:: NATs ::
Oggi nel mondo ci sono circa 218 milioni di bambini e bambine che lavorano. Una parte di questi/e lavora in condizioni inaccettabili; l'altra parte lavora in condizioni decenti, normalmente collaborando al lavoro famigliare o in contesti di lavoro informale che sono indispensabili per permettere loro di coprire il costo dei propri studi e quelli dei loro fratelli. Piccoli artigiani, piccoli contadini, piccoli pastori, piccoli tessitori, piccoli facchini, piccoli strilloni, piccoli venditori ambulanti, piccoli suscià, piccole domestiche, piccole babysitter, piccole madri, piccoli padri, che tra le tante strategie di sopravvivenza, come la mendicità o attività illegali, scelgono il lavoro.
Giornata mondiale della dignita' del bambino e adolescente lavoratore
Cristiano Morsolin - Selvas.org

Foto tratta da http://telecentros.inictel.net
>> (DownLoad) Allegato 1
Documenti sulla giornata mondiale nats in america latina
>> (DownLoad) Allegato 2
>> (DownLoad) Allegato 3
>> (DownLoad) Allegato 4
LIMA, Dicembre 2007
Oggi nel mondo ci sono circa 218 milioni di bambini e bambine che lavorano (dati dell'OIL). Una parte di questi/e lavora in condizioni inaccettabili; l'altra parte lavora in condizioni decenti, normalmente collaborando al lavoro famigliare o in contesti di lavoro informale che sono indispensabili per permettere loro di coprire il costo dei propri studi e quelli dei loro fratelli. Piccoli artigiani, piccoli contadini, piccoli pastori, piccoli tessitori, piccoli facchini, piccoli strilloni, piccoli venditori ambulanti, piccoli suscià, piccole domestiche, piccole babysitter, piccole madri, piccoli padri, che tra le tante strategie di sopravvivenza, come la mendicità o attività illegali, scelgono il lavoro.
Aldo Prestipino, Presidente Italianats (network di Ong, Centrali del Commercio Equo e associazioni che appoggiano i movimenti NATs - NATs: acronimo di Bambini e Adolescenti Lavoratori nel mondo) ha presentato la seconda Giornata Mondiale dei Bambini e Adolescenti Lavoratori affermando che nell'Incontro Mondiale dei Movimenti dei Bambini e Adolescenti Lavoratori di Asia, Africa e America Latina, che si è tenuto nel mese di ottobre 2006, a Siena, i/le delegati/e presenti hanno ribadito il diritto ad avere una maggiore considerazione da parte delle istituzioni, e degli adulti, e di essere riconosciuti come protagonisti in grado di contribuire al miglioramento della società. Per tale ragione, alla chiusura dell'Incontro, hanno deciso di indire il 9 dicembre di ogni anno come Giornata dei Bambini e Adolescenti Lavoratori. Questa data è particolarmente importante per il Movimento, perché proprio il 9 di dicembre del 1996, a Kundapur (India), è iniziato il lungo percorso che ha portato le organizzazioni di bambini/e e adolescenti lavoratori a fondare il loro Movimento Mondiale. Nel rispetto delle decisioni prese a Siena, ItaliaNATs, in occasione del 9 dicembre 2007, invita tutti coloro che credono nella necessità di migliorare le condizioni di vita di bambini e bambine che lavorano, a stampare e distribuire la cartolina della 2° GIORNATA MONDIALE DEI BAMBINI E ADOLESCENTI LAVORATORI (vedi www.italianats.org ).
Cristiano Morsolin, educatore e operatore di reti internazionali per la difesa dei diritti umani in Sud America dal 2001 e co-fondatore dell'Osservatorio sulla Regione Andina Selvas (www.selvas.org ) ha sottolineato che qui in America Latina i Movimenti NATs hanno organizzato varie manifestazioni e festival culturali a Cucuta (Colombia), Tachira (Venezuela), Lima (Peru) riaffermando gli impegni assunti durante la celebrazione del 18 anniversario della Convenzione Internazionale dei diritti del bambino, grazie anche alla cooperazione italiana. Per esempio la cooperativa di adolescenti di Tachira (zona rurale al confine con Colombia) lavora la polpa di frutta per produrre succhi e bevande, con il sostegno dell'Associazione NATs Per di Treviso e di Giovanni Brisotto, ex vicepresidente dei giovani industriali di Treviso, e ha organizzato una marcia nel centro cittadino.
Lo scorso 10 dicembre l'Assemblea Costituente ha votato la Magna Carta della Bolivia e nell'articolo n.61 si evidenzia che Lo stato Boliviano proibisce il lavoro forzato e lo sfruttamento minorile. Le attività che realizzano i bambini, le bambine e gli adolescenti in ambito familiare e sociale sono orientate alla loro formazione integrale come cittadini e devono avere una funzione formativa. I loro diritti, garanzie e meccanismi istituzionali di protezione saranno oggetto di una regolamentazione speciale.
