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... Desde los andes la selva parece un océano de verde, siempre igual...
Así no es, cada árbol, cada hoja hasta cada raíz tiene su historia, su cuento y su dignidad...
La selva es para muchos la oscuridad...
para nosotros es la realización de la diversidad.

(Tratto dal libro di Cristiano Morsolin
Los Colores de la Alternativa)


:: SPECIALE FSM 2005 :

Una grande SPERANZA DI GIUSTIZIA abbraccia tutta l’America Latina... e ci si incammina verso il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre con i mgliori propositi per costruire un’alternativa al modello neoliberista, rafforzare reti, organizzazioni e movimenti. Prima tappa verso l'incontro mondiale é il Foro Sociale Pan Amazonico dal 18 gennaio a Manaus nel cuore del grande oceano verde. Concluso l'anno dell'anniversario di Chico Mendes, martire dell'Amazonia, le parole di Marina Silva ci ricordano che: "l'Amazzonia è il polmone del mondo e la distruzione della sua foresta, così come la sopravvivenza dignitosa delle comunità che l'hanno conservata per migliaia di anni, sono questioni che riguardano il mondo intero".


Preparando il Forum Sociale Mondiale

Da Rio de Janeiro - Cristiano Morsolin


Le foto di questo servizio sono di Simone Bruno e si riferiscono al WSF 2003


DOCUMENTI ALLEGATI:

>> FÓRUM SOCIAL PAN-AMAZÔNICO
Quale modello di sviluppo per l'Amazzonia (download .rtf in Brasiliano)


>> Intervista a Marina Silva
del 28/12/04 dal Correio Braziliense (download .rtf in Brasiliano)



>> Appello per la librtà di Pe Tiago
lettere di proteste (download .rtf in Brasiliano)



15 gennaio 2005


Capodanno e speranze di giustizia
Il capodanno nella spiaggia di Copacabana é stato affascinante e sobrio, immersi nella folla oceanica di due milioni di persone, al ritmo di samba, con gesti di solidarietá per il popolo di Haiti (uno dei tanti conflitti dimenticati...) e le vittime del maremoto.
Con l’alba del nuovo anno si pensa ai sogni, ai propositi, alle nuove prospettive che si aprono per l’umanitá.

Una grande SPERANZA DI GIUSTIZIA abbraccia tutta l’America Latina....che condivido qui a Rio con Lucia, giovane antropologa della Defensoria del Pueblo di Buenos Aires che ora frequenta un master di criminologia all’Universitá di Niteroi: é la speranza di giustizia del popolo ARGENTINO che, con l’estradizione in Spagna del generale Adolfo Scilingo, accusato di genocidio (ha testimoniato di aver partecipato ai “voli della morte” gettando nell’oceano 30 desaparecidos vivi), apre un precendente storico.

E’ la speranza dell’Ecuador che mi racconta via e-mail Marta, dirigente di Pachacutik che ha partecipato alla Assemblea della Confederazione della nazionalitá indigene dell’Ecuador CONAIE (www.conaie.org ) che a dicembre ha eletto Presidente Luis Macas, storico dirigente del maggiore movimento indigeno dell’America Latina, malgrado le pressioni e le ingerenze di Vargas, attuale Ministro del Benessere sociale del Gobernó Gutierrez che, dopo l’impeachment é duramente questionato per aver tradito il popolo equatoriano ed averlo dato in pasto ai dettami (o ai pescecani...) disumani del Fondo Monetario Internazionale e dell’Amministrazione Bush.

E la speranza di giustizia del Governo Bolivariano del Venezuela che ha documentato Mailer Mattie – economista venezuelana e cooollaboratrice di Selvas.org, da Caracas con gli entusiasmi per la approvazione della nuova riforma agraria.

E’ la speranza di finire con l’impunità per il dittatore Pinochet e per un sistema che continua a criminalizzare il popolo Mapuche in Cile, come sta documentando Eugenia, giovane giornalista mapuche che sta viaggiando per le carceri del sud del paese e raccogliere testimonianze di violazioni dei diritti umani

E’ la speranza di realizzare al riforma agraria che accomuna milioni di Sem-Terra in Brasile che mi racconta Alzení, leader della CPT nel nord-est castigato dalla siccitá che festeggia il capodanno in un asientamento di un contesto di forte conflittualitá.
Il continente Brasil impersonifica queste grandi disuguaglianze e contraddizioni sociali.
Qui in Brasile si sente anche una gran fame di diritti e di ... famiglia e comunitá per milioni di meninos de rua... Penso alla casa-famiglia dell’Organizzazione Sao Martinho que anima il vicinato, sotto casa mia, con giochi e grida: l’affetto e la integrazione di una comunita´sta rigenerando tanti meninos de rua, un esercito di senza famiglia, abbandonati per strada come cani randagi (e naturalmente la polizia qui a Rio interviene per “ripulire” le spiagge di Copacabana e Ipanema, prima del Natale e del Carnevale, scaricando il meninos de rua in istituzioni disumane come FEBEM che ha ricevuto decine di denunce per maltrattamenti e violenze, spesso denunciate da Padre Julio Lancellotti), facile preda del narcotraffico...


