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Quali obiettivi di sviluppo del Millennio per l'infanzia? Ecco l'identità, la storia e le proposte dei Movimenti NATs dell'America Latina per l'incontro mondiale di Siena


...Il mestiere di crescere (II)

Di Cristiano Morsolin - Selvas.org





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12 ottobre 2006
:: Selvas.org ::
IL MESTIERE DI CRESCERE (I)

Il protagonismo infantile dei Movimenti NATs dell'America Latina: un ponte con l'Italia.
Il 20 marzo arriverà in Italia Angel Gonzalez, accompagnatore del Movimento Latinoamericano dei Bambini e adolescenti lavoratori organizzati nel MOLACNATs per aggiornare il cammino dei NATs dopo il Forum Sociale di Caracas, il percorso in Venezuela con l'appoggio del governo Chavez, l'incontro nazionale in Bolivia, l'udienza del movimento peruviano a Ginevra di fronte al Comitato ONU per i diritti dell'infanzia, e la preparazione del sesto incontro continentale che si realizzerà quest'estate in Colombia.

Francisco Estigarribia, 17 anni, è un lustrascarpe di Asuncion, uno dei 322 mila minori che lavorano in Paraguay, ha partecipato all'incontro di coordinamento del Movimento Latinoamericano di bambini e adolescenti lavoratori NATs (nell'acronimo in spagnolo Niños y Adolescentes Trabajadores) MOLACNATs svoltosi a Tocanpira (Colombia) a fine settembre e dichiara: “crediamo che si deve vedere il lavoro dal punto di vista della realtà culturale, della realtà storica e del sistema neoliberale che i nostri paesi implementano che causa povertà ed esclusione”. Anabela Cruz, 16 anni, lavora come venditrice ambulante a Città del Guatemala da quando aveva 6 anni, sottolinea di volere migliori condizioni di vita: “tutti i nostri governi dicono che l'infanzia non deve lavorare ma dove troviamo i soldi per mangiare, vogliono che siamo ben educati ma dove credono che troviamo il sostegno per pagare i nostri studi, le uniformi scolastiche, i libri?”.
Angel Gonzales è l'educatore che accompagna il MOLACNATs a livello continentale e testimonia la forza rivoluzionaria della proposta NATs per la piena cittadinanza di un'infanzia e adolescenza che non vuole essere rinchiusa nel perimetro del lavoro minorile ma vuole essere riconosciuta come attore sociale che costruisce protagonismo dal basso, che lavora nell'autogestione promuovendo micro-cooperative, che si forma attraverso un'educazione liberante ispirata a Paulo Freire, che si impegna per uno sviluppo eco-sostenibile locale che beneficia la comunità e crede in un nuovo paradigma di cultura dell'infanzia e adolescenza.
Angel proviene dal Venezuela dove il Presidente Chavez appoggia i Movimenti NATs istituendo il Programma di protezione del bambino lavoratore nel Ministero del Lavoro, nell'ambito dell 'Instituto Nacional de Prevención, Salud y Seguridad Laborales Inpsasel”, sostiene che “il MOLACNATs si impegna per il riconoscimento del lavoro in condizioni dignitose e contro ogni sfruttamento. Dopo 17 anni dalla Convenzione dei diritti dell'infanzia, bambini e adolescenti stanno ancora reclamando diritti di base come il diritto alla vita, il diritto a esprimere la propria opinione, di essere ascoltato e preso in considerazione, di partecipare al benessere della sua famiglia e comunita. Il MOLACNATs con i suoi 19 anni di lotta contro la povertà e per la dignità di tutte le persone, reagisce a questo contesto attraverso la partecipazione organizzata dei NATs, articolata insieme a altri movimenti sociali per costruire una vera democrazia partecipativa”.
Il Movimento Latinoamericano MOLACNATs ha una lunga storia il cui inizio risale al 1976 con la costituzione della prima organizzazione in Perù, MANTHOC (Movimento di Bambini e Adolescenti Lavoratori Figli di Operai Cristiani). I paesi che nel 2006 ne fanno parte sono: Colombia, Perù, Bolivia, Chile, Paraguay, Venezuela, Guatemala, Argentina, Messico, Nicaragua e El Salvador.

Cecilia Ramirez, oggi educatrice del MANTHOC e prima delegata NATs, ricorda 30 anni di storia fin dal campeggio di Pucusana “dove abbiamo definito i principi da cui nacque il Manthoc, il coordinamento latinoamericano nel 1988 e poi la prospettiva mondiale. Fra pochi giorni inizia l'incontro mondiale di Siena, molta strada è stata fatta e siamo orgogliosi di aver dato vita a questo processo storico di cambiamento, siamo felici che i sogni si sono concretizzati in tante azioni per migliorare la qualità della vita dei NATs a partire dalla loro realtà, dalle condizioni dignitose del lavoro che realizziamo nelle nostre microimprese attive nel circuito del commercio equo, dai piccoli gruppi che si auto organizzato per esigere i loro diritti di cittadini. Questo Mundialito di Siena coincide con l'anniversario di 30 anni di storia del MANTHOC che festeggeremo a Lima a fine novembre, sembra un'emozione forte come quando si feconda un figlio…”.
Dal 15 al 29 ottobre si realizza a Siena l'incontro mondiale dei Movimenti di bambini e adolescenti lavoratori provenienti da Africa, Asia, America Latina (programma e news su www.italianats.org/incontro ) e fino all'8 novembre le varie delegazioni visiteranno scuole, gruppi, università a Como, Cantù, Treviso, Vicenza, Verona, Reggio Emilia, Bologna fino a Roma.

