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Lula: alleanza con il popolo brasiliano per la riforma agraria
A cura di Cristiano Morsolin e Annamaria Graziano

Il presidente brasiliano Lula nell'incontro con i Sem Terra del 2 luglio 2003. Foto di Jamil Bittar


SOMMARIO:
Una tesi sul campo con i sem-terra,
di Annamaria Graziano di AIFO;
Dall’Italia aiuti per il progetto “Fame Zero”,
intervista di Patrizia Caiffa (Agenzia SIR) al Ministro dell’ambiente Marina da Silva, 10 luglio 2003;
Lula se desbordo’, di Antonio Canuto – Commissione nazionale Pastorale della Terra CPT, ALAI 4 luglio 2003 (in spagnolo);
El gorro y el jueguito de domingo di R.A. Liegbott, ALAI 8 luglio 2003 (in spagnolo);
Documento presentato dal MST il 2 luglio a Lula:
Proposte per la riforma agraria(Traduzione di Serena Romagnoli – Comitato d’appoggio MST Italia);


:: Approfondimenti ::
Commissione Nazionale Pastorale della Terra CPT del Brasile: www.cptnac.com.br

Movimento Sem Terra MST del Brasile: www.mst.org.br

Via Campesina: www.movimientos.org

Agencia ADITAL: www.adital.org.br

Correio da Cidadania www.correiocidadania.com.br

IBASE: www.ibase.org.br

Comitato d’appoggio MST – Italia: www.citinv.it/associazioni/MST

Musibrasil: www.musibrasil.net


Onlus SAL (don Luca Pandolfi): www.saldelatierra.org

Lima - Perù, domenica 13 luglio 2003

Sono trascorsi i primi sei mesi dell’insediamento del governo LULA in Brasile.
L’alleanza con il popolo della 9” potenza economica mondiale continua, come conferma l’indagine del quotidiano “Folha de Sao Paulo” del 30 giugno che indica un importante 89% di adesione popolare. Ma non si tratta di una luna di miele visto che l’8 luglio si e’ realizzato il primo sciopero nazionale dei funzionari pubblici.
Tra le priorita’ del governo dell’ex operaio metallurgico c’e’ la riforma agraria.

Il 2 luglio scorso si e’ realizzato un’incontro tra 27 rappresentanti del MST e il Presidente Lula
accompagnato da diversi ministri del suo governo: è un fatto storico. Così lo ha definito Stedile, sottolineando che la riforma agraria è il miglior mezzo per combattere la disoccupazione e la fame.
All’incontro hanno partecipato i ministri José Dirceu (Casa Civil), Luiz Dulci (Secretaria Geral da Presidência) e Miguel Rossetto (Desenvolvimento Agrário) e i leader del governo alla Camera, Aldo
Rebelo (PCdoB-SP), al Senato, Aloizio Mercadante (PT-SP), e al Congresso, senatore Amir Lando (PMDB-RO).
I rappresentanti del MST hanno regalato al presidente un pallone cucito dai figli degli insediati che studiano nella scuola tecnica di Veranopolis e un cesto con dolci, marmellate e vini prodotti negli
insediamenti.

Il presidente LULA ha stabilito la riforma agraria come priorità per il secondo semestre.
Lo ha affermato il ministro Rossetto che ha partecipato alla riunione con il MST. Rossetto ha anche detto che Lula ha considerato l’incontro con il MST molto positivo. Daremo priorità, nel secondo semestre – ha detto il
ministro – all’insediamento della famiglie che da più tempo sono accampate. Sempre puntando ad una riforma agraria di qualità. La previsione del ministro è quella di insediare 60.000 famiglie entro l’anno. Il governo è determinato ad accelerare l’esproprio di terre pubbliche. I dirigenti del MST si sono mostrati ottimisti a fine riunione e hanno promesso di portare ai lavoratori rurali un messaggio
di speranza.
(Fonte: Linha Aberta/Partido dos Trabalhadores PT).

SELVAS continua a raccontare la lotta per la Terra in Brasile, dopo i reportage di Alzeni Tomaz (coordinatrice della Commissione Pastorale della Terra CPT della regione nordeste 1, minacciata di morte per il suo impegno di difesa dei sem-terra) dal Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, alla giornata mondiale per la riforma agraria del 17 aprile scorso.

