:: Si conclude il FSM di Nairobi :
Il re è morto! Viva il re! Si chiude la VII edizione del Forum Sociale Mondiale (FSM) di Nairobi. Viva l'Africa!
Dopo cinque giorni di scambi, dibattiti, interculturalità su vasta scala e manifestazioni, è d'obbligo guardarsi indietro, e il bilancio diventa imprescindibile.
Il complesso equilibrio di tre forum in uno
Per Selvas.org - Sergio Ferrari - desde Nairobi, Kenya - colaboración E-CHANGER e Periódico Le Courrier (Svizzera)
Traduzione di Arianna Ghetti e revisione di Sonia Chialastri, Traduttori per la Pace
Se qualcosa è stato pianificato nel corso dell'intero incontro altermondialista, è stata la coesistenza di diversi forum in uno.
Il primo si è svolto all'interno del Centro Sportivo Internazionale Moi, di Kasarani, immensa struttura di 100 mila posti, adattata in maniera creativa per ospitare i 50.000 partecipanti.
È stato il forum dei dibattiti intensi, degli spazi ridotti e della lenta riflessione. L'essenza teorica di un incontro che non ha deluso per la sua ricchezza tematica. Un incontro nel quale erano presenti non solo le grandi figure tradizionali di questi eventi, ma anche la specifica componente africana. Un incontro nel quale sono emersi le relazioni Europa-Africa, il debito pubblico, la finanza internazionale, la terra, l'AIDS, la lotta contro la miseria e l'esistenza stessa presente e futura dell'FSM. Una preoccupante assenza le grandi sfide ecologiche nonostante la crescente desertificazione dell'Africa.
All'esterno delle tribune, nel corridoio che circonda l'intero stadio, sempre all'interno dell'area delimitata, si è svolto il secondo forum, quello della musica, delle espressioni culturali, dell'esposizione e vendita di prodotti locali, delle manifestazioni interne, del grido e della passione. Una combinazione di mercato e teatro permanente. Un forum che ha apportato colore, calore e vita, e che ha trasmesso il segnale - come durante il forum di Mumbai nel 2004 - che nel pianeta esistono altre forme di concepire, vivere ed esteriorizzare la politica.
Il terzo forum è stato quello dei grandi padiglioni, all'esterno del centro sportivo e oltre le inferriate. Salvo rare eccezioni - come per lo spazio dei Diritti Umani, ha pagato il prezzo delle grandi proporzioni e della desolazione. Un elefante sproporzionato. Recinti predisposti per ricevere mille persone, ma dove ne erano presenti solo un centinaio. Il luogo dove è stata organizzata una protesta contro i prezzi salati degli alimenti e la registrazione dei rappresentanti locali - che si è trasformato persino in mini manifestazioni simboliche.
Era, paradossalmente, il settore delle iniziative autodefinite co-organizzate, le uniche che nel programma erano accompagnate da nomi di note personalità. Non ha funzionato. Non ha quasi apportato alcun contribuito. Con un'aggravante ancora maggiore: era la parte del forum aperto al pubblico, dove qualsiasi partecipante, anche senza crediti, avrebbe potuto assistere.
Era il settore geografico del Forum di intersezione con la società civile di Nairobi. Insufficientemente presente, non solo nella marcia di apertura ma anche nella vita quotidiana del Forum.
Cala il sipario: l'FSM ha vissuto un'altra edizione. L'Africa ha goduto del proprio forum. La sfida del futuro è chiara: che il terzo forum, quello esterno, quello che non ha funzionato, si trasformi presto nel più importante, che i movimenti sociali africani si rafforzino, e che Nairobi rinasca.
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