Una volta a conoscenza della messa in moto del Plan Patriota nella vicina Colombia per annientare la guerriglia e visti gli effetti irreversibili che avrà nei successivi 3 anni in Ecuador, il Generale René Vargas Pazzos e il difensore dei Diritti Umani, Alexis Ponce, in rappresentanza del Gruppo di Monitoraggio degli Impatti del Plan Colombia, propongono che il Congresso ecuadoriano annulli quanto prima l'accordo con il Comando Sud degli Stati Uniti della Base di Manta al fine di far venire meno il coinvolgimento ecuadoriano e la regionalizzazione del conflitto
Plan Patriota: la guerra deborda lungo i confini colombiani
Del Gen. René Vargas Pazzos e Alexis Ponce,
inviato a Selvas.org dallo stesso Gruppo di monitoraggio degli impatti del Plan Colombia
Tambien en >>(En Español)
Traduzione di Sonia Chialastri e Stefania M. Ciminelli - di Traduttori per la Pace

Le foto delle esercitazioni militari sono tratte dal sito ufficiale dell'Esercito Colombiano - www.ejercito.mil.co
Comitato Consultivo Nazionale
Quito, 5 maggio 2004
PRONUNCIAMENTO DEL GRUPPO DI MONITORAGGIO SULLE CONSEGUENZE DEL PLAN PATRIOTA IN ECUADOR

Si chiede che il Congresso annulli quanto prima la convenzione della Base di Manta al fine di far venire meno il coinvolgimento ecuadoriano e la regionalizzazione del conflitto
Una volta a conoscenza della messa in moto del Plan Patriota nella vicina Colombia per annientare la guerriglia e visti gli effetti irreversibili che avrà nei successivi 3 anni in Ecuador, il Gen. René Vargas Pazzos e il difensore dei Diritti Umani, Alexis Ponce, in rappresentanza del Gruppo di Monitoraggio degli Impatti del Plan Colombia, esprimono e propongono quanto segue:
1. Lesecuzione del Plan Patriota in zone della Colombia vicine alla frontiera ecuadoriana conferma lallarme che il Gruppo di Monitoraggio sin dal 2000 ha provveduto pubblicamente a diffondere: cioè che lasse Washington-Bogotà e i tre successivi governi, i rispettivi ministeri degli esteri e alti comandi militari dellEcuador hanno sempre cercato attraverso ogni mezzo, nel corso degli ultimi 5 anni lattivo coinvolgimento ecuadoriano per una risoluzione regionale del conflitto interno alla Colombia, facendo assumere ufficialmente al paese il ruolo di incudine del martello strategico statunitense-colombiano contro linsorgenza del paese confinante.
2. Dal 1999 lEcuador e gli altri paesi confinanti con la Colombia, sono stati preparati politicamente, militarmente, logisticamente, psicologicamente e da un punto di vista mediatico per assumere una così grave corresponsabilità. Il Venezuela e il Brasile non hanno accettato di lasciarsi coinvolgere grazie allenergica difesa della propria sovranità e della non ingerenza militare manifestata dai presidenti Hugo Chávez e Lula Da Silva; mentre nel caso del Perù di Toledo e dellEcuador di Mahuad, Noboa e Gutiérrez, tale ingerenza è stata ammessa in maniera progressiva, asimmetrica e sotterranea.
3. Nel caso ecuadoriano, la preparazione del nostro territorio quale incudine, o bisturi chirurgico contro le insurrezioni, come è noto questo tipo di operazioni nei manuali degli eserciti di tutto il mondo, è iniziata con la consegna della Base di Manta al Comando Sud degli USA e con il dislocamento del cosiddetto Centro di Gravità Strategico delle Forze Armate nazionali (FFAA), che nel periodo 1999-2004, dopo aver firmato la pace con il paese confinante alla frontiera sud Perù , ha spostato la sua attenzione futura alla frontiera nord Colombia. .