Ora SELVAS e’ felice di presentare un nuovo tassello che contribuisce alla causa: l’esperienza di Annamaria Graziano, studentessa di Rossano Calabro di sociologia a Roma, che e’ ritornata recentemente dal Brasile dopo un mese e mezzo di permanenza per raccogliere materiale per l’elaborazione della sua tesi, studiando un progetto di cooperazione internazionale (AIFO) con i sem-terra del Goias (dove ha sede la Commissione Nazionale Pastorale della Terra CPT, presiuduta dal profetico Dom Balduino Tomaz).

Tra poco iniziera’ il viaggio di scambio in Brasile organizzato da don Luca Pandolfi e dall’Onlus SAL – Solidarieta’ con l’America Latina, una nuova occasione di scoperta e condivisione che rompe i canoni tradizionali ed eurocentrici del turismo classico per addentrarsi in relazioni personali di conoscenza e scambio tra popoli, spazio di ricchezza interculturale.
Partecipera’ al viaggio anche Patrizia Caiffa, giornalista dell’Agenzia SIR-Servizio Informazioni Religiose, che ci ha abituati a reportages molto interessanti, dove si mescola professionalita’ e passione.
Nel panorama informativo italiano non possiamo non citare l’ottimo lavoro del Comitato d’appoggio MST – Italia, coordinato da Serena Romangnoli e anche MUSIBRASIL, coordinato da Fabio Germinario.




UNA TESI SUL CAMPO...
di Annamaria Graziano


Luglio 2003

“Brasile, terra dei contrasti” ( R. Bastide):
proprio questo Paese con la sua gente, la sua cultura, la sua musica, la sua lotta, mi ha affascinato fin dall’ adolescenza ( è vero, non sono passati poi molti anni…) e il sogno di visitarlo mi ha accompagnato da allora fino ad oggi. Coltivato, custodito, addomesticato come il piccolo principe con la sua rosa, questo sogno ha segnato il mio percorso di vita fino a permettere l’incontro tra la mia vocazione professionale, ovvero la socio-antropologia, e il mio impegno di volontariato nell’Aifo.
Ho deciso infatti di dedicarmi ad una tesi sulla cooperazione internazionale allo sviluppo che fosse sperimentale, che comportasse quindi un lavoro di ricerca sul campo : lo studio di un progetto di cooperazione.
Mi è sembrato naturale partire dalla mia esperienza più vicina e più ricca nell’ambito della cooperazione: l’Aifo. Finalmente la possibilità di vedere con i miei occhi i progetti per cui tante volte ho chiesto un contributo alla gente che passava davanti al banchetto allestito per la Giornata Mondiale sulla Lebbra, e di cui mi sono trovata a raccontare ai ragazzi delle scuole che visitavano la mostra interattiva “Likelemba”…
Ma lo studio era di un solo progetto e la scelta, guidata da Monica Tassoni che mi ha accompagnata in tutta la fase di preparazione, ( ancora grazie!), è stata Ceres, e oggi penso che non potesse essere migliore!
E così sono partita, con il cuore gonfio di emozione, entusiasmo e paure, dissolte come nebbia alle prime piogge ( molto frequenti in questa stagione !)
E adesso dovrei raccontare della mia esperienza a Ceres, questo ci si aspetta; ma è ancora per me così difficile ricordare con mente lucida quanto vissuto, senza lasciarlo appannare dalla saudade fortissima, dal miscuglio di sentimenti ancora così vivi…ma farò un tentativo!