Estela Talero, educatrice della Fondazione “Pequeno Trabajador” di Bogotà verrà a Siena insieme a altri tre maestri della scuola-laboratorio (una interessante esperienza pedagogica a partire dalla realtà dei bambini lavoratori che supera i confini della Colombia con esperienze simili in Perù, Chile e Argentina) che hanno organizzato varie iniziative di autofinanziamento nell'arco dell'anno per viaggiare, a proprie spese, a Siena e per presentare un nuovo numero della rivista dei NATs della Colombia; “è un'opportunità unica per rafforzare il processo di organizzazione e partecipazione dei NATs ma anche per approfondire il ruolo degli educatori, partecipando a vari spazi di discussione, confronto e formazione rispetto agli aspetti centrali della costruzione di un movimento che ci unisce a livello mondiale”, commenta Stella.


Quali obiettivi di sviluppo del Millennio per l'infanzia?
:: LINK ::
NAT's in internet

Secondo congresso mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza a Lima : www.iicongresomundialdeinfancia.org

Istituto di Formazione per educatori di NATs dell'America Latina IFEJANT di Lima: www.ifejants.org

Movimento nazionale NATs dell' Argentina : http://www.aprender21.com

Movimento africano MAEJT www.enda.sn

Concerned for Working Children” CWC - India www.workingchild.org

Polizia reprime marcia NATs a Lima del 20.11.2003 selvas.org
Commento del Relatore Speciale ONU per la promozione del diritto alla libertà di opinione ed espressione http://www.derechos.org

Movimiento Chileno de Niñas, Niños y Adolescentes Trabajadores MOCHINATs http://www.observatorioinfancia.org/
Atti seminario “Il mestiere di crescere, il punto di vista dei bambini su lavoro e infanzia” : www.piemonteimmigrazione.it

Programa de Protección de Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores Pronats” in Venezuela: http://www.inpsasel.gov.ve

Secondo incontro nazionale NATs in Venezuela http://www.inpsasel.gov.ve

Proposta del governo del Venezuela sul lavoro minorile andino: www.inpsasel.gov.ve/

Mobilitazione a Lima alla Comunità Andina, ottobre 2003:
http://www.selvas.org/dossNAT17.html

Audizione del MOLACNATs al Parlamento Latinoamericano di San Paolo nella seduta del 14 ottobre 2004: http://www.adital.com.br/

Risoluzione del Parlamento Italiano sul lavoro NATs: www.francescomartone.it

Articolo sui NATs del coordinamento delle centrali dei sindacati del MERCOSUL: sindicatomercosul.com.br

