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:: NATs in Argentina ::
L'infanzia pericolosa
Organismi dei diritti umani argentini denunciano la repressione di minori di di strada e lavoratori. A fine gennaio 30 bambini trabajadores vengono arrestati come criminali adulti definendo i lavoratori di strada come "l'infanzia povera che da fastidio al turismo". Ma i progetti di lavoro dei minori offrono un'opportunità di riscatto dalla povertà e dai miseri futuri. Anche in Argentina il movimento NATs (Bambini e Adolescenti Lavoratori) prende, e aiuta, a prendere coscienza.
A cura di Cristiano Morsolin

01 Marzo 2003
Giovedì scorso 20 febbraio si è svolta a Buenos Aires una giornata di riflessione promossa da varie organizzazioni di difesa dei diritti umani per denunciare la repressione nei confronti di minori di strada e lavoratori, spesso detenuti dalla polizia argentina.
Marcelino Altamirano, coordinatore della comunità d'accoglienza "Puente Afectivo" ha commentato: "sollecitiamo l'attenzione di tutta la cittadinanza a prendere coscienza della realtà che vivono questi ragazzi; non possiamo rimanere indifferenti quando si calpestano i loro diritti".
E' un'esperienza che ha vissuto sulla propria pelle passando la sua adolescenza tra vari istituti: "vivo con 13 minori che hanno avuto problemi di droga e di delinquenza ma che oggi stanno frequentando la scuola e si dedicano alla vendita di cioccolato e di dolci artigianali".
Andrea Pochak, direttrice dell'area giuridica del Centro Studi Legali e Sociali CELS - una delle organizzazioni che ha manifestato il suo dissenso contro il governatore Roberto Raul Iglesias per le recenti azioni della polizia che hanno sbattuto in carcere molti minori di strada e lavoratori, ha sottolineato la mancanza di politiche sociali in favore dei bambini poveri: "le soluzioni non saranno mai definitive se si ricorre a mezzi repressivi per questioni che invece devono essere risolte con politiche sociali integrali", ha sostenuto l'avvocata.
L'universo infantile nelle strade
Negli ultimi anni la quantità di minori che vivono in strada o che vendono varie mercanzie in strada è aumentata vertiginosamente, come hanno segnalato gli indicatori della povertà e dell'indigenza nel paese argentino simbolo del fallimento degli aggiustamenti strutturali e delle politiche neoliberiste imposte dal Fondo Monetario Internazionale.
Gli ultimi dati riferiti all'ottobre 2002 nella regione della Grande Mendoza documentano che il 48.8% delle famiglie sono povere e il 21.6% è indigente.
Sia il Centro Studi Legali e Sociali CELS che Amnesty International hanno contestato le dichiarazioni del sottosegretario delle relazioni della comunità del Ministro di Giustizia Gabriel Conte che garantivano il rispetto delle convenzioni internazionali, argomentando che non si può permettere di privare la libertà dei minori per il solo fatto che stanno lavorando in strada o mendicando. "Lo Stato, con l'argomento di tutelare e proteggere i minori dallo sfruttamento, violenta costantemente i loro diritti".
La sociologa Silvia Guemureman, esperta di problematiche sociali infanto-giovanili, analizza che "le autorità parlano di protezione dei bambini, però si tratta di un inganno per coprire pratiche repressive; nel discorso dei funzionari si maschera il modello della protezione con il modello della sicurezza". Questa tendenza è denominata dagli esperti "dottrina della situazione irregolare" e si contrappone al "Paradigma della protezione integrale" in cui si ascrive la Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino CIDB; infatti proprio nell'ottobre scorso il Comitato dei diritti del bambino delle Nazioni Unite ha raccomandato all'Argentina di verificare la legislazione nazionale in accordo con la CIDB.
L'esperienza argentina
Come ha segnalato il recente rapporto mondiale sulla situazione dell'infanzia diffuso dall'UNICEF, la Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino va promossa e concretizzata anche attraverso la piena partecipazione dei bambini, riconoscendo il valore della loro soggettività.
In questa direzione si impegnano varie organizzazioni di base in Argentina anche nella promozione del protagonismo dei bambini e adolescenti lavoratori, appoggiando percorsi di cittadinanza, di micro-imprenditorialità.
Per esempio a Cordoba è attiva la Rete dei diritti dei bambini e degli adolescenti "Buhito" (che nel 1997 ha organizzato in incontro nazionale dei nats organizzati in Argentina); sempre a Cordoba c'è l'organizzazione "La Luciernaga", che edita e vende questo giornale scritto direttamente dai minori lavoratori e sta replicando quest'esperienza di piccoli giornalisti di strada in 11 città a livello nazionale.
