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21-03-2006
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Il protagonismo infantile dei Movimenti NATs dell'America Latina: un ponte con l'Italia.
Il 20 marzo arriverà in Italia Angel Gonzalez, accompagnatore del Movimento Latinoamericano dei Bambini e adolescenti lavoratori organizzati nel MOLACNATs per aggiornare il cammino dei NATs dopo il Forum Sociale di Caracas, il percorso in Venezuela con l'appoggio del governo Chavez, l'incontro nazionale in Bolivia, l'udienza del movimento peruviano a Ginevra di fronte al Comitato ONU per i diritti dell'infanzia, e la preparazione del sesto incontro continentale che si realizzerà quest'estate in Colombia.


Il mestiere di crescere
Di Cristiano Morsolin





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NAT's in internet

Secondo congresso mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza a Lima : www.iicongresomundialdeinfancia.org

Istituto di Formazione per educatori di NATs dell'America Latina IFEJANT di Lima: www.ifejants.org

Movimento nazionale NATs dell' Argentina : http://www.aprender21.com

Movimento africano MAEJT www.enda.sn

Concerned for Working Children” CWC - India www.workingchild.org

Polizia reprime marcia NATs a Lima del 20.11.2003 selvas.org
Commento del Relatore Speciale ONU per la promozione del diritto alla libertà di opinione ed espressione http://www.derechos.org

Movimiento Chileno de Niñas, Niños y Adolescentes Trabajadores MOCHINATs http://www.observatorioinfancia.org/
Atti seminario “Il mestiere di crescere, il punto di vista dei bambini su lavoro e infanzia” : www.piemonteimmigrazione.it

Programa de Protección de Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores Pronats” in Venezuela: http://www.inpsasel.gov.ve

Secondo incontro nazionale NATs in Venezuela http://www.inpsasel.gov.ve

Proposta del governo del Venezuela sul lavoro minorile andino: www.inpsasel.gov.ve/

Mobilitazione a Lima alla Comunità Andina, ottobre 2003:
http://www.selvas.org/dossNAT17.html

Audizione del MOLACNATs al Parlamento Latinoamericano di San Paolo nella seduta del 14 ottobre 2004: http://www.adital.com.br/

Risoluzione del Parlamento Italiano sul lavoro NATs: www.francescomartone.it

Articolo sui NATs del coordinamento delle centrali dei sindacati del MERCOSUL: sindicatomercosul.com.br

EQUOMERCATO, centrale d'importanzione prodotti NATs: http://www.equomercato.it

Associazione NATS di Bologna: www.associazionenats.org

Rete ItaliaNats: www.italianats.org

Movimento Laici per l'America Latina MLAL di Verona

Rete tedesca PRONATs:www.pronats.de

12 marzo 2006

In quest'ultimo periodo in America Latina come in Italia si concentrano iniziative, assemblee e pubblicazioni per dare voce e visibilità alle proposte dei Movimenti NATs (Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores nell'acronimo spagnolo) a partire dal protagonismo degli stessi bambini e adolescenti lavoratori organizzati.
Giovedì 2 marzo a Padova è stato presentato il nuovo libro di Monica Ruffato "Il lavoro dei bambini. Storie di vita e movimenti oltre il lavoro minorile". Durante il mese di febbraio l'Associazione NATs di Bologna ha organizzato vari incontri nelle scuole dell'Emilia Romagna insieme a Josep Zerpa, 15 anni, venditore di verdura al mercato e Josè Antonio Navas, educatore del movimento venezuelano CORENATs.
A fine febbraio le ong spagnole “Save the Children” e “Proyecto Solidario” hanno presentato a Madrid, Sevilla e Toledo il nuovo libro “Lavoro minorile, diversità e consenso” che sintetizza il percorso sulle tematiche dei NATs svolto anche nel paese iberico, invitando Hipolito Gonzalez, carrettillero della stazione di Sucre (Bolivia), già membro della “Unión de niños, niñas y adolescentes trabajadores de Bolivia (UNATSBO)” e oggi studente universitario che ha dichiarato: “dobbiamo lavorare per migliorare le condizioni di vita dell'infanzia e dell'adolescenza di oggi e di quella di domani. La precaria situazione che vivono molti bambini nelle zone rurali ci obbliga ad emigrare nelle città per scappare dal maltrattamento, per poter studiare o ricercare nuove esperienze. Però anche nelle città si soffre lo sfruttamento. Abbiamo bisogno dell'appoggio per far crescere i nostri sogni, per avere una buona educazione, per vivere meglio, senza erradicare il lavoro minorile”.
Il 20 marzo arriverà in Italia Angel Gonzalez, accompagnatore del Movimento Latinoamericano dei Bambini e adolescenti lavoratori organizzati nel MOLACNATs per aggiornare il cammino dei NATs dopo il Forum Sociale di Caracas, il percorso in Venezuela con l'appoggio del governo Chavez (attraverso l' “Instituto Nacional Prevencion Salud y Seguridad Laborales IPSASEL”), l'incontro nazionale in Bolivia, l'udienza del movimento peruviano a Ginevra di fronte al Comitato ONU per i diritti dell'infanzia, e la preparazione del sesto incontro continentale che si realizzerà quest'estate in Colombia.