Nel cuore del Brasile
Arrivata a Goiania, capitale dello stato di Goiàs, sono stata accolta da Deolinda, la coordinatrice dei progetti Aifo in Brasile. Lei ha tranquillizzato le mie ansie iniziali (Riuscirò a capire e farmi capire in portoghese? E varie altre…).
Il giorno dopo ho conosciuto le persone che sarebbero state i miei angeli custodi, le mie guide infaticabili, i miei assistenti preziosissimi, ma soprattutto due veri amici: Valdelina ed Ely. Con loro, dopo due ore di viaggio in macchina, sono arrivata a Ceres, piccola città immersa nella campagna verdissima, circondata da latifondi e terre occupate.
A Ceres si trova l’ospedale S. Pio X, dove ha sede il progetto Prohan che l’Aifo sostiene e dove sono stata ospitata durante il mese ( troppo breve) della mia permanenza.
Non si tratta di un ospedale come gli altri, è il fiore all’occhiello della medicina della città e di tutta l’area della IV regionale di salute in cui esso si inserisce; è il luogo di accoglienza per i malati più poveri, gli esclusi; è il centro propulsore di un lavoro di educazione popolare nell’area della salute che assegna alle comunità il ruolo di protagonista.
Questo ospedale appartiene infatti alla diocesi di Goiàs, che nonostante gli ostacoli e le difficoltà, porta ancora impresso il segno del suo ex vescovo , Dom Tomàs Balduino: la lotta per la liberazione del popolo.
E’ in questo contesto che si situa il progetto Prohan che in quasi venti anni di vita ha compiuto molta strada nella caminhada a fianco degli ultimi; tutto è iniziato con la cura dei malati di lebbra, o meglio hanseniani, che al tempo erano moltissimi ( lo stato di Goiàs è ancora oggi il secondo(?) in Brasile per indice di prevalenza). Ma , soprattutto, queste persone portavano lo stigma della malattia che le recludeva ai margini di una società fortemente condizionata da un pregiudizio millenario e che li condannava a portare per sempre i segni più devastanti di questo morbo: corpi mutilati e sfigurati.
Chi è stato in India o in Africa sa bene di cosa sto parlando; ha visto, sentito , ascoltato questa sofferenza, la stessa da duemila anni…


Foto di Bruno Domingos

Ma a Ceres tutto questo ormai è un ricordo, certo non molto lontano, restano alcuni volti a tenerlo presente, come quello di sor Joaquim, che dopo più di dieci anni di malattia non curata, ha perso la gamba.
Ma la gente che oggi va a farsi visitare al posto de saùde di Ceres è molto diversa: ha solo qualche macchia che rivela la malattia, e soprattutto non ne ha più paura, non si nasconde, sa che con le medicine si può curare completamente e non porterà nessun segno.
Le persone che partecipano alle “campanha da mancha”, organizzate nei quartieri dall’équipe del progetto con l’aiuto degli agenti di salute per scoprire nuovi casi, sanno che è importante farsi visitare se scoprono una macchia sulla loro pelle, hanno fiducia nelle persone, medici e infermieri, che stanno lì per loro e soprattutto sanno che possono sempre contare sull’équipe del Prohan.
E’ incredibile vedere come sia radicata questa fiducia, come sia commovente la stima nei confronti di tutte le persone che collaborano con il progetto e con l’ospedale.
Nei paesi vicini che ho visitato, sempre accompagnata dagli inseparabili Ely e Valdelina, tutte le persone con cui parlavo conoscevano il dott. Fernando Corso, medico del progetto, e lo ringraziavano per quello che aveva fatto per loro, spesso i loro sguardi erano molto più eloquenti della parole. Un problema, questo, per me che dovevo intervistare queste persone e basarmi sulle loro parole per scrivere la mia tesi.
Eh si, non avevo ancora detto che il mio lavoro lì era quello di osservare, raccogliere materiale , ma soprattutto parlare con le persone che in qualsiasi modo fossero entrate in contatto con il progetto.
Ho intervistato pazienti ed ex pazienti, agenti di salute di diverse città vicine che erano stati formati ( con ottimi risultati) dall’équipe del progetto, infermiere dei posti di salute e ancora i contadini senza terra ( alcuni in verità l’hanno finalmente ottenuta questa terra!) degli accampamenti e degli insediamenti intorno a Ceres.

