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(La Premessa)
Non c'è più la mezza stagione
E non ci sono più neanche gli inviati di una volta.
Potremmo citare nomi di noti corrispondenti del giornalismo che riportano alla mente testimonianze che hanno ancora il sapore della scoperta, la polvere del viaggio, i colori e i suoni di mille popoli diversi. Potremmo evocare l'immagine di colei o colui che armi e bagagli, o meglio carta e penna parte per un avventura che è quella del racconto, passo dopo passo
Ma per fortuna ora c'è la grande rete, la banda larga che, stando comodamente seduti alla nostra scrivania, ci concede di entrare in contatto, vedere, ascoltare il mondo in un solo click di mouse o telecomando. Questo, però sappiamo non essere la realtà. Con il computer, con la televisione NON entriamo in contatto, NON vediamo e NON ascoltiamo la realtà, ma solo una sua riproduzione. E a volte non possiamo neanche godere della sua rappresentazione per il solo motivo che la notizia è omessa alla fonte, o non viene ritenuta degna di nota.
(L'Idea)
"Se la montagna non va da Maometto
"
Il giornalista - il ricercatore, l'osservatore - va dalla notizia!
Spesso, invece, siamo condannati a recepire dati, testimonianze, e cronache senza una reale verifica della fonte, per mancanza di tempo, e soprattutto di fondi. In genere l'importanza della notizia si calcola, secondo il tariffario della convenienza economica: così facendo è realistico ipotizzare che ogni notizia perda di valore di fronte alla facile reperibilità delle nozioni essenziali con l'uso delle fonti indirette, come le agenzie di stampa, ufficiali e non, o informazioni ricavate da una ricerca su internet, senza avere spese di trasferta.

Terre Madri,
Osservatorio Indipendente sulla Regione Andina - Selvas.org
Traduttori per la Pace
ORGANIZZANO
Dal 15 al 25 Novembre 2007
in collaborazione con
Acciòn Ecologica (Ecuador)
e con l'adesione del TransNational Institute - TNI (Netherlands)
"INVIATI SPECIALI"
Missione di verifica su Ambiente,
Salute e Diritti Umani in Ecuador
Un viaggio di conoscenza e osservazione della realtà sociale, politica e ambientale in Ecuador.

Una parte del viaggio sarà dedicata ad incontrare le organizzazioni indigene, e i gruppi impegnati nella difesa dell'ambiente e dei diritti umani. Si avrà la possibilità di conoscere progetti di cooperazione locale e internazionale tra cui progetti italiani, tutto tra gli splendidi scenari naturalistici delle Ande e dell'Amazzonia, e consentiranno all'osservatore di approfondire il contesto geo-politico-sociale dell'area.
Le Missioni prevedono di affrontare in modo particolare due argomenti, con valenza e carattere internazionale, ma con scarso appeal giornalistico secondo le agenzie internazionali.
Sarà prevista una trasferta lungo la frontiera tra Colombia ed Ecuador per valutare l'impatto ambientale e sociale delle fumigazioni aeree di glifosato, operazioni antidroga istituite nel quadro del cosiddetto "Plan Colombia", e verificarne gli effetti attraverso la raccolta di dati e testimonianze con la popolazione locale. Sono previsti inoltre incontri con studiosi, ricercatori scientifici, autorità e istituzioni dell'Ecuador.
Saranno altresì previsti incontri con esperti economisti e ambientali (possibile visita anche a pozzi di estrazione) per comprendere l'impatto dell'industria petrolifera in Amazonia e la novità internazionale della proposta di moratoria estrattiva, ricordata dal presidente ecuadoriano Rafael Correa in occasione dell'ultima riunione generale delle Nazioni Unite.
M I S S I O N
1 - L'oggetto della prima verifica è l'uso di diserbanti sulla foresta pluviale e aree coltivate, e il conseguente danno alla salute umana
e all'ecosistema ambientale.
Le fumigazioni (aspersioni aeree) di glifosato (diserbante), sono una pratica prevista nel Piano Antidroga e nella lotta alle coltivazione illecite da parte della Colombia. La prossimità, e addirittura, il superamento della frontiera Ecuadoriana, di questa pioggia di veleni è ancora oggi causa di attrito tra le due cancellerie andine.
2 - L'oggetto della seconda verifica è l'innovativa proposta di Non Sfruttamento Petrolifero di un'area naturale amazzonica - riserva Unesco di biodiversità - in cambio di un risarcimento della Comunità Internazionale.
Il Progetto Yasunì tratta di lasciare inesplorata sotto terra un'enorme quantità di petrolio, almeno 920 milioni di barili nei prossimi 25 anni. Il governo dell'Ecuador propone, invece, che gli venga corrisposta dalla comunità internazionale una cifra pari a circa la metà delle entrate nette come contropartita dell'impegno a lasciare il petrolio sotto terra e combattere così i cambiamenti climatici senza danneggiare l'economia della nazione che vive grazie all'esportazione dello stesso petrolio
Il viaggio in Ecuador consente l'osservazione diretta, la verifica personale, la raccolta di dati, testimonianze e documenti utili alla realizzazione di reportages giornalistici e scientifici.
La proposta di viaggio e stata costruita secondo le esigenze giornalistiche, di razionalizzazione dei tempi e degli incontri, senza però voler limitare la libera iniziativa del professionista interessato.
Ai partecipanti sarà offerta la logistica, delle soluzioni vantaggiose di pernottamento, il supporto informativo necessario, interpretariato di base, documentazione bibliografica e contatti utili alla preparazione del viaggio e all'approfondimento del tema in oggetto e delle comunità locali..
Si prevedono uno o più incontri preparativi e di coordinamento a Roma e/o Milano.
Per informazioni e adesioni all'iniziativa:
Gianni Tarquini.
terre.madri@libero.it
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