FORUM SOCIALE MONDIALE DI CARACAS

Il Forum Sociale Mondiale di Caracas ha rappresentato uno spazio di crescita e di visibilità per i movimenti NATs come testimonia Angel Gonzalez, accompagnatore del Movimento Latinoamericano MOLACNATs, “possiamo affermare che la presenza degli adolescenti lavoratori nel Foro Sociale di Caracas è stato un successo importante. Infatti nelle esperienze anteriori dei forum sociali di Porto Alegre, la presenza dei sindacati e delle organizzazioni abolizioniste dominavano la scena attraverso metodi poco democratici di partecipazione, che volevano ripetere anche questa volta a Caracas, ma senza risultato. Possiamo dire che questo bilancio positivo si deve al fatto che il Foro Sociale Mondiale si sia realizzato in un paese dove, in materia di infanzia lavoratrice, le esperienze istituzionalizzate del abolizionismo del lavoro minorile come il programma IPEC dell'OIL sono state “sradicate”; in un paese dove l'esperienza di CORENATs ha raggiunto un riconoscimento importante e comincia, poco a poco, a rappresentare un riferimento in materia di elaborazione di politiche per l'infanzia. Allo stesso tempo è importante riconoscere e sottolineare l'importante presenza di delegati ed educatori provenienti dai movimenti NATs del Paraguay, Perù e Colombia che hanno dato voce alle loro proposte con interventi e interviste sui mass-media locali e internazionali dimostrando quella partecipazione da protagonisti che realizzano ogni giorno, nella vita quotidiana”.

