Giornata internazionale per la Riforma Agraria
La dignità corre sulla Via Campesina

17/04/2003
Una riflessione della Pastorale della Terra CPT del Brasile
di Cristiano Morsolin e Alzeni Tomaz
SOMMARIO:
Pastoral de la Tierra - CPT lanza informe de conflictos en campo Agenzia ADITAL, 10 aprile 2003 (in spagnolo).
Campaña Global por la Reforma Agraria - Pan, Tierra y Libertad- Sobre la revisión de las políticas de tierra del Banco Mundial, VIA CAMPESINA, 17 aprile 2003 (in spagnolo).
CONJUNTURA DA ÁGUA Documento della Commissione nazionale Pastorale della Terra del Brasile DOCUMENTO IN PORTOGHESE, (scaricabile qui in formato word-rtf).
Sono iniziate le mobilitazioni per la Giornata Internazionale di lotta contadina e in Brasile oggi 17 aprile si celebra la giornata nazionale di lotta per la Riforma Agraria, su proposta dell'allora senatrice Marina Silva, allieva di Chico Mendes (martire per la difesa dell'Amazzonia) e Leonardo Boff (tra i fondatori della Teologia della Liberazione) e oggi Ministra dell'Ambiente del Governo Lula.
Il Movimento "Via Campesina" ha convocato centinaia di organizzazioni popolari e campesine nel settimo anniversario del massacro di Eldorado dos Carajás, dallomonima località del Pará (Brasile) dove il 17 aprile 1996 la polizia militare uccise 19 Sem Terra e ne ferì un centinaio.
"Via Campesina" promuove a livello mondiale la "Campagna Globale per la Riforma Agraria - Pane, Terra e Libertà" concentrando in quest'occasione l'attenzione sulle politiche legate alla terra della Banca Mondiale.
Con questa giornata si vuole spiegare alla popolazione urbana e rurale
| :: Approfondimenti :: |
Commissione Nazionale Pastorale della Terra CPT del Brasile: www.cptnac.com.br
Documento finale del primo congresso regionale della Pastorale della Terra in Pernambuco: www.peacelink.it
Articolo di Alzeni Tomaz: Lappoggio dei Movimenti popolari alla candidatura LULA, ottobre 2002: www.selvas.org
Traduzione in tedesco www.kozmopolit.com
Assemblea mondiale Via Campesina a Porto Alegre, 22 gennaio 2003: www.mir.it/g8/news Conferenza Acceso a la tierra. Dom Tomaz Balduino, marzo 2001 (in spagnolo) www.dse.de/
Movimento Sem Terra MST del Brasile: www.mst.org.br
Via Campesina: www.movimientos.org
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quali problemi causano il latifondo e la mancanza di un serio programma di riforma agraria.
In tutto il Brasile sono in corso eventi che si propongono di promuovere la coscientizzazione, marce nei vari stati, occupazioni di latifondi improduttivi. La campagna già cominciata, si intensifica in questa giornata e proseguirà poi per tutto l'anno.
I problemi dell'ambiente urbano, come la violenza e la disoccupazione, sono causate dall'esodo rurale, dalle difficoltà del lavoratore rurale.
La Commissione nazionale della Pastorale della Terra CPT (espressione della Conferenza Episcopale Brasiliana CNBB) è da 30 anni in prima linea.
Uno dei padri della CPT è dom Pedro Casaldaliga, vescovo di Sao Felix da Araguaia, che nel 1971 ha scritto la prima lettera episcopale per denunciare le violenze dei grandi proprietari dell'Amazzonia nei confronti degli indios, precisa: "insistiamo nell'urgenza della riforma agraria, la terra è un diritto di tutti per lavorare e vivere con dignità. Nella CPT discutiamo a livello nazionale anche dell'ALCA (Area di libero commercio delle Americhe), la più moderna ed aggressiva espressione dell'imperialismo americano. Abbiamo lanciato per il 2004 la campagna per l'acqua visto che il Brasile è la maggiore riserva d'acqua dolce del mondo e le grandi multinazionali stanno programmando la privatizzazione dell'acqua, che è invece un bene da salvaguardare per tutta l'umanità".