Questa storica decisione - a cui ho partecipato personalmente come consulente della ex viceMinistra Patino Elizabeth, rappresenta un'importantissimo riconoscimento del lavoro minorile in condizioni dignitose e fotografa con i colori andini la giornata mondiale della dignita del bambino e adolescente lavoratore nel mondo, in sintonia con i movimenti sociali di tutta l'America Latina, dell'Africa con il Mouvement Africain des enfants et jeunes travalleurs MAEJT (http://eja.enda.sn/ ) e dell'Asia con il movimento indiano Bhima Sangha (http://childrensparticipation.blogspot.com/2007/10/movements-of-organised-working-children.html), conclude Morsolin.
Alejandro Cussianovich, tra i massimi esperti a livello mondiale di diritti dell'infanzia e fondatore dei movimenti NATs, coordinatore IFEJANTs (www.ifejants.org ), il movimento nazionale peruviano MNNATSOP, il Manthoc e l'istituto di formazione INFANT hanno elaborato vari documenti con riferimento alla giornata mondiale (vedi allegati).Ho scritto un apposito documento sulle tappe fondamentali di costruzione del movimento mondiale NATs per il movimento Latinoamerica MOLACNATs, come spazio di formazione (vedi allegato n.1).
| :: LINK :: |
ARTICOLI
DI CRISTIANO MORSOLIN PUBBLICATI
NEL NETWORK MONDIALE Child Rights
Information Network
CRIN di Londra
Diferentes miradas sobre el trabajo infantil
Date: 03/08/2007
Author: Cristiano Morsolin
L'articolo evidenzia i cambiamenti in atto in Brasile e presenta una relazione particolarmente interessante di Alejandro Cussianovich, co-fondatore dei Movimenti NATs nel mondo.
Protagonismo de la infancia y el trabajo infantil
Data: 24/07/2007
L'articolo raccoglie gli interventi dei Movimenti NAT in Perù, Bolivia, Ecuador, Venezuela, Guatemala, Paraguay e i commenti della recente visita a Lima della delegata ONU di Ginevra Maria Ortiz in occasione di varie iniziative per l'applicazione delle raccomandazioni ONU per i diritti dell'infanzia in Perù.
Trabajo infantil y neoliberalismo
Data: 22/06/2007
L'articolo raccoglie le varie reazioni dei Movimenti NATs in America Latina alla giornata mondiale contro il lavoro minorile.
Analisis sobre los Movimientos NATs de adolescentes trabajadores
Data: 20/12/2006
L'articolo analizza le varie iniziative intraprese attorno al 30° anniversario del MANTHOC a Lima e le varie manifestazioni realizzate in America Latina in occasione del 17° Anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite dei diritti del Fanciullo.
Declaración Final del Tercer Encuentro Mundial de los Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores
Data: 05/12/2006
Dichiarazione finale del Terzo incontro Mondiale dei Movimenti NATs riunitisi a Siena (Italia) nell'ottobre 2006 con l'appoggio della rete ITALIANATs.
|
Il premio ''Città della Pace 2007'' ai bambini lavoratori del movimento peruviano Manthoc
CUn'associazione organizzata di bambini e adolescenti lavoratori del Perù, nata nel 1976 e sviluppatasi a Lima e in molte altre città del paese sudamericano. E' questo il movimento Manthoc, al quale lunedì 10 dicembre, nel corso di una cerimonia tenutasi nella Sala del Consiglio Comunale di Cesena è stato consegnato il premio "Cesena Città della Pace 2007". Dopo l'associazione "Emergency" di Gino Strada e i ragazzi della Locride, per questa edizione il riconoscimento istituito dall'Amministrazione comunale di Cesena per premiare chi concretamente si rende costruttore di pace nel mondo va, quindi, a un movimento che ha nella valorizzazione critica del lavoro infantile uno dei suoi principi ispiratori."In linea con i vincitori degli scorsi anni - dichiara il sindaco Giordano Conti - anche quest'anno a ricevere il premio "Cesena Città della Pace" è un movimento che da tempo svolge un'attività encomiabile. Il Manthoc, infatti, è un'organizzazione diretta da ragazzi e nata per la difesa e la promozione dei loro diritti, che si propone di promuovere la partecipazione sociale dei bambini e degli adolescenti lavoratori, di migliorare le loro condizioni di lavoro, di salute, di educazione e di qualità della vita. Il premio che consegniamo vuole essere un riconoscimento da parte della nostra città all'operato che i membri di questo movimento svolgono quotidianamente e un incoraggiamento a continuare un lavoro molto prezioso anche se a volte privo della visibilità che meriterebbe"."In alcune parti del mondo - aggiunge l'assessore alle Iniziative di Pace e Solidarietà Maria Grazia Zittignani - per i bambini e gli adolescenti il lavoro è spesso una dura necessità di sopravvivenza e può anche diventare strumento di crescita individuale e sociale, ma occorre combattere le condizioni negative di sfruttamento, oppressione e violenza in cui spesso il lavoro infantile si svolge. E' questo l'impegno prioritario del movimento Manthoc, che ha come obiettivo principale l'affermazione del diritto di ciascuno, degli stessi bambini in primo luogo, a costruire la propria identità e il proprio ruolo sociale all'interno di un protagonismo popolare per un progetto di vita e di società più giusto ed equo" (vedi comunicato stampa MANTHOC, allegato n.1).
