SI al lavoro dignitoso NO allo sfruttamento
Le manifestazioni dei Movimenti NATs
di adolescenti lavoratori in America Latina
in occasione del 1 maggio
8 maggio 2003, a cura di Cristiano Morsolin

Il primo maggio i Movimenti NATs (Niños y adolescentes trabajadores nell'acronimo spagnolo) di tutta l'America Latina hanno fatto sentire la loro voce per le strade di Lima (Perù), Asuncion (Paraguay), Santiago (Cile), Sucre (Bolivia), San Salvador (El Salvador).
In occasione della giornata internazionale dei lavoratori sono scesi in piazza anche i minori lavoratori organizzati che lottano contro lo sfruttamento e come attori sociali partecipano all'economia familiare per combattere la povertà e l'esclusione
Ad Asuncion (Paraguay), la segreteria continentale del Movimento Latinoamericano e del Caribe dei bambini e adolescenti lavoratori MOLACNATs ha diffuso un comunicato-stampa in cui si sottolinea che "la giornata del lavoratore è un giorno per riflettere sulla storia che hanno scritto e continuano a scrivere milioni di uomini e donne, bambini e bambine e adolescenti in tutti gli angoli del pianeta.
Questa storia contiene scetticismo e morte ma anche speranza, amore e fede per una vita più giusta e umana. Attualmente ci stiamo confrontando con un modello di NON VITA, con un volto di profonda disperazione, dove il profitto è il principale obiettivo che si antepone a tutti i diritti ad una vita dignitosa degli esseri umani che abitano questo pianeta.
Noi bambini, bambine e adolescenti lavoratori del Movimento Latinoamericano e del Caribe MOLACNATs esprimiamo ai nostri compagni/e lavoratori che la nostra lotta è un simbolo di dignità che, malgrado molte istituzioni e persone che non ci conoscono dicono che si deve abolire il nostro lavoro, noi dimostriamo che non è vero e che IL LAVORO E' UN DIRITTO UMANO, e che solo attraverso il lavoro possiamo costruire una vita "dignitosa", una vita che ci permetta di essere parte delle soluzioni dei problemi che hanno le nostre famiglie e i nostri popoli. Se vogliamo uscire dalla povertà, se aspiriamo al benessere per tutti, il lavoro è l'unica via per raggiungere questi obiettivi. Altrimenti come raggiunsero un livello di vita migliore i paesi considerati del primo mondo
Non fu attraverso il lavoro di tutti, incluso bambini e bambine? Quindi perché non ci permettono di fare lo stesso?
Crediamo che il lavoro sia il motore che sviluppa la società, però il lavoro a cui aspiriamo è quello svolto in condizioni dignitose e per questo ci organizziamo e incitiamo i nostri compagni/e NATs affinchè si organizzino per costruire un mondo migliore, cioè un mondo dove tutti possiamo esercitare un protagonismo responsabile collettivo che ci permetta di vivere con speranza, affetto, fede e amore.
Dalla nostra esperienza di oltre 25 anni, crediamo che abbiamo diritto a condividere e contribuire a costruire una nuova relazione tra tutti gli esseri umani, perché crediamo e siamo sicuri di essere parte indissolubile della società nazionale e internazionale, perché lottiamo per l'uguaglianza, la solidarietà, la comprensione, il rispetto e la valorizzazione della vita di tutti".

A Lima il Movimento nazionale dei bambini e adolescenti lavoratori organizzati del Perù MNNATSOP ha diffuso una dichiarazione in cui si sottolinea che "come movimento che esprime la storica lotta di 27 anni per la dignità dei NATs della campagna e della strada, in ambiente domestico e in strada, lottiamo per i nostri diritti e quelli di tutta l'infanzia affinchè non siano solo riconosciuti ma anche realmente messi in pratica. Rappresentiamo 12.000 bambini e adolescenti lavoratori organizzati a livello nazionale e attraverso lo sviluppo della nostra identità, della nostra condizione di cittadini, abbiamo presentato delle proposte per la modifica del Codice dell'infanzia per l'esercizio dei diritti di tutta l'infanzia".
Lisandro Cáceres Guevara, 13 anni, rappresentante del MNNATSOP per l'area metropolitana della capitale aggiunge: "A partire dalla nostra esperienza sappiamo quanto si soffre nelle condizioni in cui molti NATs devono lavorare. Per questo quando reclamiamo il riconoscimento della nostra condizione di NATs, il valore del lavoro dignitoso per la nostra vita e per poter sopravvivere, non siamo ingenui né ciechi di fronte allo sfruttamento, al maltrattamento e all'abuso. Contro tutto ciò lottiamo e soprattutto contro le cause che provocano questa disumana situazione".