Simone Piazza, maestro dell'Associazione Nats di Treviso commenta che “all'interno del VI Forum Sociale Mondiale Policentrico (il II Latinoamericano) svoltosi a Caracas dal 24 al 29 gennaio 2006, si è tenuto il Forum Sociale Mondiale dell'Infanzia; quasi un centinaio di organizzazioni venezuelane e una cinquantina internazionali di Colombia, Uruguay, Brasile, Ecuador, Argentina, si sono iscritte per partecipare alle attività e ai dibattiti. Ho potuto cogliere che negli anni passati non sono state poche le discussioni svoltesi tra gli organizzatori del FSM e varie organizzazioni di bambini bambine e adolescenti, rispetto al punto se la partecipazione dei bambini e adolescenti al FSM fosse da considerarsi come spazio tematico a sé (un po' come è stato con la istituzione del FSM dell'infanzia), o come presenza trasversale, nel senso di comprendere la partecipazione di delegati delle varie organizzazioni di bambini e adolescenti alle differenti tavole di discussione. Quest'ultima, e con forza, è la posizione sostenuta da tempo dal MOLACNATS, come afferma Aladino, delegato peruviano del MNNATSOP: “Nel FSM di Porto Alegre 2003, seppure c'erano bambini che rappresentavano alcune organizzazioni tra cui il MOLACNATS e il Movimento nazionale dei bambini di strada MNMMR del Brasile, la loro presenza non era stata formalmente presa in considerazione né nei grandi comizi magistrali, né nel riconoscimento attribuito negli atti pubblici e nelle marcie alle altre organizzazioni popolari: giungemmo alla conclusione che i bambini, le bambine e gli adolescenti ancora non fanno parte espressa dell'immaginario e del sentire comune di accademici, lottatori sociali, supposti rivoluzionari e degli organismi e istituzioni internazionali che lottano per un altro mondo possibile”.
Secondo la mia esperienza diretta, e l'opinione di molti dei presenti con cui mi sono confrontato, la realizzazione di questo FSM dell'Infanzia (secondo il volere degli organizzatori, “uno luogo in cui bambini bambine e adolescenti possano realizzare un intercambio di esperienze”) è stata comunque una tappa importante in questo cammino di riconoscimento pieno del diritto di partecipazione dell'infanzia: tanto come concreto spazio in cui si sono potuti riunire, in forma organizzata, sistematica e continuata, adulti, giovani adolescenti e bambini assieme, per confrontarsi sulla situazione attuale dell'infanzia nel mondo, nello specifico latinoamericano, che come occasione in cui si è discusso in alcune assemblee proposte per come continuare, nei prossimi eventi mondiali, in questo cammino per il riconoscimento pieno alla partecipazione attiva e per la presa in considerazione delle posizioni e proposte degli stessi bambini e adolescenti.
Alcune delle organizzazioni che hanno dato vita al Forum mi sono parse ancora centrate su posizioni e attività principalmente di assistenza e protezione dell'infanzia “violata” in molti dei paesi latinoamericani e del mondo, altre invece costituite da bambini e adolescenti da decenni promuovono la propria partecipazione e protagonismo, come la Joventud Obrera Catolica e il MOLACNATS appunto.



I momenti a cui ho assistito e che sono secondo me risultati più significativi per visibilizzare e attuare questa partecipazione protagonica di bambini e adolescenti sono stati il seminario organizzato il giorno 27 gennaio dal MOLACNATS su “L'esperienza dei bambini bambine e adolescenti lavoratori organizzati e la loro lotta contro l'esclusione sociale, economica e politica”, a cui hanno partecipato il MNNATSOP del Perù, il MOCHINATS del Cile, l'ONATS del Paraguay, la CORENATS e il MOANI per il Venezuela; e il Congresso Continentale dei Bambini Bambine Adolescenti e Giovani lavoratori promosso dalla Juventud Obrera Cristiana JOC venezuelana che si è svolto in più giornate.
Al seminario hanno partecipato una cinquantina di persone, molte in rappresentanza di varie organizzazioni internazionali interessate alla tematica dell'infanzia lavoratrice pur con posizioni differenti, ed è stata un'occasione molto importante per alcuni delegati del MOLACNATS (Jassi del MNNATSOP e Francisco del ONATS-Paraguay) per presentare le loro posizioni ed esperienze rispetto all'infanzia e al lavoro. Inoltre, sono stati molto chiari nel ribadire la contrarietà del Movimento che rappresentano rispetto alle definizioni assunte all'interno della OIL in quanto alle “peggiori forme di lavoro minorile” in cui vengono comprese come attività lavorative la prostituzione, il traffico di droga, il lavoro in miniera e altre terribili situazioni che loro molto chiaramente vogliono siano chiamate crimini contro l'umanità, e non lavoro. Il lavoro è altro. Nell'ultima parte del seminario si è acceso un interessante dibattito a cui hanno preso parte la maggior parte dei presenti, principalmente sulla non sempre non chiara distinzione tra lavoro e sfruttamento infantile, permettendo di sollevare più questioni (per esempio l'impiego del lavoro dei bambini all'interno dell'economia neoliberale: sostegno al sistema o appoggio a migliori condizioni di vita per i minori?) che giungere a conclusioni condivise.
Altro momento molto significativo è stato il Primo Congresso Continentale. Qui è stata molto alta la partecipazione di bambini, bambine e adolescenti e giovani lavoratori, per lo più aderenti alla JOC, a cui hanno partecipato attivamente sia i rappresentanti del MOANI, della CORENATS, del CAF, che i delegati presenti a Caracas del MOLACNATS. Molto allegro, vitale il clima, tra slogan e canti gridati a gran voce per farla sentire tutta, la propria energia e la propria voglia di contribuire ai lavori del FSM: “costruire il potere popolare con la nostra lotta!”. Pochi gli adulti presenti, per lo più accompagnatori dei ragazzi.
Jassi, adolescente della regione amazzonica del Perù e delegata del MNNATSOP, nel discorso di apertura, ha ricordato che “noi bambini di fronte alle scelte e a come i governi dei nostri Paesi stanno intervenendo, vogliamo esprimere la nostra posizione! Invece di eliminare il nostro lavoro, perché tutti assieme non lottiamo per migliorare davvero la situazione della nostra società?!?”.