Giovedì 6 dicembre si è realizzato un incontro organizzato dal Forum provinciale della Cooperazione internazionale della pace e della solidarietà nel salone consiliare della Provincia dal titolo La voce dell'altra infanzia, appuntamento a cui collaborano anche Arci e Il cuore si scioglie, sarà aperto dal vice presidente della Provincia Daniele Panerati e dall'assessore a Cultura e Politiche giovanili del Comune di Prato, Andrea Mazzoni, partecipano Ana Maria Orihuela Orrillo, coordinatrice della scuola Monseñor Julio Gonzàles Ruiz del Manthoc di Lima e Roiser Caman Tuesta (14 anni) delegato nazionale del Manthoc.
Sono intervenuti Paolo Bianchi, presidente Arci Prato, Francesco Romizi, responsabile Progetto Perù per Arci Toscana, Luciano Rossetti, direttore settore soci e consumatori Unicoop Firenze e Gianpietro Schibotto dell'Associazione NATs di Bologna e fondatore negli anni '80 della scuola del Manthoc a Lima come cooperante dell' ONG MLAL- Movimento Laici per l'America Latina di Verona (www.mlal.org ).

Osservatorio Regionale Infanzia e Adolescenza organizza seminario su educazione e lavoro
InIl 7 dicembre a Bologna si è realizzato con la delegazione peruviana il seminario "Adolescenti, educazione e lavoro: un'integrazione possibile organizzato dal gruppo di lavoro regionale sul Lavoro Minorile composto da: Osservatorio Regionale Infanzia e Adolescenza, Associazione NAT's (www.associazionenats.org ), Save The Children, Unicef - Comitato Emilia Romagna e Granello di Senapa.
Maria Teresa Tagliaventi, tra i massimi esperti di lavoro minorile in Italia e attualmente coordinatrice dell' Osservatorio Regionale Infanzia e Adolescenza dell'Emilia Romagna sottolinea che parlare di lavoro e di adolescenti, oggi, non è uno sguardo o un ritorno al passato anche se spesso l'argomento lavoro riferito agli adolescenti suscita una immediata reazione negativa. Sembra più corretto parlare di innalzamento dell'obbligo scolastico, di adolescenti studenti piuttosto che di adolescenti lavoratori. Scuola e lavoro continuano, nei nostri percorsi formativi, ad essere visti come antitetici. Questa rappresentazione ha portato molti giovani a trovarsi in due situazioni opposte: la prima, composta dagli adolescenti che, volendo, per necessità o per libera scelta, lavorare hanno abbandonato gli studi; - la seconda, composta dai giovani che, avviati in un percorso educativo con mete ed obiettivi sempre più avanzati e specializzati, rischiano di iniziare a lavorare troppo tardi e a ricoprire ruoli non corrispondenti al loro percorso scolastico. Nella prima categoria c'è il lavoro senza la scuola o con poca scuola, nella seconda, troppa scuola senza alcuna esperienza lavorativa. E' certo una categorizzazione semplicistica che mette però bene a fuoco il contenuto centrale del seminario volto a dare voce alle tante ed interessanti esperienze educative, a volte sperimentali, che cercano di coniugare e fare interagire competenze scolastiche e valore del lavoro. Nel seminario dello scorso anno, Ragazzi e ragazze che lavorano: a loro la parola! abbiamo voluto ascoltare alcuni giovani lavoratori. La loro testimonianza si è concentrata su due affermazioni pressoché condivise da tutti loro: - la conferma della scelta del lavoro da loro fatta - il rincrescimento per l'abbandono della scuola. Proprio volendo accogliere questa loro duplice testimonianza, ci siamo ora proposti di conoscere più da vicino e, possibilmente, diffondere quelle realtà formative che offrono ai giovani la possibilità di coniugare le due opzioni. Ricordiamo bene come i ragazzi e le ragazze che lavorano abbiano, quasi con orgoglio, parlato della maturità personale, del loro sentirsi protagonisti, della maggiore capacità di affrontare e risolvere i problemi che hanno acquisito attraverso l'esperienza lavorativa e come si siano confrontati con i loro coetanei che continuano a frequentare la scuola, rimarcandone la validità, ma anche una diffusa insofferenza, a volte spinta fino allo scontro, verso questa istituzione, il loro disagio verso programmi rigidi e precostituiti in contrasto con le loro aspirazioni e le loro aspettative, il loro adagiarsi su modelli di vita dove tutto e facile, scontato e dovuto
UNA SCUOLA PER CRESCERE LIBERI
Nel mese di novembre il Movimento Laici per l'America Latina ha invitato in Italia un'altra delegazione del MANTHOC, formata da Maria Lucila Cerna Sanchez e Jessica Jhuleisy Abanto Roncal entrambi di Cajamarca) per promuovere il progetto della scuola per bambini lavoratori.
L'esperienza di una scuola per bambini e adolescenti lavoratori in Perù Jessica sono una bimba lavoratrice, vendo animali domestici al mercato. Mantoch è movimento di bambini lavoratori cristiani. siamo organizzati in campagna e città. E' il primo movimento autonomo dell'america latina. Quest'anno abbiamo raggiunto il 31esimo d'età svolgendo attività a vantaggio di tutta l'infanzia. I bimbi lottano per il riconoscimento dei loro diritti. Noi ci sentiamo male in questo contesto di maltrattamenti, discriminazioni. In Perù molte famiglie sono caratterizzate dalla violenza e ci grandi sono disuguaglianze. Il 14% delle adolescenti sono mamme premature. Ci sono tantissimi fanciulli senza orientamenti che entrano a fare parte di bande violente. La scuola forniscono concetti di matematica, lingua, scienze ma non ci forma per la vita. Come movimento di bimbi lavoratori, affrontiamo la sfida di proclamare il diritto ad una educazione di qualità.