EQUOMERCATO, centrale d'importanzione prodotti NATs: http://www.equomercato.it

Associazione NATS di Bologna: www.associazionenats.org

Rete ItaliaNats: www.italianats.org

Movimento Laici per l'America Latina MLAL di Verona

Rete tedesca PRONATs:www.pronats.de

Juan Aladino Valdiviezo Alegria - 18enne peruviano già delegato del MNNATSOP e membro del “Capitolo Latinoamericano del Movimento Mondiale in favore dell'infanzia“ ha appena vinto una borsa di studio in Norvegia; si aspetta che l'incontro mondiale di Siena “inizi una nuova epoca dove gli sforzi per il riconoscimento dei Nats e per migliori condizioni per l'infanzia si trasformino in arma politica per rafforzare movimenti critici con base solide e un protagonismo organizzato, con visione strategica e una forza di valori comuni che si trasformano in azioni concrete a livello mondiale. La nostra esperienza in Perù indica l'importanza negli ultimi 4 anni di costruire un movimento sociale come MNNATSOP ed ora assumere la responsabilità di consolidare una rete nazionale di bambini e adolescenti non solo lavoratori ma di altri settori, seminando quella “globalizzazione dell'organizzazione” teorizzata da Manfred Liebel. I movimenti sociali nascono spesso in zone popolari problematiche e quindi solo alla classe oppressa interessa organizzarsi e reclamare i propri diritti di cittadinanza. Per questo motivo dobbiamo estendere il nosto impegno da protagonisti a tutta l'infanzia e adolescenza nel suo insieme.(…) In questi anni sento la preoccupazione di molti per il futuro di alcuni movimenti. E' importante concentrarci sull'autogestione e auto-sostenibilità dei Movimenti per non dipendere dalle agenzie di cooperazione internazionale che hanno visioni diverse. Spero che a Siena si parli di Obiettivi di Sviluppo del Millennio che non sono compatibili con lo sviluppo dei diritti dell'infanzia. Alcuni obiettivi riflettono un patto sociale carente con i bambini del mondo; questi obiettivi mostrano solo sogni e aneliti ma non azioni concertate per diminuire problemi che sono facilmente combattibili. Nelle ultime decadi il sistema internazionale dei diritti umani ha riconosciuto sempre di più la necessità di estendere gli sforzi per proteggere e promuovere i diritti dell'infanzia e adolescenza, per appoggiare i paesi sottosviluppati, per sostenere l'educazione, la salute, l'alimentazione, per attaccare la mortalità infantile, per sradicare le forme di sfruttamento dei bambini che vivono in estrema povertà affinché possiamo vivere con dignità. Però come? Approvando solo leggi e ora gli Obiettivi del Millennio? Mentre moltissimi trattati e clausole sono state approvate per soddisfare queste necessità, la verità dei fatti è che queste iniziative istituzionali di alto livello hanno fatto poco per raggiungere un cambiamento. Spesso gli Stati dimostrano incompatibilità tra gli interessi dell'infanzia e i programmi di ultima categoria con basse risorse finanziarie e mal elaborati. Come MNNATSOP (Movimiento nacional de Nats organizados del Perú), abbiamo valutato criticamente il rapporto annuale del governo Toledo sulla situazione dell'infanzia nel Perù e abbiamo presentato le nostre proposte direttamente a Ginevra al Comitato per i diritti dell'Infanzia alle Nazioni Unite (http://www.selvas.org/download/Nats_marzo2006.doc ), con il sostegno di “Save The Children” ( http://www.scslat.org/web/actualidad/interna_noti.php?xopcp=4&xleng=e&xid=245 ). Stiamo organizzando per la prima settimana di dicembre un incontro nazionale con Rosa Maria Ortiz, Vice Presidente del Comitato per i diritti dell'Infanzia alle Nazioni Unite.

Miquel de Paladella, coordinatore del “Global Movement for Children” (www.gmfc.org ) risponde che “il Movimento Mondiale ritiene importante che si creino reti per aver sempre più influenza, per aprire spazi di partecipazione. A partire dal Congresso in Perù abbiamo cercato di consolidare la rete di organizzazioni che in America Latina appoggia la rete di bambini, bambine e adolescenti. Sappiamo che a fine 2006 il Segretario Generale della Nazioni Unite incomincerà a preparare un rapporto dal titolo “Noi bambini e bambine” che informerà tutti i governi del mondo sui progressi realizzati per raggiungere un mondo adeguato per bambini e bambine. Il rapporto verrà concluso nel primo trimestre 2007 e verrà presentato nel giugno 2007. Nelle nostre discussioni con UNICEF vediamo la possibilità che il Segretario Generale Kofi Annan riceva dati e informazioni direttamente dai bambini e adolescenti che sono leader di questi processi dal basso in favore dell'infanzia nel mondo. Sembra che le Nazioni Unite siano disposte a considerare le idee e suggerimenti che sorgano da questo percorso”.

Klaus Heidel
- Forum delle Ong tedesche sul lavoro minorile (www.forum-kinderarbeit.de ) è d'accordo con Juan Aladino Valdiviezo Alegria che sottolinea che “è importante posizionare le preoccupazioni legate al lavoro infantile negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e le strategie di riduzione della povertà vincolata alle stesse. In particolare è necessario qualificare i processi e strategie di lotta contro la povertà nell'ambito di una prospettiva dei diritti dei bambini e adolescenti”.
Vanno ricordate le critiche di grandi ong internazionali alla Convenzione dei Diritti del Bambino, in primis “Terre des Hommes TDH- Germania”; Albert RecKnagel - TDH Germania evidenzia che “la convenzione è un punto di partenza importante ma servono aggiornamenti e cambiamenti. Abbiamo discusso sulla tematica della cultura, per esempio, che non viene trattata bene nella convenzione che è stata scritta con paradigmi occidentali su infanzia, diritti, lavoro,ecc. e non si è resi conto che per altre culture la situazione può essere diversa e quindi cerchiamo di includere con forza il tema culturale. Per esempio dal 1987 il Movimento di bambini e adolescenti figli di operai cristiani MANTHOC e Alejandro Cussianovich ci hanno aiutato ad aprire i nostri orizzonti sul lavoro minorile: oggi è un fatto importante il nostro rispetto e riconoscimento dei Movimenti Nats in Perù, America Latina o Asia e nella nostra organizzazione non solo gli adulti si occupano di infanzia ma da 5 anni abbiamo gruppi di bambini organizzati nelle scuole della Germania lavorando per i diritti dei loro coetanei nel mondo”.