Un primo punto affrontato, è stata una recente indagine sulla realtà dell'infanzia e gioventù lavoratrice in america latina, presentata da parte di un giovane brasiliano della JOC, Arlindo.
Poi, si è discusso su come articolare i propri sforzi a livello continentale per resistere e progredire nella lotta contro lo sfruttamento e per la difesa dei propri diritti nel mondo globalizzato.
Più partecipanti delle diverse organizzazioni presenti hanno ribadito in questo spazio l'importanza della partecipazione dei bambini bambine adolescenti e giovani dentro gli spazi del FSM, coscienti di quanto possano contribuire per la costruzione di un mondo più giusto per tutti.
In due laboratori ci si è confrontati sulle rispettive esperienze dentro le proprie organizzazioni (punti di debolezza e di forza, risultati raggiunti, sogni e traguardi per il futuro), e sulle modalità per dar corpo al di là di questo evento ad una rete mondiale che continui nella lotta di costruzione di spazi di partecipazione e protagonismo per i bambini adolescenti lavoratori e non di tutto il mondo.
Un terzo gruppo di lavoro si è occupato di stendere un documento finale da far sottoscrivere e da proporre assieme a tutte le proposte uscenti dalle varie tavole tematiche del FSM perché ne siano prese in considerazione le richieste e proposte. Ci sono stati momenti anche accesi di dibattito tra gli adulti delle entità organizzatrici dell'evento (tra i primi la Fondazione Caracas) e i delegati del MOLACNATs e del MOANI presenti, dato che è stata presentata inizialmente una bozza di documento finale stesa da parte degli organizzatori stessi allo scopo di velocizzare i tempi di lavoro, e proposta alla discussione del gruppo, fatto al quale i delegati presenti si sono opposti in quanto ciò non corrispondeva a quel processo di costruzione collettiva e democratica che loro sempre difendono.
Chiarite le proprie posizioni, e trovato un accordo sul come procedere, la questione chiave che si è posta al centro della discussione è stata: “ora che abbiamo conquistato uno spazio dentro il forum sociale mondiale, che significato gli vogliamo dare, cosa ne vogliamo fare?” (Nohora, educatrice colombiana).
Dopo alcune ore di lavoro si è pervenuti ad un documento rielaborato e condiviso ora da sottoporre alla validazione più ampia possibile: si è convenuto che “il forum sociale dell'infanzia è uno spazio permanente di dibattito di idee per la formulazione di una rete di organizzazioni e di relazioni sociali tra cittadini e cittadine, con lo scopo di educare alla costruzione di una cittadinanza piena per i bambini le bambine gli adolescenti e i giovani.Il forum sociale dell'infanzia promuoverà spazi per organizzare laboratori, seminari, conferenze, incontri, tra gli altri eventi, che contribuiscano ad una cittadinanza solidale rispetto ai diritti umani, dando la preferenza a spazi di partecipazione protagonica degli stessi bambini bambine e adolescenti.”
Insomma, per dirla con le loro parole, “Senza la nostra partecipazione, un altro mondo non è possibile!”