A Buenos Aires l'associazione SES - Sustentabilidad Educacion Solidaridad accompagna vari gruppi di minori e giovani "a rischio" attraverso laboratori di formazione alla micro-impresa e di educazione popolare.
In seguito all'arresto di 30 bambini e adolescenti lavoratori nelle strade di Mendoza il 30 gennaio scorso Alejandra Garcia Morillo del Centro di Resiliencia Mar de la Plata - CEREMAR (lavora con minori che riciclano l'immondizia) ha segnalato all'opinione internazionale questa ennesima violazione dei diritti dei bambini e adolescenti lavoratori di strada in Argentina:
"30 piccoli lavoratori sono stati incarcerati dalla polizia che li ha lasciati al buio varie ore. Una delle bambine ha dichiarato alla stampa che, mentre veniva ingiustamente arrestata un poliziotto le ha detto che "i poveri danno una brutta vista al turismo".
Pochi giorni fa il Movimento Latinoamericano dei NATs (bambini e adolescenti lavoratori nell'acronimo spagnolo) organizzati nel MOLACNATs ha diffuso un comunicato stampa in merito: "queste violazioni dei diritti dei bambini sono un chiara dimostrazione che esistono molte persone e istituzioni che non capiscono che il lavoro dei bambini/e è una lotta congiunta realizzata insieme alle loro famiglie per sopravvivere, in un contesto di miseria causato dal sistema neoliberale che provoca esclusione, morte e una crisi profonda contro il quale tutto il popolo sta lottando.
Questo sistema prima di ricercare le soluzioni di fondo per attaccare la povertà, colpisce invece i bambini e adolescenti che stanno lottando per mangiare, per studiare e per formarsi attraverso il lavoro. E' giusto riconoscere che attraverso il lavoro, il bambino/a evita di andare a rubare, evita la prostituzione e la droga. Grazie alle entrate quotidiane può andare a scuola e cerca di sopravvivere di fronte a una situazione di ingiustizia strutturale e di esclusione sociale".
I delegati del MOLACNATs Pura Zayas, 15 anni, e Celso Antonio, 16 anni, concludono:" noi crediamo che invece di castigare in questo modo inumano, trattando da delinquenti i NATs che lavorano, bisogna valorizzarli e proteggerli visto che il lavoro di questi bambini e adolescenti è un esempio di onestà, di lotta, di amore per la vita, di solidarietà con la famiglia per costruire insieme un mondo migliore, più giusto e più degno".
Per i lettori di SELVAS.ORG alleghiamo i seguenti materiali (in spagnolo):
Presentazione progetto LA LUCIERNAGA (progetto giornale di strada elaborato e venduto da Nats) da parte di Eliana Lacombe...
Presentazione progetto Resilienza per NATs a Mar de la Plata.
Documento del seminario internazionale sul protagonismo sociale giovanile organizzato dalla Fondazione SES di Buenos Aires (scaricabile in formato Word)
PRESENTACION PROYETO
LA LUCIERNAGA

Les contamos que pertenecemos a la Fundación La Luciérnaga que nació en 1995 para brindar una alternativa laboral para niños, adolescentes y jóvenes en situación de calle. En ese momento, Oscar Arias, nuestro actual director, ideó una revista social y cultural llamada La Luciérnaga que trata temas sobre niños trabajadores desde el paradigma del Protagonismo Infantil rompiendo con los tabúes tradicionales fundados en las ideologías abolicionistas. Por entonces los chicos que comenzaron adoptando la venta de la revista como trabajo alternativo a la limpieza de parabrisas, eran diez. Hoy, los chicos vendedores de Luciérnagas son 300 en Córdoba y más de 200 en diferentes ciudades del interior de país como San Salvador de Jujuy, San Luis, Catamarca, Río Tercero, San Francisco, Río Cuarto y otras localidades pequeñas de la provincia. La revista llega de mano de los chicos a 50.000 lectores todos los meses.