L'esperto Manfred Liebel - oggi coordinatore della rete tedesca PRONATs (www.pronats.de ) e docente dell'Università di Berlino, ha appena dato alle stampe un nuovo libro “Malabaristas del siglo XXI” IFEJANT edizioni, che investiga l'impatto della globalizzazione nel lavoro minorile sia in America Latina che negli Usa e Germania, e sintetizza il lavoro accademico di varie università (come l'Università di Bologna con le docenti dello spessore di Teresa Tagliaventi, Enzo Morgagni, Rita Bertozzi, l'Università Computense di Madrid, la San Marcos di Lima) che verrà presentato e discusso anche nel seminario internazionale di approfondimento “Con i bambini lavoratori” che si realizzerà a Siena dal 20 al 22 ottobre con la partecipazione di esperti come Elvira Figueroa, Direttrice dell'”Instituto de Formacion para Educadores de Nats de Latinoamerica IFEJANT (www.ifejants.org )di Lima, Nandana Reddy e Rita Paniker dall'India, Fabrizio Terenzio, direttore di ENDA (www.enda.sn) dal Senegal, ecc.




IDENTITA e STORIA dei Movimenti
Fabio Cattaneo, responsabile della centrale del commercio equo Equomercato di Cantù (www.ecquomercato.it - che per prima, da oltre un decennio, commercializza i prodotti dei NATs) e Maria Teresa Tagliaventi, esperta di lavoro minorile in Europa e membro dell'Associazione NATs di Bologna (www.associazionenats.org ), a nome del comitato direttivo della rete ITALIANATs (una ventina di ONG e centrali del commercio equo che in Italia sostengono i movimenti NATs a livello mondiale) tratteggiano un excursus del percorso valoriale che identifica i Movimenti NATs:
“I Movimenti dei Bambini e Adolescenti Lavoratori NATs (nell'acronimo in spagnolo Niños y Adolescentes Trabajadores) esistono in America Latina, Africa e Asia fin dagli inizi degli anni '70; queste organizzazioni locali sono un fondamentale e spesso unico strumento di tutela e di promozione dei loro diritti.
I Movimenti hanno progetti d'azione che toccano diverse aree: educazione ai diritti, istruzione, salute, ricreazione, partecipazione, organizzazione. I principi che guidano questo percorso sono quelli del protagonismo di bambini e adolescenti, del rispetto dei diritti e della valorizzazione critica del lavoro.
Parlando di Movimenti di Bambini e Adolescenti Lavoratori è fondamentale addentrarci nella struttura della loro organizzazione e nelle metodologie pedagogiche che ne determinano la forte azione che porta i bambini stessi alla consapevolezza dei propri diritti perché questi siano rispettati, trovando forme alternative e risolutive a sfruttamento, soprusi, discriminazioni e ingiustizie.Attraverso i processi di "organizzazione" i bambini e gli adolescenti lavoratori escono da una condizione di isolamento individuale, iniziano un percorso di reciproco riconoscimento come gruppo sociale. A partire da questo riconoscimento, che è la base di un'identità collettiva, cominciano a riunirsi, a discutere dei loro problemi, a proporre azioni e a organizzare iniziative di risposta. Lungo questo percorso possono giungere a livelli sempre più complessi che prevedano anche la costruzione di una soggettività pubblica e politica, ossia la trasformazione dell'identità di gruppo in una capacità di mobilitazione e di protagonismo prima locale, poi nazionale e infine internazionale.
Il termine "Movimento", utilizzato per definire i gruppi di base e le associazioni di bambini e adolescenti lavoratori, allude a fondamentali caratteristiche dell'organizzazione e dell'azione di questo nuovo soggetto sociale. Un movimento sociale è una forma di azione collettiva che si appella alla solidarietà, e che ha la capacità di condividere un'azione comune. I suoi membri si riconoscono tra di loro come simili, come attori che hanno gli stessi problemi, perché appartengono ad un determinato segmento sociale. Dall'altro lato, un movimento evidenzia l'esistenza di un conflitto sociale. E i Bambini e Adolescenti Lavoratori organizzati richiedono proprio di essere riconosciuti come Movimenti Sociali che operano all'interno della società per realizzare i diritti dei bambini lavoratori e dell'infanzia in genere, a livello locale come nazionale, senza tralasciare un'importante apertura e un orizzonte di livello anche intercontinentale e mondiale che si sta man mano consolidando nel tempo.
La "partecipazione" è fondamentale nell'azione dei Movimenti. L'organizzazione dei Bambini e Adolescenti Lavoratori è il luogo sociale in cui si tenta di recuperare la completezza del diritto democratico anche per l'infanzia e l'adolescenza. Ciò significa che il bambino e l'adolescente partecipa a pieno titolo alla «sua» organizzazione recuperando al suo interno lo statuto di una completa cittadinanza. Per esempio, i Movimenti hanno una struttura democratica di elezione sia dei propri delegati che dei collaboratori adulti. Anche la gestione e la rappresentanza delle organizzazioni dei Bambini e Adolescenti Lavoratori, tanto nella quotidiana dimensione del quartiere come nell'ampio orizzonte di un movimento internazionale, è prerogativa degli stessi bambini e adolescenti lavoratori delegati a rappresentare i loro compagni. La partecipazione di cui da qualche anno parlano anche le grandi agenzie internazionali e che i bambini e adolescenti lavoratori organizzati vivono da 30 anni, è lo strumento principale che porta alla consapevolezza della propria situazione. Chiamata in modo più completo "protagonismo" include tutto il lavoro che va dal confronto a livello sociale, a un percorso educativo di percezione delle proprie possibilità e dei propri diritti, per arrivare a trovare soluzioni comuni per migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli stessi bambini lavoratori e dell'infanzia in generale.
A livello internazionale i Movimenti di Bambini e Adolescenti Lavoratori dell'America Latina, Asia e Africa hanno cominciato a coordinarsi in un lavoro comune di solidarietà e collaborazione nel 1996. Un processo con 10 anni di storia iniziato a Kundapur, in India, dove 34 delegati dei tre continenti hanno steso 10 punti per focalizzare le loro lotte comuni e le loro richieste, prima fra tutte che la loro voce possa essere ascoltata e considerata laddove si decide della loro vita. Attraverso un percorso non privo di difficoltà, il Movimento Mondiale dei Bambini e Adolescenti Lavoratori è arrivato a rincontrarsi a Milano nel 2002, dando risposta al desiderio di riunirsi per un 2° Incontro Mondiale. Tale evento si è svolto a Berlino nel 2004 ed ha visto la partecipazione di 33 delegati dall'Africa, Asia e America Latina.I lavori sono poi stati continuati a Kundapur nel 2005 dove una ristretta delegazione dei tre continenti ha lavorato per definire l'agenda e le tematiche fondamentali da discutere in quello che sarà il 3° Incontro Mondiale dei Bambini e Adolescenti Lavoratori che avrà luogo a Siena fra pochi giorni”.