Nella città di San Salvador (El Salvador) i bambini adolescenti dei mercati: Central, San Jacinto, Soyapango, San Miguelito, centro histórico de San Salvador ( 5° y 7° Av.) y de los Centros Escolar: Caserío la Granja en Nejapa, Republica de Paraguay, Republica de Costa Rica, Joaquín y Walter Thilo Deininger, si sono concentrati nel centro storico della capitale del piccolo paese centroamericano.
Hanno diffuso un messaggio in cui sottolineano che: "come bambini/e e adolescenti lavoratori siamo persone con diritti e responsabilità, che appoggiamo le nostre famiglie e contribuiamo con il nostro lavoro quotidiano all'economia famigliare e al Paese e chiediamo che si compiano i nostri diritti, tra i quali consideriamo i più importanti:
A) il diritto ad una educazione gratuita, visto che paghiamo l'immatricolazione e a volte non possiamo comperare il materiale scolastico e l'uniforme.
B) Il diritto alla sanità gratuita, visto che quando facciamo visite mediche non ci sono le medicine di cui abbiamo bisogno, dobbiamo dare una quota e il denaro non è sufficiente per pagare le medicine e la quota.
C) Il diritto alla ricreazione e al gioco, che sono importanti per lo sviluppo di tutti i bambini, bambine; questo diritto diventa sempre più difficile da esercitare visto che non abbiamo gli spazi adeguati per giocare vicino ai mercati, nelle nostre scuole, nelle comunità dove viviamo.
Non vogliamo dire che gli altri diritti non siano importanti però pensiamo che sia il minimo di cui abbiamo bisogno per andare avanti ed essere buoni cittadini.
Por un trabajo digno y el respeto a nuestros derechos .

UNA DATA IMPORTANTE
La giornata del 1 maggio riveste un significato particolarmente importante nel legame che unisce la mia vita ai NATs.
Un anno fa ero a Lima a manifestare con 800 (ottocento!) bambini/e adolescenti lavoratori per le strade del centro di Lima; ricordo che dal palco fu lanciato un applauso generale nei miei confronti che ancora mi fa venire i brividi a ricordarlo
Quel 1 maggio 2002 siamo riusciti a organizzare delle marce analoghe a livello latinoamericano con protagonisti i NATs di Santiago (Cile), di Bogotà (Colombia), di Sucre (Bolivia), di Asuncion (Paraguay) e Mendoza (Argentina), grazie al coordinamento dell'IFEJANT - Istituto di Formazione per Educatori popolari di giovani, bambini e adolescenti lavoratori dell'America Latina, presso cui ho lavorato a fianco di Alejandro Cussianovich (tra i massimi esperti a livello mondiale di politiche per l'infanzia, docente all'Università S. Marcos di Lima, co-fondatore dei Movimenti NATs) nel tessere la rete latinoamericana degli educatori popolari che lavorano con NATs (www.ifejant.org ).
Quel 1 maggio 2002 riuscimmo a dare una gran diffusione e visibilità alla marcia NATs attraverso articoli e servizi televisivi nei principali mass-media peruviani (per esempio il quotidiano "LA REPUBBLICA" dedicò tutta una pagina con una mega foto a colori); c'era anche una troupe della RAI italiana.
Durante l'anno trascorso da quel 1 maggio 2002 molti eventi sono successi che continuano a tracciare la storia di questo movimento sociale dei NATs che ha già compiuto 25 anni
L'audizione in Commissione Bicamerale per l'infanzia di una ragazza lavoratrice peruviana, la partecipazione al Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre sono stati documentati da SELVAS, che è diventato il maggior portale italiano specializzato nel dare visibilità al protagonismo dei Movimenti NATs.