4. Il coinvolgimento è proseguito attraverso la configurazione progressiva e programmata della Strategia Militare di Linee Esterne al confine con la Colombia, e si è completata durante gli ultimi 5 anni con linnegabile pressione simultanea di Washington e Bogotà (che hanno favorito una matrice di opinione avversa alle Forze Armate dellEcuador accusandole di mancanza di cooperazione nella lotta contro il terrorismo e persino di appoggio alle FARC Forze Armate Rivoluzionarie Combattenti).
5. A sua volta, il Comando Sud concedeva assistenza logistica e operativa allAlto Comando nazionale, cooperazione che oltre ad essere minima e indegna come lo confermano le 17 mila uniformi usate, donate dal Southern Command allEsercito ecuadoriano deve far sorgere dubbi circa il suo scopo, lo stesso che oggi appare chiaro con lentrata in scena del Plan Patriota, la cui nomenclatura è la fedele riproduzione delle matrici operative e semantiche del Comando Sud.

| :: APPROFONDIMENTI :: |
Dossier PLAN COLOMBIA
La guerra "invisibile"
Drug War
USfumigation.org (English/Español)
Informazioni sulle fumigazioni degli USA sulla Colombia e nel Terzo Mondo.
Mama Coca (English/Español)
Giornale accademico on-line sulla complessità dei conflitti e delle droghe nel continente americano.
The Sunshine Project
(English)
Analisi sull'uso mondiale di agenti biologici, biotecnologi inclusi i mycoherbicidi.
Foreign Policy in Focus
FPIF's Colombia analisi e sviluppi della lotta alle droghe degli USA in Colombia .
War on Drugs
Numerosi link a notizie riguardanti gli sviluppi della guerra lle droghe degli States in Colombia.
The Narco News Bulletin
Magazine mensile con notizie su tutti gli aspetti della lotta alle droghe.
|
6. Questo scopo finale altro non è che coinvolgere il paese nelle tesi bellicistiche e destabilizzanti dei governi di Stati Uniti e Colombia nella regione andina, e la configurazione dellEcuador come unincudine nella retroguardia di confine della Colombia. Vale a dire, adempiere al ruolo già in passato ricoperto dalla Cambogia con il Vietnam e dallHonduras nei conflitti con El Salvador e il Nicaragua. Nessun piano di guerra è spontaneo né immediato, il Plan Colombia e il suo nuovo volto, il Plan Patriota, non si materializzano dalla sera alla mattina, ma con unanticipazione programmata a cui partecipano i capi politici, diplomatici e militari di tutta la zona-obiettivo.
7. Non si spiega altrimenti la successiva comparsa di vari documenti relativi alla Colombia, giunti allopinione pubblica con il contagocce, tra cui: la Convenzione n°2 del 2000 che ha convertito la base di Manta in una FOL (Postazione Avanzata delle Operazioni) del Comando Sud; il Registro Ufficiale Segreto n°358 emanato nellaprile 2003 dallattuale Governo (Delimitazione degli Attuali Spazi Geografici); e la sottoscrizione del documento Matrice di Intesa tra il Comando Sud e lAlto Comando ecuadoriano.
8. Ricordiamo che il 27 marzo 2003, quando Lucio Gutiérrez aveva da poco assunto la Presidenza, , il Gruppo di Monitoraggio ha chiesto al Congresso Nazionale che lallora Capo del Comando Congiunto delle Forze Armate, Gen. Oswaldo Jarrín, fosse chiamato a riferire sui contenuti e gli scopi degli impegni derivanti dai riservati e ripetuti incontri militari tenutisi a Miami il 25 marzo e in date successive tra il Comando Sud degli USA e i capi militari di Ecuador e Colombia, incontri nel corso dei quali, in base alla scarsa informazione fornita dai comandi militari dei tre paesi, sarebbe stato trattato il tema della sicurezza regionale.