Per non concludere

Alejandro Martinez, educatore colombiano, riassume la forza e la speranza del cammino NATs: “Le condizioni di vita dei nostri bambini e bambine continuano a deteriorarsi vertiginosamente, specialmente nel contesto dei processi di internazionalizzazione della nostra economia, processi che non lasciano spazio per altre forme d'economia e di vita.Non si vede un futuro d'occupazione e di realizzazione personale specialmente se continua la situazione generalizzata di crisi economico-occupazionale e di violenza. Nonostante questo, scommettiamo nel generare possibilità di nuove relazioni, non segnate dalla violenza e dal maltrattamento. Inoltre constatiamo che l' inclusione nel processo d'educazione formale e informale in qualche modo può affrontare i processi di distruzione umana e visualizzare possibilità di futuro per questi bambini, bambine e per le loro famiglie.
Educazione, lavoro degno e organizzazione si convertono in una triade che può significare una possibilità di sviluppo umano per questi e altri bambini, bambine e adolescenti. Dalla nostra esperienza di impegno con i NATs osiamo lanciare un lumino di speranza, che scopriamo non nella carenza e nell'impoverimento, ma nel valore, nella forza e nella decisione per affrontare queste situazioni in maniera creativa e creatrice. Da loro, bambini e bambine, apprendiamo che la vita è più forte della morte, che hanno qualcosa da dare a tutti e che loro hanno bisogno del nostro impegno, della nostra parola definitiva, del nostro abbraccio sicuro, perché insieme possiamo vedere luce dove solo si vede il buio”.

Nel telegionarle di RAI 1 di mercoledì 11 ottobre h.13,30 si cita la notizia che il Governo dell'India ha vietato il lavoro minorile domestico sotto i 14 anni (http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/6034335.stm ), provocando la preoccupazione di varie Ong che considerano che molte bambine e adolescenti saranno costrette a vivere in strada attraverso la schiavitù della baby prostituzione.
Anche a Siena i movimenti NATs del Mondo discuteranno di queste tematiche rompendo clichè e stereotipi adultocentrici ed eurocentrici con la certezza che UN'ALTRA INFANZIA E ADOLESCENZA E' POSSIBILE a partire dal protagonismo NATs!