Perché i sem terra?
L’équipe del progetto si è sempre occupata delle persone della zona rurale, molti di loro infatti contraggono la malattia; il loro intervento rientrava quindi nelle attività normali di cura, prevenzione, educazione sanitaria.
Ma, come già accennavo, il lavoro del Prohan, così come dell’ospedale, va molto oltre tutto questo; lo scopo è quello della liberazione del popolo, dalla malattia così come da ogni forma di oppressione; la logica estensione del progetto è stata quindi di fare con queste comunità un altro pezzo di strada, per la riabilitazione sociale dei malati e , più in generale, per lo sviluppo partecipativo di tutta la comunità.
Non a caso queste sono anche le linee guida della progetti Aifo.
E così è iniziata questa nuova avventura con la realizzazione di un orto comunitario, di tre pollai, un’ attività di apicoltura con l’obiettivo di sostenere il reddito delle famiglie e soprattutto sperimentare e rafforzare il lavoro comunitario, unica possibilità di riscatto per la gente che vive in accampamenti e insediamenti.
Vorrei raccontarvi delle giornate passate con queste persone: della fiducia nel cambiamento della loro situazione così come di tutta la società brasiliana, della dignità e forza con cui affrontano le difficoltà della vita negli accampamenti ( vi assicuro molto molto dura!), dello scoraggiamento per la lunghezza dei processi e la corruzione dei giudici chiamati a decidere del loro destino, della paura di fronte ai pistoleros dei latifondisti che minacciano di sparare contro di loro se non abbandonano la terra incolta su cui cresce solo la disuguaglianza, dell’allegria e dell’ospitalità nei pranzi condivisi ….mi è stato fatto dono di tutto questo nelle mie lunghe conversazioni, mi sono sentita molto privilegiata perché grazie al mio lavoro di aspirante antropologa ho condiviso un pezzetto della vita di Barão, Pirulito, Maurinho,sor Antonio, Barboso e tanti altri….
Vorrei raccontarvi molto altro ma non ne sono capace.
Più eloquenti sono forse le storie di tutte le persone che da tempo ormai si dedicano ad accompagnare gli ultimi di una società profondamente ingiusta; in Brasile come in Africa, in India e qui da noi, insieme all’Aifo.
Stava per concludersi la mia visita in un accampamento da poco formato, dove la gente vive in baracche di canne e teloni di plastica, senza acqua corrente, senza energia elettrica. Un signore che mi aveva accompagnato per tutto il tempo parlandomi con tanto entusiasmo della loro lotta per la terra, mi chiese: “ Sai come si chiama quella piccola collina che vedi laggiù?” “No”, “Quello lì è il monte del calvario, dove hanno crocifisso Gesù, e questa che vedi qui è la terra promessa!”
Della lotta per questa terra e per una vita in pienezza sono stata testimone, mi accompagna la consapevolezza che per questo sogno c’è bisogno del lavoro di tutti, di ciascuno di noi.
Ricordando quei volti, le sole parole che trovo nella parte più profonda del mio cuore sono: muito obrigada por tudo!


Anna Maria Graziano - Giovane del gruppo “Ruth” della Fraternita’ Monastica di S. Maria delle Grazie di Rossano Calabro, studia sociologia a Roma ed e’ membro dell’AIFO



BRASILE: DALL’ITALIA AIUTI PER IL PROGETTO "FAME ZERO"
Intervista al Ministro dell’ambiente Marina da Silva

Di Patricia Caiffa, Agencia SIR – Servizio Informazione Religiosa


Foto di Rosane Marinho-Ag O Globo

10 luglio 2003

"In Brasile 53 milioni di persone sono povere: stiamo cercando di coinvolgere tutta la società civile, gli imprenditori e anche i Paesi più sviluppati per ridurre la povertà, attuare la riforma agraria, portare educazione, salute, occupazione e proteggere le nostre risorse ambientali dallo sfruttamento e dalla biopirateria".

Lo ha ricordato oggi Marina Silva, ministra dell’ambiente del governo brasiliano, in questi giorni a Roma per negoziare aiuti con l’Italia a favore del progetto "Fame zero" lanciato dal presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva lo scorso 31 gennaio. Una mozione – con forme di cooperazione bilaterale e multilaterali, anche coinvolgendo la Fao - per appoggiare la campagna brasiliana di lotta alla fame è già stata presentata da numerosi parlamentari italiani.
E nella società civile si è costituita in questi giorni una nuova Associazione italiana a sostegno di "Fame zero" – con sede a Quarrata (Pt) - che riunisce alcune organizzazioni che lavorano anche in Brasile, tra cui Emergency, Rete Radie Resch, l’associazione di sostegno ai sem terra.
L’associazione ha già in programma di costruire un ospedale e attuare progetti di diverso tipo in aiuto delle popolazioni brasiliane.

"Quando è stato lanciato il programma – ha spiegato Marina Silva – gli è stata data molta enfasi perché giudicato troppo assistenziale. In realtà vogliamo mettere le persone in condizioni di ‘imparare a pescare’, ossia trovare il modo per emanciparsi e risolvere così il problema della fame, soprattutto attraverso l’educazione e la formazione professionale". Riguardo ai temi ambientali Silva ha parlato di un programma per portare acqua nelle regioni più povere del Brasile, "nato da un progetto-pilota che ha cominciato a creare cisterne nelle zone più povere e ora diventato programma di governo: il nostro scopo è di portare da 12.000 a 200.000 il numero di cisterne entro quest’anno, ad un milione entro quattro anni".

