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:: DOSSIER: PLAN COLOMBIA ::
La guerra "invisibile"
:: Cristiano Morsolin - Introduzione al dossier di SELVAS.org
EMERGENZA
COLOMBIA


En español

Ibarra (Ecuador), lunedì 14 gennaio del 2002



Proprio mentre il Presidente Andres Pastrana rifiuta la proposta della Fuerzas Armadas Revolucionarias FARC con il rischio di un’ escalation della guerra in Colombia, apriamo per i lettori di Selvas un nuovo dossier sul Plan Colombia.
Lo spirito militante di questo Osservatorio sull’area Andina per dare voce ai movimenti sociali risponde all’esigenza di dare visibilita’, di diffondere vari percorsi di cittadinanza attiva per costruire ponti, relazioni, solidarieta’ tra Nord e Sud del Mondo: per esempio Norma Bertullacelli della Rete contro G8 ha diffuso un “nostro” documento sul Plan Colombia in Ecuador elaborato dal COSDI – Commissione di Solidarieta’ e dei diritti umani dell’Imbabura, a luglio durante le manifestazioni a Genova contro i G8.
Ho iniziato ad occuparmi del Plan Colombia quando ho conosciuto alcuni “desplazados” rifugiati ad Ibarra, due ore dalla frontiera nord con la Colombia, dove ho vissuto quattro mesi.

Il Plan visto dall'Ecuador
Il cinque luglio scorso ho partecipato a Tulcán al seminario “Impatto del Plan Colombia in Ecuador e le alternative di soluzione” organizzato dal “Gruppo Civile di Monitoraggio degli impatti del Plan Colombia” (nel cui comitato consultivo ci sono personalita’ internazionali del valore di Noam Chomsky e Heinz Dieterich).
In questa occasione ho conosciuto Alexis Ponces dell’ Assemblea Permanente dei Diritti Umani APDH e Pablo de la Vega del Centro di Documentazione dei diritti umani “Segundo Montes Mozo”, che sono stati minacciati di morte per il loro impegno in favore dei diritti umani e che stanno preparando del materiale per SELVAS.
In seguito ho partecipato ad un laboratorio di formazione sulla protezione dei rifugiati organizzati dall’ACNUR, organizzazione delle Nazioni Unite per i Rifugiati con la partecipazione del dr. Olivier Dinbudeurt, coordinatore dell'organizzazione per tutta l’America Latina. Ho iniziato a collaborare con Edison Jativa e Samir Salgado della Commissione di Solidarieta’ e dei diritti umani dell’Imbabura COSDI ed abbiamo preparato un progetto globale che coinvolgeva vari soggetti e attori “dal basso”.
L’Acnur ha scelto un’altra strategia costruendo un partenariato solo con la pastorale migratoria della Diocesi di Ibarra, il cui vescovo Mons. Antonio Arregui, esponente di primo piano dell’Opus Dei a livello internazionale e vicepresidente della Conferenza Episcopale, e’ abituato a “giocare” con il potere, ad ammiccarsi i ricchi invece che i poveri. Avrei una lunga lista di esempi da citare...

Documentare la strategia imperialista
Con l’abbandono della zona di distensione si prevede una recrudescenza del conflitto in Colombia e per questo si sta aspettando un aumento vertiginoso del flusso di rifugiati che entreranno qui nel nord dell’Ecuador. Alla frontiera si e’ intensificato lo stato di allerta con l’appoggio di circa 1000 soldati dell’esercito equatoriano; addirittura il ministro degli esteri Moeller ha dichiarato in televisione di aver dato l’ordine di eliminare i guerriglieri che cercheranno di entrare nel Paese, per difendere la sovranita’ equatoriana...
In questo momento “storico” analizzare il Plan Colombia (decretato nel luglio 2000) che ora e’ denominato Iniziativa Regionale Andina, significa documentare una strategia imperialista del Governó Usa che, con la scusa della lotta al narcotráfico e dopo l’11 settembre contro il terrorismo, sta regionalizando il conflitto nell’Area Andina per salvaguardare i propri interessi egemonici, come ha denunciato la Comunita’ Europea.
L’imposizione di Otto Reich, extremista e anticastrista (addirittura il senatore democratico Chitisifer Dodd, presidente del Comitato delle Relazioni internazionali del Senato Usa e oppositore all’embargo che gli Usa mantengono con Cuba, ha criticato Reich considerándolo “un extremista ideológico”) da parte del Presidente Bush come segretario-assistente di stato per le questioni latinoamericane, va letta in questa direzione.