UDIENZA DEL MOVIMENTO PERUVIANO NELLA COMMISSIONE ONU DI GINEVRA

L' 11 gennaio una delegazione del Movimento nazionale di bambini e adolescenti lavoratori organizzati del Perù MNNATSOP ha partecipato alla sessione speciale del Comitato ONU per i diritti dell'infanzia CRC a Ginevra che doveva valutare il rapporto del governo peruviano in merito all'applicazione della Convenzione dei diritti del bambino nel paese Andino. Uno dei partecipanti, Aladino Valdiviezo Alegría (di Ucayali) commenta che “fin dall'anno scorso ci siamo preoccupati di preparare un rapporto alternativo (appoggiato da varie Ong tra cui l'italiana ASPEm - VEDI ALLEGATO) perché in Perù il rapporto della società civile nei confronti del lavoro svolto dal governo in materia di diritti dell'infanzia viene realizzato dal “Grupo de iniziativa nacional GIN” che non valorizza il lavoro dei Nats ma esprimono un rifiuto totale. Come MNNATSOP ci siamo resi conto che il rapporto GIN non includeva gran parte dei settori dove si commettono abusi nei confronti dei bambini, non si includeva la lotta dell'attuale governo Toledo di sradicare il lavoro minorile e nemmeno la situazione indigena amazzonica né quella dei bambini di strada. Per questi motivi abbiamo elaborato un nostro rapporto per dare visibilità a coloro che non erano menzionati e siamo riusciti a presentarlo ufficialmente a ottobre 2005 grazie all'appoggio di alcuni membri del Comitato ONU per i diritti dell'infanzia CRC, in particolare Rosa Maria Ortiz (che ha conosciuto direttamente la nostra organizzazione a Lima) e Nolberto Liwski. E' stato un gran passo che ci ha permesso di sollecitare uno spazio nella sessione di gennaio perché abbiamo domandato di venire ascoltati come bambini e adolescenti visto che si tratta di un comitato per l'infanzia e adolescenza, per questo vogliamo esporre le nostre proposte maturate come movimento in una storica traettoria di ben 30 anni. Così l'11 gennaio abbiamo partecipato ad una sessione privata a Ginevra prima di quella ufficiale del 12 gennaio. Abbiamo scelto una strategia vincente di preparare un rapporto con domande specifiche, legate a problemi concreti che viviamo in Perù (vedi allegato) che ha dato un buon risultato”.

Questo importante lavoro di lobbyng politica è continuato durante la XXII assemblea nazionale del Movimento di bambini e adolescenti lavoratori figli di operai cristiani MANTHOC che dal 24 al 30 gennaio si è riunito a Lima, nel distretto di Villa El Salvador (storicamente famoso come esperienza di bilancio partecipativo) per analizzare, riflettere e rafforzare i vari gruppi di base sparsi a livello nazionale.
Jessica Acanto, quattordicenne lavoratrice del Manthoc di Cajamarca (che sta sviluppando un progetto di turismo responsabile) sottolinea che “durante la nostra assemblea abbiamo ricevuto la candidata al Parlamento per il Partito Socialista Josefina Huaman; le abbiamo chiesto di tenere in considerazione le nostre proposte, e in particolare di garantire spazi di partecipazione e decisione dei NATs negli aspetti che competono all'infanzia e adolescenza in generale e che la proposta curriculare delle scuole NATs del Manthoc siano prese in considerazione e applicate anche in altri centri educativi”.

INCONTRO NAZIONALE IN BOLIVIA

Il 2005 si è concluso con la storica elezione di Evo Morales in Bolivia, sindacalista aymara e cocalero, simbolo rivoluzionario di un socialismo comunitario dal volto Andino, che è stato appoggiato anche dal Movimento dei bambini e adolescenti lavoratori NATs.
Pedro Mamani (coordinatore degli educatori boliviani dei Movimenti NATs) ha dichiarato la sua felicità perché” il popolo boliviano appoggia Evo e il Movimiento Al Socialismo ( MAS) ed è importante tenere in considerazione le radici di Evo, che è aymara e contadino dell'Altopiano Boliviano e che crede nel cambiamento a partire dai Movimenti sociali che lottano per una vita più dignitosa”.