L'educatrice Maria Lucila sottolinea che Per coprire le esigenze dei bambini lavoratori il Ministero dell'Istruzione e il Manthoc hanno reso possibile creare un programma educativo di base che si fonda sulla pedagogia della tenerezza: l'affetto alla base della maturazione della persona. Un altro principio fondante è la scuola produttiva, con laboratori dove i bimbi rafforzano le loro abilità. Jessica evidenzia che Il nostro diritto all'educazione deve essere unito al diritto alla salute. Se non stiamo bene non possiamo sfruttare le opportunità che ci può dare la scuola. Ogni bimbo deve avere abitudini alimentari sane e imparare a valorizzare cultura che si realizza nella propria regione. E' difficile capire i bimbi che hanno problemi ma se li rifiutiamo è come un ospedale che cura i sani e caccia via i malati.
LA FORZA DEL PROTAGONISMO INFANTILE
Nell'ambito dell'Onu dei popoli il CIPSI e l'Associazione SAL di Roma hanno invitato in Italia una delegata della Comunità Pequeno Trabajador di Bogota.
Cristiano Colombi, presidente dell'Associazione Solidarietà con l'America Latina, ha sottolineato che con la visita di Ivonne in Italia abbiamo vissuto due svolte importanti. Da una parte siamo riusciti a fare rete, perché è stata l'occasione per incontrarsi tra i vari gruppi e associazioni italiani che da anni appoggiano i NATs di Bogotà: ci siamo incontrati a più riprese a Terni, dove Ivonne ha partecipato al Forum mondiale dei giovani, e a Roma, durante la settimana di attività che abbiamo organizzato come SAL. L'altro risultato importante è stato prendere atto che il messaggio dei NATs trova oggi una migliore accoglienza in vari settori della società. Come ha ricordato Fabio Cattaneo, della cooperativa Equomercato che distribuisce i prodotti NATs nel circuito del Commercio equo e solidale, non si fa più fatica come 10 anni fa, merito delle campagne spesso controcorrente realizzate in questi anni in Italia. Addirittura oggi - afferma Cattaneo - c'è chi ci chiede se i prodotti sono stati fatti veramente da NATs, altrimenti non li comprano. Per questo stiamo riflettendo anche su come certificare il lavoro degno dei ragazzi. Questa apertura rende possibile oggi un salto di qualità: è possibile costruire relazioni solidali più ampie, esperienze sostenute insieme al commercio equo, ad altre associazioni attive nei settori dell'educazione e della pace e anche enti locali. La cosa più bella è stata iniziare a sperimentare queste relazioni solidali durante la visita di Ivonne. A Cesena siamo stati accolti dal Centro per la pace di Cesena e dal Comune, a Roma le attività del SAL e di ASAL hanno coinvolto anche il coordinamento delle botteghe di Roma, l'Associazione Banco Alimentare, le Biblioteche comunali, l'Istituto Pio La Torre, centri sociali e parrocchie. Incontri con scuole ed enti locali sono stati organizzati anche a Livorno da Italia-Nicaragua e a Treviso e dintorni da NATs-per e Simone Piazza. Questa ricchezza di iniziative e di contatti possono continuare a diffondere i valori dei NATs qui in Italia, legandoli anche ai bisogni del territorio, per costruire una solidarietà diretta, vissuta nelle piccole cose, condivisa e pensata insieme. Non a caso a Roma, nell'incontro Vendere il lavoro di un bambino del 14 ottobre nella Città dell'Altra Economia, organizzato da SAL e ASAL con Banca Etica, Roma Equa e Solidale, Equomercato e Italianats, alla presenza di 30 rappresentanti del commercio equo, della finanza etica, dei gruppi di acquisto solidale, del mondo della formazione e della comunicazione, il dibattito è andato al tema del lavoro in quanto tale: l'etica del lavoro degno dei bambini lavoratori porta a ripensare la stessa concezione del lavoro degli adulti!.

Foto tratta da http://telecentros.inictel.net
L'autogoverno dei bambini.
Il lavoro secondo il movimento dei Nats
Intervista a Ivonne Oviedo
Come La crescita della precarietà lavorativa nel nord del mondo è accompagnata, nel sud, dallo sfruttamento del lavoro di milioni di persone, sempre più spesso bambini e ragazzi. Ma nelle regioni più povere del sud del mondo, i bambini se lavorano muoiono di fatica, se non lavorano muoiono di fame. Per questo, così come nelle città del nord di diffondono e si organizzano i movimenti dei precari, analogamente nei paesi del sud, tra lo sfruttamento e la miseria, da alcuni hanno cominciato a organizzarsi gli stessi bambini lavoratori di Asia, Africa e America Latina. Così è nato il movimento internazionale dei Nats [Niños, niñas y adolescentes trabajadores], che chiedono condizioni di lavoro dignitose, la possibilità di andare a scuola, ma soprattutto di essere consultati per ogni decisione, sia a livello locale che internazionale, che riguardi la loro vita e attività.
