:: Breve - Venezuela: comunità Wayùu e Barì minacciati dal carbone
Per il diritto di proprietà indigeno
Da Caracas Giuseppe Tarantino - Selvas.org 28/01/2006

Foto di T.Tancredi
«Le terre indigene, l'acqua, i boschi sono minacciati dalle troppe miniere di carbone», denuncia un dirigente Wayùu, etnia indigena della Sierra venezuelana.
Il contesto non è quello dell'Hotel Hilton Caracas, centro multietnico del sesto FSM, ma la Plaza Bolivar, simbolo della rivoluzione bolivariana cui si ispira il presidente Hugo Chavez, dove ieri mattina si sono riunite centinaia di indigeni appartenenti a dieci comunità Barì e Wayùu della Regione Zuliana, per protestare contro lo sfruttamento minerario.
Denunciano le gravi condizioni in cui sono costretti a vivere dalle multinazionali che hanno ottenuto in concessione l'estrazione del carbone della Miniera Norte, anche con l'appoggio di Corpozulia, ente pubblico di sviluppo della Regione. Intere comunità rinchiuse nei loro territori, recintati con il filo spinato e con la possibilità di attraversare i loro confini soltanto per due giorni a settimana.
Terre popolate da circa trecento comunità, terre ricche di biodiversità, con risorse idriche sufficienti per il fabbisogno di numerose città, tra cui Maracaibo.
Ad oggi, sostengono gli indigeni, il Governo nazionale non ha tenuto in conto le petizioni presentate ed appoggiate da varie associazioni ecologiste.
Tra le richieste delle comunità indigene: porre fine al rilascio di concessioni per l'estrazione del carbone, ottenere il riconoscimento del diritto di proprietà sui loro territori ancestrali, nonchè le sovvenzioni necessarie al ripristino delle originarie condizioni ambientali.
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