Durante l'hanno trascorso ho vissuto in prima persona, anzi in prima linea, due tappe "storiche"
di questo cammino in itinere:
l'incontro internazionale con delegati NATs provenienti dall'America Latina, Africa e Asia a Milano a fine novembre 2002. Durante il "Pre-Mundialito" è nato il MOVIMENTO MONDIALE NATS come soggetto unitario che raccoglie le fatiche e le speranze degli incontri internazionali di Kundapur, Dakar, Huampanì, Oslo, ecc (vedi documenti finali allegati in word);
la risoluzione n. 6 -00048, votata da 340 deputati di entrambe gli schieramenti il 30 gennaio 2003, che impegna il Governo italiano ad "adottare iniziative efficaci per contribuire all'adozione, nei Paesi dove il problema è maggiormente presente, di misure che elimino le peggiori forme di lavoro minorile e tutelino eventuali forme di lavoro che permettano ai minori di avere un'istruzione scolastica e uno spazio per le libere attività creative". In particolare l'attenzione si rivolge espressamente ai Movimenti NATs impegnando il Governo ad "avviare contatti con le Organizzazioni di bambini e adolescenti lavoratori presenti in molti Paesi del mondo, per prendere in considerazione le loro esperienze e sostenerne progetti ed iniziative". (vedi la cronaca parlamentare raccolta da MISNA).
Siamo così giunti al 1 maggio 2003 di cui questo articolo documenta le manifestazioni NATs in America Latina.
Questo 1 maggio 2003 mi ha fatto riscoprire il valore di lottare qui in ITALIA: sono stato a Torino al convegno nazionale e alla marcia organizzata dalla Gioventù Operaia Cristiana GiOC.
Questo 1 maggio 2003 gridavo e marciavo con gli adolescenti lavoratori del gruppo GiOC di Rossano Calabro (tra breve sarà on-line un articolone in merito).
Questo 1 maggio 2003 rimarrà indimenticabile anche per un esperimento alternativo per dare voce alle manifestazioni organizzate dai NATs in America Latina: l'Osservatore Indipendente SELVAS in ITALIA, il sito della Rete di Organismi che lottano per i diritti dell'infanzia in MESSICO (www.derechosinfancia.org.mx), l'agenzia dei movimenti popolari del BRASILE "Adital" (www.adital.org.br) hanno pubblicato contemporaneamente un mio dossier in spagnolo.
In questo 1 maggio 2003 mass-media controcorrente attivi in Italia, in Messico e in Brasile si uniscono insieme per documentare la LOTTA per la VITA dei Movimenti NATs:
SI AL LAVORO DIGNITOSO, NO ALLO SFRUTTAMENTO !
Per i lettori di SELVAS alleghiamo i seguenti materiali:
Incontro Internazionale NATs "Pre-Mundialito" a Milano, dicembre 2002
Documenti finali in italiano del "Pre-Mundialito" (da scaricare in formato WORD);
Risoluzione della Camera dei Deputati riconosce Movimenti NATs, MISNA 31 gennaio 2003;
Le manifestazioni dei Movimenti NATs dell'anno scorso per il 1 maggio 2002 (da scaricare in formato WORD).
Si è concluso mercoledì 4 dicembre 2002 il Meeting internazionale dei Movimenti NATs (Niños, Adolescentes Trabajadores nell'acronimo in spagnolo) dei bambini e adolescenti lavoratori organizzati in America Latina, Africa e Asia, riuniti dal 24 novembre scorso a Milano.
INCONTRO INTERNAZIONALE NATs
"PRE-MUNDIALITO" a MILANO

Si è scritta una pagina storica nel cammino trentennale di migliaia di piccoli lavoratori che lottano per "costruire un mondo più giusto e umano attraverso il nostro protagonismo di soggetti attivi": la nascita del Movimento Mondiale NATs è il risultato di vari incontri nel Nord e Sud del Mondo e segna una nuova prospettiva globale per combattere la povertà e l'esclusione proponendo l'alternativa di un lavoro organizzato in forma cooperativa e svolto in condizioni dignitose che consente uno sviluppo integrale.
"Lottare contro ogni forma di esclusione, di discriminazione in base alla razza, all'etnia, alla casta, al genere, affinchè siano rispettati i diritti dei NATs e di tutti i popoli, garantire la rappresentatività, il riconoscimento e il protagonismo a livello sociale e politico dei bambini e adolescenti lavoratori anche nella partecipazione ai livelli decisionali delle macro-politiche" sono alcune delle priorità del Movimento Mondiale dei NATs, che emergono dai documenti finali tradotti in inglese, francese, spagnolo, indi e knnara (India), wolof (Senegal) e guaranì (Paraguay), le lingue ufficiali parlate simultaneamente durante il Meeting internazionale realizzatosi presso la Parrocchia "S. Immacolata" di Lavanderie - Segrate (MI).