Este crecimiento tiene muchas facetas, por una parte implica un importante trabajo ejercido sobre los imaginarios de una sociedad acostumbrada a negar el problema, que de repente se encontró con sus propios niños pobres y en vez de acongojarse aprendió a trabajar con ellos desde su propia capacidad de resiliencia. La anécdota de la última Navidad, donde la mayoría de los argentinos debieron vivirla en austeridad, fue que la gente se acercaba a los chicos para preguntarles cómo hacían para pasar una Navidad sin plata, cómo hacían para sostener la alegría. Y los chicos reconocieron haberse transformado en una especie de referentes de la calle. Esto no deja de ser sumamente importante pensando que tradicionalmente cuando la clase media se ha visto amenazada ha tendido a aislarse y exigir mano dura. Esta vez existió una especie de acercamiento fundado en 7 años de diálogo con estos nuevos actores sociales que son los jóvenes trabajadores de la calle.
Este crecimiento también habla del agravamiento de la crisis socio-económica argentina que día a día multiplica los desafíos de seguir en pié tratando de buscar soluciones a todos los frentes que van estallando: el hambre, las enfermedades, la violencia y la depresión colectiva.
Pero que el modelo de trabajo de La Luciérnaga haya sido adoptado en ciudades tan distantes del todo el país y que en cada lugar la gente haya comprendido el valor positivo del trabajo de los chicos como modelo de dignidad y construcción de identidad, habla de un crecimiento interno, de un crecimiento en la manera de mirar el mundo y de actuar en consecuencia.
Hoy, Argentina está estallada y el empobrecimiento de la clase media y la pauperización de los pobres- golpea en la nariz a los chicos. Porque es la gente de la clase media la que los ha apoyado y acompañado en su crecimiento como canillitas de sus propias historias. Son los clientes de los chicos los que ya no pueden aportar al sostén de su trabajo y de ese modo los chicos se ven empujados por la desesperación a re-tomar actividades delictivas que había abandonado.
En este momento tan difícil nuestro trabajo se hace más intenso y valioso. Estamos llevando adelante una campaña para que la gente, la gente común, que siempre ha constituido un pilar de nuestro trabajo, siga apoyando a los chicos que ven afectada su fuente de trabajo, su fuente de dignidad. Estamos articulando esta campaña con los grupos de la región con los que tenemos una comunicación fluida.
Hace tiempo que estamos programando un encuentro de educadores y chicos para impulsar la organización regional de chicos vendedores de revistas, teniendo en cuenta que en muchos casos estos chicos también son limpiavidrios, changarines, vendedores de pan... Hasta el momento las dificultades económicas y los estallidos sociales han impedido la concreción del Segundo Encuentro Regional de Chicos trabajadores y Educadores (el primero se realizó en diciembre del 2000).
Actualmente, además de emprender una lucha para defender la fuente de trabajo de los chicos y poner en discusión pública, una vez más, la importancia de las opciones dignas de vida y la construcción de vínculos solidarios sanos entre los chicos y toda la comunidad, estamos conformando un equipo de calle para intensificar el trabajo y poder llegar a cada uno desde un vínculo personal y directo. Además mediante este equipo pensamos hacer visitas familiares y poder integrarlas al proyecto.
Estamos ejecutando un Programa de Padrinos Solidarios mediante el cual la comunidad ayuda a los chicos a pagar el transporte y comprar útiles para no abandonar la escuela, como así también estos voluntarios los ayudan a estudiar. Hay 222 chicos inscriptos en diferentes ciclos de enseñanza y 60 personas que los ayudan.
En el comedor de nuestra casa están comiendo 100 chicos diariamente...
Estas resultan medidas de urgencia, nos hemos visto obligados a asistir para fortalecer el trabajo de promoción. Antes la idea de que los chicos pudieran cubrir sus necesidades básicas y de recreación mediante su propio trabajo se hacía materialmente posible, pero actualmente debido a la inflación y caída vertiginosa del salario la estructura se ha roto.
Sin embargo, hoy más que nunca, en medio de un desempleo sin antecedentes, defendemos la dignidad que significa poder trabajar y salir adelante mediante el propio esfuerzo y la comunión de lazos sociales.
Les dejamos a todos un gran abrazo.
Eliana Lacombe
Equipo La Luciérnaga
E-mail: revistalaluciernaga@hotmail.com
Pagina web: www.laluciernaga.org.ar
Marcelo T. De Alvear 1084- Cp: 5000 Córdoba Argentina
Tel. 054- (0) 351 - 4601398
NATs en Mar de la Plata
Estimado Cristiano:
Te agradezco sinceramente tus abrazos de paz, tan necesarios en estos días en nuestro país.