9. Nel periodo 2003-2004 altre iniziative hanno preceduto e seguito questa riunione del Comando Sud: nel febbraio 2003 a Bogotà si è tenuto un incontro tra ministri degli esteri e militari dei paesi limitrofi alla presenza degli USA; a Quito si è svolto un summit di polizia voluto da Washington che ha portato ad un accordo di polizia regionale antiterroristico, assumendo la polizia ecuadoriana unalleanza di prima linea con quella statunitense, ragione per cui è listituzione che ha ricevuto maggiori aiuti in materia di sicurezza; infine è giunto nel paese il capo del Comando Sud, Gen. James Hill, che fin dalla sua prima visita ha chiarito la posizione degli USA, che mirano alla regionalizzazione del Plan Colombia.
10. In quelloccasione abbiamo sostenuto che nessuna autorità dello Stato, civile o militare, è esente dalla responsabilità di rendere conto del contenuto degli impegni presi in nome del paese, soprattutto quando si tratta di riunioni a porte chiuse tra autorità politiche, diplomatiche e militari di USA, Colombia ed Ecuador, ai cui contenuti la popolazione non ha accesso informativo; tutto ciò nel quadro di un pericoloso contesto regionale di intervento dellamministrazione Bush che istiga alla Guerra Preventiva nel pianeta.
11. Nel novembre 2003 lesperto ecuadoriano Alexéi Páez ha reso noto una tesi che facciamo nostra: se lEcuador è lincudine, dovrà essere più dura e resistente del martello che colpirà dal lato colombiano; ed evidentemente lEcuador è unincudine di alluminio che dovrà tenere un comportamento di unefficacia brutale. Per questo i diritti umani e il diritto internazionale umanitario saranno carta straccia di fronte ad unesigenza radicale della Sicurezza, risultato del coinvolgimento del paese in una diagnosi emessa dallasse Washington-Bogotà, inconciliabile con la diagnosi di sicurezza della società ecuadoriana.

12. Lo scenario cercato dagli Stati Uniti e da Bogotà arrecherà conseguenze e malessere tra la nostra popolazione e in apprezzabili settori delle nostre Forze Armate, visto che quella strategia artificialmente assunta su pressione del Comando Sud e di Bogotà non si basa su di un sentimento di difesa patria. Perciò sarà difficile che i soldati ecuadoriani partecipino volentieri ad un conflitto acutizzato da un paese terzo che non rischia la vita di uno solo dei suoi uomini, e il cui obiettivo geostrategico è assicurarsi la presenza permanente nella regione andino-amazzonica, che socialmente e politicamente presenta un quadro convulso inedito e che possiede immense risorse (specialmente acqua dolce, biodiversità, ossigeno e petrolio) che gli Stati Uniti vogliono controllare fino al prossimo decennio. Il ponte di entrata geostrategico per lAmazzonia è Bogotà, e Quito e Lima si apprestano a facilitare questaccesso.
13. Dato che si cercherà di concludere la strategia militare di linee esterne che lEcuador sta realizzando al confine con la Colombia, nonostante che pubblicamente si dichiari di non intervenire nella guerra colombiana, avvertiamo che non c'è bisogno che lEsercito ecuadoriano entri nel territorio della Colombia per coinvolgerci nel conflitto. Il ruolo di incudine può essere perfettamente svolto dal nostro stesso territorio, con le conseguenze che in Cambogia e in Honduras sono costrette a ricordare le attuali autorità politiche, diplomatiche e militari del paese.
14. Di fronte a questo quadro complesso, si rende improrogabile smantellare i dispositivi che hanno permesso il coinvolgimento ecuadoriano in questa strategia regionale, e di uno di questi, il principale, deve farsi carico il Congresso Nazionale: la responsabilità morale di annullare quanto prima laccordo che ha permesso di consegnare la Base di Manta al Comando Sud degli Stati Uniti, dato che è stato questo accordo che ha aperto il Vaso di Pandora in Ecuador favorendo il progressivo intensificarsi della sua partecipazione, fino a convertirci in unincudine di alluminio, i cui impatti umani, ambientali, militari e sociali, saranno irreversibili per il paese e la regione intera.
