25-02-2008
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Shy Boy in El Salvador

a New York photojournalist, is examining youth identity and gang violence in the Americas.
José Luis Castillejos Ambrocioe
periodista O.Lalin fotografo
Un reportage
Sur de Mexico: la frntera caliente


La mara:
significato della parola

di Carlos Cáceres R.
ccaceresr@prodigy.net.mx


Traduzione di Stefania Maria Ciminelli, revisione di Fiamma Lolli, coordinamento Daniela Cabrera Traduttori per la pace, www.traduttoriperlapace.org


Foto di Donna De Cesare©



La storia d’amore, quale eterno tema dello schermo nordamericano, e un esercito di formiche voraci sono gli elementi essenziali della sceneggiatura del film Furia bianca (The Naked Jungle, 1954), in spagnolo Cuando ruge la marabunta, diretto da Byron Haskin, con Charlton Heston ed Eleanor Parker. Successivamente, Haskin dirige La guerra dei mondi.
Hollywood dava inizio alle serie di film dell’orrore sul tema degli insetti, in seguito ingigantiti per fare più paura. La generazione del dopoguerra fu colpita dalla tecnica cinematografica utilizzata per ottenere quegli effetti speciali. In Guatemala e in altri paesi centroamericani il film, mai identificato con il suo titolo completo, è sempre stato chiamato solo “Marabunta”. Questo particolare ha evitato che sorgessero discussioni sul fatto che le formiche non ruggiscono (rugen), facendo pensare più in generale all’accezione di “frusciare”, “scricchiolare” o “fare rumore”. Nel film milioni di formiche, di colore rosso mattone, lasciano il loro habitat originario per un altro ecosistema più favorevole a perpetuarne il processo di vita nella catena ecologica.


L’impatto causato dalla pellicola ha portato all’adozione del termine marabunta nel linguaggio popolare: inizialmente usato come sinonimo di “gruppo”, il termine è poi entrato a poco a poco nel linguaggio comune di molti guatemaltechi che, per abitudine e fattore culturale, troncano spesso le parole. Per la maggior parte di loro, ad esempio, è normale dire Guate per Guatemala, Huehue per Huehuetenango (un dipartimento del Guatemala, NdT) e sostituire la locuzione por favor con porfa. Su questa linea, da marabunta è nato il termine mara.

Attualmente, quando in Guatemala (ma anche nel Salvador e in Honduras) si usa la parola mara ci si riferisce a un gruppo di uomini e donne, o anche a una sola persona, con particolari caratteristiche, quali l’uso di alcuni simboli per comunicare (soprattutto segni fatti con le mani), la presenza di tatuaggi (definizione della personalità acquisita) a scopo di identificazione e l’uso di un gergo particolare: un centinaio di termini, tra cui homie homeboy (jomi o jomboi, con grafia che riproduce la pronuncia spagnola), come vengono chiamati i compagni all’interno delle principali maras, parole inglesi adottate e contestualizzate in spagnolo. Tale situazione è particolarmente grave se si tiene conto di un tipico  problema adolescenziale: la tendenza all’imitazione, che si mostra soprattutto nell’uso di tatuaggi e nell’adozione del linguaggio gergale. La maramania è motivo di preoccupazione per le famiglie e le autorità, che tentano di evitarne le conseguenze  negative.

La violenza è il fattore principale che determina la quotidianità delle maras. Può essere pianificata o spontanea, ma in ogni caso i mareros agiscono sempre imponendosi con la forza, il ricatto e il crimine, muovendosi nell’illegalità, fuori da qualsiasi norma giuridica stabilita. Il loro discorso ignora qualsiasi posizione ideologica e la loro condotta vulnera i valori della società in cui vivono.



Il termine mara è stato usato inizialmente per indicare coloro che prendevano parte ai primi flussi migratori verso gli Stati Uniti. Ed è in questo paese, soprattutto nei quartieri periferici di Los Angeles abitati da popolazione latina, che sono nate le maras. La Barrio 18 si è formata quarant’anni fa e la Mara Salvatrucha (salva significa “salvadoregno” e trucha equivale a “persona sveglia, attenta”) diciotto: due maras rivali fino alla morte.

I gruppi di giovani espulsi dalle autorità statunitensi, nel periodo in cui negli Usa sono state applicate nuove politiche sull’immigrazione, hanno riprodotto nei rispettivi paesi la forma organizzativa della banda. La mara è il gruppo di appartenenza di chi ha fatto della strada la propria casa e il proprio centro di operazioni. Le forme violente di vita dei loro membri sono rivolte contro diversi settori della società in cui vivono, ma anche contro i membri delle altre maras. Ogni criterio di valore è annullato: conta solo armarsi, assaltare gli emigranti in viaggio verso gli Stati Uniti, buttare giù dai treni quelli che non gli consegnano i soldi, violentare le donne, dedicarsi al narcotraffico, dominare i territori nelle città e obbligare i cittadini a pagare regolarmente somme di denaro, come una sorta di imposta. Il rito di iniziazione (brincar el Barrio) per chi vuole entrare nella mara arriva a livelli di brutalità estrema:  si viene picchiati duramente per un tempo stabilito di vari secondi, che varia da mara a mara. In alcuni casi, si deve anche uccidere.

          È necessario sottolineare che la presenza delle maras in America centrale è strettamente legata al contesto socioeconomico creatosi in seguito ai gravi conflitti armati interni. Migliaia di giovani sono cresciuti in un ambiente ostile dove la violenza aveva obiettivi politici e si è affermata come forma di comportamento, incidendo a fondo sul tessuto sociale delle comunità. A questa situazione si devono aggiungere altri importanti fattori quali la povertà, la povertà estrema, la disoccupazione, la miseria e la marginalità.




Carlos Cáceres R. ccaceresr@prodigy.net.mx

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