I PARAMILITARI ASSASSINANO FRANCISCO
Dalla Comunità di Pace di San José di Apartadó
(http://www.cdpsanjose.org)
14 Maggio 2007
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Le continue morti, aggressioni e minacce contro il nostro processo non terminano, tutte le forme di distruzione sono utilizzate contro noi, si usa l'investimento sociale come arma di guerra, la pressione, la morte e le minacce dei paramilitari che operano in azione congiunta con la forza pubblica. Il nostro dovere storico, nei confronti della ricerca di una via alternativa per il rispetto della popolazione civile che vive in mezzo al conflitto armato, è dare testimonianza di tutti questi fatti, affinché l'umanità possa un giorno giudicare questi atti terroristici, dobbiamo quindi nuovamente lasciare la testimonianza di un nuovo omicidio contro le zone umanitarie e contro la stessa comunità:
- Oggi lunedì, 14 maggio alle 7:00 a.m., è stato assassinato di fronte al Terminal di trasporto in Apartadó dai paramilitari FRANCISCO PUERTA, contadino leader ed ex coordinatore della zona umanitaria della frazione Miramar. Due paramilitari si avvicinarono al negozio di fronte al Terminal dove era seduto e gli spararono varie volte, dopo di che sono andati via tranquillamente in mezzo a polizia che si trovava lì intorno.
Così come, oggi alle 7:30 a.m. un gruppo di sei paramilitari vestiti con abiti civili e con armi lunghe si trovavano nella località Mangolo ed altri quattro paramilitari si trovavano, sempre vestiti con abiti civili e con armi corte, nella località Terra Amarilla. I militari e la polizia si trovano a due minuti dai paramilitari.
- Il 13 maggio alle 10:40 a.m. un commerciante di Apartadò è venuto a comprare alcuni maiali a San Josesito, ed ha raccontato a varie persone della comunità che i paramilitari stavano dicendo nei quartieri di Apartadó che stavano per realizzare un massacro nella Comunità di Pace.
- Il giorno 9 di maggio alle 7:10 a.m. tre contadine membri della comunità furono fermate da tre paramilitari nella località Mangolo situato all'uscita di Apartadó verso San José. I tre uomini eranop vestiti con abiti civili e portavano armi corte, radio di comunicazione e si presentarono come membri del gruppo loro come Aguilas Negras. Le dissero che le stavano cercando e che le avrebbero ammazzate. Le portarono via da lì verso l'uscita di Apartadò dove solitamente la Polizia mette posti di blocco.
In questo posto le chiesero che s'identificassero e cominciarono a chiamare per radio dando i dati delle tre signore, per radio gli risposero che non erano quelle che cercavano, che le recensissero e le lasciassero andare. Subito i tre paramilitari le fecero delle foto e le dissero che se si fosse risaputo qualcosa di questa situazione le avrebbero ammazzate che lor si sarebbero fermati in questa zona, perché l'ordine era di cominciare ad ammazzare la gente di questa figlia di puttana di comunità di pace.
I paramilitari le insultavano e dicevano loro che avevano una lista, che per ora si erano salvate ma non cantassero vittoria per che essi avevano già ordine di mettersi a San Josesito, l'Unione nelle altre frazioni per realizzare un massacro.
Le contadine chiedevano loro di non fare questo, ma i paramilitrai gli rispondevano con rabbia che questo già era stato coordinato ed era stato dato l'ordine, che con la Polizia e con l'esercito non si scherza, e che si facevano rispettare, e inoltre che loro stessi ( l'esercito e la polizia ) gli avevano dato i nomi di chi dovevano uccidere.
Le domandarono di vari leader della comunità ed accompagnatori, le dissero che quei figli di puttana non si sarebbero salvati e che tutta la zona di San José era pura guerriglia, che dopo due anni di presenza della polizia erano pochi quelli che lavoravano con loro, tutti gli altri erano ruffiani e collaboratori della guerriglia.
Dopo di averle tenute lì mezz'ora e continuando ad insultarle e a minacciarle le lasciarono andare reiterando la richiesta di non dire niente o le avrebbero ammazzate.
Questi fatti evidenziano l'azione assassina e paramilitare che il governo tenta di nascondere, si è cominciato di nuovo un'onda di assassini contro leader delle zone umanitarie e di nuovi fatti di morte contro la comunità, così come avevamo detto.
Questa azione di sterminio del governo contro la comunità è nuovamente fallita poiché non retrocederemo davanti ai nostri principi, seguiremo più fermi che mai, ci incoraggia ad andare avanti con la nostra trasparenza in questa ricerca e la solidarietà di molta gente a livello nazionale ed internazionale che credono in un mondo giusto ed alternativo. Il lavoro di Francisco, la sua memoria ci dà forza per proseguire, la nostra maggiore solidarietà è per i suoi i suoi figli e la sua famiglia.
COMUNITÀ DI PACE DI SAN JOSÉ DI APPARTADO
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