La ricchezza culturale e la condivisione delle esperienze per rivendicare ed esercitare il diritto al lavoro, all'educazione, al gioco, ecc. come spazio di cittadinanza, hanno caratterizzato l'incontro con una metodologia di partecipazione orizzontale ed autogestita dai ragazzi/e stessi, dove l'adulto ha un ruolo di facilitatore e di accompagnatore. Rompendo i canoni eurocentrici ed adultocentrici, i ragazzi/e hanno dato voce alla loro soggettività di attori sociali promotori del cambiamento, moltiplicatori di coscienze nuove anche a livello politico.
Raju Kumar, 14 anni, e Anuj Chowduri, 13 anni, rappresentanti di "Bal Mazdoor Union" fino ad un anno fa vivevano per le strade di Delhi insieme a 50.000 street children: oggi sono i redattori del giornale "Bal Mazdoor Ki Awaz" e stanno preparando un incontro nazionale di bambini e adolescenti giornalisti di strada.
Manjula Muninarasimha, 16 anni, delegata del Movimento "Bhima Sangha" di Bangalore (India) ha sottolineato l'importanza dei Nats nelle zone rurali, denunciando le migrazioni forzate di migliaia di famiglie dalle campagne verso la città a causa della miseria.
Yennifer Garay, 17 anni del Paraguay, ha raccontato la sua esperienza di partecipazione a UNGASS - Sessione Speciale che l'ONU ha dedicato all'infanzia nel maggio scorso a New York: i bambini erano relegati a spettatori delle decisioni degli adulti; lo ha detto personalmente anche al Ministro del Lavoro del Paraguay che le ha offerto una borsa di studio per l'Università ma che Yennifer ha rifiutato rivendicando il diritto ad una educazione di qualità per tutti i Nats.
Tania Pariona ,17 anni, delegata del Movimento Nazionale dei Nats organizzati del Perù MNNATOSP e rappresentante del Movimento Latinoamericano MOLACNATs, ha raccontato l'esperienza di organizzazione dei NATs che coinvolge ben 12.000 minori lavoratori nel paese Andino, approfondendo il legame tra culture indigene e lavoro minorile.
Sophie Faye, 16 anni, esponente del Movimento africano MAEJT ha invitato tutti all'assemblea continentale in programma nel prossimo aprile in Senegal.
Tra i documenti elaborati, va sottolineata la decisione di partecipare al Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre (Brasile) e soprattutto di costruire insieme un percorso che porterà all'incontro mondiale dei NATs a Berlino nel 2004.
Documenti finali in italiano del "Pre-Mundialito" (da scaricare in formato WORD)
La Camera dei Deputati ha votato quasi all'unanimità (ben 340 adesioni di entrambe gli schieramenti) la risoluzione firmata dall'On. Maria Burani Procaccini (Forza Italia) e da vari componenti della Commissione Bicamerale per l'infanzia, tra cui On. Marida Bolognesi (DS), in materia di "tutela del lavoro minorile".
Risoluzione della camera riconosce i movimenti NATs
Fonte: MISNA - Missionary International Service News Agency, 31 gennaio 2003

Quest'appoggio trasversale esprime un'apertura verso un orientamento innovativo che non si limita ad un'ottica abolizionista ma legge il fenomeno del lavoro minorile nella sua complessità, riconoscendo anche il protagonismo e la soggettività socio-economico-politica dei Movimenti NATs (Niños Adolescentes Trabajadores nell'acronimo spagnolo).
Infatti la risoluzione n. 6 -00048 impegna il Governo italiano ad "adottare iniziative efficaci per contribuire all'adozione, nei Paesi dove il problema è maggiormente presente, di misure che elimino le peggiori forme di lavoro minorile e tutelino eventuali forme di lavoro che permettano ai minori di avere un'istruzione scolastica e uno spazio per le libere attività creative".
In particolare l'attenzione si rivolge espressamente ai Movimenti Nats impegnando il Governo ad "avviare contatti con le Organizzazioni di bambini e adolescenti lavoratori presenti in molti Paesi del mondo, per prendere in considerazione le loro esperienze e sostenerne progetti ed iniziative".
Questo riconoscimento è il risultato di un percorso sollecitato dalla rete ITALIANATs (circuito di 19 Ong, associazioni e centrali del commercio equo che in Italia appoggiano i movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori organizzati in America Latina, Africa, Asia), che il 17 ottobre scorso ha promosso l'incontro di TANIA PARIONA, ragazza lavoratrice peruviana rappresentante del Movimento latinoamericano dei Nats MOLACNATs, con la Commissione Bicamerale per l'infanzia che ha visto particolare interesse e coinvolgimento della Presidente On. Burani e dell'On. Marida Bolognesi.
