Il ruolo delle maras nella delinquenza
di Carlos Cáceres R.
Traduzione di Stefania Maria Ciminelli, revisione di Fiamma Lolli, coordinamento Daniela Cabrera Traduttori per la pace, www.traduttoriperlapace.org

Foto di Donna De Cesare©
Non è possibile stabilire quanti uomini e donne facciano parte delle diverse maras in Guatemala. Ciò spiega la varietà di opinioni sul numero dei loro membri; la loro presenza, però, può senza dubbio essere definita massiccia, il che vuol dire parlare di migliaia di giovani. Si tratta dunque di un fenomeno che non è possibile analizzare in modo circoscritto, dal momento che interessa l’intera società.
Quando le maras assumono il controllo di un determinato territorio con la forza per imporsi in una zona della capitale guatemalteca, dove, tra le altre cose, riscuotono una “imposta di circolazione” per entrare o uscire dal quartiere e “vendono” protezione agli esercizi commerciali sulla falsariga dei gruppi mafiosi italiani, aggredendo fisicamente chi non paga o danneggiandone i beni, creano un vero e proprio allarme sociale: i cittadini si sentono insicuri e il risentimento nei confronti dei membri delle maras cresce, obbligando le autorità a stanziare fondi sempre maggiori per combatterle.
La totale assenza di principi morali nelle maras è dimostrata dai delitti di cui sono responsabili, che suscitano fortissime preoccupazioni nella popolazione. Assassinare fa parte della loro quotidianità; ed è un delitto che commettono soprattutto ai danni dei migranti in transito per il Messico per raggiungere gli Stati Uniti. Uomini e donne accalcati sui treni dell’impresa Mayab che si rifiutano di consegnare i propri soldi, o che semplicemente di soldi non ne hanno, vengono uccisi o buttati giù dai tetti dei vagoni mentre il treno è in marcia.
Le due principali maras, la Mara Salvatrucha o la Barrio 18, nei paesi in cui sono presenti principalmente Guatemala, El Salvador, Honduras e Nicaragua hanno alzato i loro iniziali livelli di violenza e attualmente uccidono anche su commissione, diventando sicari e seminando il terrore nei quartieri in cui si muovono. Le loro azioni criminali sono rivolte contro chiunque si opponga al ricatto, contro i membri di una mara rivale e, a volte, perfino contro membri della loro stessa organizzazione.
Un’altra attività delinquenziale in cui si sono inserite le maras è il traffico di droga, a livello di controllo del piccolo spaccio e di protezione delle spedizioni di droga. L’aumento delle attività per le quali altre organizzazioni criminali ricorrono alle maras spiega l’aumento tra di loro dell’uso di armi moderne. Parlare della loro presenza all’interno del crimine organizzato significa parlare di gruppi con un alto livello organizzativo uniti per delinquere. La proliferazione dei delitti attribuibili alle maras provoca in ampi settori della popolazione un progressivo degrado della qualità della vita e un aumento dell’insicurezza.
Uomini e donne dediti ad attività criminali, a volte dotati di armi migliori di quelle della polizia, tengono in scacco le autorità con azioni organizzate, ignorando qualsiasi valore di rispetto della vita umana. La loro presenza costituisce un grave problema, poiché mette in pericolo l’integrità dei cittadini attraverso il terrore. Se questa situazione non si risolverà grazie a un’azione politica, il problema della sicurezza pubblica diventerà un problema di sicurezza nazionale e la democrazia perderà credibilità.
I paesi centroamericani in cui sono attive le maras cominciano ad affrontare la sfida per superare questo problema, che ha origini di carattere sociale, in una prospettiva socioeconomica: l’obiettivo è affrontare le tensioni derivanti, tra l’altro, da una situazione diffusa di disoccupazione, povertà, emarginazione, mancanza di istruzione adeguata e dalla presenza di personalità disturbate mediante piani di sviluppo e di vera e propria ricostruzione umana, che consentano di sradicare il ricorso alla violenza come scelta di vita. I cittadini hanno diritto di vivere in un ambiente sicuro. I diversi settori della società guatemalteca non possono accettare di aver prodotto una generazione perduta e dovranno muoversi razionalmente per dare risposta all’attuale mancanza di prospettive di migliaia di giovani.
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