L'11 aprile scorso a Curitiba si è realizzata la sesta celebrazione dei Martiri della Terra, in memoria dei martiri dei conflitti rurali ed è stato presentato il Rapporto annuale del 2002 dalla Commissione Nazionale della Pastorale della Terra CPT (presieduta dal combattivo vescovo dom Tomas Balduino): dal 1988 al 2002 è stato documentato l'assassinio di 1.548 lavoratori rurali in Brasile.
43 lavoratori rurali sono stati assassinati nel 2002. Il numero dei morti è cresciuto del 48,27%. Sono molto aumentate le denunce relative al lavoro schiavo: 147 casi, con 5.559 persone coinvolte (58 minori). 743 casi di conflitti nelle campagne, con 425.780 famiglie coinvolte. 184 occupazioni di terra con 26.958 famiglie coinvolte. Questo numero prova la tendenza alla diminuzione del numero delle occupazioni, registrata dal 2001 quando è iniziato il processo di criminalizzazione della lotta per la terra, in particolare con la misura provvisoria che impedisce la valutazione delle aree occupate. 382 manifestazioni con il coinvolgimento di 399.487 persone. 9.715 famiglie sgomberate dalle loro terre. 1459 hanno visto le loro case e 1384 i loro campi coltivati distrutti. 444.277 persone sono state vittime di violenze in 925 casi. Ci sono stati anche 36 tentativi di assassinio e 244 minacce di morte.
Presentando il rapporto 2002 il Presidente della CPT Dom Tomas Balduino, già vescovo del Goias, ha mostrato fiducia nelle azioni di lotta contro la violenza nelle campagne che sta attivando il nuovo governo: "In questo primo periodo del governo LULA si sta intensificando la lotta contro il lavoro schiavo".
Le linee direttrici di questo cammino di liberazione vengono qui tracciate da Alzenì Tomaz, 31 anni, coordinatrice della Commissione Pastorale della Terra CPT del Nordest 2 (che comprende 4 stati federali: Pernambuco, Paraíba, Rio Grande do Norte e Alagoas), collaboratrice di Dom Francisco Astrogesilo de Mesquita Filho (fratello vescovo di Dom Helder Camara), minacciata di morte per la sua militanza in difesa dei senza-terra.
"La forte aspettativa popolare di cambiamento espressa con la votazione inequivoca della nazione e concretizzata con l'insediamento del Presidente Lula, ci colloca di fronte a nuove sfide, in quanto ci porta a confermare i valori, i principi, le linee direttrici, costruiti e assunti in quasi 30 anni di lotta solidale della CPT - Commissione Pastorale della Terra a servizio del popolo delle campagne.
Speriamo che le vere difficoltà della congiuntura nazionale e internazionale attuale non siano il pretesto per lasciare in secondo piano le aspettative del popolo per un cambiamento effettivo, strutturale e duraturo. L'ansietà del potere non può dispensare una determinante ed autonoma partecipazione del movimento popolare nella costruzione del NUOVO.
Al contrario, segnali concreti e decisivi di cambiamento di rotta devono accennare a un nuovo modello di società sperata, che è già in gestazione nelle iniziative dei gruppi e delle comunità di base che accompagniamo.