Te cuento que con un grupo de profesionales, hace tres años formamos una ONG, el Centro de Resiliencia Mar del Plata (CEREMAP). En noviembre del 2000 comenzamos la ejecución de un Proyecto Resilient´s NATs, de capacitación no formal para niños y adolescentes trabajadores. El Proyecto se inició con la captación de la demanda: los NATs de Mar del Plata ¿deseaban capacitarse? ¿en qué? ¿qué lugar creían que era el mas adecuado? ¿en qué horario? ¿cómo pensaban que sería un buen capacitador?
Una vez definida la demanda, comenzamos la capacitación. Pensada inicialmente para 160 niños y adolescentes, rápidamente llegamos a cerca de 500 por autoconvocatoria. Realmente fue algo muy hermoso la "exploción" que se produjo de interés por conocer, por capacitarse, por asociarse.
¿Y ahora?. Ahora estamos en una gran crisis como país que nos afecta a todos y, desde luego, con mayor intensidad a los NATs. Entonces estamos algo desconcertados, viendo si se detiene en algún momento esta vorágine económica-política-social . Lo que habíamos visto era la necesidad de organización como NATs.
En realidad, los que eran niños trabajadores en diciembre del 2000 hoy son niños desocupados que hurgan en el basural de la ciudad durante 5 o 6 horas por día para rescatar alimentos para ellos y su familia. Tenemos un video sobre la vida de Carucha, uno de los chicos de 10 años que trabaja así que si quieres podríamos ver de enviarte.
Te confieso que aveces siento una gran desolación e impotencia. Sin embargo, por dolorosa que sea, es nuestra realidad. Y es desde aquí que hay que intentarlo todo. Por ejemplo, el 23 de marzo pasado inauguramos un Centro de Computación en la casa de una refernte comunitaria, Angélica, en Barrio Las Heras, donde la mayoría de los niños que viven allí tienen perfil de trabajador en el sentido que hoy tiene. Es un Barrio donde los taxis no entran de noche. Y allí están, en el fondo de un taller mecánico (espacio cedido generosamente por el marido de Angélica, mecánico) el Centro. Son tres computadoras viejas, donadas y reparadas por un capacitador, Pablo Reda. Allí van a capacitarse y a jugar.
Es mucho mas lo que quisiera contarte y compartir contigo ya que me abres fraternalmente esta posibilidad.
Un abrazo fraterno.
Alejandra Garcia Morillo
CEREMAP - Centro de Resiliencia Mar del Plata
Ciudad de Mar del Plata
Buenos Aires - República Argentina
e-mail: luisale@copetel.com.ar
Pagina web: www.ceremap.org.ar
Approfondimento:
UNA REFLEXION DESDE MAR DE LA PLATA

Di Alejandra Garcia Morillo
Los Nats de Mar del Plata, se mueven permanentemente por la ciudad, ocultos tras el movimiento cotidiano de la calle.
Van solos o en bandadas, como gorriones, picoteando aquí y allá, alertas a los trabajos o recursos que los adultos trabajadores callejeros desechan. No compiten con ellos. Van con los ojos y oídos bien abiertos, brazos y manos listos para tomar todo lo que pueda servir y piernas y pies en constante movimiento.
Trabajan simultáneamente, vendiendo, abriendo y cerrando puertas de taxis, pidiendo dinero o alimentos, limpiando vidrios, cartoneando, escarbando entre las bolsas de residuos, ofreciéndose para cualquier tarea. Así durante cinco, seis, ocho o diez horas diarias.
Hacen todo esto mientras el país atraviesa una crisis sin precedentes mostrando un panorama desolador y sin solución a la vista: mas del 30% de su población está desocupada, los precios suben diariamente y se duplican o triplican en el transcurso de un mes, hay desabastecimiento de bienes esenciales, su aparato productivo está aniquilado, con una total fragilidad política y económica (en el mes de diciembre cinco presidentes en una semana, en un año seis ministros de economía), debates a lo largo y ancho de todo el país sobre el pago-no pago de la deuda externa, millones de personas bajo la línea de pobreza, en su mayoría jóvenes menores de 14 años, son apenas algunos indicadores.
Ante esta profunda crisis social, política y económica, niños y adolescentes sobreviven gracias al trabajo en todo tipo de tareas, muchas veces degradantes y riesgosas.
Ciertamente esta coyuntura ha intensificado la vivencia que los Nats tienen del tiempo y del espacio: ambos se funden en un aquí y ahora, en una selva en la que hay que estar permanentemente alertas para cazar y protegerse, recolectar y esquivar y aprender y comer y cuidarse y reir y seguir cazando y jugar y conocer y transformar. Al final de la jornada, rara vez les espera la choza abrigada y el alimento preparado.