Verso l'apertura del Foro Sociale Mondiale
Questo sogno di integrazione possibile, di convivialitá delle differenze é una delle sfide del Foro Sociale Mondiale...
Il Brasile é tutto in movimento per la preparazione quinto Foro Sociale Mondiale che aprirá i battenti a Porto Alegre il prossimo 26 gennaio anche se prima si svolgeranno vari eventi mondiali come il Foro Mondiale dell’Informazione, dei giudici, dei parlamentari; si inizia a Manaus (Amazônia) il Foro Pan-Amazzonico il prossimo 18 gennaio.
Personalmente saro a Porto Alegre il 23 prossimo per l’assemblea continentale della rete per la cancellazione dei debito estero JUBILEO SUR/Américas che accompagno fin dal Tribunale Ético Andino realizatosi a Lima nel novembre 2001. Tra la marea di seminari e laboratori vi ricordo che il 29 gennaio ci sara l’assemblea dei Popoli del Sud creditori del debito sociale, ecológico e storico, il 27 l’Assemblea Mondiale dei Movimenti Sociali e il 31.1 la grande márcia contro ALCA, Trattato di Libero Commercio, contro le guerre... e Bush...

Sono riuscito a intervistare Fátima di Mello – coordinatrice della REBRIP – Rete Brasileira pela integração do povo, Moema Miranda IBASE e Julia de Giovanni – Márcia delle Donne, capitolo Brasile, entrambi partecipanti al comitato internazionale FSM e spero nei prossimi giorni di riuscire a sbobinare.

Ho incontrato Maite Llanos, simpatica argentina che lavora nella segreteria di Sao Paulo della grande ALLEANZA SOCIALE CONTINENTALE (www.asc-hsa.org ), che parla corretamente l’italiano (ed é disponibile per interviste) che mi ha commentato le aspettative per il FSM: “ Per la quantitá espressiva di attivisti e di organizzazioni di tutto il mondo che vi parteciperanno, il Foro Sociale Mondiale é uno spazio privilegiato per l’articolazione delle lotte globali contro il libero commercio, il debito e la militarizzazione, temi centrali delle campagne che oggi l’Alleanza Sociale Continentale sta realizzando. Con questo spirito di stabilire collettivamente le linee di azione politica e di ricercare una migliore strategia di azione, le varie organizzazioni, movimenti di tutto il mondo insieme alla Alleanza stabiliranno una programmazione di attivitá in Porto Alegre.
In questo ambito si realizza per esempio la Assemblea Mondiale dei Movimenti Sociali, la plenaria di convergenza dei movimenti sociali contro il trattato di libero commercio e l’Assemblea contro la Guerra e la Militarizzazione.
Rendere popolari le tematiche relative al trattato di libero commercio e queste altre tematiche sará uno dei temi in discussione al FSM, una meta da perseguire durante i vari giorni dell’evento. Per questo si stanno raggruppando varie iniziative tutti i giorni nella Tenda della Solidarietá JA BASTA., una tenda speciale dove reti e movimenti di tutto il mondo esporranno le loro principali bandiere di lotta, distribuendo materiali e discutendo con il pubblico”.



Si inizia con il Foro Pan Amazzonico
L’anno vecchio si é concluso con l’anniversario di Chico Mendes, martire dell’Amazzonia.
Il governo dello Stato dell’ACRE ha consegnato il 24 dicembre il premio CHICO MENDES DE FLORESTANIA al lider indigeno Joaquim Yanawawa, all’antropologo Anthony Gross, fondatore dell’Istituto Socio Ambientale ISA (www.isa.org.br ) e alla Ministra dell’Ambiente, Marina Silva, che é rimasta l’unica voce del Governo Lula che ha mantenuto una linea profetica, manteniendo il suo impegno in difesa di uno sviluppo equo e sostenibile per l’Amazzonia, il polmone verde della Terra.
La ministra Marina Silva era compagna di Chico Mendes fin dalla fondazione della CUT – Centrale Unica dei Lavoratori dell’Acre nel 1984.
Qualche lettore italiano l’avrà incontrata al Foro Sociale Mondiale di Porto Alegre del gennaio 2003.
Marina è l'erede di Chico Mendes, figlia di seringueiros (raccoglitori di caucciù), ex senatrice dell'Acre e neo ministra dell'ambiente del governo Lula.
Racconta la sua militanza in difesa della foresta amazzonica, della Pachamama MADRE TERRA. Impara a leggere e scrivere solo a diciassette anni dopo un'infanzia durissima in Amazzonia dove la sua famiglia si era trasferita per sfuggire alle ricorrenti carestie dell'arido nordest.
Ha lavorato fin da bambina per aiutare i sette fratelli, camminando 14 Km al giorno. A 14 anni muore la madre e diventa capo-famiglia. La sua vocazione di ambientalista, anzi di socio-ambientalista, che coniuga preoccupazioni sociali ed ecologiche, sorge da questa infanzia in mezzo alla foresta, in mezzo alle conoscenze tradizionali dei popoli della foresta e della lotta nella sua difesa.
"Era una vita durissima. Riuscivamo a sopportarla solo grazie alle tradizionali conoscenze indigene, che ti insegnano come sopravvivere e curarti utilizzando le risorse della foresta e grazie alla solidarietà della comunità che è, era fortissima": in queste comunità attanagliate da conflitti tra latifondisti, compagnie multinazionali e seringueros, Marina viene designata come rappresentante e spedita a frequentare una scuola di formazione politica per attivisti sindacali, che le permetterà di incontrare Chico Mendez e Leonardo Boff. L'esponente della teologia della liberazione la definisce "figlia di uno spirito evangelico radicale e la degna rappresentante di un popolo come quello brasiliano nella sua umanità africana, indigena e femminile".
Marina conclude la sua lunga testimonianza: "Dobbiamo impegnarci tutti affinchè Il Brasile sia un esempio di soluzione pacifica dei conflitti sociali, etnici e ambientali, senza dimentare che l'Amazzonia è il polmone del mondo e la distruzione della sua foresta, così come la sopravvivenza dignitosa delle comunità che l'hanno conservata per migliaia di anni, sono questioni che riguardano il mondo intero".
( Vedi http://www.selvas.org/newsAN0403.htm ).



