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6-09-2004



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:: SPECIALE FSA 2004 :

Heinz Dieterich:
Si costituisce il soggetto agente della Società civile latinoamericana
(I)



Da Quito - Cristiano Morsolin
Quito, 30 luglio 2004



Da: Rebelión

Traduzione di Sonia Chialastri - Revisione di Cecilia Di Vita per
Traduttori per la Pace


Il Foro Sociale delle Americhe (FSA) ha adempiuto alla grande speranza che le popolazioni della Patria Grande avevano in esso riposto: cessare di essere un'Accademia estiva (Ramonet) per diventare una Scuola della trasformazione latinoamericana.

In questa maniera, la società civile latinoamericana esce da uno stato di apatia privo di capacità operativa e di reale incidenza sulla politica mondiale e globale, per trasformarsi in un soggetto agente nellÅfemisfero alla pari degli Stati fondatori.

La simpatica e ricorrente convivenza di arcobaleni - che, da una parte, ha riflettuto lo stato oggettivo di sviluppo di quei movimenti e, dall'altra, gli interessi di predominanza di forze sistemiche politiche ed intellettuali creole ed esterne è avvenuta in un mare di miseria e repressione, è giunta, infine, ad un crocevia che obbliga ciascun soggetto partecipante a prendere una decisione: continuare a produrre carte e dichiarazioni che nessuno prende sul serio, o diventare un soggetto autonomo della trasformazione latinoamericana.

Coloro che decideranno di abbandonare le chiacchiere e le vuote dichiarazioni, finanziate dalle istituzioni del Primo Mondo (imperialista), hanno quale obiettivo strategico del loro operato la democrazia partecipativa, vale a dire la conquista dell'istituzionalità della nuova civilizzazione postcapitalista. Il loro progetto più immediato consiste nella costruzione del Blocco Regionale di Potere (BRP).

All'interno di questa coscienza, centinaia di organizzazioni partecipanti al FSA hanno deciso di costituire una delegazione in rappresentanza dei movimenti della società civile latinoamericana che s'incontrerà al più presto con i Capi di Stato del nascente Blocco Regionale di Potere, i Presidenti Hugo Chàvez, Fidel Castro, Nèstor Kirchner, Ignacio"Lula" da Silva, Nicanor Duarte e, dopo novembre, Tabarè Vàzquez.

Questi movimenti della società civile latinoamericana, costituitisi come soggetto agente di un Nuovo Progetto Storico delle maggioranze, sottoporranno all'attenzione dei Presidenti latinoamericanisti, protagonisti ufficiali dell'integrazione latinoamericana, due tracce di accordo: 1. La rinegoziazione in blocco del debito estero, all'interno degli accordi del "Caso Olmos" (Argentina) e dell'Accordo di Londra, del 1952, a favore della Germania; 2. la partecipazione dei suddetti Presidenti ad un Vertice organizzato dai movimenti sociali, incentrato attorno a quattro punti centrali e di pubblico dominio, sull'integrazione economica, politica, culturale e militare della Patria Grande.

La decisione di rinegoziare in blocco il debito estero è di fondamentale importanza economica per la maggioranza dei paesi menzionati, perchè non esistono possibilità di migliorare il livello di vita dei nostri popoli senza chiudere questa vena aperta, ma è ancora maggiore la sua importanza politica.

Il successo della rinegoziazione del debito è oggettivamente possibile, in quanto il volume dei debiti congiunti di Argentina, Brasile, Venezuela e Cuba è sufficiente a far crollare l'intera economia mondiale, a cominciare dal suo settore egemonico, quello finanziario. Mai nella storia economica si è avuto un maggiore potere di negoziazione.

La totale rinegoziazione del debito estero è, pertanto, l'espressione della volontà politica di opporsi al capitale finanziario imperiale. L'assenza di questa volontà starebbe ad indicare che non esiste un impegno concreto con le popolazioni latinoamericane e, in tal caso, dovranno loro stesse mettere a punto una propria agenda autonoma di trasformazione della Patria Grande.

La Delegazione del Blocco Regionale di Potere non sarà un altro comitato di solidarietà all'interno di una logica assistenziale agli Stati latinoamericani, e nemmeno un'organizzazione non governativa (ONG) che tenta di rimediare agli abusi e ai singoli pregiudizi del sistema. Tanto meno sarà un gruppo politico che raccoglie gente per finalità partitiche e governative in cambio di prebende e di posti di lavoro all'interno degli apparati statali.


Questo venerdì, 30 luglio, alle 10:30, nel Salone del Prado dell'Hotel Barnard, a Quito, nel corso di una conferenza stampa convocata da personalità e da molteplici forze sociali partecipanti al Foro, verranno presentati questo nuovo soggetto agente della società civile latinoamericana, il Progetto Storico del Blocco Regionale di Potere e il programma di lavoro che c'è dietro alla seconda indipendenza.


Cristiano Morsolin, educatore, giornalista ed operatore di reti internazionali.
Co-fondatore dell’Osservatorio Indipendente regione Andina SELVAS.org – www.selvas.org
Dopo varie esperienze in Italia, Brasile, Ecuador, attualmente lavora a Lima nella cooperazione internazionale.


E-mail: utopiamos_peru@yahoo.com