Ivonne Oviedo, pedagogista, lavora con i bambini della Fundaciòn pequeño trabajador di Bogotà; lei stessa ha cominciato a lavorare quando aveva sette anni. Abbiamo incontrato Ivonne durante il suo viaggio in Europa, promosso con la collaborazione dell'associazione Sal [Solidarietà con l'America latina, www.saldelatierra.org] per raccontare il punto di vista del movimento dei Nats.
Quando e perché è nata la Fundaciòn pequeño trabajador?
Siamo presenti ormai da ventuno anni nel quartiere di Patio Bonito, nella zona sud-occidentale di Bogotà, uno dei quartieri più poveri della città; la fondazione nasce a partire dall'unione di alcuni operatori sociali e psicologi, legati all'esperienza della Teologia della liberazione. Quindi il progetto nasce dalla necessità di accompagnare questo grande numero di bambini che lavoravano in condizioni molto difficili nel mercato di Corabastos, il secondo mercato all'ingrosso più grande dell'America Latina dopo quello di San Paolo. All'inizio c'era un gruppo molto piccolo, di circa venti-trenta bambini, e a partire da questo gruppo il progetto si è andato ingrandendo; per esempio con gli anni è emersa la necessità di sviluppare la dimensione cognitiva dei bambini, con l'istituzione di una scuola, e col tempo è cresciuto anche l'impegno per migliorare le condizioni di lavoro. Così, a partire da quel piccolo gruppo, in questi anni si è sviluppata e rafforzata un'esperienza comunitaria, di bambini, adolescenti e adulti lavoratori.
Di quanti bambini vi occupate oggi? E come si svolge la loro vita?
Al momento il nostro progetto coinvolge trecento bambini lavoratori, una trentina di educatori, ma noi preferiamo chiamarli «accompagnatori», molti dei quali sono stati a loro volta bambini lavoratori, e cinquanta genitori. Circa metà dei nostri bambini vengono da famiglie di sfollati, sia per la povertà che spinge la gente a cercare fortuna in città, le campagne sono sempre più sfruttate per le monocolture e i contadini restano senza terra e senza lavoro, sia a causa del conflitto. Una prima area su cui lavoriamo è quella politica, che consiste nello sviluppo di gruppi di Nats: al momento ce ne sono diciotto, sia a Patio Bonito che in altre località colombiane. Questi gruppi si uniscono, a livello locale, in un movimento che poi diventa regionale fino ad arrivare al Molacnats, Movimiento latino americano y del Caribe de los niños , niñas y adolescentes trabajadores, e al movimento mondiale. L'altra area su cui lavoriamo è quella pedagogica. La scuola/laboratorio per i Nats, che in gennaio ha compiuto dieci anni di attività, nasce da una necessità sentita sin dall'inizio da alcuni bambini che lavoravano a Corabastos. Al momento nella scuola ci sono centotrenta bambini, ci sono anche dei corsi per i genitori. Poi c'è un servizio di biblioteca, molto importante perché con la lettura attiviamo la fantasia, che è necessaria per arrivare a una critica della realtà, della società attuale. Inoltre stiamo cercando di organizzare una Rete nazionale di educazione popolare, insieme ad altre associazioni che si occupano di educazione. Vorremmo iniziare un cammino per lavorare su politiche educative che tengano in conto i settori popolari, che costituiscono poi la maggioranza della popolazione. Infine lavoriamo sull'area produttiva: i bambini realizzano oggetti come biglietti di auguri, maschere e altri oggetti di artigianato con materiale riciclato; presto verranno prodotti anche articoli di legno e di bigiotteria.
Tornando al lavoro dei bambini: l'Organizzazione mondiale del lavoro, si è posta l'obiettivo di abolire il lavoro minorile. Secondo la tua esperienza, che effetto sta avendo questa tendenza abolizionista sulla vita dei piccoli lavoratori?
Purtroppo, si è verificato quel che succede quando le decisioni politiche vengono prese senza conoscere il contesto e la situazione reale. Con la ratifica, nel 1997, della Convenzione 182, si voleva sradicare il lavoro minorile, ma in realtà si è solo escluso ulteriormente e clandestinizzata la presenza dei bambini lavoratori. Ma non è possibile eliminare il lavoro dei bambini se non cambia il sistema economico e l'ingiustizia sociale che persiste nel mondo. I bambini hanno ancora bisogno di lavorare per contribuire alla sussistenza della famiglia, quindi ora sono costretti a lavorare la notte, per esempio riciclando rifiuti, facendo i venditori ambulanti, esponendosi a rischi maggiori rispetto a prima, come quello di finire nelle mani della criminalità. Questa è la situazione che c'è, non solo in Colombia: nel nostro incontro mondiale, abbiamo visto che anche in Africa e Asia ci sono situazioni molto simili.
Il movimento dei bambini lavoratori ha visto la luce in America Latina: quali sono le relazioni tra i vari movimenti in questa area?