Gli stessi NATs e i gruppi giovanili TINKU in questi anni si sono mobilitati per non svendere gas e idrocarburi alle multinazionali e soprattutto per cercare alternative al sistema neoliberista che proprio nelle altitudini boliviane fa pagare le sue perverse conseguenze e costi umani in termini di miseria, discriminazione e impoverimento del paese più povero del continente latinoamericano.
Questa ricerca di un'alternativa praticabile che rompe il giogo della dell'oppressione (a partire dai 500 anni dalla Conquista delle Americhe) ha costruito un'alleanza anche tra i movimenti sociali e i Movimenti NATs.
La peculiarità e la valenza non solo pedagogica dei Movimenti NATs come spazio di autogestione, organizzazione e protagonismo, trae le sue radici culturali e storiche dalla cosmovisione indigena e in particolare andina (dell'universo quechua e aymara che caratterizza soprattutto Perù, Ecuador, Colombia, Bolivia ma anche mapuche per il Cile e guaranì per il Paraguay ) e rompe visceralmente i clique e gli stereotipi eurocentrici.
Pare sia proprio un riconoscimento ai NATs il fatto che nel programma di governo del Movimiento Al Socialismo MAS sia appositamente citata la necessità di un “Plan Nacional de Educación para Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores (NATs). Ofertas educativas pertinentes a la realidad, necesidades e intereses de los NATs; así como a su contexto”- Piano Nazionale di educazione per bambini, bambine e adolescenti lavoratori NATs con offerte educative pertinenti alla realtà, alle necessità e agli interessi dei NATs, come del loro contesto.

In uno studio curato da “Terre des Hommes” - Germania sul legame tra lavoro minorile e culture indigene si sottolinea che “pretendere di dire che i bambini delle culture ancestrali lavorano perchè sono poveri, significa ignorare il patrimonio di queste culture millenarie; i bambini lavorano perche' in primo luogo sono considerati persone e per questo di tratta di un diritto come qualsiasi altro membro della comunità. Pretendere di sradicare il lavoro dei bambini delle zone rurali come lo programmano molti organismi internazionali, significa attentare contro le culture originarie, significa attaccare il cuore stesso delle culture ancestrali, la relazione sacra con la Terra, con la Pachamama e significa anche non comprendere il ruolo di creatrice di biodiversità che milioni di bambini hanno nel pianeta”.
Dal 16 al 21 gennaio 2006 si è svolto a Sucre il terzo incontro nazionale dell' Unión de Niñas, Niños y Adolescentes Trabajadores de Bolivia (UNASTBO) dal titolo “Per l'unione del nostro Paese forgiando un futuro dignitoso” con la partecipazione di settanta delegati provenienti da Potosí, La Paz, Oruro, Santa Cruz, Cochabamba, Tarija e Chuquisaca.
Gladis Sarmiento, sedicenne membro del comitato direttivo di UNASTBO, sottolinea l'importanza “di aver condiviso le varie esperienze dei gruppi NATs a livello nazionale per elaborare le nostre proposte da presentare all'Assamblea Costituente e per rafforzare la nostra autonomia rispetto alle imposizioni degli adulti”.