Contro il sistema neoliberale riaffermiamo queste linee direttrici di base più opportune in questa missione:
ß Rafforzare la speranza del popolo nella lotta e mantenere con decisione la prospettiva dell'UTOPIA, sempre sulla linea dei valori del Regno di Gesù Cristo Liberatore;
ß Affermare la presenza profetica, fraterna e solidale insieme ai gruppi di base, credendo nel protagonismo del popolo che si organizza e continua il cammino;
ß Valorizzare e difendere la terra, l'acqua e le sementi come patrimonio comune dell'umanità, diritti umani fondamentali e beni sia sacri che politici;
I nostri impegni in questa congiuntura:
1. Lottare contro il latifondo, ufficializzando e stabilendo un limite massimo per la proprietà rurale, esigendo restituzioni e dispropri, combattendo gli attacchi e le violenze nelle campagne, specialmente da parte delle milizie assassine;
2. Organizzare iniziative rivolte a superare la fame, la sete e la miseria, appoggiando in modo speciale le azioni sulle cause delle stesse: assenza di accesso all'educazione, salute, lavoro e mancanza di una riforma agraria, intesa como nuovo modello di relazione e di uso della terra e dell'acqua.
3. Appoggiare e incentivare le mobilizzazioni dei lavoratori e delle lavoratrici del campo come cammino e come strumento essenziale di cambiamento, nella costruzione di alternative che si contrappongono al sistema vigente; denunciare la criminalizzazione e penalizzazione del movimento popolare, particolarmente per ciò che risulta da MP 2183, contro le occupazioni della terra, ereditata dal precedente governo.
4. Nella relazione con il Governo Lula chiediamo di agire con responsabilità e senso critico pur distinguendo i rispettivi spazi, assumendo criticamente compiti e collaborazioni nei programmi di interesse per la classe lavoratrice contadina, ed anche rafforzando e qualificando gli agenti del movimento popolare e della stessa Commissione Pastorale della Terra CPT.
5. Denunciare e combattere tutte le forme di corruzione, violenza e violazione della dignità delle persone, in particolare l'attacco alle forme attuali di schiavitù nelle campagne con l'obiettivo di un definitivo sradicamento, ponendo fine all'impunità e alla connivenza dello Stato e delle oligarchie;
6. Difendere l'acqua come bene essenziale per la vita, combattendo la sua privatizzazione, distruzione, spreco e contaminazione, specialmente da parte dei mega-progetti, promuovendo un uso razionale attraverso nuove politiche a servizio della vita e del benessere della maggioranza, in armonia con i diversi ecosistemi, soprattutto nella prospettiva dell'impegno della CPT per la Campagna quaresimale della Fraternità del prossimo 2004.
Nell'articolazione delle varie iniziative attivate da uomini, donne, giovani e anziani, si deve rafforzare la campagna brasiliana come spazio per vivere dignitosamente, in una relazione sostenibile ed ecologica con la natura e il rispetto delle specificità e differenze, affinchè tutti e tutte abbiano accesso all'educazione, alla salute, all'assicurazione e a tutti i servizi e alle politiche di Stato, per esercitare una vera cittadinanza."

(Alzeni Tomaz, 31 anni, coordinatrice della Commissione Pastorale della Terra CPT del Nordest 2 (che comprende 4 stati federali: Pernambuco, Paraíba, Rio Grande do Norte e Alagoas), collaboratrice di Dom Francisco Astrogesilo de Mesquita Filho (fratello vescovo di Dom Helder Camara), minacciata di morte per la sua militanza in difesa dei senza-terra.)

Il documento:
Pastoral de la Tierra - CPT lanza informe de conflictos en campo
10.abril/2003 - Paraná, Brasil - Adital/CPT-PR - 43 campesinos asesinados en conflictos en el campo en 2002. Esa es la principal conclusión del informe Conflictos en el Campo Brasil 2002, que será lanzado mañana, 11 de abril, por la Comisión Pastoral de la Tierra (CPT), en la Catedral Basílica de Curitiba, durante la 6ª Grande Celebración de los Mártires de la Tierra, en memoria de los muertos en conflictos agrarios en Paraná.
El libro es la principal referencia nacional e internacional sobre la realidad agraria brasileña y será lanzado en distintas capitales, como parte de la Semana Nacional de Lucha por la Reforma Agraria, que se inicia el día 11, y sigue hasta el 17 de abril, aniversario de la Masacre de Eldorado dos Carajás-PA.