Sin embargo, los Nats, lejos de abatirse, mantienen la terca esperanza que cada día puede ser mejor. Sorprende ver la conciencia, la alegría y el orgullo que tienen del aporte que hacen a su familia.
Matías, de 10 años, concurre diariamente al basural de la ciudad, cuenta cómo es un día suyo: Me levanto a las seis de la mañana, y salgo con mis dos hermanos mayores para la quema. A las ocho llegamos. Lo primero es encontrar un lugar y prender el fuego. Después, empiezan a llegar los camiones: primero el verde del Supermercado Carrefour, después el de Toledo, después el de Disco y el de Mc Donald, después el de Havanna, y los otros. Mientras van andando los camiones, mis hermanos se trepan y me van tirando las bolsas. Yo las pongo en nuestro lugar. Entre un camión y otro, vamos abriendo las bolsas y clasificando el vidrio, cartón, el trapo si es absorbente y las cosas de metal. Hasta cárter tiran. Hay que tener cuidado porque te roban las cosas. Como hasta las cinco de la tarde que ya no entran mas camiones. Entonces le vendemos las cosas a un hombre que tiene un camión que las pesa, nos las paga y nos volvemos para casa. Como a las seis de la tarde volvemos. Pero, nos podemos llevar lo que juntamos de comida: tiran de todo, yogures, carne, pollos, chorizos, galletitas, pan, hamburguesas y mucha es comida buena. Hay que limpiarla, no mas. Lo que vendemos es el metal, el cartón, el trapo pero si es absorbente y el vidrio. Nosotros lo clasificamos y después lo pesan.
Matías y sus hermanos sienten un gran orgullo de llegar a su casa con un carrito lleno de alimento para su mamá, sus nueve hermanos y su sobrinita. Siente orgullo de su aporte. Siente que está haciendo por todos algo muy, muy importante.
Los Nats de nuestra ciudad están transformando su mundo y el de todos: están creando una nueva cultura, con nuevas formas de conocer y producir. Están cambiando el concepto de etapas de la vida asociados a la edad cronológica y a funciones. Están siendo protagonistas de nuevas y efectivas formas de supervivencia para sí, para sus familias y para otros niños. Dan respuestas inmediatas y viven y crecen mientras los gobiernos piensan, diseñan, planean, consultan, obedientes y sumisos a los modelos económicos hegemónicos. Viven y crecen mientras las instituciones públicas y privadas debaten su situación, su reconocimiento o no, su status, mientras discuten la inclusión-exclusión en políticas sectoriales.
Los Nats no esperan respuestas si no que están resolviendo por sí mismos, positiva y propositivamente, su vida y muchas veces la de sus familias. No esperan: crean y recrean un mundo donde logran sobrevivir y protagonizar. Parecen seguir una brújula interna, individual y colectiva, que los lleva a la vida, aún en medio de tremendos riesgos.
¿Cuál es nuestro rol como colaboradores, entonces? No lo sabremos a priori. Para descubrirlo, será necesario estar presentes, seguirlos, acompañarlos, apoyarlos, ayudarlos a organizarse y a comunicarse. Será necesario sobre todo, estar muy atentos a sus palabras, a sus demandas, a sus proyectos y a sus sueños de futuro.
Dalla Fondazione SES - Sustestabilidad, Educacion, Solidariedad - di Buenos Aires
Documento del seminario internazionale sul protagonismo sociale giovanile
> Scarica il documento in Word
Seminario Latinoamericano
Protagonismo Social Juvenil:
de beneficiarios jóvenes a jóvenes protagonistas.
Cristiano Morsolin, giornalista militante, educatore di strada, operatore di rete internazionale, recentemente rientrato in Italia dopo un anno di condivisione con i ragazzi/e lavoratori organizzati nei Movimenti NATs dellAmerica Latina; dopo varie esperienze a Vicenza, a Palermo, a Roma, a Rio de Janeiro e a Salvador do Bahia (Brasile), a Ibarra e Quito (Ecuador), a Lima (Perù), attualmente collabora con l' Ong ASPEm (Associazione Solidarietà Paesi Emergenti) a Cantù (CO), è socio dellAssociazione Nats con sede a Bologna; è tra i fondatori di SELVAS, Osservatorio Indipendente sulla regione andina.
E-mail : morsolin2002@yahoo.it
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