Il movimento dei Nats ha le sue radici in Perù, dove è nato nel 1976 con la formazione di un Movimento nazionale di figli di operai cattolici. È stata una proposta innovativa e anche un po' rivoluzionaria, nel senso che per la prima volta i bambini non sono stati visti come vittime, pur vivendo in condizioni molto difficili, ma come persone in grado di unirsi e di proporre alla società nuove forme di concepire le relazioni economiche, in un modo orizzontale, rispettando le persone e l'ambiente, per costruire un'economia solidale. Sin dal 1988 abbiamo cominciat a conoscerci con i Ntas peruviani e ad avvicinare i nostri movimenti. Oggi abbiamo ottime relazioni con i movimenti degli altri paesi perché affrontiamo situazioni uguali, ogni movimento a livello nazionale ha le sue particolarità ma il fondamento su cui ci basiamo è lo stesso.
Quali sono, secondo te, i risultati più importanti ottenuti dal movimento dei Nats, e quali i problemi maggiori con cui si deve confrontare?
Un risultato importante è che stiamo proponendo moltissime cose alla società; stiamo comunicando una nuova forma di intendere le relazioni, attraverso il commercio equo e il consumo responsabile. Stiamo cercando di proporre un nuovo modo di guardare ai bambini: non solo come soggetti che hanno bisogno di aiuto, ma come persone che propongono, che sono realmente soggetti sociali, che possono unirsi e portare dei cambiamenti nella loro realtà. Stiamo cercando di far sì che le politiche globali tengano conto delle differenze, delle culture, delle varie identità. I problemi restano tantissimi: il primo è che la politica non distingue tra il lavoro infantile e le violazioni connesse allo sfruttamento di questo lavoro; questa è una distinzione fondamentale, perché se le persone comuni continuano a sovrapporre le due cose non si potrà rispondere come si deve a queste problematiche. Bisogna attaccare la criminalità e promuovere il lavoro e i diritti dei bambini che devono, e vogliono, lavorare in condizioni dignitose.
All'interno del mondo del commercio equo, per molti anni il lavoro infantile è stato considerato un tabù.
Adesso i prodotti dei bambini di Bogotà vengono commercializzati in Italia attraverso il circuito del commercio equo; com'è il vostro rapporto con questa realtà?
Al momento i bambini della Fundaciòn pequeño trabajador fanno parte del coordinamento nazionale della Redesol, che è la rete nazionale dell'economia solidale in Colombia. Tra poco ci sarà il loro incontro nazionale, in cui si parlerà di economia solidale, di consumo critico, dell'importanza di una cittadinanza consapevole, basata non sulla competizione ma sull'interscambio. In Italia stiamo collaborando con la centrale di importazione di prodotti del commercio alternativo Equo Mercato, e stiamo cercando altre collaborazioni, ma spesso è complicato, perché è diffusa la mentalità del boicottaggio di tutti i prodotti lavorati dai bambini, che per noi è un ostacolo molto difficile.
Forse perché l'immagine che a tutti viene in mente, quando si parla di lavoro infantile, è quella di bambini sfruttati, malpagati, che passano le loro giornate non a scuola ma cucendo palloni o tessendo tappeti
Anche qui non è facile dire un sì o un no netti. Per esempio, penso alle bambine indiane che cuciono tappeti: c'è stata una campagna di boicottaggio contro le imprese che sfruttavano il lavoro delle bambine, quindi diverse imprese sono fallite. Le bambine si sono trovate senza un lavoro per sostenere la famiglia, e per guadagnare qualche soldo molte sono andate a prostituirsi. Sono state prese delle misure assistenzialiste, ad esempio dando una quantità di denaro alle loro famiglie per tre o quattro anni, ma appena finiti questi sussidi i bambini tornano a mendicare o peggio a delinquere. Invece, noi crediamo che sia importante che i bambini imparino ad autogestirsi, ad aiutarsi da soli. Per noi è inoltre importante che il protagonismo, la proposta, non si limiti ai paesi del sud del mondo; è fondamentale che la nostra proposta arrivi anche in paesi del nord come l'Italia, e in effetti la stiamo facendo arrivare, perché si devono attivare i bambini di tutto il mondo. Solo così, rivendicando i propri diritti nella quotidianità, si riesce ad avere un impatto sulla politica: i bambini che iniziano a delegare le loro responsabilità politiche, con tutta probabilità continueranno a farlo anche da adulti. Per questo succede quel che succede, per questo ci troviamo con governanti che fanno solo i loro interessi e non gli interessi della collettività.
ARTICOLI APPARSI SULL'AGENZIA AGI
Gli articoli dell'Osservatorio SELVAS.org continuano ad ottenere una larga diffusione sui mass-media latinoamericani e ora inizia una positiva collaborazione con l'Agenzia AGIMONDO.
SUD AMERICA: SELVAS, E' EMERGENZA PICCOLI LAVORATORI
(AGI) - Lima, 15 dic. - Oggi nel mondo ci sono circa 218 milioni di bambini e bambine che lavorano (dati dell'organizzazione mondiale del lavoro). Una parte di loro lavora in condizioni inaccettabili. Piccoli artigiani, contadini, pastori, tessitori, facchini, strilloni, venditori ambulanti, 'suscia'', domestiche, babysitter, madri, padri che, tra l'illegalita' e l'elemosina hanno scelto il lavoro coatto.