Además del aumento de 48,27% en el número de asesinatos en 2002, con relación al año anterior, el informe destaca el aumento asustador del número de denuncias de trabajo esclavo en el país: 147 casos, involucrando 5.559 personas, entre ellas 58 niños o adolescentes. La impunidad, como siempre, es el principal factor para la continuidad del trabajo esclavo en Brasil.
El Informe registra también 743 casos de conflictos en el campo en 2002, involucrando a 425.780 familias. En 2002 se registraron 184 ocupaciones de tierra, con 26.958 familias. Ese número comprueba la tendencia de disminución en el número de ocupaciones, registrada desde el 2001, cuando se inició el proceso de criminalización de la lucha por la tierra, principalmente con la medida provisoria que impide inspecciones en áreas ocupadas (en 2001, ocurrieron 194 ocupaciones, con 26.120 familias). El número en el 2002 registra una caída de 47,17% en el número de ocupaciones con relación al 2001, cuando CPT registró 390 casos, con 64.497 familias.
A pesar de la ocurrencia de esta retracción en el número de ocupaciones, continúan altos los números en torno a las manifestaciones de lucha, demostrando que los trabajadores rurales brasileños continúan movilizados: en 2002 fueron 382 manifestaciones de lucha, con 399.487 personas (en 2001 este número era aún más alto: 493 casos, con 478.775 familias).
Otros datos del informe también son alarmantes: 9.715 familias fueron despejadas de sus tierras en 2002, 1459 de ellas tuvieron sus casas y 1.384 sus plantaciones destruidas, siendo que 444.277 personas fueron víctimas de violencia, en 925 casos. Hubo aún 36 intentos de asesinato y 244 amenazas de muerte.
En Paraná se registraron 7 conflictos de tierra, con 516 familias y 2 amenazas de muerte. Además, 1 trabajador sufrió agresión y otros 27 fueron encarcelados. En 2002 ocurrieron 9 manifestaciones de lucha en nivel estadual, con 35.720 personas.
Durante la celebración, se lanzaron también dos campañas internacionales de apoyo a las víctimas de la violencia: "Yo tengo familia en Irak" es una campaña de apoyo a las víctimas de la guerra en Irak; y "Rece por la Paz" es una campaña de rosarios fabricados en palestina y vendidos como forma de solidaridad a comunidades pobres de Belém.
Fuente: www.adital.org.br

Sobre la revisión de las políticas de tierra del Banco Mundial
Campaña Global por la Reforma Agraria - Pan, Tierra y Libertad
Vía Campesina
17 de abril de 2003
Día Mundial de la Lucha Campesina
En homenaje a los 19 trabajadores sin tierra que fueron asesinados el 17 de abril de 1996 por la Policía Militar en Eldorado dos Carajás/Brasil, La Vía Campesina declaró este día como el Día Mundial de la Lucha Campesina. La Campaña Global por la Reforma Agraria se suma a todas las actividades planeadas para este día en favor de la reforma agraria y el fortalecimiento de la agricultura campesina dando a conocer a la opinión pública su posición frente al proceso de revisión de las políticas de tierras que el Banco Mundial está realizando actualmente.
Aplaudimos que...
en el proceso actual de revisión de su política de tierras el Banco Mundial finalmente cede ante algunas de las críticas que habíamos hecho desde hace varios años.
Pero...
seguimos preocupados por la manera como el Banco Mundial está redefiniendo sus políticas. Las organizaciones campesinas y de sin tierra, de mujeres y de pueblos indígenas no han sido protagonistas de este proceso. Además, la falta de claridad sobre los objetivos y las consecuencias de este informe siguen siendo el meollo del asunto. ¿Cómo va a ser traducido este informe a operaciones específicas? ¿Quién y cómo vigilará que la aplicación de las políticas se ciña a los principios acordados? A estas preguntas solo hay respuestas nebulosas.
Destacamos que...
el informe acepta el fracaso de los programas de reforma agraria de mercado en Colombia y en Suráfrica. En el caso colombiano el informe afirma que todas las granjas establecidas no pueden pagar sus deudas, mientras que en el caso surafricano el informe admite que durante los tres primeros años del programa solo se transfirió una cantidad mínima de tierras.
