:: Breve - Messico/USA: la frontiera uccide e discrimina
Contro il Muro della "vergüenza"
Da Caracas Tito Pulsinelli - Selvas.org 28/01/2006

Foto di Simone Bruno
Nel 2005, lungo la frontiera che divide il Messico dagli Stati Uniti sono morte 460 persone emigranti. Negli ultimi 12 anni, cioé da quando é entrato in vigore il Trattato di Libero Commercio, sono mortie o sono state assassinate 500 persone all'anno mentre cercavano di attraversare la frontiera.
Le morti avvengono nei due lati della frontiera, e non sono solo una prerogativa di Bush. Nel primo trimestre dell'anno scorso sono stati ritrovati 50 cadaveri dal lato messicano, a cui si aggiungono i "desaparecidos" che muoiono disidratati nel deserto.
Lungo la frontiera californiana di San Diego-Tijuana sono state scoperte fosse comuni con corpi non identificati, e la rete di azione contro il Muro di questo settore -che raccoglie oltre 40 comunitá- denuncia che la militarizzazione crescente e accelerata in atto, cominciata con la "Operacion Guardian", dal 1994 ha accumulato 4000 tra morti e desaparecidos.
Le reti messicane e degli Stati Uniti che lottano per la libera circolazione
delle persone, hanno annunciato l'inizio di un ciclo di lotte che culminerá in un Foro Sociale Frontaliero, nella prima settimana di maggio.
E' stato varato un ciclo di proteste contro il Muro della Morte che sta costruendo Bush, in cui stanno convergendo le reti degli immigrati clandestini latinos, quelle degli afro-americani, gli indigeni canadesi e i latino-americani.
Il 21 marzo, a Tapachula -frontiera tra Guatemala e Messico- avrá inizio la marcia di protesta che risalirá verso il nord, culminando l'esodo il 28 aprile a Ciudad Juarez, frontiera con il Texas.
Ciudad Juarez é la cittá-laboratorio della repressione, dove sono dislocate una gran quantitá di fabbriche tessili, che occupano oltre mezzo milione di operaie.
Sinora sono state trucidate un numero imprecisabile di operaie, comunque superiore al migliaio. Non si tratta di uno sconosciuto serial Killer ma di una repressione freddamente calcolata, in cui le multinazionali falcidiano le operaie con "squadroni della morte", per continuare a mantenere vigente un altissimo livello di sfruttamento.
Il 28 marzo, anniversario dell'occupazione di Ciudad Juarez da parte di Pancho Villa, convergeranno dai due lati della frontiera, per protestare contro il Muro della Morte e praticare concretamente il diritto alla libera circolazione delle persone.
Esattamente come si faceva prima della colonizzazione anglossassone.
L'appello lanciato a Caracas, é che in queste giornate che segneranno l'inizio di una "intifada" anti-Muro, in Latinamerica ed Europa, si svolgano proteste contro le ambasciate del Messico e degli Stati Uniti.
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