Documenteremo le testimonianze e le proposte della societa’ civile raccogliendo voci, riflessioni e analisi che si realizzeranno durante due eventi particolari: il prossimo 17 gennaio l’Assemblea Permanente dei Diritti Umani APDH, il centro diritti umani “Segundo Monte Mozo” e il gruppo di monitoraggio dell’impatto del Plan Colombia in Ecuador organizzano una giornata di scambio “per costruire la pace e difendere la vita” per dare voce ai popoli che subiscono l’impatto del Plan Colombia con testimoni della Pastorale sociale di Putumayo, dell’Ong MINGA di Bogota’, della Comunita’ indígena di Paez e di varie realta’ impegnate in Ecuador.
Dal 25 al 31 gennaio l’Osservatorio Internazionale per la Pace realizzera’ un viaggio esplorativo e di documentazione delle violazióni dei diritti umani a Sucumbio e a Manta (sede della base militare statunitense) e nelle zone colpite dagli effetti del Plan Colombia, con osservatori europei e statunitensi.

Saluti latinoamericani



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CRISTIANO MORSOLIN, educatore militante che da otto mesi sta condividendo il cammino con i ragazzi/e lavoratori nel microcosmo della strada organizzati nei movimenti Nats (Niños, Adolescentes Trabajadores) dell'America Latina, nell'ambito di progetti in Peru' ed Ecuador, legati all'Associazione Internazionale "Noi Ragazzi del Mondo", presieduta da don Franco Monterubbianesi della Comunita' "Capodarco".
E-mail: utopiamo@yahoo.it




VERSIÓN EN ESPAÑOL


EMERGENCIA
COLOMBIA


Ibarra (Ecuador), lunes 14 enero 2002


Habremos para los lectores de SELVAS un nuevo capitulo sobre el Plan Colombia, propio cuando el Presidente Andrés Pastrana rechaza la propuesta de las Fuerzas Armadas Revolucionarias FARC con el riesgo de una escalada de la guerra en Colombia.
Él espirito militante de este Observatorio sobre la Área Andina para dar voz a los movimientos sociales, respuende a la exigencia de dar visibilidad, de difundir varios percursos de ciudadanía activa para construir puentes, relaciones, solidaridad entre Norte y Sur del Mundo: para ejemplo Norma Bertullacelli de la Red contra los G8 ha difundido un “nuestro” documento sobre el Plan Colombia en Ecuador, elaborado por parte del COSD- Comisión de Solidaridad y Derechos Humanos de Imbabura, en el julio pasado durante las manifestaciones a Genoa (Italia) contra los G8.