Pero...
el reconocimiento del fracaso se restringe sólo a dos casos a pesar de que la situación es similar en otros países. Por otra parte, el informe no hace un análisis autocrítico de las razones por las que fallaron estos programas. En ningún momento se habla de que las políticas responsables del fracaso fueron diseñadas y promovidas por el mismo Banco. Las consecuencias de este reconocimiento del fracaso para la operaciones del Banco son inciertas. Los indicios apuntan a que el Banco continuará financiando el modelo de redistribución vía mercado.
Apreciamos que...
el informe reconozca que se ha prestado muy poca atención a la aplicación de reformas agrarias integrales con respecto al acceso a créditos, a los mercados, a la asistencia técnica y a la infraestructura.
Pero...
el informe toca el asunto sin tratarlo a fondo: no problematiza el hecho de que hayan sido las políticas de ajuste estructural en el sector agrícola las que han imposibilitado la realización de reformas agrarias integrales. El Banco ha promovido vehementemente la privatización de los servicios de extensión rural y la liberalización del comercio, y ha desmantelado las políticas que protegían y apoyaban a pequeños productores. Estas políticas han beneficiado a los grandes productores, al mismo tiempo que han excluido y/o despojado a los grupos más marginalizados de su acceso a los recursos productivos.
Saludamos que...
el informe intente trascender el aspecto meramente económico y destaque la relación entre la privación del derecho a tierras y los conflictos sociales.
Pero...
lamentablemente el informe no tiene en cuenta ni para el tratamiento de los conflictos de tierra, en particular, ni para el tratamiento de las políticas de tierra en general, la perspectiva de derechos humanos. Con esto, el informe desconoce normas legales existentes como el Pacto Internacional de Derechos Económicos, Sociales y Culturales que son vinculantes para las actuaciones del Banco y los gobiernos.
Por otra parte, el informe ignora un factor que ha sido clave en los procesos recientes de reforma agraria: la organización autónoma de los movimientos sociales del campo, así como la alta capacidad de movilización de sus miembros para luchar por sus derechos.
Constatamos que...
el informe propone impulsar políticas nacionales marco de tierras que permitan guiar las intervenciones estatales en el sector y traducir las políticas en programas concretos en contextos específicos.
Pero...
esta propuesta solamente sería interesante si realmente devolviera la responsabilidad a las instancias nacionales. Sin embargo, en las últimas décadas ha ocurrido justamente lo contrario: el Banco Mundial ha impuesto sus políticas "panacea". En muchos casos, las intervenciones del Banco han perjudicado gravamente a los movimientos campesinos conllevando violaciones a los derechos humanos de comunidades rurales. Tomar en serio esta propuesta implicaría cambios tan radicales en la forma como opera el Banco que hay dudas fundadas de que el Banco esté en capacidad de autoreformarse.
Movilizaremos a nuestros miembros y aliados para exigir a los gobiernos nacionales y a los gobiernos responsables de las decisiones del Banco Mundial y la cooperación internacional la suspensión definitiva de los créditos para reforma agraria de mercado, así como la necesidad de lanzar un nuevo debate nacional e internacional sobre políticas de tierra y desarrollo rural que dé respuesta a las cuestiones clave:
¿Cómo incluir a las comunidades rurales en la formulación de las políticas y programas a nivel nacional e internacional?
¿Cómo vigilar que la aplicación de las políticas se ciña a los principios acordados? ¿Qué mecanismos hay que crear para que las comunidades rurales puedan quejarse y exigir reparación cuando consideren que las medidas tomadas son adversas para el disfrute de sus derechos?
(torna al sommario)
Cristiano Morsolin, , giornalista militante, educatore di strada, operatore di reti internazionali. Fondatore dell'Osservatorio Indipendente SELVAS, www.selvas.org.
E-mail : morsolin2002@yahoo.it
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