Durante la premiazione il Governatore dello Stato dell’Acre Jorge Viana (consulente del Sindacato dei Lavoratori Rurali di Xapuri all’epoca dell’assassinio di Mendes) sottolinea il concetto di FLORESTANIA, che rappresenta l’unione di Floresta e CIDADANIA, un nuovo concetto di sviluppo della foresta amazzonica che si focalizza “nell’investire nella piena cittadinanza dei popoli della foresta e della stessa foresta, attraverso investimenti dello stato in termini di educazione, salute, forme di profuzione estrattiva, rispetto della foresta”.
Alla celebrazione erano presenti anche familiari, amici e vecchi compagni del sindacalista martire tra cui la vedova Ilzamar Gadelha, la figlia Elenira Che hanno assistito alla proiezione di un vídeo con l’ultima intervista a Chico Mendes, che spiegava il suo timore per il sequestro dei propri familiari e per la própria morte, per essere obbligato a cambiare luogo per dormire ogni notte.
E’ la stessa situazione critica che sta vivendo il giornalista Lúcio Flávio Pinto, testimone e difensore dell’Amazzonia, minacciato di morte per il suo impegno, amico di Maurizio Chierici che ha scritto un importante reportage sull’Unita, amico di Macondo (www.macondo.it ), amico di tanti militanti che lottano per la pace e la giustizia nel mondo.
Anche per questo riveste una simbolica importanza che si realizzi a Manaus il Foro Pan Amazzonico dal 18 al 22 gennaio.


Una proposta concreta
Qui a Rio de Janeiro abbiamo appreso della notizia che il Vaticano há intimato la improvvisa partenza al profetico vescovo Dom Pedro Casaldaliga, da oltre 30 anni impegnato nella scelta preferenziale dei poveri, contro il lavoro schiavo, l’imperialismo neoliberale e per la riforma agraria, che in una recentíssima intervista a Brasil do Fato ha tirato le orecchie al governo Lula. Dom Tomaz Balduino, battagliante presidente della Commissione Pastorale della Terra ha denunciato sulle pagine della Folha di Sao Paulo, la mancanza di democrazia nelle decisioni del Vaticano...
Ho ricevuto la notizia del sequestro a Recife di un missionario della Commissione Pastorale della Terra CPT di Recife Pe. Thiago Thorby in un conflitto per la terra: vi chiedo di inviare lettere di proteste utilizzando il fac-simile qui allegato, una proposta concreta pensando al Festival delle Utopie affinché non sia solo una passerella turistica ma davvero la costruzione di UN ALTRO MONDO POSSIBILE. Ora prendo l’autobus… che mi aspettano 26 ore di viaggio fino a Porto Alegre e vi aggiorneró... Dopo il Foro Sociale delle Americhe a Quito, il Foro Sociale Chileno a Santiago, il Foro Mondiale della Riforma Agraria di Valencia, ancora in cammino e in movimento per costruire un’alternativa al modello neoliberista e rafforzare reti, organizzazioni e movimenti con la certezza che “Le frontiere non esistono, gli amori SI”, come ha scritto Alexis Ponces da Quito...


Cristiano Morsolin, Collaboratore “Rete Brasiliana di Giustizia Ambientale”
Rio de Janeiro, cellulare (0055.21) 82180724
Co-fondatore “Osservatorio Indipendente sulla Regione Andina SELVAS.org”

E-mail : morsolin2004@yahoo.com
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