El plan visto desde Ecuador
Ho iniciado a ocuparme del Plan Colombia cuando he conocido algunos “desplazados” en Ibarra, dos horas desde la frontera norte con Colombia, donde he vivido 4 meses.
El 5 de julio he participado a Tulcán al foro “Impacto del Plan Colombia en Ecuador y alternativas de solución” organizado por parte del “Grupo Civil de Monitoreo sobre los impactos del Plan Colombia (que tiene como Comité’ consultivo personalidad internacional del valor de Noam Chomsky y Heinz Dieterich).
En esta ocasión he conocido Alexis Ponces de la Asamblea Permanente de los Derechos Humanos APDH y Pablo de la Vega del Centro de Documentación de Derechos Humanos “Segundo Montes Mozo”, que de recién fueron amenazados de muerte para su compromiso in favor de los derechos humanos y que están preparando material para SELVAS.
Después he participado a un taller de formación sobre la protección de los refugiados organizado de ACNUR, organización de las Naciones Unidas para los Refugiados, con la participación del Dr. Olivier Dinbudeurt, coordinador ACNUR para toda área de Latino América. He iniciado a colaborar con Edison Játiva y Samir Salgado de la Comisión de Solidaridad y Derechos Humanos de Imbabura COSDI y avemos preparado un proyecto global que involucraba varios sujetos y actores “desde abajo”.
ACNUR ha optado para otra estratega construyendo un parten arriado solamente con la pastoral migratoria de la Diócesis de Ibarra, el cual obispo Mons. Antonio Arregui, exponente de primero piano de Opus Dei a nivel internacional y vicepresidente de la Conferencia Episcopal, es acostumbrado a “jugar” con el poder, a ser amigos de los ricos y no de los pobres. Tengo una larga lista de ejemplos...

Con el abandono de la zona de distensión se preved una recrudescencia del conflicto en Colombia y por esto se esta’ esperando un aumento vertiginoso del flujo de refugiados que van entrar en el norte de Ecuador. A la frontera se ha intensificado el estado de alerta con el apoyo de cerca de 1000 soldados del ejercito ecuatoriano: al extremo el ministro de exterior Moeller ha declarado en televisión de haber dado el orden de eliminar quelcuer guerrillero que quiere entrar en el País, para defender la soberanía ecuatoriana...

Documentar la estrategia imperialista
En este momento “histórico” analizar el Plan Colombia (decretado en el julio del 2000) que ahora es denominado “Iniciativa Regional Andina”, significa documentar una estrategia imperialista del Gobierno Usa que, con la mascara de la lucha contra el narcotráfico y desde el 11 de septiembre contra el terrorismo, esta regionalizando el conflicto en la área andina para salvaguardar sus propios intereses hegemónicos, como ha denunciado también la Comunidad Europea.
La imposición de Otto Reich, extremista y anticastrista ( el senador democrático
Chitisifer Dodd, presidente del Comitado de Relaciones Internacionales del Senado Usa y opositor al embargo que Usa mantienen con Cuba, ha criticado Reich como extremista ideológico ) por parte del Presidente Bush como secretario-asistente de Estado para las cuestiones latinoamericanas, va leída en esta dirección.

Vamos a documentar los testimonios y las propuestas de la sociedad civil, recogiendo voces, reflexiones y análisis que se realizaran durante dos eventos particularmente interesantes: El próximo 17 de enero la Asamblea Permanente de Derechos Humanos APDH, el Centro Derechos Humanos “Segundo Monte Mozo” y el Grupo Civil del monitoreo sobre el impacto del Plan Colombia en Ecuador, organizan un día de estudio y intercambio “para construir la paz y defender la vida” para dar voz a los pueblos que reciben las consecuencias del Plan Colombia, con testigos de la Pastoral Social de Putumayo, de la ONG MINGA de Bogota’ , de la Comunidad Indígena de Páez y de varias realidades comprometidas en Ecuador.
Desde el 25 hasta el 31 enero el Observatorio Internacional por la Paz realizara un viaje explorativo y de documentación sobre las violaciones de derechos humanos en Sucumbió, Manta (donde los norteamericanos tiene su propia base militar) y en otras zonas colpita da los efectos del Plan Colombia, con observadores de Europa y Usa.

Saludos latinoamericanos




Cristiano Morsolin, educador militante que desde 8 meses esta compartiendo el camino con adolescentes trabajadores en el microcosmo de la calle, organizados en los movimientos Nats (Niños y adolescentes trabajadores) de América Latina, en el ámbito de proyectos en Perú’ y Ecuador, ligados a la Asociación Internacional “Noi Ragazzi del Mondo”, presieduda da don Franco Monterubbianesi de la Comunidad “Capodarco”.
E-mail: utopiamo@yahoo.it