Aldo Prestipino, presidente Italianats (network di ong, centrali del commercio equo e associazioni che appoggiano i movimenti Nats, acronimo di bambini e adolescenti lavoratori nel mondo) ha presentato la seconda Giornata mondiale dei bambini e adolescenti lavoratori. Prestipino ha annunciato che il 9 dicembre di ogni anno "sara' la giornata dei bambini e adolescenti lavoratori". Una data "particolarmente importante" per il movimento, perche' proprio "il 9 di dicembre del 1996, a Kundapur (India), e' iniziato il lungo percorso che ha portato le organizzazioni di bambini e adolescenti lavoratori a fondare il loro movimento mondiale". Nel rispetto delle decisioni prese a Siena nell'incontro mondiale dei Movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori di Asia, Africa e America Latina dell'ottobre 2006, Prestipino ha invitato tutti coloro che credono nella necessita' di migliorare le condizioni di vita dei bambini che lavorano, a stampare e distribuire la cartolina della seconda Giornata mondiale dei bambini e adolescenti lavoratori (vedi www.italianats.org).
Cristiano Morsolin, educatore e operatore di reti internazionali per la difesa dei diritti umani in Sud America dal 2001 e co-fondatore dell'Osservatorio sulla regione andina Selvas ha sottolineato che "qui in America Latina i movimenti Nats hanno organizzato varie manifestazioni e festival culturali a Cucuta (Colombia), Tachira (Venezuela), Lima (Peru') riaffermando gli impegni assunti durante la celebrazione del 18 anniversario della Convenzione internazionale dei diritti del bambino, grazie anche alla Cooperazione italiana". Per esempio, ha illustrato, "la cooperativa di adolescenti di Tachira (zona rurale al confine con Colombia) lavora la polpa di frutta per produrre succhi e bevande, con il sostegno dell'associazione 'Nats Per' di Treviso e di Giovanni Brisotto, ex vicepresidente dei giovani industriali del comune veneto, e ha organizzato una marcia nel centro cittadino". Lo scorso 10 dicembre, l'Assemblea costituente ha votato la Magna Carta della bolivia e nell'articolo n.61 si evidenzia che "lo stato boliviano proibisce il lavoro forzato e lo sfruttamento minorile. Le attivita' che realizzano i bambini, le bambine e gli adolescenti in ambito familiare e sociale sono orientate alla loro formazione integrale come cittadini e devono avere una funzione formativa. I loro diritti, garanzie e meccanismi istituzionali di protezione saranno oggetto di una regolamentazione speciale". Questa storica decisione rappresenta, ha continuato Morsolin, "un importantissimo riconoscimento del lavoro minorile in condizioni dignitose e fotografa con i colori andini la Giornata mondiale della dignita' del bambino e adolescente lavoratore nel mondo, in sintonia con i movimenti sociali di America Latina, Africa (con il Mouvement africain des enfants et jeunes travalleurs maejt) e Asia (con il movimento indiano Bhima Sangha). (AGI)
Fonte: http://www.agimondo.it/notiziario-ong/notizie/200712150923-cro-rt11007-art.html
SUD AMERICA: MOVIMENTI SOCIALI IN AZIONE PER DIRITTI INFANZIA
(AGI) - Lima, 23 nov. - Bogota', Lima, Ciudad del Este, Cordoba: le principali citta' del sud America hanno accolto iniziative e manifestazioni dei movimenti sociali Nats (Ninos y adolescentes trabajadores, 'Bambini e adolescenti lavoratori', nell'acronimo spagnolo), in occasione del 18esimo anniversario della Convenzione Onu dei diritti del Bambino. Eventi organizzati anche grazie alla cooperazione italiana, che hanno coinvolto politici, operatori umanitari e semplici cittadini.
In uno degli incontri, Angel Gonzalez, coordinatore del Movimento Latinoamericano di bambini e adolescenti lavoratori Molacnats (Venezuela) ha dichiarato che "l'umanita' ha tardato quasi un secolo per considerare l'importanza di proteggere l'infanzia in situazione di vulnerabilita'" e ha segnalato "la presenza sempre piu' articolata delle molteplici esperienze organizzative di bambini e adolescenti che rivendicano ed esigono il compimento dei loro diritti". Un segnale importante, ha riconosciuto l'esperto, "che infonde speranza affinche', nel Ventunesimo secolo, l'infanzia non sia relegata all'immobilismo e 'risvegli' la societa' adulta".
I Movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori sono convinti che il vero problema del sottosviluppo economico non sia il lavoro minorile, ma i meccanismi perversi della globalizzazione neo liberale. "Al di la' di ogni relativismo culturale, anch'esso non ideale per affrontare la delicata questione dei diritti", ha sottolineato Cristiano Morsolin, co-fondatore dell'Osservatorio sulla regione Andina 'Selvas, "ci si chiede se non stiamo oggi assistendo a una ri-colonizzazione del pensiero, sulla base agende politiche fissate in funzione dell'interesse del mercato". Come ha sottolineato Cristina Mattiuzzo del Centro nazionale di documentazione e analisi dell'infanzia e adolescenza del ministero del Welfare, "il focus diventa allora quale rappresentazione dell'infanzia e dell'adolescenza, e accanto a questa, del lavoro, viene diffusa nei nostri Paesi da leggi, mass media e politica, anche da parte di chi, come le organizzazioni non governative, in buona fede vorrebbe lottare per la tutela dei piu' deboli". Probabilmente oggi, ha continuato, "il livello di complessita' raggiunto dalle societa' e' talmente alto che non ci si puo' piu' limitare a lanciare slogan e campagne: serve un coinvolgimento in prima persona, che garantisca di andare in profondita'". E, ha concluso, "serve conoscere davvero un tema, ascoltando da vicino chi lo sta concretamente vivendo come esperienza quotidiana". In Sud America, durante l'ultimo mese, questo e' avvenuto. (AGI)
Fonte: http://www.agimondo.it/notiziario-ong/notizie/200711231717-cro-rt11131-art.html
INFANZIA: GIORNATA MONDIALE, MOVIMENTI AMERICA SUD IN FERMENTO
(AGI) - Bogota', 16 nov. - Per dire no allo sfruttamento minorile, alle tratte di esseri umani e agli abusi sessuali ai danni dei bambini, i movimenti sociali dell'America Latina impegnati nella difesa dei diritti dell'infanzia hanno promosso per tutto il mese di novembre iniziative nel continente. In occasione del diciottesimo anniversario della convenzione Onu sui diritti del bambino (firmata a New York il 20 novembre 1989) i movimenti sociali Nats (Ninos y Adolescentes Trabajadores, bambini e Adolescenti lavoratori nell'acronimo spagnolo) fanno sentire la propria voce anche grazie alla cooperazione italiana, come il Movimento Laici per l'America Latina (Mlal) di Verona e Aspem di Cantu' (aderenti a Focsiv), Sal e Asal di Roma (aderenti a Cipsi), il commercio equo come la centrale di importazione 'Equomercato' di Cantu', la facolta' di Scienza della Formazione di Bologna.
"I movimenti di bambini e adolescenti lavoratori hanno compiuto trent'anni di storia in America Latina", ha sottolineato Cristiano Morsolin, educatore e operatore di reti internazionali per la difesa dei diritti umani in Sud America dal 2001 e co-fondatore dell'Osservatorio sulla Regione Andina Selvas. L'Osservatorio, ha aggiunto, "continuera' a monitorare questo importante processo di cambiamento dal basso, che crede in una nuova cultura dell'infanzia e adolescenza e rompe i clique adultocentrici ed eurocentrici". Nei prossimi giorni Selvas raccontera' le varie manifestazioni Nats che si stanno preparando a Lima (Peru'), Cordoba (Argentina), Asuncion (Paraguay), Bogota (Colombia) e il seminario internazionale nell'ambito della Terza conferenza mondiale sull'infanzia (che si sta realizzando a Barcellona) dal titolo 'Riflessione collettiva a partire dalla realta' dei bambini e adolescenti lavoratori nel mondo'.
"Ogni percorso di organizzazione dal basso e di cittadinanza attiva specialmente rappresenta una speranza per la sconfitta della poverta', per la pace e per la difesa della dignita' umana", ha scritto in un messaggio inviato a Selvas Luisa Morgantini, vice presidente del Parlamento Europeo. La Morgantini ha ricordato il sacrificio di Iqbal Masih, "che a quattro anni comincio' a lavorare in condizioni di schiavitu' diventando poi il simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile", e quello di tanti altri che "ci hanno insegnato che i bambini non sono solo vittime ma possono essere soggetto e protagonisti della conquista delle liberta' e della dignita'".
La difesa dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ha continuato la vice presidente, "e' un tema delicato ed essenziale, riconosciuto sin dal 1989 dalla convenzione Onu sui diritti del bambino e ribadita con leggi e risoluzioni in varie sedi internazionali e parlamentari, tra cui anche al Parlamento Europeo e all'Organizzazione mondiale del lavoro". Non si tratta di eurocentrismo, ha messo in evidenza, "quando si difendono i diritti dei bambini a un infanzia dignitosa e all'istruzione o della battaglia contro lo sfruttamento del lavoro minorile: eurocentrismo e' continuare a praticare politiche economiche che usano la manodopera a buon mercato e speculano sul lavoro dei bambini". E ancora: "significa appropriarsi delle risorse di un paese non ai fini dello sviluppo ma unicamente inseguendo la logica del profitto".
L'impegno dei movimenti sociali, ha concluso, "e' fondamentale per liberare anche i bambini dallo sfruttamento. E' questa pressione che ha indotto alcuni governi dell'America Latina, come Venezuela e Bolivia, a incontrare delegazioni di questi movimenti e dimostrare una necessaria volonta' di ascolto, dialogo e inclusione". (AGI)
http://www.agimondo.it/notiziario-ong/notizie/200711161027-cro-rt11028-art.html
Cristiano Morsolin, Educatore e operatore di reti internazionali. Accompagna i Movimenti NATs in America Latina dal 2001 con varie esperienze sul campo in Ecuador, Perù, Colombia, Brasile. Tra i fondatori di Selvas.org, ha pubblicato per EMI 2007 "OLTRE IL DEBITO America Latina - La conversione in investimenti sociali è risarcimento"
E-mail alla redazione: info@selvas.org
|