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Lula sorvegliato speciale?
Due tesi a confronto

(in spagnolo) da: Servicio Informativo "ALAI-Amlatina"


Il presidente brasiliano Lula nell'incontro con i Sem Terra del 2 luglio 2003. Foto di Jamil Bittar



Lula se desbordó

Di Antonio Canuto.
Periodista y Secretario nacional de la
Comisión Pastoral de la Tierra, CPT

04/07/2003 - Goiânia

La reacción de diversos sectores de la sociedad especialmente de las entidades vinculadas a grandes propietarios rurales, los partidos de oposición al gobierno, en particular el Partido de la Social Democracia Brasileña (PSDB) y el Partido del Frente Liberal (PFL) y de algunos medios de comunicación a la informalidad como el presidente Lula recibió a los sin tierra en el Palacio de Planalto, usando además un gorro del MST, tiene toda la razón de ser. El Estado Brasileño siempre vistió la camisa de los latifundistas y de los guardianes del poder económico.

Siempre defendió sus intereses y castigó severamente a los trabajadores que, organizados, intentaron enfrentar su poder. Lula no podía romper esta tradición. El hasta podía recibir a los sin tierra, pero para darles un solemne llamada de atención por las acciones que están realizando. Ahora, abrir las puertas del Palacio de Planalto, recibirlos cordialmente, no hacerles ninguna advertencia pública, esto desbordó los límites de tolerancia de la elite brasileña que siempre comandó los destinos de nuestro país. ¿Será que ahora los trabajadores van a comenzar a ocupar los espacios antes reservados solamente a ellas?

La indignación fue tan grande que el líder del PSDB del Senado, senador Arthur Virgilio, en pocas horas consiguió las firmas necesarias para abril una Comisión Parlamentaria de Investigación (CPI) sobre el MST y, en tiempo record, fue abierta. Con esto parece que el PSDB quiere eliminar de su historia lo que el gobierno de Fernando Enrique Cardos, empujado por las acciones de los movimientos del campo, fue obligado a hacer: el mayor número de asentamientos de familias sin tierra de la historia de Brasil. Aunque al final de su mandato el se redimió con Medidas Provisorias para castigar y criminalizar las acciones de estos movimientos y frenar así el ritmo de la Reforma Agraria. Esta CPI es muy importante. Debe ir a fondo. Los senadores deben visitar los campamentos esparcidos por todo Brasil, ir a los asentamientos. Buscar pruebas.

Talvez encuentren millones de dólares que el movimiento esté juntando para engrosar sus cuentas en el exterior, o arsenales de armas importadas de uso exclusivo del Ejército Brasileño que serán utilizadas para hacer la revolución. Si no encuentran dólares, ni armas, por lo menos hallarán hombres y mujeres, niños, jóvenes y ancianos que en situaciones muy duras y adversas están luchando para defender su dignidad y su derecho a la tierra y al trabajo que la Constitución Federal les garantiza, pero que el Estado brasileño siempre les negó. Nuestra elite necesita comenzar a acostumbrarse a la idea de que si el pueblo brasileño eligió a Lula, fue para hacer cambios y cambios profundos, no simplemente para interpretar una representación teatral. La acogida calurosa a los sin tierra es un símbolo de esta nueva era que se implanta en Brasil. El Palacio de Planalto, lugar reservado a las elites, ahora es también espacio del pueblo.

El gorro y el jueguito de domingo

Di Roberto Antonio Liebgott.
integrante del Cimi Sul.

08/07/2003 - Chapecó

El "Brasil de la esperanza" es un caso raro y serio. Primero Lula, el Presidente de la República, recibe con euforia a los líderes del Movimiento de los Sin Tierra (MST) -hasta parecían los tiempos de Lula candidato- y después manda a sus ministros y líderes al Congreso Nacional a dar explicaciones sobre el hecho de que él (Presidente de la República) se haya puesto en la cabeza, durante la audiencia, el gorro del MST. ¿Cuál es la razón para tamaña repercusión? ¿Por qué un gobierno democrático y popular tiene que justificar, a través de los medios de comunicación, la realización de la audiencia con los líderes del mayor movimiento organizado de Brasil? ¿Por qué Lula y su gobierno necesitan someterse a tamaño apremio?

