26-01-2007
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VII Forum Sociale Mondiale
Nairobi - Kenia 2007



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VII Forum Sociale Mondiale
2007
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:: Africa, un appuntamento a lungo atteso :

Migliaia di rappresentanti di organizzazioni sociali hanno partecipato sabato a Nairobi all'apertura della settima edizione del Forum Sociale Mondiale (FSM) durata quasi otto ore. La festa popolare di apertura dell'evento è stata preceduta da una manifestazione conclusasi a 'Uhuru Park', il Parco dell'Independenza della capitale.

Il Forum Sociale Mondiale si è aperto con una festa popolare

Per Selvas.org - Sergio Ferrari - da Nairobi, Kenya - colaboración E-CHANGER

Traduzione di Arianna Ghetti e revisione di Sonia Chialastri, Traduttori per la Pace




La manifestazione, organizzata da diverse associazioni religiose, politiche e sociali, è partita dal quartiere popolare di Kibera.

Una volta giunti all'“Uhuru Park”, altri manifestanti si sono aggregati. La presenza attiva e visibile di gruppi religiosi ecumenici vestiti con abiti caratteristici ed in mano cartelli e striscioni ha dato alla marcia una particolare sfumatura.

Gli striscioni e le bandiere stesse delle manifestazioni di apertura delle edizioni precedenti del Forum a Porto Alegre sembravano un ricordo lontano. E la musica - assieme ad alcuni canti religiosi - ha preso il posto degli stridenti slogan politici degli appuntamenti brasiliani.

L'“apertura ufficiale” di questa settima edizione dell'FSM è spettata al militante sociale brasiliano Francisco “Chico” Whitaker, membro del Consiglio Internazionale e uno degli otto co-fondatori del Forum di Porto Alegre, il quale ha ricevuto il dicembre scorso il Premio Nobel alternativo della pace.

PER UN'ALTRA AFRICA POSSIBILE

Nel suo breve discorso, Whitaker ha confermato gli obiettivi essenziali dell'FSM e ha rivendicato l'importanza dello stesso come ampio spazio d'incontro e ricerca di alternative. Rappresentanti di America Latina, India, Europa e Palestina si sono poi succeduti sul palco.

Una dirigente latinoamericana di Via Campesina ha parlato per conto del gruppo dei movimenti sociali, confermando l'impegno a favore di un cambiamento radicale di sistema e delle logiche neoliberali dominanti.

Kenneth Kaunda, ex-presidente dello Zambia, con il suo discorso di quasi un'ora, si è trasformato nel principale oratore dell'apertura, sottolineando le aspirazioni dell'intero continente a favore di un'altra Africa possibile.

Kaunda ha ricordato con emozione i leader storici dell'indipendenza; ha rivendicato le lotte di liberazione e ha messo in risalto le grandi sfide del proprio continente. Tra queste, un maggior riconoscimento del ruolo delle donne, le quali sono già protagoniste attive della vita associativa e sociale di numerosi paesi africani, tra cui lo stesso Kenia.

E sono state proprio le donne a coordinare l'evento di apertura, dove non è mancata la musica tra un intervento politico e l'altro. A quasi tre ore dall'apertura, l'evento si è trasformato in una grande festa popolare, con gruppi africani di spicco e cantanti latinoamericani. Il brasiliano Martinho Davila è stato l'elemento scatenante del ballo collettivo che di lì a poco avrebbe occupato tutto lo spazio aperto del parco keniota.

CAUTO OTTIMISMO

“L'aspetto più importante di questo evento è rendersi veramente conto che il Forum si sta svolgendo, finalmente, in Africa”, ha enfatizzato Antonio Martins, un altro dei soci fondatori dell'FSM.

Dal “sogno africano” alla sua concreta realizzazione: un processo che ha richiesto oltre un anno di preparazione e organizzazione pratica, che tuttavia non hanno soddisfatto certe aspettative del militante mozambichese Tamele Varano, secondo il quale la partecipazione all'apertura del forum “avrebbe potuto essere migliore”. Secondo la sua interpretazione “si percepiscono certi problemi relativi alla mobilitazione locale”.

Temi concreti di enorme preoccupazione nel continente, come l'impatto dell'AIDS, la lotta contro la povertà, il debito pubblico e la sovranità alimentare saranno al centro del dibattito keniota, così come le relazioni economico-finanziarie internazionali, il divario Nord-Sud e il futuro stesso del forum altermondialista.

L'FSM aspira a riunire migliaia di rappresentanti dei cinque continenti, nonchè personalità di elevato livello mondiale, tra cui l'ecologista keniota Wangari Maathai, premio Nobel per la pace 2004; l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, anch'egli premio Nobel (1984), e due personalità femminili africane molto note: Winnie Mandela, ex moglie di Nelson Mandela e la leader altermondialista Aminata Traoré.


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