Luisa Lavagnoli ha preparato la sua tesi di laurea sul protagonismo infantile accompagnando i NATs di Potosi, attraverso l'appoggio del Movimento Laici per l'America Latina MLAL di Verona, che si occupa di NATs fin dagli anni '80: “nel censimento del 2001 i NATs costituiscono il 13% della popolazione attiva, anche se le statistiche ufficiali non includono il “trabajo familiar”, attività non considerata come lavoro, senza guadagno, tuttavia importante per l'economia familiare. I NATs in Bolivia sono occupati in qualsiasi settore lavorativo, dal primario al terziario, ma sono sopratutto inseriti nell'economia informale come lustrascarpe, oratori nel cimitero, pulisci lapidi, facchini, venditori, strilloni, ecc. Sono lavori che obbligano i giovani a vivere in strada a contatto con molti pericoli, come quello della droga e dell'alcool, piaga molto diffusa nel Paese. In Bolivia il movimento dei NATs comincia a diffondersi a partire dal 1990, ma solo nel 2000 con il primo incontro nazionale a Sucre si incomincerà a lavorare per creare un movimento a livello nazionale. La UNATSBO. I Nats hanno deciso di concentrarsi su 5 temi centrali: la salute (per aver accesso alle cure mediche), l'identità (scoprendo e riconoscendosi come lavoratori e riflettendo sulla loro condizione sociale), l'educazione (esigendo un'educazione gratuita di qualità, anche attraverso la riforma scolastica), il lavoro (con la richiesta di una formazione professionale al lavoro in condizioni dignitose e non di sfruttamento) e infine la valorizzazione critica del lavoro minorile. Malgrado la creazione di UNATSBO e MAS (Movimento andino del sur boliviano) l'impressione che ho ricavato, non solo studiando la storia del movimento in Bolivia, ma sopratutto osservando dal vivo la realtà, è quella di un movimento composto da tante piccole realtà, dove si lotta per la conquista di nuovi spazi e perciò vi è ancora molto da fare per un miglior coordinamento nazionale”.



LIBRI sui NATs e percorsi nelle scuole

Giovedì 2 marzo a Padova è stato presentato il nuovo libro di Monica Ruffato, "Il lavoro dei bambini. Storie di vita e movimenti oltre il lavoro minorile" appena uscito per i tipi di Nuovadimensione (0421/74475) e che porta le testimonianze dirette dei bambini e adolescenti lavoratori. L'autrice (lavora all'Università di Padova e collabora con l'Associazione Nats di Treviso) sottolinea che si tratta di un libro che “entra nella controversa questione del lavoro minorile a partire da racconti ed esperienze di coloro che lo vivono sulla propria pelle, ma anche di coloro che non tendono a scandalizzarsi di fronte al fenomeno e che si interrogano piuttosto sui significati che attribuiscono al lavoro, sull'apporto della propria esperienza nella società nella quale vivono, sul ruolo sociale che giocano. Le testimonianze dei bambini-lavoratori raccolte in questo libro consentono di tracciare una panoramica delle infinite facce del lavoro minorile, che vanno dallo sfruttamento all'impegno e alla lotta per un lavoro degno per tutti, ognuna attraversata dalla speranza di un miglioramento delle proprie condizioni di vita, non soltanto dal punto di vista economico, ma nei vari aspetti di costruzione identitaria individuale e collettiva di ogni essere umano”.
Nel novembre 2005 è stato pubblicato il libro “Percorsi formativi, un'altra prospettiva sul lavoro minorile” realizzato dall'Associazione NATs di Bologna in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Bologna VOLABO. La curatrice Gianna Giovagnoli (che ha svolto la sua tesi universitaria nella scuola NATs del Manthoc a Lima ed è tra le massime esperte di NATs in Italia insieme a Rita Bertozzi, Teresa Tagliaventi, Benedetta Rossini) spiega che questo libro “raccoglie l'esperienza dei laboratori didattici sul lavoro minorile condotti dall'Associazione NATs di Bologna in alcune scuole emiliano-romagnole tra il 2001 e il 2005. L'associazione NATs di Bologna sostiene le attività e le proposte delle dei Movimenti NATs nel mondo e si occupa di diffonderne la conoscenza in Italia con attività di informazione, divulgazione, formazione, pubblicazioni, occasioni di incontro e cooperazione. Ci auguriamo che questo libro possa costituire uno strumento utile e di facile utilizzo per insegnanti ed educatori interessati a far conoscere una visione del lavoro minorile e dell'infanzia non stereotipate, ad aprire una finestra su una realtà concreta di organizzazione e partecipazione di bambini e adolescenti, che stimola ed interroga i nostri contesti educativi”.
La cooperativa EQUOMERCATO (centrale di importazione del commercio equo di Cantù, tel.031.734158) in collaborazione con la rete ITALIANATs ha lanciato la pubblicazione intitolata “Cosa farò da piccolo - Lavoro minorile e diritti dei bambini, dallo sfruttamento al commercio equo” - Ed.Altreconomie, in occasione del 16° anniversario della Convenzione dei Diritti dell'infanzia il 20 novembre 2005: un importante momento di riflessione che accompagna la vendita dei prodotti elaborati dai NATs del Mondo, organizzati in micro-cooperative autogestite da bambini e adolescenti che realizzano un lavoro in condizioni dignitose.
Questa pubblicazione viene utilizzata anche in alcuni percorsi di educazione alla mondialità nelle scuole di Roma da parte dell'Onlus Solidarietà con l'America Latina SAL che sta appoggiando il progetto “Changuitos” di Santiago del Estero (Argentina) rivolto alla formazione di un gruppo di ragazzi di strada che realizzano il giornalino “Changuitos” e lo vendono, sulla scia dell'esperienza maturata con “la Luciernaga di Cordoba fin dagli anni '90; un'esperienza di riscatto e di relazione con la società per migliorare le loro condizioni di vita.
Sono molto attive nelle scuole anche l'Associazione NATs di Bologna e l'Associazione NATs di Treviso che promuove anche esperienze di turismo responsabile in Perù e Colombia attraverso la collaborazione con l'Agenzia “Viaggi e Miraggi” di Treviso.