La stessa On. Bolognesi (DS) ha sottolineato in aula l'importanza "di cambiare, come ci ha chiesto, a maggio, la Conferenza mondiale delle Nazioni unite, il nostro punto di vista sul lavoro minorile, che è tutto occidentale: dobbiamo cominciare a parlare di "bambini lavoratori" come ne parlano ormai i movimenti mondiali. Parlo ovviamente di adolescenti e di qualità del lavoro per i bambini lavoratori.
Ritengo che non dobbiamo più rifiutare soltanto in astratto il lavoro minorile. Certo, dobbiamo rifiutare lo sfruttamento, ma dobbiamo cominciare a chiederci se sia meglio un lavoro controllato per gli adolescenti dei paesi in via di sviluppo, che comunque lavorerebbero, anche quando noi affermiamo che il lavoro minorile non deve esistere. Dobbiamo cominciare a chiedere il marchio di qualità, anche per i prodotti commercializzati in Italia, su quella qualità del lavoro, come i movimenti dei bambini lavoratori chiedono: tempo di studio e tempo di lavoro, che si intervallano al tempo libero, oltre alla clausola sociale che è simbolica e forse di difficile applicazione, anche se rappresenta sicuramente un passo in avanti per i paesi industrializzati."
La rappresentante DS ha continuato il suo intervento proponendo un paradigma culturale non eurocentrico : "Se in Bolivia o in Perù ci sono dei sedicenni o dei diciassettenni che lavorano, forse non basta più soltanto condannare il lavoro minorile nel mondo: dobbiamo condannare lo sfruttamento del lavoro minorile e chiedere, come chiedono a livello mondiale i bambini lavoratori e i loro movimenti, che si cominci a discutere, per alcune realtà, della qualità del lavoro dei bambini adolescenti.
Mi rendo conto che si tratta di materia culturalmente per noi difficile, ma chiedo di cominciare a spezzare questo punto di vista occidentale per allungarlo sul mondo, su temi che riguardano la vita e la qualità della vita delle famiglie e dei bambini nel mondo."
Questa lettura atipica è il frutto di un dialogo intrapreso dall'On. Marida Bolognesi con i Movimenti internazionali Nats , le cui delegazioni continentali dell'America Latina MOLACNATs, dell'Africa MAJET e dell'Asia BHIMA SANGHA - BAL MAZDOOR UNION, si sono radunate a Milano dal 24 novembre al 6 dicembre scorso.
Il dibattito parlamentare ha visto anche la partecipazione dell'On. Marco Boato (Verdi), in rappresentanza dell'On. Luana Zanella (in missione in America Latina) che ha evidenziato:
" L'estrema complessità del fenomeno del lavoro minorile impone anche una distinzione tra lavoro e sfruttamento del lavoro, perché lo sfruttamento è un reato contro l'umanità tutta, - ed è sempre da combattere -, mentre, - è questo un tema più delicato che è stato toccato anche da altri -, certi tipi di esperienza lavorativa e certe situazioni socio economiche, hanno un ruolo funzionale nel garantire la sopravvivenza fisica dei bambini e delle loro famiglie.
A questo proposito va ricordato che ci sono in America latina, in Africa ed in Italia molti movimenti, costituiti dagli stessi bambini appoggiati da organizzazioni non governative,
che stanno cercando strategie e soluzioni; tra queste vorrei ricordare il movimento internazionale dei Nats (Niños adolescentes trabajadores) dell'America latina, un movimento che chiede che si distingua tra il lavoro svolto in certe condizioni, degno, tutelato, con orari che consentano di studiare e giocare, e l'utilizzo di bambine e bambini in traffici illeciti, nella prostituzione, nelle forme di schiavitù e nel lavoro forzato che va totalmente combattuto".
Fabio Cattaneo, presidente ITALIANATs, ha commentato: "questa risoluzione della Camera esprime un'importante riconoscimento del percorso attivato dai Movimenti NATs di bambini e adolescenti lavoratori organizzati in 25 anni di storia: crediamo che questa apertura di forze diverse possa favorire la costruzione di ponti di scambio e di incontro tra realtà troppo spesso ignorate."
CRISTIANO MORSOLIN, educatore di strada, giornalista militante, operatore di reti internazionali.
Ha lavorato in Ecuador, Perù, Brasile, Palermo, Rossano Calabro, Roma, Vicenza con i Movimenti NATs e ragazzi "a rischio".
Fondatore dell'Osservatorio sull'area andina "SELVAS".
E-mail: morsolin2002@yahoo.it
|