Existen razones para eso y ellas son de orden político, económico y de naturaleza obscura, o sea, el gobierno de Lula es rehén de la Confederación Nacional de Agricultura (CNA), de los partidos de extrema derecha y del latifundio, por eso la tropa de choque de Planalto salió a los medios de comunicación a explicar la audiencia y su folklorización. Las razones de naturaleza política son bien explícitas, o sea, la bancada de apoyo a Lula es, en su mayoría, dominada por las oligarquías regionales que detestan la idea de que se realice la reforma agraria en Brasil y por tanto, chantajean al gobierno sometiendo su apoyo o voto, a las llamadas reformas, en tanto el Presidente de la República diga siempre amén a sus intereses regionales.

Las razones de naturaleza económica son explicitadas con el alegato de que las tierras son bienes particulares y productivos, que generan riqueza al país, que fortalecen las exportaciones y para que todos se convenzan de eso, la Red Globo de Televisión hace programas especiales diciendo que la producción agrícola, durante el último año, alcanzó un record en nuestro país. ¿Para qué hacer reforma agraria si el latifundio produce excedente, y si Brasil es el mayor exportador de granos del mundo? Es más, existe la tesis del derecho de propiedad y que éste puede ser defendido, incluso con milicias armadas, principalmente contra invasores del MST que, de acuerdo con los medios de comunicación que apoyan a Lula, "no quieren tierra y muchos nunca fueron agricultores, son convocados, por los líderes del Movimiento en las periferias de las ciudades, con promesas de obtener tierra y empleo y a cambio deben montar campamentos en los bordes de los caminos para armar desorden. Por lo tanto, el objetivo no es la reforma agraria, sino político y de intereses oscuros".

Las razones de la naturaleza obscura serán develadas cuando el gobierno federal deje de ser sumiso a los grandes propietarios, cuando revoque la Medida Provisoria 2183/56 del 24-08-2002, cuando mande arrestar a hacendados y sus pistoleros que portan ilegalmente armas, inclusive de uso exclusivo de las Fuerzas Armadas, amenazando a los trabajadores rurales sin tierra e instigando a la violencia, y cuando, en un programa de gobierno, ponga en práctica la idea de la reforma agraria.

Los medios de comunicación y la élite al folklorizar o enfatizar, de forma impropia, el uso del gorro rojo en el encuentro del MST con Lula, hizo un mero sofisma, creando una aparente división entre el gobierno y la élite, cuando en verdad el acto sirvió para que el MST iniciase un diálogo tardío sobre la necesidad de que este gobierno implemente una política de reforma agraria, y de parte del gobierno, para decir al Movimiento, "yo soy amigo de ustedes, tengan paciencia! El Brasil no puede ser cambiado de la noche a la mañana, no podemos hacer fanfarronadas" O sea, el gobierno quiere el fin de las "invasiones" y el MST no puede comprometer las relaciones del gobierno de Lula con las oligarquías.

Por su parte, el MST dijo que cree en el Gobierno, y por lo tanto, éste debe poner en práctica lo que prometió cuando eran amigos. La élite, solidificada por los medios de comunicación, quiere que el gobierno continúe ignorando el tema de la reforma agraria. Por lo tanto, el gorro rojo es apenas una cortina de humo o pura jugada de marketing y que por debajo de eso, son delineadas las negociaciones para las acciones del gobierno en conjunto con la élite del poder. O sea, el gorro no es el pueblo dentro del palacio, ni el pueblo siendo gobierno; el gorro, para Lula, puede hasta ser nostalgia, pero no referencia ideológica como muchos estiman. Basta seguir las relaciones establecidas, por este gobierno, en el Congreso Nacional con los partidos y en la economía, con los banqueros internacionales y el Fondo Monetario Internacional, FMI. Pero para relajarse, siempre tiene el fútbol de domingo en la Granja del Torto. Por lo demás, es ahí que los medios de comunicación muestran al Presidente de la República satisfecho, pareciendo pueblo, pareciendo obrero jubilado. Desgraciadamente, así como "la pelota es víctima en las peladas" de los ejecutivos de Planalto, el pueblo es victima de los juegos de poder, con una gran diferencia, éstos acontecen todos los días.