CONCLUDENDO

Concludendo, va ricordato il lavoro di lobbing politica nell'arco di questa legislatura che sta concludendosi anche come monito per il nuovo governo che verrà. Negli atti della Commissione parlamentare per l'infanzia si evidenzia che “nella seduta del 17 ottobre 2002, nell'ambito dell'ufficio di Presidenza, ha svolto un'audizione informale di ITALIANATs con l'intervento di Tania E. Pariona che ha sottolineato la necessità di svolgere un'opera di sensibilizzazione sul tema del lavoro minorile, liberandola però dallo stereotipo di identificare questo con lo sfruttamento dei minori. In talune realtà del Sud del mondo, infatti, il lavoro dei minori è una scelta responsabile e necessitata. Essa è supportata da reti di auto-organizzazione, che consentono di conciliare i tempi del lavoro con le esigenze dei bambini e con le esigenze scolastiche”.

Il 30 gennaio 2003 la Camera dei Deputati ha votato quasi all'unanimità (ben 340 adesioni di entrambe gli schieramenti) la risoluzione firmata da Maria Burani Procaccini (Forza Italia) e da vari componenti della Commissione Bicamerale per l'infanzia, tra cui Marida Bolognesi (DS), in materia di "tutela del lavoro minorile": la risoluzione n. 6 -00048 impegna il Governo italiano ad "adottare iniziative efficaci per contribuire all'adozione, nei Paesi dove il problema è maggiormente presente, di misure che elimino le peggiori forme di lavoro minorile e tutelino eventuali forme di lavoro che permettano ai minori di avere un'istruzione scolastica e uno spazio per le libere attività creative". In particolare l'attenzione si rivolge espressamente ai Movimenti Nats impegnando il governo ad "avviare contatti con le Organizzazioni di bambini e adolescenti lavoratori presenti in molti Paesi del mondo, per prendere in considerazione le loro esperienze e sostenerne progetti ed iniziative".
Un momento importante di confronto fu l'Incontro Mondiale dei Nats a Berlino nel maggio 2004 dove parteciparono anche Marida Bolognesi e Maria Burani Procaccini. Tante aspettative sono però rimaste deluse ma nella prospettiva di un rilancio della cooperazione internazionale sarebbe utile mettere in pratica quanto detto da Luana Zanella (Verdi) nella sua mozione di “dedicare risorse della cooperazione internazionale a progetti ed iniziative, a livello internazionale, che garantiscano condizioni di vita adeguate alle bambine, ai bambini e agli adolescenti lavoratori e recepiscano quanto espresso e richiesto dai loro movimenti”.




Cristiano Morsolin, educatore e operatore di reti internazionali.
Co-fondatore dell'Osservatorio Indipendente sulla regione Andina SELVAS.
Accompagna i Movimenti NATS in America Latina dal 2001.
E-mail: morsolin2002@yahoo.it