TRABAJO INFANTIL EN LATINOAMERICA

Cristiano Morsolin* y Valeria Ferraris de Peiro*

El nuevo informe global de la Organización Internacional del Trabajo OIT "La eliminación del trabajo infantil: un objetivo a nuestro alcance", dice que se produjo un rápido descenso del trabajo infantil en América Latina y el Caribe en los últimos cuatro años. El número de niños trabajadores en la región ha disminuido en dos terceras partes, y en la actualidad 5 % de los niños entre 5 y 14 años trabajan. Sin embargo, el 9 de mayo del 2005 el diario LA NACION, de Argentina daba otras cifras: “El trabajo infantil creció el 600 por ciento en los últimos siete años en Argentina, donde actualmente hay 1.500.000 menores de quince años que desempeñan alguna tarea para sobrevivir o ayudar a sus familias” (http://www.rel-uita.org/laboral/argentina-trabajo-infantil.htm ).
En 1998 los niños que trabajaban eran 250.000, según una investigación conjunta del Fondo de las Naciones Unidas para la Infancia (UNICEF) y de la Comisión Nacional para la Erradicación del Trabajo Infantil de Argentina publicada este lunes por el diario "La Nación".
El 8 de mayo de 2006, el diario La Prensa Digital, de Mendoza, Argentina, publicó un articulo donde analiza que: “crece el trabajo infantil: Una encuesta oficial proporcionó cifras alarmantes sobre el trabajo de niños y adolescentes en todo el país. El informe, dado a conocer por el Ministerio de Trabajo, Empleo y Seguridad Social, señaló que un siete por ciento de los menores de cinco a doce años y el veinte por ciento de los adolescentes de 14 a 17 años tienen una ocupación” (http://www.laprensa.com.ar/secciones/nota.asp?ed=2052&tp=11&no=66840 ).
Estas contradicciones podrían explicarse si entendemos, que según este “informe global”, en Brasil los índices de ocupación de los niños de cinco a nueve años cayeron en un 61%, de 1992 a 2004, y entre la faja etaria de 10 a 17, a un 36%. Otro país con reducción significativa del trabajo infantil es México. Ya que la mitad de los niños de América Latina vive en México y Brasil, vemos que las cifras finales no son representativas de la realidad “global” de América Latina.

Realidad en Latinoamerica

En países vecinos las cifras insisten en revelar un aumento significativo en el trabajo infantil: Eduardo Araujo, especialista regional sobre trabajo infantil de la OIT señala al presentar el informe en la Coordinadora Nacional de Radio CNR del Perú, que en ese país “no se han implementado medidas concretas para la eliminación de este problema. Tal es así que en el Perú existen dos millones de niños que trabajan, lo cual constituye el 25% de toda la población infantil.”
El 7 de mayo de 2006, Prensa Latina publicaba : “Representantes de la Organización Internacional del Trabajo (OIT) en Perú denunciaron hoy el incremento del trabajo infantil en el país, especialmente en menores de 14 años, que realizan labores domésticas y en la agricultura”. (http://www.prensalatina.com.mx/Article.asp?ID=%7B5C2B5C48-CE3D-4DA5-95DA-BCCC081D60FD%7D&language=ES )
En Chile, El Diario de la Sociedad Civil, el 10 de diciembre de 2004 publica una entrevista con Alejandro Gómez, consultor de UNICEF, en la que éste declara: “Oficialmente, cerca de 140.000 niños trabajan en Chile, sin considerar los que viven en la calle o se dedican al comercio sexual. Si bien se mira con optimismo las medidas tomadas desde las autoridades para hacer efectivos los derechos de los infantes, se reconoce que para reducir el trabajo infantil estos deben ir acompañados de modificaciones estructurales que, hasta ahora, ha sido imposible conseguir”.
(http://www.sociedadcivil.cl/nuevodiario/sitio/informaciones/entrevista.asp?Id=364 ).
El 11 de mayo del 2006, el diario ABC, de Paraguay publica una nota donde subraya que “el Fondo de las Naciones Unidas para la Infancia (Unicef) advierte que el trabajo infantil creció en el Paraguay. Un informe remitido hoy a Abc Digital por funcionarios de este organismo afirma que unos 56.500 niños y niñas se sumaron a la Población Económicamente Activa en los últimos 4 años. La Encuesta Permanente de Hogares de la Dirección General de Estadísticas, Encuestas y Censos (DGEEC) demuestra que se incrementó la cantidad de niños y niñas de entre 5 y 17 años que trabajan en el país.
Entre los años 2000/2001 la población trabajadora de 5 a 17 años del
Paraguay era de 265.411 personas (es decir, aproximadamente 14 de cada 100 niños y niñas comprendidos en esas edades trabajaba). Estos datos corresponden a la Encuesta Integrada de Hogares de 2000/20001 de la DGEEC. Esta cantidad aumentó en el año 2004 a alrededor de 322 mil niños, niñas y adolescentes de 5 a 17 (casi 18 niños/as de cada 100 trabajan hoy día).
Y agrega como causa principal el aumento de la pobreza. ¿Cómo prohibirles a los niños la posibilidad de trabajar, si sabemos que le estamos quitando el acceso derechos básicos, como son la educación, la comida diaria, la vida? Refiriéndose a este informe Global, Eduardo Araujo agrega “uno de los indicadores de la disminución del trabajo infantil en Latinoamérica es el aumento significativo de las tazas de matrícula en la educación primaria, la cual alcanza el 95% en esta parte del mundo.” (http://www.abc.com.py/articulos.php?fec=2006-05-11&pid=251535&sec=3 ).
Este argumento de correlación directa entre trabajo infantil y deserción escolar es falso, no esta abalado por ninguna estadística seria, y debe ser rebatido.
El 12 de junio del año pasado, la OIT divulga cifras sobre el trabajo infantil: Según sus informes, más de 246 millones de niños trabajan en el mundo. Pero sigue aclarando: 100 millones de estos niños no van a la escuela. Con esta aclaración, afirma que 146 millones de niños trabajadores (el 60%) están escolarizados.
Y esta cifra aumenta si se reconoce, como se hizo la semana pasada en el programa “Proyecto País” del canal 24 América, que en Argentina 700 000 niños en edad escolar no van al colegio POR PROBLEMAS ECONÓMICOS.