15. Visto che la giustificazione per consegnare la base di Manta al Comando Sud è stata la presunta lotta alla droga (che detto tra noi ha fallito clamorosamente), e in considerazione del fatto che Washington ha modificato radicalmente questo argomento, che motivava lesistenza dellasse di cooperazione ecuadoriana, sostituendolo con quello della guerra al terrorismo, il Parlamento e il Governo hanno nel cambio di obiettivi della Casa Bianca la giustificazione politica, diplomatica e legale per far venir meno la principale componente dellirresponsabile coinvolgimento dellEcuador nella voragine bellica di una regionalizzazione programmata.
16. Infatti, se non è più la lotta contro la droga lobiettivo che trascinava lEcuador a una convenzione che la maggioranza dei cittadini ha sempre considerato inaccettabile ed incerta, ma si dice oggi che la sconfitta del terrorismo è lobiettivo del Comando Sud e di Bogotà, è lì che la nostra nazione ha largomento preciso per rispondere come già altri paesi del mondo stanno facendo alla errata strategia bellica degli USA in vari punti del pianeta: annullando accordi equivoci, facendosi carico per prima cosa della vita e della sicurezza delle proprie popolazioni, promuovendo soluzioni di pace che Washington non può assumere a causa della cecità dei suoi attuali leader.
17. Se oggi è il terrorismo lobiettivo centrale della presenza statunitense nella regione, dobbiamo esigere la restituzione della base di Manta al paese, in modo che possiamo continuare con i nostri mezzi a lottare contro la droga, senza per questo dover coinvolgere irresponsabilmente la nazione intera in strategie che modificano gli obiettivi secondo il capriccio congiunturale di una delle parti. Se domani lamministrazione Bush decide che l'obiettivo prioritario è la conquista di Marte, la base di Manta non può cambiare la ragione dessere della convenzione sottoscritta e servire come avamposto spaziale in cerca di nuove minacce in altri pianeti del sistema solare. Lobiettivo di questa base è stato uno solo, anche se mai si sarebbe dovuto accettare.
18. Il Congresso Nazionale deve discutere e risolvere il meccanismo proposto con patriottismo e senso comune, in considerazione del fatto che è in debito con la nazione per essersi lavato le mani nel 1999, quando ha lasciato passare lapprovazione della convenzione della base di Manta avendo una maggioranza simile a quella attuale: socialcristiana. Il paese e il Congresso devono esigere dal Presidente, dal Capo di Governo e dallAlto Comando militare di rendere pubblici i documenti confidenziali di tutti gli accordi stipulati sul tema con USA e Colombia, per analizzarli alla luce della Costituzione della Repubblica e quindi procedere in conformità ad essa.
19. Ripetiamo il pubblico appello che abbiamo già fatto al Presidente della Repubblica a un mese dalla presa di possesso della sua carica: dallo scenario di linee esterne (preparazione dellincudine) al confine con la Colombia, al teatro di operazioni (partecipazione reale al conflitto) cè solo un passo, e ciò un militare come Lucio Gutiérrez dovrebbe saperlo.
Gen. René Vargas Pazzos - Alexis Ponce
Gruppo di monitoraggio degli impatti del Plan Colombia
SELVAS.org - Disclaimer - Copyleft
In ottemperanza con la nuova legge sull'editoria italiana, si segnala che selvas.org non è' un periodico. Qualunque testo vi appaia non ha alcun tipo di cadenza predeterminata nè predeterminabile. Non essendo una testata giornalistica, non esiste editore. Tutti i contenuti sono a responsabilità e copyright dei siti linkati o di chi li ha scritti. I dati sensibili relativi alla legge sulla privacy sono tutelati in ottemperanza alla legge 675/96 e dal dpr 318/99. Il contenuto del sito può essere liberamente citato, linkato ed anche copiato (a patto si citi selvas.org come fonte). Per qualunque altra informazione scrivere alla redazione.
|