6-02-2006
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Speciale II Foro Social Américas - VI Foro Social Mundial Policéntrico

:: Si approfondisce il dibattito nel FSM di Caracas :

All'interno degli assi tematici del FSM di Caracas, la relazione tra i movimenti popolari, i partiti di sinistra e i governi progressisti ha concentrato la maggior quantità di attività. Un dibattito fondamentale che sebbene abbia come quadro di riferimento l'America Latina, va oltre lo stesso per mandare segnali ad altri continenti.

Movimenti sociali e sinistra elettorale: convergenza o confronto?

Per Selvas.org - Sergio Ferrari - colaboración E-CHANGER

Traduzione di Cecilia Silveri, revisione Daniela Cabrera per i Traduttori per la Pace.


Foto di Simone Bruno



Decine di conferenze e seminari nel corso dell'evento di Caracas trattano questo tema, da diverse angolazioni e punti di vista.

Il FSM si trasforma così in questa edizione sudamericana in un vero «laboratorio» di idee. Da idee molto concrete che fanno l'analisi della complessa relazione tra Lula e i movimenti sociali brasiliani; all'esultante complementarietà tra Hugo Chávez e le organizzazioni bolivariane; alla vicinanza di alcuni gruppi piqueteros e di base con Kirchner in Argentina; alle tensioni nella sinistra uruguaiana e cilena nei confronti dei governi progressisti…e alla sfida futura del movimento popolare boliviano davanti all'arrivo di un di loro, Evo Morales, alla presidenza della repubblica. Senza nascondere le tensioni politiche tra il movimento zapatista ed il candidato di centro sinistra, Lopez Obrador, con forti possibilità di vincere le elezioni di luglio prossimo in Messico.

LA SINISTRA «DIFFIDENTE»

Secondo Rafael Agacino, analista cileno e membro del Collettivo dei Lavoratori, un punto fondamentale consiste nel differenziare «la sinistra fiduciosa, tradizionale e storica, da quella diffidente» o nuova sinistra. Entrambe con percezioni diverse sui nuovi soggetti sociali, che nel caso del Cile, sono una conseguenza dei 32 anni di «controrivoluzione neoliberale radicale», che non solo ha cambiato il Paese, ma la soggettività, il modo di pensare della gente.

Mentre la «sinistra fiduciosa» - che rappresenterebbe anche la nuova presidenza - pensa che sia possibile «recuperare l'istituzionalità e lo Stato» che esistevano prima dell'offensiva neoliberale, quella diffidente «si basa su organizzazioni sociali - giovani, lavoratori indipendenti, donne, disoccupati, ecc - che sebbene non voltino le spalle allo Stato, reclamano una chiara indipendenza dallo stesso».

Da queste due visioni scaturiscono due strategie ben determinate. La prima che mira come sempre a «dirigere il processo», l'altra, più nuova, che «più che di conduzione parla di costruzione collettiva».

L'ORGANIZZAZIONE POLITICA DEL MOVIMENTO SOCIALE

Concezione analitica che entusiasma Ricardo Gebrim del Movimento dei lavoratori senza terra (MST) del Brasile, Paese in cui è evidente lo scoramento di una parte significativa dei movimenti popolari nei confronti di Lula.

Se si dovesse fare un bilancio sull'aumento del livello di coscienza della gente e della crescita dell'organizzazione autonoma delle masse in relazione alla partecipazione politica elettorale (del Partito dei Lavoratori), «il risultato sarebbe molto negativo», insiste il giovane dirigente.

Secondo Gebrim, la democrazia rappresentativa, borghese, e quella partecipativa molto spesso sembrano non essere conciliabili. E da qui scaturisce la «grande sfida di pensare a due concetti chiave: che tipo di democrazia e che tipo di organizzazione deve darsi il movimento sociale per esprimersi politicamente».

Con una difficoltà che sebbene non nuova è comunque problematica: «creare concetti e concezioni rivoluzionari in una congiuntura non rivoluzionaria».

Per il MST continua ad essere fondamentale «la costruzione del potere popolare, di confronto con le strutture», e in questo senso è interessante il consolidamento del cosiddetto «Movimento di Consultazione Popolare, che non è né un movimento referendario né un partito - perché ogni volta che si parla di partito si pensa alle elezioni - quanto piuttosto un passo avanti verso la costruzione di un'organizzazione che si nutre dell'esperienza autonoma del movimento sociale».

Si tratta di un dibattito essenziale e «molto nuovo» non solo per il Brasile, ma per tutta l'America Latina. «Richiede uno sforzo di costruzione teorica…» e in questo senso il Forum Sociale Mondiale costituisce uno spazio molto importante. «Non cerchiamo di trarre conclusioni immediate». La riflessione è lunga e l'importante è promuoverla, conclude il dirigente del MST.

RIFLESSIONE PLANETARIA

Sebbene abbia preso vita alla luce di nuovi processi popolari in America Latina, tale riflessione non appartiene ad un unico Paese o ad una regione determinata. Così come suggerisce Françoise David, una delle attiviste principali della Marcia Mondiale delle Donne in Quebec, Canada, che in questo caso si pronuncia come militante politica.

Una forte identità «nazionale», livelli di povertà del 15% della popolazione totale di una regione di 7 milioni di abitanti, così come l'esistenza di almeno sei mila organismi comunitari e di 1500 gruppi di donne determina il particolare tessuto di questa minoritaria regione linguistica.

In Quebec, a metà gennaio di quest'anno, si è formata una nuova forza di sinistra, risultato della confluenza di due organizzazioni politiche. «Un nuovo partito che deve chiarire con chi vuole comunicare…sicuramente non solo con i settori più poveri, ma credo anche con le classi medie», sostiene la dirigente femminista.

Per coloro che pensano che la sfida di questa nuova esperienza in corso «significhi non solo essere di sinistra, ma anche ecologisti e femministe». Bisogna dimostrare che è possibile essere ampli e che insieme a qualsiasi «accordo politico puntuale è anche importante continuare tutte le riflessioni aperte, creando dei ponti tra l'ambito politico e le organizzazioni sociali». La nuova sinistra deve «lasciarsi ispirare e permettere di farsi influenzare dai movimenti sociali, nell'idea del mutuo ascolto e del rispetto totale», conclude.

Riflessione appassionante che marca a fuoco questa sesta edizione del FSM (e seconda del Forum Sociale delle Americhe). Un passo avanti qualitativo importante rispetto ai Forum precedenti, in cui questa tematica era già presente, ma veniva solo lievemente sfiorata. Forse alla luce di un processo, quello brasiliano, in cui le posizioni del governo Lula e dei movimenti popolari non si erano ancora del tutto chiarite.

Caracas fa oggi un passo avanti in un dibattito fondamentale. Non esistono risposte automatiche, uniche e monocromatiche. La stessa diversità dell'America Latina - e del pianeta - non accetterebbe conclusioni ferree. Tuttavia, il movimento sociale arriva oggi al bivio, senza autocensure e con grande maturità. Le pratiche, ricche e variegate si moltiplicano. Le alternative le seguiranno a ruota.

Sergio Ferrari, Colaboración E-CHANGER
ONG de cooperación solidaria promotora del Foro Social Suizo


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