Una mirada diferente

Esto nos lleva indefectiblemente a echar por tierra el argumento tan manipulado de que el abandono escolar es consecuencia del trabajo infantil, y reorientar la mirada hacia la verdadera causa: la pobreza.
Eso que nadie quiere ver, y a nadie se le ocurre erradicar.
Ante esta realidad creciente de pobreza, para la cual los organismos internacionales y los Estados no ofrecen respuesta, los movimientos sociales de niños trabajadores se presentan como una herramienta válida para la defensa de sus derechos, un espacio desde donde los niños y adolescentes trabajadores construyen su protagonismo, su participación en la sociedad, desde donde hacen oír su voz y demuestran que pueden aportar a la lucha contra la pobreza de sus países.
Frente a la erradicación, que en la práctica ha significado la falta de protección legal de la infancia trabajadora, y por lo tanto, el empeoramiento de sus condiciones de vida, los movimientos de NAT´s defienden su derecho a condiciones dignas de trabajo.
Frente a interpretaciones adultistas de la Convención de los Derechos del Niño, los movimientos de NAT´s exigen que la sociedad los escuche y los tenga en cuenta en la elaboración de leyes y políticas para la infancia. Los NAT´s buscan el respeto de sus derechos, y la comprensión de la sociedad civil (ustedes, nosotros, todos) para mejorar sus condiciones laborales y de vida.
La voz de los NAT´s es un grito por la dignidad, es un llamado a la esperanza, es una afirmación de la vida.

El testimonio de un Nats

"Tienen razón: los niños y adolescentes no deberíamos tener que trabajar. Pero nosotros no podemos esperar a que vengan a darnos lo que necesitamos, porque nos moriríamos de hambre. Si erradicaran el trabajo infantil no tendríamos para comer. Yo trabajo desde los 6 años y el trabajo fue para mí la manera de conseguir dinero para ayudar a mi familia y de lograr que la gente me reconozca por lo que hago. Trabajar me hace bien. Lo que me hace mal es trabajar en malas condiciones, no tener derechos, que me exploten o que me den un plato de comida en lugar de dinero a cambio de mi trabajo”.
Con apenas 17 años y un pasado tan breve como esforzado, Ariel Zapana desgrana argumentos con la abrumadora claridad del sentido común. Jujeño, artesano, es el delegado argentino del Movimiento Latinoamericano de Niños Trabajadores MOLACNATs (http://www.adital.com.br/site/noticia.asp?lang=ES&cod=14077 ), una organización que ya suma miles de chicos de entre 6 y 18 años que, organizados, defienden su derecho a trabajar en condiciones dignas: "Muchos chicos sentimos la obligación de trabajar. Vivimos en barrios pobres, tenemos muchos hermanos y poco para comer. Para nosotros, conseguir trabajo es algo bueno”, insiste Ariel.
El MOLACNATs (http://www.sindicatomercosul.com.br/noticia02.asp?noticia=28392) existe desde 1988, pero algunos de sus integrantes, como su rama peruana, tienen casi 30 años de vida. Agrupa a chicos de entre 6 y 18 años y tiene representantes en nueve países. Desembarcó en Argentina en 2003, de la mano de agrupaciones cordobesas y marplatenses que empezaron a seguir con atención sus pasos en la región. Hoy lo integran más de 200 chicos de Jujuy, Misiones, Buenos Aires,
Córdoba y Capital."Estamos organizando el 4º Encuentro Nacional para octubre, en Jujuy", se entusiasma Ariel. "El objetivo es ampliar el Movimiento y multiplicar espacios donde los chicos puedan reflexionar sobre sus vidas y decidir como sujetos económicos, sociales y políticos", dice Valeria Ferraris, educadora del Movimiento NATs de Argentina que el 29 de april organizò un encuentro Nacional de Niños y Adolescentes Trabajadores con el auspiciado de SAVE THE CHILDREN y el apoyo del Movimiento de educadores CONATAR (www.aprender21.com ):"Estos chicos son luchadores contra las condiciones de pobreza que padecen, pero no es su condición de víctimas la que queremos resaltar: los valoramos desde otra perspectiva, como sujetos que apuestan por su dignidad. Nos asumimos como educadores populares comprometidos con los niños trabajadores, desde una visión diferente del trabajo infantil, y decididos a acompañarlos en el proceso de conformar y consolidar su organización propia.Posicionados claramente desde y para el protagonismo, creyendo en los niños y adolescentes como personas capaces, y desde una profunda revisión y cambio de actitudes adultocéntricas y autoritarias, nos comprometemos a luchar junto a los nat´s (niños y adolescentes trabajadores) por un mundo mejor para nuestra infancia, que es hoy.Tenemos la convicción de que es urgente poner en marcha el Movimiento Nacional de NATs para que cada niño trabajador comprenda que no esta ni solo ni sin voz en su búsqueda. Por el contrario, los nat´s saben que en toda Latinoamérica su apuesta a la esperanza tiene organización y organizaciones que los apoyan, espacios para pronunciarse y opinar sobre un futuro que quieren y pueden construir”.
Ariel talla bellezas coloniales sobre madera y ya tiene varios clientes. "Este año volví a empe zar la secundaria y espero terminarla. Fui comprando herramientas, puse un taller en casa y manejo mejor mis tiempos. Esta vez sí", se esperanza.