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Documento presentato il 2 luglio 2003 al presidente Lula:
Proposte per la riforma agraria

Traduzione curata da Serena Romagnoli – Comitato d’appoggio MST - Italia


Foto di Jamil Bittar

Brasília, 02 de julho de 2003

I - TERRA:

5) Velocizzare l’elaborazione e la realizzazione di un Piano Nazionale
di Riforma Agraria che contempli l’insediamento di 1 milione di
famiglie
di lavoratori rurali senza terra nel periodo 2003/2006
6) Garantire l’insediamento immediato delle 120.000 famiglie che sono
accampate in tutto il territorio nazionale.
7) Rafforzare l’INCRA come organismo di riforma agraria, con risorse
finanziarie e umane.
8) Mantenere l’Imposta Territoriale Rurale (ITR) come una tassa
complementare di competenza federale destinata alla riforma agraria.
9) Stabilire l’espropriazione delle fazendas che non compiono la loro
funzione sociale, che abbiano lavoratori schiavi, che siano legate al
contrabbando, che coltivino piante psicotrope, che non rispettino le
leggi del lavoro, che provochino danni all’ambiente e che si siano
impadronite illegalmente di terre pubbliche. Stabilire che le banche
statali e l’INSS mettano immediatamente a disposizione della riforma
agraria tutte le aree date in ipoteca alle casse dello stato.

II – INSEDIAMENTI:

1- Creare un programma di credito speciale per la riforma agraria,
secondo i modelli del PROCERA, non burocratico, che stimoli la
cooperazione, l’agroindustria, l’agroecologia e fornisca condizioni per
realizzare lo sviluppo economico e sociale delle famiglie insediate.
2- Sviluppare un programma di assistenza tecnica organizzato dagli
insediati, con equipe multidisciplinari, che preveda un tecnico per
ogni
100 famiglie,
3- Realizzare un programma di agroindustria cooperativa negli
insediamenti della riforma agraria – vedi proposta annessa.
4- Stimolare la realizzazione di un nuovo modello tecnologico, basato
sulla agricoltura biologica, sulla moltiplicazione dei semi da parte
degli stessi agricoltori e sulla autonoma produzione di concimi
5- Garantire condizioni per la realizzazione di infrastrutture di base
in tutti gli insediamenti, come: strade, energia elettrica, case,
fognature, assistenza sanitaria, cultura e svago.

III – EDUCAZIONE:

1- Associare la riforma agraria a un programma di educazione di massa
nelle campagne
2- Intensificare la campagna per lo sradicamento dell’analfabetismo
nelle aree degli insediamenti. Questo rende necessario destinare più
risorse finanziarie al MEC per questo fine.
3- Promuovere un programma di formazione professionale che coinvolga
20.000 giovani e adulti delle aree di insediamento e accampamento.
4- Rafforzare il Programma Nazionale di Educazione nelle Aree di
Riforma
Agraria (PRONERA) e destinare, già nel 2003, 30 milioni di reais per
questo obiettivo.

IV – DIRITTI UMANI E LOTTA ALL’IMPUNITA’

1- Approvare il Progetto di Riforma Costituzionale che trasferisce alla
sfera Federale la competenza per indagare e processare i crimini contro
i diritti umani.
2- Decidere l’apertura di un’inchiesta della Polizia Federale contro i
latifondisti che utilizzano milizie armate, incitano alla violenza e al
crimine e mantengono legami con il narcotraffico e il contrabbando di
armi.

V – PREOCCUPAZIONI GENERALI:

1- Manifestiamo la nostra posizione contraria alla liberalizzazione
della coltivazione e commercializzazione dei prodotti transgenici.
2- Manifestiamo la nostra posizione contraria alla realizzazione
dell’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) e sosteniamo
l’integrazione sovrana tra tutti i paesi latinoamericani e caraibici.
3- Sosteniamo un nuovo modello agricolo orientato alla creazione di
lavoro, alla produzione di alimenti per il mercato interno, alla
sovranità alimentare, e alla valorizzazione della vita nelle campagne.

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Cristiano Morsolin, , giornalista militante, educatore di strada, operatore di reti internazionali. Lavora a Lima nell’ambito della cooperazione internazionale dopo varie esperienze in Brasile, Ecuador, Peru’. Tra i fondatori dell'Osservatorio Indipendente SELVAS, www.selvas.org.

E-mail : morsolin2002@yahoo.it