòn social. Para tratar de
revertir la grave situaciòn que ponen a nuestro continente.

Tenemos que luchar por nuestra soberan_a, por nuestras identidades
culturales y tenemos que fortalecer a nivel latinoamericano los
acuerdos regionales. Esta polìtica lleva a la destrucciìn de los
acuerdos regionales como el Mercosur, el Pacto Andino, el
Centroamericano y el caribeño, y la ùnica posibilidad que tenemos de
revertir esto es a travès de nuestras propias organizaciones. Los
gobiernos hacen acuerdos a espaldas del pueblo.

Lamentablemente es la realidad. La ùnica forma de cambiar esto es
que los pueblos desconozcan total y absolutamente los acuerdos que
haga cualquier gobierno a espaldas del pueblo. Y eso depende de
nosotros, esto depende de la fuerza de los pueblos para comenzar a
revertir, y hay que anunciarlo esto de que los pueblos desconoceron
cualquier tratado que se hace a espaldas del mismo.

Yo estoy aquì para traerles la solidaridad y el apoyo, cuenten con
todo lo que podamos hacer, siempre hemos estado aquì en Ecuador
desde hace muchos años. No puedo dejar de recordar a ese hermano
querido que siempre estuvo muy claro en lo que es la liberaciòn de los
pueblos que fue Leonidas Proaño. Asì que a cada uno de ustedes, a
las comunidades a todo lo que ustedes representan y que nos
dignifican en Am_rica Latina, porque estamos muy atentos de todo el
caminar de los pueblos originarios del Ecuador, les agradecemos de
corazòn el testimonio que dan de vida, de lucha y de dignidad.

_______________________________________________
Servicio Informativo "Alai-amlatina"
Agencia Latinoamericana de Informacion
info@alai.ecuanex.net.ec
URL: http://alainet.org



CRISTIANO MORSOLIN, educatore di strada e giornalista militante appena rientrato in Italia dopo un anno di condivisione con i ragazzi/e lavoratori organizzati nei Movimenti NATs dell’America Latina; dopo varie esperienze a Palermo, a Roma, a Rio de Janeiro e a Salvador do Bahia (Brasile), a Ibarra e Quito (Ecuador), a Lima (Perù), attualmente lavora nella segreteria nazionale della rete ITALIANATs ed è socio dell’Associazione Nats con sede a Bologna.
E-mail: morsolindo2002@yahoo.it