Conclusión

La experiencia de los Movimientos NATs enfocada en el protagonismo de actores sociales comprometidos por un cambio a nivel social, económico, político, es reconocida a nivel internacional por Universidades (Bologna, Berlin, Madrid), Iglesias (como por ejemplo la Oficina Internacional Católica de la infancia BICE de Bruselas www.bice.org), ONGs (como por ejemplo ITALIANATs - red italiana de 19 asociaciones y centrales del comercio justo que apoyan la propuesta NATs a nivel mundial - www.italianats.org y también PRONATs en Alemania www.pronats.org). Despues de la experiencia en el Foro Social Mundial Policentrico de Caracas que fue visibilzada tambien por la Coordinadora de Centrales Sindacales del Cono Sur
(http://www.sindicatomercosul.com.br/noticia02.asp?noticia=28872), la central italiana del comercio justo EQUOMERCATO (http://www.equomercato.it/nats.php ) el proximo sabado 20 de mayo presenta en Milan el video sobre este proceso de articolacion de los movimientos NATs en todo el Mundo.
¡Otra infancia es posible desde la perspectiva NATs!


*Cristiano Morsolin, educador y operador de redes internacionales. Fundador del Observatorio Independiente sobre Latinoamerica SELVAS.ORG.

*Valeria Ferraris de Peiro, educadora del Movimiento NATs de Argentina, coordinadora del Movimiento de educadores CONATAR y miembro del Movimiento MOLACNATs.

17.5.2005

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Este articulo fue publicado por los siguentes mass-media:

ARGENPRESS (Argentina)
http://www.argenpress.info/nota.asp?num=030467

Alai (Ecuador)
http://www.alainet.org/active/11504&lang=es

Adital (Brasil)
http://www.adital.com.br/site/noticia.asp?lang=ES&cod=22545



Carta de una ex NAT a los NATs reunidos en Siena

Por Cecilia Ramírez Flores

La vida siempre tiene gratas coincidencias, qué duda cabe de ello.
Esta vez le toca a Siena ser la sede del Encuentro Mundial de NATs, y es justo ahora que se cumplen 30 años desde que se inició la primera experiencia de organización de niños y adolescentes trabajadores, que diera luego vida al MANTHOC.
Hago un poco de memoria y recuerdo los campamentos de Pucusana, histórico balneario al sur de Lima, en que nos reuníamos los primeros NATs organizados para poner en común nuestra visión de la realidad y descubrir que juntos podíamos hacer algo para transformar nuestras vidas y la de nuestra comunidad.
Con el acompañamiento vocacional de nuestros co-laboradores, fuimos definiendo nuestros principios, los cuales han marcado nuestro accionar durante todo este tiempo.
Estas bases hicieron que no sea una casualidad para el MANTHOC la promoción del protagonismo organizado de los NATs, sino más bien una manera de asumir esta práctica como una misión y una tarea.
Así, los delegados de la primera coordinación nacional preparamos el Primer Encuentro Taller de Niños y Adolescentes Trabajadores de América latina y el Caribe realizado en Lima en 1988, con ocasión de los primeros años del MANTHOC. No saben cómo nos embargaba el entusiasmo porque llegue la fecha para encontrarnos, pues no sólo era la alegría de festejar un aniversario más, sino la emoción parecida a la fecundación de un hijo.

Desde muy temprano nuestra intención iba más allá que la de sólo vernos y conocer qué hace cada quien; nuestra búsqueda era poner la primera piedra a través de la cual construir un movimiento nacional, latinoamericano y mundial de NATs.
Ahora estamos muy cerca de que se lleve adelante el Segundo Mundialito de NATs y esto ocurre justo en el marco de los 30 años del MANTHOC. Sin duda no puedo dejar de ver con alegría como ex NAT, cuánto se ha logrado hasta hoy y cómo nuestros sueños se han realizado.
Pese a ello, aún queda mucho camino por recorrer; sin embargo ya no estamos solos; somos muchísimos más, y seguramente otras se irán sumando a ustedes, para continuar esta acción que un día otros empezamos.

Lima, 10.10.2006

Cecilia Ramirez
Colaboradora MANTHOC
Primera delegata Nats y ex Nats



Cristiano Morsolin, educatore e operatore di reti internazionali.
Co-fondatore dell'Osservatorio Indipendente sulla regione Andina SELVAS.
Accompagna i Movimenti NATS in America Latina dal 2001.
E-mail alla redazione: info@selvas.org